Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Padre Yousef Dominic

    Padre Yousef Dominic

    26 giugno 2004-Padre Yousef Dominic. Prete pedofilo scoperto ad Albisola

    Un prete cattolico arrestato nel 1996 in Gran Bretagna per pedofilia e fuggito mentre si trovava in libertà su cauzione è stato ritrovato dopo sette anni a dire messa in una chiesa in Liguria.

    Il Times di ieri ricorda che Padre Yousef Dominic era stato rinchiuso in un carcere di Londra dopo che un ragazzo, che allora aveva nove anni, lo aveva accusato di averlo violentato.

    Dietro pagamento di una cauzione di 25 mila sterline da parte di un altro sacerdote, il presunto prete pedofilo aveva ottenuto la libertà provvisoria ed era stato accolto in una sorta di casa di cura per uomini di chiesa.

    Dopo qualche tempo però, Padre Yousef Dominic era scappato e le autorità avevano emesso nei suoi confronti un mandato di cattura. Dopo sette anni di latitanza il Times ha mostrato fotografie del prete, originario del Pakistan, mentre distribuisce la comunione nella chiesa della Concordia di Albissola Marina, in provincia di Savona.

    Secondo il giornale il prete è anche a guida di una piccola comunità di fedeli nel paese di Ellera. Sempre secondo il Times, dopo essere arrivato in Italia lo scorso autunno, Padre Dominic ha ottenuto l’ autorizzazione dalla sua Arcidiocesi, quella di Lahore, a fermarsi nella diocesi di Savona-Noli per motivi di studio.

  • Varese, in canonica trovati filmati e foto compromettenti

    Varese, in canonica trovati filmati e foto compromettenti

    VARESE – Parroco e collezionista di immagini pedofile. Su don Vincenzo, 63 anni, pende un’ indagine della Procura di Varese: per anni avrebbe raccolto e forse anche prodotto in proprio il materiale pornografico con immagini di adolescenti che la polizia ha trovato nella canonica del piccolo centro del Varesotto dove egli ha lavorato fino a un paio di settimane fa.

    La presenza dei poliziotti nella canonica e l’ improvvisa partenza di don Vincenzo non erano passate inosservate. In paese si parlava di un’ inchiesta su un giro di foto porno-pedofile scaricate da siti web. Ma questa era solo la punta dell’ iceberg.

    La Procura di Imperia aveva scoperto una rete di pedofilia su Internet, e nel corso delle indagini, estese in tutta Italia, era finito anche il computer usato dal sacerdote. Nella sua abitazione, gli agenti hanno scoperto fotografie, filmati, dischetti di computer che ritraggono adolescenti nudi o in pose osée.

    Tra il materiale sequestrato anche videocamere con cui, secondo gli inquirenti, don Vincenzo, che ora è in ritiro in una località riservata, avrebbe realizzato dei filmati. Dalla Curia si fa sapere: «Questa vicenda è un fulmine a ciel sereno. Attendiamo il risultato delle indagini». DEL FRATE a pagina 45

    http://archiviostorico.corriere.it/2004/marzo/01/Pedofilia_prete_indagato_co_5_040301001.shtml

  • Dal Messico in manette il missionario pedofilo

    Dal Messico in manette il missionario pedofilo

    NEL carcere romano di Rebibbia c’ è un sacerdote che arriva da lontano, dal convento di Iztapalapa, Messico.

    Dietro una cella, padre Gaudencio, un missionario, medita adesso sul suo passato italiano, trascorso in una parrocchia della zona flegrea; un passato, secondo i magistrati, macchiato dal più turpe dei reati: la pedofilia. Don Gaudencio -dice l’ indagine del pm Raffaello Falcone- venne denunciato nel ‘ 98 da una bambina di 9 anni.

    La piccola raccontò ad una maestra, in classe di aver subìto molestie sessuali in sacrestia. Non fu la sola. Altre bambine, in seguito agli accertamenti avviati dalla polizia, accusarono il viceparroco messicano. Per la comunità del centro flegreo fu uno choc: padre Gaudencio aveva conquistato la fiducia delle famiglie, che lo accoglievano anche nelle loro case, con affetto e rispetto.

    Ma -recita l’ accusa- il religioso sfruttò «questi intensi legami» per mettere in atto «una serie di squallidi episodi di violenza sessuale». Vittime, sono le conclusioni degli investigatori, almeno sette bambine, dai 9 ai 13 anni, che il sacerdote «incontrava in occasione del catechismo». Il missionario -è il rabbrividente particolare svelato dalla Procura- le «suddivideva in gruppi distinti per età e conseguentemente per tipologia di prestazioni sessuali».

