Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Luca Galleschi

  • Ex sacerdote condannato a quattro anni

    Ex sacerdote condannato a quattro anni

    Galleschi è stato condannato per un caso di violenza sessuale ai danni di un giovane africano che all’epoca dei fatti, nel 2017, aveva 17 anni e anche per il capo di imputazione relativo al reato di sostituzione di persona. Aveva infatti continuato ad indossare l’abito talare nonostante, già nel 2004, era stato ridotto allo stato laicale.
    Il collegio giudicante lo ha invece assolto – perché il fatto non sussiste – da un’altra accusa di violenza sessuale e da quella di prostituzione minorile per aver offerto soldi in cambio di prestazioni sessuali ad un altro 17enne ospite della struttura orvietana.

    “Il collegio ha condiviso i nostri dubbi sull’età di due delle persone offese”, ha commentato Emilio Festa, difensore del 61enne, riservandosi la possibilità di ricorrere in appello.

    “E’ stata riconosciuta la colpevolezza per il capo di imputazione più grave, un reato odioso e che ha destato grave allarme sociale” dice Nicola Pepe, legale di parte civile che rappresentava in aula la Casa Vincenziana Srl, società che gestisce il centro di accoglienza, alla quale è stato riconosciuto un risarcimento di 5mila euro. Il collegio giudicante ha riconosciuto la prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti contestate, applicando al finto prete anche la misura di sicurezza del divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati abitualmente da minori e di svolgere lavori che prevedono il contatto con minori per quattro anni.

    https://www.rainews.it/tgr/umbria/articoli/2024/06/ex-sacerdote-condannato-a-quattro-anni-e5ecf113-1a9e-41ff-8c20-174522c4b396.html

  • Ex prete rischia 7 anni e 8 mesi di carcere

    Ex prete rischia 7 anni e 8 mesi di carcere

    Sette anni e otto mesi di reclusione. È la pena richiesta dall’accusa nei confronti di Luca Galleschi, 61enne ex sacerdote a processo davanti al Tribunale di Terni per i reati di atti sessuali con minori, prostituzione minorile e sostituzione di persona.

    L’imputato, fingendosi prete nonostante fosse stato ridotto allo stato laicale fin dal 2004, avrebbe avuto rapporti intimi con almeno tre migranti extracomunitari, uno dei quali all’epoca diciassettenne, approfittando del ruolo di educatore che svolgeva all’interno di un centro di accoglienza profughi a Orvieto.

    I fatti risalgono agli anni 2016-2018. Il falso sacerdote, che indossava abitualmente il clergyman, cioè la camicia nera con il collarino ecclesiastico di colore bianco, si era fatto assumere ingannando gli stessi responsabili dell’istituto religioso che gestiva la struttura: si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Nicola Pepe, e chiedono un risarcimento economico. Del tutto estranea ai fatti è risultata la Diocesi di Terni-Orvieto. L’imputato, che fin dal primo momento ha sempre negato gli addebiti, si spacciava per prete senza averne più titolo.

    Le presunte parti offese, in aula, hanno ribadito le accuse.  Martedì prossimo 18 giugno la parola passa alla difesa. Dopo l’arringa dell’avvocato Emilia Festa, i giudici si ritireranno in camera di consiglio per poi emettere la sentenza.

    Il servizio di Andrea Rossini, montaggio di Francesco Battistelli

    https://www.rainews.it/tgr/umbria/video/2024/06/-tgr-umbria-web-rossini—ex-pretemxf-97064e13-32f2-4188-81ef-727862992cb0.html

  • Ex prete accusato di abusi, via al processo

    Ex prete accusato di abusi, via al processo

    Ha preso il via ieri di fronte al tribunale di Terni il processo all’ex sacerdote accusato di violenza sessuale per aver avuto rapporti intimi con alcuni ragazzi minorenni, ospiti nel centro di accoglienza religiosa di Canonica “Don Bosco“, gestito dall’associazione Opera Santa Maria della Luce.

