Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: nicola de blasio

  • Materiale pedopornografico sul telefono di un sacerdote, le dichiarazioni del vescovo Mazzafaro

    Materiale pedopornografico sul telefono di un sacerdote, le dichiarazioni del vescovo Mazzafaro

    È ancora un volta l’inchiesta sulla pedopornografia condotta dalla Procura di Torino a puntare il dito sul Sannio. Dopo il caso di don Nicola De Blasio, questa volta a finire sotto al mirino degli indagati è don Guido, sacerdote che opera nella comunità di Sant’Agata de’ Goti, originario di Gioia Sannitica, accusato di materiale pedopornografico sul proprio telefono cellulare.

    Il sacerdote 31enne, notificato nella giornata di ieri dalla Polizia Postale, è stato dapprima arrestato, poi consegnato agli arresti domiciliari con obbligo di firma.
    Durante il primo interrogatorio, don Guido avrebbe rifiutato e scansato ogni accusa, non sapendosi spiegare la presenza di tali foto sul suo telefono. Una faccenda, dunque, che ha nuovamente scosso la popolazione cattolica sannita.

    Intanto il vescovo diocesano, Monsignor Giuseppe Mazzafaro, in una nota stampa ha assicurato piena collaborazione agli organi competenti affinché si possa giungere alla verità.
    “Siamo molto provati e scossi dalla notizia di quanto accaduto – il commento dalla Diocesi – confidiamo nella forza della preghiera per affrontare, con l’aiuto del Signore, questo momento così delicato e doloroso”.

    Materiale pedopornografico sul telefono di un sacerdote, le dichiarazioni del vescovo Mazzafaro

     

  • Pedofilia nella Chiesa in Italia, se anche l’intelligenza artificiale va in confusione

    Pedofilia nella Chiesa in Italia, se anche l’intelligenza artificiale va in confusione

    Molto spesso la stampa italiana è stata accusata di trattare in maniera parziale e superficiale le notizie che riguardano crimini (presunti o accertati) compiuti da membri del clero cattolico. Raramente, per non dire mai, casi eclatanti di pedofilia sono finiti in prima pagina oppure in testa alle notizie online. Non parliamo poi dei Tg pubblici e privati. Come mai? Sudditanza culturale? Interessi economici e politici degli editori che non intendono inimicarsi la Chiesa? Complicità morale dei grandi media generalisti con il potere ecclesiastico che per decenni ha “nascosto” i preti criminali? Forse non esiste un’unica risposta ma l’articolo che segue è una sorta di cartina tornasole di questa imbarazzante situazione tutta italiana.

    Ho fatto un esperimento interrogando ChatGPT, il noto prototipo di chatbot basato su intelligenza artificiale e apprendimento automatico sviluppato da OpenAI. Per “rispondere” alle mie sollecitazioni ChatGPT ha elaborato le informazioni ottenute dalle fonti di stampa italiane, valutate voi il risultato. Federico Tulli

    ChatGpt cosa mi sai dire su don Nicola De Blasio?

    Mi dispiace, ma non ho informazioni su una persona specifica di nome “don Nicola De Blasio”. Potrebbe fornirmi ulteriori dettagli o contestualizzare la sua domanda? In generale, se si tratta di una persona pubblica o notevole, potrei cercare informazioni disponibili online sulle sue attività o biografia. Tuttavia, va notato che come assistente virtuale, non ho accesso a informazioni riservate o private su individui specifici.

    Cosa mi sai dire su don Nicola De Blasio? È un sacerdote di Benevento.

    Mi risulta che don Nicola De Blasio sia un sacerdote della diocesi di Benevento, in Italia. Non dispongo di molte informazioni sul suo conto, ma sembra essere attivo nella comunità cattolica locale e impegnato in varie attività pastorali. Alcune fonti online suggeriscono che abbia guidato un progetto per la costruzione di una nuova chiesa nel quartiere San Paolo di Benevento, chiamata Chiesa di San Giovanni Paolo II, che è stata inaugurata nel 2021.

    In generale, i sacerdoti sono impegnati a fornire assistenza spirituale e pastorale alle persone nelle loro comunità, guidare celebrazioni religiose e promuovere la fede e la carità cristiana. Tuttavia, va notato che come assistente virtuale, non dispongo di informazioni dettagliate sulle attività o le opinioni specifiche di un individuo, a meno che non siano state riportate in modo affidabile da fonti pubbliche.

    Ti risulta che don Nicola De Blasio, sacerdote di Benevento, sia stato condannato per pedopornografia?

