Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Misterbianco

  • Pedofilia, ex docente dei salesiani patteggia due anni  Nel 2015 era stato sorpreso in auto con due ragazzi

    Pedofilia, ex docente dei salesiani patteggia due anni Nel 2015 era stato sorpreso in auto con due ragazzi

    Si chiude con un patteggiamento a due anni – con pena sospesa – la vicenda del professore dei salesiani arrestato per pedofilia. Carmelo Pergolizzi, assistito dall’avvocato Marco Falcone, era stato sorpreso dentro una macchina insieme a due ragazzi.

    A scoprirlo i carabinieri vicino a Misterbianco, a ottobre dello scorso anno. L’uomo si trovava insieme a due ragazzi: un ventenne e un minorenne. Il primo dei due, anch’egli finito agli arresti accusato di induzione alla prostituzione, ha scelto il rito abbreviato.

    Per l’ex docente la strada giudiziaria è stata quella più breve con l’applicazione di una pena per prostituzione minorile su accordo delle parti, espediente che gli ha evitato un lungo processo.

    La decisione, come riportato dal quotidiano La Sicilia, è stata presa dalla giudice per l’udienza preliminare Flavia Panzano. Nel passato dell’uomo c’è il ruolo di professore dell’istituto salesiano di via Cifali, a Catania, quello di delegato provinciale della Federazione Italian giuoco calcio e del Comitato olimpico nazionale italiano. Una figura nota in città da sempre accanto ai giovani.

    http://catania.meridionews.it/articolo/45812/pedofilia-ex-docente-dei-salesiani-patteggia-due-anni-nel-2015-era-stato-sorpreso-in-auto-con-due-ragazzi/

  • Pedofilia, raffica di arresti a Catania. C’è anche l’ex presidente della Figc

    Pedofilia, raffica di arresti a Catania. C’è anche l’ex presidente della Figc

    Catania – Brutta storia di pedofilia con un protagonista molto conosciuto a Catania, il professore di educazione fisica Carmelo Pergolizzi, già presidente provinciale della federazione gioco calcio. Il prof è stato sorpreso dai carabinieri durante un controllo in un quartiere isolato di Misterbianco, in contrada “Quartararo”, mentre era in atteggiamenti di inequivocabile intimità sulla sua auto con due ragazzi, un maggiorenne che ha 22 anni e un sedicenne. Condotto in caserma dai carabinieri di Misterbianco Pergolizzi si è giustificato dicendo: “I due ragazzini erano con me per fare un giro, ma li stavo per accompagnare nelle loro abitazioni”. Parole che non hanno convinto i militari. Messi alle strette i più giovani hanno svelato i retroscena di un adescamento avvenuto su Facebook con la mediazione del più grande, che di fatto avrebbe fatto da ‘intermediario’ con il più giovane. Pergolizzi avrebbe pagato venti euro per la prestazione sessuale del sedicenne. Sono così scattate gli arresti ai domiciliari per Pergolizzi e per il ventenne. Il fatto è avvenuto la mattina del 5 ottobre, ma la notizia è stata mantenuta top secret dalle forze dell’ordine e dalla magistratura.

    Pergolizzi è insegnate di educazione fisica in un istituto salesiano e vanta un curriculum di tutto rispetto nel mondo dello sport ed in particolare in quello del calcio. E’ stato allenatore delle giovanili della Federazione gioco calcio dal 1984, responsabile delle attività di base sempre della Federazione, segretario dal 2000 al 2008 della Scuola calcio del centro federale e dal 2005 presidente della Federazione catanese, fiduciario della giunta del Coni e poi vice presidente, stella di bronzo al merito sportivo del Coni nel 2009.

    Sempre oggi a Catania è stata identificata una banda di pedofili. Tre persone sono state arrestate e 14 indagate. Sono i numeri dell’operazione

    “Cloud” del compartimento della polizia postale e delle comunicazione di Catania ordinata dalla procura distrettuale antimafia. Scoperta un’associazione per delinquere finalizzata allo scambio, alla divulgazione e distribuzione di materiale pedopornografico su internet. Per la prima volta in Italia è stato contestato il reato associativo per una associazione per delinquere strutturata on line. Si è trattato di un gruppo chiuso e non accessibile dall’esterno.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/10/27/news/pedofilia_raffica_di_arresti_a_catania_c_e_anche_l_ex_presidente_della_figc-126024038/

  • E’ morto un prete pedofilo. Don Antonino Visalli non ha fatto un giorno di galera, Violentò ragazzina 14enne. Catania, lutto tra i Salesiani per don Nino

    E’ morto un prete pedofilo. Don Antonino Visalli non ha fatto un giorno di galera, Violentò ragazzina 14enne. Catania, lutto tra i Salesiani per don Nino

    E LA DONNA VIOLENTATA DENUNCIA IL PRETE IN TV

    CATANIA – “Tutto è cominciato quando frequentavo il IV ginnasio, avevo 14 anni, facevo parte della parrocchia di Lineri, a Misterbianco…”.