    Padre Gaudencio -sostiene il pm- ingannava quelle giovani vite, le confondeva con piccoli regali. Che le bambine hanno indicato agli inquirenti. Non è stato semplice arrestare il missionario. Proprio cinque anni fa padre Gaudencio tornò in Messico. Lì venne raggiunto dall’ ordine provvisorio di custodia in attesa della domanda di estradizione. Il sacerdote è stato arrestato nel convento di Iztapalapa il 14 settembre. Il ministro degli Esteri messicano aveva autorizzato l’ estradizione. Il 13 giugno, cinque giorni fa, padre Gaudencio è tornato in Italia.

    Scortato dal servizio per la Cooperazione internazionale di polizia. Preso in consegna dagli agenti della sezione giudiziaria della Polaria, a Fiumicino. Dove è atterrato il volo in arrivo da Città del Messico. Ora verrà interrogato. In una lettera che qualche tempo fa inviò agli inquirenti il religioso spiegava di vivere momenti difficili e tormentati. Intanto le sue vittime, di cui è stato necessario raccogliere le sofferte confessioni, con l’ ausilio e la delicatezza di psicologi e specialisti dell’ ufficio minori della Questura di Napoli, sembrano aver riconquistato una vita normale. Grazie alla giovane età, alla vicinanza dei genitori e ad un percorso di recupero, hanno rimosso il trauma. Di cui invece ancora si discute – e animatamente – nel comune flegreo dove padre Gaudencio era viceparroco. E non sono pochi coloro i quali restano scettici davanti ad una imputazione così grave. Che però, spiega la Procura, ha trovato riscontri pure in relazioni psicodiagnostiche, oltre che nelle dichiarazioni delle bambine, «precise e concordanti fra loro». GIOVANNI MARINO

    GIOVANNI MARINO

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/17/dal-messico-in-manette-il-missionario-pedofilo.html

  • Arrestate sette persone su mandato del gip del tribunale di Bari Maria Mitola. Tra gli accusati c’anche un parroco 37enne della provincia di Milano

    Arrestate sette persone su mandato del gip del tribunale di Bari Maria Mitola. Tra gli accusati c’anche un parroco 37enne della provincia di Milano

    Il 30 dicembre 2002 vengono arrestate sette persone su mandato del gip del tribunale di Bari Maria Mitola per il reato di divulagazione di materiale pedopornografico via internet.

    Tra gli accusati c’anche un parroco 37enne della provincia di Milano al quale sono state sequestrate diverse immagini pedopornografiche – http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html

    8 gennaio 2003. Bari – La procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha inviato una lettera alla curia arcivescovile di Milano nella quale comunica di aver eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del parroco della provincia di Milano G.C., di 37 anni, arrestato assieme ad altre sei persone il 30 dicembre scorso nell’ ambito di un’ inchiesta sulla pedofilia via Internet.

    http://albamontori.blogspot.com/2007_04_23_archive.html http://forum.quotidiano.net/phpBB2/viewtop…c3250cbd0d682ea

