Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Jesus Vasquez

  • “Minori abusati”, sacerdote e Arcidiocesi condannati a risarcire i danni

    “Minori abusati”, sacerdote e Arcidiocesi condannati a risarcire i danni

    La pena è già stata interamente scontata dall’imputato, ora arriva la condanna in sede civile, e non solo per lui. L’ha stabilita il giudice del Tribunale di Benevento Aldo De Luca, che ha deciso che don Jesus Vasquez, ex parroco di San Nicola Manfredi, e l’Arcidiocesi di Benevento, nella persona dell’Arcivescovo, risarciscano con più di 130 mila euro, oltre agli interessi, i due minori, rappresentati dagli avvocati Angelo e Biancamaria Leone, di cui il sacerdote avrebbe abusato.

    E’ una vicenda che sette anni fa era stata scandita dall’arresto del prete, scattato in una indagine della Mobile avviata dopo le querele presentate dai genitori dei ragazzi. Nel mirino erano finiti  due distinti episodi che si sarebbero verificati nel settembre 2008 e nell’aprile 2009.  Quando don Jesus, che ha sempre sostenuto la sua estraneità ad ogni contestazione, avrebbe costretto un 13enne ed un 14enne a subire atti sessuali.

    Nel marzo 2010 il rinvio a giudizio e il via al processo di primo grado, concluso l’8 giugno 2011: il pm Marilia Capitanio aveva proposto la condanna a 7 anni, mentre la difesa – l’avvocato Marcello D’Auria – aveva chiesto l’assoluzione del sacerdote  per non aver commesso il fatto o, in subordine, perchè il fatto non sussiste.

    Il Tribunale aveva accolto le conclusioni del rappresentante della pubblica accusa, decidendo anche il pagamento di una provvisionale di 7.500 euro in favore di ciascuna delle parti civili (oltre al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede) e l’interdizione dai pubblici uffici.

    La sentenza era stata riformata nell’ottobre 2014, quando i giudici della Corte di appello, dopo la concessione delle attenuanti generiche equivalenti all’aggravante, avevano ridotto la pena: da 7 anni a 5 anni e 3 mesi. Una condanna diventata definitiva nel marzo 2017, alla quale è adesso seguita la pronuncia in sede civile, con il risarcimento dei danni.

    https://www.ottopagine.it/bn/cronaca/369003/minori-abusati-sacerdote-e-arcidiocesi-condannati-a-risarcire-i-danni.shtml

  • Condanna per abusi, arrestato ex parroco di S. Nicola Manfredi

    Condanna per abusi, arrestato ex parroco di S. Nicola Manfredi

    Ieri sera la conferma della condanna a 5 anni e 3 mesi per abusi su due minori, oggi l’arresto di don Jesus Vasquez, ex parroco di San Nicola Manfredi. L’hanno eseguito, sulla scorta di un ordine di carcerazione della Procura generale presso la Corte di appello, gli agenti della Squadra mobile, che lo hanno prelevato dalla “Domus sacerdotalis” di Benevento.

    E’ l’epilogo di una vicenda al centro di un’indagine condotta dalla stessa Squadra mobile, che, come anticipato da Ottopagine, era relativa a due distinti episodi risalenti al settembre 2008 e all’aprile 2009.  Quando il prete avrebbe costretto un 13enne ed un 14enne a subire atti sessuali. Un caso sul quale oggi è intervenuto l’Arcivescovo Felice Accrocca, esprimendo “piena solidarietà alle vittime”.

    Parole importanti che, in attesa del risarcimento dei danni dovuto dall’imputato, potrebbero essere accompagnate, nel frattempo, da un gesto che avrebbe una valenza altrettanto significativa: l’impegno della Curia a rimborsare i costi economici di cui le vittime hanno dovuto farsi carico per ottenere giustizia.

    http://www.ottopagine.it/bn/cronaca/117659/condanna-per-abusi-arrestato-ex-parroco-di-s-nicola-manfredi.shtml

  • Abusi su due minori, condanna definitiva per un sacerdote

    Abusi su due minori, condanna definitiva per un sacerdote

    Pronuncia Cassazione, confermati i 5 anni e 3 mesi stabiliti in appello per don Jesus Vasquez

    Diventa definitiva, dopo la pronuncia della Cassazione sull’inammissibilità del ricorso della difesa, la condanna a 5 anni e 3 mesi stabilita dalla Corte di appello per don Jesus Vasquez (avvocato Marcello D’Auria), ex parroco di San Nicola Manfredi, accusato di abusi sessuali ai danni di due minori. Un’accusa emersa da un’indagine avviata dalla Squadra mobile dopo le querele presentate dai genitori dei ragazzi, parti civili con gli avvocati Angelo Leone e Sergio Rando.

    Nel mirino della Procura erano finiti  due distinti episodi che si sarebbero verificati nel settembre 2008 e nell’aprile 2009.  Quando il prete, che ha sempre sostenuto la sua estraneità ad ogni contestazione, avrebbe costretto un 13enne ed un 14enne a subire atti sessuali. Nel marzo 2010 il rinvio a giudizio e il via al processo di primo grado, concluso l’8 giugno del 2011: il pm Marilia Capitanio aveva proposto la condanna a 7 anni, mentre la difesa aveva chiesto l’assoluzione del sacerdote  per non aver commesso il fatto o, in subordine, perchè il fatto non sussiste. Il Tribunale aveva accolto le conclusioni del rappresentante della pubblica accusa, decidendo anche il pagamento di una provvisionale di 7.500 euro in favore di ciascuna delle parti civili (oltre al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede) e l’interdizione dai pubblici uffici.

