Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: luigi fusta

  • Il tramonto di Oliveri vescovo senza poteri che non vuole ritirarsi

    Il tramonto di Oliveri vescovo senza poteri che non vuole ritirarsi

    ALBENGA. Riceve nel suo ufficio nel palazzo vescovile chiunque gli chieda conforto, alle 17 dice messa nella cappella privata insieme al fratello e poi si trasferisce nella sua abitazione. Dall’arrivo del vescovo coadiutore Borghetti, inviato dal Santo Pontefice, monsignor Mario Oliveri, 71 anni, pastore della diocesi ingauna da 25 anni (sabato alle 10 in Cattedrale la solenne messa per l’anniversario dell’ordinazione episcopale) si è ritirato ad una sorta di vita privata obbligata dall’arrivo del nuovo prelato. Ma Oliveri di dare le dimissioni dall’incarico non sembra averne nessuna intenzione. Il vescovo nominato il 4novembre 1990, sembra avere tutta l’intenzione di rimanere ancora tre anni a palazzo vescovile nonostante i messaggi arrivatigli dal Vaticano sulla necessità di un suo passo indietro per evitare imposizioni. La conferma indiretta è arrivata domenica dalle pagine dell’Avvenire.

    «Sarei disposto ad affrontare altri 25 anni di episcopato» ha ribadito nell’intervista rilasciata al giornale cattolico a voler ribadire un’intenzione capace di irretire i suoi superiori. Una lunga chiacchierata nella quale monsignor Mario Oliveri sembra volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe di fronte agli ultimi accadimenti. Sottola sua gestione,la diocesi di Albenga e Imperia ha vissuto uno dei periodi più delicati e costellato da scandali e inchieste. La condanna per pedofilia di don Luciano Massaferro, con la presa di posizione di Oliveri a favore del parroco alassino, è stata la più eclatante. Ma non l’unica.

    A Pietra, da don Luigi Fusta (condannato per favoreggiamento della pedofilia e che ora ha ricorso in Appello) è stato ospitato un prete fuggito dalla Svizzera per aver tentato violenze su una ragazzina. Senza dimenticare don Lucciardello e don Zappella, gli ultimi scandali vissuti dalla sua gestione, e ospitate come pecorelle smarrite nella chiesa di monsignor Oliveri. Ed a loro si rivolge, sempre dalle pagine dell’Avvenire, ringraziando «quei sacerdoti, non pochi, che mi hanno dato prova di credere che il loro ministero è essenzialmente di natura sovrannaturale e come tale l’hanno esercitato in sincera comunione con il vescovo ed in gioiosa obbedienza a lui». Ma nel suo spirito di buon pastore Oliveri aggiunge «di aver voluto bene» mostrando comprensione e cura «a quelli di loro che mi parevano averne più bisogno». «Ma non sempre e non da tutti sono stato capito» è la graffiata di Oliveri a coloro che hanno scritto a Roma sulla sua discutibile gestione della diocesi.

    G. C. Il Secolo XIX

  • Pietra Ligure, favoreggiamento di un pedofilo: don Luigi Fusta condannato a 4 mesi

    Pietra Ligure, favoreggiamento di un pedofilo: don Luigi Fusta condannato a 4 mesi

    E’ stato condannato a 4 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena don Luigi Fusta, l’ex parroco della parrocchia di San Nicolò a Pietra Ligure. I fatti relativi alla vicenda risalgono al 2006 quando secondo l’accusa una ragazza di 12 anni sarebbe stata palpeggiata da un amico di famiglia. Successivamente la madre si sarebbe rivolta al parroco chiedendo un consiglio su come comportarsi. Secondo quanto contestato, don Fusta avrebbe consigliato alla madre della presunta vittima di abusi di non sporgere denuncia sui fatti accaduti.

    Don Luigi Fusta è così stato accusato di favoreggiamento personale di un pedofilo. Precedentemente la madre era stata ascoltata dal giudice e aveva testimoniato di aver avuto un colloquio con il parroco nel quale, secondo la donna, il don le avrebbe intimato di non fare denuncia, in quanto contro la chiesa, e avrebbe fatto cenno di assolverla come se si fosse trattato di una confessione.

    Oggi don Luigi Fusta, ascoltato in aula, ha negato di aver incontrato e aver avuto una discussione con la madre della dodicenne.

    Durante il processo il pubblico ministero ha chiesto la pena di 9 mesi reclusione, invece la difesa, gli avvocati Andrea Frascherelli e Alessandro Vignola, hanno chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Il giudice Francesco Giannone invece ha ritenuto il parroco colpevole e lo ha condannato a 4 mesi di reclusione con pena sospesa e attenuanti generiche.

