Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Morto prete pedofilo, funerali nella Cattedrale di Foggia. Abusò di minori e fu condannato a 6 anni e mezzo

    Morto prete pedofilo, funerali nella Cattedrale di Foggia. Abusò di minori e fu condannato a 6 anni e mezzo

    È morto Giorgio Mazzoccato, ex parrocco di Arpi Nova e Castelluccio dei Sauri condannato a 6 anni e mezzo per molestie sessuali (il pm chiese 7 anni, ndr) nei confronti di alcuni ragazzini che all’epoca dei fatti (tra il 1989 e il 1996) avevano dai 7 ai 12 anni. Mazzoccato scontò la condanna in un convento di Deliceto. Domani pomeriggio, 22 marzo 2016, si terranno i funerali nella Cattedrale di Foggia. Negli ultimi mesi la Chiesa ha aperto spiragli interessanti riguardo alle questioni legate allapedofilia.

    Lo dimostra il funerale di Jozef Wesolowski, morto ad agosto 2015, mentre era ancora in corso un processo contro di lui per presunti abusi su minorenni e pedopornografia. Il funerale è avvenuto nella cappella del Governatorato vaticano, con rituale laico, senza omelia ma con un lungo momento di silenzio durato una decina di minuti. Un segno di rispetto per le vittime innocenti. La salma di Wesolowski ha poi lasciato il Vaticano per fare ritorno a Cracovia, città d’origine dell’ex vescovo. “Preghiamo per il nostro fratello Jozef, perché il Signore lo liberi dalle tenebre”, si era limitato a dire il celebrante, monsignor Krajewsi, elemosiniere diPapa Francesco. Ma, come detto, nessuna omelia, solo un silenzio imbarazzato. Che la Chiesa stia tentando un nuovo approccio al tema ce lo conferma anche un sacerdote: “Il funerale non va mai negato, ma serve rispetto verso le vittime”. Discorso simile per i suicidi: “La psicologia ci viene incontro. Nessuno può sapere cosa c’era nella mente di quella persona poco prima di togliersi la vita e i parroci non dovrebbero rifiutarsi di celebrare un funerale a chi decide di farla finita”.

    Cosa combinò Mazzoccato: i fatti

    Mazzoccato, in una recente mappa sui preti pedofili tracciata in Italia, risulta essere uno dei tre sacerdoti condannati in provincia di Foggia. Con lui ci sono don Nicolangelo Rossi (Foggia) e don Manfredi Salvatore (Siponto, Manfredonia), entrambi condannati a circa due anni di reclusione con sentenza definitiva. Il caso più grave, però, è proprio quello con protagonista don Mazzoccato, deceduto nelle ultime ore.

    A tre settimane dall’omicidio di Nadia Roccia, a fine anni ’90 Castelluccio dei Sauri tornò sotto i riflettori per le molestie in confessionale avvenute tra il 1989 e il 1996 ad Arpi Nova. Il parroco disse “facciamo in fretta che ho da celebrare messa”, quando vide la funzionaria e l’ispettrice di polizia davanti alla sua abitazione. Pensò che volessero fargli ancora domande su Nadia e sulle due amiche che la uccisero (Annamaria Botticelli e Mariena Sica), notizia della quale preferiva non parlare, tanto da non concedere nemmeno un’omelia al funerale. Davano fastidio quelle due poliziotte a don Giorgio Mazzoccato, parroco dai lunghi capelli grigi che gli scendevano sulle spalle, l’anello al mignolo e la fiammante moto con la quale si faceva notare in giro.

    Ma le due agenti erano lì per un’altra inchiesta: violenza sessuale su bambini. Il parroco era accusato di aver abusato di una decina di ragazzini che andavano da lui in chiesa, che si inginocchiavano nel confessionale o lo seguivano in sagrestia, o magari andavano entusiasti alle gite che il prete organizzava spesso, come pure le partite di pallone. Al momento dell’arresto si rivolse a uno dei tre ragazzi albanesi che ospitava in casa e si raccomandò: “Ricordati di dar da mangiare alle papere. E non dimenticarti di innaffiare l’orto”. Poi alle agenti disse: “Andiamo pure”:

    Quel giorno fu accompagnato in questura, poi lo portarono in carcere. I fatti avvennero ad Arpinova, borgata vicino Foggia, dove lui fu parroco fino al ’96. Gli inquirenti iniziarono ad indagare quando da una procura della Lombardia, dove era in corso un’ampia indagine su violenze ai danni di minorenni, fu inviato un fascicolo dedicato al sacerdote. Il suo nome era venuto fuori lì. La polizia lavorò senza partire da una denuncia, ma poi di ragazzini che riferirono dei loro rapporti con don Giorgio ne sono venuti fuori dieci, e la testimonianza di ognuno sarebbe andata ad incastrarsi perfettamente con quelle degli altri, fino a mettere insieme un quadro di accuse che gli investigatori definirono molto solido. Il prete approfittò spesso dei bambini che frequentavano la parrocchia di Arpinova. In confessionale li avrebbe spinti a parlare di masturbazione o comunque di sesso, e poi ne avrebbe abusato: in sagrestia, nella sua casa, una volta anche senza uscire dal confessionale.

    “E’ un avvenimento doloroso che turba la nostra comunità cristiana, ma siamo sempre fiduciosi nell’operato della magistratura”. Così parlò l’allora arcivescovo di Foggia e Bovino, monsignor Giuseppe Casale. “Siamo tutti profondamente addolorati. È un sacerdote che ha sempre svolto il suo ministero con zelo e carità, in modo che definirei ineccepibile”.

    Ai giornali dell’epoca, una donna che preferì non rivelare il suo nome, disse che la casa di Mazzoccato eraun viavai di bambini della parrocchia che andavano lì a giocare perchè c’erano flipper e biliardini. Ma quando il tempo era bello, sacerdote e bambini andavano in campagna, per il ritiro spirituale. Un’abitudine che il parroco aveva anche ad Arpinova, dove sarebbero avvenute le violenze sessuali.

