Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Novara

  • Abusi, già 5 anni fa lettera di accuse contro don Gabriele

    Abusi, già 5 anni fa lettera di accuse contro don Gabriele

    di Maria Fiore

    PAVIA. Le presunte molestie nel collegio “Don Bosco”, su cui sta indagando la procura di Pavia, furono segnalate già cinque anni fa, nel 2008. A denunciarle, con una lettera, uno studente universitario di Medicina a Pavia che era ospite in quel periodo del collegio pavese. La lettera non si trova più. Ma il ragazzo, che oggi ha 31 anni ed è originario di Trento, ne parla con la polizia giudiziaria, che lo scorso febbraio mette nero su bianco il suo racconto, ora nelle mani della procura pavese, a cui il tribunale di Rimini ha trasmesso gli atti. Il verbale contiene nuove accuse per il sacerdote salesiano ed ex economo del collegio “Don Bosco”, Gabriele Corsani, già condannato tre giorni fa a Rimini per le presunte molestie su un ex allievo che sarebbero avvenute in un albergo in Romagna. Le nuove contestazioni sono relative a presunte molestie di cui sarebbe rimasto vittima lo stesso studente ma, secondo quanto riferito dal ragazzo, anche altri giovani che frequentavano la struttura pavese. Accuse che l’inchiesta, appena all’inizio, dovrà verificare.

    Ma il ragazzo parla anche di una missiva, da lui firmata, indirizzata all’allora rettore del collegio, don Ernesto Grignani. Una lettera in cui il giovane racconta al rettore quello che, a suo avviso, sta succedendo all’interno del collegio. La lettera viene inviata anche all’ispettore salesiano della Lombardia, di cui il giovane non ricorda il nome.

    Don Gabriele Corsani viene convocato e sentito, ma resta al suo posto. La vicenda, però, ha comunque i suoi effetti: nei giorni della convocazione del sacerdote, il ragazzo viene prima sospeso e poi espulso dal collegio. Alla fine del 2009, anche don Ernesto Grignani lascia l’incarico a Pavia per trasferirsi a Torino. Oggi l’ex rettore del collegio Don Bosco, che guidò la struttura proprio negli anni in cui si sarebbero verificati i presunti abusi, è rettore dell’istituto salesiano San Lorenzo di Novara. «Sì, ricordo bene quella lettera – conferma il sacerdote –. Il ragazzo raccontava di alcuni comportamenti di don Gabriele Corsani e io ritenni opportuno segnalare la questione all’ispettore salesiano». Don Ernesto Grignani respinge quindi con forza i sospetti di avere nascosto la denuncia o di essere intervenuto tardi. «Non solo, ma feci anche fare alcune verifiche interne al collegio», aggiunge. Il sacerdote non rivela cosa emerse dalla verifiche e non entra nel merito delle accuse a don Gabriele Corsani, ma ammette di non sapere «come andò a finire l’inchiesta degli ispettori».

    Ci tiene a precisare, comunque, che l’espulsione del ragazzo dal collegio non fu legata alla lettera di denuncia, ma a un episodio che anche lo studente confessa alla polizia giudiziaria. «Un bravo ragazzo, ma fu espulso perché si comportò male – dice don Ernesto Grignani –. Un giorno inveì contro don Gabriele, urlandogli che non era degno di stare lì e lanciandosi in insulti. Tutto questo era inaccettabile. Don Gabriele avrà anche avuto le sue colpe, ma uno studente che inveisce contro un superiore non si poteva tollerare». E invece il trasferimento di don Ernesto Grignani da Pavia? «Lo chiesi io – dice il sacerdote salesiano –. Perché le cose non andavano come sarebbero dovute andare. Sì, mi riferisco alla vicenda di don Gabriele e al clima che si era venuto a creare all’interno della struttura».

    @mariafiore3

    18 luglio 2013

  • Sacerdote arrestato per abusi su minori: domiciliari per don Marco

    Sacerdote arrestato per abusi su minori: domiciliari per don Marco

    Il prete, coadiutore della parrocchia di Omegna, era stato arrestato il 13 aprile. Il Gip ha ora accolto la richiesta della difesa. Don Marco attende lo sviluppo delle indagini dalla casa dei genitori
    Redazione 2 maggio 2013
    Il sacerdote, coadiutore della parrocchia di Omegna, era stato arrestato lo scorso 13 aprile per violenza sessuale su minori. I fatti risalirebbero ai tempi in cui il prete prestava servizio presso la parrocchia di Castelletto Ticino.