    La sentenza era stata riformata nell’ottobre 2014, quando i giudici dela Corte di appello, dopo il riconoscimento dell’attenuante speciale della lievità del fatto, avevano ridotto la pena: da 7 anni a 5 anni e 3 mesi. Una condanna che adesso è diventata definitiva.

    http://www.ottopagine.it/bn/cronaca/117548/abusi-su-due-minori-condanna-definitiva-per-un-sacerdote.shtml

  • CASO PER CASO. NOME PER NOME. LA PEDOFILIA ECCLESIASTICA IN ITALIA /2

    CASO PER CASO. NOME PER NOME. LA PEDOFILIA ECCLESIASTICA IN ITALIA /2

    36592. ROMA-ADISTA. Insistiamo. Dopo aver passato in rassegna i principali casi di pedofilia clericale verificatisi in Italia nel 2009 e nel 2010, proseguiamo con il 2011 e con quest’inizio di 2012. Le ragioni di questa nostra ricognizione le abbiamo già spiegate (v. Adista n. 10/12): non è né per morbosità né per alimentare «chiacchiericci» di sodaniana memoria. L’intento è, semmai, quello di fare il punto della situazione e di stimolare un dibattito. Se continuano a presentarsi casi sempre nuovi, riteniamo che la ragione non vada cercata tanto nel «disordine morale» del singolo (la cui condotta va ovviamente indagata e, se necessario, punita), quanto piuttosto nell’intero sistema che quel disordine favorisce e alimenta. Questa è l’idea che fa da sfondo al nostro dossier, di cui pubblichiamo nelle pagine che seguono la seconda ed ultima parte.

    Il prete nero Il 3 marzo del 2011, don Ruggero Conti, ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida, periferia occidentale di Roma, viene condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento di 200mila euro di risarcimento per le parti civili (v. Adista nn. 53 e 65/08, 37/10 e 21/11). La sentenza di primo grado attribuisce a don Ruggero, già «garante per la famiglia e per le periferie» dell’aspirante sindaco Gianni Alemanno, «condotte di una gravità inaudita, insidiose e insistenti». Le violenze si sarebbero consumate tra il 1998 e il 2008 ai danni di sette minori della parrocchia. Oltre che per l’alto numero di violenze perpetrate e per le amicizie influenti, il caso del “prete di An” aveva destato scalpore per via dell’atteggiamento a dir poco omertoso assunto nei suoi confronti da mons. Gino Reali, vescovo di Porto S. Rufina, la diocesi suburbicaria dalla quale dipende la parrocchia di Selva Candida. Durante un interrogatorio di fronte ad uno dei magistrati responsabili dell’inchiesta, il prelato aveva infatti ammesso di essere al corrente delle accuse nei confronti di don Conti già da due anni prima del suo arresto, avvenuto il 30 giugno del 2008. La notizia che il vescovo «sapeva», data ai media internazionali dall’Associated Press il 26 aprile del 2010, aveva avuto pochissima risonanza nel nostro Paese, e confermava del resto quanto andava sostenendo da tempo don Claudio Brichetto, il viceparroco della Natività di Maria Santissima, che già da un anno aveva denunciato ai superiori gli abusi del collega e che per questo era stato temporaneamente sospeso dall’incarico.

    Alla scuola di don Cantini Ai primi di maggio del 2011, diversi organi di informazione riportano la notizia dell’avvenuta archiviazione dell’inchiesta giudiziaria a carico di don Lelio Cantini, parroco della chiesa della Regina della Pace di Firenze dal 1973 al 2005 (v. Adista n. 29, 65 e 67/07, 37 e 75/08, 39 e 97/10). Il Pm fiorentino Paolo Canessa motiva la sua richiesta al Gip spiegando che le violenze sessuali «ci sono state e sono gravi», che si sono protratte per circa vent’anni nel silenzio assordante dei vertici della Chiesa fiorentina, ma che i reati sono da considerarsi prescritti e che in molti casi mancano le relative querele. I fatti risalgono in effetti a molti anni prima, ovvero al periodo fra il 1973 e il 1987, ma le vittime, per lo più bambine e adolescenti che all’epoca degli abusi avevano fra i 10 e i 17 anni, hanno trovato la forza di denunciare all’autorità ecclesiastica i misfatti di don Lelio solo nel 2004. Nel corso di tutta la vicenda, la Curia fiorentina, nelle persone dell’ex arcivescovo Ennio Antonelli e del suo ausiliario Claudio Maniago (quest’ultimo allievo e «pupillo» di don Cantini), ha sempre osservato un atteggiamento volto ad occultare la verità e ad evitare le ripercussioni mediatiche. Don Cantini verrà infatti ridotto allo stato laicale solo nell’ottobre del 2008, quando il caso era ormai trapelato sugli organi di informazione nazionali. Nell’inchiesta sull’ex parroco, era stato coinvolto ad un certo punto anche lo stesso Maniago, accusato di aver preso parte nel 1996 ad un festino sadomaso nel quale sarebbe stato abusato un giovane toscano. Sebbene fossero emerse nel corso dell’indagine delle conferme rispetto a quanto riferito dal testimone, la mancanza di una querela, spiegava Canessa nella richiesta di archiviazione, aveva impedito alla procura di procedere contro Maniago. Quest’ultimo è stato confermato nel suo incarico dal card. Giuseppe Betori, succeduto ad Antonelli alla guida dell’arcidiocesi di Firenze nel settembre del 2008. Don Lelio Cantini è morto il 15 febbraio del 2012.

