Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Un sacerdote colombiano residente in Italia è accusato di abusi sessuali su minori.

    Un sacerdote colombiano residente in Italia è accusato di abusi sessuali su minori.

    BOGOTÁ (HaciaElUmbral). Jesús Aníbal Ramírez Duque , sacerdote colombiano della congregazione dei Missionari della Divina Redenzione, è stato recentemente denunciato alla Procura Generale per abusi sessuali su minori.

    Secondo Francesco Zanardi, rappresentante dell’associazione italiana dei sopravvissuti agli abusi sessuali da parte del clero, il sacerdote risiede attualmente a Torre Annunziata, un comune vicino a Napoli.

    Questa nuova denuncia si aggiunge a quella presentata nel 2019 alla stessa congregazione religiosa, che coinvolgeva anche i sacerdoti Ilde de Jesús Muñoz e Jesús Antonio Ramírez Giraldo . Secondo i Missionari della Divina Redenzione, la denuncia del 2019 è stata archiviata dal Dicastero per la Dottrina della Fede durante il pontificato di Francesco perché, a quanto pare, “non sono state trovate prove sufficienti per procedere”.

    “La mia vita missionaria”

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    La lunga carriera dell’accusato comprende periodi di servizio in diversi paesi: oltre a Colombia e Italia, Messico, Perù e Repubblica Democratica del Congo.

    Tra il 2003 e il 2006, Ramírez ha lavorato come “educatore legato al governo”, responsabile dell’”erogazione di educazione religiosa, etica e valoriale in tutti gli istituti scolastici della Guainía”, secondo le informazioni ufficiali della sua congregazione religiosa.

    Dal 2012 in poi, ha risieduto in Italia. Il suo ultimo incarico noto è stato quello di viceparroco presso la chiesa di San Michelel Arcangelo a Torre Annunziata, nella giurisdizione della diocesi italiana di Nola.

    Questa testata giornalistica ha contattato il vescovo Francesco Marino , ma non ha ricevuto risposta.

    La traccia digitale:

    negli ultimi anni, Ramírez è stato attivo sui social media, con account su Instagram, Facebook e YouTube.

    Un video del 2017 lo mostra vestito da clown, e una fotografia del 2024 lo ritrae mentre tiene in braccio un bambino. Un’altra foto, dello stesso anno, è un selfie che lo mostra con una bambina che sembra non avere più di dodici anni.

    Il sacerdote colombiano promuove la sua autobiografia, “La mia vita missionaria: Incontri tra culture diverse”, su varie piattaforme. Il libro afferma che è nato nel 1960 nel comune di Carmen de Viboral, in Antioquia.

    Il suo ultimo post su Facebook risale a sei giorni fa. Si tratta di un estratto della sua opera illustrato con un’immagine creata con l’intelligenza artificiale: “Ogni giorno è un dono di Dio. Godetevelo, amate, servite e siate felici”.

    “Tradimento della propria fede”,

    ha dichiarato l’attivista Francesco Zanardi in risposta a questo caso. “L’Italia è un paese eccellente per nascondere i preti pedofili. In primo luogo, perché il Vaticano ha molta influenza sulla polizia e sulle autorità giudiziarie. In secondo luogo, perché le leggi europee sono molto deboli in Italia. È difficile ottenere l’intervento della polizia italiana in casi che coinvolgono atti commessi in Colombia”. “È grave che la Chiesa trasferisca i sacerdoti, nascondendoli e mettendo a rischio la salute di altri bambini che senza dubbio diventeranno vittime di questi pedofili. Questo è il peggior crimine che la Chiesa possa commettere, tradendo la propria fede e le persone che dipendono da essa”.

    Attualmente, i protocolli della Chiesa prevedono che qualsiasi sacerdote accusato di presunti abusi sessuali su minori venga temporaneamente sospeso e allontanato dal contatto con bambini e adolescenti, mentre i suoi superiori conducono le indagini. Il documento vaticano “

    Vos estis lux mundi” , che spiega come un vescovo debba procedere di fronte a una denuncia penale che coinvolga un suo subordinato, fa riferimento anche alla necessaria collaborazione con le autorità civili.

    Questo è ciò che ci si aspetta da Francesco Marino, vescovo di Nola, alla luce della denuncia contro Ramírez attualmente pendente presso la Procura Generale colombiana.

