Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Iacchité

  • Chiesa&politica, a Praia a Mare (Cs) il Vescovo condannato punisce il prete che si oppone alla volontà del sindaco?

    Chiesa&politica, a Praia a Mare (Cs) il Vescovo condannato punisce il prete che si oppone alla volontà del sindaco?

    (Nella foto di copertina, al centro Monsignor Leonardo Bonanno; fonte foto: Iacchité)

    N.B. Benché il seguente articolo sia pubblicato sul sito di Rete l’Abuso, associazione che nasce a difesa delle vittime di pedofilia, tutte le persone in esso menzionate NON HANNO NULLA A CHE FARE con l’atroce reato. Con il tempo, infatti, Rete l’Abuso ha cominciato ad occuparsi anche di tutte le altre controversie, le malefatte o presunte tali, che riguardano l’ambito clericale. 

    Di Redazione

    Nei giorni scorsi il cambio di direzione al Santuario della Madonna della Grotta: fuori don Franco Liporace, dentro don Franco Laurito. Ma benché fosse la prima volta che il parroco della parrocchia del Sacro Cuore di Praia a Mare non corrispondesse al Rettore del Santuario diocesano, lo stesso Liporace, dal suo profilo facebook, aveva spiegato come non ci fosse nulla di strano. Dopo tre anni il Vescovo può decidere di cambiare.

    A scatenare le polemiche è stato però un articolo della giornalista calabrese Francesca Lagatta, pubblicato sul sito La Spia Press, nel quale si ipotizzava un presunto complotto ai danni di Liporace, che, essendosi opposto ad alcune decisioni politiche, doveva presumibilmente essere messo alla porta per non risultare un intralcio.

    In effetti, nelle settimane addietro il giovane sacerdote è stato destinatario di calunnie e maldicenze, per via delle quali è sul punto di essere trasferito. Ma essendosi sfiorata la rivolta dei parrocchiani, legatissimi al sacerdote, si è deciso di farlo rimanere. Così, subito dopo aver tagliato il nastro dei tre anni alla guida del Santuario, il Vescovo Leonardo Bonanno gli toglie la gestione e lo rimpiazza con don Franco Laurito, attualmente parroco a Scalea, ma per quasi un ventennio a capo della chiesetta sita in località Foresta di Praia a Mare.

    Nell’articolo pubblicato da La Spia Press, pur facendo riferimento a un politico, non si specifica con chi avrebbe pesantemente discusso don Franco. Possibile che la chiave di volta la fornisca lo stesso Bonanno con la diffusione della bolla ufficiale?  Scrive, testualmente:

    “Desiderando dare in questo anno Giubilare, un rinnovato incremento alla vita del Santuario Diocesano “Madonna della Grotta” in Praia a Mare, mediante la figura di un nuovo Rettore, in sostituzione di don Franco Liporace, in carica da oltre un triennio;

    Avendo a cuore l’instaurarsi di un costante rapporto costruttivo e sereno con i Rappresentanti della Civica Amministrazione in vista della realizzazione di nuove strutture di servizio al Santuario (cfr. ascensore di comunità ecc…) già avviate con il consenso del sottoscritto Ordinario Diocesano, che rimane il Legale Rappresentante dell’ente religioso;

    Conoscendo il Tuo zelo pastorale dimostrato in questi anni, nella stessa cittadina di Praia a Mare e avendo ricevuto il necessario assenso da parte Tua; avvalendoti della mia potestà ordinaria, a norma dei canoni 557,1 e ss. del CJC e dell’art. 9 dello Statuto;  NOMINO TE DON MAURIZIO FRANCO LAURITO”.

    Don Franco Liporace, quindi, turbando la serenità di Monsignor Bonanno, sarebbe stato poco collaborativo con l’amministrazione comunale praiese, guidata da Antonio Praticò, veterano della politica che frequenta le stanze del Municipio praiese dal lontano 1980.