    Il procedimento penale si è aperto con l’ammissione delle prove ed è stato subito rinviato al 28 febbraio del prossimo anno. Nel corso dell’udienza preliminare si era costituito parte civile il centro di accoglienza, rappresentato dall’avvocato Nicola Pepe. Il contesto in cui si sarebbero svolti i fatti era stato ricostruito, non senza fatica, da una delicata indagine svolta dagli agenti del commissariato di polizia di Orvieto.

    Al centro della vicenda c’è un 54enne dal passato burrascoso, originario di Cascina in provincia di Pisa, che già da una decina di anni fa si era reso protagonista di vicende scabrose, tanto da essere ridotto allo stato laicale per decisione della Congregazione per la dottrina della fede nel 2004.

    Ciononostate, aveva continuato a spacciarsi da sacerdote e, in tale veste, aveva convinto i gestori del “Don Bosco“ ad affidargli un incarico professionale nella struttura vicino Sugano in cui erano accolti anche stranieri minorenni. Qui aveva lavorato a partire dal 2016. La polizia lo aveva denunciato per violenza sessuale con l’accusa di aver costretto dei ragazzi nord africani ad avere rapporti intimi con lui. Le parti offese che sono state individuate nel procedimento penale appena avviato sono tre.

    A far scattare la denuncia era stata la testimonianza di un ragazzo nei cui confronti l’ex sacerdote che nel passato era stato anche cappellano militare, avrebbe messo in atto ripetute pressioni, dicendogli che se si fosse opposto alle sua avance, lo avrebbe fatto cacciare dal centro di accoglienza. “Se non fai il gay con me è un problema” gli aveva detto. Tra gli episodi che dovranno essere riscontrati nel dibattimento c’è anche la minaccia che avrebbe subìto un ragazzo nel cuore della notte: l’ex prete avrebbe brandito un’arma contro di lui per costringerlo a un rapporto sessuale.

    Numerosi i precedenti che il toscano ha alla spalle. Nel 2015 era stato indagato per prostituzione minorile a causa di un episodio avvenuto alla stazione Termini, l’anno successivo era stato colpito dal divieto di far ritorno nel Comune di Roma dopo essere stato accusato di atti sessuali con minori e aveva patteggiato a Venezia un anno e 6 mesi e una multa per circonvenzione di incapace. Placido Greco Luca Galleschi

    Cla.Lat.

  • Prostituzione minorile, preso latitante in compagnia di un bambino

    Prostituzione minorile, preso latitante in compagnia di un bambino

    Roma – Prostituzione minorile alla Termini, preso latitante che cercava di fuggire in Svizzera.

    Il latitante, di 54enne di origini campane ricercato per prostituzione minorile, non era più reperibile da maggio. È uno degli indagati dell’inchiesta Meeting Point, su un giro di prostituzione minorile alla stazione Termini di Roma.

    Ha tentato di fuggire sabato attraversando la frontiera con la Svizzera a Ponte Chiasso, ma non ce l’ha fatta. La polizia lo ha arrestato. E’ stato sorpreso dalla polizia in compagnia di un minore rom ed è stato rinchiuso nel carcere di Como.

    L’indagine Meeting Point è condotta dalla polizia ferroviaria e coordinata dalla procura di Roma. Nel giro di prostituzione minorile alla Termini, è coinvolto il parroco di Montecalvello don Dino, al secolo Placido Greco, che è accusato di detenzione di materiale pedopornografico e di prostituzione minorile, per aver avuto rapporti con adolescenti che avrebbe adescato alla stazione Termini.

    L’inchiesta condotta per due anni dagli agenti della Polfer ha portato a 17 indagati, nove dei quali agli arresti. Tra questi anche un ex sacerdote, Luca Galleschi, che avrebbe frequentato la casa romana di Placido Greco. Come dire un vero e proprio giro di uomini di chiesa che si dedicavano alla prostituzione minorile.