     

    Ubicado en Italia sacerdote colombiano denunciado por abuso sexual de menores

  • Il Papa a Pavia, otto giorni dopo le critiche sul caso abusi in Spagna

    Il Papa a Pavia, otto giorni dopo le critiche sul caso abusi in Spagna

    20 giugno 2026 – Papa Leone XIV è atterrato a Pavia nel pomeriggio e ha iniziato la sua visita al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica. La fondazione privata senza scopo di lucro, voluta dal Ministero della Salute e in procinto di un ampliamento, è stata la prima tappa di una visita più ampia; da lì il corteo si è diretto alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro e in piazza Duomo. Al CNAO il Pontefice ha visto reparti e spazi dedicati alle terapie con fasci di particelle, la tecnologia che la struttura utilizza per trattare tumori complessi risparmiando le aree sane. Al termine della visita, il direttore generale Sandro Rossi ha parlato di “un’emozione enorme per tutto il personale” e di “uno stimolo a proseguire sulla strada intrapresa”. Secondo la Prefettura della Casa Pontificia, la scelta di inserire il CNAO nel programma riflette l’attenzione che il Papa dedica alla cura dei malati e alla tutela delle persone più fragili.

    Papa Leone XIV, la visita a Pavia

    Durante la visita è stato consegnato un carico di due tonnellate di riso carnaroli raccolto dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Pavia e destinato all’Elemosineria Apostolica. La Prefettura della Casa Pontificia ha specificato che parte del raccolto sarà distribuita ai poveri di Roma e che 800 chili saranno inviati all’Ucraina; la curia ha collegato la donazione agli appelli del Papa alla condivisione delle risorse. La consegna del riso è stata documentata dagli organizzatori come elemento operativo della giornata, non come dichiarazione politica. Contemporaneamente al programma pavese, nella stessa serata Leone XIV si è spostato a Sant’Angelo Lodigiano per la venerazione del cuore di santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti; la Prefettura aveva inserito questa tappa nell’elenco delle sei visite pastorali previste per il 2026, che comprendono anche Pompei, Napoli, Acerra e Lampedusa .

    Sullo sfondo resta il nodo degli abusi nella Chiesa

    Da mesi il Papa è stato chiamato a confrontarsi anche con il tema degli abusi sessuali all’interno della Chiesa, una questione che continua a pesare sulla credibilità dell’istituzione. Appena due settimane fa, durante il viaggio apostolico in Spagna, il pontefice è stato sollecitato sull’argomento dopo la pubblicazione di un’inchiesta che ha documentato migliaia di casi di violenze su minori attribuiti a membri del clero nel Paese. A Madrid Leone XIV ha incontrato alcune persone che hanno denunciato di aver subito abusi, ribadendo l’importanza dell’ascolto e dell’accompagnamento.  Alcuni osservatori hanno però evidenziato come, nei suoi interventi pubblici, abbia scelto un linguaggio prudente, evitando riferimenti diretti ai reati e alle responsabilità istituzionali. Anche la successiva visita all’abbazia di Montserrat ha suscitato polemiche. Alcune associazioni di vittime hanno contestato la scelta della tappa, ricordando le accuse di insabbiamento rivolte in passato ai vertici del monastero in relazione a casi di abusi.  In questo contesto assumono un significato particolare anche le immagini della giornata pavese: la benedizione della culla per la vita in piazza Duomo, i messaggi consegnati dai bambini, l’ulivo come simbolo di pace. Momenti che hanno mostrato il volto più vicino alla gente del pontificato, ma che convivono con una delle questioni più delicate e irrisolte per la Chiesa contemporanea.

    https://www.alanews.it/2026/06/20/politica/papa-pavia-otto-giorni-dopo-critiche-caso-abusi-spagna/

  • Si nascondeva a Montù Beccaria sotto falso nome: prete dovrà risarcire una vittima di abusi

    Si nascondeva a Montù Beccaria sotto falso nome: prete dovrà risarcire una vittima di abusi

    Montù Beccaria. Il sacerdote don Silverio Mura è stato condannato a risarcire, insieme al ministero dell’Istruzione, 324mila euro a un suo ex alunno campano, vittima di abusi sessuali da parte del prete, che negli anni Ottanta era il suo insegnante di religione.

    La vicenda di don Mura aveva tenuto banco anche in Oltrepo Pavese, quando nel 2018 alcuni residenti di Montù Beccaria, guardando una puntata de “Le Iene” sugli abusi sessuali, avevano riconosciuto in uno dei preti accusati quello che era ospitato nel paese oltrepadano, con il falso nome di don Saverio Aversano.