    Prete pedofilo col computer della sagrestia
    Repubblica — 31 dicembre 2002 pagina 6 sezione: BARI
    Dal computer della sagrestia inviava in tutta Italia foto oscene di bambini. «Carpe diem» così si faceva chiamare il prete pedofilo, che scambiava foto a luci rosse nella rete, e che ieri è stato arrestato dalla polizia postale di Bari. è un parroco della provincia di Milano e di lui si sa solo il nick-name, il soprannome in codice che usava nelle chat per accalappiare i clienti e smerciare le foto proibite. Da ieri è agli arresti domiciliari, ma sulla sua identità c’ è il più assoluto riserbo. L’ Arcidiocesi di Milano ha, però, chiarito che «il sacerdote coinvolto non risulta essere della Diocesi milanese». La polizia ha trovato sul computer dell’ insospettabile «cyberpedofilo» centinaia di immagini pedopornografiche, tutte catalogate per nazionalità e tipologia e immesse in rete tramite una sorta di mercato telematico, basato sul baratto. Oltre al prete la Polizia ha arrestato altre sei persone a Caserta, Lucca, Avellino, Sassari, Chieti: uomini tra i 24 e i 34 anni, quasi tutti professionisti e studenti. Una settima persona, raggiunta dal provvedimento di custodia cautelare risulta al momento irreperibile. Si sa solo che è un pugliese. I sei arrestati sono agli arresti domiciliari, ma anche esiliati dal mondo della rete, un mondo virtuale dove hanno commesso un reato punito dalla legge “reale”: divulgazione di materiale pedopornografico. Rischiano da uno a cinque anni di carcere e cinquemila euro di multa. A tutti è stato proibito categoricamente dal gip di Bari, Maria Mitola, di utilizzare telefoni, cellulari e computer. Durante le indagini, coordinate dal pm, Desirè Digeronimo, la polizia ha sequestrato un archivio di oltre 5.800 immagini proibite di bambini. Tutto è partito da delle segnalazioni di cittadini baresi, che, nella primavera del 2001, navigando in Internet si sono imbattuti in siti “sospetti” e hanno fatto denuncia alla Polizia postale. Alcuni agenti si sono infiltrati su diverse «chat line» e durante i contatti si sono fatti inviare dagli indagati «file» di immagini che ritraevano minorenni coinvolti in rapporti sessuali. Insieme con gli arresti il magistrato ha fatto notificare una decina di avvisi di conclusione delle indagini emessi nei confronti di altrettanti indagati a piede libero accusati anche loro di divulgazione di materiale pornografico attraverso internet. A differenza degli arrestati nella disponibilità degli indagati in stato di libertà non sono state trovati archivi di immagini pedopornografiche: a loro viene solo contestato di aver scaricato e diffuso via Internet il materiale. Anche a loro è stata sequestrata tutta l’ apparecchiatura informatica con la quale sono stati scambiati i file incriminati. – CRISTINA ZAGARIA

    (Ansa, 8 gennaio 2003). http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…a_010prete.html

  • PEDOFILIA: ARRESTATO IN MESSICO PRETE RICERCATO IN ITALIA

    PEDOFILIA: ARRESTATO IN MESSICO PRETE RICERCATO IN ITALIA

    Citta’ del Messico, 18 set. (Adnkronos/Dpa) – Edgar Gaudencio Hidalgo Dominguez, sacerdote messicano ricercato in Italia per abusi sessuali su minori, e’ stato arrestato a Citta’ del Messico.

    Il prete e’ accusato di molestie su bambini commesse nella parrocchia di San Castrese a Quarto flegreo, in provincia di Napoli. Tra le prove contro di lui, la testimonianza di una bambina di 11 anni che ha raccontato agli inquirenti di essere stata vittima del sacerdote nel 1997.

    Nel novembre del 1999 la magistratura ha spiccato nei confronti di Dominguez un mandato di cattura internazionale ed e’ stata la polizia messicana ad arrestarlo, in collaborazione con l’Interpol. Il sacerdote e’ stato trovato presso la parrocchia di Santa Maria di Guadalupe a Iztapalapa, un popoloso sobborgo a est di Citta’ del Messico. Ora si trova in un carcere della capitale, in attesa di essere estradato in Italia.

    (Ltr/Pe/Adnkronos)
  • BIELLA Pedofilia

    BIELLA Pedofilia

    BIELLA Pedofilia, un prete tra 141 denunciati
    Il Tirreno — 09 maggio 2002 pagina -1 sezione: ATTUALITÀ

    TORINO. In una vasta operazione contro la pedofilia informatica i carabinieri di Biella hanno denunciato 141 persone per detenzione di materiale pedopornografico.

    Le indagini, durate alcuni mesi, si sono estese in tutta Italia e tra gli indagatici sarebbero anche numerosi liberi professionisti. L’inchiesta – denominata Peter Pan – era iniziata nel maggio2001. C’è anche un sacerdote fra i 141 indagati. Il suo nome non è stato rivelato, si sa soltanto che non è piemontese e che la sua posizione è ancora al vaglio degli inquirenti. Il sacerdote si è infatti difeso asserendo che le sue carte di credito ,per pagare la «navigazione» nei siti a luci rosse, erano state usate da altri dopo che le aveva smarrite.

