Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Papa Leone ha approvato il processo di beatificazione del vescovo che ha permesso ai bambini indigeni di toccargli i genitali

    Papa Leone ha approvato il processo di beatificazione del vescovo che ha permesso ai bambini indigeni di toccargli i genitali

    ( LifeSiteNews ) — Un vescovo “missionario” reso “Venerabile” e autorizzato al processo di beatificazione da Papa Leone XIV ha permesso a un giovane indigeno di toccargli i genitali e ha condiviso il letto nudo con un giovane che in precedenza aveva compiuto “tentativi omosessuali provocatori”, come mostrano alcuni resoconti pubblicati di recente.

    Nel maggio 2025, Leo dichiarò “Venerabile” Mons. Alejandro Labaka insieme a Suor Inés Arango Velásquez, con la quale aveva collaborato. InfoCatolica ha recentemente evidenziato alcuni passaggi preoccupanti degli scritti autobiografici di Labaka, in cui il vescovo raccontava le sue osservazioni sulle pratiche sessuali disordinate del popolo Huaorani in Amazzonia. Di particolare preoccupazione è un episodio in cui ammise di essersi lasciato eccitare da giovani indigeni.

    Raccontò nella Cronaca Huaorani , secondo InfoCatólica:

    I giovani erano più giocosi che mai, abbondavano di parole e segni che simboleggiavano l’unione dei sessi, permettendo tocchi sui genitali. Questa volta mi infastidirono particolarmente, fino a confermare con clamore che le reazioni maschili sono identiche tra noi e gli Huaorani. In ogni caso, non insistettero né con me né tra di loro in modo da provocare contaminazione. Cercai di non fare drammi e mi sforzai di agire con naturalezza, ridere con loro e dissuaderli dal gioco (CH, 146).

    Questo incidente fu facilitato dal fatto che Labaka viveva abitualmente nudo con gli Huaorani, per “adattarsi” alla loro cultura. Come spiegò nella Cronaca Huaorani , ” Vivevano nudi e anch’io ero spesso nudo come loro”. Invece di affrontare il loro nudismo dal punto di vista dell’insegnamento cattolico, che considera l’abbigliamento una salvaguardia necessaria dopo il peccato originale, Labaka sosteneva che gli Huaorani non avevano bisogno di vestiti nella loro “moralità naturale”.

    “Benedetto il nudismo degli Huaorani, che non hanno bisogno di abiti per salvaguardare le loro norme di moralità naturale!” scrisse Labaka. “Dio ha voluto preservare in questo popolo il modo di vivere, la moralità naturale come nel Paradiso prima del peccato”, affermò, arrivando persino a definire la cultura degli Huaorani come una cultura di ” straordinaria maturità sessuale “.

    L’affermazione che gli Huaorani “non avessero bisogno” di vestiti e vivessero una “moralità come nel Paradiso prima del peccato” è in contrasto con la descrizione di Labaka della sperimentazione sessuale regolare e disordinata dei giovani. Egli ricordava nella Cronaca Huaorani :

    Ho osservato la facilità, o meglio la pratica quasi generalizzata come qualcosa di rituale, di eccitarsi tra maschi frequentemente… oltre ad altri giochi dall’aspetto omosessuale nelle loro lunghe riunioni familiari… Partendo dalla loro realtà mi è stato richiesto di fare il bagno con loro o come loro, o alla vista di giovani e bambini, con assoluta naturalezza; eseguendo intenzionalmente la piena toelettatura di un maschio adulto; permettendo di soddisfare la naturale curiosità di toccare e vedere in cosa ci vedono diversi.

    Labaka ha anche ammesso di essersi “sdraiato nudo” a letto con un giovane che, a suo dire, gli aveva già fatto delle avances omosessuali.

