Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Violenza sessuale, la Cassazione: il prete deve denunciare abusi

    Violenza sessuale, la Cassazione: il prete deve denunciare abusi

    Se un sacerdote che presiede una struttura d’accoglienza viene a conoscenza del fatto che nella sua comunità si stanno verificando episodi di abusi sessuali, deve immediatamente adottare «i provvedimenti più opportuni». È con questa sentenza che la Corte di Cassazione annulla l’assoluzione di monsignor Renzo Cavallini, ex direttore della struttura d’accoglienza “Casa del giovane la Madonnina”, accusato di concorso in violenza sessuale e condannato in primo grado a 4 anni.

    Cavallini infatti, ai tempi in cui dirigeva la comunità, non avrebbe impedito a un operatore laico, Massimiliano Azzolini, di abusare di due giovani di 17 e 18 anni, ospiti della struttura milanese. Per i giudici della Suprema Corte, che hanno accolto il ricorso del sostituto pg di Milano Laura Barbaini, ciò che conta infatti è il «ruolo di autorità e di responsabilità» che Cavallini aveva nella struttura.

    «Già di fronte alla prima e anche più modesta segnalazione di abusi», scrivono i giudici, «deve scattare la responsabilità del preposto che deve intervenire, chiarire e adottare i provvedimenti più opportuni del caso per prevenire il rischio di ripetersi di episodi del genere (e ciò ancor prima che si valichi la soglia del penalmente rilevante)».

    Per Cavallini era arrivata poi l’assoluzione in appello, poiché i giudici avevano ritenuto che il sacerdote non era consapevole degli effetti causati dalla sua inerzia, nonostante le molte segnalazioni ricevute. La Cassazione, invece, sottolinea proprio «la totale inerzia dell’imputato Cavallini a qualsiasi livello (anche il più modesto intervento verbale censorio)».

    http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2010/09/06/AM8Lsg1D-denunciare_sessuale_cassazione.shtml

  • Pedofilia. Si dimette cardinale di Filadelfia, Justin Rigali ha insabbiato i casi, spostando i preti di parrocchia in parrocchia

    Pedofilia. Si dimette cardinale di Filadelfia, Justin Rigali ha insabbiato i casi, spostando i preti di parrocchia in parrocchia

    martedì 19 luglio 2011 15:18

    Il cardinale Justin Rigali in una immagine di archivio REUTERS/Tim Shaffer

    FILADELFIA (Reuters) – Il Vaticano ha annunciato oggi di aver accettato le dimissioni del cardinale Justin Rigali, la cui guida dell’arcidiocesi cattolica di Filadelfia era stata macchiata da uno scandalo su abusi sessuali commessi da sacerdoti su minori.

    L’arcidiocesi, la sesta per grandezza negli Stati Uniti, con un milione e mezzo di fedeli, è stata accusata di aver tenuti segreti gli abusi sessuali su minori commessi da preti per cercare di evitare un costoso scandalo.

    In un comunicato, il Vaticano ha detto di aver accettato le dimissioni di Rigali, 76 anni, ma non ha fatto alcun commento diretto sulla vicenda. Al posto di Rigali, è stato nominato l’arcivescovo di Denver, Charles Chaput, ha comunicato la Santa sede.

    Negli ultimi anni la Chiesa cattolica è stata scossa da una serie di scandali relativi al tentato insabbiamento di abusi su minori sia in Europa che negli Stati Uniti.

    Rigali, arcivescovo a Filadelfia dal 2003, ha cercato di contenere lo scandalo dei preti pedofili seguito al rapporto diffuso da un grand jury a inizio anno. Tre sacerdoti, un monsignore e un insegnante sono stati incriminati dopo l’inchiesta.

    — Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

    http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE76I0BH20110719

    Usa/ Va in pensione card. Rigali, su diocesi ombra pedofilia
    A Philadelphia arriva il ‘pro life’ Chaput, stimato in Vaticano
    postato 4 ore fa da TMNews

    Città del Vaticano, 19 lug. (TMNews) – Va in pensione a 76 anni il cardinale statunitense Justin F. Rigali. Il Papa ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età ed ha nominato nuovo arcivescovo di Philadelphia monsignor Charles J. Chaput, sinora arcivescovo di Denver.

    Nessun riferimento, nella nota vaticana, alle accuse indirizzate negli anni scorsi a Rigali e alla diocesi di Philadelphia per alcuni casi di pedofilia da parte dei preti. In particolare, un Gran giurì ha accusato nel 2005 Rigali e il suo predecessore, cardinale Anthony Bevilacqua, di aver sottovalutato le denunce a decine di sacerdoti sospetti. L’arcidiocesi, più in generale, è stata accusata di essersi limitata a trasferire alcuni preti pedofili da una parrocchia all’altra.

    Monsignor Chaput, vescovo conservatore ‘pro life’, è molto stimato in Vaticano, che, negli ultimi mesi, gli aveva affidato due missioni delicate: il presule è stato uno dei ‘visitatori’ della congregazione dei Legionari di Cristo, finita sotto inchiesta vaticana per le malefatte del fondatore; ed ha gestito la rimozione di un vescovo australiano, William Morris di Toowomba, che aveva fatto delle aperture alla possibilità dell’ordinazione di donne e uomini sposati.