    IL BIELLESE TRA I 141 INDAGATI. MOLTI COLLEGAMENTI CON LA MAFIA RUSSA Pedofilia, «blitz» a Candelo Un sequestro di cd e materiale pornografico

    BIELLA Da Candelo all’Estonia e alla Lettonia, quindi alla mafia russa. E’ il filo che collega l’inchiesta sulla PEDOFILIA via Internet chiusa dai carabinieri con 141 denunce e una montagna di materiale sequestrato. Proprio nel paese al confine con il capoluogo lanieri i militari hanno bussato alla porta di un uomo che e’ stato trovato in possesso di centinaia di cd con fotografie e filmati i cui protagonisti erano bambini e ragazzi minorenni. A lui i militari sono arrivati risalendo ai pagamenti con la carta di credito (circa 200, 300 mila per «acquisto») e non solo: in un caso uno degli investigatori si e’ spacciato anche per «venditore» contattando il cliente tramite pc. Tra gli altri indagati, spiccano i nomi di commercialisti milanesi, mentre una quindicina sarebbero le persone residenti in provincia di Monza e finite nel mirino della sostituto procuratore Rossella Soffio; altrettante abitano in Veneto. Il SACERDOTE inquisito sarebbe invece toscano. Ora l’attenzione degli inquirenti dovrebbe spostarsi verso i fornitori di materiale pornografico, un lavoro decisamente piu’ complicato. «Sono tanti gli elementi raccolti nelle molte inchieste avviate dalle procure di mezza Italia» sostiene il sostituto procuratore Soffio – ma colpire coloro che utilizzano internet per commerciare immagini terrificanti con protagonisti i bambini non basta. Occorre risalire ai veri responsabili ma sono indispensabili strumenti di coordinamento internazionale in modo da poter intervenire nel piu’ breve tempo possibile

    10 giugno 2002 http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchiv…p?objid=3588516

    Tra gli indagati, avvocati, medici, ingegneri, tecnici informatici e persino un SACERDOTE: di quest’ultimo si sa solo che non e’ piemontese e la sua posizione e’ ancora al vaglio in quanto si e’ difeso asserendo che le sue carte di credito erano state usate da altri dopo che le aveva smarrite.

  • Le scuse del papa. Era l’anno 2000 la prima di una interminabile serie di scuse e di promesse mai mantenute

    Le scuse del papa. Era l’anno 2000 la prima di una interminabile serie di scuse e di promesse mai mantenute

     

    LA GIORNATA DEL PERDONO
    ALCUNE OSSERVAZIONI
    UNA RACCOLTA DI OPINIONI NON ALLINEATE

    LA GIORNATA DEL PERDONO

    Il 12 marzo 2000, nel corso di una spettacolare celebrazione in Vaticano, il papa ha chiesto «scusa» in mondovisione per le colpe passate della Chiesa. Molti si sono affannati a rendere omaggio alla decisione di Wojtyla: ma quanti di costoro hanno ragionato sulla portata di queste scuse?

    La giornata era stata preparata da un documento di una commissione teologica internazionale – di cui faceva parte il responsabile dell’ex-inquisizione Ratzinger – ed è stata incentrata soprattutto sull’omeliadi Wojtyla e sulla confessione dei peccati da parte delle gerarchie ecclesiastiche e del papa stesso.

    ALCUNE OSSERVAZIONI

    • Il perdono viene chiesto a dio, non alle vittime.
    • I peccati non sono della Chiesa-istituzione, ma dei figli della Chiesa.
    • Per “Chiesa” si intende comunque la comunità dei battezzati.
    • Ne deriva che la responsabilità dei peccati è difficilmente attribuibile: infatti nessun nome di colpevole è stato pronunciato, tutto è estremamente generico e ampiamente chiosato per accontentare i cattolici più conservatori.
    • I peccati vengono collocati soprattutto nel secondo millennio: forse perché i pagani, massacrati nel primo, non sono più in grado di pretendere qualcosa.
    • Se i cattolici hanno delle colpe, gli altri sono peggio: nell’omelia il papa chiede perdono per «…l’uso della violenza che alcuni di essi hanno fatto… per gli atteggiamenti di diffidenza e di ostilità assunti talora nei confronti dei seguaci di altre religioni», salvo poi lamentarsi delle «innumerevoli volte che […] hanno subìto angherie, prepotenze e persecuzioni a motivo della loro fede».
    • Si chiede perdono per «…i mezzi dubbi per i fini giusti», ma non per i fini ingiusti (qual era il fine «giusto» nel bruciare le streghe?).
    • Si definisce semplicisticamente il regime nazista come «pagano», sottacendo le prese di posizione a suo favore dei vescovi tedeschi.
    • L’ateismo è il male principale del giorno d’oggi e si invitano i non credenti a purificare anch’essi collettivamente i loro risentimenti (?).

    UNA RACCOLTA DI OPINIONI NON ALLINEATE

    Sull’argomento la rivista Adista ha raccolto due dossier, pubblicati il 20 marzo ed il 3 aprile 2000.