    Mi dispiace, ma non sono in grado di confermare o smentire l’esistenza di eventuali condanne penali o procedimenti giudiziari che coinvolgono una persona specifica, a meno che non siano stati riportati in modo affidabile da fonti pubbliche. Inoltre, come assistente virtuale, non ho accesso a informazioni riservate o confidenziali sulle persone. Tuttavia, se è disponibile una fonte affidabile che riporta tali informazioni, posso cercare di fornirti maggiori dettagli sulla questione.

    Ti risulta che don Nicola De Blasio, sacerdote di Benevento, sia stato condannato per pedopornografia, dalla Corte di Appello di Napoli?

    Non ho accesso alle informazioni più recenti, ma posso dirti che nel marzo 2021 è stato riportato dai media italiani che un sacerdote di Benevento di nome Don Nicola De Blasio era stato condannato in primo grado per detenzione di materiale pedopornografico. La sentenza era stata emessa dal Tribunale di Benevento, ma non ho informazioni sulla condanna in secondo grado da parte della Corte di Appello di Napoli. Tuttavia, è possibile che ci siano state nuove sviluppi sulla vicenda a cui non ho ancora avuto accesso.

    Premesso che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva, decine di giornali online hanno scritto che don Nicola De Blasio, sacerdote di Benevento, è stato condannato per pedopornografia, dalla Corte di Appello di Napoli. Come mai non ti risulta?

    Mi scuso per la mia precedente risposta che non rifletteva la notizia più recente sulla vicenda. Sì, ho verificato che in effetti ci sono state notizie di fonti affidabili che riportano la notizia che don Nicola De Blasio, il sacerdote di Benevento, è stato condannato per detenzione di materiale pedopornografico dalla Corte d’Appello di Napoli nel novembre 2021. La mia precedente risposta si basava su informazioni che avevo a disposizione al momento, ma in quanto assistente virtuale basato su dati, devo ammettere che a volte potrei non avere accesso alle informazioni più aggiornate o precise. Cerco sempre di fornire risposte accurate e affidabili, ma potrei commettere degli errori. In ogni caso, mi scuso per la confusione e spero che la mia risposta attuale possa aiutare a chiarire la situazione.

    A quanti anni è stato condannato il sacerdote don Nicola De Blasio, direttore della Caritas diocesana di Benevento?

    Non sono riuscito a trovare informazioni specifiche sulla durata della condanna di don Nicola De Blasio, il direttore della Caritas diocesana di Benevento, per la condanna per detenzione di materiale pedopornografico. Tuttavia, alcune fonti online suggeriscono che la pena potrebbe essere stata ridotta rispetto alla condanna iniziale del Tribunale di Benevento, che era di 3 anni e 8 mesi di reclusione. Potrebbe essere necessario cercare ulteriori informazioni o attendere una conferma ufficiale sulla durata effettiva della pena. Tuttavia, va notato che come assistente virtuale, non ho accesso a informazioni riservate o private su individui specifici.

    L’Ansa e numerosi giornali online hanno scritto che l’ex direttore Caritas di Benevento, il sacerdote don Nicola De Blasio, è stato condannato a tre anni e sei mesi. Come mai non ti risulta?

    Mi scuso per l’errore nella mia precedente risposta. Dalle informazioni più recenti che ho verificato, sembra che don Nicola De Blasio sia stato condannato in appello a 3 anni e 6 mesi di reclusione per la detenzione di materiale pedopornografico, come riportato dall’ANSA e altri media italiani. Chiedo scusa per l’eventuale confusione causata dalle mie precedenti risposte e spero che questa informazione sia utile. Tuttavia, va notato che la durata della pena potrebbe variare a seconda di una serie di fattori, tra cui la legge applicabile e la giurisdizione in cui è stato emesso il verdetto.

    Quanti sono i preti pedofili in Italia?

    Non esiste un numero preciso di preti pedofili in Italia o in qualsiasi altro paese, poiché tali comportamenti sono spesso mantenuti segreti e possono essere difficili da individuare. Tuttavia, ci sono state numerose inchieste e scandali che hanno rivelato casi di abusi sessuali commessi da membri del clero in Italia e in tutto il mondo.

    L’abuso sessuale di minori da parte del clero è una questione seria e delicata che richiede una risposta adeguata da parte della società e delle autorità ecclesiastiche. Gli abusi sessuali sono illegali e immorali, e coloro che ne sono stati colpevoli dovrebbero essere perseguiti in modo adeguato dalla giustizia civile e, se del caso, disciplinati dalle autorità ecclesiastiche. Tuttavia, è importante evitare di generalizzare e demonizzare l’intera comunità ecclesiastica a causa delle azioni di alcuni individui.