    Gli arresti furono eseguiti a Roma, Rieti, Viterbo, Napoli, Chieti e Vigevano. I fatti erano avvenuti tra il 2012 e il 2014.

    Prostituzione minorile, preso latitante in compagnia di un bambino

  • Ex sacerdote restituisce i soldi presi a due anziani e patteggia un anno e 6 mesi

    Ex sacerdote restituisce i soldi presi a due anziani e patteggia un anno e 6 mesi

    Accusato di circonvenzione di incapace: lo sconto di pena ottenuto dopo aver reso 210.000 euro.  Non era più prete dal 2004: ora è coinvolto in un’inchiesta a Roma sulla prostituzione minorile
    di Pietro Barghigiani

    PISA. Si era fatto consegnare soldi con la promessa di devolverli in beneficenza. Ma aveva anche indotto i due finanziatori inconsapevoli, fratello e sorella, a lasciare il loro patrimonio, comprensivo della casa di famiglia, a un ente religioso ottenendo l’incarico di esecutore testamentario. Quella che poteva sembrare una donazione spontanea, a un uomo di culto prodigo nella realizzazione di opere pie, per la Procura altro non era che una spoliazione di beni ai danni di chi non era non grado di badare a sé stesso.

    Il patteggiamento. Accusato di circonvenzione di incapace, l’ex prete Luca Galleschi, 48 anni, originario di San Frediano a Settimo, ha patteggiato in Tribunale a Venezia, una pena di un anno e 6 mesi di reclusione. C’è poi una seconda persona sotto processo. Le viene contestato il ruolo di complice nel circuire fratello e sorella, da tempo ospiti di un centro di salute mentale e seguiti da un amministratore di sostegno. Si tratta di Pasqua Donia, 66 anni, fatta passare come la perpetua di Galleschi che, “spretato” dal 2004, continuava a presentarsi come un sacerdote. La prima udienza è prevista a metà luglio.

    Soldi restituiti. Galleschi ha restituito i 210.000 euro incassati attraverso la benevolenza mal riposta dei due anziani assistiti dall’avvocato Carlo Broli. Un gesto che gli ha consentito di chiudere la vicenda processuale con un patteggiamento. «Il testamento non è mai stato pubblicato – spiega –. E se anche lo fosse verrebbe subito annullato». Le indagini. All’epoca, siamo nel 2010, all’ex parroco di Nicosia a Calci, San Sisto, ma anche di Pontedera oltre che cappellano militare della “Vannucci” a Livorno, la magistratura aveva sequestrato conti correnti e titoli. L’appartamento sarebbe dovuto finire a un ente religioso con Galleschi nel ruolo di esecutore testamentario, ma stando all’accusa l’immobile sarebbe finito, una volta deceduti i proprietari, nelle sue disponibilità. Manovre che erano finite sotto la lente dei carabinieri di Annone Veneto, in provincia di Venezia, dove l’ex don Galleschi si era presentato come religioso ancora in servizio ottenendo credito dal parroco locale. È’ stato lui a insospettirsi al punto da rivolgersi ai carabinieri.

    Espulso e in parrocchia. Nonostante fosse stato espulso nel 2004, l’ex parroco pisano aveva addirittura retto la parrocchia dal dicembre 2008 ai primi mesi del 2009, tornando poi ad Annone durante i riti pasquali. Nel frattempo era stato scoperto nei suoi sotterfugi al punto che il vescovo della diocesi di Concordia-Pordenone, monsignor Ovidio Poletto, aveva comunicato in segno di trasparenza che «don Luca, presbitero della diocesi di Pisa, è stato ridotto allo stato laicale con provvedimento della Congregazione per la dottrina della fede, in data 19 luglio 2004». Non solo. Visto che “don” Luca continuava a proporsi come rappresentante della Chiesa, il prelato aveva reso nota anche una lettera di richiamo che aveva scritto al “signor Luca” il 28 aprile 2009, per intimare al finto prete di cessare la sua condotta, oltretutto ricordandogli il provvedimento pontificio del 2004. Dopo la denuncia del vero parroco di Annone Veneto, i militari avevano ricostruito i percorsi degli assegni staccati dai fratelli con problemi psichici e finiti sui conti di Galleschi. In alcune occasioni per effettuare i prelievi in banca, la “perpetua” Pasqua Donia aveva accompagnato gli anziani per poi consegnare il denaro al sacerdote espulso.

