Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: olanda

  • I sordi del «Provolo» tornano a marciare contro la pedofilia in ambiente ecclesiastico

    I sordi del «Provolo» tornano a marciare contro la pedofilia in ambiente ecclesiastico

    26/06/2012

    Verona. Come ormai accade da tre anni, l’associazione Sordi «A.Provolo» onlus ha programmato per il 30 giugno, una marcia attraverso la città di Verona per ricordare gli episodi di pedofilia clericale che hanno riguardato gli allora minori sordomuti dell’Istituto «Antonio Provolo» di Verona.
    «L’evento», ricorda il presidente Giorgio Dalla Bernardina, «ha avuto risonanza internazionale tanto che parteciperanno persone provenienti da Inghilterra, Olanda e Stati Uniti con il supporto di Survivors Voice Europe e Snap International». E conclude: «L’evento è organizzato per tenere viva la memoria dei fatti che hanno portato enormi disagi alle vite di numerosi sordi, al tempo minori, nella speranza che ciò che è avvenuto non accada più».
    Inizio della manifestazione alle 11, nella sala della Provincia, in via Santa Maria Antica 1, con una conferenza stampa dell’onorevole Maurizio Turco; alle 15, all’Istituto «Provolo», in stradone Antonio Provolo, 20 il ritrovo dei partecipanti alla marcia che, con partenza alle 16 si concluderà un’ora più tardi in piazza Bra; alle 18 conclusione con interventi e testimonianze.

  • OLANDA, NEGLI ANNI ’50 «UN VESCOVO ORDINÒ: CASTRATE QUEI RAGAZZI ABUSATI»

    OLANDA, NEGLI ANNI ’50 «UN VESCOVO ORDINÒ: CASTRATE QUEI RAGAZZI ABUSATI»

    Tratto da: Adista Notizie n° 17 del 05/05/2012

    36662. AMSTERDAM-ADISTA. Secondo lo storico e medico Mart van Lieburg, negli anni ’50, un vescovo olandese ordinò la castrazione di minori per “curarli” dal loro «comportamento omosessuale», ma anche per castigarli se avevano denunciato abusi subìti da parte di ecclesiastici. Secondo un altro storico, Marnix Koolhaas, furono addirittura sette i pastori che intimarono analoga prescrizione. Queste le scioccanti dichiarazioni rese al Parlamento olandese, nei giorni appena trascorsi, dai due studiosi, che, per quanto si sa, finora non hanno fatto i nomi degli ecclesiastici e dei medici coinvolti. All’origine del dibattito e delle audizioni, un servizio del quotidiano Nrc Handelsblad del 20 marzo scorso sul drammatico vissuto di Henk Heithuis che, nel 1956, ancora minore di età, fu punito con la castrazione, praticatagli in un ospedale psichiatrico cattolico, perché aveva denunciato alla polizia di aver subito abusi sessuali per opera di un religioso.

    Nel 2010, il caso fu portato a conoscenza della Commissione Deetman (dal nome dell’ex ministro dell’Educazione che la presiedeva, Wim Deetman), incaricata dalla Chiesa di esaminare gli abusi del personale ecclesiastico, ma il rapporto – presentato nel dicembre scorso riferiva di un numero di vittime «fra le 10.000 e le 20.000» dal 1945 al 1981; ora sta investigando sugli abusi su minori di sesso femminile – non conteneva nessun accenno ai casi di castrazione. «Piste di indagine troppo scarse», è oggi la giustificazione avanzata della Commissione.

    Giustificazione poco credibile, secondo Joep Dohmen, autore dell’articolo sul quotidiano olandese, che afferma di aver raccolto in pochi mesi prove certe sul caso Heithuis e forti indizi sul fatto che altri dieci ragazzi avrebbero subìto il trattamento chirurgico riservato ad Heithuis, e gli abusi nello stesso collegio cattolico di Harreveld (nella provincia di Gelderland) e da parte dello stesso religioso, tale “Gregorius”. Dohmen formula piuttosto un’altra ipotesi, a partire dal fatto che il rapporto Deetman tace il nome di Vicotr Marijnen, primo ministro olandese dal 1963 al ’65. Eppure costui presiedeva il famigerato collegio proprio nel 1956 e, a quanto riferisce il Telegraph del 20 marzo, scrisse alla regina per ottenere l’indulto per “Gregorius” e per altri sacerdoti accusati di abuso di bambini. La Commissione Deetman era a conoscenza della lettera inviata da Marijnen alla regina. Il punto è che Marijnen (morto nel 1975) era membro del Partito Popolare Cattolico (Kvp), divenuto Partito Democristiano Olandese – Cda – quando nel 1977 si fuse con i partiti protestanti, e che Wim Deetman è membro proprio del Cda. Ora che la Commissione istituita dalla Chiesa ha dimostrato tutto il suo limite, tutto il suo conflitto di interesse, il Parlamento ha deciso di assumere “in proprio”  l’indagine dei casi di castrazione denunciati. (eletta cucuzza)

