Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Papa Leone ha approvato il processo di beatificazione del vescovo che ha permesso ai bambini indigeni di toccargli i genitali

    Papa Leone ha approvato il processo di beatificazione del vescovo che ha permesso ai bambini indigeni di toccargli i genitali

    ( LifeSiteNews ) — Un vescovo “missionario” reso “Venerabile” e autorizzato al processo di beatificazione da Papa Leone XIV ha permesso a un giovane indigeno di toccargli i genitali e ha condiviso il letto nudo con un giovane che in precedenza aveva compiuto “tentativi omosessuali provocatori”, come mostrano alcuni resoconti pubblicati di recente.

    Nel maggio 2025, Leo dichiarò “Venerabile” Mons. Alejandro Labaka insieme a Suor Inés Arango Velásquez, con la quale aveva collaborato. InfoCatolica ha recentemente evidenziato alcuni passaggi preoccupanti degli scritti autobiografici di Labaka, in cui il vescovo raccontava le sue osservazioni sulle pratiche sessuali disordinate del popolo Huaorani in Amazzonia. Di particolare preoccupazione è un episodio in cui ammise di essersi lasciato eccitare da giovani indigeni.

    Raccontò nella Cronaca Huaorani , secondo InfoCatólica:

    I giovani erano più giocosi che mai, abbondavano di parole e segni che simboleggiavano l’unione dei sessi, permettendo tocchi sui genitali. Questa volta mi infastidirono particolarmente, fino a confermare con clamore che le reazioni maschili sono identiche tra noi e gli Huaorani. In ogni caso, non insistettero né con me né tra di loro in modo da provocare contaminazione. Cercai di non fare drammi e mi sforzai di agire con naturalezza, ridere con loro e dissuaderli dal gioco (CH, 146).

    Questo incidente fu facilitato dal fatto che Labaka viveva abitualmente nudo con gli Huaorani, per “adattarsi” alla loro cultura. Come spiegò nella Cronaca Huaorani , ” Vivevano nudi e anch’io ero spesso nudo come loro”. Invece di affrontare il loro nudismo dal punto di vista dell’insegnamento cattolico, che considera l’abbigliamento una salvaguardia necessaria dopo il peccato originale, Labaka sosteneva che gli Huaorani non avevano bisogno di vestiti nella loro “moralità naturale”.

    “Benedetto il nudismo degli Huaorani, che non hanno bisogno di abiti per salvaguardare le loro norme di moralità naturale!” scrisse Labaka. “Dio ha voluto preservare in questo popolo il modo di vivere, la moralità naturale come nel Paradiso prima del peccato”, affermò, arrivando persino a definire la cultura degli Huaorani come una cultura di ” straordinaria maturità sessuale “.

    L’affermazione che gli Huaorani “non avessero bisogno” di vestiti e vivessero una “moralità come nel Paradiso prima del peccato” è in contrasto con la descrizione di Labaka della sperimentazione sessuale regolare e disordinata dei giovani. Egli ricordava nella Cronaca Huaorani :

    Ho osservato la facilità, o meglio la pratica quasi generalizzata come qualcosa di rituale, di eccitarsi tra maschi frequentemente… oltre ad altri giochi dall’aspetto omosessuale nelle loro lunghe riunioni familiari… Partendo dalla loro realtà mi è stato richiesto di fare il bagno con loro o come loro, o alla vista di giovani e bambini, con assoluta naturalezza; eseguendo intenzionalmente la piena toelettatura di un maschio adulto; permettendo di soddisfare la naturale curiosità di toccare e vedere in cosa ci vedono diversi.

    Labaka ha anche ammesso di essersi “sdraiato nudo” a letto con un giovane che, a suo dire, gli aveva già fatto delle avances omosessuali.

    “Peigo (un giovane Huaorani) rimase, a quanto pare, senza amaca e si avvicinò al mio letto. Nei giorni precedenti lo avevo respinto, perché lo temevo a causa dei suoi gesti e dei suoi provocatori tentativi omosessuali. Questa volta avevo un’altra comprensione di ‘accetta tutto, tranne il peccato’ e condividevo il letto sdraiato nudo sotto la stessa zanzariera”, scrisse il vescovo .

    Padre Dave Nix ha criticato duramente Labaka per aver permesso al giovane di toccargli i genitali, ripubblicando il commento di Chris Jackson sull’elevazione di Labaka da parte di Papa Leone attraverso il processo di canonizzazione.

    “Ogni volta che c’è un contatto genitale tra un adulto e un bambino, l’adulto è SEMPRE SEMPRE SEMPRE il predatore, anche se si comporta in modo timido come questo pervertito”, ha scritto Nix.

    “La condotta descritta è scandalosamente disordinata e scandalosa. Il solo raccontarla, scritta come se la ‘difficoltà’ fosse mantenere la compostezza mentre si viene toccati, ne rivela la corruzione… I santi non flirtano con il fuoco chiamando il fumo ‘inculturazione’”.