    La condanna

    Nel gennaio del 2000 don Giorgio Mazzocato (classe ’37), originario della provincia di Treviso ed ex-parroco di Castelluccio dei Sauri, venne condannato a sei anni e mezzo di reclusione per molestie sessuali nei confronti di alcuni minorenni di sesso maschile che all’epoca dei fatti avevano dai 7 ai 12 anni. Scontò interamente la sua pena in un convento di Deliceto, fino al 2007. Nel sito web della diocesi Foggia-Bovino risulta tuttora incaricato nella Casa del Clero di via De Prospero a Foggia.

    Morto prete pedofilo, funerali nella Cattedrale di Foggia. Abusò di minori e fu condannato a 6 anni e mezzo

  • Quel prete anziano, gobbo e pedofilo. Confermata condanna all’ex sacerdote del Sacro Cuore di Foggia

    Quel prete anziano, gobbo e pedofilo. Confermata condanna all’ex sacerdote del Sacro Cuore di Foggia

    Don Nicolangelo Rossi riconosciuto colpevole anche in appello. Il sacerdote salesiano, ex vice parroco della chiesa “Sacro Cuore” di Foggia nel rione Candelaro, fu protagonista di una brutta storia di molestie sessuali durante il 2006. La sua pena è stata ridotta a un anno e mezzo per il riconoscimento dell’attenuante del fatto di lieve entità. L’uomo fu condannato per le molestie ai danni di una bambina avvenute in confessionale nel luglio 2006, durante i giochi estivi.

    Oggi 83enne, don Nicola fu arrestato a maggio del 2007 e messo ai domiciliari per alcuni mesi. Ha sempre protestato la sua innocenza ma invano. In primo grado infatti, fu condannato a 2 anni, 2 mesi e 10 giorni per una delle 4 imputazioni contestate dalla Procura. Sentenza del Gup del Tribunale di Foggia datata 13 maggio 2011. Invece fu assolto dall’accusa di aver molestato altre tre bambine sempre durante le confessioni. Le bambine ridimensionarono notevolmente le proprie accuse dopo iniziale denuncia.

    Michele Vaira, legale di parte civile per i genitori della bambina, ha commentato soddisfatto: “Interessa poco l’entità della pena, quello che premeva era la conferma della colpevolezza del sacerdote ribadita anche in appello. Ribadisco che ho avviato una causa civile per quanto successo, citando come responsabili civili l’istituto salesiano e la parrocchia del Sacro cuore”.

    Le dichiarazioni della ragazzina all’epoca 11enne (molestata la sera del 21 luglio 2006) sono definite “intrinsecamente credibili e attendibili e i suoi genitori non erano affatto alla testa di un complotto, né erano anticlericali, né volevano attaccare l’istituzione ecclesiastica, né pretendevano lauti risarcimenti per il danno subìto dalla loro figlia o per mettere a tacere quanto accaduto”.

    LE MOLESTIE

    Don Nicolangelo Rossi, Pesco Sannita (Bn), sacerdote salesiano nato il 9 ottobre 1931 residente a Vico Equense (Napoli). È lui il protagonista di una vicenda che tenne banco soprattutto tra il 2006 e il 2007.

    Dai ragazzini era definito come “quel prete anziano, un po’ gobbo e con pochi capelli”. Ma alcune delle bambine che all’epoca frequentavano la chiesa “Sacro Cuore”, lo ricordano per ben altri motivi. Una di loro raccontò di essere stata molestata durante una confessione. Don Nicola la faceva stare in piedi toccandola sul costato, sulla coscia e accarezzandola sulla guancia. La minore affermò di essere stata toccata in quell’occasione anche nell’interno. Spiegò che durante la confessione, svolta in occasione del ritiro spirituale, si inginocchiò poggiando la testa fra le gambe del sacerdote. Poi, una volta in piedi, mentre recitava l’atto di dolore, don Nicola con la stessa mano che poneva all’altezza dei suoi genitali, la toccò sul viso e nelle parti intime sulla tuta che indossava.

    Un’altra ragazzina invece, durante il ritiro spirituale, attendeva il suo turno per confessarsi nella stanza di don Nicola. La sua amica che l’aveva preceduta, appena uscita dalla camera del sacerdote, le sconsigliò di entrare, ma non riuscì a dirle altro.

    “Sono entrata e ho chiuso la porta come avevano fatto gli altri bambini prima di me – disse la ragazzina -; don Nicola prima mi ha fatta sedere di fronte a lui, poi mi ha fatta inginocchiare per terra, non c’era l’inginocchiatoio e nemmeno un cuscino e mi ha fatto mettere la testa sulla sedia e lui mi toccava la testa, poi mi ha fatta alzare e mi ha fatto recitare l’atto di dolore. Durante l’atto di dolore mi toccava le gambe, le cosce, la pancia e la farfallina sopra la tuta, mentre tremava e balbettava e teneva la sua mano così (all’altezza dei propri genitali). Nella confessione di prima (svoltasi davanti al confessionale) mi aveva toccato solo le mani e le guance. Dopo l’estate non l’ho più visto don Nicola, c’erano dei nuovi sacerdoti. Non sono andata più in chiesa subito dopo quello che è successo, anche perché era estate, ma non volevo cambiare chiesa, perché andavo con la mia amica, una bambina che non può fare la denuncia perché la nonna sta sempre in chiesa, organizza le attività della parrocchia e le gite e questi fatti non li sa. Un mio amico – raccontò la ragazzina -, mi ha detto che don Nicola anche con i maschi faceva così ed era capitato anche a lui, però i genitori non hanno fatto nessuna denuncia ma gli hanno fatto cambiare chiesa”.

    LA BATTAGLIA DI ALCUNI GENITORI

    Il 22 luglio, il giorno dopo la molestia ai danni della ragazzina di 11 anni, episodio per il quale don Nicola è stato condannato, i genitori si recarono da don Pino Ruppi, parroco del “Sacro Cuore”. Papà e mamma della bambina registrarono la conversazione che oggi è agli atti.