  • Attentato a Betori: le indagini portano alla luce accuse di pedofilia

    Attentato a Betori: le indagini portano alla luce accuse di pedofilia

    A cinque mesi dall’attentato al cardinale Giuseppe Betori, Panorama riapre il caso, con un’inchiesta pubblicata nel numero in edicola da domani. Il 4 novembre scorso un uomo, con il volto semicoperto entrato nel cortile della Curia di Firenze, punta la pistola alla testa dell’arcivescovo e ferisce all’addome il segretario, don Paolo Brogi.

    Per la squadra mobile e la pm Giuseppina Mione, che si appresta a chiudere le indagini, l’attentatore è Elso Baschini, un pregiudicato di 73 anni. Ma Mohamed Kahoul Toufik, il testimone che accusa Baschini, ora racconta a Panorama che mesi prima dell’agguato a Betori l’attentatore gli avrebbe mostrato 20 mila euro per convincerlo a collaborare con lui. Soldi che, secondo il marocchino, potrebbero essere stati dati a Baschini come anticipo per una missione ai danni della Curia.

    Nel frattempo le indagini hanno portato alla luce un’altra vicenda che appare totalmente estranea all’attentato ma che rischia di far tremare la Curia. Don Daniele Rialti, giudice del tribunale ecclesiastico diocesano e sacerdote dell’Opera Madonnina del Grappa (un’istituzione caritativa a favore dei bambini, molto nota a Firenze), è accusato di pedofilia da un parroco e da gruppo di fedeli.

    Le accuse risalgono a tre anni fa e a quel tempo l’arcivescovo Betori, sentito don Rialti, si è limitato a trasferirlo in un’altra parrocchia a 20 chilometri di distanza. Le accuse a don Rialti però sono state confermate da alcuni testimoni intervistati da Panorama che, nelle scorse settimane, sono stati ascoltati dalla polizia in relazione all’attentato.

    http://archivio.panorama.it/italia/Attentato-a-Betori-le-indagini-portano-alla-luce-accuse-di-pedofilia

  • Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    Il pedofilo ospitato dal prete violenta due bimbe

    6 luglio 2011

    Recidivo, il brasiliano è stato denunciato dalle famiglie delle vittime

    Storia di violenza sessuale in parrocchia, ma questa volta il parroco c’entra solo in parte: l’imputato è un trettottenne brasiliano che per la parrocchia collaborava in un centro estivo. E la particolarità è che era stato accolto dal parroco in quella sede proprio perché il commissariato di Poggibonsi, Siena, tentava di trovare una destinazione “socialmente utile” ad un soggetto già interessato da procedimento penale per pedofilia.

    VIOLENZA IN PARROCCHIA – Già. L’uomo in questione era recidivo, ma è stato comunque messo a contatto con dei bambini.

    Era sottoposto a obbligo di dimora perche’ alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue ‘attenzioni’, questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, e’ stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare e’ in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perche’ gli trovasse un ricovero. Cosi’ lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo.

    Vittime delle sue attenzioni sono due bambine che hanno denunciato alle famiglie le violenze subite. Sono così state le mamme ad attivare le forze dell’ordine perché prendessero nuovamente in custodia l’uomo.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    Il tutto si svolge, come abbiamo visto, in un centro estivo parrocchiale.

    SCONCERTO PUBBLICO – Quel che non si immagina – ma che comunque è abbastanza comune – è che l’amministrazione comunale di Poggibonsi aveva ben contribuito al finanziamento del centro estivo, affidandolo interamente alla sorveglianza del parroco; che ora, ovviamente, potrebbe rispondere penalmente della sua omessa vigilanza.

    A chiedere di fare luce su quanto accaduto e’ anche il comune senese. Tanto piu’ che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di ‘si mettera’ anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti’ e convochera’ gli organizzatori del gruppo estivo ‘per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attivita’ dedicate ai bambini’. Il tutto, precisa il Comune senza scalfire ‘la volonta’ di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attivita’ socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione’.

    Non essendo stata allertata in nessun modo di quanto stava succedendo nella parrocchia, anche l’autorità ecclesiastica ha chiesto di poter avere informazioni sulla vicenda: e ha convocato il parroco che, come abbiamo visto, per adesso è stato sospeso dalla direzione della comunità che gli era assegnata.