    Questi scritti autobiografici da soli mettono in dubbio se l’opera di Labaka in Amazzonia possa essere descritta come “missionaria” ed evangelizzatrice. InfoCatólica ha riferito che in realtà non cercava di evangelizzare, ma, come lui stesso affermava, “di ricevere da loro tutti i ‘semi del Verbo’ nascosti nella sua vita reale e nella sua cultura, dove vive il Dio sconosciuto”.

    https://www.lifesitenews.com/news/pope-leo-approved-beatification-process-for-bishop-who-let-indigenous-children-touch-his-genitals/

  • La vittima di don Rugolo: «Intervenga il Papa, liberi la diocesi di Piazza Armerina»

    La vittima di don Rugolo: «Intervenga il Papa, liberi la diocesi di Piazza Armerina»

    Giustizia piena per le vittime di abusi clericali sui minori. Dai tribunali ordinari, dove la procura generale di Caltanissetta ha appena impugnato la sentenza che riduce a tre anni di reclusione la condanna per violenza sessuale su minori per don Giuseppe Rugolo, a quelli ecclesiastici.

    Antonio Messina, il giovane archeologo ennese che ha denunciato gli abusi subiti quando era ancora adolescente dal sacerdote ennese, torna a chiedere ascolto al Pontefice dopo le parole in cui riconosce la profondità della ferita creata nei sopravvissuti alle violenze ed il tema pesante del mancato ascolto da parte dei vescovi ribandendo: «Papa Leone XIV ha a disposizione quanto a lui necessario per intervenire in maniera concreta e fattiva nella Diocesi di Piazza Armerina e liberarla da chi di autentico non ha nulla: continuo nell’attesa di risposte chiare, senza fermarmi».

    Mentre l’attesa per una risposta dal Vaticano continua, la Procura generale di Caltanissetta ha presentato ricorso per Cassazione chiedendo l’annullamento con rinvio della sentenza d’appello che ha condannato il sacerdote ennese per violenza sessuale su minori a tre anni di reclusione, riducendo la pena dai quattro anni e sei mesi inflitti in primo grado. Le motivazioni della richiesta di annullamento riguardano la «lieve entità dei fatti» riconosciuta in secondo grado all’imputato. La Corte d’appello, infatti, ha ritenuto sussistente «la circostanza attenuante della minore gravità » per le condotte del sacerdote e avere diminuito così la pena dai quattro anni e mezzo del primo grado ai tre dell’appello.

    Di questo avviso non è però la procura generale che sostiene ci sia stata, invece, una applicazione erronea oltre alla contraddittorietà della motivazione in relazione proprio al riconoscimento della minore gravità. Il giudizio passa adesso alla Cassazione che dovrà decidere sul ricorso della Pg, dopo avere esaminato il contenuto del ricorso e stabilire la sussistenza degli elementi per annullare la sentenza e rinviare il procedimento ad altro giudice.

    https://www.lasicilia.it/news/cronaca/3013706/la-vittima-di-don-rugolo-intervenga-il-papa-liberi-la-diocesi-di-piazza-armerina.html

  • Prete-giornalista molesta collega, pm chiede rinvio a giudizio

    Prete-giornalista molesta collega, pm chiede rinvio a giudizio

    La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per un prete giornalista spagnolo di 81 anni accusato di violenza sessuale ai danni di un suo collega di 40 anni. I magistrati contestano all’uomo la fattispecie prevista dal comma 3 in riferimento ai casi “di minore gravità”. I fatti risalgono ai giorni del Conclave per l’elezione del nuovo Pontefice e secondo l’accusa, il sacerdote avrebbe tentato un approccio sessuale dopo aver invitato il collega in casa.

    I due si erano conosciuti nel periodo compreso tra il ricovero di Papa Francesco e la fumata bianca per Leone XIV e tra loro sarebbe nata un’amicizia legata al loro comune lavoro nell’ambito degli eventi da seguire. Un primo incontro, il 16 aprile, nella casa del prete 81enne in centro a Roma, si era risolto senza problemi mentre, secondo quanto denunciato dalla vittima – gli approcci espliciti si sarebbero verificati in un secondo incontro, il 23 maggio, nella stessa abitazione: qui il sacerdote avrebbe compiuto diverse molestie ai danni del 40enne il quale però è riuscito a sottrarsi e ha poi denunciato quanto accaduto. Antonio Pelayo

    https://www.adnkronos.com/cronaca/prete-giornalista-molesta-collega-pm-chiede-rinvio-a-giudizio_5DzRU8fk7YHITdg4uVMLJG
  • Pedofilia: Papa Leone XIV, ‘tante volte la Chiesa ha chiuso le porte alle vittime”

    Pedofilia: Papa Leone XIV, ‘tante volte la Chiesa ha chiuso le porte alle vittime”

    “Tante volte lo scandalo nella Chiesa è perché la porta è stata chiusa e le vittime” di abusi sessuali da parte dei preti “non sono state accolte, accompagnate con la vicinanza di autentici pastori”. Il Papa, al termine del Concistoro straordinario che si è chiuso due giorni fa, nel suo intervento finale ha fatto anche riferimento allo scandalo degli abusi nella Chiesa.

    “Anche se non è stato un tema di dialogo specifico del nostro incontro – ha detto il Papa nell’intervento che il Vaticano ha diffuso solo oggi – voglio menzionare il problema, che ancora oggi è veramente una ferita nella vita della Chiesa in tanti luoghi, che è precisamente la crisi a causa degli abusi sessuali. Non possiamo chiudere gli occhi e neanche i cuori. Vorrei dire, anche incoraggiando voi a condividerlo a vostra volta con i vescovi: tante volte il dolore delle vittime è stato più forte per il fatto che non sono state accolte e ascoltate”.