    Immediatamente era scattata una mobilitazione della comunità, visto che don Mura insegnava anche catechismo ai bambini delle elementari. Dopo un mese dalla scoperta, però, il sacerdote aveva lasciato Montù facendo perdere le sue tracce.

    Il processo

    Il sacerdote era stato assolto in primo grado, poi il reato penale contestato è caduto in prescrizione. Sul fronte civile, invece, visto che la prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui la vittima assume la consapevolezza di essere stata abusata, il procedimento è potuto terminare in tempo utile. Così, la Corte d’appello di Napoli, confermando la sentenza di primo grado, ha condannato il sacerdote e il ministero dell’Istruzione al maxi risarcimento nei confronti della vittima, ottenuto a distanza di oltre trent’anni da quando la vittima ha capito di aver subito violenza. «Una sentenza importante per tutti i sopravvissuti perché apre una nuova strada verso la giustizia e il ristoro dei danni», commenta l’avvocato Carlo Grezio, legale della vittima.

    https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2026/04/06/news/si_nascondeva_a_montu_beccaria_sotto_falso_nome_prete_dovra_risarcire_una_vittima_di_abusi-15573453/#google_vignette

  • Napoli, fu vittima di abusi sessuali dal suo insegnante di religione: confermato il risarcimento dopo più di 35 anni

    Napoli, fu vittima di abusi sessuali dal suo insegnante di religione: confermato il risarcimento dopo più di 35 anni

    Confermando la sentenza emessa in primo grado, la corte di Appello di Napoli ha condannato il sacerdote don Silverio Mura e il ministero dell’Istruzione a risarcire, con 324mila euro, il suo ex alunno Arturo Borrelli, vittima di abusi sessuali da parte del prete che all’epoca dei fatti (la fine degli anni ’80) era il suo insegnante di religione. Il prete venne assolto al termine del processo penale di primo grado e, successivamente, il reato contestato dagli inquirenti cadde in prescrizione.

    Per quanto riguarda invece il procedimento civile, secondo le norme vigenti, la prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui la vittima assume la consapevolezza di essere stata abusata, circostanza che ha consentito alla causa di giungere a conclusione in tempo utile. Secondo gli atti, Borrelli solo dopo molti anni maturò la consapevolezza di essere stato abusato dal suo insegnante, nel quartiere Ponticelli di Napoli.

    «Oggi non è solo il giorno di una vittoria in tribunale – ha dichiarato Borrelli – è il giorno in cui la verità ha trovato voce, dopo tanto dolore e silenzio.

    Ho combattuto contro qualcosa di ingiusto, di devastante e finalmente giustizia è stata fatta».  «È una giornata memorabile, finalmente una vittima di pedofilia ha ottenuto giustizia», ha aggiunto l’avvocato napoletano Carlo Grezio, legale di Arturo Borrelli.https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/napoli_vittima_abusi_sessuali_insegnante_religione_confermato_risarcimento_dopo_piu_di_35_anni-9452294.html

  • VITTIMA DI PEDOFILIA, CONDANNATO PRETE CHE NE ABUSÒ E MIM: «GIUSTIZIA È FATTA»

    VITTIMA DI PEDOFILIA, CONDANNATO PRETE CHE NE ABUSÒ E MIM: «GIUSTIZIA È FATTA»

    «Oggi è una giornata memorabile. Finalmente una vittima di pedofilia ha ottenuto giustizia». Carlo Grezio, legale di Arturo Borrelli, vittima di abusi sessuali da parte del suo insegnante di religione all’istituto Bordiga di Ponticelli a Napoli, quando era solo un ragazzino, commenta con queste parole la sentenza di primo grado confermata dalla Corte di Appello di Napoli. «Questa è la vittoria di Arturo – dice il suo avvocato – difatti oggi comunico con immensa soddisfazione che il mio assistito ha vinto anche in Appello.

    Il sacerdote Don Silverio Mura ed il MIUR, oggi MIM, sono stati condannati a risarcire Arturo per le violenze sessuali e i traumi subiti. Una sentenza importante per tutti i sopravvissuti, perché apre una nuova strada verso la giustizia e il ristoro dei danni». La vittima sarà risarcita in solido dal sacerdote e dal ministero con la somma di 324mila euro, «che serviranno ad Arturo come sostegno necessario per curarsi e per poter vivere senza essere di peso alla famiglia», sottolinea Grezio.

