Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Marco Lodi Rizzini

  • Lodi Rizzini: “Vogliamo sollecitare una commissione di inchiesta in Parlamento”

    Lodi Rizzini: “Vogliamo sollecitare una commissione di inchiesta in Parlamento”

    Corteo contro la pedofilia clericale la Curia: “Solo azioni strumentali”

    Domani – I manifestanti partiranno dall’Istituto dei Sordomuti “Provolo” e arriveranno davanti alla Diocesi

    Lodi Rizzini:
    “Vogliamo sollecitare
    una commissione di inchiesta in Parlamento”

    Eleonora Bullegas

    IL VERONA “EPOLIS.SM – 02 Luglio 2009

    Sarà un corteo pacifico che partirà dall’istituto per sordomuti Provolo, passerà in piazza Bra e si concluderà davanti alla sede della Curia. Domani dalle ore 17 alle 20 i manifestanti, i sordomuti,

    con i loro parenti e amici, ma anche semplici cittadini, sfileranno con striscioni e cartelli “contro la pedofilia clericale”.

    SARA’ UN MODO PER RICORDARE i fatti di violenze, abusi e umiliazioni, che sarebbero stati messi a segno da religiosi e collaboratori nei confronti di una sessantina di alunni sordomuti, che si sono consumati all’interno della struttura. Marco Lodi Rizzini, portavoce del presidente dell’associazione sordomuti Provolo, Giorgio Dalla Bernardina, spiega che «la manifestazione, cui parteciperanno oltre 150 persone, non solo veronesi ma provenienti anche da Padova, Trento, Vicenza e Cremona, è promossa su iniziativa del deputato del Pd Maurizio Turco. È una iniziativa, nata anche alla luce delle dichiarazioni della Curia, che ha riconosciuto alcuni fatti accaduti. Vogliamo non solo per sensibilizzare l’opinione pubblica ma anche sollecitare una commissione di inchiesta in Parlamento. E non solo per quanto è successo a Verona, ma pure a Bologna, Firenze, Milano, Reggio Calabria, Palermo ». sordionline

    La presa d’atto di alcuni degli eventi denunciati e le scuse della Curia fatte lo scorso 28 maggio alle persone vittime degli abusi sessuali, non hanno messo la parola fine alla triste vicenda. Lodi Rizzini chiarisce che «l’associazione Provolo non è contro la Chiesa. Siamo cattolici – dice – ma non vogliamo, nè possiamo permettere che si dimentichi. Purtroppo le violenze e gli abusi sessuali contro gli ex alunni dell’istituto sono fatti realmente accaduti. Noi ci chiediamo ancora dov’era l’ente nazionale dei sordomuti, organo preposto a difenderli».

    Dalla Curia, don Bruno Fasani, portavoce del vescovo Zenti fa sapere che ritiene la manifestazione

    «una strumentale campagna ideologica anticlericale. Non capiamo dove vogliano “approdare”. Hanno scatenato lo scandalo, ma non sono ancora soddisfatti. La Curia ha provveduto a fare tutti gli accertamenti necessari ed è emerso che dei tanti fatti denunciati siano emersi due casi. Uno relativo a un prete, l’altro a due giovani, che avevano detto di aver avuto la vocazione, ma che avendo manifestato determinati comportamenti

    sono stati allontanati. Sono state dette anche tante menzogne e non escluderei, a questo punto anche qualche colpo di scena. Per quanto ci riguarda questo caso è chiuso».

    Redazione Sordionline su segnalazione di Paolo Fagnani

    Anticlericale.net, la marcia in ricordo degli abusi al ‘Provolo’

    Ci saranno Maurizio Turco e la Coscioni del Partito radicale
    Anticlericale.net, la marcia in ricordo degli abusi al ‘Provolo’
    Verona, 25 anni fa la scoperta della pedofilia nell’Istituto

    Verona – Tra gli anni Cinquanta e il 1984 all’Istituto “Antonio Provolo” di Verona si sarebbero verificati 67 episodi di pedofilia. È una storia terribile. Il vescovo di allora, Giuseppe Zenti, prima affermava: “Sono convinto che si tratta di una montatura, di menzogne”, ma qualche settimana dopo ammise i fatti, e si scusò con le vittime. E questa sera, a 25 anni di distanza, Verona ricorda questo sconvolgente episodio con una marcia in fila indiana, organizzata dallo staff del sito www.anticlericale.net. La marcia sfila da Stradone Provolo a Piazza Duomo.