    ENZO MAZZI (Manifesto 8/3): «sotto questo manto imbiancato e lucente covano nell’intimo della Chiesa-istituzione quasi intatti i germi mortiferi della violenza: l’assolutismo del potere monarchico del papa il quale è legge a se stesso e a nessun’altra legge umana è sottoposto, la capillarità planetaria della diramazione del potere gerarchico, la immensa ricchezza mai sazia che rende la Chiesa corresponsabile dell’impoverimento delle grandi maggioranze, la certezza che la gerarchia cattolica è depositaria infallibile sia della verità etica sulla natura sia della verità soprannaturale e quindi anche dei mezzi per la salvezza del mondo e di ogni singola persona».

    DOMENICO TOMASETTO (presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane): «una richiesta di perdono che […] costituisce soltanto un ottimo spettacolo mediatico, ma non ha rilevanza nell’esistenza teologica».

    JUAN JOSÉ TAMAYO (El Pais 13/3): «…mentre si chiede perdono degli errori storici, si continuano a mantenere, all’interno della Chiesa, comportamenti repressivi e lesivi dei diritti dei cristiani e delle cristiane […] il Vaticano ha reagito avviando un’operazione di pulizia teologica che ha colpito non pochi dei più qualificati teologi…».

    AMOS LUZZATTO (Comunità ebraiche italiane): «non vi è contraddizione tra il pentimento espresso dalla Chiesa per quanto perpetrato contro gli ebrei nel passato e la beatificazione di Pio IX che ne fu uno dei perpetratori? […] Mi aspettavo un riconoscimento delle responsabilità politiche della Chiesa per le persecuzioni antiebraiche: ad esempio sull’istituzione dei ghetti per i quali la Chiesa ancora non ha praticamente detto mai nulla».

    HANS KUNG (teologo dissidente): «è una deludente cerimonia pomposa e barocca. Nel suo confiteordeplora ma non chiama niente per nome […] non è giusto sostenere che i nazisti sarebbero stati ancor più crudeli se il papa avesse parlato. Si sarebbe prodotto un effetto enorme se Pio XII avesse scomunicato i responsabili dell’Olocausto, alcuni dei quali erano cattolici: Hitler, Goebbels…».

    BARBARA RAGGI (Manifesto 8/3): «il messaggio arriva chiaro: il pontefice ammette gli errori del passato. Nessuno chiede conto di quelli del presente che pure si affastellano sotto gli occhi di tutti. E soprattutto si cela il nesso tra le colpe di ieri e quelle di oggi. Gli argomenti con cui si pretende la parità scolastica e il divieto della marcia gay sono gli stessi che, in secoli lontani, hanno portato alle violenze e agli eccessi per cui si implora perdono. La radice della sopraffazione è la credenza di avere in custodia la morale naturale, valida per tutti e per tutte, cui bisogna sottomettersi indipendentemente dalle proprie valutazioni. Una morale le cui chiavi sono custodite a Roma, dal vicario di Cristo unico a poter decidere cosa è ammissibile e cosa non lo è. Finché una commissione di teologi non dirà che tale credenza è falsa ed è la radice di tutti gli errori e gli orrori compiuti “dai figli della Chiesa” siamo autorizzati a pensare che non di autocritica si tratta ma di una banale operazione di marketing».

    PEDRO MIGUEL (La Jornada 14/3): «…ogni genocidio (e Roma ne ha molti a suo carico) è doppiamente intollerabile se sfocia nell’impunità e nelle simulazione; per esempio, la vistosa “richiestuccia di perdono” del 12 marzo…».

    EUGENIO SCALFARI (Repubblica 13/3): «la confessione delle colpe è un atto politico essenziale […] questa grandiosa assunzione di colpa […] riguarda poco l’anima dei fedeli; riguarda piuttosto i teologi […] e i diplomatici […] Obiettivi alti, ma politici…».

    RUPERT SHORT (The Guardian 13/3): «perché allora le sue affermazioni, accanto all’ammirazione, hanno causato aspre critiche? Molti cattolici, a parte quelli che sono fuori dalla Chiesa, sentono che la richiesta di scuse è stata pronunciata scandalosamente tardi […] questo papa è stato felice di accettare o estendere uno stile autoritario nel governo della Chiesa».

    FRANCO GRILLINI (Arcigay): «il Vaticano chieda perdono anche agli omosessuali che rappresentano le vittime tra le più numerose della violenza teocratica di ieri come di oggi».