    “Peigo (un giovane Huaorani) rimase, a quanto pare, senza amaca e si avvicinò al mio letto. Nei giorni precedenti lo avevo respinto, perché lo temevo a causa dei suoi gesti e dei suoi provocatori tentativi omosessuali. Questa volta avevo un’altra comprensione di ‘accetta tutto, tranne il peccato’ e condividevo il letto sdraiato nudo sotto la stessa zanzariera”, scrisse il vescovo .

    Padre Dave Nix ha criticato duramente Labaka per aver permesso al giovane di toccargli i genitali, ripubblicando il commento di Chris Jackson sull’elevazione di Labaka da parte di Papa Leone attraverso il processo di canonizzazione.

    “Ogni volta che c’è un contatto genitale tra un adulto e un bambino, l’adulto è SEMPRE SEMPRE SEMPRE il predatore, anche se si comporta in modo timido come questo pervertito”, ha scritto Nix.

    “La condotta descritta è scandalosamente disordinata e scandalosa. Il solo raccontarla, scritta come se la ‘difficoltà’ fosse mantenere la compostezza mentre si viene toccati, ne rivela la corruzione… I santi non flirtano con il fuoco chiamando il fumo ‘inculturazione’”.

    Questi scritti autobiografici da soli mettono in dubbio se l’opera di Labaka in Amazzonia possa essere descritta come “missionaria” ed evangelizzatrice. InfoCatólica ha riferito che in realtà non cercava di evangelizzare, ma, come lui stesso affermava, “di ricevere da loro tutti i ‘semi del Verbo’ nascosti nella sua vita reale e nella sua cultura, dove vive il Dio sconosciuto”.

    https://www.lifesitenews.com/news/pope-leo-approved-beatification-process-for-bishop-who-let-indigenous-children-touch-his-genitals/

  • La grande ipocrisia di Papa Leone sull’aborto e su tutte quelle suore stuprate da preti, costrette ad interrompere la gravidanza

    La grande ipocrisia di Papa Leone sull’aborto e su tutte quelle suore stuprate da preti, costrette ad interrompere la gravidanza

    Pochi giorni fa ha fatto scalpore la dichiarazione di Papa Leone “il più grande distruttore della pace è l’aborto”, sollevando polemiche un po’ ovunque e per diversi motivi.

    Senza entrare nel merito in quanto l’Associazione non è mai stata soggetta a ideologie tuttavia, recentemente ci siamo imbattuti in iniziative anti abortiste ipocrite, come la campana istallata dal vescovo di Sanremo mons. Antonio Suetta, che abbiamo contestato con l’iniziativa “Per chi suona la campana?”, domandando quale fosse il reale valore della vita per la chiesa?

    Come racconta “NUNS vs. the VATICAN” – un film italiano diretto da Lorena Luciano e prodotto da Filippo Piscopo, presentato in anteprima negli Stati Uniti il 15 novembre scorso – sono centinaia le suore che subiscono stupro da parte di loro confratelli.

    Stupri che spesso portano la suora alla gravidanza e che la chiesa stessa fa interrompere.

    Ma questa è solo la parte ipocrita.

    Papa Leone è andato ben oltre la frase “il più grande distruttore della pace è l’aborto”, sottolinea anche, che la pace richiede attenzione ai più vulnerabili e invita a una partecipazione politica che favorisca la fraternità universale e la giustizia sociale.

    Valore che quando sei vittima di abusi sessuali da parte del clero, pare svanire misteriosamente per i cattolici, come svanisce l’anti abortismo, quando a rimanere incinta di un prete è una bambina o una suora.

    Valori che, soprattutto quando espressi dal pontefice, sollevano una serie di riflessioni non solo sulla permissività dell’aborto da parte della chiesa che, nell’ipocrisia, di fatto discrimina chi sceglie di farlo, ma anche sull’attenzione ai più vulnerabili nonché sulla giustizia sociale.