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso ‘vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie’. Buoncristiani ha ‘immediatamente convocato il parroco’. Il prete si e’ giustificato dicendo di avere agito ‘per mero spirito di carita’ cristiana’, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo’ e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso ‘da voci’ dei precedenti dell’uomo

    http://www.giornalettismo.com/archives/132…enta-due-bimbe/

    ABUSI SU BIMBE DI 9 ANNI:
    SIENA, PARROCO SOSPESO
    Mercoledì 06 Luglio 2011 – 21:43 [Aumenta la dimensione del testo] [Diminuisci la dimensione del testo] [Commenti]

    SIENA – Era sottoposto a obbligo di dimora perchè alcuni mesi fa aveva molestato dei bambini. Ma questo non gli ha impedito di ripetere le sue «attenzioni», questa volta su due bambine di 9 e 10 anni, alle quali avrebbe dovuto invece insegnare musica in un campo estivo organizzato dalla parrocchia. Lui, un trentottenne di origini brasiliane, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Ma a pagare è in qualche modo anche il sacerdote che aveva organizzato il campo estivo: la curia lo ha temporaneamente sospeso dalla parrocchia in cui presta servizio. Il prete si giustifica dicendo che quell’uomo gli era stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi perchè gli trovasse un ricovero. Così lo ha ospitato, ma senza chiedere l’autorizzazione al vescovo. Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. A chiedere di fare luce su quanto accaduto è anche il comune senese. Tanto più che al campo estivo organizzato dalla parrocchia l’amministrazione comunale eroga un contributo economico. Ma il Comune ha anche annunciato di «si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti» e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo «per avere maggiori informazioni e avere conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini». Il tutto, precisa il Comune senza scalfire «la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione».

    Da parte sua l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani ha espresso «vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie». Buoncristiani ha «immediatamente convocato il parroco». Il prete si è giustificato dicendo di avere agito «per mero spirito di carità cristianà, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo» e solo successivamente, ricostruisce in vescovo in una nota, il parroco avrebbe appreso «da voci» dei precedenti dell’uomo. Così «ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali». Ma Buoncristiani ha comunque deciso per la sospensione «da domani stesso»: «Nonostante tali precisazioni – spiega il vescovo – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze».

    www.leggo.it/articolo.php?id=130796&sez=ITALIA

    PEDOFILIA
    Abusa di due bambine
    arrestato in parrocchia a Siena
    L’uomo, un brasiliano di 38 anni, insegnava musica in un centro estivo organizzato dalla chiesa.
    Stava scontando l’obbligo di dimora per un episodio simile avvenuto mesi fa. Intanto la Curia senese ha sospeso il parroco

    MONTERIGGIONI – Un uomo di 38 anni di origini brasiliane è stato arrestato lunedì con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni. L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora a Monteriggioni, vicino a Siena, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Sembra che il brasiliano insegnsse musica. Avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito. Sospeso dalla Curia senese il parrco delle chiesa di Monteriggioni. Lo ha annunciato in serata l’arcivescovo di Siena, Antonio Buncristiani, che esprime “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, e fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia”. Il sacerdote avrebbe riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di polizia di Poggibonsi, con lo scopo di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al vescovo”.

    Solo dopo il prete avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”. Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – scrive – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

    Intanto il Comune stamani aveva subito chiesto di fare luce sull’episodio. L’amministrazione “si metterà anche in contatto coi genitori dei bambini coinvolti” e convocherà gli organizzatori del gruppo estivo “per avere maggiori informazioni e conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini”. Ma “quanto accaduto – spiega in una nota il Comune – non scalfisce la volontà di collaborare con parrocchie e associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte a ragazzi, adolescenti e fasce deboli della popolazione”.

    (06 luglio 2011)

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/…siena-18738161/

    Monteriggioni
    Molestie a 2 bambine al campo estivo: arrestato un 38enne, un parroco sospeso dalla curia
    Le piccole hanno raccontato l’accaduto alle mamme ed è scattata la denuncia. L’uomo stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza per un altro episodio simile
    06/07/2011 – 11:21
    5 commenti

    Un uomo di 38 anni di origini brasiliane, è stato arrestato lunedì a Castellina Scalo, frazione di Monteriggioni, con l’accusa di violenza sessuale su due bambine di 9 e 10 anni.

    L’uomo, maestro di musica, che stava scontando l’obbligo di dimora nel paese di residenza, nel senese, per un altro episodio simile avvenuto alcuni mesi fa, avrebbe palpeggiato le due bambine durante un campo estivo organizzato dalla parrocchia.

    Il brasiliano, che nel campo insegnava musica ai ragazzi, avrebbe trovato il modo di appartarsi con le bambine, che poi hanno raccontato l’accaduto alle mamme. Da qui la denuncia ai carabinieri che ha portato all’ordinanza del gip di custodia cautelare nel carcere senese di Santo Spirito.

    L’Amministrazione Comunale ha appreso con sgomento dalla stampa dell’arresto avvenuto a Castellina Scalo di una persona accusata di tentati abusi sessuali su due bambine, mentre frequentavano il gruppo estivo parrocchiale. Il Comune è estraneo all’organizzazione dei corsi, il tradizionale Grest organizzato da molte parrocchie in Toscana, una delle attività più importanti dell’animazione del tempo libero degli oratori, che a Monteriggioni anticipa i campi solari organizzati direttamente dal Comune a luglio ed agosto.