    LEONARDO BOFF (teologo della liberazione): «il primo perdono che dovrebbe chiedere la Chiesa dovrebbe essere ai poveri defraudati. Per essere una Chiesa ricca e perché quando altri hanno appoggiato i poveri, furono condannati come falsi profeti».

    DIARIO DELLA SETTIMANA (22/3): «le cataste di vittime accumulate fino al cielo sono la ragione stessa della diffusione mondiale che la Chiesa cattolica ha oggi».

    DANIELE GARRONE (Riforma in rete, 24/3): «in Italia ha credito l’affermazione, tanto diffusa quanto infondata, che solo la Chiesa cattolica abbia riconosciuto le sue colpe storiche. C’è chi enfatizza la posizione cattolica per apologia o per polemica (anche contro il pensiero laico), ma soprattutto vi è una sostanziale ignoranza (perché lo si ignora effettivamente o perché lo si vuole ignorare) di ciò che avviene al di là del Vaticano, nel resto della cristianità. Il fenomeno è particolarmente evidente sui mass media, a nessuno dei quali, per esempio, è venuto in mente di proporre dei servizi su come le altre chiese affrontano il problema delle colpe storiche; da noi, la posizione degli altri cristiani è tutt’al più una nota di colore. L’organizzazione piramidale della chiesa di Roma e la sapiente enfatizzazione mass-mediatica (accentuata in questo Giubileo) di tutto ciò che ha il papa come protagonista contribuiscono ad accentuare l’impatto di ogni discorso di Roma».

    FILIPPO GENTILONI (Manifesto 8/3): «…ma questa riconciliazione convincente richiede una “conversione”, come d’altronde la grande tradizione cristiana ha sempre insegnato. Pentirsi vuol dire convertirsi, cambiare vita. Nel caso della chiesa e dei suoi vertici, accettare il dialogo, il dubbio, in altre parole il pellegrinaggio dei poveri nella vie della storia. Accettare una verità non fissa, ma in cammino».

    1° settembre 2000

    https://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/giornata_del_perdono/

  • SCOPERTA UNA RETE SU INTERNET: INCHIESTA IN TUTTA ITALIA, DENUNCIATI FUNZIONARI DI BANCA, DIRIGENTI DELLE POSTE E IMPRENDITORE

    SCOPERTA UNA RETE SU INTERNET: INCHIESTA IN TUTTA ITALIA, DENUNCIATI FUNZIONARI DI BANCA, DIRIGENTI DELLE POSTE E IMPRENDITORE

    Sacerdote arrestato per pedofilia: aveva una valigia di foto pornografiche

    Scoperta una rete su Internet: inchiesta in tutta Italia, denunciati funzionari di banca, dirigenti delle poste e imprenditore Sacerdote arrestato per pedofilia: aveva una valigia di foto pornografiche

    VERONA – Nelle prime pagine dei due siti Internet c’ erano le immagini di una ventina di dodicenni nude in pose sexy. Ma dietro quelle istantanee si nascondeva qualcosa di agghiacciante. Pagando un abbonamento mensile di cinquantamila lire era possibile accedere alla visione di duemila fotografie pornografiche: protagonisti centinaia di bambini dai sei mesi ai sette anni di età.

    Clienti delle chat: funzionari di banca, dirigenti delle Poste, manager, imprenditori, tutti denunciati a piede libero. E un prete, un parroco trentacinquenne di una comunità alle porte di Torino, arrestato l’ altro ieri perché trovato in possesso di una valigia piena di polaroid che lo ritraggono in atteggiamenti inequivocabili con ragazzini di varie età. Ad ammanettarlo, e a sequestrargli tra l’ altro materiale sadomaso, sono stati i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Verona. Il sacerdote, che ha ammesso ogni responsabilità, rischia dieci anni di galera.

    La legge sarà severa anche con le altre cinquantanove persone sparse in tutta Italia che dall’ inizio del 2000 si sono abbonate alla società russa organizzatrice del sito. Per tutti i pedofili si prevedono condanne da uno a cinque anni e multe da 5 a 100 milioni di lire. L’ indagine è della magistratura di Verona ed ha coinvolto, da Siracusa a Belluno, altre ventisette procure. Scoperto cosa si nascondeva dietro i siti specializzati in «russian girls», nel gennaio scorso un giudice ha deciso di mettere a disposizione dei carabinieri del comando provinciale due carte di credito per pagare l’ abbonamento.