    Il cocainomane e il rockettaro È del maggio 2011 anche l’arresto di don Riccardo Seppia, parroco della chiesa di Santo Spirito a Sestri Ponente. Ad incastrarlo è un’indagine sul traffico di cocaina effettuata dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei carabinieri. Le intercettazioni evidenziano infatti come don Riccardo fosse al centro di un giro di spaccio e di prostituzione minorile. Lo scorso 13 febbraio si è svolta la prima udienza del processo, con rito abbreviato, ma il dibattimento è stato aggiornato a fine marzo. Giugno 2011: don Jesus Vasquez, sacerdote peruviano cinquantacinquenne, ex parroco di San Nicola Manfredi in provincia di Benevento, viene condannato in primo grado a 7 anni e al pagamento di una provvisionale di 7.500 euro per ciascuna delle parti civili. Il giudice lo riconosce colpevole di aver costretto due ragazzi, uno di 13 e l’altro di 14 anni, a subire atti sessuali. Dopo che i genitori delle vittime lo avevano denunciato all’autorità giudiziaria, la curia arcivescovile lo aveva rimosso tanto dall’incarico di parroco quanto da quello di insegnante di religione in una scuola media della città. Il 23 giugno 2011, la Cassazione chiede un nuovo processo di appello per don Marco Baresi, ex vicerettore del seminario diocesano di Brescia, già condannato in secondo grado a 7 anni e 6 mesi (v. Adista n. 65/08 e 58/09). Per gli avvocati della difesa, tuttavia, si tratta di una vittoria a metà: la suprema corte riconosce infatti la colpevolezza di don Marco, accusato di violenza sessuale ai danni di un suo ex allievo e di detenzione di materiale pedopornografico, per il periodo precedente il dicembre del 2004. Per i fatti successivi a quella data, i magistrati ritengono invece necessario un supplemento di inchiesta e pertanto decidono di rinviare il processo ad altra sezione della corte di appello di Brescia. Tanto dopo il primo arresto, avvenuto il 26 novembre 2007, quanto dopo le condanne in primo e secondo grado, al sacerdote non era mai mancato l’appoggio della diocesi e del gruppo degli «amici di don Baresi», convinti sostenitori dell’innocenza del religioso. Quello a carico di don Marco Baresi non è l’unico processo per pedofilia clericale che vede impegnata la Corte di Cassazione nell’estate del 2011. A metà luglio, i giudici del “palazzaccio” esaminano il caso di don Marco Dessì, ex missionario della Confraternita Gesù Divino Operaio accusato di abusi sessuali su alcuni bambini del Nicaragua. Anche in questo caso, il reinvio del procedimento in appello ha a che fare con singoli aspetti della sentenza di secondo grado che gli alti magistrati ritengono inadeguati, ma non mette sostanzialmente in discussione l’impianto accusatorio. La lunga e complessa vicenda giudiziaria di don Dessì aveva preso le mosse, nel 2006, dalla denuncia delle associazione umanitarie «Rock no war» e «Solidando», che avevano raccolto, con concerti e manifestazioni, fondi per la missione «Betania» di Chinandega, gestita da don Marco. Alle due associazioni erano giunte voci inquietanti sul comportamento del sacerdote, tanto che un volontario si era recato in Nicaragua e aveva raccolto su un dvd le denunce filmate di sei ragazzini. Sul computer del religioso erano state in seguito scoperte 1.440 immagini pedopornografiche. Don Dessì è stato dimesso dallo stato clericale nel febbraio del 2010.

    Cercasi referenziatissimi, preferibilmente condannati Settembre 2011, Brindisi: la stampa locale riporta la notizia secondo cui all’interno dell’ospedale «Antonio Perrino» lavora come cappellano un prete condannato per pedofilia nel 1992. All’epoca il religioso era stato ritenuto colpevole di atti di libidine violenta nei confronti di due bambine e, dopo un periodo di custodia cautelare, gli era stata comminata una pena inferiore ai due anni, motivo per cui aveva in seguito potuto beneficiare della condizionale. Il sacerdote era stato assunto nel 2010 dalla Asl su indicazione della diocesi per effettuare l’assistenza spirituale ai malati. Sempre nel settembre 2011, il Pm di Lecce Stefania Mininni richiede e ottiene dal Gip l’archiviazione dell’inchiesta su don Stefano Rocca, l’ex parroco di Ugento da sempre in prima fila nel chiedere giustizia per l’assassinio del consigliere provinciale dell’Idv Peppino Basile (v. Adista n. 75/08). Don Rocca, amico ed estimatore di Basile e del suo impegno politico a favore della legalità, era stato accusato di aver avuto dei rapporti sessuali con quattro minorenni che frequentavano la sua parrocchia. Nel corso di un lungo interrogatorio, aveva ammesso i fatti, sostenendo però che si era trattato di rapporti consenzienti e fra maggiorenni. La richiesta di archiviazione è motivata dal magistrato leccese con la mancanza della condizione di procedibilità: i quattro ragazzi implicati non avevano mai sporto querela. Il 19 ottobre del 2011, la quarta sezione della Corte di appello di Palermo conferma la condanna a 6 anni e 6 mesi inflitta in primo grado a don Paolo Turturro, ex parroco della chiesa di Santa Lucia nel capoluogo siciliano (v. Adista nn. 63/93