    Da martedì 30 aprile don Marco è agli arresti domiciliari; attenderà lo sviluppo delle indagini dalla casa dei genitori, a Novara. Il Gip di Novara ha infatti accolto la richiesta della difesa di attenuare la misura cautelare.

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    In una lettera indirizzata ai fedeli, il Vescovo di Novara aveva commentato la vicenda, assicurando la massima trasparenza e la più cordiale collaborazione alla Magistratura.

    http://www.novaratoday.it/cronaca/arresti-domiciliari-prete-pedofilo-novara-don-marco-rasia.html

  • «Abusi su minorenni» Arrestato un sacerdote

    «Abusi su minorenni» Arrestato un sacerdote

    NOVARA Aveva chiesto, e ottenuto, un periodo di distacco dagli impegni pastorali. Nessuno ad Omegna, sul lago d’Orta, sospettava però che dietro a quella voglia di staccare la spina si celasse una accusa di pedofilia. Don Marco Rasia, 44 anni, coadiutore nell’oratorio della parrocchia del paese in provincia di Verbania, è stato arrestato su ordine della Procura di Novara.

    Avrebbe commesso abusi sessuali su minori, secondo l’accusa, quando prestava servizio presso la parrocchia di Castelletto Ticino (Novara). «MASSIMA TRASPARENZA». L’arresto, eseguito dalla squadra mobile di Novara, all’alba di sabato mattina, è stato reso noto soltanto ieri, dopo la diffusione di un comunicato della Diocesi di Novara,in cui si esprime «sorpresa, sgomento e tristezza» per la custodia cautelare del sacerdote.

    La Diocesi mantiene massima riserbo e non fa nessun riferimento all’accusa, ma assicura «profonda fiducia nell’operato della magistratura inquirente», che mantiene il massimo riserbo sull’inchiesta. E, in attesa degli sviluppi della vicenda, garantisce «massima trasparenza nei confronti della comunità civile ed ecclesiale». Poi una precisazione della stessa Diocesi di Novara: la decisione di acconsentire alla rinuncia all’incarico di coadiutore, avanzata da don Marco e ottenuta la scorsa settimana, «era motivata da elementi per i quali non era possibile prevedere i successivi sviluppi».

    Don Marco, infatti, avrebbe motivato la richiesta accolta dal vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, con ragioni di tipo famigliare. CUSTODIA CAUTELARE. Ordinato sacerdote nel 1997, don Marco è stato a Castelletto Ticino fino al 2009. E proprio a questo periodo di dodici anni, secondo quanto si è appreso, risalgono le accuse di pedofilia che hanno portato la procura guidata da Francesco Saluzzo a chiedere la custodia cautelare per il giovane prete. Le indagini della Procura di Novara devono accertare se i comportamenti di cui il sacerdote deve ora rispondere si siano ripetuti anche ad Omegna.

    Ed è proprio questo, insieme alla delicatezza della vicenda, uno dei motivi per cui investigatori e magistrati non hanno voluto rivelare altri e più precisi particolari dell’inchiesta, che è stata condotta per mesi nell’ombra. Fino all’arresto, appunto, che ha suscitato molto scalpore, sia a Castelletto Ticino che ad Omegna.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Italia_e_Mondo/497349_abusi_su_minorenni_arrestato_un_sacerdote/

  • Abusi su minori, convalidato fermo prete Vittime 16/enni quando era educatore a Castelletto Ticino

    Abusi su minori, convalidato fermo prete Vittime 16/enni quando era educatore a Castelletto Ticino

    15 aprile, 17:14

    Abusi su minori, convalidato fermo prete (ANSA) – NOVARA, 15 apr – Il gip del tribunale di Novara ha convalidato l’arresto di don Marco Rasia. Il prete, accusato di abusi sessuali su minori, ha risposto alle domande che gli sono state fatte. ‘Don Marco ha puntualizzato una serie di circostanze rispetto ai capi d’accusa, cercando di chiarire la sua posizione’, spiega l’avvocato Renzo Inghilleri, precisando che i presunti abusi sessuali sarebbero stati commessi su ragazzi sedicenni, e non bimbi, quando prestava servizio come educatore a Castelletto Ticino.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/04/15/Abusi-minori-convalidato-fermo-prete_8556072.html