    “L’abuso stesso causa una ferita profonda che forse dura tutta la vita; ma tante volte lo scandalo nella Chiesa è perché la porta è stata chiusa e le vittime non sono state accolte, accompagnate con la vicinanza di autentici pastori. Una vittima, – ha raccontato Leone – poco tempo fa, mi ha detto che veramente per lei la cosa più dolorosa era precisamente che nessun vescovo voleva ascoltarla. E quindi anche lì: l’ascolto è profondamente importante.

    La formazione di tutti. La formazione nei seminari, dei sacerdoti, dei vescovi, dei laici collaboratori dev’essere radicata nella vita ordinaria e concreta della Chiesa locale, delle parrocchie e di tanti altri luoghi significativi dove si incontrano le persone, in particolare quelle che soffrono”. Il Pontefice, dando appuntamento ai cardinali a giugno a ridosso di S. Pietro e Paolo per il nuovo Concistoro, ha anche rassicurato i cardinali che dovesse avere problemi economici per raggiungere Roma: “Parlate. E penso che anch’io, anche noi, possiamo vivere un po’ di solidarietà gli uni con gli altri, e ci saranno maniere, con persone generose che aiuteranno”

  • Spagna, il clero cede sugli abusi

    Spagna, il clero cede sugli abusi

    Se c’è un avversario temibile per ogni governo di sinistra spagnolo è la Chiesa cattolica, da sempre. Un’istituzione che in Spagna vanta la collaborazione lungo i 40 anni di dittatura franchista: dalla legittimazione del colpo di Stato del 1936 ai benefici economici e politici, fino alla repressione culturale e morale della società. Solo nel 2020 papa Francesco è riuscito a sostituire la leadership della Conferenza episcopale con un vescovo moderato e non apertamente reazionario.

    È DUNQUE UNA MEDAGLIA particolarmente significativa quella che il governo spagnolo ieri si è appuntato riuscendo a piegare il braccio della Conferenza episcopale che ha accettato di pagare di tasca propria le riparazioni a tutte le vittime degli abusi sessuali del clero. Tutte: anche quelle per le quali è scattata la prescrizione, anche di quelle che non si siano rivolte alla commissione preposta dalla Chiesa, e anche nel caso che non ci sia accordo fra le parti: i vescovi hanno accettato infatti che sia il Difensore del popolo spagnolo a stabilire gli indennizzi.

    LA SCIAGURA DEGLI ABUSI sessuali nel seno delle istituzioni ecclesiastiche in Spagna come in molti altri paesi è di proporzioni colossali: il tempo non fa che aumentare il numero delle vittime e dei carnefici. Fino al 2018, eccetto alcuni sporadici casi (poche decine), e complice la connivenza e l’opacità della gerarchia ecclesiastica, le dimensioni del problema non erano chiare. In quell’anno però il quotidiano El País ha cominciato a raccogliere testimonianze di numerose vittime di abusi, mettendo insieme la prima e unica base di dati sulla pederastia della Chiesa che a oggi conta quasi 3.000 vittime e 1.500 presunti aggressori. Questa inchiesta ha portato alla compilazione di cinque rapporti di 1.600 pagine consegnati al Vaticano, alla Conferenza episcopale spagnola e al Defensor del pueblo, una istituzione indipendente che tutela i cittadini contro abusi e cattiva amministrazione, paragonabile a un Difensore civico, però a livello nazionale.

    SULLA BASE DELLO SCANDALO, il Congresso obbligò nel 2022 il Defensor del pueblo a stilare un rapporto sul fenomeno. Dopo aver intervistato 8.000 persone, nel rapporto reso pubblico nel 2023, il Defensor stimava l’astronomica cifra di più di 400 mila vittime che avrebbero sofferto abusi in ambito religioso, 230 mila delle quali da parte di sacerdoti o religiosi. Rispetto alle 330 mila in Francia, questi numeri collocano la Spagna ai primi posti nel mondo per proporzione di casi (circa l’1% della popolazione). Non sorprende: durante tutti gli anni del franchismo, la chiesa era sostanzialmente incaricata dell’educazione, e anche negli anni successivi la presenza cattolica nelle scuole paritarie (frequentate da un terzo di tutto l’alunnato del paese) è rimasta significativa.
    Nel rapporto, il Difensore, il filosofo ed ex ministro socialista Ángel Gabilondo, accusava le istituzioni ecclesiastiche di scarsa collaborazione e di aver coperto gli abusi, e chiedeva al governo di assumere i costi delle riparazioni per tutte le vittime.

    IERI PERÒ C’È STATO un colpo di scena. Il ministro della Giustizia Félix Bolaños, accompagnato dal nuovo presidente della Conferenza episcopale Luís Argüello, e dal presidente della Conferenza spagnola dei religiosi Jesús Díaz Sariego, ha annunciato un accordo impensabile fino a pochi mesi fa. Certamente c’è lo zampino di papa Prevost, che proprio a novembre aveva incontrato i vertici della Conferenza episcopale spagnola per risolvere l’impasse. Il suo predecessore, Francesco, aveva riposto fiducia nel vescovo che aveva fatto nominare ma che invece aveva lasciato le cose come stavano. Leone XIV, irritato per l’ennesimo scandalo che per la prima volta coinvolgeva direttamente un cardinale, ha premuto l’acceleratore, come ha confessato ieri Argüello. Aggiungendo però che ora «vogliamo assumerci le nostre responsabilità». Bolaños ha invece sottolineato che «lo Stato sta adempiendo ai suoi obblighi nei confronti delle vittime».