    http://www.adista.it/articolo/51569

  • Don Carlo Chiarenza: …sembrava per il tuo bene…

    Don Carlo Chiarenza: …sembrava per il tuo bene…

    Pedofilia – Don Carlo Chiarenza: …sembrava per il tuo bene…
    24 marzo 2012 |

    La vittima, Teodoro Pulvirenti, 37 anni, ricercatore medico negli Stati Uniti, decide di tornare nella sua città natale di Acireale e affrontare il suo presunto violentatore, Don Carlo Chiarenza, oggi monsignore della Basilica di San Sebastiano ad Acireale.

    Gli abusi sarebbero avvenuti quando Pulvirenti aveva 14 anni.

    Successivamente il Pulvirenti ha tentato diverse volte il suicidio e si è dovuto sottoporre ad anni di psicoterapia.

    Una vita segnata dalle violenze subite, che ha portato l’uomo ad affrontare a distanza di anni il suo violentatore, registrando, lo scorso settembre, una conversazione in cui si sente il sacerdote ammettere di aver avuto una relazione sessuale con l’adolescente.

    Una registrazione agghiacciante che non lascia dubbio alcuno sull’accaduto, della quale riportiamo alcuni passaggi della trascrizione:

    Teodoro Pulvirenti: Guarda, io mi sentivo sporco… Ho tanta voglia di parlare di tutte queste cose …

    Don Carlo Chiarenza: Ma perché ti preoccupi?

    Teodoro Pulvirenti: No, io non sono … Onestamente, non sapevo cosa fosse il sesso … e poi tutto questo è accaduto tra noi … Era quasi come se avessi perso un secondo padre …

    Don Carlo Chiarenza: … Ho seguito il tuo desiderio di voler essere amato … senza limiti. Forse tu non ricordi ma non ho quasi mai preso l’iniziativa … cioè, ho sentito bisogno di te – ma era una volta?

    Teodoro Pulvirenti: Sì, un paio di volte.

    Don Carlo Chiarenza: Ricordo solo una volta … ma non c’era nessun piano. Ho sentito il desiderio … c’è stato un momento che sembrava divertirti e … sembrava anche per il tuo bene … Era un modo di dire che mi sono preoccupato per te …

    A metà della conversazione Pulvirenti scoppia in lacrime. Le autorità ecclesiastiche, quando la notizia si è diffusa, hanno chiesto a Monsignor Chiarenza di lasciare l’incarico clericale alla Basilica di San Sebastiano ad Acireale. Un caso di pedofilia che resterà impunito, visto che l’abuso, commesso più di 10 anni fa, sarebbe già prescritto.

    Oltre a una video sul sito del Corriere della Sera – che è stato rimosso -, i quotidiani nazionali e i canali televisivi hanno evitato di dare diffusione alla notizia.

    Una coppia di giornalisti della locale stazione televisiva, il mese scorso, durante il tentativo di fare una trasmissione al di fuori della Chiesa di Monsignor Chiarenza, sono stati anche attaccati dai fedeli. Il caso segue la notizia dell’indagine avviata dal governo olandese sulla Chiesa Cattolica in Olanda, che nel 1950 aveva organizzato la castrazione chirurgica degli uomini di età inferiore a 21 anni “per liberarli della loro omosessualità”.