    “Intendo andare avanti nella cosa – disse il papà al parroco -. Io ho anche la grande (la figlia maggiore della coppia, ndr) che trova già difficoltà nel concetto di chiesa. Cioè le abbiamo fatto capire ma lei non crede più, non crede non in Cristo, non crede in chi opera in Cristo, cioè sotto l’abito che si porta si celano persone malvagie… Che cosa facciamo? Buttiamo a terra l’operato di don Bosco? Io che ero contento fino a ieri sera di sapere mia figlia in un ambiente come questo…”

    La mamma: “Io so di un’altra bambina che prima di ricevere la comunione è stata toccata, le bambine sia mia figlia che mia nipote sono rimaste tutte scandalizzate. Proprio a Laura (nome di fantasia) le ha toccato il seno, se l’è palpata per bene e Laura da allora non va più in chiesa”.

    LE PAROLE DI DON PINO

    Il parroco della chiesa ha sempre scelto la via diplomatica mostrando, però, massima vicinanza ai genitori delle bambine. In una registrazione, don Pino disse: “C’è nei confronti di don Nicola una stima anche per quello che lui ha fatto come sacerdote, sono dodici anni che è presente qui, quindi da molta gente io l’ho sentito sempre come una persona stimata. Ma quando ho saputo, l’ho subito sospeso dalle confessioni”. Poi don Nicola venne mandato a “fare gli esercizi”. Durante l’intercettazione, don Pino spiegò che si trattava di “esercizi spirituali, giorni di ritiro. Ora sta a Capognano in provincia di Napoli. Sta lì a fare gli esercizi… adesso ritornerà sabato perché deve seguire, ora l’ispettore (il padre provinciale chiamato così dai salesiani, ndr) passa di qui e domani va agli esercizi per dargli la decisione che ha preso. Ecco perché io ho pensato, è giusto che prima di… saluta anche voi”.

    POSSIBILI DANNI PSICOLOGICI

    Tra gli atti più importanti del processo c’è senza dubbio la consulenza psicologica. Dalle considerazioni dell’esperta, a seguito di precisi test, emerse che una delle bambine “prova senso di solitudine e di apprensione perché si sente poco apprezzata e valorizzata, teme di essere abbandonata e di soccombere, si sente minacciata, e spera di trovare rifugio e protezione in un luogo sicuro. Ha una bassa autostima, ha bisogno di aiuto, cerca appoggio e consolazione perché si sente sola ed è incapace di superare da sola una crisi. Emerge comunque tendenza a proiettarsi verso situazioni positive in cui può realizzare i bisogni di socialità”. Inoltre, sempre secondo la psicologa, “la bambina non si attiva per incontrare persone nuove ed è restia ad aprirsi a nuove esperienze relazionali. È timida e riservata, ha difficoltà di comunicazione sia con gli adulti che con i pari età. Va perciò molto sollecitata a partecipare alle discussioni libere e guidate. Mostra difficoltà ad esprimere il proprio pensiero e tende a conformarsi agli altri piuttosto che a far valere il proprio punto di vista”.

    LA DIFESA DI DON NICOLA

    Il 17 dicembre 2009 venne ascoltato don Nicola. In quel periodo il prete era già stato trasferito e risiedeva a Vico Equense. Nell’interrogatorio negò ogni coinvolgimento protestando la sua assoluta innocenza: “Non ricordo le bambine che mi hanno denunciato – affermò al Pubblico Ministero -. Ho confessato centinaia di ragazzini senza intrattenere rapporti particolari con alcuno. Sono stato operato di prostata nel dicembre 2004 e, da allora, ho accusato una disfunzione erettile ed è regredito il mio desiderio sessuale che è scomparso del tutto. Per altro soffro da anni di ipertensione arteriosa che, però, non ha inciso sul mio desiderio sessuale e sulla funzione erettile che sono state irrimediabilmente pregiudicate dall’intervento alla prostata nel dicembre 2004. Inoltre nel 2006 ho subìto un infarto e mi hanno sostituito 3 bypass”.

    In realtà, la consulenza medico legale espletata dal dottor Stefano D’Errico ha evidenziato, con argomentazioni di carattere medico, non solo che gli abusi denunciati dalle minori erano pienamente compatibili con lo stato di salute di don Nicola ma anche che proprio le modalità degli abusi denunciati erano riconducibili al desiderio sessuale che, non solo era indipendente dalla capacità sessuale dell’interessato, ma non era venuto affatto meno a causa delle operazioni chirurgiche subite dal prete.

    Confermata condanna a don Nicola Rossi, prete pedofilo del Sacro Cuore di Foggia. Ecco l’inchiesta

  • Toccamenti in chiesa, condannato a 2 anni prete salesiano

    Toccamenti in chiesa, condannato a 2 anni prete salesiano

    venerdì 13 maggio 2011 14:3:33

    FOGGIA – E’ stato condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione per violenza sessuale don Nicolangelo Rossi, il prete salesiano di 79 anni originario di Pesco Sannita (in provincia di Benevento). I fatti risalgono al 2006, quando quattro bambine raccontarono di essere state toccate nelle parti intime dal viceparroco della chiesa del Sacro Cuore Gesù di Foggia nel confessionale. Il giudice monocratico del tribunale di Foggia, Antonio Diella, ha accolto in parte le richieste del pm Vincenzo Bafundi che aveva chiesto una condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione, così come gli avvocati delle famiglie delle bambine Michele Vaira, Michele Sodrio e Sergio Cangelli. (Fg/02)

    www.ilgrecale.it/news/2011/toccamen…esiano-3796.asp

  • La malattia dei Salesiani

    La malattia dei Salesiani

    Il caso di Riccardo Seppia e la divulgazione delle sue intercettazioni telefoniche ha aperto un quadro allucinante. Il salesiano è stato descritto come satanista, omosessuale dedito a droghe e festini, malato di sesso e pedofilo. Di fronte al pubblico ministero l’uomo ha confessato di essere un assassino, e di aver continuato a vivere una vita dissoluta stante la sua sieropositività e il rischio di contagio per tutti i partner sessuali.

    Cosa accade ai Salesiani? Seppia non è il solo caso. Il 14 maggio scorso il Corsera pubblicava la condanna di primo grado a Nicolangelo Rossi, salesiano di 79 anni, originario del beneventano. Il Rossi è stato dichiarato colpevole di reati pedofilia ai danni di alcune bambine presso una parrocchia di Foggia.