    Il Comune eroga un contributo economico, sulla base della verifica dell’esecuzione del progetto presentato, a chi organizza il Grest, che gestisce l’attività in autonomia, fornendo un servizio prezioso e molto apprezzato dalle famiglie. Al momento risulta che una persona estranea all’organizzazione dell’attività educativa e di intrattenimento, temporaneamente alloggiata in un immobile vicino alla struttura parrocchiale che accoglie i bambini, avrebbe tentato di molestare due bambine che hanno avvertito i genitori suscitando l’opportuno e tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

    Gli Uffici Comunali convocheranno gli organizzatori del Grest per avere maggiori informazioni ed anche per programmare l’attività futura e per avere la conferma della necessaria sicurezza per lo svolgimento delle attività dedicate ai bambini, sia per le caratteristiche dei locali e degli spazi, che per l’alimentazione, che per la competenza e l’affidabilità degli educatori. Quanto accaduto non scalfisce la volontà dell’Amministrazione Comunale di collaborare con Parrocchie ed Associazioni di volontariato per la realizzazione di attività socio-educative rivolte ai ragazzi ed agli adolescenti, così come ad altre fasce deboli della popolazione, rafforzando però l’attenzione verso le modalità di organizzazione del servizio, nell’interesse supremo dei bambini. Il Comune si metterà anche in contatto con i genitori dei bambini coinvolti nello spiacevole episodio.

    La Curia senese ha deciso di sospendere temporaneamente il sacerdote che presta servizio nella parrocchia che ha organizzato il campo estivo. Lo annuncia in una nota l’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani che, nell’esprimere “vivo dolore e partecipazione alle piccole vittime e alle loro famiglie”, fa sapere di avere “immediatamente convocato il parroco, non appena appresa la notizia a mezzo stampa”.

    Il sacerdote, secondo quanto detto nella nota, ha riferito che il maestro di musica brasiliano “gli è stato presentato dal commissariato di Polizia di Poggibonsi, al fine di trovargli un ricovero per scontare un periodo di arresti domiciliari, senza però informarlo circa l’imputazione di reato che gli veniva contestata”, ospitandolo “per mero spirito di carità cristiana, pur senza chiedere la necessaria autorizzazione al Vescovo”. Solo successivamente il parroco avrebbe appreso “da voci” dei precedenti dell’uomo e “ha cominciato immediatamente ad adoperarsi per trovargli diversa collocazione, invano. Per questo l’imputato si trovava ancora nella Canonica al momento del campo scuola, pur non essendo coinvolto in alcun modo e a nessun titolo nelle attività estive parrocchiali”.

    Buoncristiani spiega poi la sospensione del parroco, “da domani stesso”: “Nonostante tali precisazioni – dice la nota – la gravità della vicenda che è sfociata nell’arresto dell’indagato, salva ogni decisione della Magistratura, impone un immediato approfondimento di eventuali leggerezze o negligenze”.

  • Mons Scicluna: I vescovi non denuncino i preti criminali, L’obiettivo è sempre lo stesso: soffocare lo scandalo

    Mons Scicluna: I vescovi non denuncino i preti criminali, L’obiettivo è sempre lo stesso: soffocare lo scandalo

    Premessa: Seguire la legge civile non significa assolutamente niente. Tutti dobbiamo seguire la legge. Se invitassimo a non seguirla sarebbe istigazione a delinquere.

    E siccome in Italia non vi è obbligo di denuncia dei crimini sessuali è ovvio che il Vaticano non vuole che i vescovi denuncino i preti criminali.

    I preti devono limitarsi a non ostacolare la legge (cosa che in verità non fanno sempre), non a denunciare.

    E difatti in Italia si riscontra un solo caso di prete denunciato dal vescovo per abusi sessuali, a Bolzano, il prete nazionalista altoatesino Martin Steiner.

    Quando qualche prete ha effettivamente collaborato con la magistratura è stato fatto fuori, come nei casi di don Ruggero Conti e don Nello Giraudo.

    La direttiva vera è sempre la stessa: proteggere i preti criminali e soffocare lo scandalo.


    18-06-11
    PEDOFILIA: MONS.SCICLUNA, VESCOVI SEGUANO LEGGI E GIURISPRUDENZA PAESE

    (ASCA) – Roma, 18 giu – L’indicazione della Santa Sede ai vescovi di tutto il mondo e’ quella di seguire la legge locale di fronte ai casi di pedofilia che si verificano all’interno della Chiesa. Un’istruzione gia’ contenuta nella Lettera circolare inviata dalla Congregazione vaticana per la dottrina della fede alle conferenze episcopali e ribadita oggi da mons.

    Charles Scicluna, promotore di giustizia dell’ex-Sant’Uffizio, con la precisazione che il rispetto delle leggi include comprende anche quello di seguire ”gli sviluppi della giurisprudenza”.