    e 35/06). Il sacerdote, che per anni è stato un prete antimafia riconosciuto in città, venne accusato di molestie da due minori che frequentavano la chiesa. I fatti si sarebbero verificati fra il 2000 e il 2001, ma don Paolo, lontano parente dell’attore italoamericano John e fondatore dell’associazione «Dipingi la Pace», si è sempre dichiarato innocente. In un primo momento, il religioso era stato allontanato dalla provincia di Palermo, per poi tornare in città nel 2006 in qualità di cappellano ospedaliero. Dopo la sentenza di secondo grado, i suoi legali hanno annunciato di voler fare ricorso in Cassazione. Circa un mese dopo la condanna in appello di don Turturro, è invece il turno di don Luciano Massaferro, ex parroco di San Giovanni e San Vincenzo ad Alassio, in provincia di Savona. Anche don Luciano affronta il secondo grado di giudizio e viene riconosciuto colpevole di molestie nei confronti di una sua ex chierichetta dodicenne, che aveva rivelato gli episodi durante un colloquio con gli psicologi dell’ospedale Gaslini. Quando, nell’aula della Corte di Appello del Tribunale di Genova, il presidente Giorgio Odero legge la sentenza di condanna a 7 anni e 8 mesi, gli amici e i supporter di «don Lu» scatenano il putiferio. Il religioso, del resto, aveva sempre potuto contare sul sostegno, oltre che di una parte dei parrocchiani, anche dell’allora sindaco di Alassio, il pidiellino Marco Melgrati, e della Curia savonese, che nei giorni successivi all’arresto aveva scatenato un duro attacco contro i magistrati dalle pagine locali di Avvenire.

    2012
    Cassazione mon amour Ha assunto invece contorni surreali, nel gennaio del 2012, la vicenda giudiziaria di don Mauro Stefanoni, ex parroco di Laglio, in provincia di Como, riconosciuto in primo e secondo grado colpevole di aver abusato di un sedicenne con lieve disabilità mentale (v. Adista n. 35/06 e 41 e 65/08 e 46/10). La condanna a 8 anni di reclusione inflittagli dalla Prima Corte di Appello di Milano doveva essere infatti esaminata dalla Cassazione già ai primi di ottobre del 2011, ma quel giorno i giudici romani si erano trovati in agenda ben 28 cause, riuscendo ad esaminarne solo la metà. Tutto rinviato al 20 gennaio, quando però gli avvocati difensori di don Mauro hanno fatto appello ad un cavillo burocratico per ottenere un nuovo rinvio: uno di loro, Massimo Martinelli, aveva infatti ricevuto la notifica della convocazione in Cassazione con soli undici giorni di anticipo, e non un mese prima come previsto dalla legge. La nuova udienza, che stavolta dovrebbe essere definitiva, è stata fissata per il prossimo 22 maggio. In seguito all’esplosione dello scandalo, don Mauro era stato prima spostato da Laglio a Colico, e poi anche da quest’ultima località, dopo esser stato spogliato di ogni incarico pastorale. Il processo canonico contro di lui, avviato dopo la sentenza di primo grado, è stato in seguito sospeso in attesa del pronunciamento della Cassazione. Nel corso della lunga vicenda giudiziaria di Stefanoni, l’ex arcivescovo di Como, mons. Alessandro Maggiolini, era stato temporaneamente iscritto nel registro degli indagati dalla procura con l’accusa di favoreggiamento. La sua posizione è stata poi archiviata. Torniamo ora a Savona. Il 4 febbraio 2012, don Nello Giraudo, prete pedofilo reo confesso, più volte denunciato pubblicamente dal portavoce della Rete L’abuso Francesco Zanardi (egli stesso vittima di Giraudo, v. intervista allegata), patteggia una pena di un anno di reclusione con la condizionale per aver molestato un giovane scout nel 2005. Al sacerdote savonese vengono in realtà attribuiti diversi altri episodi di abuso, ma si tratta di fatti verificatisi tempo addietro, caduti in prescrizione. Il 9 febbraio viene notificata inoltre la richiesta di archiviazione del procedimento penale nei confronti di mons. Dante Lafranconi, ex vescovo di Savona accusato di non aver agito per evitare che don Nello reiterasse i suoi crimini (v. Adista n. 7/12). Anche in questo caso, l’archiviazione non è motivata dal merito dei fatti contestati al prelato, ma dal raggiungimento dei termini di prescrizione. Dieci giorni dopo, tuttavia, la Rete L’abuso deposita nuovi oggetti di indagine a carico di Lafranconi e un’ulteriore querela da parte di una vittima già sentita in passato come teste dai magistrati. L’udienza durante la quale il Gip Fiorenza Giorgi deciderà se accogliere o meno la richiesta di archiviazione presentata dal Pm si svolgerà probabilmente ai primi di maggio.
    «Io ti salverò» Un ulteriore caso di pedofilia esploso in questi primi mesi dell’anno è quello riportato dal mensile siciliano S (25 febbraio). Al centro dell’inchiesta di Andrea Cottone e Antonio Condorelli è un sacerdote della diocesi di Acireale, di cui ancora non si conosce l’identità. I due giornalisti, nel realizzare il servizio, si sono avvalsi della collaborazione di un uomo in passato abusato dal prete. Dopo anni, la vittima si è infatti presentata di fronte al religioso nascondendo una piccola telecamera: nel colloquio fra i due, che può essere facilmente ascoltato su internet, il prete ammette i rapporti sessuali e afferma di essersi comportato in quel modo per «liberare» il ragazzino.