    Indagato per sesso con minori. Dopo il patteggiamento, un’altra tegola, con accuse più sgradevoli, ha colpito di recente Galleschi. Con altri due sacerdoti, uno dei quali messo in carcere, è indagato in un’inchiesta a Roma per prostituzione minorile. Uno dei numerosi baby squillo che frequentava la stazione Termini ha riferito che l’ex religioso, presentandosi come maestro, gli avrebbe proposto un incontro in cambio di venti euro. Una testimonianza ritenuta chiave dalla Procura.

    «Lo avevo notato gravitare nella zona della chiesa Santa Maria degli Angeli – ha raccontato il ragazzo agli inquirenti -. E in alcune occasioni l’ho visto mentre faceva entrare dei ragazzini romeni

    da un ingresso laterale della chiesa. Scambiando qualche parola con uno di loro, una volta, ho appreso che quell’uomo li pagava venti euro per consumare rapporti sessuali». Un nuovo fronte giudiziario per l’ex prete passato dall’accusa di raggirare anziani a quella di fare sesso con minori.

  • Prostituzione minorile alla stazione Termini: «Quei ragazzini avevano mille clienti»

    Prostituzione minorile alla stazione Termini: «Quei ragazzini avevano mille clienti»

    I clienti lo sapevano: per adocchiare baby prostituti dovevano appostarsi sulla scala mobile che conduce in via Giolitti. Da lì gli sguardi ammiccanti, lo scambio del numero del cellulare, e poi l’appuntamento per consumare in casa (spesso in ville) dopo la doccia, oppure di corsa, su un vagone.

    Sono almeno un migliaio, secondo una prima stima degli investigatori, i clienti senza scrupoli che hanno frequentato Termini per adescare ragazzini, per lo più rom e minorenni. Pedofilia a basso costo visto che ogni incontro veniva pagato dai dieci ai cinquanta euro. Tra i frequentatori già schedati, ci sono commercianti, operai, sbandati, professionisti e religiosi, come don Dino, al secolo Placido Greco, finito in carcere per pedopornografia. Nomi da giorni al vaglio della polizia ferroviaria, delegata alle indagini dall’aggiunto Maria Monteleone e dal pm Cristiana Macchiusi.

    L’inchiesta, che finora ha portato all’iscrizione del registro degli indagati di diciassette persone, di cui dieci finite in manette, rischia di allargarsi. Intanto gli inquirenti puntano ad accertare se il parroco, che si era ricavato un doppio lavoro da talent scout del cinema porno, fotografando decine di adolescenti nudi e stava riscrivendo la bibbia in chiave hard, possa essere stato spalleggiato da altri. Le immagini agli atti ritraggono ragazzini vestiti solo con il collarino ecclesiastico o fasce talari e lo stesso don Dino con altri simboli religiosi. Intanto il sacerdote si difende: «Avrò commesso dei peccati, ma sono un buon prete» si è giustificato dal carcere di Regina Coeli, dove ieri ha ricevuto la visita della sorella.

    A breve potrebbe essere chiamato a chiarire la sua posizione anche Luca Galleschi, un ex sacerdote indagato per prostituzione minorile. Uno dei baby squillo ha riferito che l’ex religioso, presentandosi come maestro, gli avrebbe proposto un incontro in cambio di venti euro. Una testimonianza ritenuta chiave dalla procura. «Lo avevo notato gravitare nella zona della chiesa Santa Maria degli Angeli» ha raccontato il ragazzo «e in alcune occasioni l’ho visto mentre faceva entrare dei ragazzini romeni da un ingresso laterale della chiesa.