    A piangere lacrime di gioia è lo stesso Borrelli, che solo dopo tanti anni – da adulto – maturò la consapevolezza di essere stato abusato dal suo insegnante, che lo aveva tratto in inganno facendogli lezioni private in casa sua ogni pomeriggio a Ponticelli, dove abitava e dove avvenivano gli abusi: «Oggi non è solo il giorno di una vittoria in tribunale – dichiara – è il giorno in cui la verità ha trovato voce, dopo tanto dolore e silenzio.

    Ho combattuto contro qualcosa di ingiusto, di devastante – aggiunge – e finalmente giustizia è stata fatta». «Ma questa vittoria non è solo mia – ribadisce la vittima, rivolgendosi poi al figlio Luigi scomparso in un incidente d’auto pochi anni fa – È per te, figlio mio. Per il tuo sorriso, per la tua innocenza, per tutto ciò che ti è stato tolto. Sei diventato un angelo troppo presto, ma la tua forza mi ha guidato ogni giorno in questa battaglia. Questa vittoria porta il tuo nome. È un segno che la verità può emergere, che il coraggio può vincere e che nessuno deve più restare in silenzio. Continuerò a lottare anche per te. Sempre», ha concluso Borrelli.

  • Archiviato il caso contro il parroco: nessuna prova di abuso sul minore

    Archiviato il caso contro il parroco: nessuna prova di abuso sul minore

    Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, dottoressa Donatella Bove, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di un parroco della Diocesi di Ischia, difeso dall’avvocato Gianluca Migliaccio, indagato per il reato di atti sessuali con minorenne ai sensi dell’articolo 609 quater del codice penale. Il provvedimento accoglie in pieno la richiesta avanzata dalla Pubblica Ministera Monica Campese, ritenendo che gli elementi raccolti nel corso delle indagini non consentano di sostenere fondatamente l’accusa in giudizio.

    La vicenda trae origine da una segnalazione pervenuta il 12 dicembre 2024 da parte di una psicologa e psicoterapeuta, alla quale si erano rivolti i genitori di un bambino nato nel 2018, preoccupati per alcuni comportamenti del figlio. La professionista aveva ritenuto di dover segnalare all’autorità giudiziaria il timore che il piccolo potesse essere stato vittima di abusi sessuali da parte del sacerdote.

    Secondo quanto ricostruito nelle indagini, i fatti contestati sarebbero avvenuti il 13 ottobre 2024, in occasione di un battesimo della famiglia. Dopo la celebrazione, il bambino era stato invitato dal parroco a seguirlo in sacrestia per ricevere un dono, accompagnato dalla perpetua. Trascorsi circa dieci minuti, la madre si era recata a cercarlo e aveva trovato il figlio che le correva incontro allegro, con al collo un piccolo rosario di legno. Nelle settimane successive, nel mese di novembre, il bambino aveva fatto alcuni riferimenti ambigui a momenti trascorsi con il sacerdote, raccontando di un “semino nell’erbetta” e descrivendo il sapore amaro di un pomodoro che il prete gli avrebbe fatto mangiare, aggiungendo tuttavia che il parroco era buono e che non gli aveva fatto nulla, per poi addormentarsi tranquillo.

    La madre, insospettita anche da alcuni cambiamenti nel comportamento del figlio, che sembrava essersi chiuso in sé stesso, aveva in un primo momento affrontato direttamente il sacerdote, accusandolo di condotte inopportune. La coppia aveva quindi deciso di rivolgersi alla psicologa, la cui segnalazione aveva avviato il procedimento penale.

    La Procura aveva disposto la perquisizione dell’abitazione del sacerdote con conseguente sequestro di tutto il materiale informatico nella sua disponibilità. L’analisi forense, tuttavia, non aveva evidenziato alcunché di anomalo: nessun contenuto pedopornografico, nessun materiale sospetto, soltanto file di carattere religioso. Era stato inoltre acquisito il fascicolo personale del parroco presso la Diocesi competente, anche in questo caso senza riscontrare segnalazioni analoghe pregresse.