    Ci si chiede come mai, avendo in quanto Papa il potere e l’occasione di dare il buon esempio, non concretizza i concetti che esprime in casi come quello di Marko Rupnik, accusato da decine di suore di essere uno stupratore. Oggi ancora impunito senza che la chiesa abbia mai concluso un processo a suo carico.

    Eppure Rupnik, in quanto prete è nella piena disponibilità del Papa, come lo è stato per ben due papi il vescovo di Enna Rosario Gisana, oggi sotto processo dallo Stato italiano per aver mentito su un prete pedofilo, ma non da quello pontificio, che in barba alle sue stesse leggi resta puntualmente inadempiente nella loro applicazione.

  • Intervento di Francesco Zanardi al parlamento della Repubblica Ceca

    Intervento di Francesco Zanardi al parlamento della Repubblica Ceca

    1. 2. 2026

    **Buongiorno a tutti. Potrebbe presentarsi e introdurre il suo intervento?**

    Buongiorno a tutti e grazie per essere venuti. È un piacere essere qui con voi. Potete avviare la registrazione. Quello che è il mio ruolo in Italia ci unisce perché il problema è comune. Io non so se vi abbiamo spiegato come funzionano i processi della Chiesa, perché la Chiesa propone dei processi alle vittime dicendo di venire a denunciare e a rinunciare, ma la Chiesa non vi dice una cosa. Non vi dice una cosa molto importante: i processi della Chiesa si chiamano processi, ma l’obiettivo è differente. Il processo dello Stato guarda il diritto della persona, cioè la vittima è colei che ha subito l’abuso. Nella Chiesa il processo canonico ha un obiettivo differente. Io, vittima abusata, sono il testimone che il prete ha commesso un reato contro Dio. Quindi le finalità sono differenti. Dico questo perché si rimane molto spesso in Italia… Tutti gli italiani non sanno questa cosa, nessuno gliela spiega e neanche i media, quindi le persone in buona fede si rivolgono alla Chiesa che propone questi processi, e poi il processo finisce e vedi che il prete è stato sospeso per 4-5 anni e dici: ma come? Ed è proprio per questo, la sospensione è la punizione, perché per la Chiesa un prete che non può più esercitare è la punizione per aver commesso questo reato verso Dio. Il problema è che la vittima non viene riconosciuta come vittima, ma solo come testimone. La vittima non viene risarcita. Quindi questo è un consiglio che do: di stare molto attenti. I due processi non sono equivalenti, assolutamente.

    Sono due processi completamente diversi, che non dico che la Chiesa non debba fare, ma lo Stato deve fare anche il processo dove viene rivendicato il trauma e l’abuso sessuale che la vittima ha subito. Insieme possono andare d’accordo, solo quello della Chiesa assolutamente no. Quindi queste sono le due strade separate. Io capisco che chi è cattolico voglia fare anche il processo della Chiesa, ma quella è una cosa, diciamo, secondo me, in più. La Chiesa inoltre oggi sta affrontando questo problema, o almeno non lo sta affrontando, è costretta ad affrontarlo perché emergono vittime in tutti i paesi dove esiste la Chiesa, e tutte le vittime chiedono giustizia proprio per il fatto che la Chiesa non rende poi giustizia alle vittime. E un’altra cosa importante che secondo me manca nell’ideologia della Chiesa è quella del risarcimento e della denuncia del prete, cioè i casi che vengono segnalati alla Chiesa vanno denunciati dalla Chiesa anche alla polizia. In Italia, ad esempio, la Chiesa racconta agli italiani che faranno il processo, però non denuncia alla polizia. Qualche volta la Chiesa addirittura fa questi processi interni perché il caso non esca pubblicamente. Qualche volta accade addirittura che il prete viene mandato via dalla Chiesa, ma qual è il risultato? Che non dicendolo in giro resta sempre un pedofilo che non è più prete, ma resta sempre la persona pericolosa per altri bambini perché, come si sa ormai, i pedofili non smettono mai di abusare, i pedofili hanno bisogno dei bambini, ci siamo? Quindi che siano preti o che non siano preti, questo cambia poco.