    Scambiando qualche parola con uno di loro, una volta, ho appreso che quell’uomo li pagava venti euro per consumare rapporti sessuali». Resta al vaglio la posizione di un altro sacerdote, un quarantenne ecuadoregno, che ha avuto un incontro a pagamento con un diciottenne (e per questo non imputabile) ma diversi contatti telefonici con minorenni.

    http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/prostituzione_minorile_stazione_termini_ragazzini_mille_clienti/notizie/1379136.shtml

  • Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

    Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

    Viterbo – Sacerdoti con l’ossessione del sesso.

    Iniziano a essere davvero tanti i religiosi arrestati negli ultimi cinque mesi per reati connessi al sesso. Da gennaio a maggio si contano almeno nove sacerdoti finiti in manette.

    Accuse pesantissime: violenza sessuale, sfruttamento di minori, prostituzione minorile, detenzione di materiale pornografico con minore, omicidio.

    L’ultimo prete finito agli arresti è il parroco di Montecalvello e Vallebona, don Dino. Lui per il sesso aveva una vera un ossessione, come risulta dall’indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”. Non solo comprava per pochi spicci il sesso da ragazzini rom alla stazione Termini, ma scriveva romanzi pornografici e nella sua casa di Fiumicino nascondeva un mega archivio di foto porno con minori. Immagini che ritrarrebbero minorenni nell’atto di consumare rapporti sessuali. Probabilmente proprio con don Dino, ma la certezza non c’è ancora. Al momento, il sacerdote è indagato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile.

    Ma il prete di Viterbo è, appunto, solo l’ultimo di una lunga ed impressionante lista di sacerdoti arresati per reati sessuali.

    La maggior parte degli arrestati sembra essere ossessionata da minori e bambini. Sono uno di loro, padre Graziano, è in carcere  per l’omicidio di una donna, Guerrina Piscaglia.

    I reati parlano di molestie consumate negli oratori, posti dove le famiglie mandano i loro bambini a fare catechismo e a giocare.

    La lista dei sacerdoti con l’ossessione del sesso non fa differenza geografica. Si va da Nord a Sud senza tralasciare le isole.

    Il 2 gennaio finisce agli arresti Alessandro De Rossi, sacerdote di 46 anni, adesso parroco di una chiesa ai Parioli, a Roma. L’accusa è di aver abusato sessualmente di alcuni minori quando era sacerdote in una parrocchia in Argentina.

    L’11 gennaio un sacerdote originario della provincia di Agrigento, Camillo Sessa, di 50 anni, è stato arrestato a Napoli dal nucleo tutela minori della polizia municipale per abuso sessuale su minore. Il prete sarebbe stato sorpreso in flagranza di reato con un minorenne all’interno di un internet point di piazza Garibaldi, a Napoli.

    Il 23 aprile ad Arezzo padre Graziano viene arrestato per l’omicidio di Guerrina Piscaglia.

    Il 24 aprile a Vercelli viene arrestato don Massimo Iuculano, sacerdote salesiano, accusato di violenza sessuale su minori.

    Sempre il 24 aprile a Foggia è finito in manette Giovanni Trotta. L‘ex sacerdote è stato arrestato per violenza sessuale aggravata e continuata commessa per induzione, abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima. L’uomo è anche accusato di produzione di materiale pornografico attraverso rappresentazioni di pornografia minorile e distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del ragazzino.

    Il 6 maggio don Pascal Manca, parroco di Villamar (Sassari), è arrestato dai carabinieri con l’accusa di abusi sessuali su minori. A Brindisi il 20 maggio finisce in manette con l’accusa di violenza sessuale don Giampiero Peschiulli.

    Il 22 maggio scorso a Roma don Dino , al secolo Placido Greco, di 68 anni, viene arrestato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile nell’ambito indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”.  Nella stessa operazione è stato arrestato l’ex sacerdote, Luca Galleschi.

    Maria Letizia Riganelli

    Sacerdoti con l’ossessione del sesso…