    L’elemento decisivo ai fini dell’archiviazione è stato però rappresentato dall’esito della consulenza psicodiagnostica disposta dalla Procura sul minore, affidata a una specialista in neuropsichiatria infantile. La consulente, dopo aver esaminato anche i genitori del bambino, ha concluso che non si rilevano indicatori clinici riferibili a dinamiche traumatiche, evidenziando piuttosto una condizione generale di immaturità, già riscontrata in precedenti valutazioni specialistiche, che potrebbe essere stata accentuata da condotte iperprotettive e anticipatrici da parte dei genitori. La Pubblica Ministera ha sottolineato, nella propria richiesta, come non si possa escludere che la ricostruzione dei fatti operata dalla madre sia stata influenzata da vicende pregresse di cui la stessa donna sarebbe stata vittima.

    All’esito delle indagini, il GIP ha condiviso integralmente le valutazioni della Procura, disponendo l’archiviazione e la restituzione degli atti.

    Archiviato il caso contro il parroco: nessuna prova di abuso sul minore

  • Sottoposto alla autorità canonica Vaticana

    Sottoposto alla autorità canonica Vaticana

    Roma – Istruttoria disposta da Mons. Filippo Iannone titolare del Dicastero dei Vescovi presso Città del Vaticano; che da giorni e’ in contatto con le Curie di Napoli ,Benevento e Pozzuoli, convocando ed interloquendo nelle forme canoniche ed anche in via confidenziale i rispettivi Ordinari ( i Vescovi titolari ) ed anche I Promotori di Giustizia,i Pubblici Ministeri presso le Curie relative .

    Quanto in conseguenza di una diffida proposta da Mario Rosario d’Orlando che ha sottoposto alla autorità canonica Vaticana la delicatissima questione riguardante il mancato ripristino della giustizia nei suoi confronti all’esito delle assoluzioni ricevute rispetto alle calunnie subite da un Sacerdote Beneventano e da un Diacono della Chiesa di Napoli, tra l’altro Carabiniere in servizio in Procura, entrambi condannati con Sentenza passata in giudicato.

    Sotto la lente d’ingrandimento la mancata esecuzione di quanto disposto dal canone 1341 del diritto canonico cioè la trasmissione degli atti , la notizia criminis obbligatoria, all’ufficio inquirente canonico, e questo sia da parte del Cardinale di Napoli che dal Vescovo Accrocca in partenza per Assisi con il nodo non sciolto del mancato ristoro da parte del suo Sacerdote di adeguato risarcimento a seguito di Sentenza di Condanna.

    In questi giorni attraverso il camionista ed esperto civilista l’avvocato Mircko Marchione del Foro di Santa Maria Capua Vetere darà protocollata Richiesta di risarcimento danni nei confronti del Sacerdote dei di calunnia senza mai avere rivelato il movente e soprattutto nei confronti della fantomatica Associazione Meter antipedofilia che senza rispettare alcun protocollo contribui’ alla pubblica gogna di Mario Rosario d’Orlando attraverso il suo delegato Beneventano che aveva Ufficio proprio nella Curia diretta da Accrocca che va detto in itinere dopo la condanna a due anni e due mesi inflitta al suo prete lo nomino’ Parroco e quindi anche Ufficiale di Stato civile.

    All’esame tutto il carteggio persecutorio della Curia Partenopea nei confronti di Mario Rosario d’Orlando all’esito del riscontro delle infondatezze delle accuse , tra le quali emerge Sentenza del GIP che afferma che Crescenzio Sepe ante esplosione mediatica conoscesse tutte le accuse contro il d’Orlando .Sarebbe gravissimo se fosse vero perché allora il complotto tra stampa Curia preti e testimoni falsi inquadrerebbe una ipotesi concorsuale diversa.

    Forse gli ignoti da identificare oltre al Diacono ed al Sacerdote Beneventano vanno ricercati in quegli ambiti. Ricostruire in Italia vecchie istruttorie alla luce di nuovi sviluppi oggi e’ un dovere più che una moda.

    Gratteri sarebbe l’uomo adatto per rivisitare una nuova Curia stampa connection.

    Sottoposto alla autorità canonica Vaticana

  • Suore religiose accusate di abusi

    Suore religiose accusate di abusi

    Gli abusi sessuali tra suore sono ancora un aspetto trascurato dell’attuale crisi degli abusi. Poco prima delle rivelazioni di Spotlight, gli studiosi hanno scoperto che molte suore avevano subito abusi da parte di sacerdoti e dei loro superiori. Precedenti studi ( 1 , 2 , 3 ) condotti da due suore avevano rivelato che gli abusi erano un problema particolare in Africa e in altri contesti di evangelizzazione.