    CI SARÀ UN ORGANO MISTO chiesa-stato e indipendente che fisserà dei criteri per diversi tipi di riparazione, oltre a quella economica: «di natura riparativa e simbolica», «di riparazione psicologica e/o psichiatrica con professionisti scelti dalla vittima e che potrebbe estendersi ai suoi familiari», di «riparazione morale del danno causato» o «qualsiasi altra forma di riparazione che possa essere proposta». Le vittime avranno un anno di tempo (prorogabile) per iscriversi in un apposito registro e saranno informate della proposta di indennizzo concordata fra chiesa e Defensor che avrà l’ultima parola. Sarà l’istituzione ecclesiastica responsabile dell’aggressore (diocesi, ordine religioso o congregazione) a pagare. Se non ce la facesse, sarà la Conferenza episcopale a coprire i costi.

    https://ilmanifesto.it/spagna-il-clero-cede-sugli-abusi

  • «Io vittima di abusi di un prete chiedo alla Chiesa di fermare quelli sui tori nelle corride»

    «Io vittima di abusi di un prete chiedo alla Chiesa di fermare quelli sui tori nelle corride»

    Da giovane aveva subito abusi da parte di un sacerdote. Lo dice a viso scoperto Dan Paden, un cattolico che oggi ha deciso di prestare il suo volto di ex vittima di una crudeltà da parte di un uomo di Chiesa alla campagna di Peta (People for ethical treatment of animals) che da tempo sollecita il Vaticano a prendere posizione contro una pratica altrettanto crudele nei confronti degli animali, la corrida. E, in particolare, a non avallarla con la partecipazione di membri del clero a questi eventi, spesso organizzati in concomitanza con ricorrenze religiose. Non è raro che sacerdoti e prelati di vario grado intervengano con benedizioni ufficiali all’inizio di queste manifestazioni, considerate tradizionali ma ormai giudicate fuori dal tempo da una ampia fetta dell’opinione pubblica, anche negli stessi Paesi – la Spagna in primis, ma non solo – in cui ancora avvengono.

    In un video, registrato davanti ad un edificio religioso, Paden sottolinea il legame della Chiesa cattolica con corrida e con il carico di sofferenze che porta con sé. La sua testimonianza parte proprio con il ricordo degli abusi subiti in gioventù per poi passare alla descrizione di quanto crudele sia il trattamento riservato ai tori nelle arene, con un parallelo tra due forme di crudeltà diverse nei modi e nei soggetti che le subiscono ma di fatto molto simili. Di qui l’esortazione agli spettatori a prendere posizione chiedendo, ognuno con le proprie possibilità, un intervento diretto dello stesso Papa Leone XIV, affinché riconoscendo che anche la corrida è una forma di abuso nei confronti di innocenti, si attivi per recidere i legami che ancora mantiene con la Chiesa cattolica.

    Paden ricorda come per la dottrina della Chiesa gli esseri umani non dovrebbero «causare inutilmente la sofferenza o la morte degli animali». Ripensando alla sua vicenda personale, spiega, «mi chiedo ancora come qualcuno che predicava la compassione potesse provare piacere nella crudeltà». E oggi, nello stesso modo, «vedo la stessa contraddizione nei sacerdoti che benedicono o difendono la corrida». E ancora: «Cristo ci chiama a proteggere gli indifesi. La sua Chiesa deve schierarsi dalla parte delle vittime di qualsiasi forma di abuso».

    Il filmato è stato affidato a Peta a supporto della sua campagna condotta a livello internazionale. In diverse occasioni gli attivisti dell’associazione hanno promosso flash mob e iniziative di protesta pubblica per evidenziare la contraddizione dei legami tra il clero e i tormenti inflitti ai tori. Nelle settimane scorse anche l’attrice italiana Loredana Cannata si era resa protagonista di una plateale manifestazione in piazza San Pietro, prima di essere arrestata dalla gendarmeria vaticana.

    Peta ricorda, del resto, come i pontefici in passato abbiano preso posizione a favore degli animali. Papa Francesco, che pure aveva evidenziato l’eccesso di attaccamento agli animali domestici in relazione al disinteresse mostrato a volte nei confronti di altri esseri umani, aveva scritto nell’enciclica Laudato Si’ che «ogni atto di crudeltà verso qualsiasi creatura è contrario alla dignità umana». L’organizzazione ricorda poi come già nel XVI secolo Papa Pio V, poi canonizzato, proibì la corrida che descrisse come «spettacolo crudele e vile del diavolo e non dell’uomo» e contraria alla «pietà e alla carità cristiane». Ma lo stesso Papa Leone ha mostrato una certa sensibilità sui temi che riguardano l’ambiente e la natura e ha ricordato lo scorso autunno, celebrando San Francesco, il suo Cantico e la sua visione dell’umanità intesa come «essere creature tra le creature».