    **Come ha affrontato la Chiesa la questione degli abusi nel corso della storia?**

    Dicevo quindi la Chiesa non ha affrontato da sola questo problema, ed è grazie a tutte noi vittime che adesso la Chiesa si trova a dover reagire. La Chiesa conosce bene il problema della pedofilia dal 1962 almeno, anche se dice di averlo appena scoperto. Perché sostengo questo? Perché nel 1962 Ottaviani, per conto del Papa, scrisse la famosa direttiva Crimen sollicitationis. E perché uno Stato come la Chiesa nel 1962 ha scritto una direttiva per regolamentare la pedofilia se non conosceva la pedofilia? La risposta è semplice: quindi ha occultato questi crimini per tanti anni pur sapendolo. Ora a me, come vittima, che il Papa venga a dirmi “procederemo con i nuovi casi lasciando fuori tutte le vittime che hanno già subito”, conta poco, perché se tu davvero con il cuore vuoi fare qualcosa di buono, intanto ripari dove hai rotto. Non dici solo “non lo faremo più”. Questo lo capite che è molto stupido credere che la Chiesa voglia fare questo. Se voi provate ad aprire Internet e cercare in tutto il pianeta su Google un prete pedofilo denunciato dalla Chiesa, non troverete in tutto il mondo un solo caso di un vescovo o di un cardinale o di un Papa che è andato alla polizia a denunciare un prete. Quindi questo vuole dire molto. Nel Gattopardo, che è un libro che forse conoscerete, c’è una frase: “cambiare tutto perché tutto resti uguale”. E questo è un po’ il gioco che sta facendo la Chiesa in tutto il mondo. Anche nei paesi dove c’è stata un’azione, esempio la Francia, adesso la Spagna, dove stanno addirittura risarcendo le vittime, non è la Chiesa che spontaneamente ha risarcito le vittime, è lo Stato che è intervenuto sulla Chiesa. In Francia parliamo di 3.000 preti pedofili che hanno prodotto circa 330.000 vittime. Quindi rendetevi conto del potenziale. In Spagna anche, in Spagna c’è stata ultimamente una reazione.

    La Spagna si è interessata, cioè grazie ai media, in particolar modo ad El País, che ha fatto un’inchiesta giornalistica durata anni, questa inchiesta giornalistica ha messo in moto nella sua autonomia la magistratura spagnola, che ha iniziato a contare i casi che al suo interno aveva processato in Spagna. In Italia purtroppo, questo per farvi capire quanto l’Italia sia succube della Chiesa, neanche la magistratura ha fatto quello che poteva fare tranquillamente, cioè quello che è stato fatto in Spagna. L’Italia quindi ha un problema davvero molto grosso, molto grande. Voi oggi, le vittime qui a Praga, sono state ricevute dal Presidente della Repubblica. E io credo che per voi vittime che siete qui in questa sala non abbia risolto il problema, tuttavia vi sentite vicini. Il vostro Presidente ha riconosciuto quantomeno quello che avete subito. In Italia non abbiamo neanche avuto questa gioia, diciamo così. In Italia il Presidente della Repubblica è sempre pronto ad accogliere il Papa, i cardinali e la Chiesa, ma non ha accolto il suo popolo. E io questo trovo che sia una cosa molto grave. Faccio i complimenti al vostro Presidente perché ha fatto un gesto che al momento è simbolico, però è un buon gesto. Vuol dire che questo Parlamento lavorerà su questo problema. Io adesso ho fatto una battuta prima con Jan perché non sapevo che qui in Repubblica Ceca non avevate il concordato, perché il concordato c’è in tutto il mondo con la Chiesa. Bene, una clausola che sarebbe da inserire in quel concordato prima di firmarlo sarebbe che la Chiesa paghi i danni sui cittadini, una clausola, per non finire, capite, che poi finisca come in Italia, dove il Papa non chiede scusa alle vittime, il Papa chiede scusa ai cattolici, perché per la Chiesa ogni volta che una delle vittime parla e tira fuori il suo caso è una vergogna e la Chiesa tiene al suo buon nome. Quindi fa delle scuse pubbliche, però non sono sentite. Infatti non aiuta le vittime.