    Tra gli esponenti politici che hanno assicurato la loro presenza ci sono Maurizio Turco e Maria Antonietta Farina Coscioni del Partito radiale. A guidare la marcia ci saranno il segretario di Anticlericale.net Carlo Pontesilli e il tesoriere Michele De Lucia.

    D.D.

    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=35439&titolo=Anticlericale.net,%20la%20marcia%20in%20ricordo%20degli%20abusi%20al%20%27Provolo%27

    Sabato 04 Luglio 2009 CRONACA Pagina 13

    Abusi in istituto:
    «Serve chiarezza»

    E chiedono la commissione parlamentare

    Un lento corteo lungo corso Cavour, corso Portoni Borsari e piazza Bra, uniti da una lunga corda, per chiedere di fare chiarezza sui presunti abusi su bambini sordomuti, denunciati nei mesi scorsi dagli ex frequentatori dell’istituto «Provolo». A organizzare la manifestazione l’associazione sordomuti «Provolo», capeggiata da Giorgio Dalla Bernardina:«I sordi vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica sui fatti di pedofilia verificatisi all’istituto per sordomuti Antonio Provolo di Verona e Chievo e recentemente portati alla luce dai media. Chiediamo che venga istituita una commissione parlamentare per il caso Provolo e altri casi similari. Chiediamo inoltre che i sacerdoti coinvolti vengano subito spretati e allontanati».
    I fatti contestati risalgono a oltre vent’anni fa. Lo stesso vescovo Giuseppe Zenti aveva ammesso che qualche caso c’era stato. Ma ora i responsabili dell’associazione sordomuti Provolo insistono «affinchè siano verificati tutti i fatti in base ai racconti delle vittime» che, a loro dire, sono molte di più di pochi casi.

    E invitano esplicitamente il vescovo Zenti a rinunciare ad avvalersi del fatto che gli episodi emersi dopo vent’anni di silenzio siano caduti in prescrizione per cercare, invece, di far emergere tutta la verità sulle vicende denunciate dai sordomuti.

    «Non siamo mai stati ascoltati», dice il portavoce dell’associazione Marco Lodi Rizzini, «e se le denunce sono venute fuori così tardi è perchè all’epoca i sordi venivano considerati anche stupidi e non venivano presi in considerazione. Ma oggi la mentalità è cambiata, anche sui disabili, e molto sulle persone sorde. E ora tante cose si possono raccontare».

    Alla manifestazione hanno preso parte i deputati radicali Maria Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco nonchè Carlo Pontirolli, segretario di Anticlericale.net, un movimento per laicizzare la società. «Oggi si fa molta demagogia parlando di fasce deboli, bambini, anziani, disabili», ha detto la deputata Farina Coscioni, «ma in realtà questa politica non se ne sta occupando per niente».

    Per Turco, «è tempo che i sacerdoti rinuncino a quell’obbligo stabilito nel 1962 di tenere segrete vicende di pedofilia che li riguardano. La Curia scaligera dovrebbe rinunciare alla prescrizione e fare piena luce sui fatti del Provolo così come in Irlanda è stata fatta un’inchiesta statale per individuare gli abusi commessi da sacerdoti cattolici su minori».