    Pedofilia – Don Carlo Chiarenza: …sembrava per il tuo bene…

  • Orrore in collegio cattolico olandese. Atroci violenze su bambini, castrati per “guarirli” dagli impulsi omosessuali

    Orrore in collegio cattolico olandese. Atroci violenze su bambini, castrati per “guarirli” dagli impulsi omosessuali

    Orrore in Olanda – riporta La Stampa -: fa scalpore la notizia che negli anni Cinquanta, in un collegio cattolico nei Paesi Bassi, almeno 10 minori olandesi vennero castrati per essere ‘guariti’ dagli impulsi omosessuali. Dopo la sua testimonianza, nel 1956, il giovane fu portato in un’istituzione psichiatrica e poi venne ricoverato in un ospedale dove venne castrato. A tanti anni di distanza il quotidiano olandese Nrc Handelsblad, che ha sede a Rotterdam, riporta l’agghiacciante vicenda. Il quotidiano sostiene di aver scoperto le “prove” della castrazione forzata di un ragazzo e “forti indizi” sul fatto che ad almeno una decina di altre vittime di abusi vennero forzatamente rimossi i testicoli. Tra le prove, atti giudiziari, cartelle cliniche e lettere private e di avvocati. Secondo il quotidiano, la pratica venne denunciata nel 2010 alla Commissione Deetman, incaricata dalla Chiesa Cattolica di indagare sugli abusi sessuali commessi sui minori, nel cui rapporto finale si parla di un numero stratosferico (“tra 10.000 e 20.000”) di abusi su minori avvenuti nell’ambito della Chiesa cattolica olandese a partire dal 1945 sino ad oggi. Ma la Commissione, guidata dall’ex ministro Wim Deetman, del Partito Cristiano Democratico, non ha fatto alcun cenno alle castrazioni nel suo documento finale perché – ha fatto sapere adesso, reagendo all’articolo – non trovò “indizi per ulteriori indagini”. Della vicenda si occuperà ora anche il Parlamento.

    Immancabilmente si sono innalzate le voci di chi ricorda che la Chiesa fa anche “tante opere di bene”, che “non bisogna fare di tutta l’erba un fascio” e che c’è anche un aprte “illuminata dal sole”. Sole che negli ultimi decenni (man mano che diminuisce il potere di oscuramento del clero) sta rivelando in maniera sempre crescente il gran marciume che invece sembra aver prosperato attorno a Santa e Sacra Madre Chiesa di Roma.

    Tra i commenti alla notizia un lettore del quotidiano torinese scrive: dovrei forse elencarle gli altri orrori della chiesa cattolica degli scorsi 2000 anni? Quello da lei citato è solo uno dei tanti. Ma sicuramente qualcuno dirà che la chiesa ha fatto anche tante “cose buone”, come dire che anche il nazismo oltre agli orrori perpetrati ai danni di milioni ha fatto anche “cose buone”, come anche il fascismo ha fatto “cose buone”… ha costruito strade, ferrovie, scuole eccetera eccetera. Manca forse di una visione a 360 gradi di tutto quello che ha fatto la chiesa da quando è venuta all’esistenza con l’imperatore Costantino, a meno che anche lei sia uno dei vari revisionisti della storia. Per valutare un’organizzazione che dice di seguire ed ubbidire al Cristo si devono prendere in considerazione tutte le sue attività e tutti i suoi insegnamenti e tutti i risultati che produce e mettere tutto sui piatti della bilancia, confrontandoli con le Scritture. Bisognerebbe vedere dove pende l’ago: verso il piatto degli orrori o quello delle “opere buone”. Non è d’accordo?… Cosa farebbe se (avendo la possibilità di scegliere e sottolineo “la possibilità di scegliere”) avesse davanti una bottiglia sulla cui etichetta ci fosse scritto: 50% acqua e 50% veleno? Ne berrebbe?… E se ci fosse scritto: 90% acqua e 10% veleno, berrebbe ugualmente?… Cosa farebbe se dovesse farsi un’operazione chirurgica e ci fosse un chirurgo disposto ad operarla ma tale chirurgo si sa che nella sua lunga carriera ha fatto morire il 50% dei pazienti mentre l’altro 50% lo ha salvato. Si farebbe operare tranquillamente da esso? E se invece ne avesse salvati il 90% mentre il 10% fosse morto si farebbe lo stesso operare serenamente, oppure andrebbe in cerca di un chirurgo dalla chiara fama di esperto? Lei affida la propria spiritualità ad una religione che nel corso di 2000 anni, oltre alle cosiddette “opere buone” ha fatto morire direttamente ed indirettamente milioni di persone innocenti?… È vero che una rondine non fa primavera, ma migliaia di rondini sì, please… (scritto da Origins il 19/3/2012)

