Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: marco ghilardi

  • «Mi molestò da bambina» L’ex curato di Serina a processo

    «Mi molestò da bambina» L’ex curato di Serina a processo

    Prima udienza il 24 giugno. Fu la presunta vittima a denunciarlo compiuti i 18 anni.

     Si difenderà a processo don Marco Ghilardi, ex curato della parrocchia di Serina, accusato di abusi sessuali su una ragazza del paese che oggi ha 19 anni. Difeso dall’avvocato Roberto Bruni, il sacerdote ha sempre proclamato la sua innocenza. La prima udienza è stata fissata per il 24 giugno.

    Fu la ragazza a denunciarlo poche settimane dopo aver compiuto i 18 anni. Lo accusa di averla molestata da quando aveva 6 anni, nel 2001, un anno dopo che lui era arrivato a Serina, fino al 2008, nei primi anni delle scuole medie.

    http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_18/mi-molesto-bambina-l-ex-curato-serina-processo-ad9b364a-6f22-11e4-a038-d659db30b64c.shtml

  • Pedofilia. 19enne conferma accuse contro don Marco Ghilardi, parroco di Serina (BG), nascosto in Trentino

    Pedofilia. 19enne conferma accuse contro don Marco Ghilardi, parroco di Serina (BG), nascosto in Trentino

    Bergamo, 16 maggio 2014 – Ha ribadito le sue accuse davanti al gip Giovanni Petillo, in sede di incidente probatorio, la 19enne che nel luglio scorso aveva accusato di abusi sessuali l’ex vice parroco del suo paese, Serina, da dove il religioso se n’è andato per riparare in un convento del Trentino. La ragazza e il prete non si sono incrociati, sono entrati da due diversi ingressi del tribunale di via Borfuro e in aula lei, per non incrociare lo sguardo dell’imputato, ha chiesto la protezione di una tenda.

    In due ore, alla presenza anche del pm Gianluigi Dettori, titolare dell’inchiesta, la giovane ha ripercorso il suo presunto calvario. Ha riferito di più episodi, a partire dal 2001, un anno dopo che il religioso, 39 anni, novello di ordinazione, era arrivato a Serina. Lei allora aveva sei anni. E secondo quanto ha denunciato, i fatti si sarebbero ripetuti anche negli anni successivi, fino al 2008. Lo incontrava spesso. A scuola, perché era l’insegnante di religione alle elementari. Così come all’oratorio e anche in chiesa. Lei era una bambina devota, anche per tradizione familiare. Perché la denuncia é arrivata così tardi? Lei lo ha spiegato: «Avevo paura di non essere creduta. Quando se n’è andato dal paese ho trovato il coraggio». Se è vero quello che dice, perché¨ non é successo più  niente dopo il 2008, anche se il prete era ancora in paese? Anche a questo interrogativo la ragazza ha fornito una spiegazione. Dice che è stata lei a ribellarsi e a prendere le distanze.

    di Michele Andreucci

    http://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/2014/05/16/1065958-Abusi-Prete.shtml

  • «Io, bambina abusata dal prete per 7 anni» Indagato l’ex vice parroco di Serina

    «Io, bambina abusata dal prete per 7 anni» Indagato l’ex vice parroco di Serina

    Lo ha ripetuto più e più volte a se stessa: «Quando divento maggiorenne lo faccio, giuro che lo faccio». E lo ha fatto, quel passo. Ha denunciato per abusi sessuali l’ex vice parroco del suo paese. Serina, da dove don Marco Ghilardi se n’è andato lo scorso anno. È ritirato nel silenzio di un convento di frati, in provincia di Trento. Ora il suo nome è in un fascicolo aperto dal pubblico ministero Gianluigi Dettori, che ha chiesto gli arresti domiciliari nei confronti del sacerdote. Ma l’istanza è rimbalzata contro la decisione del giudice delle indagini preliminari, Giovanni Petillo, secondo il quale non sussistono le esigenze cautelari per l’arresto.