    Cosa c’è di vero in tutto questo? Don Franco Liporace nega ogni cosa, rinnega la teoria del complotto, dice di non aver litigato con nessuno e non concede interviste. Ma nella piccola Praia a Mare le illazioni si sprecano, e anche se nessuno, o quasi, è disposto a metterci la faccia, molti dicono di sapere che in occasione dell’Anno Giubilare, il sindaco avrebbe ordinato più volte l’uscita della statua della Madonna dal Municipio anziché dal Santuario, ricevendo il netto rifiuto del parroco dissidente. Inoltre, pare che a don Franco Liporace non sia mai andata giù la realizzazione di un ascensore incastonato nella roccia del Santuario, progetto che ha già ricevuto l’ok del Vescovo Leonardo Bonanno, come si evince dalle sue parole, e dalle altre istituzioni incaricate, seppure dopo anni e anni di tira e molla.

    Quindi, avrà pensato Bonanno, chiacchierato vescovo della Diocesi San Marco Argentano Scalea anche per via della sua vicinanza ai politici, meglio toglierlo di mezzo don Franco Liporace. Che si risparmiano un sacco di noie.

  • Padre Fedele a Iacchité: “Prete pedofilo dovrebbe andare nel mare con una macina da mulino al collo”

    Padre Fedele a Iacchité: “Prete pedofilo dovrebbe andare nel mare con una macina da mulino al collo”

    Lui è il francescano che ha subito dieci anni di gogna mediatica prima di essere dichiarato innocente in un processo pieno di contraddizioni per un presunto abuso sessuale ai danni di una suora risultata poi una teste inattendibile, Iacchité è la redazione on line cosentina le cui pagine, un mese fa, furono oscurate preventivamente dalla Procura di Cosenza perché le notizie in esso contenute avrebbero provocato una grave forma di ansia al sindaco della città bruzia, Mario Occhiuto. E qualche giorno l’ex capo ultras del Cosenza Calcio ha affidato un lungo sfogo alle pagine del direttore Gabriele Carchidi per esprimere il disappunto per l’accostamento della sua storia processuale a quello della segretezza mantenuta sul nome del prete indagato in città per presunti reati di pedofilia ai danni di un ragazzino. Ma la sua non vuole essere una difesa personale, piuttosto una presa di posizione e dura condanna contro il fenomeno della pedofilia e di chi continua a coprirlo. Una voce fuori dal coro, quella di Padre Fedele, come sempre fuori dai canoni, che proprio per la sua propensione di farsi beffa di convenzioni e poteri forti, potrebbe essere stato catapultato ingiustamente in un processo di cui alcuni colleghi giornalisti hanno scritto che fosse montato ad arte al fine di screditarlo.

    Ecco, integralmente, il testo della lettera pubblicata sul sito www.iacchite.com:

    “Caro direttore, le chiedo un po’ di spazio per alcune precisazioni e riflessioni sui recenti scandali della Chiesa universale e locale.

    Un collega “giornalista” (la parola è virgolettata per ovvi motivi, intelligenti pauca) oggi mi ha accomunato ad altri ecclesiastici che si sono macchiati di gravi peccati e ricchezza sfrenata.

    Sono stanco di leggere, dopo dieci anni di calvario mediatico, durante i quali ho ricevuto pesanti insulti e grandi ingiustizie, molta sporcizia e quanto altro sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo.

    Nell’ultima sentenza del Tribunale di Catanzaro per il famoso complotto a mio danno, è scritto: “il fatto non sussiste, la suora è inattendibile, ecc.”. Ed allora perché accostarmi a Luberto Alfredo, ricco, opulento, ladro e approfittatore dei poveri malati, al mercante del tempio per la vendita di arredi sacri dell’Abbazia di San Giovanni in Fiore, alla borsa del santuario di San Francesco di Paola abusando delle offerte dei fedeli, al prete pedofilo di San Giacomo d’Acri e all’attuale scandalo del prete pedofilo di cui non si pubblica il nome forse perché è in programma la sua promozione a vescovo?

    Sono indignato e amareggiato.

    Mi sto preparando a sorella morte. Ieri ho compiuto 78 anni ed ancora alcuni “giornalisti”, forse per riempire pagine di giornali, avvicinano l’innocente frate a questi delinquenti che Papa Francesco ogni giorno condanna.