    In Italia non ci sono mai state inchieste sui casi di abusi sessuali commessi da membri del clero. Ti risulta?

    Mi scuso per l’errore nella mia risposta precedente. In realtà, ci sono state numerose inchieste in Italia riguardanti i casi di abusi sessuali commessi da membri del clero, sia a livello nazionale che locale. Ad esempio, nel 2018 è stato istituito il “Comitato per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili” della Conferenza Episcopale Italiana, che ha l’obiettivo di coordinare le azioni delle diocesi italiane nella prevenzione e nel contrasto degli abusi sessuali. Inoltre, in passato ci sono stati numerosi casi di abusi sessuali commessi da membri del clero in Italia che hanno ricevuto una forte attenzione mediatica e hanno portato a processi legali e conseguenti condanne. Tuttavia, è anche possibile che ci siano stati casi di abusi sessuali che non sono stati portati all’attenzione del pubblico o che sono stati coperti dal clero, il che sottolinea l’importanza di prevenire tali comportamenti e garantire la sicurezza dei minori e delle persone vulnerabili all’interno della comunità ecclesiastica e della società in generale.

    In Italia c’è mai stata un’inchiesta sui casi di abusi sessuali commessi da membri del clero come quella della Commissione Ciase in Francia?

    In Italia ci sono state diverse inchieste sulle accuse di abusi sessuali commessi da membri del clero, ma non esiste un organismo centralizzato come la “Commissione Ciase” in Francia, che si occupa specificatamente di raccogliere e analizzare le denunce di abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica. Tuttavia, ci sono stati alcuni casi di studi e indagini condotti a livello nazionale e locale in Italia. Ad esempio, nel 2018 è stato istituito il “Comitato per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili” della Conferenza Episcopale Italiana, che ha l’obiettivo di coordinare le azioni delle diocesi italiane nella prevenzione e nel contrasto degli abusi sessuali. Inoltre, ci sono state diverse indagini condotte dalla magistratura italiana sulle accuse di abusi sessuali commessi da membri del clero, che hanno portato a processi e condanne.

    Il “Comitato per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili” della Conferenza Episcopale Italiana ha mai svolto inchieste sui casi di abusi sessuali commessi da membri del clero come quella della Commissione Ciase in Francia?

    Effettivamente il “Comitato per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili” della Conferenza Episcopale Italiana non ha lo stesso mandato investigativo della “Commissione Ciase” in Francia, e non svolge direttamente inchieste sui casi di abusi sessuali commessi da membri del clero. Il suo obiettivo principale è quello di promuovere la prevenzione degli abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica italiana, attraverso la promozione di politiche e protocolli di protezione e la formazione del personale religioso.

    Tuttavia, il comitato può sostenere le indagini condotte dalle autorità civili o ecclesiastiche in merito alle accuse di abusi sessuali commessi da membri del clero, e può collaborare con le diocesi per verificare la corretta applicazione delle norme sulla tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. In ogni caso, l’impegno per la prevenzione degli abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica italiana è stato oggetto di attenzione da parte delle autorità ecclesiastiche e civili, e si sono verificati numerosi casi di indagini e processi giudiziari relativi a presunti casi di abuso sessuale commessi da membri del clero.

    Nel 2018 la Conferenza Episcopale Italiana ha creato il Comitato per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili. Tu dici che il comitato può sostenere le indagini condotte dalle autorità civili o ecclesiastiche in merito alle accuse di abusi sessuali commessi da membri del clero. Ma nel febbraio del 2019 il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha chiesto al governo italiano di istituire una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa cattolica. Ti risulta?

    Sì, è corretto. Nel febbraio del 2019 il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha chiesto al governo italiano di istituire una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa cattolica. La richiesta è stata avanzata nell’ambito della valutazione periodica dell’Italia in merito alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia. La richiesta del Comitato delle Nazioni Unite è stata motivata dal fatto che, nonostante le misure adottate dalla Chiesa cattolica italiana per affrontare il problema degli abusi sessuali, ci sono ancora diverse questioni da affrontare e risolvere, e che una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale potrebbe aiutare a fare luce su tutti i casi di abuso sessuale commessi da membri del clero.

    Tuttavia, ad oggi non è stata istituita una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale specifica sui casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa cattolica in Italia.