    Debora Geido

    http://www.savonanews.it/2015/06/03/mobile/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/articolo/pietra-ligure-favoreggiamento-di-un-pedofilo-don-luigi-fusta-condannato-a-4-mesi.html

  • Favoreggiamento pedofilia, papà della vittima in aula conferma le accuse a Don Fusta

    Favoreggiamento pedofilia, papà della vittima in aula conferma le accuse a Don Fusta

    Pietra Ligure. Cambia il testimone, ma non la sostanza delle dichiarazioni. Il processo che vede a giudizio Don Luigi Fusta, l’ex sacerdote della parrocchia pietrese di San Nicolò, accusato di favoreggiamento personale di un pedofilo, è ripreso questa mattina con l’audizione del papà della presunta vittima. L’uomo nella sua deposizione, di fatto, ha confermato quanto aveva riferito nella precedente udienza la moglie.

    Al religioso viene contestato il fatto di aver consigliato alla madre di una presunta vittima di abusi di non sporgere denuncia alle autorità. I fatti presi in esame risalgono al 2006: al centro dell’episodio c’era una ragazzina dodicenne che, secondo l’accusa, venne palpeggiata da un sessantenne loanese, amico della famiglia, che si era detto disponibile a far compagnia alla piccola a letto con l’influenza.

    Il papà della ragazzina ha raccontato della decisione presa con la moglie di chiedere un consiglio al sacerdote: “Ci fidavamo di lui e quindi abbiamo chiesto un appuntamento. Quel giorno lavoravo e quindi mia moglie è andata da sola”. “Tutto quello che riferisco da ora è ciò che mi ha raccontato lei al suo ritorno a casa” ha spiegato l’uomo prima di ripetere le parole della consorte”.

    La donna nella scorsa udienza, a proposito del giorno in cui incontrò Don Fusta, aveva raccontato: “Non ricordo bene il periodo, era gennaio o febbraio, ma andai a parlare con lui perché era parroco a Pietra Ligure. Non sapevo come comportarmi, se denunciare quello che era successo. Vedevo che mia figlia non dormiva più da sola e allora ho deciso di parlare con Don Fusta perché conosceva quella persona. Siamo andati nel suo ufficio in parrocchia ed eravamo solo noi due. Gli ho parlato di mia figlia e lui disse di non fare denuncia, di dirle che farlo è contro la chiesa”.

    “Ricordo che alla fine della nostra chiacchierata mi ha fatto il gesto del ‘ti assolvo’ come se mi fossi confessata, ma per me non era una confessione. Io non gli ho detto il nome di quell’uomo, ma quello della moglie” aveva precisato la mamma della presunta vittima che però non ha dubbi sul fatto che Don Fusta, conoscendo i coniugi, avesse capito di chi si stava parlando.

    Dopo l’audizione del papà della bimba il processo è stato rinviato al prossimo gennaio. Per questa vicenda Don Fusta, inizialmente, era stato assolto dal gup Emilio Fois, ma la sentenza era poi finita in Cassazione e di lì il fascicolo era tornato a Savona dove, in seconda battuta, era arrivato il rinvio il giudizio.

    Olivia Stevanin

    http://www.ivg.it/2014/07/favoreggiamento-pedofilia-papa-della-vittima-aula-conferma-le-accuse-don-fusta/

  • L’unico obbiettivo della chiesa è stato quello di raggiungere la prescrizione.

    L’unico obbiettivo della chiesa è stato quello di raggiungere la prescrizione.

    SAVONA. Don Giraudo, don Pinetto, don Barbacini, don Massaferro, l’ex assistente nella parrocchia di Lavagnola Franco Briano: sono sicuramente i casi più delicati e spinosi che hanno turbato la serenità della chiesa savonese sul tema della pedofilia. Se Briano ha fatto apertamente outing sulle sue malefatte,.ma solo a prescrizione intervenuta, per altri due casi è stata la magistratura a indagare e far luce in seguito alle denunce di Francesco Zanardi.