    Non c’è stato da parte della Chiesa un risarcimento economico, e non perché noi vittime, lo sapete benissimo, vogliamo dei soldi. Io sono stato abusato quando avevo 11 anni da un prete, e ho denunciato perché ho maturato il trauma dell’abuso solo a 45 anni. Io a 48 anni ho avuto un tumore al colon di origine psicosomatica. Adesso sono malato, mi vedete, non so se qualcuno ha visto che oggi cammino male perché il mio corpo oggi è molto stanco stando in piedi da questa mattina. E per me anche venire qui è stato molto difficile, ma l’ho fatto davvero volentieri vedendo il Governo che dà questa apertura alle vittime e volevo anche stare con le vittime e parlare con loro da vicino. Quindi ho fatto un sacrificio a venire dall’Italia malgrado sia stato per me una cosa pesante, però l’ho fatto davvero col cuore perché credo che questo gesto da parte del vostro Stato, del vostro Paese, che vi riconosce come cittadini intanto, perché riconoscere le vittime vuol dire che vi riconosco anche come cittadini… Questa cosa io in Italia non la posso dire. L’Italia ha messo su un sistema dove lo Stato non interviene, lascia gestire la pedofilia ai preti. Tant’è che il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Zuppi, ha dichiarato pubblicamente che non passerà i nominativi dei preti pedofili alla polizia italiana. Cioè in pratica ometterà la denuncia. E lo Stato italiano è stato lì. Allo Stato italiano va bene che uno Stato estero, cioè i membri di uno Stato estero, stuprino i suoi cittadini. Così, un po’ come se fossimo il cibo per i leoni, no? Questa cosa è di un livello culturale bassissimo. Ma alla Chiesa questo livello culturale molto basso sta bene. E ci convive molto bene, perché la Chiesa purtroppo in Italia è davvero di un livello culturale molto basso, tanto che quelle poche, quei pochi cattolici che soccorrono le vittime, o almeno dicono di farlo, non lo fanno per la vittima, lo fanno per farsi belle davanti a Dio. Quindi non c’è un pentimento. E senza pentimento non c’è giustizia, lo capite? Quindi ripeto, non so cos’altro dire e preferirei a questo punto se qualcuno ha delle domande di farmele. Io ho poco tempo a mia disposizione, quindi ho cercato di spiegare un attimino un po’ le basi non volendo fare il professore, ma insomma volendo passare quello che ho appreso negli anni. Prego, non siate timidi.

    **Cosa dovrebbero fare i vescovadi o la Chiesa nelle parrocchie quando c’è una vittima, e come dovrebbero lavorare con la comunità affinché la vittima si senta a proprio agio?**

    Ti rispondo con una domanda. Oggi a voi ha fatto piacere che non ci fosse nessun rappresentante della Chiesa, almeno simbolicamente, a sostenervi? Vi siete chiesti come mai non c’era nessuno? Questa potrebbe essere una cosa che la Chiesa può fare. Un’altra cosa: siccome la Chiesa ha ben chiaro il discorso iniziale che ho fatto, che i due processi sono paralleli ma uno non compensa l’altro, la Chiesa deve assumersi l’obbligo di denunciare alla polizia, alla magistratura, agli inquirenti, diciamo, dello Stato che la ospita, perché la Chiesa qui come negli altri paesi è ospite, non è padrona di casa, i padroni siete voi… Comunicare obbligatoriamente questi nominativi, e questo per impedire che questi casi succedano ancora. Invece credo anche qua in Repubblica Ceca come in Italia, quando la Chiesa sa di un prete pedofilo, lo sposta, cioè dà la possibilità a questo prete di continuare ad abusare. E questo non è un provvedimento. Quindi questa è una cosa che credo sia fondamentale. Poi se la Chiesa in più vuole dare un sostegno spirituale a chi lo vuole, ma lo dia. Certo che non basta, ok? E il fatto dei risarcimenti di cui parlavo prima è che io sono malato, ed economicamente non mi aiuta né lo Stato né la Chiesa. Ora come si può entrare in un concetto dove questa Chiesa tanto brava e buona, che vuole o almeno dice di voler risolvere il problema, poi non assiste le vittime, cioè chi è già stato vittima dei suoi membri? OK?