    Pochi giorni dopo che la notizia era diventata di dominio pubblico, il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, ha ordinato al sacerdote di «allontanarsi dalla sua sede» per «riflettere e ritirarsi in meditazione», mentre la procura della Repubblica di Catania ha aperto un fascicolo sui fatti portati alla luce da S. A giorni, l’associazione La Caramella Buona e l’uomo molestato dal prete di Acireale dovrebbero tenere una conferenza stampa durante la quale sveleranno tanto l’identità della vittima, quanto quella del prete sotto accusa. L’ultimo caso ci riporta in provincia di Como, dove lo scorso 7 marzo don Marco Mangiacasale, ex parroco quarantottenne di San Giuliano, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale continuata nei confronti di una ragazzina, oggi sedicenne, che frequentava il suo oratorio. I fatti risalirebbero al 2008, quando fra don Marco, in seguito diventato economo della diocesi, e la minore (aveva all’epoca 13 anni) era cominciata una vera e propria relazione sentimentale. La frequentazione fra i due era poi proseguita per tre anni a base di sms e e-mail, incontri periodici nell’abitazione del sacerdote, scambi di baci e di effusioni. A metà febbraio, tuttavia, la vittima avrebbe confidato al nuovo parroco, al momento della confessione, il proprio segreto. Don Roberto Pandolfi (questo il nome del sacerdote chiamato a sostituire Mangiacasale) avrebbe poi convinto l’adolescente a rendere partecipi della vicenda i suoi genitori, dai quali sarebbe poi partita la denuncia. Il 12 marzo scorso, nel corso di un interrogatorio di fronte al giudice per le indagini preliminari Maria Luisa Lo Gatto, don Marco ha confermato tutti i fatti che gli sono stati contestati dall’accusa. (marco zerbino)

    Marco Zerbino ADISTA

  • San Nicola Manfredi, sacerdote accusato di abusi. Ascoltati altri testimoni

    San Nicola Manfredi, sacerdote accusato di abusi. Ascoltati altri testimoni

    febbraio – 10 – 2011

    E’ ripreso il processo nei confronti del sacerdote don Jesus Vasquez, già parroco di San Nicola Manfredi, accusato di molestie sessuali nei confronti di due minori nelle aule del Tribunale di Benevento.
    Tutto ebbe inizio dopo la denuncia da parte di alcuni genitori dei ragazzi che riferirono diversi episodi verificatisi tra il 2008 ed il 2009. Il sacerdote si è dichiarato innocente. Intanto ieri sono stati ascoltati altri testimoni.

  • BENEVENTO. EX PARROCO CONDANNATO PER ABUSI SESSUALI SU MINORI.

    BENEVENTO. EX PARROCO CONDANNATO PER ABUSI SESSUALI SU MINORI.

    Giovedì 9 Giugno 2011 – 11:39.

    Condanna pesante quella emessa dal Tribunale di Benevento ai danni di don Jesus Vasquez, già parroco di San Nicola Manfredi, riconosciuto colpevole di abusi sessuali commessi ai danni di due minori.
    I fatti risalgono al 2008 ed al 2009 ed hanno dato origine a delle querele presentate dai genitori dei ragazzi da cui hanno poi preso le mosse le indagini della Squadra Mobile.
    Oltre al carcere per il sacerdote è stato stabilito anche il pagamento di 7.500 euro a ciascuna delle parti, provvisionalmente, e l’interdizione dai pubblici uffici.
    Le richieste del pubblico ministero Marilia Capitanio sono state dunque accolte dal Tribunale che ha emesso questa prima sentenza.

    www.retesei.com/2011/35362.html

  • Benevento, prete molestò due ragazzi il pm chiede condanna di sette anni

    Benevento, prete molestò due ragazzi il pm chiede condanna di sette anni

    BENEVENTO – Il pubblico ministero Capitanio ha chiesto una condanna a sette anni per un sacerdote per oltre quindici anni parroco a San Nicola Manfredi. L’imputazione è di molestie sessuali nei confronti di due ragazzi di 13 e 14 anni . Il sacerdote Jesus Vasquez di 55 anni di nazionalità peruviana, e dell’ordine dei domenicani era stato rinviato a giudizio dal Gip Flavio Cusani. Il processo si sta svolgendo davanti al collegio presieduto da Fallarino, nell’udienza di ieri ha visto anche l’intervento di Sergio Rando che come legale di parte civile assiste le famiglie dei bambini molestati.