    In queste ore si indaga l’ordine dei Salesiani anche in Chile dove Audìn Araya, l’ex rettore del collegio salesiano di Conceptiòn, è denunciato per aver offerto copertura ad un suo prete,che ha fatto vittime tra i minori di una parrocchia in età compresa tra i 15 e i 17 anni. Un caso gravissimo. Il salesiano Rimsky Rojas, suicidatosi nel marzo scorso, era accusato di circa 80 violenze. (articolo da La Nacion.cl). Anche il caso del prete Karadima continua a far discutere.

    Sono inoltre famosissimi i casi di pedofilia negli states, che hanno vista coinvolta la Società Salesiana. Nel 2008, infatti, l’arcidiocesi di Los Angeles spese 19,5 milioni di dollari per chiudere 17 cause per molestie sessuali e “padre Jim” lo ricorderà per un pezzo. In Italia invece risalgono al 2007 le indagini che hanno coinvolto la comunità del liceo salesiano di Valsalice (Torino), seguite dalle più recenti indagini per abusi sulla Diocesi di Milano.

    Come sapete questo sito si interessa principalmente dei casi riguardanti i pedofili laici, perché i casi concernenti i religiosi sono alimentati da un mangiapretismo che sbuffa nuvole di fumo a copertura dell’intera legione dei pedofili planetari. La politica è inaffidabile, da Giovannardi a Vendola, passando per i trascorsi del radicale Pannella e l’ex deputato Grillini. Tutto ciò nonostante ho voluto questo articolo oggi per chiedere, da cattolica, che la Chiesa di Roma prenda una posizione sulle dichiarazioni inquietanti del salesiano capo per l’Olanda Herman Spronck.

    L’Olanda è il paese liberticida della permissività quindi, anche se i reati di pedofilia sono puniti, sono invece permesse tutte le attività connesse con la “cultura della pedofilia”. Il caso è quello del prete salesiano “padre Van B.”, già condannato per ben due volte per atti osceni e membro di una organizzazione che chiede la liberalizzazione della pedofilia. Il superiore Spronck si è dichiarato di tutto informato e di non aver ritenuto necessario espellere il pedofilo militante dall’Ordine Salesiano. Nelle sue dichiarazioni Spronck è andato molto oltre.

    Copio e incollo le sue dichiarazioni dal blog “Messa in Latino”, che intitola “Pedofili salesiani, fieri di esserlo”:

    • Che cosa pensa delle relazioni sessuali tra adulti e bambini [sic: “kinderen”], andrebbero consentite?
      P. Spronck: Ci sono naturalmente alcune norme sociali alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente [sic: “formeel”] dirò sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose.
    • Lei pensa che relazioni tra adulti e bambini non sono necessariamente dannose?
      P. Spronck: Le faccio un esempio di ciò. Sono stato una volta avvicinato da un ragazzo di 14 anni che aveva una relazione con un religioso più anziano. La cosa non era più consentita e il ragazzo ne era davvero scosso, persino ferito. Diceva: “Padre Herman, ma perché volete proibirlo?”. Bene, che cosa diresti a un ragazzo così?
    • Dunque, queste relazioni tra adulti e bambini dovrebbero essere consentite?
      Personalmente, non condanno a priori [“per definitie”] le relazioni tra adulti e bambini. Conosce Foucault? E’ un filosofo. Conosce i suoi scritti? No? Forse dovrebbe leggerli, specialmente l’introduzione alla Parte Quarta. Dipende dal bambino. Non dovremmo considerare l’età così rigidamente. Non si dovrebbe mai violare la sfera personale di un bambino se il bambino non lo desidera, ma quello ha a che fare col bambino stesso. Ci sono anche bambini che, loro stessi, indicano che si può fare. Il contatto sessuale è allora possibile.

    Sembra di leggere un testo del pedofilo ideologo Richard Gardner. Invece si tratta di un prete.

    Il salesiano Spronck è delegato per l’Olanda con incarico diretto dal superiore dal Belgio, luogo ameno in cui la magistratura chiese e ottenne l’arresto per un giorno dell’intera conferenza episcopale, profanando tombe e sequestrando pc e telefonini. Sulla questione belga, sempre dal blog Messa in Latino, si può leggere questo articolo.

    Nelle dichiarazioni di Spronck in Olanda, come nei suoi superiori in Belgio e tra gli autori dell’osceno “catechismo” del 1997, la Chiesa non è più la stessa. Nelle parole del superiore salesiano non c’è soltanto eresia, ma anche tutti i segni della corruzione dati con un falso pietismo verso le vittime. Il ragazzo del racconto è evidentemente oggetto di una coercizione psicologica, e la sola cosa da dirgli senza peli sulla lingua è: “Ora tu sei libero”.

    Spero sinceramente che queste ultime vicende convincano i timorosi nella Chiesa, della necessità di far vera pulizia in seno agli ordini del clero e dentro le parrocchie. Ad iniziare con i Salesiani in Italia e Olanda, ad esempio. Sono convinta che anche Don Bosco ne sarebbe soddisfatto…

    Loredana Morandi
    fonte articolo originale (completo di link) andare sul blog “giustiziaquotidiana”


    www.giustiziaquotidiana.it/dblog/articolo.asp?articolo=4686
    il link va messo sempre, e va messo a cura di chi inserisce il post.

  • Molestie a bambine Chiesti 4 anni e 6 mesi di condanna per sacerdote

    Molestie a bambine Chiesti 4 anni e 6 mesi di condanna per sacerdote

    FOGGIA – La Procura chiede la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione di don Nicolangelo Rossi, 79 anni, originario di Pesco Sannita (in provincia di Benevento), l’ex vice parroco del «Sacro Cuore» accusato di atti sessuali su quattro bambine che sarebbero state molestate dall’anziano sacerdote, nell’estate 2006, mentre si confessavano nella chiesa al rione Candelaro.

    Il pm Vincenzo Maria Bafundi ha parlato per oltre un’ora ieri mattina nella lunga udienza celebratasi a porte chiuse davanti al gup Antonio Diella, in quanto la difesa ha optato per il processo abbreviato condizionato alla trascrizione di un colloquio registrato tra i genitori di una delle presunte vittime ed un altro sacerdote, all’insaputa di quest’ultimo. L’udienza, iniziata poco dopo le 9, è proseguita sino alle 13.30 con requisitoria del pm e arringhe degli avvocati di parte civile Michele Sodrio, Michele Vaira, Sergio Cangelli, Antonio Bove e Antonio Leonardo, che tutelano gli interessi delle 4 minorenni e dei loro genitori e che hanno chiesto la condanna del prete e risarcimento per circa oltre 500mila euro complessivi (degli interventi delle parti civili riferiamo a parte, ndr).