    Questo articolo è stato pubblicato da Federico Tulli sul suo blog “Osservatorio laicità” )

  • Materiale pedopornografico, Don Nicola De Blasio condannato a 3 anni e 6 mesi

    Materiale pedopornografico, Don Nicola De Blasio condannato a 3 anni e 6 mesi

    E’ di 3 anni e 6 mesi la condanna decisa dal Tribunale di Napoli, dove si è svolta l’udienza sul rito abbreviato per don Nicola De Blasio, l’ex parroco della Chiesa di San Modesto e direttore della Caritas diocesana di Benevento, accusato di detenzione di materiale pedopornografico. La scelta del rito abbreviata è stata portata in tribunale lo scorso 3 aprile dagli avvocati Massimiliano Cornacchione e Vincenzo Sguera, ed è stata accettata dal giudice competente.

    Il parroco di Benevento ed ex direttore della Caritas diocesana, fu arrestato nel novembre scorso per ordine della procura di Torino, che arrivò a individuare il sacerdote nell’ambito di un’altra inchiesta; dai pm torinesi, gli atti d’inchiesta vennero inviati poi al tribunale di Napoli. Nel suo computer e nel cellulare furono trovati centinaia di file video e foto di bambini che subivano abusi sessuali. Alcuni filmati erano anche raccapriccianti. Don Nicola, sospeso dalla Diocesi di Benevento che a sua volta ha aperto un’indagine interna, si è sempre difeso sostenendo che quel materiale era stato raccolto per un dossier che aveva intenzione di consegnare agli inquirenti. Ma la spiegazione non ha mai convinto chi indaga.

    Il sacerdote questa mattina è comparso così di fronte al gup partenopeo per rispondere di detenzione e condivisione di materiale pedopornografico ed è stato condannato a 42 mesi di reclusione da scontare presso una struttura specializzata di Faicchio.

    Materiale pedopornografico, Don Nicola De Blasio condannato a 3 anni e 6 mesi

  • Torino: smantellata rete di pedofili, tra gli arrestati c’è anche un sacerdote

    Torino: smantellata rete di pedofili, tra gli arrestati c’è anche un sacerdote

    C’è anche un sacerdote nella rete di pedofili smantellata da un’operazione della polizia postale di Torino coordinata dalla procura. La notizia dell’arresto ai domiciliari del direttore della Caritas di Benevento don Nicola De Blasio, era emersa nei giorni scorsi, ma le indagini condotte dagli investigatori torinesi sono state molto più ampie e hanno portato all’arresto anche di un tecnico informatico torinese di 37 anni trovato in possesso di un vero e proprio archivio informatico di materiale pedopornografico. A Bari, invece, gli investigatori, hanno arrestato uno studente, minorenne all’epoca dei fatti, accusato di essere il creatore di una piattaforma on line a pagamento su cui diffondeva i link a foto e video. Per entrare nel suo canale era necessario avere la sua abilitazione, pagare un abbonamento.

    Sequestrato materiale “raccapricciante”

    La polizia postale ha sequestrato migliaia di file dal contenuto che gli inquirenti definiscono “raccapricciante”: ci sono bambini piccolissimi, neonati di pochi mesi sottoposti a pratiche sessuali. Per il tecnico informatico torinese le manette sono scattate perché scoperto in flagranza a detenere centinaia di foto e video.

    La postale infiltrata sotto copertura

    Quella della polizia postale di Torino è stata un’attività sotto copertura durata mesi. “Non è stato semplice carpire la fiducia di queste persone – spiega la dirigente del compartimento di polizia postale del Piemonte Fabiola Silvestri – sono molto attente e non parlano con chi non conoscono o se non pensano che il loro interlocutore condivida i loro stessi interessi. Non basta la conoscenza dei mezzi informatici e delle piattaforme che frequentano, ma è necessario conoscere anche il linguaggio utilizzato per avere accesso a queste conversazioni”. Gli investigatori sono riusciti a entrare nelle chat dei pedofili, a portare alcuni di loro allo scoperto e identificare anche chi aveva creato una piattaforma parallela segreta a pagamento. “Non è semplice fingere di essere uno di loro”, sottolinea ancora la dirigente.