    «Ogni anno – sottolinea Peta -, decine di migliaia di tori vengono dolorosamente uccisi in un rituale in cui un assalitore a cavallo conficca una lancia nel dorso e nel collo del toro prima che altri gli infilzino pugnali  nella schiena. Quando il toro si indebolisce a causa della perdita di sangue, un matador tenta di ucciderlo conficcandogli una spada nei polmoni. Il toro è spesso ancora cosciente quando le sue orecchie o la coda vengono tagliate e offerte al matador come trofeo e il suo corpo viene trascinato fuori dall’arena». Ecco perché, secondo gli attivisti, i sacerdoti cattolici dovrebbero astenersi dall’officiare cerimonie religiose propiziatorie e ad assistere i toreri nelle cappelle spesso presenti nelle stesse arene.

    https://www.corriere.it/animali/26_gennaio_05/io-vittima-di-abusi-di-un-prete-chiedo-alla-chiesa-di-fermare-quelli-sui-tori-nelle-corride-3335703e-9e04-4a3f-b83a-353a3ee06xlk.shtml

  • Sacerdote pedofilo in processione coi bambini: è scontro sul ritorno di don Mottola, condannato per abusi su minore

    Sacerdote pedofilo in processione coi bambini: è scontro sul ritorno di don Mottola, condannato per abusi su minore

    È aspra polemica nella diocesi di Aversa per il “reintegro” del sacerdote don Michele Mottola, condannato per violenze sessuali nei confronti di una bambina di 11 anni a Trentola Ducenta. Il vescovo monsignor Angelo Spinillo ha acconsentito, infatti, a che don Michele sfilasse al suo fianco nel corso della processione di Santo Stefano Protomartire a Qualiano subito dopo Natale, accanto ad altri preti e a molti bambini che fungevano da ministranti e, nei giorni seguenti, alla celebrazione della chiusura del Giubileo nella cattedrale.

    «Lasciami stare, non mi devi più toccare» o «è solo un gioco, non facciamo niente di male»: queste le frasi che don Mottola aveva rivolto alla bambina e che erano emerse grazie ad una serie di servizi televisivi de ‘Le Iene’. Don Mottola fu quindi arrestato per ordine della Procura di Napoli Nord e sospeso dalla diocesi di Aversa. Ci fu il processo e la sentenza: condanna di 9 anni in primo grado, che il sacerdote ha interamente scontato.

    C’è chi, come l’avvocato Sergio Cavaliere, da anni impegnato in una battaglia per far emergere le responsabilità della Chiesa campana contro i preti pedofili, tuona allo scandalo, ritenendo “vergognoso che ad un sacerdote condannato per pedofilia sia consentito di continuare ad esercitare, partecipando anche a pubbliche processioni accanto ai bambini”.

    Già nel 2019, don Mottola era riapparso in pubblico ed anche allora era scoppiate le proteste. Probabilmente in diocesi si pensava che il tempo avesse attenuato lo sdegno ed il dolore delle vittime, ma evidentemente non è così. Monsignor Spinillo si è, quindi affrettato ad emettere un comunicato stampa in cui ha confermato che a don Mottola è stata concessa “una deroga eccezionale” per partecipare alla processione “nella prospettiva di quella speranza cristiana di penitenza e redenzione”.

    Spinillo ha anche ricordato come don Mottola abbia «espiato le pene che gli sono state comminate dal Tribunale Statale e dal Tribunale Ecclesiastico» e che, comunque, sia ancora colpito da una serie di restrizioni. Inoltre il vescovo ha assicurato che «in nessun modo viene meno l’attenzione su eventuali abusi che potessero essere commessi da qualunque altro», all’interno della diocesi di Aversa.

    Monsignor Spinillo compirà 75 anni il prossimo primo maggio e, per prassi, dovrà presentare le proprie dimissioni dalla guida della diocesi di Aversa a papa Leone XIV. Negli scorsi anni papa Francesco aveva concesso numerose deroghe per ulteriori due anni a vescovi italiani, ma di certo il clamore su abusi sessuali potrebbe spingere il pontefice a cogliere la palla al balzo congedando nei termini il vescovo aversano.

    https://www.fanpage.it/napoli/sacerdote-pedofilo-in-processione-coi-bambini-e-scontro-sul-ritorno-di-don-mottola-condannato-per-abusi-su-minore/

  • Papa Leone ha aiutato a proteggere il clero accusato di abusi in Perù, affermano i sopravvissuti agli abusi

    Papa Leone ha aiutato a proteggere il clero accusato di abusi in Perù, affermano i sopravvissuti agli abusi

    Le vittime di abusi da parte del clero chiedono un’indagine su Papa Leone XIV durante il suo mandato come vescovo di Chiclayo in Perù, sostenendo che avrebbe avuto un ruolo nel nascondere il modo in cui ai sacerdoti e al clero accusati di violenza sessuale veniva consentito di continuare a svolgere il loro ruolo nella Chiesa cattolica.

    Le registrazioni di un incontro avvenuto ad aprile tra il reverendo Giampiero Gambaro, Ana María Quispe Díaz e altri accusatori di aggressione di chierici peruviani hanno rivelato che l’uomo da loro accusato aveva confessato ai funzionari della chiesa anni prima e a settembre gli era stato concesso un “congedo onorevole”.

