Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Giuseppe Bonsegna

  • “Abusi sessuali su un ragazzino”: indagato un prete

    “Abusi sessuali su un ragazzino”: indagato un prete

    SALENTO – Un prete indagato per presunti abusi sessuali su un ragazzino consumati, secondo l’accusa, in casa del sacerdote in un paese del Nord Salento. La vicenda, riportata in anteprima assoluta, è confluita in un fascicolo d’indagine con una contestazione allo stato provvisoria in questa fase embrionale dell’inchiesta che, proprio per la materia così scottante, è oggetto di approfondimenti estremamente meticolosi da parte degli inquirenti. Al lavoro ci sono sia la Procura dei Minori (sotto il coordinamento della Procuratrice Simona Filoni) che quella ordinaria (fascicolo finito sul tavolo del pm Luigi Mastroniani). Nel frattempo il prete non indossa l’abito talare per via di un provvedimento di sospensione cautelare disposto dalla Curia in attesa di conoscere quali saranno gli esiti dell’indagine penale.

    Si parla di un solo episodio avvenuto un paio d’anni fa. È stato lo stesso ragazzino – ora 15enne – a raccontare quanto sarebbe accaduto in casa del sacerdote dove sarebbe stato costretto ad avere un rapporto intimo con il prete. Sulle modalità dell’incontro non c’è assoluta chiarezza. L’ipotesi – maggiormente valorizzata – è che il minore sia stato portato in una camera e lì, lontano da occhi indiscreti, avrebbe ricevuto le attenzioni a sfondo sessuale da parte del sacerdote. E dopo il suo racconto è scattata la denuncia presentata dai genitori del minore assistiti dall’avvocato Mario Fazzini.

    Come detto sulla vicenda si è attivata anche la Procura dei Minori per garantire al ragazzino un sostegno e un adeguato monitoraggio del percorso di crescita e un sano e sereno sviluppo della personalità alla luce dei presunti abusi e valutare, nel contempo, le capacità genitoriali. Il minore, così, ha avviato un ciclo di incontri con l’Equipe Abuso e Maltrattamento dell’Ambito Territoriale Sociale competente nell’area di residenza e in via istruttoria sono stati sentiti sia i genitori che il ragazzo stesso.

    E sempre il minore è comparso davanti al gip Marcello Rizzo nel corso dell’incidente probatorio per blindare così con la sua testimonianza il materiale probatorio sin qui acquisito da utilizzare con l’eventuale apertura di un processo. Sul contenuto della testimonianza del minore, ovviamente, è stata alzata una cortina di riservatezza anche e soprattutto per tutelare le parti interessate. Sarà il pm inquirente, alla luce delle dichiarazioni fornite dal ragazzo e della relazione psicodiagnostica stilata dai consulenti, a trarre le debite conclusioni e valutare se archiviare il procedimento o chiedere il processo per il sacerdote difeso dagli avvocati Giulia e Giuseppe Bonsegna.

    “Abusi sessuali su un ragazzino”: indagato un prete

  • Prete condannato per presunte molestie su giovane migrante: in Appello chiesta l’assoluzione

    Prete condannato per presunte molestie su giovane migrante: in Appello chiesta l’assoluzione

    NARDO’ (Lecce) – Colpo di scena nel processo d’appello relativo ai presunti abusi compiuti dal sacerdote Don Quintino De Lorenzis ai danni di un giovane migrante di origini marocchine. Il vice procuratore generale Giampiero Nascimbeni ha chiesto l’assoluzione dell’imputato sulla scorta di una corposa memoria difensiva (di 16 pagine) prodotta dall’avvocato difensore Giuseppe Bonsegna. Il prete, oggi 41enne, originario di Alliste ed ex parroco della chiesa di San Gerardo Majella, era stato condannato nel gennaio di due anni fa a tre anni e mezzo di reclusione per presunte molestie e violenze su un giovane straniero. La denuncia della vittima mise poi in moto le indagini condotte dal pubblico ministero Stefania Mininni.

    La presunta vittima (assistita dall’avvocato Salvatore Centonze e già risarcita dopo la sentenza di primo grado) denunciò di aver subito gli abusi nella sacrestia nell’ottobre del 2010. Ai rappresentati della Chiesa, il giovane si era rivolto appena giunto nel Salento da clandestino. In quel periodo, il giovane straniero (in attesa del permesso di soggiorno) risiedeva a Nardò, paese della fidanzata, e si trovava in grosse difficoltà economiche e decise così di rivolgersi alla Chiesa. Nella canonica, però, il prete avrebbe indossato i panni del molestatore. De Lorenzis avrebbe avvicinato il giovane mentre il 29enne si spogliava e avrebbe incominciato a toccarlo. Subito dopo la chiusura delle indagini, l’allora gup Nicola Lariccia dispose il rinvio a giudizio del parroco.

    Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, poi, furono ascoltati diversi testimoni. Agli atti del processo, inoltre, furono allegate alcune registrazioni di telefonate grazie ad una consulenza effettuata dall’ingegnere informatico Luigina Quarta intercorse tra il giovane marocchino e il sacerdote in cui il prelato chiedeva al 29enne informazioni sulle sue abitudini sessuali e a raggiungerlo in canonica a tarda ora. E proprio la consulenza del perito è stato terreno di scontro della difesa. L’avvocato Bonsegna ha confutato gli esiti evidenziando che se si può parlare di toccamenti o palpeggiamenti si dovevano ritenere assolutamente consenzienti. Inoltre incongruenze sarebbero emerse anche sugli orari e sui giorni della presunta violenza.

    Nel processo è stata trascinata come responsabile civile la Curia (rappresentata dall’avvocato Marcello Marcuccio) per le attività svolte dal prete e condannata in primo grado a risarcire la vittima con 20mila euro da corrispondere in solido con il sacerdote alla vittima.. La decisione dei giudici (Presidente Vincenzo Scardia) è attesa per le prossime ore.

    F.Oli. 

    Condannato in primo grado, assolto in Appello: il sacerdote non molestò il migrante

  • Nardò (LE). Risarcimento del danno, diocesi responsabili dei crimini dei preti

    Nardò (LE). Risarcimento del danno, diocesi responsabili dei crimini dei preti

    Abusi sessuali in canonica, prete condannato a tre anni e mezzo

    – Avrebbe abusato di un ragazzo marocchino di 29 anni all’interno della propria parrocchia e don Quintino De Lorenzis, 37enne originario di Casarano, ex parroco della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò, è stato condannato in primo grado a tre anni e mezzo di reclusione dai giudici della prima sezione penale (Presidente Stefano Sernia, a latere Silvia Minerva e Maddalena Torelli).

    Un verdetto per certi veri inatteso perché alcune ore prima il pubblico ministero Antonio Negro aveva invece chiesto l’assoluzione con formula piena per De Lorenzis perché non si erano raccolte le necessarie prove che potessero configurare il reato di violenza sessuale. Il prete, nel frattempo, sospeso dalla Curia e rimosso dal suo incarico, è stato interdetto in perpetuo dal proprio incarico e dovrà anche risarcire la parte civile in solido con il vescovo con 20 mila euro.“Siccome tutti quanti si sono schierati a favore del parroco e non della vittima”, ha dichiarato il legale di parte civile Salvatore Centonze, “mi spetterei almeno dalle Istituzioni che arrivassero delle accorate scuse nei confronti del ragazzo”.

    Sul fronte “opposto”, l’avvocato dell’imputato Giuseppe Bonsegna, ha già annunciato di voler appellare la sentenza in attesa che vengano depositate le motivazioni attese entro i prossimi 90 giorni. i giudici hanno abnche rimandato gli atti al pubblico ministero per valutare la posizione di un sacrestano le cui dichiarazioni rese in aula sono state ritenute evidentemente inattendibili.

    La presunta vittima denunciò di aver subito gli abusi nella sacrestia nell’ottobre di due anni fa. Ai rappresentati della Chiesa, il giovane si era rivolto appena giunto nel salento da clandestino ma nella canonica il prete si sarebbe trasformato nel suo molestatore. De Lorenzis avrebbe avvicinato il giovane mentre il 29enne si spogliava e avrebbe incominciato a toccarlo e subito dopo la chiusura delle indagini a firma del sostituto procuratore Stefania Mininni, l’allora gup Nicola Lariccia dispose il rinvio a giudizio del parroco.

    Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, poi, sono stati ascoltatoi diversi testimoni e nell’ultima udienza sono state anache ascoltate alcune registrazioni di telefonate grazie ad una consulenza effettuata dall’ingegnere informatico Luigina Quarta intercorse tra il giovane marocchino e il sacerdote in cui il prelato chiedeva al 29enne informazioni sulle sue abitudini sessuali e a raggiungerlo in canonica a tarda ora.

    FRANCESCO OLIVA

    www.corrieresalentino.it/2014/01/ab…e-anni-e-mezzo/