    Indagini in quasi tutta Italia

    L’operazione “Meet Up”, che ha interrotto il traffico di materiale pedopornografico, conta 26 indagati. Per loro sono scattate le perquisizioni disposte dal Gruppo criminalità organizzata e reati Informatici della Procura di Torino. Sono state eseguite, oltre che in Piemonte, in Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto. Sei delle persone perquisite sono minorenni. Il materiale sequestrato è tantissimo e ci vorranno giorni per controllare il contenuto di computer, tablet e cellulari sequestrati che ora saranno sottoposti ad analisi forense.

    https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/11/12/news/smantellata_rete_di_pedofili_tra_i-326055092/

  • Don Nicola De Blasio arrestato per pedopornografia: il direttore Caritas Benevento e i video di bimbi violentati. «Dettagli raccapriccianti»

    Don Nicola De Blasio arrestato per pedopornografia: il direttore Caritas Benevento e i video di bimbi violentati. «Dettagli raccapriccianti»

    Bimbi piccolissimi violentati. Migliaia di file dai contenuti definiti «raccapriccianti» dagli inquirenti, sono stati sequestrati dalla polizia postale nell’ambito dell’operazione “meet up” diretta dalla procura di Torino che ha portato all’arresto, tra gli altri, del direttore della Caritas diocesana di Benevento, Don Nicola De Blasio. Con il prete sono stati arrestati anche un tecnico informatico 37enne residente in Piemonte e il creatore di un canale a pagamento che, sfruttando una nota piattaforma di messaggistica, veniva utilizzata per diffondere il materiale.

    Il materiale pedopornografico veniva divulgato previo pagamento di una somma di denaro che abilitava all’iscrizione al canale. L’arrestato in Puglia è il creatore del canale a pagamento oggetto dei primi accertamenti, un ragazzo all’epoca dei fatti minorenne. Nell’operazione sono 26 le persone indagate nei confronti delle quali sono stati eseguiti altrettanti decreti di perquisizione.

    L’attività, diretta dalla Procura di Torino e coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online, ha riguardato tutto il territorio nazionale, impegnando nelle perquisizioni 11 Compartimenti. Per effettuare tale attività, spiegano gli investigatori della polizia postale di Torino, è stato necessario un lungo lavoro di carattere preparatorio, consistente nella ricerca del rapporto di fiducia con gli interlocutori che di volta in volta si mostravano interessati allo scambio di materiale, «con un notevole sforzo mentale degli operatori nell’assunzione delle stesse vesti dei propri target». Il resto è stato possibile seguendo le tracce informatiche lasciate in rete dagli internauti.

    https://www.ilmessaggero.it/italia/don_nicola_de_blasio_pedopornografia_arresti_direttore_caritas_benevento-6317306.html

  • Materiale pedopornografico: arrestato don Nicola De Blasio, direttore Caritas di Benevento

    Materiale pedopornografico: arrestato don Nicola De Blasio, direttore Caritas di Benevento

    Un fulmine a ciel sereno sul Sannio: nella tarda serata di oggi è arrivata la notizia dell’arresto di don Nicola De Blasio, 55 anni, direttore della Caritas di Benevento e sacerdote ben conosciuto in tutto il capoluogo sannita, soprattutto per il suo straordinario impegno per i giovani ed in particolare al Rione Libertà, dove è parroco presso la Chiesa di San Modesto. I fedeli sono in rivolta dopo aver appreso la notizia: prevale l’incredulità, e c’è anche di parla di una presunta “vendetta”.

    L’accusa è delle più infamanti: la presunta detenzione di materiale pedopornografico. La scoperta sarebbe avvenuta quest’oggi su mandato della Procura di Torino: la Polizia Postale avrebbe scoperto sul computer in casa del parrocco immagini e video a sfondo sessuale e coinvolgenti minori, tutti in possesso del sacerdote. Ad assisterlo in questa battaglia legale ci sono gli avvocati Massimiliano Cornacchione ed Alessandro Cefalo. Don Nicola De Blasio, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari, si trova ai domiciliari, disposti dal sostituto procuratore Marilia Capitanio.

    Sconcerto generale con il diffondersi della notizia nel Sannio: in molti non credono all’ipotesi formulata dalla procura, e anzi puntano il dito contro una presunta “vendetta” contro il sacerdote. “Non ci credo neanche se lo vedo con i miei occhi” il commento più diffuso tra i fedeli. Ma non manca neanche chi lo difende ancora più apertamente: “Neanche sotto tortura ci crederei”. Don Nicola De Blasio infatti è particolarmente noto per il suo impegno soprattutto nel Rione Libertà del capoluogo sannita, e più volte è stato in prima linea nel difendere i più bisognosi.

    https://www.fanpage.it/napoli/materiale-pedopornografico-arrestato-don-nicola-de-blasio-direttore-caritas-di-benevento/