    La prossima udienza è stata fissata per l’otto giugno. Dovrà parlare un altro difensore di parte civile Angelo Leone e il difensore dell’imputato Umberto Del Basso De Caro. Nel 2009 ci sono state le denunce dei genitori dei due bambini che sono residenti a S. Nicola Manfredi, e che frequentavano la parrocchia. Sono pertanto scattate le indagini della speciale sezione della Squadra Mobile che segue i reati compiuti ai danni dei minori. Sono stati ascoltati non solo i bambini, ma anche altre persone. Sono state raccolte testimonianze da parte di ragazzi fatti oggetto di attenzioni sessuali da parte del sacerdote. Alla fine ne è scaturita una informativa alla Procura della Repubblica che a conclusione delle indagini ha chiesto il rinvio a giudizio del sacerdote. Al momento della presentazione delle denunce la stessa Curia arcivescovile ha sollevato il sacerdote dall’incarico a San Nicola Manfredi, sostituendolo con altro parroco proveniente da Pannarano. Il sacerdote imputato è stato anche sostituito nella sua attività di docente di religione che svolgeva presso una scuola media della città e ha lasciato il Sannio per altra località.
    Giovedì 26 Maggio 2011 – 10:37 Ultimo aggiornamento: 10:38

    www.ilmattino.it/articolo.php?id=150602&sez=CAMPANIA

    Accusato di abusi su minori, il pm chiede 7 anni per un sacerdote

    BENEVENTO – Sette anni. E’ la condanna chiesta dal pm Marilia Capitanio per l’ ex parroco di San Nicola Manfredi, imputato di abusi che avrebbe commesso su due minori. La richiesta del rappresentante della pubblica accusa è arrivata nel corso dell’udienza di ieri pomeriggio del processo, scandita anche dall’intervento dell’avvocato Sergio Rando, legale di una delle parti civili, che si è espresso per la dichiarazione di responsabilità del sacerdote.
    Il prossimo appuntamento in aula è in programma l’otto giugno: spazio all’avvocato Angelo Leone, legale di un’altra parte civile, e all’arringa dell’avvocato Umberto De Basso De Caro, difensore dell’imputato. A seguire, la sentenza del Tribunale.
    Al centro di un’indagine avviata dalla Squadra mobile dopo le querele presentate dai genitori dei ragazzi, la vicenda fa riferimento a due distinti episodi che si sarebbero verificati nel settembre 2008 e nell’aprile 2009. Quando il prete, che ha sempre sostenuto la sua estraneità ad ogni contestazione, avrebbe costretto un 13enne ed un 14enne a subire atti sessuali.

    http://www.ilsannioquotidiano.it/primo-pia…-sacerdote.html

  • Pedofilia su ragazzi di 13 e 14 anni. Condannato a 7 anni Padre Jesus Vasquez, Prete domenicano, 57enne, esercitava a San Nicola Manfredi (BN). Trasferito in ignota località

    Pedofilia su ragazzi di 13 e 14 anni. Condannato a 7 anni Padre Jesus Vasquez, Prete domenicano, 57enne, esercitava a San Nicola Manfredi (BN). Trasferito in ignota località

    Rnviato a giudizio sacerdote accusato di violenza sessuale

    (24 Marzo) E’ stato rinviato a giudizio il sacerdote sudamericano, residente nel Sannio, accusato di molestie sessuali nei confronti di due ragazzi della provincia di Benevento. Il collegio penale è in programma il prossimo 29 giugno. L’udienza preliminare si è tenuta oggi presso il tribunale di Benevento, dinanzi al giudice Flavio Cusani.

    Gli episodi sarebbero avvenuti tra il 2008 ed il 2009. In particolare, il reato contestato è quello previsto dall’articolo 609 bis del codice penale, che parla di violenza sessuale. Inoltre, la norma fa riferimento anche alle ipotesi di abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto. In questo caso, nello specifico, sulla base dell’accusa, non si tratta di veri e propri abusi quanto di episodi di palpeggiamento nei confronti dei due ragazzi che erano minorenni all’epoca dei fatti ed erano soliti frequentare la parrocchia, laddove operava il prete di origini sudamericane.

    In ogni caso, l’ipotesi rientra in quanto prevede il 609 bis del codice penale. Intanto, attualmente il sacerdote non officia più la santa messa e risiede sempre in provincia di Benevento.

    www.lunaset.it/politica-salerno-e-b…a-sessuale.html

  • Scandalo pedofilia, il 2010 è stato  l’annus horribilis della Chiesa cattolica

    Scandalo pedofilia, il 2010 è stato l’annus horribilis della Chiesa cattolica

    I casi di abusi sessuali da parte dei preti hanno caratterizzato tutto il 2010. Tanto che i vescovi sono costretti ad ammettere di aver saputo e taciuto. Papa Benedetto XVI condanna le violenze. Ecco allora la cronaca, mese per mese, di uno degli anni più difficile per il Vaticano.

    Per la Chiesa cattolica il 2010 è stato un anno difficile. Soprattutto per lo scandalo degli abusi sessuali non più solo negli Stati Uniti ma anche in Europa. Dopo le migliaia di casi in Irlanda, denunciati nel 2009 dalle commissioni Ryan e Murphy, l’anno, appena passato, si è aperto con nuovi casi in Austria, in Belgio, in Olanda e in Germania.

    In Germania sono coinvolte soprattutto le scuole cattoliche: per decenni, alcuni dei più prestigiosi istituti cattolici tedeschi sono stati il luogo in cui si sono consumate violenze sessuali agghiaccianti. Accuse di abusi e maltrattamenti anche nel Coro di Ratisbona, diretto dal fratello del pontefice, Georg Ratzinger, dal 1964 al 1993. Anche in Austria sono i collegi i luoghi in cui vengono maggiormente consumati gli abusi sessuali, ma anche le parrocchie e perfino le case. La drammaticità della situazione spinge il Vaticano ad istituire commissioni indipendenti d’inchiesta, ma non basta ad arginare la disaffezione dei fedeli. Nella sola Austria, il 42% dei cattolici abbandona la Chiesa.