    Mary Dispenza, che da bambina fu abusata da un prete a Los Angeles, subì nuovamente abusi da parte del suo superiore religioso quando era postulante.

    L’abuso delle suore religiose da parte delle loro colleghe più anziane è una forma di abuso spirituale e vocazionale che si riscontra anche nelle scuole superiori, dove le suore hanno talvolta abusato di ragazze per introdurle alla vita religiosa. Le religiose hanno abusato anche di bambini nelle scuole parrocchiali, negli orfanotrofi e nelle case famiglia, nelle scuole per sordi e in altre istituzioni specializzate, e nei collegi per nativi americani. Quando i bambini non hanno genitori nelle vicinanze e quando le suore religiose hanno il controllo totale sui bambini 24 ore su 24, 7 giorni su 7, l’abuso può essere particolarmente violento e doloroso, combinando abusi spirituali, culturali, psicologici, fisici e sessuali in modi che sono particolarmente dannosi per i bambini indifesi e per gli adulti che diventeranno.

    Questa pagina web fornisce un elenco (vedi sotto) delle suore negli Stati Uniti pubblicamente accusate di abusi sessuali. I nomi in questo elenco sono collegati ai resoconti completi nel nostro Database degli Accusati, e gli acronimi degli ordini religiosi sono collegati ai nostri elenchi delle suore accusate in ciascun ordine. La maggior parte delle voci in questo elenco termina anche con un collegamento a un articolo o documento importante, per fornire un punto di partenza per esplorare i registri pubblici.

    I diversi luoghi di abuso sono evidenziati in rosso e lo stato dell’accusa è evidenziato in viola. Il sesso della vittima è in grassetto e forniamo anche l’età della vittima e l’anno dell’abuso. Un altro elemento importante dell’elenco è la diocesi, particolarmente significativa quando l’abuso è commesso da una suora che lavora per ordine del vescovo e sotto la sua massima autorità in una scuola parrocchiale. Ma anche in istituzioni che sembrano separate dalla struttura diocesana, il vescovo è una presenza potente e i sacerdoti diocesani a volte svolgono funzioni di cappellani e altri incarichi.

    Le 176 suore colpevoli, note al pubblico e qui descritte, rappresentano solo il 2% delle 8.362 persone attualmente presenti nel nostro database degli accusati. Molti fattori hanno contribuito a mantenere questo campione limitato. La copertura mediatica della crisi degli abusi e la conseguente sensibilizzazione dell’opinione pubblica si sono concentrate su un triangolo maschile composto da vescovi che supervisionano i preti che abusano di ragazzi. Le vittime maschili di abusi da parte delle suore hanno incontrato particolare resistenza e scetticismo. Le studentesse delle scuole superiori e le giovani suore che subiscono abusi si scontrano con emozioni contrastanti nel perseguire le loro denunce. I numerosi, e per lo più piccoli, ordini religiosi femminili rappresentano un terreno legale difficile per gli avvocati che rappresentano le persone abusate da bambine da parte delle suore. Quando vengono intentate cause legali, gli ordini religiosi femminili e le loro organizzazioni ombrello si sono difesi con vigore. Hanno beneficiato della forte impressione pubblica che autori, vittime e complici siano uomini.

    Ma l’esperienza cattolica è stata a lungo dominata dalle suore. Al culmine della loro influenza, a metà degli anni ’60, negli Stati Uniti c’erano 179.954 suore, rispetto a soli 58.632 sacerdoti. Le suore sono state coinvolte nella crisi degli abusi in corso in molti modi: come terapeute, specialiste nell’accoglienza delle vittime, funzionari diocesani, personale e dirigenti di istituti, suore insegnanti e presidi. Nelle scuole e negli istituti, le suore hanno avuto innumerevoli opportunità di abusare di bambini e hanno anche avuto a che fare con molti sacerdoti che cercavano di avvicinarli per lo stesso scopo. Alcune suore sono diventate informatrici, ma molte altre sono state esse stesse complici o autori di reati.

    Man mano che questa realtà diventa più evidente, è auspicabile che le suore si assumano la responsabilità del loro complesso coinvolgimento nell’attuale crisi degli abusi sessuali in ambito cattolico. Molti autori devono ancora essere identificati e le suore accusate devono essere meglio documentate. Come si può vedere dall’elenco sottostante, molte sono note solo con i loro nomi religiosi e molti dettagli dei casi devono ancora essere accertati. Le sopravvissute meritano l’impegno degli ordini religiosi femminili ad affrontare questa storia in modo responsabile e trasparente.