    Mons. Scicluna ha risposto oggi alle domande dei giornalisti alla presentazione del simposio ”Verso la guarigione e il rinnovamento”, organizzato dalla Pontificia Universita’ Gregoriana insieme ad alcuni dicasteri della Santa Sede. Alla domanda se i vescovi italiani abbiano o meno l’obbligo di denunciare al magistrato crimini di pedofilia di cui vengano a conoscenza, visto che in un caso recente la giurisprudenza ha difeso uno psicologo che aveva denunciato i rischi che un suo paziente abusasse di bambini, anche violando il segreto professionale, il ‘pubblico ministero’ vaticano per i casi di abuso ha risposto che ”la Conferenza episcopale italiana ha una equipe di grandi giuristi per seguire gli sviluppi della giurisprudenza”.

    I vescovi, per mons. Scicluna, hanno se non lo ”obbligo normativo” di certo la ”responsabilita’ morale” di seguire le ”pratiche migliori” in campo di protezione dei bambini, anche al di la’ delle leggi locali.

    www.asca.it/news-PEDOFILIA__MONS_SC…27394-ORA-.html

    Mons. Scicluna: “Vescovi seguano legge e giurisprudenza per gestire abusi”

    Il promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Charles Scicluna, durante la presentazione del simposio ‘Verso la guarigione e il rinnovamento’ organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana, è stato interpellato dai giornalisti sul tema della pedofilia clericale.
    “Negli ultimi tempi”, ha affermato, “ho notato una grande consapevolezza” tra i vescovi e la “volontà di dare una risposta adeguata”. Alla domanda se vescovi siano tenuti a denunciare gli abusi di cui vengono a conoscenza, mons. Scicluna ha detto non hanno un “obbligo normativo”. C’é però, ha aggiunto, una “responsabilità morale” perché seguano “pratiche migliori” per proteggere i minori. Mentre i giudici italiani propendono per l’obbligatorietà della denuncia da parte dei vescovi, i giuristi consultati dalla Cei ritengono sufficiente che il vescovo raccomandi le vittime a denunciare gli abusi, senza sostituirsi a loro nella denuncia.
    Comunque, “vale anche per l’Italia la nostra raccomandazione agli episcopati di recepire con spirito di collaborazione la legislazione civile attuale”, comprese “le sentenze più recenti”, ha chiarito Scicluna. La “comunità cristiana” e il clero, ha aggiunto, devono essere educati a riconoscere i segni di ogni “abuso di potere a sfondo erotico”, perché ogni abuso provoca un “trauma” che può portare ad “uccidere nell’anima del cristiano la fede”.

    Valentino Salvatore

    www.uaar.it/news/2011/06/19/mons-sc…-gestire-abusi/

  • Pedofilia, Zanardi incontra il cardinal Bagnasco “Molte vittime nell’ombra”

    Pedofilia, Zanardi incontra il cardinal Bagnasco “Molte vittime nell’ombra”

    Savona. Sostenitore dei diritti gay, ma nella veste di rappresentante della rete “L’Abuso” che raggruppa le vittime dei sacerdoti pedofili, il savonese Francesco Zanardi ha incontrato questa mattina il cardinale Angelo Bagnasco.

    Il colloquio si è svolto nella Curia di Genova, segnando un passo storico nei rapporti sempre più delicati tra autorità ecclesiastiche e vittime di molestie sessuali ad opera del clero. E’ la prima volta che un presidente della Cei incontra un portavoce dei patimenti subiti a causa di religiosi pedofili.

    “Il cardinale è stato molto cordiale e interessato agli argomenti, facendo domande su diversi dettagli della questione savonese che abbiamo ricostruito con aspetti di cui non era a conoscenza — spiega Zanardi, dopo l’incontro durato quarantacinque minuti — Ha voluto conoscere meglio la situazione di alcune vittime del Savonese che avevo segnalato come persone con patologie molto gravi, in particolare un giovane di 27 anni costretto ad assumere morfina per i gravi problemi psicologici”.

    E’ stato lo stesso Zanardi ad aver chiesto in forma privata l’incontro con il presidente della Cei e arcivescovo di Genova. “E’ stato un momento storico perché, benché il pontefice abbia già incotrato le vittime di pedofilia, è dai cardinali Bagnasco e Bertone che può partire l’attenzione e l’attuazione delle linee guida contro i presti pedofili — commenta Zanardi — Sono anni che segnalo la situazione della chiesa. Ho portato al cardinale alcuni scambi di lettere con il vescovo di Savona-Noli, monsignor Vittorio Lupi, facendo rilevare come i ritardi hanno effetto sui processi e conducano alle prescrizioni, oltre che ai mancati risarcimenti per le vittime.

    Ho portato al cardinal Bagnasco anche un elenco di sacerdoti dei quali abbiamo prove di comportamenti pedofili, sui quali però la legge laica non potrà fare nulla in quanto i reati sono prescritti. Ho chiesto a sua eminenza che almeno vengano allontanati dalle parrocchie e dai bambini”. “Il caso di don Seppia — aggiunge Zanardi — è grave come altri, ma più impattante perché accaduto a Genova nella diocesi del cardina Bagnasco e dimostra come sia stata leggera la chiesa nell’affrontare il problema. Non credo che, al momento, la chiesa abbia i requisiti per garantire uno sportello anti-pedofilia, che, al contrario, rischia di apparire un’ulteriore macchinazione per nascondere, insabbiare, dal momento che la magistratura è il vero sportello”.