    **Come si può richiedere concretamente il risarcimento economico?**

    Intanto questo è un altro indizio che fa capire che la Chiesa se ne lava le mani, il discorso che facevo prima. Ridurre allo stato laicale un prete non risolve il problema, perché quel prete che è ridotto allo stato laicale lo ha ridotto per non pagare te, ci siamo? Di fatto probabilmente questo prete non l’ha denunciato alla polizia, quindi adesso anche se non è più prete resta comunque un pedofilo. E questa è una cosa pericolosa. Rispondo alla domanda, arrivo, arrivo. Scusa, sono stato un po’ lungo. Rispondo alla domanda: non so come funzioni il sistema giudiziario in Repubblica Ceca. In Italia, anche se è difficile da raggiungere, la Chiesa di fatto dimettendo quel prete, perché lo dimette? Perché quel prete ha fatto qualcosa che non va bene, se no non sarebbe stato dimesso. La Chiesa diventa quindi giuridicamente responsabile civile di quello che ti è accaduto, anche se il prete non è più prete. Nei tribunali italiani si riesce ugualmente a chiedere il risarcimento denunciando il prete, che non ha poi i soldi, perché sicuramente i preti poi non hanno i soldi da risarcire le vittime, ma essendo responsabile civile anche la Chiesa, che i soldi li ha, questi soldi vengono chiesti alla Chiesa. Poi la Chiesa si aggiusterà col prete per farsi dare indietro i soldi, ecco, in qualche modo. Spero di essere stato esaustivo.

    **Qual è il valore del concordato con lo Stato?**

    Il concordato è una scusa poi per potersi muovere all’interno dello Stato, capite? È importante quindi questa cosa, che venga fatto un concordato… Che per carità, la Chiesa come Stato ha diritto, come tutti gli Stati, ad avere un accordo con lo Stato che la ospita, ma questo accordo non può prevedere che la Chiesa commetta dei crimini e resti impunita. È importante anche il lavoro che voi vittime state facendo. Voi col vostro coraggio state sollevando pubblicamente una questione importante, state dando consapevolezza ai cittadini della Repubblica Ceca di questo problema. Questo è importante, perché se voi vi foste limitate a rivolgervi alla Chiesa, la Chiesa avrebbe tenuto il vostro caso sotto il tappeto. Quindi avrebbe addirittura impedito di far sapere che ci sono delle vittime. Purtroppo anche le ultime leggi modificate da Papa Francesco, parlo del Vos estis lux mundi, se voi lo leggete, quel documento non prevede la denuncia alle autorità civili dello Stato, parla solo di denuncia alla Chiesa. Quindi capite? È un inganno. Con così tanta malafede purtroppo la Chiesa oggi non ha nessuna carta per essere creduta.