  • Olanda, nuovo scandalo pedofili nella Chiesa “Le vittime dei religiosi venivano castrate”

    Olanda, nuovo scandalo pedofili nella Chiesa “Le vittime dei religiosi venivano castrate”

    La Chiesa cattolica torna sotto i riflettori dei media per i casi di pedofilia. A riaprire una storia che sembra non avere mai fine è stato questa volta il quotidiano olandese Nrc Handelsblad. Il giornale di Rotterdam sostiene di aver raccolto prove che indicano la responsabilità della Chiesa olandese in una decina di casi di castrazione di minori avvenuti negli anni Cinquanta. Della vicenda si occuperà ora anche il Parlamento.

    La prossima settimana i deputati olandesi interrogheranno e ascolteranno Weim Deetman, capo della commissione d’inchiesta indipendente che ha indagato per quasi due anni sui casi di abusi sessuali avvenuti nel Paese, ma che nel suo rapporto conclusivo non ha fatto alcun cenno a episodi di castrazione. Le prove più evidenti – documenti giudiziari, referti medici, lettere di avvocati e corrispondenza privata – che sarebbero state raccolte dal quotidiano riguardano la vicenda di Henk Heithuis, un sedicenne che nel 1956 denunciò alla polizia di aver subito abusi da parte di preti. Ma successivamente, secondo la ricostruzione del giornale, il giovane fu affidato a un ospedale psichiatrico cattolico dove venne castrato apparentemente a causa del suo comportamento omosessuale. Episodi analoghi sarebbero avvenuti con l’intento di scoraggiare altre vittime a denunciare gli abusi subiti.

    Per Nrc Handelsblad, la commissione Deetman, istituita su iniziativa della stessa Chiesa cattolica, sarebbe venuta a conoscenza delle castrazioni nel 2010. Nel denunciare che circa 800 tra preti e monaci si sono resi responsabili di abusi su minori affidati alle loro cure tra il 1945 e il 1985, ha però omesso di farvi esplicito riferimento. Come avrebbe “dimenticato” di parlare della vicenda di Vic Marijnen, rampante politico cattolico che nel 1963 sarebbe poi diventato primo ministro. E che nel 1958 si adoperò per evitare che alcuni preti accusati di aver commesso abusi sessuali su bambini finissero in prigione. Lo stesso Marijnen, ricorda il giornale di Rotterdam,  era il responsabile della casa per l’infanzia dove Heithuis e altri ragazzi subirono violenze fino al 1959.

    La commissione Deetman si è difesa dalle accuse sostenendo di non aver inserito nel suo rapporto alcun riferimento a casi di castrazione di minori vittime di abusi perchè aveva elementi troppo scarsi per procedere ad ulteriori indagini. E di non aver parlato del caso Marijnen perchè “troppo facilmente identificabile” (nel documento, in nome della privacy, molte identità sono rimaste anonime). Tutto ciò ha riaperto il dibattito sulla necessità di svolgere un’inchiesta parlamentare sugli abusi sessuali, così come avvenuto in Irlanda e Belgio. Una prospettiva a cui il governo di minoranza di Mark Rutte formato da conservatori e cristiano-democratici (con il sostegno esterno dello xenofobo Wim Wilders) si è però finora opposto.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/olanda-nuovo-scandalo-pedofilia-nella-chiesa-vittime-religiosi-venivano-castrate/198196/

  • Pedofilia dei preti cattolici in Olanda, migliaia le vittime e il Papa sapeva…

    Pedofilia dei preti cattolici in Olanda, migliaia le vittime e il Papa sapeva…

    Pedofilia dei preti cattolici in Olanda, migliaia le vittime e il Papa sapeva tutto ma non faceva nulla!
  • Olanda-shock: quando il vescovo “organizza” i pedofili

    Olanda-shock: quando il vescovo “organizza” i pedofili

    19/12/2011
    Ancora una bufera per la Chiesa olandese: il presule Philippe Bär, per dieci anni alla guida della diocesi di Rotterdam , accusato di supporto organizzativo a un’associazione pedofila
    GIACOMO GALEAZZI CITTÀ DEL VATICANO

    Vescovo e capo di una «gang» di pedofili. Il presule Philippe Bär (che per un decennio ha guidato la diocesi più importante dei Paesi Bassi, dal 1983 al 1993) è sospettato di aver fornito supporto organizzativo ad un’associazione la cui finalità era quella di abusare sessualmente di minori. E di averne a sua volta fatto parte.