    Pochi giorni ed ecco, attraverso l’ estratto conto della banca, il nome della società russa beneficiaria degli accrediti. Poi, l’ idea vincente: scrivere a tutti gli istituti di credito perché, attraverso le società di transazione, comunicassero i nomi e i cognomi di quanti avevano versato denaro al sito russo. Così si è formato e completato l’ elenco dei pedofili, tutti personaggi insospettabili e facoltosi. Tra questi anche il sacerdote il quale, messo di fronte all’ evidenza dei fatti, ha raccontato che da almeno tre anni conservava i documenti fotografici dei ragazzini che riusciva ad avvicinare e a circuire. L’ inchiesta è tutt’ altro che conclusa. La magistratura e i carabinieri sono convinti che le riproduzioni delle duemila fotografie oscene siano state cedute per soldi ad altri personaggi legati al mondo della pedofilia. Gli inquirenti vogliono anche risalire alle bambine, per lo più russe, che compaiono nude nelle pagine di presentazione del sito. Paolo Chiarelli
    Chiarelli Paolo
    Pagina 17
    (9 luglio 2000) – Corriere della Sera

  • Abusava di minori Arrestato un prete

    Abusava di minori Arrestato un prete

    Abusava di minori Arrestato un prete

    Dopo lo scandalo i suoi superiori avevano ritenuto di sollevarlo dall’ incarico, prima trasferendolo a Bergamo e poi inviandolo missionario in India.

    Ma appena tornato in Italia, ad attenderlo ha trovato un ordine di cattura: un religioso di 52 anni, responsabile di una comunità cittadina che si propone di alleviare le difficoltà familiari di ragazzi in crisi, è stato arrestato per l’ ipotesi di violenza sessuale con l’ accusa di aver approfittato almeno di uno di loro e forse anche di altri due.

    Il gip Fabio Paparella ha accolto la richiesta del pm Piero Forno anche sulla scorta di un clima di non collaborazione che gli inquirenti ritengono di aver riscontrato nell’ istituto. A mettere in moto l’ indagine è stata la denuncia presentata dal padre di uno dei giovani ospiti del centro ai servizi sociali del Comune.

    Secondo il suo racconto, all’ inizio di novembre il genitore ricevette una telefonata allarmante dal figlio quattordicenne che lo pregava di correre all’ istituto. L’ uomo, precipitatosi, raccolse la confidenza del figlio, che accusava il sacerdote di averlo sottoposto ad abusi sessuali. La denuncia determinò due differenti accertamenti.

    L’ inchiesta interna all’ istituto si concluse con la rimozione del religioso, in novembre trasferito a Bergamo e poi partito per l’ India. Ma intanto è arrivata a conclusione l’ inchiesta penale, nel corso della quale altri due ragazzini hanno raccontato di aver subito abusi. Il religioso, che sar… interrogato domani, nega questi ulteriori episodi, mentre ridimensiona a contatti equivocati gli sfioramenti con il primo ragazzo nelle sere in cui gli rimboccava le coperte.

    E’ la terza volta che il pm Forno, nelle ultime settimane, si trova a istruire processi con religiosi indagati: di recente, infatti, un sacerdote Š stato condannato a un anno, e una suora indagata per un paventato favoreggiamento.

    01 giugno 2000 http://archiviostorico.corriere.it/2000/gi…000601345.shtml ®Abusava di minori. Arrestato un prete

  • Busto Arsizio. Morto don Uberto Cozzi, prete pedofilo svizzero nascosto in Italia, Reo confesso di abusi su 11 ragazzi. Ex parroco di Castione e Lumino, diocesi di Lugano

    Busto Arsizio. Morto don Uberto Cozzi, prete pedofilo svizzero nascosto in Italia, Reo confesso di abusi su 11 ragazzi. Ex parroco di Castione e Lumino, diocesi di Lugano

    IV – EX PARROCO A PROCESSO SENZA IL PUBBLICO

    Don Umberto Cozzi, ex parroco di Lumino e Castione (Canton Ticino – CH), comparirà di fronte alla Corte delle assisi criminali di Bellinzona per rispondere di numerosi reati a carattere sessuale.

    Le ipotesi di reati sono i seguenti: atti sessuali con fanciulli, ripetuti atti sessuali con persone dipendenti…

    Don Umberto Cozzi è stato arrestato il 20 agosto dell’anno scorso. Non ancora quarantenne ed originario di Induno Olona, ha iniziato l’attività di parroco a Morbio Superiore, dopo essersi laureato in Teologia all’università di Friburgo. E’ stato pure assistente al Collegio Pio XII di Breganzona e segretario della Commissione per le vocazioni della Diocesi. (fonte: Corriere del Ticino 14.03.1998)

    www.ilpaese.ch/archivio2.asp?titolo…articoloid=1017

    Preti e pedofilia: cosa c’entra il celibato?