  • Don Rasia arrestato per pedofilia. La Procura indaga su sei vittime

    Don Rasia arrestato per pedofilia. La Procura indaga su sei vittime

    15.04.2013 – l’inchiesta sul sacerdote dal 2009 responsabile dell’oratorio di omegna
    Don Rasia arrestato per pedofilia. La Procura indaga su sei vittime

    Don Marco Rasia era stato coadiutore dell’oratorio di Omegna
    I fatti sarebbero avvenuti nella parrocchia di Castelletto Ticino nei primi anni del 2000
    marco benvenuti

    Lo scandalo dei preti pedofili tocca la Diocesi di Novara. Venerdì scorso don Marco Rasia, 41 anni, già coadiutore a Castelletto Ticino, e poi a Omegna, dove proprio ieri sera avrebbe dovuto celebrre la messa di saluto per prendersi un periodo di pausa, è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare del gip di Novara, su richiesta dei pm Irina Grossi e Giovanni Caspani.

    La Diocesi ieri ha diffuso un comunicato in cui esprime “sorpresa sgomento e tristezza”: don Rasia fino alla scorsa settimana è stato coadiutore dell’oratorio di Omegna, arrivato nel 2009 dopo 12 anni a Castelletto Ticino, nel Novarese. Solo voci di paese avevano gettato, negli anni scorsi, qualche ombra sull’operato del sacerdote. I fatti contestati partono dagli inizi del 2000, qualcuno è addirittura prescritto. Sono stati denunciati da alcuni giovani che frequentavano l’oratorio di Castelletto Ticino e si parla di almeno sei vittime, tutte adolescenti, testimonianze raccolte dagli uomini della squadra mobile di Novara.

    In città, la notizia è stata accolta con incredulità: “Arrestato? Non ci credo – dice un medico, volontario dell’oratorio – sicuramente è stata fraintesa la sua generosità. Se non fosse stato un ragazzo più che limpido non avrebbe auvto tanta stima”. Si attende ora l’interrogatorio di garanzia, in cui il sacerdote potrebbe dare una sua versione dei fatti.

  • Abusi sessuali su minori a Castelletto Ticino

    Abusi sessuali su minori a Castelletto Ticino

    Novara, prete arrestato: l’accusa è pedofilia
    Nei guai don Marco Rasia della parrocchia di Omegna (Verbania).

    Un sacerdote di 44 anni, don Marco Rasia, coadiutore della parrocchia di Omegna (Verbania), è stato arrestato per pedofilia.
    Il prete, secondo l’accusa formulata dalla procura di Novara, avrebbe commesso abusi sessuali su minori quando prestava servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino.
    SGOMENTO NELLA DIOCESI. L’arresto è stato eseguito dalla squadra mobile di Novara la mattina del 13 aprile, ma è stato reso noto soltanto il 14, dopo che la diocesi di Novara in un comunicato ha espresso «sorpresa, sgomento e tristezza» per l’accaduto e, in attesa degli sviluppi della vicenda, ha garantito la «massima trasparenza nei confronti della comunità civile ed ecclesiale».
    SACERDOTE DAL 1997. Ordinato sacerdote nel 1997, don Marco aveva prestato servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino sino al 2009. Proprio lì, in provincia di Novara, secondo l’accusa il prete avrebbe commesso gli abusi sessuali.
    Le indagini devono ora accertare se altri episodi analoghi si siano verificati anche a Omegna.
    SI ERA PRESO UNA PAUSA. Proprio di recente don Marco aveva chiesto, e ottenuto, al vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, un periodo di distacco dagli impegni pastorale. La decisione del vescovo, ha precisato la diocesi nella nota, «era motivata da elementi per i quali non era possibile prevedere i successivi sviluppi».