    Nel 1993 il capo della diocesi di Rotterdam lasciò improvvisamente il suo incarico per ritirarsi in nell’abbazia benedettina di Chevetogne, in Belgio. In Olanda la Chiesa è sempre più nella bufera. Dopo la deriva d’Irlanda, nel «clero infedele» si allarga il fronte olandese. Prima le conclusioni-choc della commissione indipendente sulla pedofilia (molestato un bambino su cinque entrato in contatto con istituzioni ecclesiastiche), adesso l’accusa di abusi sessuali rivolta al vescovo emerito di Rotterdam.

  • Olanda: La Chiesa è accusata di favoreggiamento della pedofilia

    Olanda: La Chiesa è accusata di favoreggiamento della pedofilia

    19/12/2011 – 16:06

    Migliaia di abusi in Olanda – Nuove accuse terribili dall’Olanda continuano a macchiare la storia della Chiesa cattolica. Le vittime sono sempre le stesse, i bambini, i più innocenti. Si parla addirittura di migliaia di vittime di abusi sessuali da parte di circa 800 preti tra il 1945 e il 2000, solo in Olanda. Questi dati sono stati segnalati dal rapporto ufficiale della commissione di inchiesta istituita all’ Aja sui trapporti fra Chiesa cattolica e pedofilia. Ad essere accusato pesantemente è direttamente il Vaticano, come si legge nel rapporto, perché la Chiesa «pur sapendo non ha aiutato le vittime». Sulla base di 1.795 segnalazioni, la Commissione è riuscita ad individuare i nomi di 800 autori di abusi, tra cui105 sono ancora in vita.

    Chiesa sotto accusa – Le indagini in Olanda sono nate per volontà dell’opinione pubblica che aveva deciso di fare chiarezza sugli abusi commessi da preti e pedofili. Così nel 2010 la Conferenza episcopale olandese aveva istituito una Commissione d’inchiesta presieduta dall’ex ministro, Wim Deetman e membri provenienti dalle istituzioni giuridiche e dalle università. La Commissione ha rilevato che «il problema degli abusi sessuali era ben noto agli ordini e nelle diocesi della Chiesa cattolica olandese ma non furono prese le misure appropriate». Sotto accusa quindi la Chiesa cattolica che sembrerebbe voler proteggere gli stupratori ignorando le loro terribili violenze

    Michela Santini

    http://www.newnotizie.it/2011/12/chiesa-e-…ilia-in-olanda/

  • Pedofilia, migliaia di vittime dei preti in Olanda

    Pedofilia, migliaia di vittime dei preti in Olanda

    Sotto accusa la chiesa cattolica

    Lo ha stabilito una commissione d’inchiesta all’Aja Durante l’inchiesta individuati «800 autori di abusi»

    MILANO- «Decine di migliaia» le vittime di abusi sessuali da parte di circa 800 preti tra il 1945 e il 2000 in Olanda. Lo ha stabilito una commissione d’inchiesta istituita all’Aja. Il rapporto chiude l’indagine sulla Chiesa e la pedofilia e punta il dito proprio contro il Vaticano perché, «pur sapendo non hanno aiutato le vittime». «Sulla base di 1.795 segnalazioni, la Commissione è riuscita ad individuare i nomi di 800 autori di abusi», si legge nel rapporto. «Di questi, 105 sono ancora vivi».

    LE INDAGINI- Sotto la spinta dell’opinione pubblica, la Conferenza episcopale olandese aveva deciso nel 2010 di istituire una Commissione d’inchiesta sugli abusi commessi dai preti pedofili. La Commissione era presieduta dall’ex ministro, Wim Deetman, e includeva sei membri, tra cui un ex giudice, uno psicologo e docenti universitari. Secondo la Commissione, «il problema degli abusi sessuali era ben noto agli ordini e nelle diocesi della Chiesa cattolica olandese ma non furono prese le misure appropriate».