    L’udienza è stata rinviata a marzo per dar spazio alla difesa, con gli avv. Franco e Donatella Ventarola che solleciteranno l’assoluzione del sacerdote: come si può credere – sarà uno degli argomenti difensivi – che quattro ragazzine siano state molestate durante la confessione in una chiesa molto affollata in quell’estate del 2006 perchè la Parrocchia aveva organizzato i giochi estivi, e nessuno se ne sia reso conto? Don Rossi, che da tempo non vive più a Foggia, anche ieri non era presente in aula.

    Il sacerdote si dice innocente: per questa vicenda fu arrestato nel maggio 2007 dagli agenti della sezione reati contro la persona della squadra mobile, posto ai domiciliari dove rimase per quattro mesi quando il gip lo rimise in libertà. Il pm, considerata l’età e lo stato d’incensuratezza del sacerdote, ha chiesto al gup di concedere all’imputato le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante di aver abusato della suo funzione di ministro del culto e del fatto che le minorenni gli erano state affidate.

    Parlando per oltre un’ora il pm Bafundi, che coordinò le indagini della polizia e nell’aprile di un anno fa chiese il rinvio a giudizio del sacerdote, ha ripercorso le tappe dell’inchiesta e si è soffermato sul racconto delle quattro vittime, ribadito nel giugno 2007 nel corso dell’incidente probatorio svoltosi davanti a tutte le parti processuali interessate: in quella circostanza le minorenni ribadirono d’essere state toccate mentre si confessavano al «Sacro cuore» con don Nicolangelo. Dichiarazioni convergenti quelle delle vittime – ha ricordato il pm – e che escludono la possibilità che si siano accordate per calunniare il sacerdote, nei confronti del quale peraltro non avevano motivi di rancore. Bisogna credere alle bambine – ha detto il pm chiedendo la condanna del sacerdote – perchè i loro sono racconti spontanei, convergenti e riscontrati dalle indagini della squadra mobile. Quali riscontri? Le reazioni immediate delle ragazzine subito dopo essere state molestate nel confessionale, confermate da alcuni testi. E che le minorenni non abbiano inventato nulla, lo dimostra anche – nell’ottica accusatoria – la consulenza psicologica alla quale furono sottoposte durante le indagini preliminari proprio su ordine della Procura, con gli psicologi che hanno confermato l’attendibilità delle vittime.
    15 Febbraio 2011

    www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…1&IDCategoria=1

    Durissimo attacco delle parte civili: «Don Nicola non merita attenuanti»
    Ha parlato anche di «congiura del silenzio» l’avv. Michele Sodrio, legale di parte civile per una delle quattro bambine che sarebbero state molestate da don Nicolangelo Rossi, nel chiedere ieri mattina la condanna del sacerdote e un risarcimento di 250mila euro: 200mila euro per la bambina, 50mila per i genitori. A dire del legale altri sapevano nella chiesa del «Sacro cuore» dei comportamenti dell’imputato, prim’ancora che le denunce delle bambine e l’indagine di Procura e squadra mobile portasse all’arresto del sacerdote. Per l’avv. Sodrio, contrariamente a quanto sostenuto dal pm, don Nicolangelo Rossi non merita la concessione delle attenuanti generiche «perchè i fatti sono gravissimi: parliamo di bambine molestate da un sacerdote al quale erano state affidate per confessarsi».

    La parte civile concorda invece col pm nel rimarcare l’attendibilità delle vittime: dichiarazioni convergenti, spontanee, ribadite nell’incidente probatorio. Nel motivare la richiesta di danni così alta, l’avv. Sodrio ha parlato dei danni psicologici subiti dalla bambina tuttora turbata, tanto da avere difficoltà a dormire. L’avv. Michele Vaira, il legale della bambina la cui denuncia diede il via all’inchiesta giudiziaria, ha anticipato che l’eventuale risarcimento (non ha quantificato i danni) verrà devoluto in beneficenza, come annunciato sin dal primo momento dai genitori della bambina che per primi presentarono denuncia in Procura. In arringa l’avv. Vaira, per chiedere la condanna di don Nicolangelo Rossi, si è soffermato a lungo su quanto dichiarato da un altro sacerdote della parrocchia del «Sacro cuore».

    A pubblico ministero e difensori che lo interrogarono nel corso delle indagini, il testimone escluse di aver mai sentito voci imbarazzanti sul conto del vice parroco; ma quando parlò con i genitori della bambina molestata (registrarono il colloquio all’insaputa del prete, registrazione entrata negli atti processuali) il testimone – ha rimarcato l’avv. Vaira – disse bel altro, confermò di aver sentito voci su don Nicolangelo; d’aver informato i superiori; e che li avrebbe subito avvertiti di quella denuncia. Per l’avv. Vaira il sacerdote («è il nostro miglior teste d’accusa») diceva la verità quando parlava con i genitori della vittima: se così non fosse, perchè mai avrebbe dovuto confermare ai genitori della bambina che circolavano voci imbarazzanti sul collega?

    Il legale nei prossimi giorni depositerà anche una memoria difensiva per ribadire la richiesta di condanna del prete e chiedere che non gli vengano concesse le attenuanti generiche: «ha negato l’evidenza delle prove, non ha mai chiesto scusa, non merita attenuanti» dice l’avv. Vaira alla «Gazzetta». Sia Sodrio che Vaira ribadiscono che, in caso di condanna del sacerdote, avvieranno subito una causa civile contro l’Opera don Bosco dei salesiani di Roma e la parrocchia Sacro Cuore per chiedere loro il risarcimento danni, quali «datori» di lavoro del prete.
    15 Febbraio 2011

    www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…DNotizia=404419

    Le tappe. Dalla denuncia al processo
    9 agosto 2006 I genitori di una bambina presentano un esposto in Procura, denunciando che la figlia è stata molestata da un prete mentre la confessava nella chiesa del «Sacro Cuore».