    I sopravvissuti meritano lo stesso livello di impegno da parte di BishopAccountability.org. Questo elenco è stato aggiornato l’ultima volta il 1/1/2026. Aiutateci a migliorarlo. Contattateci all’indirizzo staff@bishop-accountability.org per correzioni e ulteriori informazioni. Prendete in considerazione l’idea di incontrarci per una storia orale su Zoom o di persona, in modo che la vostra importante esperienza possa diventare di dominio pubblico. Grazie!

    A

    • Suor Agnes  OSB  – San Antonio  TX  –  scuola parrocchiale  –  ragazza  –  citata in giudizio  – ha denunciato due volte l’abuso in confessione
    • Sr. Alice Bernadette  SC  – Newark  NJ  –  scuola parrocchiale  –  ragazza del 1971 , 10 anni –  citata in giudizio  –  ha aiutato il prete a violentare la ragazza
    • Sr. Anne  OSF  – Buffalo  NY  –  scuola parrocchiale – bambina   del 1973  di 7 anni –  citata in giudizio – causa legale
    • Suor Annette  – St. Louis  MO  –  scuola parrocchiale  – 1999-2002  educazione speciale  per ragazze  – citata in giudizio  – abusata anche dal prete
    • Sr. Arthur  SCN  – Louisville  KY  –  orfanotrofio e scuola – ragazza   anni ’60-’70  –  sistemata

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    Religious Sisters Accused of Abuse

  • Sacerdote pedofilo in processione coi bambini: è scontro sul ritorno di don Mottola, condannato per abusi su minore

    Sacerdote pedofilo in processione coi bambini: è scontro sul ritorno di don Mottola, condannato per abusi su minore

    È aspra polemica nella diocesi di Aversa per il “reintegro” del sacerdote don Michele Mottola, condannato per violenze sessuali nei confronti di una bambina di 11 anni a Trentola Ducenta. Il vescovo monsignor Angelo Spinillo ha acconsentito, infatti, a che don Michele sfilasse al suo fianco nel corso della processione di Santo Stefano Protomartire a Qualiano subito dopo Natale, accanto ad altri preti e a molti bambini che fungevano da ministranti e, nei giorni seguenti, alla celebrazione della chiusura del Giubileo nella cattedrale.

    «Lasciami stare, non mi devi più toccare» o «è solo un gioco, non facciamo niente di male»: queste le frasi che don Mottola aveva rivolto alla bambina e che erano emerse grazie ad una serie di servizi televisivi de ‘Le Iene’. Don Mottola fu quindi arrestato per ordine della Procura di Napoli Nord e sospeso dalla diocesi di Aversa. Ci fu il processo e la sentenza: condanna di 9 anni in primo grado, che il sacerdote ha interamente scontato.

    C’è chi, come l’avvocato Sergio Cavaliere, da anni impegnato in una battaglia per far emergere le responsabilità della Chiesa campana contro i preti pedofili, tuona allo scandalo, ritenendo “vergognoso che ad un sacerdote condannato per pedofilia sia consentito di continuare ad esercitare, partecipando anche a pubbliche processioni accanto ai bambini”.

    Già nel 2019, don Mottola era riapparso in pubblico ed anche allora era scoppiate le proteste. Probabilmente in diocesi si pensava che il tempo avesse attenuato lo sdegno ed il dolore delle vittime, ma evidentemente non è così. Monsignor Spinillo si è, quindi affrettato ad emettere un comunicato stampa in cui ha confermato che a don Mottola è stata concessa “una deroga eccezionale” per partecipare alla processione “nella prospettiva di quella speranza cristiana di penitenza e redenzione”.

    Spinillo ha anche ricordato come don Mottola abbia «espiato le pene che gli sono state comminate dal Tribunale Statale e dal Tribunale Ecclesiastico» e che, comunque, sia ancora colpito da una serie di restrizioni. Inoltre il vescovo ha assicurato che «in nessun modo viene meno l’attenzione su eventuali abusi che potessero essere commessi da qualunque altro», all’interno della diocesi di Aversa.