    Domenica, 14 Aprile 2013

    Pedofilia, arrestato un prete a Verbania: l’accusa è di abusi sessuali su minori
    Don Marco Rasia, 44 anni, prestava servizio nella parrocchia di Omegna. Secondo la Procura di Novara avrebbe commesso il reato quando viveva a Castelletto Ticino, in Piemonte. Di recente il religioso aveva chiesto e ottenuto dal vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, un periodo di distacco dagli impegni pastorali
    di Redazione Il Fatto Quotidiano | 14 aprile 2013

    Un altro sacerdote finisce in manette con l’accusa di pedofilia. Si tratta di don Marco Rasia, 44 anni, coadiutore della parrocchia di Omegna (Verbania). Il prete, secondo l’accusa formulata dalla Procura di Novara, avrebbe commesso abusi sessuali su minori quando prestava servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino. L’arresto è stato eseguito dalla squadra mobile sabato mattina, ma è stato reso noto soltanto in giornata, dopo che la diocesi di Novara in un comunicato ha espresso “sorpresa, sgomento e tristezza” per l’arresto del sacerdote e, in attesa degli sviluppi della vicenda, ha garantito la “massima trasparenza nei confronti della comunità civile ed ecclesiale”.

    Ordinato sacerdote nel 1997, don Marco aveva prestato servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino sino al 2009. Le indagini devono ora accertare se altri episodi analoghi si siano verificati anche a Omegna, dove il sacerdote era coadiutore dell’oratorio della parrocchia. Proprio di recente don Marco aveva chiesto e ottenuto dal vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, un periodo di distacco dagli impegni pastorali. La decisione del vescovo, precisa la diocesi nella nota, “era motivata da elementi per i quali non era possibile prevedere i successivi sviluppi”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/14/pedofilia-arrestato-prete-a-verbania-laccusa-e-di-abusi-sessuali-su-minori/562356/

  • La diocesi di Novara esprime sorpresa all’arresto del prete. Però appena pochi giorni prima lo aveva trasferito di parrocchia in parrocchia per oscuri motivi personali

    La diocesi di Novara esprime sorpresa all’arresto del prete. Però appena pochi giorni prima lo aveva trasferito di parrocchia in parrocchia per oscuri motivi personali

    06.04.2013 – sacerdote a san martino
    Da Novara a Omegna, don Lanfranchi è il nuovo parroco

    Don Giovanni Zolla ha lasciato la parrocchia
    Sostituisce don Giovanni Zolla, in “pensione” dopo 39 anni di attività. La cerimonia ufficiale domenica 5 maggio
    vincenzo amato

    E’ don Gianmario Lanfranchi il nuovo parroco di Omegna. Il sacerdote di 42 anni, attualmente vice parroco di San Martino a Novara, assumerà l’incarico mercoledì primo maggio in sostituzione di don Giovanni Zolla, che ha lasciato l’incarico dopo 39 anni di attività. La cerimonia ufficiale d’ingresso è prevista domenica 5 maggio. Don Gianmario Lanfranchi è stato ordinato sacerdote nel 1997 e da allora ha sempre svolto la sua attività a San Martino.

    Lascerà Omegna anche il vice parroco don Marco Rasia, che ha chiesto di avvicinarsi a casa per motivi personalii.

  • Le Iene. Ex parroco denuncia: “violentato da un prete pedofilo”

    Le Iene. Ex parroco denuncia: “violentato da un prete pedofilo”

    L’ntervista: www.youtube.com/watch?v=N6Pn-bE_q8A

    www.monopoli.info/2010/03/le-iene-s…usato-da-prete/

    Le Iene Show, confessione shock di un ex parroco abusato da prete

    Mercoledì 31 marzo 2010 alle ore 21.10 su Italia 1 nel nuovo appuntamento con “Le Iene Show”, le Iene raccolgono la sconvolgente confessione di Salvatore Domolo, 44 anni, primo prete nella storia della Chiesa Cattolica che ha chiesto e ottenuto di essere “sbattezzato” e che da bambino è stato vittima di pedofilia da parte di un religioso.