    11 maggio 2007 Don Nicolangelo Rossi, ex vice parroco della chiesa foggiana, arrestato a Taranto dalla squadra mobile foggiana su ordinanza del gip che lo manda ai domiciliari per atti sessuali su minorenni in un istituto salesiano della Campania: il prete respinge le accuse.

    17 giugno 2007 Incidente probatorio in Tribunale per interrogare le 4 presunte vittime: confermano d’essere state toccate dall’indagato.

    24 settembre 2007 Il gip rimette in libertà don Nicolangelo Rossi, imponendogli l’obbligo di dimora a Vico Equense.

    Giugno 2008 Revocato anche l’obbligo di dimora.

    6 aprile 2010 Dopo quasi quattro anni di indagini e una consulenza psicologica per verificare l’attendibilità delle presunte vittime, il pm Vincenzo Maria Bafundi chiede il rinvio a giudizio di don Rossi per atti sessuali su 4 minorenni.

    19 maggio 2010 Inizia l’udienza preliminare davanti al gup Antonio Diella, subito rinviata. Si costituiscono parte civile contro il sacerdote le 4 bambine e i loro genitori.

    30 giugno 2010 La difesa di don Rossi annuncia che chiederà il processo abbreviato davanti allo stesso gup.

    21 luglio 2010 Le parti civili chiedono di poter citare nel giudizio in corso, ai solo fini della responsabilità civile, Opera don Bosco e parrocchia Sacro cuore quali «datori di lavoro» dell’imputato; la difesa si oppone.

    22 settembre 2010 Il gup accoglie la richiesta delle parti civili di citare salesiani e parrocchia.

    7 febbraio 2011 Opera don Bosco e Sacro Cuore estromesse dal processo su richiesta del loro legale: non poterono partecipare all’incidente probatorio quando si formò la prova. Per la parte civile è importante comunque la decisione del gip di poterle citarle in giudizio: preannunciano l’avvio di una causa civile contro Salesiani e sacro Cuore.

    14 febbario 2011 Il pm chiede 4 anni e 6 mesi per don Rossi; richiesta di condanna ribadita anche dai legali delle 4 bambine che sarebbero state molestate.
    15 Febbraio 2011

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/not…DNotizia=404420

  • ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    Molestie nel confessionale, slitta di un mese l’udienza al sacerdote
    Il gup deve anche pronunciarsi sull’istanza difensiva di citare l’Arcidiocesi

    E’ destinata a saltare l’udienza preliminare prevista per mercoledì 19 maggio al sacerdote don Nicolangelo Rossi, 79 anni originario di Benevento, accusato di aver molestato quattro ragazzine nel confessionale, mentre le confessava nell’estate del 2006 nella chiesa del «Sacro Cuore» al rione Candelaro. Il prete, che per questa vicenda fu anche arrestato dalla squadra mobile nel maggio del 2007 e posto ai domiciliari dove rimase quattro mesi, si dice innocente.

    Il gup che deve celebrare l’udienza preliminare Antonio Diella – è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta della Procura di rinviare a giudizio il prete per atti sessuali su 4minorenni e su quella di proscioglimento avanzata dalla difesa – sarà impegnato nei prossimi giorni in un corso a Roma del Consiglio superiore della magistratura, da qui la necessità di rinviare l’udienza. Se ne riparlerà a giugno, anche se la data non è stata ancora decisa.

    Nelle more dell’udienza preliminare, il gup dovrà anche decidere sull’istanza dell’avv. Mi – chele Sodrio , legale di parte civile per i genitori di una delle quattro presunte vittime del sacerdote. Il legale si costituirà in udienza contro don Nicolangelo Rossi, e su questo non ci sono problemi; ma ha anche chiesto al gip di essere autorizzato a citare in giudizio come responsabili ci vili, ai fini del risarcimento danni, sia l’Arcidiocesi di Foggia, sia l’istituto superiore dei Salesiani quali «datori di lavoro» dell’imputato.


    Gran parte delle notizie contenute in questo articolo non sarebbe stato possibile pubblicarle qualora fosse già entrato in vigore il cosiddetto «disegno di legge Alfano sulle intercettazioni» che nell’attuale versione proibisce la diffusione del contenuto, anche per riassunto, di qualunque atto giudiziario.

    http://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it….&view=ZW50aXR5

  • Shock a Foggia: così don Nicola ci molestava

    Shock a Foggia: così don Nicola ci molestava

    FOGGIA – E’ successo qualche cosa di particolare che ti ha turbato durante questa confessione con don Nicola? chiede il gip alla bambina.

    «Sì, mi accarezzava e piano piano voleva andare giù, però io mi allontanavo sempre». Di questa situazione hai parlato con qualche amica, di questo fatto che era avvenuto con don Nicola?

    «Sì, con…» e la piccola fa un nome..

    E la tua amica ti ha raccontato qualcosa che era successo a lei?

    «Sì, la stessa cosa mia: il prete l’accarezzava e voleva andare giù, a lei faceva la stessa cosa che aveva fatto a me».

    È questo il segreto che si scambiavano le bambine su don Nicola, l’anziano prete della parrocchia del «Sacro Cuore», al rione Candelaro a Foggia. E sono proprio le dichiarazioni di quelle cinque bambine, tra presunte vittime e testimoni indiretti, la principale prova in mano alla Procura che ha chiesto il rinvio a giudizio di don Nicolangelo Rossi, 79 anni, originario di Benevento, accusato di molestie sessuali su quattro bambine, tutte avvenute secondo l’accusa nell’estate del 2006, quando prestava la sua opera spirituale presso il «Sacro cuore»: per questa vicenda il sacerdote fu arrestato l’11 maggio del 2007 e posto ai domiciliari, dove rimase sino al settembre successivo. Oggi come allora, don Nicola (che da tempo ha lasciato la chiesa del Sacro Cuore e Foggia) respinge con sdegno le accuse, che secondo il suo legale non sarebbero sorrette da prove certe

    È il 18 giugno del 2007 quando nel Tribunale di Foggia si ritrovano per l’incidente probatorio, che serve ad acquisire la prova prima del processo, da una parte le bambine e i loro genitori, e dall’altro il gip Rita Curci che conduce l’interrogatorio, insieme al pm, i difensori di parte civile e i legali del sacerdote che quel giorno rinunciò a presenziare all’udienza. Le bambine, una per volta, parlano dei giochi estivi organizzati dalla parrocchia «Sacro cuore» (in prima fila nel volontariato e nell’aiutare tanti giovani ad allontanarsi dalla strada in un quartiere a rischio come Candelaro), e poi delle confessioni con i sacerdoti, soprattutto con quello più anziano, che le minorenni chiamavano don Nicola.