    Incapaci di affrontare gli avvenimenti, i vescovi sono costretti ad ammettere di aver saputo e taciuto, trasferendo i preti colpevoli da una parrocchia all’altra. Le dimissioni cominciano in Irlanda, dove tre vescovi lasciano l’incarico. Il vescovo belga, Roger Vangheluwe, si dimette confessando di aver abusato di un bambino. Anche il vescovo norvegese Georg Muller lascia dopo aver rivelato di aver violentato un chierichetto.

    E mentre il Papa, nel corso del viaggio a Malta, incontra le vittime dei preti pedofili e in diversi discorsi pubblici condanna senza riserve la pedofilia clericale, il New York Times pubblica una serie di dossier che rivelano come i vertici del Vaticano e lo stesso Ratzinger pur essendo a conoscenza di casi molto gravi abbiano adottato la politica del silenzio e della copertura. La Corte Suprema degli Stati Uniti rifiuta di pronunciarsi sul diritto all’immunità della Santa Sede: il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile degli atti di un prete accusato di abusi su minori.

    Anche sul fronte italiano, sono oltre una decina i sacerdoti condannati per abusi sessuali. Lo stesso monsignor Crociata, segretario generale della CEI, per la prima volta ammette che il Vaticano ha ricevuto denunce su circa 100 casi di preti pedofili negli ultimi dieci anni. Ma è una stima per difetto. Infine, Wikileaks pubblica alcuni cablo che rivelano come, nel caso irlandese, il Vaticano, nonostante la sbandierata disponibilità a fare luce sullo scandalo dei preti pedofili e a collaborare con le autorità civili, non abbia permesso ai suoi uomini di testimoniare di fronte alla commissione chiamata a fare chiarezza sugli abusi commessi dai sacerdoti irlandesi.

    Si chiude così un anno drammatico, che ha portato migliaia di fedeli a lasciare la Chiesa. E la disaffezione non potrà che continuare, finché il problema della pedofilia clericale non sarà affrontato alla radice, riesaminando il pesantissimo ruolo dell’educazione sessuofobica impartita nei seminari nella genesi di quella che ormai è considerata una vera e propria piaga. Ecco, dunque, la cronaca di questo annus horribilis della Chiesa

    Gennaio

    Il Vaticano sancisce l’obbligo di denunciare i preti pedofili alle autorità civili. Tuttavia tale obbligo vale solo per i Paesi in cui la legge già lo impone. Benedetto XVI riduce allo stato laicale don Marco Dessì, missionario condannato per abusi sessuali su diversi bambini del Nicaragua.

    Febbraio

    Arrestato Angelo Balducci, gentiluomo di Sua Santità. Nell’inchiesta emerge anche uno scandalo che porta in Vaticano. Secondo l’accusa, un religioso nigeriano del coro di san Pietro si occupa di reperire, per gli appetiti dell’ingegnere, giovani e ragazzi presentati, talvolta, come seminaristi.

    Condannato in primo grado a 1 anno e 5 mesi don Paolo Biasi, per molestie ai danni di 4 bambine. Padre Aldo Nuvola, ex parroco nella chiesa Regina Pacis a Palermo, è rinviato a giudizio con l’accusa di avere tentato di ottenere prestazioni sessuali da un ragazzo di 17 anni.

    Marzo

    Mentre il Papa invia una lettera pastorale ai fedeli irlandesi, con una ferma condanna dei sacerdoti pedofili, il presidente della conferenza episcopale tedesca ammette che le diocesi hanno intenzionalmente taciuto per anni sui moltissimi casi di violenze commesse dai sacerdoti in Germania. Un giornale austriaco rivela una serie di abusi sessuali e fisici anche all’interno del rinomato coro dei Piccoli Cantori di Ratisbona. Negli Stati Uniti esplode il caso Murphy. I vertici del Vaticano, tra cui il futuro Papa Benedetto XVI, secondo il New York Times, occultarono gli abusi di un prete americano, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi in una scuola del Wisconsin.

    In Italia, è condannato in primo grado a 3 anni e 11 mesi don Pierpaolo Mologni, per aver abusato di un bambino disabile e per detenzione di materiale pedopornografico. Si prescrivono le accuse a don Giorgio Carli, ma la Cassazione lo condanna a un risarcimento di 750.000 euro. Rinviato a giudizio don Jesus Vasquez, sacerdote a San Nicola Manfredi (BN), per violenza sessuale su due bambini. Don Claudio Ballerini è condannato per la terza volta per atti osceni di fronte a minori.

    Aprile

    Georg Mueller, ex vescovo norvegese, confessa che è stato un abuso sessuale il motivo che lo ha spinto alle dimissioni. Si dimette anche il vescovo belga  Roger Vangheluwe, dopo aver rivelato di aver abusato sessualmente di un ragazzo. Anche il vescovo irlandeseJames Moriarty, accusato di aver coperto in passato abusi sessuali lascia l’incarico.

    Il Papa, incontrando alcune vittime dei sacerdoti maltesi, esprime la sua vergogna e il suo dolore per quello che le vittime e le loro famiglie hanno sofferto. Ma da oltreoceano arrivano nuovi scandali. Una lettera del 1985 firmata dal cardinale Joseph Ratzinger dimostra la resistenza opposta dal futuro Papa alla rimozione di padre Stephen Kiesle, che aveva molestato diversi bambini. Il cardinale Angelo Sodano bolla come “chiacchiericcio” le critiche a Chiesa e Pontefice per la gestione dello scandalo dei preti pedofili. Un sacerdote 40enne di origini indiane viene arrestato a Teramo per violenza sessuale su una bimba di 10 anni.