    Salvatore, ex parroco della diocesi di Roma e prima ancora di quella di Novara, racconta di aver subito ripetuti abusi sessuali da parte di un prete durante la sua infanzia, dagli 8 agli 11 anni, quando faceva il chierichetto nella parrocchia vicino casa. Dopo avergli fatto bere dei liquori fatti in casa e con la scusa di rammendare suoi slip, il sacerdote abusava del ragazzo presso la propria abitazione. Salvatore, da allora, si chiude in un silenzio “paralizzante” e non riesce a parlarne con nessuno per anni. Racconta, inoltre, di non essere stato l’unico tra i chierichetti ad aver subito questo tipo di attenzioni.

    Per dimostrare a se stesso che si può essere preti diversi dal suo molestatore, a 11 anni decide di entrare in seminario a Novara; da allora il prete, ai tempi sessantenne, smette di abusare sessualmente di lui. A 14 anni racconta la sua terribile storia al suo padre spirituale in seminario, il quale, invece che denunciare l’accaduto, gli chiede di confessare gli abusi subiti come fossero peccati da lui commessi, tutto all’interno del sacramento della confessione, e poi lo invita a non raccontare il fatto a nessuno. Con il segreto di confessione infatti – spiega Salvatore – il padre spirituale del seminario poteva salvaguardare il religioso pedofilo non essendo autorizzato a parlarne più con nessuno. Il ragazzo continua, così, a convivere con il suo dramma interiore per svariati anni senza poterne parlare con nessuno.

    A 19 anni, mentre è ancora in seminario, scopre, inoltre, di essere omosessuale e consuma il suo primo rapporto durante un pellegrinaggio a Lourdes. Da allora, afflitto da uno spaventoso senso di colpa, non ha più avuto rapporti. A 25 anni, dopo essere diventato prete nel 1990, non riesce più a vivere castamente il celibato e a trattenersi dal vivere liberamente la sua omosessualità. Nonostante sia divenuto un sacerdote, ricomincia ad avere rapporti omosessuali, sempre vissuti con grandi sensi di colpa e, poi, confessati al proprio padre spirituale. Alla presenza del proprio padre spirituale, inizia allora un percorso psicologico di analisi, in seguito al quale riemerge il trauma della violenza subita da bambino. Nonostante il padre spirituale gli consigli nuovamente di non parlarne a nessuno e affidare il proprio dramma e il proprio carnefice alla misericordia di Dio, Don Salvatore, per l’immenso senso di angoscia, di colpa e di tradimento che lo invade, decide di raccontare tutto al proprio Vescovo, che si prende del tempo per capire cosa fare. Passano mesi e allora nel 2005 don Salvatore decide di auto-sospendersi e di ritirarsi nella provincia di Milano come “prete operaio”.

    Ad ottobre 2009, però, dato che la Chiesa non prende alcun provvedimento ufficiale e non lo sospende come sacerdote, don Salvatore chiede di essere “sbattezzato” (nello specifico che il proprio nome venga tolto dall’elenco dei battezzati presso la propria parrocchia).

    Attualmente, Salvatore, racconta di “essere felice, di credere profondamente in Dio e di aver perdonato il prete gli ha fatto del male quando era bambino”, ma non riesce a fare lo stesso con la Chiesa, per il modo in cui ha gestito il suo caso di violenza sessuale quando era minorenne.

    Quando gli viene chiesto in merito ai recenti scandali sui preti accusati di pedofilia, dichiara: “Io non mi meraviglio. Io dico solo che abbiamo scoperto la punta dell’iceberg” e aggiunge: “I crimini vanno denunciati all’autorità giudiziaria. La Chiesa giustamente deve condannare il gesto, ma condannarlo in modo definitivo. Senza se e senza ma.”

    Alla domanda su come la Chiesa può risolvere il problema della pedofilia al suo interno, ammette: “Se la Chiesa non ha il coraggio di ritornare al Vangelo, quindi ad una visione di servizio e non di controllo delle coscienze, i preti pedofili ci saranno per tutta la storia dell’uomo”.

    Infine, ai preti pedofili dice: “Abbiate il coraggio di parlarne con qualcuno che non sia all’interno della Chiesa. Con uno psicologo cioè con persone che vi aiutino non a nascondere ma ad uscire allo scoperto”. E poi , aggiunge: “Un prete pedofilo assolutamente deve finire in galera, perché solo in quel modo il prete pedofilo si troverà con se stesso. Si troverà con una rieducazione fatta in modo serio”.