    «Stavamo giocando, era pomeriggio e ci vennero a chiamare dei ragazzi perché dovevamo confessarci, a me mi mandarono da don Nicola», tetsimonia una delle presunte vittime del sacerdote.

    Dov’è avvenuta questa confessione? All’aperto, in una stanza? le domanda il gip Rita Curci.

    «In chiesa, all’interno del confessionale. Chiesi a don Nicola se dovevo mettermi in ginocchio o in piedi, lui disse in piedi. A metà confessione ha cominciato a toccarmi e non ho avuto il coraggio di andarmene perché mi teneva con una mano e con l’altra mi toccava. Poi abbiamo finito la confessione e me ne sono andata»

    Senti, tu con don Nicola non ti eri mai confessata prima di questa volta?

    «Con lui avevo fatto la mia prima confessione dieci giorni prima della comunione, ma non mi aveva fatto niente».

    C’è qualche altra bambina che ti ha fatto una confidenza di questo tipo?

    «Sì, è… Mi ha raccontato che il sacerdote l’aveva toccata da tutte le parti, era successo una sola volta. Quando me l’ha detto ancora non mi era successa questa cosa».

    Anche un’altra bambina quel giorno confermerà al giudice: «Una mia amica mi ha detto d’essere stata toccata da don Nicola. Come mi era sembrata? Stupita, non poteva immaginare che don Nicola potesse fare una cosa del genere».

    Altre due bambine confermarono durante l’incidente probatorio le «attenzioni» dell’anziano sacerdote («mi accarezzava e piano piano voleva andare giù, però io mi allontanavo sempre e ho interrotto la confessione» racconta una di loro). Ma c’è anche una minorenne che non vide nulla di lascivo in quelle carezze: «Don Nicola ci chiedeva i peccati, mi mise la mano sul fianco e mi dava le carezze qua sul viso».

    A te dava fastidio questa cosa, ti ha provocato turbamento? la domanda del gip.

    «No, non mi dava fastidio» ha risposto la bimba.

  • Abusi nel confessionale chiesto a Foggia il giudizio per un prete

    Abusi nel confessionale chiesto a Foggia il giudizio per un prete

    FOGGIA – A tre anni dall’arresto è stata fissata per il prossimo 19 maggio l’udienza preliminare nei confronti del prete accusato di atti sessuali su minorenni, per le presunte molestie avvenute nella chiesa del «Sacro Cuore»: mentre confessava 4 ragazzine il sacerdote le avrebbe toccate e si sarebbe toccato.

    La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di don Nicolangelo Rossi – 79 anni, originario di Benevento – che nell’estate 2006, epoca cui si riferiscono le accuse, era in servizio nella parrocchia del «Sacro Cuore» al rione Candelaro di Foggia.

    Il prete fu arrestato dalla Squadra mobile l’11 maggio 2007 (all’epoca del fermo viveva in un istituto salesiano del Tarantino), e posto ai domiciliari in un altro istituto salesiano di Castellammare di Stabia (Napoli) su ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice di Foggia.

    Quattro mesi dopo, il 24 settembre 2007, il Tribunale revocò gli arresti domiciliari e impose al sacerdote l’obbligo di dimora a Vico Equense, sempre in provincia di Napoli. Nel giugno 2008 anche questo obbligo fu revocato. Il sacerdote si dichiara innocente: al momento non è noto se i difensori, gli avvocati Franco Ventarola e Aldo Scippa, opteranno per il giudizio abbreviato quando tra un mese si svolgerà l’udienza preliminare davanti al giudice Antonio Diella.

    I familiari di una delle 4 presunte vittime si costituiranno parte civile con l’avvocato Michele Vaira che lamenta anche il presunto silenzio dei superiori dell’imputato.

  • Pedofilia: malumori cattolici, reazioni e nuove rivelazioni

    Pedofilia: malumori cattolici, reazioni e nuove rivelazioni

    (per tutti i links andare all’articolo originale, ndr)