    Il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro ha lavorato per anni al fenomeno pedofilia nel mondo della chiesa, con coinvolgimenti sia nella diocesi di Savona-Noli che in quella di Albenga, scoperchiando una realtà rimasta a lungo nascosta e temuta. Un lavoro che ha trovato parecchi ostacoli e impedimenti, ma che ha portato alla condanna di Nello Giraudo, l’ex parroco di Noli, per abusi sessuali nei confronti di un ragazzino in un campo scout. L’episodio, risalente al 2005, è costato caro al prete che era stato messo persino alla guida di una comunità di giovani nell’intento di sottrarlo all’eco dello scandalo. Un anno: è la condanna patteggiata da Giraudo. Ma l’inchiesta della magistratura aveva messo di mezzo anche l’allora vescovo Dante Lafranconi indagato dalla procura in concorso nella pedofilia e che il gip Fiorenza Giorgi ha bacchettato nella motivazione che aveva portato alla sua richiesta di archiviazione.

    “La sola preoccupazione dei vertici della Curia era quella di salvaguardare !’immagine della Diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti della medesima e come principalmente (per non dire unicamen-te) per tale ragione l’allora Vescovo di Savona non avesse esercitato il suo potere-dovere di controllo sui sacerdoti e di protezione dei fedeli “ era stato uno dei passaggi forti della motivazione.

    Molti altri episodi hanno invece goduto del salvagente della prescrizione. Intervallo di tempo che recentemente ha salvato pure don Pinetto, anche lui parroco nel ponente e da qualche anno trasferito nella chiesa di San Michele Arcangelo a Celle. L’inchiesta sollevata dall’intervista concessa al Secolo XIX da parte di una delle vittime, ha spalancato una seconda terribile finestra sul mondo degli abusi in seminario. Erano gli anni ’70 quando alcuni ragazzini vennero molestati dal prete, allora responsabile del seminario. Il pm Ferro la scorsa estate si è recato addirittura in Sardegna, in un paesino nel centro dell’isola, dove vivono ancora gli anziani genitori di una delle vittime. Sono saltati fuori, lettere, testimonianze e drammi personali immani per quelle morbose atten-zioni di don Pinetto verso i giovani seminaristi.

    Tutto prescritto, ma non la calunnia. Don Pinetto aveva infatti denunciato la vittima, i giornalisti che raccolsero il suo sfogo e Francesco Zanardi per diffamazione. E non contento aveva scritto al Vescovo Lupi gridando la sua estraneità ai fatti. Le indagini hanno dimostrato l’esatto contrario e il pm Ferro ha chiesto il rinvio a giudizio del prete per calunnia.

    Ma c’è anche chi, come don Giorgio Barbacini e più recentemente don Luciano Massaferro, il conto con la’ giustizialo ha pagato pesantemente: rispettivamente tre anni e sette anni, mentre don Luigi Fusta, parroco in pensione di san Nicolò a Pietra deve rispondere di favoreggiamento verso un frequentatore della parrocchia che aveva riservato attenzioni ad una dodicenne.

    Di Giovanni Ciolina – Secolo XIX

  • Nella parrocchia di don Fusta, rinviato a giudizio per favoreggiamento alla pedofilia c’è un altro prete pregiudicato, don Italo Casiraghi.

    Nella parrocchia di don Fusta, rinviato a giudizio per favoreggiamento alla pedofilia c’è un altro prete pregiudicato, don Italo Casiraghi.

    Di questi giorni la notizia che il Parroco di Pietra Ligure don Luigi Fusta è stato rinviato a giudizio, data fissata 6 dicembre. L’accusa è di aver indotto la madre di una vittima di abusi a non denunciare il fatto, sottolineo perché lo ritengo importante, che in questo caso il pedofilo non è un sacerdote, ma un laico.

    Giuridicamente questo è un precedente storico importantissimo, prodotto dalla Procura della Repubblica di Savona che negli ultimi anni ha fatto un eccellente lavoro, malgrado l’enorme vuoto legislativo in materia di cui l’Italia è vittima.

    Voglio fare notare quanto sia basilare per la chiesa, il buon nome, quindi “mentire” per tutelare l’immagine pubblica. Questo caso però non è l’unico in cui troviamo coinvolto don Luigi Fusta e l’ambiente ecclesiastico. Nei primi mesi del 2012 Rete l’ABUSO a seguito di una informativa inviata dal Canton Ticino era alla ricerca di un sacerdote pedofilo don Italo Casiraghi. Un caso credo unico al mondo perchè colto in fragranza di reato da una poliziotta che si era nascosta nell’armadio della vittima, condannato in Svizzera, successivamente nascosto in Italia. Pochi giorni dopo l’informativa lo rintracciamo, lo pediniamo e scopriamo che il sacerdote fa il “pensionato” proprio a Pietra Ligure, nella parrocchia di don Luigi Fusta. Riusciamo addirittura a filmarli mentre celebrano insieme la messa.