    Redazione Online16 dicembre 2011 | 12:08

    http://www.corriere.it/esteri/11_dicembre_16/pedofilia-olanda-vittime_fad557d8-27cc-11e1-a7fa-64ae577a90ab.shtml

  • Olanda, è “caccia” al vescovo

    Olanda, è “caccia” al vescovo

    16/11/2011
    Manifestazione contro i preti pedofili

    L’Interpool ha chiesto alla polizia di investigare su un presule emerito per “nuove segnalazioni di abusi sessuali”

    GIACOMO GALEAZZI
    CITTÀ DEL VATICANO

    «Indagate sul vescovo». L’Interpool ha chiesto alla polizia olandese di investigare su un presule per «nuove segnalazioni di abusi sessuali». Cor.S. (queste le iniziali) è un vescovo emerito di passaporto olandese ma che ha svolto fino al 2009 il suo ministero in Africa. La richiesta di svolgere accertamenti su di lui è scaturita da un’informativa della divisione «Crimini sessuali» della polizia nazionale irlandese. In Olanda sia la polizia sia la magistratura hanno ricevuto «allarmanti» indicazioni sulla condotta del vescovo, che è uno dei sei prelati della Chiesa cattolica accusati dal seminarista del Kenya, Emmanuel Shikuku. Le dichiarazioni dell’aspirante sacerdote africano coinvolgono alcuni ecclesiastici impegnati nella «Mill Hill», una società missionaria che ha base nel Regno Unito. I sei accusati hanno detto a «Radio Netherlands» che tutte le affermazioni sono false. Già un anno fa la Conferenza episcopale olandese ha avviato un’inchiesta per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove sono state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. L’indagine sulle presunte violenze sessuali, assicura l’episcopato dei Paesi bassi, è «vasta, esterna e indipendente».

    I vescovi olandesi sono «profondamente colpiti» dalle storie sui minori emerse a partire dal gennaio 2010. Il caso è scoppiato all’interno della galassia formativa cattolica. Anche alcune suore, non solo sacerdoti, di scuole cattoliche si sarebbero rese colpevoli, negli anni ’50, di abusi. Tra le vicende che più hanno colpito l’opinione pubblica è la storia di Herman Harends, oggi 63enne, che ricorda i turbamenti subiti quando, 11enne, frequentava un collegio cattolico a Tegelen, cittadina nel sud dei Paesi Bassi. «Non ne ho parlato prima perché si tratta di accuse difficili da sostenere e provare – ha dichiarato ai mass media olandesi -.Non cerco vendetta o scuse, molte delle suore sono già morte. E non credo si trattasse di un caso isolato».

    Prima della conferenza episcopale olandese, già l’ordine dei Salesiani aveva annunciato che un’inchiesta sarebbe stata aperta per i presunti abusi sessuali commessi da membri del clero in uno studentato della regione di Arnhem negli anni ’60. Da allora, una commissione consultiva episcopale, creata nel 1995 per aiutare le vittime degli abusi sessuali commessi da membri del clero, ha ricevuto 280 testimonianze. Sugli scandali che hanno colpito la Chiesa in diversi Paesi, dalla Germania all’Irlanda, il Vaticano ha preso una netta posizione. La Chiesa ha «affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e decisione», ha dichiarato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. In una nota per la Radio Vaticana, il portavoce papale ha spiegato anche come «concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva». Infatti «le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte» nella bufera-pedofilia «hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione,hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa». Così facendo «hanno affrontato le questioni con il piede giusto, perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro».

    Il dibattito sulle responsabilità dello scandalo è particolarmente aspro all’interno della chiesa dei Paesi Bassi. Secondo alcuni tutto è nato dopo il Concilio Vaticano II quando la Chiesa olandese spingeva, molto più di altre chiese, per riformare in senso aperto e liberal il suo stesso Dna. Fu il cardinale Bernard Jan Alfrink, arcivescovo di Utrecht, a pubblicare con l’appoggio di diversi teologi (tra questi il domenicano Edward Schillebeeckx) un nuovo catechismo portatore di grandi aperture sui temi dell’omosessualità, dell’aborto, delle pratiche anticoncezionali, del sacerdozio delle donne, del celibato dei preti. Per altri, invece, queste posizioni, seppure non condivisibili in alcun modo, sono il segnale di una chiesa che non elude certi problemi e che di questi problemi vuole parlare. Fino a pochi mesi fa il principale interprete di questa chiesa aperta al mondo e al suo spirito era Adrianus Herman van Luyn, vescovo di Rotterdam, anch’egli salesiano. Il 18 gennaio il Papa ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età.