  • Le accuse di molestie coinvolgono l’ex vescovo di Verona. La Curia replica: menzogne

    Le accuse di molestie coinvolgono l’ex vescovo di Verona. La Curia replica: menzogne

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Sa…dofilia/2063899

    Santità e pedofilia
    di Paolo Tessadri
    Le accuse di molestie coinvolgono l’ex vescovo di Verona. La Curia replica: menzogne

    Bruno, il ‘bello’ del collegio, viso angelico e occhi azzurri, capelli ricci biondo-castani, lo ha indicato tra coloro che avrebbero abusato di lui. Un alto prelato che si sarebbe intrattenuto con lui nel 1959, quando aveva 11 anni e viveva con altri bambini sordi nell’Istituto Provolo. Una denuncia circostanziata, quella di Bruno, che indica l’alto prelato in monsignor Giuseppe Carraro, vescovo di Verona morto nel 1981, per il quale è stato avviato quattro anni fa un processo di beatificazione. Ma dopo le accuse di 15 degli ex allievi sordomuti riuniti nell’Associazione Provolo contro sacerdoti pedofili rivelate da ‘L’espresso’ nel numero della scorsa settimana, il processo di beatificazione è stato sostanzialmente sospeso. La Curia, che ha reso noto il nome del monsignore, dovrà trasmettere al Vaticano i nuovi elementi perché vengano valutati.

    Gli ex allievi, bambini e bambine affidati all’Istituto per sordi, hanno descritto tre decenni di molestie commesse da 25 tra religiosi e fratelli laici: l’ultima risale al 1984. Fatti che per il codice penale non costituiscono più reato. Ma le accuse rivolte contro monsignor Carraro sono l’elemento che ha maggiormente indignato l’attuale vescovo di Verona, Giuseppe Zenti. Dopo un primo comunicato in cui parlava di “profonda sofferenza e di accertamento della verità”, ha poi alzato i toni: “Una montatura infamante, menzogne”. Il vescovo ha attaccato il presidente dell’Associazione, Giorgio Dalla Bernardina, che avrebbe “plagiato” i sordi: “Sospetto che le dichiarazione le abbia firmate lui”. Inoltre ha ribadito le accuse di “ricatto” per ottenere una serie di richieste economiche. Richieste che s’incentrano sulla sede dell’Associazione, di proprietà dell’Istituto Provolo, da dove sono stati sfrattati. Immediata la riposta dell’Associazione: “Il problema della sede è inesistente, ci hanno domandato 200 euro al mese, dopo una prima richiesta di 3 mila. Noi non abbiamo accettato e ne abbiamo trovata un’altra. Un ricatto per 200 euro, ma siamo matti? E perché non ci ha denunciato?”. La loro versione è opposta a quella della Curia: “I nostri problemi sono cominciati più di tre anni fa, quando abbiamo denunciato i casi di pedofilia all’arcivescovado. Da allora hanno cercato di cancellare la nostra presenza e la nostra voce. Ma i sordi parlavano di abusi già 30 anni fa. Visto che il vescovo parla di ricatto, l’Associazione è pronta a querelarlo”, riferiscono i portavoce Giorgio Della Bernardina e Marco Lodi Rizzini.

    Nella loro sede il clima è sereno. Ogni sera qui si ritrovano più di cento persone, di tutte le età. Giuseppe è uno dei 15 ex allievi del Provolo che hanno scritto l’atto d’accusa. Fa parte dell’Ente nazionale sordi e non nasconde l’irritazione per le parole del vescovo: “Io ho firmato tutto volontariamente e consapevolmente. L’ho confessato a mia moglie tre anni fa che sono stato sodomizzato e all’epoca abbiamo denunciato tutto alla Curia. Dopo l’uscita de ‘L’espresso’ ne ho parlato anche con mia madre, che ha 88 anni. Così mi sono finalmente tolto questo peso dalla coscienza. Ma non ho mai voluto figli, perché non nascessero sordi e potesse accadere anche a loro”. Bruno quando parla di quegli incontri in Curia non riesce a fermare le lacrime. Sessant’anni, timido per carattere, ha paura di rendere pubblico il suo nome: “Avrei troppa vergogna, come allora”. È pronto a ripetere le sue accuse davanti a qualunque giudice, ma in Curia “no, mai più”. Ricorda bene quel prelato e quegli incontri, cominciati poco prima del Natale 1959. Era arrivato, verso le 22, accompagnato da un fratello, oggi ancora in vita. Partivano dal Provolo a piedi o in auto. Cinque incontri dagli 11 ai 14 anni, sempre di sera, ad esclusione di uno, il giorno del diploma di terza media. Il vescovo lo fa accompagnare alle 10, poco prima dell’interrogazione. L’esame non lo fece, tuttavia il vescovo avrebbe telefonato in sua presenza al Provolo e ricevette lo stesso il diploma. Lui non è iscritto a nessuna associazione: in questi anni si è tenuto dentro il dolore. “Ma ora”, dichiara, “è giusto parlare”.
    (04 febbraio 2009)