    Come da iter Rete L’ABUSO provvede a segnalare immediatamente alle autorità civili e a quelle ecclesiastiche.  In questo caso la risposta della chiesa è stata “simpatica”, ci cascò persino un noto programma nazionale. La chiesa a noi, come a loro, rispose che erano al corrente dei trascorsi del sacerdote ma che l’uomo non era pericoloso, anziano, non camminava più, diceva messa raramente e solo alle suore. Non ci crediamo, andiamo a cercarlo, questo è il filmato del sacerdote, parecchio arzillo aggiungerei. Al momento Italo Casiraghi è ancora a Pietra Ligure, ignoriamo se dica messa o meno, ci auguriamo di si perché in caso contrario non vorremmo che la noia lo spingesse a reiterare quello per cui è già stato giudicato.

    Francesco Zanardi

  • Favoreggiamento pedofilia: don Fusta rinviato a giudizio, processo il 6 dicembre

    Favoreggiamento pedofilia: don Fusta rinviato a giudizio, processo il 6 dicembre

    Pietra Ligure. Don Luigi Fusta è stato rinviato oggi a giudizio dal gip Fiorenza Giorgi: il sacerdote, da pochi giorni in pensione dalla parrocchia pietrese di San Nicolò, dovrà rispondere del favoreggiamento di un pedofilo.

    La Corte di Cassazione ha rinviato gli atti al tribunale di Savona ed il gip ha decretato il rinvio a giudizio del religioso. Il processo è stato fissato per il 6 dicembre davanti al giudice monocratico Francesco Meloni.

    A don Fusta viene principalmente contestato il fatto di aver consigliato alla madre della giovane vittima di non sporgere denuncia alle autorità. I fatti presi in esame risalgono al 2006.

    Al centro dell’episodio c’era una ragazzina dodicenne che venne palpeggiata da un sessantenne loanese, amico della famiglia che si era detto disponibile a far compagnia alla piccola a letto con l’influenza.

    La sentenza di assoluzione del gup Emilio Fois è finita in Cassazione e di lì il fascicolo è tornato a Savona, dove sarà oggetto del confronto che si prevede serrato fra la difesa del sacerdote, sostenuta dall’avvocato Andrea Frascherelli, e il pm Giovanni Battista Ferro.

    http://www.ivg.it/2013/10/favoreggiamento-pedofilia-don-fusta-rinviato-giudizi/

  • Don Italo Casiraghi fa ancora il prete nascosto a Pietra Ligure (SV) tre giorni di verifiche..wmv

    Don Italo Casiraghi fa ancora il prete nascosto a Pietra Ligure (SV) tre giorni di verifiche..wmv

    Ritrovato a Pietra Ligure (SV) il prete pedofilo nascosto in Italia. Continuiamo a leggere di prese disposizione contro i preti pedofili e di loro rimozione, da parte delle autorità ecclesiali. Belle parole per qualcuno, fatti per gli altri. Bene, io che propendo per i fatti più che per le belle parole, mi chiedo come sia possibile che un prete pedofilo sia lasciato libero in Italia. Partiamo dalla sua storia.

    Si chiama Don Italo Casiraghi, ha 70 anni e nel 2004 viene arrestato a Gordola, nel Canton Ticino, con l’accusa di “atti sessuali e molestie sui fanciulli”. Incredibile fu la modalità di arresto: forse è questo l’unico caso al mondo di arresto di un prete pedofilo preso in flagranza di reato. Concordemente con la giovane vittima (14 anni) che riceveva dal prete messaggi “particolari”, la polizia ha incastrato il prete cogliendolo con le “mani nel sacco”.

    Andato a casa della ragazzina, che sapeva essere da sola, una volta che con la piccola è andato in camera da letto, si è visto sbucare dall’armadio una poliziotta e nel giro di pochi secondi altri agenti che avevano circondato la casa. Da lì al carcere il passo è stato immediato. Una volta rilasciato però si erano perse le tracce, o meglio era stato individuato nei pressi di Varese, ma poco dopo era sparito.

    Verso la fine di gennaio arriva una segnalazione alla Rete L’abuso, il sacerdote è in Liguria. Il 14 febbraio riusciamo a rintracciarlo e con un collaboratore, Roberto Nicolick andiamo a verificare l’effettiva presenza del sacerdote. Ci rechiamo a Pietra ligure nella parrocchia diretta da don Luigi Fusta, già rinviato a giudizio con l’accusa di aver coperto un collaboratore parrocchiale pedofilo, e troviamo don Italo Casiraghi. Abita in una casa a schiera, tra una scuola media e una chiesa. Seguiamo il sacerdote e non impieghiamo molto a scoprire che dice regolarmente messa, mattino e sera.