    Maggio

    La Chiesa italiana ammette di aver ricevuto denunce su circa 100 casi di preti pedofili negli ultimi dieci anni. La Cei, tuttavia, si rifiuta di far conoscere il numero dei preti successivamente sospesi secondo la legge canonica. Per la prima volta in Italia un vescovo è chiamato a testimoniare. Gino Reali, vescovo della diocesi di Porto Rufina, è chiamato in tribunale per chiarire come mai non abbia preso provvedimenti in merito alla vicenda processuale che vede imputato don Ruggero Conti, accusato di abusi sessuali.

    Giugno

    La Corte Suprema degli Stati Uniti rifiuta di pronunciarsi sul diritto all’immunità della Santa Sede, confermando la decisione della Corte d’Appello dell’Oregon di considerare il Vaticano come civilmente responsabile degli atti di un prete accusato di abusi su minori.

    In Italia, viene ridotto allo stato laicale don Andrea Agostini, condannato nella primavera 2008 in primo grado a 6 anni e 10 mesi per molestie sessuali ai danni di dieci bambine (dai tre ai sei anni) che frequentavano l’asilo parrocchiale da lui diretto.

    Luglio

    Un ex sacerdote australiano John Sidney Denham, 67 anni, viene condannato a quasi 20 anni di carcere per aver abusato di almeno 25 ragazzi in diverse scuole, dove era responsabile delle punizioni disciplinari e nelle quali aveva creato un clima di terrore e depravazione.

    Il New York Times pubblica un reportage di documenti interni alla Chiesa che svelano come Joseph Ratzinger, quando dirigeva la Congregazione per la dottrina della fede, fosse “parte di una cultura di non-responsabilità, negazionismo, e ostruzionismo della giustizia” di fronte agli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Tra le rivelazioni spunta un vertice segreto avvenuto in Vaticano nel 2000 tra Ratzinger e i vescovi delle nazioni anglofone più colpite dagli scandali di pedofilia: Stati Uniti, Irlanda, Australia.

    Settembre

    La parrocchia del Sacro Cuore di Foggia e l’Istituto nazionale dei Salesiani di Roma sono citati come responsabili civili nel processo che vede imputato un prete, un salesiano di 79 anni, vice parroco al Sacro Cuore di Foggia, che avrebbe molestato 4 ragazzine che si confessavano con lui.

    Scompare nel nulla don Matteo Diletti, prete bergamasco di 39 anni, a pochi giorni dall’udienza in Cassazione che lo vedeva imputato per abusi sessuali su una ragazzina di 13 anni. La cassazione confermerà la condanna a 4 anni.

    Ottobre

    I quotidiani in lingua fiamminga riportano 103 nuove denunce contro i preti pedofili belgi. Tuttavia, la chiesa belga non istituirà una nuova commissione d’indagine. In Italia, don Secondo Bongiovanni, sacerdote 56enne, viene condannato a Sondrio per abusi sessuali ai danni di un bambino di 12 anni.

    Novembre

    Il Papa ammette ritardi e coperture nella gestione del caso diMarcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, pedofilo, tossicomane e padre di diversi figli illegittimi.

    Dicembre

    Pubblicati i cablo WikiLeaks sul Vaticano. Secondo le rivelazioni, il Vaticano ha rifiutato di permettere ai suoi uomini di testimoniare di fronte alla commissione chiamata a fare chiarezza sugli abusi dei sacerdoti su minori in Irlanda. Non solo: la richiesta di presentarsi di fronte alla commissione Murphy “ha offeso molte persone in Vaticano. Pensano che l’Irlanda non abbia protetto e rispettato la sovranità vaticana durante l’inchiesta”, dice un cablogramma. Una giuria nel Delaware stabilisce un risarcimento di 30 milioni di sterline per un uomo stuprato più di cento volte da un prete cattolico. E’ la somma più ingente che sia stata mai assegnata a una singola vittima. In Italia, don Domenico Pezzini è condannato a dieci anni di carcere per aver abusato sessualmente di un minorenne originario del Bangladesh.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/03/scandalo-pedofilia-il-2010-e-stato-lannus-horribilis-della-chiesa-cattolica/84609/

  • Accusato di abusi su minori: ieri udienza del processo a un sacerdote

    Accusato di abusi su minori: ieri udienza del processo a un sacerdote

    E’ stata occupata dalle deposizioni di una delle presunte vittime, del papà e del genitore di un altro ragazzo che sarà ascoltato il 2 dicembre, l’udienza di ieri del processo a carico di don Jesus Vasquez, ex parroco di San Nicola Manfredi accusato di abusi che avrebbe commesso su due minori.
    La vicenda, al centro di un’indagine della squadra mobile, fa riferimento a due distinti episodi che si sarebbero verificati a settembre 2008 e ad aprile 2009.
    Il prete sostiene la sua estraneità a ogni contestazione. E’ difeso dall’avvocato Umberto Del Basso De Caro.
    Fonte: Il Sannio Quotidiano
    http://www.ilquaderno.it/accusato-abusi-minori-ieri-udienza-processo-sacerdote-51996.html%20(url%20breve%20http://tinyurl.com/oa9gc4d)