    La storia. È la versione della ragazza. La sola al momento, perché il sacerdote non è stato interrogato. Precisa e credibile, secondo il pm, che l’ha voluta sentire personalmente dopo che già i carabinieri della stazione locale l’avevano ascoltata. Due ore in lacrime. Ha riferito di più episodi, a partire dal 2001, un anno dopo che il prete, classe 1975, novello di ordinazione, era arrivato a Serina. Lei allora ne aveva 6 di anni. E secondo quando ha denunciato, i fatti si sono ripetuti anche negli anni successivi, fino al 2008. Lo incontrava spesso. A scuola, perché era l’insegnante di religione alle elementari. Così come all’oratorio e anche in chiesa. Lei era una bambina devota, anche per tradizione familiare. Poi, però, dalla chiesa si è allontanata. Perché solo ora la denuncia? Lei lo ha spiegato: «Avevo paura di non essere creduta», lo sfogo. Serina, poco più di 2.000 anime, dove tutti si conoscono, dove il sacerdote era amatissimo, anche dalla famiglia di lei, dove è difficile essere una voce fuori dal coro e mettere sottosopra gli equilibri. Allora – sempre che la sua versione trovi conferma nel procedimento giudiziario – lei si è tenuta tutto dentro. Si è confidata solo con un’amica. A papà e mamma non ha rivelato nulla.

    Se è vero quello che dice, perché non è successo più niente dopo il 2008, anche se il prete era ancora in paese? Anche a questo interrogativo la ragazza ha dato una giustificazione. Dice che è stata lei a ribellarsi e a prendere le distanze. E, ancora, un altro dubbio in una vicenda che è destinata a sconvolgere il piccolo comune: che cosa è scattato dentro di lei per farsi avanti a distanza di 5 anni dall’ultimo presunto episodio? Altra spiegazione. L’idea, già maturata in passato, si è rafforzata dopo che lui se n’è andato dal paese. Così la ragazza non se l’è più visto in giro.

    Quindi la denuncia, le indagini dei carabinieri che hanno sentito amici e compagni di scuola della giovane. Testimonianze messe sulla carta. Poi il magistrato ha voluto vedere in faccia la ragazza, appena diventata maggiorenne, osservare le sue espressioni e soppesare le sue parole. Due ore di domande su domande e richieste di precisazioni. Alla fine il magistrato si è convinto che lei dice la verità e ha chiesto gli arresti domiciliari per il sacerdote: potrebbe farlo ancora, in termini giuridici è il pericolo di reiterazione del reato, e potrebbe inquinare le prove rispetto ad altri eventuali casi, che però allo stato delle indagini non sono emersi. Ma il gip non la pensa così. Anche se non esclude i gravi indizi di colpevolezza, sui quali comunque non si è soffermato più di tanto nel motivare il rigetto della richiesta, ritiene che non sussistano le esigenze cautelari.

    Tre i motivi, nella sostanza. Il primo: l’ultimo fatto presunto risale al 2008, poi non è successo più nulla, quindi non c’è il pericolo di reiterazione del reato. Il secondo: il religioso è lontano, chiuso in un convento, come potrebbe inquinare le prove in Bergamasca? Inoltre, rispetto a quali altri casi, se non sono emersi? Ma la vicenda non si prospetta chiusa. A giudicare da casi passati, è logico pensare che il pm farà ricorso contro la decisione del gip. Anche se in ferie, si è costantemente informato sulla vicenda.

    Rispetto alla quale, a specifica richiesta, per il momento la Curia di Bergamo non si esprime. Questo perché il vescovo è in Africa e rientrerà in Italia oggi. Il sacerdote, contattato telefonicamente, è rimasto raggelato. Non sapeva nulla. In effetti non è stato sentito e non era informato del fatto di essere indagato. «Ma no, impossibile. È una cosa assurda», reagisce di getto. Poi, nel merito, si trincera dietro a un «no, non voglio aggiungere nulla».

    http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/13_luglio_27/bimba-abusata-prete-serina-negati-domiciliari-indagato-bergamo-2222359361857.shtml