  • Le tappe della vicenda ricostruita dal gionale L’Arena

    Le tappe della vicenda ricostruita dal gionale L’Arena

    * 26/01/2009

    Verona. La vicenda che ha portato alla pubblicazione su L’Espresso di un servizio in cui 15 sordi veronesi accusavano sacerdoti e confratelli della Congregazione di Maria per l’educazione dei sordomuti, insegnanti nell’istituto Provolo, di violenze e abusi sessuali commessi in un arco di tempo che va dagli anni ’50 al 1984, ha avuto una accelerazione nelle ultime settimane, ma era nota da tempo ai vertici della diocesi. Vediamo di ricostruirne la cronistoria.

    PRIMO INCONTRO. Risale al 4 ottobre 2006 la prima visita in Curia. In 52 si presentano da monsignor Franco Fiorio, il vicario di padre Flavio Roberto Carraro. «Abbiamo parlato di molti problemi, ma soprattutto di pedofilia», dice Giorgio Dalla Bernardina, «preoccupati per un progetto che lasciava presagire che proprio dove molti di noi avevano subito abusi potevano essere messi a contatto dei medesimi violentatori bambini sino a dieci anni con difficoltà familiari». Il vicario prende nota e informa il vescovo, che all’epoca è ancora padre Carraro, il quale però è sul piede di partenza.

    SECONDO INCONTRO. Avviene il 20 luglio 2007. A poche settimane dall’insediamento a capo della diocesi, è monsignor Giuseppe Zenti a ricevere – «da solo», sottolineano – una delegazione di sette persone dell’Associazione Provolo. «Per quasi tre ore abbiamo parlato dei casi di pedofilia nell’istituto, che riguardavano 14 tra preti e confratelli della congregazione ancora vivi e 11 defunti».

    TERZO FACCIA A FACCIA. L’incontro si ripete il 15 ottobre 2007, a un anno dal primo. E sempre con monsignor Zenti.

    LUGLIO 2008. Intanto nell’estate 2008 si alza il livello delle tensioni tra l’Associazione Provolo, che raggruppa oltre il 90% dei sordi veronesi, e la congregazione. Tensioni iniziate l’estate precedente, con manifestazioni di protesta e volantinaggi a San Zeno di Monatgna, davanti alla Tenuta dei Cervi, di proprietà della Fondazione Bonoris, sede delle colonie estive per sordi e dal cui accesso gli aderenti dell’associazione presieduta da Dalla Bernardina si sentivano esclusi o quantomeno boicottati.

    LA LETTERA. Di fronte al silenzio della Curia l’8 agosto 2008 l’associazione scrive a mons. Zenti, ricordando gli incontri precedenti ed elencando i punti su cui chiede risposta. «1. Pedofilia e abusi sessuali; 2. rapporti con l’istituto Provolo; 3. sfratto dalla sede di via Rosmini 6; 4. trasferimento di sordomute anziane, sane di mente, in strutture per disabili mentali; 5. sottotitolazione delle sante messe; 6. rapporti con Ens». In caso di una ulteriore mancata risposta, dicono di sentirsi costretti «ad adire altre vie».

    LA RISPOSTA. La frase viene interpretata dal vescovo come una minaccia non troppo velata e la risposta vergata di proprio pugno da Zenti arriva per fax il 18 settembre successivo. «Signor presidente», scrive, «il tono minaccioso della sua lettera non mi consente di entrare in dialogo, anche perché lei non può conoscere tutti i passi da me fatti per risolvere alcune questioni. Sto in attesa che gli animi si sbolliscano, auspicando anzitutto un dialogo, sereno e fraterno, con gli altri interlocutori».