    Sondaggio de La Regione su Internet: preti e pedofilia. La rinuncia al celibato potrebbe in parte evitare simili reati? Ma questa è una domanda assurda. Chi l’ha pensata? Le risposte, 73% sì – 27% no, mostrano chiaramente una sola cosa. Che c’è una gran confusione. Il celibe non è sposato, lo dice la parola stessa. Ma il pedofilo, prete o non prete, non cerca moglie o sesso con persona adulta consapevole e consenziente, ma cerca sesso con un bambino. E non tiriamo in ballo i tempi antichi quando la pedofilia era considerata socialmente normale e accettata, e non tiriamo in ballo nemmeno le Lolite o i Loliti. I pedofili sono tutti dei malati? Non credo a questo tipo di malattia. Sono dei poveri inconsapevoli? Non credo nemmeno a questo.

    1997/1998 don Umberto Cozzi, classe 1960, parroco di Castione e Lumino, reo confesso, abusi sessuali su 11 ragazzi.

    Eva Mathiasch
    edizione del 04.06.2004

    www.tio.ch/News/465733/Rapporto-Rya…i-minori/Blog/3

    12.06.2009 – 07:11
    brunogiordano

    Premesso che nel “Santo” blog – le virgolette stanno ad intendere che di santo non c’è proprio nulla, soltanto tanta e variegata umanità – di questa notizia se n’è già discusso, mi ha sorpreso sentire da te che Don Umberto Cozzi – i pedofili hanno un nome – è in circolazione e per giugnta con dei ragazzini.
    Mi sorgono spontanee alcune domande:
    – è libero ed esercita ancora come prete?
    – qui in Ticino? (solitamente li spostano per permettere a loro di “operare” indisturbati altrove)
    – visto che sei un giornalista, come mai i tuoi colleghi sembrano essere piuttosto inclini a passare in silenzio i fatti riguardanti la pedofilia o gli incesti (fanno inchieste su ogni porcheria, ma mai su questi fenomeni)?

    12.06.2009 – 07:52
    bike

    Sarà venuto a Lumino per vedere la tappa del giro della Svizzera ?
    Tu che sei del mestiere, perchè non riproponi i tuoi dubbi e le domande poste da brunogiordano al signor PierGiacomo Grampa, sedicente vescovo del Ticino (all’occasione fa anche il politico, ovviamente di sinistra).

    www.informazioneonline.it/LAY009/L0…rg=1001&id=4102

    Busto Arsizio
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    LUTTO ALLA “PROVVIDENZA”
    Si è spento don Umberto Cozzi
    BUSTO ARSIZIO – Un grave lutto, nella tarda mattinata di venerdì 13 gennaio, ha colpito l’Istituto “La Provvidenza” Onlus di Busto Arsizio: il Cappellano, don Umberto Cozzi, da qualche giorno ricoverato in Ospedale in gravi condizioni, è deceduto.

    51 anni, aveva compiuto gli studi di teologia e poi ordinato Sacerdote nella Diocesi Svizzera del Canton Ticino, era a Busto Arsizio per l’assistenza spirituale degli ospiti dell’Istituto “La Provvidenza” dall’agosto del 2005.
    Le sue già precarie condizioni di salute lo avevano allora costretto a malincuore a lasciare le parrocchie nella sua Diocesi di provenienza e a dedicarsi ad un’attività pastorale meno frenetica che gli permettesse di far fronte ai periodici controlli sanitari.

    In questi anni di permanenza in Istituto ha avuto modo di farsi apprezzare per la sua cultura teologica che profondeva nelle sue preziose omelie, per l’accuratezza delle celebrazioni liturgiche e per l’attenzione che riservava quotidianamente agli ospiti cercando di essere loro vicino sia da un punto di vista umano che sacramentale.

    L’Istituto piange la sua improvvisa scomparsa: gli ospiti, il personale, i volontari, i numerosi fedeli, anche esterni, frequentatori delle sue celebrazioni, non avranno più il conforto della sua parola, la testimonianza della sua carità e della sua incrollabile fede, nonostante la grande sofferenza in cui si è consumata la sua breve esistenza.

    pubblicato il: 13/01/2012