    Il Chicago Sun-Times ha recensito una versione tradotta delle registrazioni rese pubbliche da Conclave Watch.

    Alla luce delle registrazioni appena emerse, la Rete dei Sopravvissuti agli Abusi da parte dei Preti intende presentare una denuncia aggiornata secondo il modello ” Vos Estis Lux Mundi” , il percorso della Chiesa per documentare le accuse di abuso o cattiva gestione dei casi. Il gruppo ha affermato che questi casi sono rappresentativi di “un sistema che consente a vescovi e cardinali di controllare e chiudere i casi che li coinvolgono”.

    “Non possiamo avere un altro papa in questo sistema istituzionale che ha insabbiato i crimini sessuali su minori”, ha dichiarato Peter Isely, sopravvissuto agli abusi sessuali del clero del Wisconsin e fondatore di SNAP, in una conferenza stampa di giovedì a Chicago. “Sono qui da 35 anni e l’unico modo in cui le cose cambiano è quando ci sono conseguenze e responsabilità. … Non vogliamo che questo accada a un altro bambino”.

    I funzionari del Vaticano non hanno risposto immediatamente alla richiesta di commento.

    Díaz, di Chiclayo, in Perù, sostiene di essere stata abusata da un prete quando aveva 9 anni, e che le sue due sorelle sono state aggredite dallo stesso prete. Nell’aprile 2022, ha affermato, le tre hanno presentato le loro accuse a Papa Leone XIV, allora noto come Robert Prevost e vescovo di Chiclayo, sebbene non abbia mai aperto un’indagine.

    Secondo il New York Times , il Vaticano ha concluso l’indagine sui presunti abusi nel 2023, dopo che le autorità civili hanno dichiarato che le accuse erano oltre la prescrizione. Il Vaticano ha dichiarato al giornale che Prevost aveva fatto più del dovuto in almeno uno dei casi.

    Secondo SNAP, le nuove prove dimostrano che i funzionari della chiesa hanno ammesso che il reverendo Eleuterio Vásquez Gonzáles, noto come padre Lute, aveva confessato di essersi tolto i vestiti, di aver fatto commenti sessualmente inappropriati e di aver toccato se stesso e le vittime.

    Gambaro ha affermato che “l’indagine preliminare di Prevost è stata condotta molto male” – descrivendola come una “battuta” – e che “i termini di prescrizione della chiesa sono chiaramente molto diversi”. Ha aggiunto che un funzionario ecclesiastico sconosciuto, che le vittime ritengono essere Prevost, “ha firmato una lettera in cui afferma che il processo [canonico] non deve essere svolto”.

    “È la prima volta che mi trovo di fronte a una situazione del genere in cui si invoca in questo modo la prescrizione del diritto civile”, afferma Gambaro nella registrazione.

    Secondo l’analisi dei social media condotta da SNAP, Lute e il reverendo Ricardo Yesquén Paiva, che secondo Díaz l’avrebbe aggredita da bambina, hanno continuato a comparire nelle foto di Facebook mentre ricoprivano incarichi in chiesa, nonostante Prevost avesse affermato che erano state rimosse.

    Una foto di Facebook mostra Prevost in piedi con Paiva alla sua festa di compleanno nel 2023, tre anni dopo che le accuse sono emerse, entrambi vestiti con abiti clericali.

    Entro il 2024, la chiesa ha affermato che il religioso accusato, che era stato fotografato con Prevost, non poteva essere indagato e aveva già abbandonato il ministero a causa di una condizione neurologica, secondo SNAP.

    “È incomprensibile che invece di cercare la verità e riparare le vittime, si sia deciso di chiudere il caso attraverso una grazia papale che libera l’abusatore dall’affrontare la responsabilità che gli compete, lasciandoci in una situazione di vulnerabilità senza riparazione, dove l’unica cosa che ci viene offerta è il pagamento per la terapia”, ha affermato Diáz in una dichiarazione.

    Contributo di: Kaitlin Washburn

    https://chicago.suntimes.com/pope-leo-xiv/2025/12/04/victims-call-for-investigation-of-pope-leo-xiv-amid-new-evidence-of-role-in-sexual-abuse-cover-up-in-peru

  • Papa Leone sferza la curia romana: “Non serve primeggiare e cercare il potere, basta con la pigrizia”

    Papa Leone sferza la curia romana: “Non serve primeggiare e cercare il potere, basta con la pigrizia”

    Papa Leone XIV scrive una lettera apostolica ai sacerdoti e li esorta al dinamismo, a combattere la pigrizia e l’isolamento e a stare attenti alle insidie dei social. Un documento di alto valore pastorale ed evangelico. Nel quale sferza la curia e la invita a non primeggiare.

    La lettera del Papa

    Nella lettera del Pontefice, “Una fedeltà che genera futuro”, in occasione del LX Anniversario dei Decreti Conciliari ‘Optatam Totius’ e ‘Presbyterorum Ordinis’, si legge che,  “una fedeltà che genera futuro è ciò a cui i presbiteri sono chiamati anche oggi, nella consapevolezza che perseverare nella missione apostolica ci offre la possibilità di interrogarci sul futuro del ministero e di aiutare altri ad avvertire la gioia della vocazione presbiterale”.