    ACCORDO CON L’ENS. Intanto, nei giorni a cavallo di Ferragosto erano continuate le proteste. La frattura si allarga ai primi di ottobre, quando tra istituto Provolo ed Ente nazionale sordi c’è un accordo per la realizzazione di alcune attività durante l’estate alla Tenuta Cervi e di una serie di altre iniziative che coinvolgono la sede che l’Istituto ha al Chievo.

    LE TESTIMONIANZE. E parte la registrazione delle testimonianze di 15 sordi, che denunciano abusi sessuali e violenze pubblicate su L’Espresso. Il resto è cronaca di questi giorni. Le vicende – denuncia della pedofilia e contenziosi tra associazione e congregazione – si intrecciano. Ma anche se ci fosse una forma di pressione strumentale, ciò non toglie l’obbligo di un chiarimento completo su quanto denunciato. Anche perché, a detta di Marco Lodi Rizzini, altre testimonianze si vanno aggiungendo spontaneamente in questi giorni.G.B.

  • Sono 67 gli ex allievi dell’istituto religioso veronese Provolo che hanno denunciato abusi sessuali da parte di preti

    Sono 67 gli ex allievi dell’istituto religioso veronese Provolo che hanno denunciato abusi sessuali da parte di preti

    Verona. Decine di bambini e ragazzi sordomuti sarebbero stati violentati e molestati negli anni in un istituto religioso di Verona, l’Antonio Provolo. I fatti sono stati denunciati da 67 ex allievi, tra cui tre vicentini, con una lettera al settimanale «L’Espresso», che ha anticipato i contenuti dell’articolo in uscita nel prossimo numero. «Preti e fratelli religiosi hanno abusato sessualmente di noi» affermano nella lettera d’accusa gli ex ospiti del «Provolo», per i quali le violenze sarebbero state perpetrate per trentanni, fino al 1984.

    Gli episodi citati riguardano 25 religiosi; le vittime potrebbero essere un centinaio. Gli ex allievi si dicono pronti a elencare vittime e testimoni, ma non possono più rivolgersi alla magistratura, perchè i reati sono ormai prescritti. Nelle loro denunce, gli ex ospiti del Provolo parlano di sodomizzazioni, sevizie sessuali di ogni tipo, vessazioni e bastonate. Sono 15 gli ex ospiti dell’istituto che accoglieva ragazzi sordi da tutto il Veneto ad aver firmato altrettante testimonianze (alcune registrate anche in video) delle violenze subite. Di questi 15 tre sono vicentini.

    Interpellato dall’Ansa, il procuratore della Repubblica di Verona, Mario Giulio Schinaia, ha detto di non sapere nulla della vicenda, manifestando la propria amarezza per il fatto che questi episodi avrebbero dovuto essere segnalati all’unico organo competente, la magistratura, per ottenere giustizia.

    Secondo gli ex allievi del «Provolo», una decina di sacerdoti responsabili delle violenze, ormai anziani, sarebbero ancora nell’istituto, nelle sedi di Verona e Chievo.

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-in…essaggio=996123

    Agire politicamente: SALA STAMPA CAMERA DEI DEPUTATI Venerdì 23 gennaio 2009 ore 11.00 La pedofilia : reato o peccato? Verona Caput Mundi ? Violenze sessuali su minori sordi all’istituto Provolo di Verona, Testimonianze ed iniziative Maurizio TURCO, deputato Giuseppe ROSSODIVITA, avvocato Luca PONCHIROLI, radicali Mantova associazione ex allievi dell’Istituto per sordi “Antonio Provolo” di Verona : Giorgio DALLA BERNARDINA, presidente Paola LODI RIZZINI, Marco LODI RIZZINI, Paolo TACCHI

    Inviato da bateauivre il 22 gennaio 2009 alle 21:02