    Davanti alle telecamere, mascherata solo da un effetto elettronico, con la voce spesso rotta dall’ emozione, una donna ha deciso di raccontare le violenze subite per anni nell’ adolescenza da parte di un prete noto in città e di cui la donna ha fatto nome e cognome: don Antonino Visalli. Una denuncia, ha spiegato A.L.R., 33 anni, sposata, una figlia poco più che neonata, “per liberarmi di quel peso enorme che ha accompagnato e sconvolto la mia vita. Una denuncia che faccio solo oggi perché solo oggi, dopo dieci anni di terapia psicanalitica, ho acquisito la consapevolezza di quello che è successo, ho capito che il problema non era mio, ma di quel prete…”.

    La testimonianza, trasmessa iera dall’ emittente Telecolor, ha avuto l’ effetto di una bomba in città, subito spaccata tra innocentisti e colpevolisti: don Visalli, ora sulla sessantina, è stimato e conosciuto per il suo impegno nel sociale. Il parroco di Lineri però ieri non ha voluto replicare alla accuse. Ha solo detto a qualche amico che “la mafia non uccide solo con la lupara, ma anche in questo modo”. Le polemiche sembrano destinate ad esplodere, ma ieri ha fatto parlare soprattutto il dramma raccontato in televisione con dovizia di particolari, con coraggio: “Avevo qualche piccola difficoltà in latino – ha raccontato A. – e quella persona insegna latino e greco dai salesiani. Un giorno si offrì di aiutarmi e mi invitò ad andare nella sua stanza, nell’ istituto. Quasi ogni giorno andavo da lui per fare i compiti”.

    Poi la rievocazione di come è cominciata la violenza. “E’ stata una cosa molto graduale, all’ inizio mi disse che era una cosa molto speciale, che non lo dovevo dire a nessuno, perchè nessuno avrebbe potuto capire: né i miei amici, né i miei genitori perché erano ignoranti. Ha creato un vuoto attorno a me…”. “Nei primi mesi mi diceva che io dovevo sedere accanto a lui, e mi ripeteva che non dovevo parlare con nessuno, poi ha voluto che mi sedessi sulle sue gambe… Man mano, col passare del tempo pretendeva da me sempre di più”. La voce di A. trema: “Io non volevo, cercavo di non… Era come se fossi un’ altra persona. Ma dovevo accontentarlo, ero costretta a fare quelle cose perché altrimenti lui mi trattava con disprezzo”. A. ha qualche pudore nel raccontare i dettagli, ma lo fa.

    Dice che una volta con un bacio particolarmente violento il prete le spezzò il frenulo della lingua, poi parla di quando “lui” la obbligava a mettersi in piedi e poi l’ abbracciava stringendo forte, “tanto forte che mi faceva male alle braccia. E mi criticava perché resistevo: devi essere più espansiva, diceva, altrimenti resterai sola per tutta la vita. E mi stringeva ancora: poi succedeva qualcosa che io non capivo, lui si fermava e mi mandava via all’ improvviso, bruscamente. Però prima di farmi uscire dalla stanza controllava sempre che nel corridoio non ci fosse il direttore dei salesiani”.

    E’ a questo punto che la donna fa il nome del prete, con decisione: “Si tratta di don Visalli Antonino, fa parte dei salesiani di Cibali (un quartiere di Catania, ndr), ed è parroco della parrocchia di Santa Bernadette, a Lineri. I miei genitori ed io avevamo tanta fiducia in quest’ uomo, per me era come un padre, uno che quando parlava era Vangelo, ma in realtà non era così”. A. racconta anche di aver “esposto tutto” all’ arcivescovo, ma di aver ricevuto come risposta l’ invito ad avere pazienza, perché il prete sarebbe stato allontanato alla fine dell’ anno scolastico. A. però non ha voluto aspettare. L’ arcivescovo Luigi Bommarito ieri non è voluto entrare nel merito: “Devo chiarirmi le idee, mi sembrano esagerazioni, ma voglio sentire le parti”. Bommarito comunque ha ammesso di aver ricevuto la donna qualche mese fa e di aver raccolto la sua testimonianza: “Non capisco però come mai questa cosa sia uscita proprio ora, alla vigilia delle elezioni”.
    di TURI CAGGEGI
    24 marzo 1994 23 sez. CRONACA

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…a-il-prete.html