    Monsignor Spinillo compirà 75 anni il prossimo primo maggio e, per prassi, dovrà presentare le proprie dimissioni dalla guida della diocesi di Aversa a papa Leone XIV. Negli scorsi anni papa Francesco aveva concesso numerose deroghe per ulteriori due anni a vescovi italiani, ma di certo il clamore su abusi sessuali potrebbe spingere il pontefice a cogliere la palla al balzo congedando nei termini il vescovo aversano.

    https://www.fanpage.it/napoli/sacerdote-pedofilo-in-processione-coi-bambini-e-scontro-sul-ritorno-di-don-mottola-condannato-per-abusi-su-minore/

  • Don Michele Barone, va in carcere il prete-esorcista casertano dopo la condanna per violenza sessuale

    Don Michele Barone, va in carcere il prete-esorcista casertano dopo la condanna per violenza sessuale

    Problemi psichici curati con un esorcismo che, vista la condanna definitiva, andò ben oltre la pratica per contrastare il demonio. Da due giorni è in carcere per scontare una condanna definitiva a tredici anni e mezzo di reclusione don Michele Barone, il prete sospeso a divinis, che nel 2018 fu arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia.
    Il sacerdote curava con l’esorcismo una ragazzina di 14 anni con problemi psichici. I fatti si verificarono a Casapesenna, in provincia di Caserta. Una vicenda giudiziaria complessa, che è giunta a conclusione in settimana con il pronunciamento della sesta sezione penale della Cassazione.

    Taormina: rispetto la sentenza ma non la condivido

    «La Corte Suprema ha stabilito che l’esorcismo è reato. Rispetto la sentenza ma non la posso condividere» ha commentato l’avvocato Carlo Taormina, che difendeva l’ex sacerdote casertano, che tra i suoi fedeli e amici aveva molti vip, tra cui Luciano Moggi e la moglie, Fabio Capello, Claudia Koll e Sara Tommasi.
    Con don Barone, sono stati condannati in via definitiva a tre anni di reclusione anche i genitori della ragazzina che, nel corso delle sedute di esorcismo, avrebbe subito abusi, violenze e lesioni.

    Pena superiore alla condanna di primo grado

    In primo grado, la pena inflitta dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere fu di dodici anni, poiché i giudici non ritennero che le prove fossero sufficienti per l’accusa di abusi sessuali commessi anche nei confronti di due vittime adulte.
    A denunciare i fatti fu la sorella maggiore della vittima, che si accorse che quelle sedute esorcistiche fossero ben altra cosa e non avrebbero salvato la 14enne che i genitori ritenevano posseduta dal demonio.
    Dopo i fatti, don Barone fu sospeso a divinis dal vescovo di Aversa e rimosso da Papa Francesco, mentre l’Associazione Internazionale Esorcisti precisò che il sacerdote casertano praticava esorcismi senza alcun mandato e senza alcuna autorizzazione.
    «Il sacerdote in questione – scrisse l’associazione esorcisti – non è mai stato istituito esorcista da alcun Ordinario (Vescovo diocesano) a norma del can. 1172 del Codice di Diritto Canonico né ad alcun titolo è mai stato membro dell’Associazione Internazionale Esorcisti».

    «Legge contro l’esorcismo ma il Vaticano lo contempla»

    «A via Della Conciliazione – ha sottolineato l’avvocato Taormina – c‘è un palazzo intero in cui il Vaticano ancora oggi insegna le pratiche dell’esorcismo. Non è solo una questione tra diritto canonico e diritto penale italiano, ma una vicenda ben più ampia».
    Secondo il legale, c’è chi accetta l’intervento dell’esorcista «come si accetta che un chirurgo possa operare per curarci, ma mettendo a rischio la nostra vita. I giudici del merito hanno ritenuto vietati tutti i trattamenti esorcistici, configurando violenze e maltrattamenti a carico di genitori di una minore che, dopo aver tentato di far guarire la figlia minore con la medicina ufficiale, si erano rivolti ad un sacerdote abilitato all’esercizio degli esorcismi e accreditato dal vescovo della Diocesi e dall’esorcista ufficiale». Dopo il sigillo della Cassazione, don Michele Barone è stato arrestato e trasferito in carcere, prima a Santa Maria Capua Vetere in appoggio, poi a Vallo della Lucania, dove sconterà il residuo della pesante pena inflitta.

    https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/25_dicembre_06/don-michele-barone-va-in-carcere-il-prete-esorcista-casertano-dopo-la-condanna-per-violenza-sessuale-e-maltrattamenti-88c1a413-e4a3-4b34-b7f6-660b0b65dxlk.shtml