    “Se ci sono sospetti — precisa — è sufficiente fare un esposto alla magistratura che, nel caso non vi fossero riscontri, procederà ad archiviare. Non è mai accaduto che quanto detto ai vescovi arrivasse alla magistratura: l’anello mancante è qui, come nei casi savonese e genovese, tutto si ferma al vescovo”. L’esponente delle vittime dei sacerdoti pedofili torna infine su don Nello Giraudo, l’ex parroco di Spotorno ridotto allo stato laicale, sotto inchiesta dai primi mesi del 2010 per abusi su ragazzini, fra i quali lo stesso Zanardi.

    “Don Giraudo suscita qualche problema: abita in un appartamento che quasi sicuramente appartiene alla diocesi, fa il cuoco per i frati benedettini di Finalborgo — afferma — Il fatto che tuttora quest’uomo, ridotto allo stato laicale, sia ancora di fatto nella chiesa, non torna. E proprio dietro al convento è nato il primo gruppo scout a Finale: questo fa molto pensare. Giraudo è nello stesso convento di Josef Dominic, sacerdote fuggitivo portato in Italia da monsignor Domenico Calcagno nel 2003, che è apparso ad Albisola dove è stato rintracciato dal New York Times. La diocesi di Savona lo ha nascosto nel convento dei benedettini che dicono sia morto in passeggiata, mentre io ho l’atto di morte secondo cui è arrivato vivo al pronto soccorso di Pietra Ligure a mezzogiorno e venti”.

  • Terapia (religiosa) con stupro

    Terapia (religiosa) con stupro

    Antonio Morello è a capo della “psico-setta” The sacred path, che ha racconto in dieci anni circa diecimila adepti in Italia. Oggi Morello è balzato agli onori delle cronache in quanto è stato condannato a sei anni di carcere per stupro*: dopo aver indotto alcune sue seguaci a credere di essere state violentate da bambine, le ha anche convinte che per liberarsi da questo trauma avrebbero dovuto fare sesso con lui, loro maestro spirituale.
    Circolo UAAR di Milano
    * www.milano.cinquegiorni.it/news.asp?id=2049

    www.uaar.it/news/2011/05/27/terapia-religiosa-con-stupro/

  • Commissione d’inchiesta indipendente sull pedofilia clericale, Proposta dal grupo di vittime “La Colpa”

    Commissione d’inchiesta indipendente sull pedofilia clericale, Proposta dal grupo di vittime “La Colpa”

    di Gruppo La Colpa

    Sabato 21 maggio 2011 a Roma, presso la sede del Partito Radicale, si è tenuto il secondo incontro nazionale de La Colpa, gruppo di vittime della pedofilia clericale. La condivisione delle testimonianze di persone giunte da tutta Italia ha consentito di raggiungere il primo obiettivo del gruppo, l’attenzione e la solidarietà verso le vittime in un contesto protetto e familiare che ha visto anche la partecipazione dei fondatori della sezione europea dell’organizzazione americana Survivors voice (Sue Cox e Ton Leerschool). La riunione è stata l’occasione per la presentazione del multimedia e del progetto fotografico sui sopravvissuti alla pedofilia clericale realizzato da Silvia Amodio. La giornata è stata caratterizzata anche dagli interventi di professionisti ed esperti qualificati, che hanno affrontato i temi delle problematiche legali della pedofilia clericale (avv. Sergio Cavaliere), dei traumi psicologici dell’abuso (dott. Ascanio Trentini), dell’atteggiamento omertoso del Vaticano rispetto alle norme della legalità internazionale (on. Maurizio Turco). Nel corso dell’incontro è intervenuto il dott. Roberto Mirabile, presidente de La Caramella Buona Onlus che ha collaborato all’organizzazione dell’evento, il quale ha illustrato in maniera particolare il percorso e l’azione compiuta in occasione del recente processo a carico di don Ruggero Conti a Roma. L’incontro si è chiuso con la richiesta d’istituzione di una commissione d’inchiesta indipendente sulla pedofilia clericale in Italia, presentata durante la manifestazione che si è svolta nel pomeriggio di fronte alla Camera dei Deputati, e con l’annuncio dei prossimi eventi: la marcia di Verona del 1 luglio (per chiedere giustizia nei confronti degli abusi compiuti nell’Istituto Provolo e per l’istituzione di una giornata della memoria delle vittime italiane di reati di pedofilia commessi da religiosi), la marcia della National Secular Society di Londra in settembre e il secondo incontro internazionale promosso da Survivors voice a Roma per il 31 ottobre 2011

    Venerdì 27 Maggio,2011 Ore: 18:55

  • le stuprò per “guarirle”: chiesti 4 anni

    le stuprò per “guarirle”: chiesti 4 anni

    MILANO – Chiesta la condanna a 4 anni di carcere Antonio Morello, il 69enne che tra il 1999 e il 2002 avrebbe violentato due donne inducendole a credere che l’unico modo per superare i disturbi derivati da inesistenti molestie sessuali subite da piccole fosse quello di sottoporsi a una terapia individuale con lui in veste di “maestro” della psico-setta “The sacred path”.