    Il sacerdote, “insieme al distacco dai beni materiali”,  deve anche mostrare, “una perseverante ricerca e adesione alla volontà di Dio, facendo così trasparire Cristo in ogni sua azione. Ad esempio, – scrive Prevost – questo avviene quando si fugge ogni personalismo e ogni celebrazione di sé stessi, nonostante l’esposizione pubblica cui talvolta il ruolo può obbligare”.

    “Basta primeggiare”

    ” L’amarezza a volte si fa strada anche tra di noi-scrive il Pontefice- quando, magari dopo tanti anni spesi al servizio della Curia, notiamo con delusione che alcune dinamiche legate all’esercizio del potere, alla smania del primeggiare, alla cura dei propri interessi, stentano a cambiare. E ci si chiede: è possibile essere amici nella Curia Romana? Avere rapporti di amichevole fraternità’?”

    No alla pigrizia pastorale

    Il Pontefice richiama a un rischio: “Ci si ritira in sé stessi rifiutando la sfida dell’evangelizzazione e assumendo un approccio pigro e disfattista”. “Nel nostro mondo contemporaneo, caratterizzato da ritmi incalzanti e dall’ansia di essere iperconnessi, che ci rende spesso frenetici e ci induce all’attivismo, sono almeno due le tentazioni che si insinuano contro la fedeltà a questa missione”.

    Attenti alle insidie dei social

    Prevost mette in guardia i sacerdoti dalle insidie dei social: ” L’esposizione mediatica, l’uso dei social network e di tutti gli strumenti oggi disponibili va sempre valutato sapientemente, assumendo come paradigma del discernimento quello del servizio all’evangelizzazione’. ”In ogni situazione, – sottolinea il Pontefice -i presbiteri sono chiamati a dare una risposta efficace, tramite la testimonianza di una vita sobria e casta, alla grande fame di relazioni autentiche e sincere che si riscontra nella società contemporanea”.

    L’orrore della pedofilia

    Prevost ha anche affrontato la questione della pedofilia nella Chiesa: “‘In questi ultimi decenni, la crisi della fiducia nella Chiesa suscitata dagli abusi commessi da membri del clero, che ci riempiono di vergogna e ci richiamano all’umiltà, ci ha reso ancora più consapevoli dell’urgenza di una formazione integrale che assicuri la crescita e la maturità umana dei candidati al presbiterato, insieme con una ricca e solida vita spirituale”.

    Papa Leone sferza la curia romana: “Non serve primeggiare e cercare il potere, basta con la pigrizia”

  • ULTIMA ORA: Scoperti altri libri “erotici” del cardinale Fernández, nascosti dal Vaticano

    ULTIMA ORA: Scoperti altri libri “erotici” del cardinale Fernández, nascosti dal Vaticano

    CITTÀ DEL VATICANO ( PerMariam ) — È scoppiata una nuova polemica attorno al cardinale Victor Manuel Fernández dopo che sono emersi altri testi “erotici” del suo passato, alcuni dei quali erano stati nascosti dal CV ufficiale fornito dal Vaticano nel 2023.

    Intitolato ” ¿Por qué no termino de sanarme? ” ovvero ” Perché non riesco a finire di guarire me stesso?”, il libro del 2002 dell’allora padre Fernández in Argentina sembra, almeno testualmente, essere un seguito della sua opera del 1995 “Guariscimi con la bocca: l’arte del bacio”. Il libro del 1995 suscitò immense polemiche a causa del suo contenuto ripetutamente sessualmente allusivo ed esplicito, e dell’inclusione di relazioni sessuali inequivocabilmente erotiche e spesso ambigue in cui il genere dei partecipanti non è specificato.

    Poi, nel gennaio 2024, è riemersa un’altra opera , questa volta del 1998 e intitolata ” Passione mistica: spiritualità e sensualità “. Basandosi su ” Guariscimi con la bocca: l’arte del bacio “, Fernández ha fornito dettagli sessualmente espliciti sugli orgasmi maschili e femminili, paragonandoli a una relazione con Dio. In seguito al diffuso clamore suscitato dall’opera, che era stata nascosta dal suo archivio, Fernández ha affermato che si trattava di “un libro per ragazzi” che “certamente non avrebbe scritto ora”. Il sesto capitolo del libro è stato motivo di particolare preoccupazione a causa della sua apparente rappresentazione di una presunta fantasia erotica di una ragazza di 16 anni, che ha raccontato i dettagli a Fernández.

    Nominato prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) da Papa Francesco nel luglio 2023, le azioni di Fernández sono state da allora sotto esame, in gran parte a causa dell’immenso caos e delle controversie che ha causato da quando ha accettato l’incarico.

    Ma ora altre opere sono state analizzate e riportate alla luce dal sito web cattolico argentino El Wanderer, che ha raccolto fonti attendibili, scoprendo temi inquietanti simili.

    “Perché non riesco a finire di guarire me stesso?” sembra essere un libro altrettanto controverso.

    Il libro si definisce più “incisivo e audace” rispetto alle opere precedenti di Fernández e “un libro che aiuta a vivere”.