    Il Vaticano malgrado quello che dichiara non ha preso alcun provvedimento nei confronti del prete pedofilo, già pregiudicato nel 2004, lo stesso sacerdote dichiara che ogni tanto il vescovo dalla Svizzera lo viene a trovare. In data 14-2-12 abbiamo provveduto a segnalare l’esito della nostra verifica oltre che alle autorità civili anche a don Luigi Fusta, allegando il video, cercando di scongiurare altri “equivoci” per don Fusta come quelli che a suo dire sta subendo negli ultimi periodi.

    Speriamo anche che a seguito della nostra segnalazione, don Luigi Fusta si rivolga alle autorità ecclesiastiche competenti denunciando il fatto, chiedendo spiegazioni sul perché un sacerdote, colto in flagranza di reato, non sia stato ridotto allo stato laicale. Giovedì 16, due giorni dopo, torniamo per vedere se la curia ha preso qualche provvedimento. Purtroppo no, il giorno 16 troviamo don Casiraghi che celebra la messa.

    Francesco Zanardi

  • Segnalato alle autorità ecclesiastiche, don Italo Casiraghi dice ancora messa.

    Segnalato alle autorità ecclesiastiche, don Italo Casiraghi dice ancora messa.

    Ritrovato a Pietra Ligure (SV) il prete pedofilo nascosto in Italia. Continuiamo a leggere di prese disposizione contro i preti pedofili e di loro rimozione, da parte delle autorità ecclesiali. Belle parole per qualcuno, fatti per gli altri. Bene, io che propendo per i fatti più che per le belle parole, mi chiedo come sia possibile che un prete pedofilo sia lasciato libero in Italia. Partiamo dalla sua storia.

    Si chiama Don Italo Casiraghi, ha 70 anni e nel 2004 viene arrestato a Gondola, nel Canton Ticino, con l’accusa di “atti sessuali e molestie sui fanciulli”. Incredibile fu la modalità di arresto: forse è questo l’unico caso al mondo di arresto di un prete pedofilo preso in flagranza di reato. Concordemente con la giovane vittima (14 anni) che riceveva dal prete messaggi “particolari”, la polizia ha incastrato il prete cogliendolo con le “mani nel sacco”. Andato a casa della ragazzina, che sapeva essere da sola, una volta che con la piccola è andato in camera da letto, si è visto sbucare dall’armadio una poliziotta e nel giro di pochi secondi altri agenti che avevano circondato la casa. Da lì al carcere il passo è stato immediato. Una volta rilasciato però si erano perse le tracce, o meglio era stato individuato nei pressi di Varese, ma poco dopo era sparito.

    Verso la fine di gennaio arriva una segnalazione alla Rete L’abuso, il sacerdote è in Liguria. Il 14 febbraio riusciamo a rintracciarlo e con un collaboratore, Roberto Nicolick andiamo a verificare l’effettiva presenza del sacerdote. Servizio video girato a Pietra Ligure http://www.youtube.com/watch?v=pefqAa… Ci rechiamo a Pietra ligure nella parrocchia diretta da don Luigi Fusta, già rinviato a giudizio con l’accusa di aver coperto un collaboratore parrocchiale pedofilo, e troviamo don Italo Casiraghi. Abita in una casa a schiera, tra una scuola media e una chiesa.

    Seguiamo il sacerdote e non impieghiamo molto a scoprire che dice regolarmente messa, mattino e sera. Il Vaticano malgrado quello che dichiara non ha preso alcun provvedimento nei confronti del prete pedofilo, già pregiudicato nel 2004, lo stesso sacerdote dichiara che ogni tanto il vescovo dalla Svizzera lo viene a trovare. In data 14-2-12 abbiamo provveduto a segnalare l’esito della nostra verifica oltre che alle autorità civili anche a don Luigi Fusta, allegando il video, cercando di scongiurare altri “equivoci” per don Fusta come quelli che a suo dire sta subendo negli ultimi periodi. Speriamo anche che a seguito della nostra segnalazione, don Luigi Fusta si rivolga alle autorità ecclesiastiche competenti denunciando il fatto, chiedendo spiegazioni sul perché un sacerdote, colto in flagranza di reato, non sia stato ridotto allo stato laicale. Giovedì 16, due giorni dopo, torniamo per vedere se la curia ha preso qualche provvedimento. Purtroppo no, il giorno 16 troviamo don Casiraghi che celebra la messa. Francesco Zanardi