    La richiesta è stata formulata dal pubblico ministero Brunella Sardoni ai giudici della quinta sezione penale e a essa si è associato l’avvocato Marco Marzari, legale di una delle due presunte vittime che si è costituita parte civile. Il dibattimento, che potrebbe già concludersi nel pomeriggio con la sentenza, deriva dallo stralcio della posizione di una delle dieci persone a processo a Bari, dove la setta aveva la sede operativa, con l’accusa di aver organizzato in tutta Italia numerosi seminari a pagamento, facendo credere ai partecipanti affetti da cancro o Aids di poter risolvere i loro problemi con il metodo Arkeon ideato da Vito Moccia.

    A Milano Morello è accusato di aver condizionato psicologicamente le vittime con la falsa autorità derivante dalla qualifica di “maestro” all’interno della setta, convincendole di essere state da bambine vittime di pedofilia e che per superare il trauma dovevano sottoporsi a una terapia particolare.

    Quindi, con l’aggravante di aver abusato della loro condizione di inferiorità fisica, le avrebbe costrette a subire atti sessuali nella propria abitazione. In un’altra occasione, si leggeva nella richiesta di custodia cautelare avanzata a suo tempo a Bari, si sarebbe reso responsabile anche di uno stupro di gruppo. Questa contestazione, però, non è stata trasmessa a Milano e figura nel procedimento barese come violenza privata.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…morello-867742/

  • “Li voglio giovani e disagiati”

    “Li voglio giovani e disagiati”

    Resta in carcere prete accusato di pedofilia “Li voglio giovani e disagiati”

    Don Seppia non risponde nell’interrogatorio di garanzia. Dalle intercettazioni emerge l’orrore: “E’ troppo bello, quanto me lo farei, è un peccato che non ci sta”, dice di un 15enne. Nel mirino anche un adescatore che “pescava” le vittime in un centro commerciale

    Don Riccardo Seppia
    Resta in carcere don Riccardo Seppia, il parroco genovese di 51 anni della Chiesa del Santo Spirito di Sestri Ponente finito in manette per aver violentato un 16enne e aver ceduto cocaina a un altro giro di ragazzi. Il gip di Genova Annalisa Giacalone ha stabilito per lui “pericolo di reiterazione del reato e dell’inquinamento delle prove” escludendo solo il pericolo di fuga.

    Don Seppia si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia. “Il parroco di Sestri Ponente è pronto ad assumersi le sue responsabilità e a collaborare con i magistrati”, ha detto il suo legale, l’avvocato Paolo Bonanni, uscendo dal carcere di Marassi.

    L’ordinanza choc. Nell’inchiesta spuntano altre tre persone indagate: si tratta di un ex seminarista di 40 anni, indagato per prostituzione minorile, per il suo ruolo di “adescatore” degli adolescenti; di un commerciante di abiti genovese e di un croupier di Milano, entrambi accusati di cessione di stupefacenti. La parte peggiore l’aveva proprio l’ex seminarista che “pescava” i ragazzini al centro commerciale La Fiumara di Sampierdarena (un quartiere della periferia Ovest di Genova) e nel centro storico. Come racconta l’ordinanza firmata dal gip Maria Vicidomini, il parroco si avvaleva dell’aiuto di un pusher nordafricano a cui per telefono parlava apertamente: “Non li voglio di sedici anni, ma più giovani. Quattordici anni vanno bene e, mi raccomando, che abbiano dei problemi di famiglia“, chiedeva il parroco mentre ignorava di essere ascoltato già da un anno. Nell’ordinanza non si fa cenno agli incontri sessuali con i ragazzini. Trapela in ambienti giudiziari che nelle prossime ore, in ambiente protetto, saranno ascoltate le vittime. Da ciò che emergerà dagli interrogatori la posizione del parroco potrebbe ulteriormente aggravarsi.

    Gli sms e l’uso di internet. “E’ troppo bello, quanto me lo farei, è un peccato che non ci sta”, dice Seppia intercettato dai Nas (nucleo antisofisticazioni) di Milano mentre parla proprio con l’ex seminarista. “Devi vedere la foto profilo che ha messo su Facebook: è veramente bello”, gli risponde l’amico, 40 anni, che vive a due passi dalla chiesa sulle alture di Sestri e aveva rapporti quotidiani con Seppia, il “parroco della notte”. Già, perché ora che il velo è stato squarciato, i fedeli si fanno coraggio e raccontano quello che finora era rimasto nascosto. Raccontano che Riccardo entrava e usciva dalla canonica alle ore più strane della notte. Raccontano che il prete era stato visto più volte in locali gay, come il discopub Virgo di Sampierdarena, punto di riferimento per tutta la comunità gay genovese. Il rapporto del parroco con internet è intenso: è qui che don Riccardo adesca le sue vittime, attraverso chat e social forum. Tre i computer sequestrati a Seppia, almeno 50 gli sms e altrettante telefonate definite “inequivocabili” al vaglio degli inquirenti.