    Permettetemi di aprire un francescano sipario, non per superbia e vanagloria, ma per la storia.

    Forse non sapete che sono uno dei sacerdoti più poveri del mondo (cfr. atto notarile del notaio Lanzillotta Stefania). Sono in lista per donare un rene da vivo ed ho in programma la realizzazione di una seconda Oasi per bambini disabili.

    Tralascio gli aiuti ai bambini africani ammalati ed affamati, che aiuto con la collaborazione degli ultrà del Cosenza Calcio.

    Se non volete pubblicare il positivo, non buttate ancora sporcizia sul mio viso e sofferenza nel mio cuore.

    Dopo la mia morte dispenso questi inqualificabili “giornalisti” a scrivere di me. Com’è strana e crudele questa vita giornalistica!

    Ripeto, sono stato buttato sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, messo in carcere e poi agli arresti domiciliari, abbandonato dalla Chiesa locale fino ad oggi, dal mio Ordine e da molti confratelli diocesani, mentre questo prete pedofilo che dovrebbe andare nel profondo del mare con una macina da mulino al collo come vuole Cristo, viene “secretato” dalla magistratura e dalla Chiesa locale.

    Fortunatamente Papa Francesco tuona, rimprovera e scomunica preti e vescovi che coprono i pedofili. Condanna i vescovi affaristi che predicano bene e razzolano male.

    Seguo l’Innocente Maestro Divino, Cristo (“Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi, rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”), e questo meraviglioso Papa che ha il coraggio di dire la verità chiamando i vescovi affaristi e faraoni.

    Altro ed altri sono spazzatura…”

    Padre Fedele Bisceglia

  • Sarà Francesca Lagatta, 30 anni originaria di Praia a Mare (Cs), a curare l’informazione di Rete L’ABUSO ONLUS.

    Sarà Francesca Lagatta, 30 anni originaria di Praia a Mare (Cs), a curare l’informazione di Rete L’ABUSO ONLUS.

    Giornalista pubblicista, scrittrice e blogger, comincia la sua carriera quando decide di lasciare la Facoltà di Psicologia dell’Università Federico II di Napoli per inseguire il suo sogno.

    Comincia a collaborare con le redazioni locali, ma ben presto il giornalista Rai Lucio Giordano la assolda per il quotidiano on line Alganews, blog tra i più letti in Italia e che tra le firme annovera, tra gli altri, anche quelle di personaggi del calibro di Giulietto Chiesa, Claudio Sabelli Fioretti, Corradino Mineo, Enni Remondino, Jacopo Fo e Flavia Fratello.

    Oggi collabora alle testate giornalistiche Notia, Iacchité, Identità Insorgenti, Hi tech paper, La Spia Press e per il blog Il Falso Quotidiano. Collabora, inoltre, alla rivista satirica Soppressatira, le cui cartoline vengono riprese dai maggiori quotidiani nazionali, cura personalmente il suo blog e dalla primavera scorsa è una presenza fissa nel programma tv, in onda sul digitale terrestre, “Perfidia. Che fai, mi cacci?”.

    Il prossimo gennaio passerà alla direzione di Più S Web Tv, realtà locale che punta all’informazione di tutto il meridione. Da pochi giorni è addetta stampa di Bruno Mautone, autore del libro “La tragica fine di un eroe”, che narra la fine dell’artista calabrese Rino Gaetano, toccando temi forti, quali la mistificazione tra mafia, politica e massoneria e sta scrivendo un libro tutto suo sulla relazione tra ‘ndrangheta e il consenso polare. La criminalità organizzata è spesso al centro dei suoi scritti, ma tratta anche di sanità, di cronaca, di politica, di attualità e compie una vasta opera di promozione del territorio.

    La nomina da addetta stampa dell’associazione nazionale contro la pedofilia arriva dopo una stretta collaborazione, che dura già da qualche tempo, tra il Presidente Francesco Zanardi e la giornalista calabrese.

    Francesco Zanardi

    Portavoce Rete L’ABUSO Onlus