    Una sezione all’inizio del libro intitolata “Quando la sensualità offusca il mio giudizio” recita così:

    Un corpo può fare colpo se indossato con gli abiti giusti, abiti che risvegliano la sensualità accentuando i tratti interessanti, a seconda della tipologia di corpo. La sensualità di spalle e braccia abbronzate è accentuata indossando una maglietta. L’eleganza è evidenziata nascondendo il grasso con un gilet nero e maniche bianche. Un collo scoperto è più sensuale se adornato con una collana, ecc. Se a questo aggiungiamo una dose di immaginazione da parte di chi osserva, e in un momento di insoddisfazione, quando ha bisogno di emozionarsi o di godersi qualcosa, allora un corpo può apparire come qualcosa di impressionante, meraviglioso, indispensabile.

    Ma poi, con la routine e scoprendo altri corpi diversi, si scopre che quella massa di carne non era niente di fuori dal mondo, che ha imperfezioni, mancanze e dolori come tutti i corpi, che si deteriora e perde il suo fascino con il passare del tempo.

    Un’opera successiva, intitolata ” Teología espiritual encarnada. Profundidad espiritual en acción “, (” Teologia spirituale incarnata. Profondità spirituale in azione “) è stata pubblicata nel 2005. Questa figura però figura nel curriculum ufficiale fornito dal Vaticano a Fernández.

    In una sezione intitolata “Pausa”, Fernández esprime la sua opinione su come aiutare il corpo a rilassarsi se gli esercizi di respirazione non sono sufficienti:

    Consiste nell’attraversare l’intero corpo, prestando la massima attenzione a un organo alla volta. È molto importante notare che non si tratta di “pensare” a quell’organo, immaginarlo o visualizzarlo. Si tratta più precisamente di “sentirlo”, di percepirlo con sensibilità. Si tratta di sperimentare le sensazioni di ogni organo con calma, senza giudicare se siano buone o cattive, ma cercando di rilassare e distendere quell’organo.

    È meglio procedere più o meno nel seguente ordine: mascella, zigomi, gola, naso, occhi, fronte (e tutti i piccoli muscoli del viso che possiamo percepire), cuoio capelluto, collo e nuca, spalle. Proseguire con il braccio destro, il polso e la mano destra; il braccio sinistro, il polso e la mano sinistra. Quindi passare alla schiena.

    Successivo: torace, stomaco, vita, fianchi, bacino, glutei, genitali, gamba destra, gamba sinistra, piede destro, piede sinistro.

    La chiave è fermarsi senza fretta in un punto alla volta, senza lasciare che l’immaginazione si disperda verso un altro organo o un’altra idea, finché non si sente che c’è lo stesso tono in tutto il corpo. Non c’è alcuna fretta.

    In qualsiasi punto del corpo dovremmo percepire una sensazione (di calore, bruciore, piacere). Nessuna parte della pelle è insensibile, anche se le sensazioni sono molto lievi.

    Infine, è importante cercare di comprendere l’organismo nella sua interezza, prendendo coscienza dell’intero corpo e sentendolo a lungo.

    La terza opera sulla spiritualità analizzata da El Wanderer è “Para liberarte de la ansiedad y de la impaciencia”, ovvero “Per liberarti dall’ansia e dall’impazienza”. Pubblicato nel 2009 in Argentina, questo libro è un altro che il Vaticano ha accuratamente omesso dal curriculum ufficiale di Fernández quando è stato nominato prefetto della CDF nel 2023.

    In una sezione intitolata “Imparare a fermarsi”, Fernández scrive:

    Mettendoci in profondo contatto con la realtà, apre prospettive luminose, offre orizzonti vasti e ricchi, semplificando al contempo la vita, liberandola dalle complicazioni e impedendole di impigliarsi in svolte e svolte che non portano da nessuna parte. Quando siamo capaci di fermarci e un oggetto o una persona occupano per un attimo tutto il nostro interesse, quell’istante è vissuto appieno. Quando tutto il nostro essere è unificato in un’unica direzione, allora realizziamo un vero incontro, una fusione, un’unione perfetta, anche se solo per pochi minuti.

    Non si tratta necessariamente di immobilità fisica, perché questa esperienza può verificarsi anche nel mezzo dell’eccitazione di un’attività molto intensa. Questo accade, ad esempio, in un orgasmo tra due persone che si amano. Ma ci sono molte altre forme di unione che la maggior parte delle persone sperimenta solo raramente nella propria vita.

    Le ultime rivelazioni sul passato di Fernández si aggiungono alla già controversa serie di scritti che il religioso ha scritto e che in diverse occasioni il Vaticano ha cercato di nascondere.

    Le proteste suscitate dai suoi precedenti libri sui baci e sugli orgasmi si sono rivelate immense quando sono usciti rispettivamente nel 2023 e nel 2024.

    Questa nuova analisi di altri libri di Fernández, compreso il fatto che ancora una volta il Vaticano ne ha nascosti due dal suo curriculum, non fa che ribadire le questioni confuse che circondano la sua posizione di prefetto della CDF.

    Nominato prefetto nel 2023, Fernández avrebbe tempo fino al 2028, qualora Leone XIV decidesse di mantenerlo in carica per la durata del suo mandato quinquennale. La decisione del Pontefice di mantenerlo in carica fino ad allora avrebbe ripercussioni di vasta portata sulla chiarezza dottrinale della Chiesa, già compromessa sotto la prefettura di Fernández.

    https://www.permariam.com/p/breaking-more-erotic-books-by-cdl