Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Giovinazzo

  • Scandalo prete pedofilo a Foggia, le telecamere della D’Urso alla ricerca di Mons. Cornacchia

    Scandalo prete pedofilo a Foggia, le telecamere della D’Urso alla ricerca di Mons. Cornacchia

    Il Vescovo non riceve la giornalista ma fa sapere che la vicenda non è di sua competenza

    Le telecamere di Pomeriggio 5, programma pomeridiano condotto da Barbara D’Urso, sono giunte a Molfetta alla ricerca di Mons. Domenico Cornacchia, cercando di raccogliere sue dichiarazioni in merito alla vicenda dell’ex prete foggiano accusato dalla Procura di aver abusato sessualmente di 11 minori.

    I fatti risalirebbero al 2012, anche se la Curia ne era da tempo a conoscenza; in quegli anni proprio Monsignor Cornacchia era a capo della Diocesi di Lucera.

    Attraverso la denuncia del bambino di soli 11 anni, l’atrocità degli abusi era stata scoperta, ma il prete, l’ormai ex “don Gianni”, non era stato mai denunciato alle autorità; l’unica misura disciplinare inflitta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede era stata quella di ridurlo allo stato laicale e di abbandonare l’abito talare.

    Così, seppur degradato, Gianni avrebbe, secondo quanto le cronache hanno reso noto, continuato sostanzialmente a comportarsi da prete, tant’è che molti parrocchiani, come riportano alcune testate nazionali, non sembravano essere a conoscenza dell’accaduto o non hanno dato peso alla vicenda, ignari dei veri motivi dell’allontanamento dell’uomo che così avrebbe continuato a stare in stretto contatto con molti bambini. L’ex sacerdote, infatti, divenne allenatore di una squadra di calcio giovanile ed è in quel momento, siamo nel 2014, ed avrebbe, sempre secondo alcune ricostruzioni, continuato imperterrito a rubare l’innocenza di almeno altri 10 bambini.

    Finalmente, dopo la denuncia di un genitore, scattarono le perquisizioni e contro di lui vennero ritrovati filmati, dvd, foto e chat rigorosamente con bambini; tutto conservato nel soppalco a casa della madre novantenne.

    L’uomo attualmente si trova in carcere, poiché condannato dell’ottobre del 2015 a otto anni di reclusione con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di un bambino di soli 11 anni, oltre alla produzione di materiale pedopornografico, le stesse accuse che lo porteranno a processo per reati perpetrati nei confronti di una decina di bambini, tutti tra gli 11 e i 12 anni.

    Monsignor Cornacchia ha affermato di non sapere nulla di don Gianni e, in occasione del servizio giornalistico realizzato da Videonews, non si è concesso alle telecamere; al telefono un addetto stampa ha riferito alla giornalista la sua intenzione di non rilasciare dichiarazioni anche perché il pedofilo non era più un religioso.

    http://www.giovinazzoviva.it/notizie/scandalo-prete-pedofilo-a-foggia-le-telecamere-della-d-urso-alla-ricerca-di-mons-cornacchia/
  • Pedofilia, condanna confermata per don Paolo Turturro

    Pedofilia, condanna confermata per don Paolo Turturro

    Ha avuto inflitti sei anni e sei mesi, era accusato di due episodi di pedofilia ai danni di due minorenni avvenuti tra il 2000 e il 2001

    Pedofilia, condanna confermata per don Paolo Turturro
    Condannato a 6 anni e sei mesi don Paolo Turturro, ex parroco di Santa Lucia. La sentenza è della quarta sezione della corte d’appello di Palermo che ha confermato la condanna inflitta in primo grado il 16 luglio del 2009. Il sacerdote era accusato di abusi da due minori di 14 anni che frequentavano la parrocchia. Durante il processo di primo grado, alcuni ragazzini della parrocchia, citati come testimoni del pm avevano ritrattato le accuse. Le due vittime, invece, hanno sempre ribadito la loro versione.
    Per anni considerato un prete antimafia per il suo impegno contro i boss di Palermo che più volte invitò a pentirsi dal pulpito, scortato per difendersi dalla vendetta di Cosa nostra, Paolo Turturro fu travolto dallo scandalo dell’accusa rivoltagli proprio dai bambini della sua parrocchia.
    I fatti si sarebbero verificati tra il 2000 e il 2001. Due bambini tra i dieci e dodici anni dichiararono di essere stati vittima delle attenzioni particolari del sacerdote, uno nei corridoi della parrocchia di Borgo Vecchio, l’altro nella casa adibita a colonia di Baucina dove ha la sua sede estiva l’associazione “Dipingi la pace”, fondata da Turturro. Quando l’indagine del pm Alessia Sinatra e della sezione minori della polizia era arrivata a maturazione, nel 2003, Turturro era stato allontanato dalla provincia di Palermo. Nel dicembre del 2006, dopo la revoca del provvedimento del gip, è tornato in città e gli è stato affidato l’incarico di cappellano ospedaliero. Il processo iniziò poi nel 2005 e durò quattro anni. Il sacerdote, nato a Giovinazzo in provincia di Bari e lontano parente dell’attore italoamericano John Turturro, ha sempre sostenuto di essere stato accusato ingiustamente. “Al Borgo mi chiamavano “sbirro” per la mia vicinanza con i magistrati e le forze dell’ordine e “frocio” per il timbro della mia voce e per il mio modo di esprimermi. Non ero certo uno molto amato, c’erano pregiudizi nei miei confronti, cosa che potrebbe avermi creato questo tipo di fama”.

    (20 ottobre 2011)

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/…turro-23565816/

  • VIOLENZA SUI MINORI, PENA RIDOTTA AL SACERDOTE

    VIOLENZA SUI MINORI, PENA RIDOTTA AL SACERDOTE

    BARI Don Salvatore Manfredi, un prete di 61 anni, ex direttore dell’ istituto di assistenza per minori Stella maris di Siponto (Foggia) è stato condannato (pena sospesa) dai giudici della corte d’ appello di Bari a due anni di reclusione per atti di libidine e violenza privata nei confronti degli assistiti.

    I fatti risalgono al dicembre del 1985 quando alcuni ragazzi, trasferiti da Siponto all’ istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo (Bari), raccontarono ad un’ assistente sociale alcuni episodi di violenza che avevano dovuto subire.

    Insieme con don Salvatore Manfredi, condannato in primo grado il 5 giugno dell’ 86 a tre anni di carcere per violenza carnale, atti osceni in luogo pubblico, corruzione di minori, maltrattamenti e violenza privata era imputato anche il suo vice, Don Giuseppe Marrone.

    Quest’ ultimo in primo grado era stato condannato ad otto mesi di reclusione per maltrattamenti ai bambini (secondo l’ accusa li avrebbe presi a calci e pugni). La corte d’ appello ha invece ritenuto di derubricare il reato in quello di abuso dei mezzi di correzione applicando di conseguenza l’ amnistia. Per don Salvatore Manfredi la corte d’ appello ha ritenuto di escludere la violenza carnale, mentre lo ha assolto per insufficienza di prove dal reato di maltrattamenti e lo ha amnistiato per i reati di atti osceni e corruzione di minorenni.