    Lo scandalo-pedofilia continua a tenere banco. I malumori serpeggiano, e non sono ormai limitati soltanto all’eterno dissidente Hans Kung, del quale Repubblica ha pubblicato ieri l’articolo Benedetto XVI ha fallito, i cattolici perdono la fiducia. Di “strategia fallimentare” parla anche la BBC, citando esponenti cattolici. In Germania, il paese natale di Joseph Ratzinger, le apostasie stanno aumentando a ritmo allarmante: la diocesi di Friburgo ha comunicato che 2.711 fedeli hanno lasciato la Chiesa nel solo mese di marzo, una cifra più che doppia rispetto allo stesso mese del 2009; 2676 invece le defezioni nella diocesi di Rottenburg-Stoccarda, molte più che a gennaio (921) e febbraio (1.011).
    Di fronte al malumore dei fedeli, il papa ha invitato ieri la Chiesa a fare “penitenza”. Ma la Chiesa ha anche deciso di serrare le fila, pur a costo di suscitare nuove polemiche. Il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, per esempio, ha fatto cancellare la rubrica delle “lettere dai lettori” del settimanale diocesano Vita Nuova soltanto perché aveva ospitato le lettere di nove sacerdoti “controcorrente”: Claudio Magris ha scritto una lettera aperta al vescovo, il quale gli ha risposto definendo la soppressione “una salutare provocazione”, anche perché il giornale “vende poco e costa alla poverissima Diocesi di Trieste una barca di soldi”.
    Tornando alla questione degli abusi sessuali commessi da sacerdoti, nuove rivelazioni continuano ad aggiungersi. La Associated Press ha elencato l’altro ieri trenta casi di sacerdoti cattolici accusati di abusi sessuali che sono stati trasferiti in altro luogo. Due di questi sono finiti in Italia: padre Mario Pezzotti, ‘attivo’ in Amazzonia, ora residente a Parma, e don Vijay Vhaskr Godugunuru, trasferito presso la diocesi di Montepulciano. Su quest’ultimo caso La Libre rileva il silenzio del Vaticano: il vescovo, mons. Rodolfo Cetoloni, si difende affermando alla AP che non gli erano state date “sufficienti evidenze per provare le accuse”. A Foggia, don Nicolangelo Rossi è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver palpato quattro ragazzine in un confessionale. Il 24 maggio comincerà invece il processo contro Don Luciano Massaferro, arrestato lo scorso dicembre e difeso a spada tratta dal vescovo (cfr. Ultimissima del 29 dicembre 2009). Il sito francese Golias ha nel frattempo rintracciato e pubblicato una lettera del 1991 dell’allora prefetto della Congregazione del Clero, il cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos, con la quale il porporato si congratulava con il vescovo di Bayeux, mons. Pierre Pican, fresco di condanna a tre mesi per non aver denunciato un prete pedofilo: il porporato si congratulava con lui per aver “agito bene”, preferendo rischiare la prigione piuttosto che denunciare “il suo figlio-prete”. Il Vaticano ha rilasciato in proposito una nota ambigua: “Questo documento è una riprova di quanto fosse opportuna l’unificazione della trattazione dei casi di abusi sessuali di minori da parte di membri del clero sotto la competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, per garantirne una conduzione rigorosa e coerente, come avvenne infatti con i documenti approvati dal Papa nel 2001″.
    Non mancano tuttavia le reazioni: Radio Vaticana ha diffuso le dichiarazioni di padre Thomas Brundage, vicario giudiziale dell’arcidiocesi di Milwaukee dal 1995 al 2003, che ha accusato di “antipapismo” il New York Times per aver voluto affidarsi alle “menzogne di mons. Rembert Weakland, il grande accusatore, una persona fatta passare per testimone credibile, costretto a lasciare la guida dell’arcidiocesi di Milwaukee dopo il coinvolgimento in una storia omosessuale con un ex studente di teologia”.
    In questo difficile momento le gerarchie ecclesiastiche possono comunque sempre contare sul sostegno della politica italiana: il presidente Giorgio Napolitano, in occasione degli 83 anni di Benedetto XVI, compiuti oggi, ha fatto pervenire al papa la sua “profonda considerazione per il suo alto magistero”. Il consiglio dei ministri ha invece espresso “solidarietà per l’inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa”.

    Il Vaticano ai ferri corti con il mondo 
    di Alessandro Capece [15 apr 2010]

    Le denunce degli abusi sui minori sono in costante aumento. Le strategie adottate finora per riprendere in mano il gregge allo sbando si sono rivelate inefficaci. Le gerarchie ecclesiastiche sembrano smarrite davanti alla scelta tra riconoscere le proprie colpe, ammettendo implicitamente che gli abusi sono stati occultati, e denunciare i colpevoli alla magistratura, concorrendo alla distruzione definitiva della sua immagine, oppure continuare a sorvolare.
    Addossare la colpa agli omosessuali è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Segretario Generale della Conferenza dei vescovi cattolici ha precisato – riporta il Telegraph – che la pedofilia non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale e che l’abuso è una fissazione che nasce dalla difficoltà di sviluppare relazioni mature con gli adulti e dalla conseguente necessità di focalizzare le pulsioni sessuali sui bambini.

    Un attivista di “Outrage!”, l’associazione che difende le vittime della pedofilia, ha aggiunto che arroccarsi in una difesa aggressiva mentre il gregge scappa danneggia la reputazione della Chiesa più degli attacchi che subisce.

    La rabbia dei fedeli per quello che sta accadendo – riporta il sito Voz Nueva (www.lavozcolorado.com) – ha fatto crescere il numero dei detrattori del Papa, scioccati dalla constatazione che la Chiesa ha tenuto nascosto i suoi scheletri nell’armadio chissà per quanto tempo senza curarsi minimamente di punire i colpevoli e risarcire le vittime.

    Questa inarrestabile crisi di fiducia non può avere che due sbocchi: un rinnovamento profondo della Chiesa Cattolica o la perdita definitiva del suo prestigio.

    http://www.uaar.it/news/2010/04/16/pedofilia-malumori-cattolici-reazioni-nuove-rivelazioni/

  • Foggia. Abusi nel confessionale. Condannato a 2 anni e 2 mesi don Nicolangelo Rossi, A giudizio i Salesiani

    Foggia. Abusi nel confessionale. Condannato a 2 anni e 2 mesi don Nicolangelo Rossi, A giudizio i Salesiani

    FOGGIA, sabato 12 maggio 2007 – ORE 12.37
    Avrebbe molestato bambine, arrestato sacerdote

    Avrebbe molestato alcune bambine quando si andavano a confessare da lui. Un sacerdote della parrocchia Sacro Cuore, don Nicola Rossi, 75 anni, originario della provincia di Benevento, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. L’uomo si trova ora ai domiciliari in un istituto dei salesiani in Campania.

    L’arresto, disposto dal gip del Tribunale di Foggia Rita Curci, su richiesta del pm Vincenzo Bafundi, è stato eseguito ieri a Taranto dove il sacerdote si era trasferito da un po’ di tempo. I fatti risalirebbero al 2006. Le indagini sono partite dalla denuncia di alcune bambine che hanno raccontato di aver ricevuto attenzioni moleste dal sacerdote, durante il corso di catechismo per la prima comunione.

    Una bambina in particolare avrebbe raccontato in lacrime alla madre cosa sarebbe avvenuto nel confessionale. E’ scattata la denuncia, le indagini, poi altri casi, a lungo vagliati dagli inquirenti con il supporto di assistenti sociali. Una brutta storia. Don Nicola era molto conosciuto non solo in parrocchia ma anche nell’intera città. Sulla vicenda c’è il massimo riserbo, soprattutto in parrocchia. Una parrocchia di frontiera conosciuta proprio per il suo servizio ai minori, tanti dei quali sottratti alla strada con l’opera dell’oratorio.

    Daniela Zazzara