    L’inchiesta parte da Milano. E dalle carte emerge perché le indagini siano state svolte dal Nas di Milano: erano state avviate per verificare un giro di anabolizzanti usato nelle palestre e nelle saune milanesi. Nel corso di alcune intercettazioni, i militari si sono imbattuti in un giro di cocaina che aveva suo centro a Milano, dove venivano a rifornirsi spacciatori e consumatori da tutta Italia. E proprio tra i frequentatori di saune e palestre milanesi ci sarebbe stato anche don Riccardo, che non si sarebbe limitato a usufruire dei servizi sportivi o di benessere, ma sarebbe stato anche acquirente di stupefacenti. Di più: il suo scopo ultimo non sarebbe stato quello di assumere la sostanza, ma di scambiarla, una volta tornato a Genova, con i ragazzini, presumibilmente in cambio di prestazioni sessuali. Ragazzini che venivano contattati via sms da don Seppia: “E’ arrivata la neve, vieni, porta il solito regalino”, scriveva il prete alle sue vittime. “E se non era la ‘neve’ – spiega un investigatore – allora il sacerdote pagava a botte di 50 euro”.

    Gli abusi al chierichetto di 16 anni. Al centro dell’inchiesta, in particolare, ci sono gli abusi subiti da un chierichetto della zona, un ragazzo di 16 anni affetto da un lieve ritardo mentale. “Sono a casa tutto solo,perché non vieni?”, gli aveva scritto don Seppia per attirarlo in canonica. Prima un bacio estorto con violenza (“Ora è fatta, gli ho dato un bacio con la lingua”, scriveva in un sms il parrocco) poi, per 6 mesi, i numerosi rapporti orali “aggravati dalla soggezione psicologica della vittima”, annotano i carabinieri. Al vaglio degli investigatori, inoltre, ci sono altri episodi, forse limitati ad approcci come nel caso di un altro quindicenne, abbastanza sveglio da non cadere nelle trappole del don. “Perché non vieni a confessarti?”, chiede Seppia al ragazzino. Per fortuna, nessuna risposta. “Non ci sta, ma io ci provo lo stesso, magari prima o poi mi risponde e ci sta anche”, rivela il prete all’ex seminarista suo amico con il quale si lasciava anche andare a sfoghi sulla libertà sessuale: “Io sono frocio, e lo sai che non ho alcun problema ad ammetterlo con nessuno”, diceva l’ex seminarista. “Beato te, ma lo sai che per me è diverso”, rispondeva il parroco di Sestri.

    Il parroco di Recco: “La curia sapeva tutto, ma non ha fatto nulla”. ”Queste ingiustizie e povertà fanno davvero pena”. E’ amareggiato don Piercarlo Casassa, parroco genovese di 73 anni, quando parla di don Riccardo Seppia. “Da ragazzo è stato un mio curato – ricorda don Piercarlo, intervistato da Paolo Crecchi sul Secolo XIX -. Sono passati diversi anni, ma qualcosa di strano lo avevo già notato allora”. “Questa storia è davvero triste – dice don Piercarlo – l’incontro con quel giovane prete credo sia stata una delle esperienze peggiori della mia vita. Si presentava in parrocchia soltanto al pomeriggio, dopo avere dormito tutta la mattina, poi spariva e trascorreva in giro gran parte della notte”. Accuse dirette, l’anziano parroco, non ne fa, ma racconta di un giovane prete “tormentato”. “Ero andato in curia, volevo segnalare il caso, chiedere consiglio su come comportarmi – conclude l’anziano parroco – ma non ho mai avuto risposte…”.

    L’appello di Don Gallo. “E’ un’occasione di sofferenza, di dolore, che induce ad affrontare alcuni temi non facili per me e per la mia Chiesa”. Così Don Andrea Gallo, scrive in prima pagina su Il Secolo XIX. E si rivolge al Cardinal Angelo Bagnasco, denunciando “la solitudine di noi preti”. Da qui un appello: “Abbiamo bisogno di sentirci più uniti, di essere più ascoltati, di essere costantemente contattati, e solo il nostro Vescovo, e al più il suo ausiliare, possono svolgere questa importante funzione” Don Gallo ringrazia Bagnasco “per il grande gesto che ha avuto recandosi immediatamente, appena si è diffusa la notizia dell’arresto del sacerdote accusato di pedofilia, nella parrocchia di Sestri Ponente. Un gesto rivoluzionario – sostiene don Gallo – perché non mi risulta che sia mai successo, da nessuna parte, in un’occasione di simile delicatezza. Un gesto molto lodevole perché ha dimostrato profondo rispetto verso i fedeli, verso quella chiesa, quella parrocchia sgomenta: il Cardinale ha affrontato la situazione in prima persona, mettendo in campo la propria responsabilità pastorale”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/16…ematici/111515/