    **Come fa una vittima dal punto di vista umano a trasformarsi da vittima a sopravvissuta e ad uscire da quel ruolo?**

    Beh, qui ci sono tante vittime. Oggi penso che ognuno di voi almeno una volta nella vita abbia provato a suicidarsi. Io ho provato quattro volte e non ci sono riuscito. Finché noi vittime rimaniamo nel limbo di quello… cioè in un limbo dove diciamo “siamo vittime, stiamo male, siamo sofferenti”, siamo davvero vittime. Il sopravvissuto invece è quello che come voi riesce a reagire. E voi state reagendo oggi non tanto per voi stessi, lo state facendo più per gli altri, perché la vostra denuncia è una richiesta di giustizia, ma voi la vostra situazione ormai non la potete più aggiustare, è rotta. Quindi voi lo state facendo per gli altri. In questo momento non siete più vittime, siete sopravvissuti, perché in qualche modo avete trovato il vostro equilibrio. Qualcuno di voi ha delle famiglie, quindi diciamo state dando consapevoli che per voi non si torna indietro, state dando un grande contributo civile alla società. E siete una potenza voi vittime, credetemi. Noi vittime, pardon. Chiedete pure. Non siate timidi, qua dentro siamo tutti vittime.

    **A te l’abuso sessuale cos’è costato? Hai una famiglia?**

    Allora, a me gli abusi sessuali sono costati carissimi. A parte la malattia, a 24 anni ho visto mia madre uccidersi. Mia madre si è uccisa quando ha scoperto che il mio cambiamento di umore era dovuto al fatto che ero stato stuprato da un prete. Mia mamma non ha supportato, non è riuscita a supportare questo dolore, si è sentita come madre, perché qui dobbiamo tenere conto che non ci siamo solo noi vittime come vittime, ma tutte le nostre famiglie. Come madre non ce l’ha fatta, non mi ha mai parlato di questa cosa, ma il giorno dopo che ha saputo questo fatto mia mamma si è buttata in mare. Io ho perso la mia famiglia, che non era poi nel mio caso neanche la mia famiglia, in quanto io sono stato abbandonato alla nascita, non so chi sia mia mamma e mio papà. Avevo questi genitori che erano adottivi. Io la mia famiglia me la sono creata. Aggiungo un pezzo perché è importante: io il trauma che ho subito mi ha portato ad essere terrorizzato dal sesso. Io fino ai 30 anni non ho avuto rapporti sessuali tranne che col prete che mi aveva stuprato. Poi in qualche modo a 30 anni ho preso in mano questa situazione e ho cercato di ricostruire la mia vita. Ho anche riconosciuto la mia sessualità perché io non avevo la cosa alla quale mi rifiutavo di pensare, io non avevo minimamente voglia di avere un partner. Bene, da lì mi sono ricostruito la mia vita e adesso sono sposato. Tuttavia poi 13 anni dopo, 14 anni dopo, quando ho denunciato è intervenuto il tumore. Diciamo che io sono nato a 30 anni, o almeno io racconto di essere nato a 30 anni e poi essere morto a 45 per la seconda volta. Cioè quello che sto facendo ormai, per carità sto bene… sto bene per quanto si possa star bene oncologici e con tutte le problematiche passate. Tuttavia ho una mia vita e sto bene adesso nella mia vita, però questo mi spinge a lottare perché io non voglio che nessuno passi, ma credo tutti voi vogliate che nessuno passi quello che poi ognuno nel suo intimo ha passato. Diciamo che bisogna trovare il modo di trasformare brutte esperienze non in rabbia, in qualcosa di positivo. Questo vi può aiutare moltissimo, credetemi. Prego.

    **Cosa dovrebbero fare le vittime quando vogliono continuare a servire nella Chiesa, ma il nuovo parroco lo proibisce loro?**

    Allora questo la risposta non ce l’ho, mi dispiace. Però questo capisci, ti fa capire ancora quanto è falso, quanto è bugiardo il Papa quando dice che è vicino alle vittime. Hai appena testimoniato le menzogne di Papa Francesco e di Papa Leone. Vi do ancora un indizio sul nuovo Papa, i giornali non l’hanno detto, vedete: Papa Leone, prima di essere eletto Papa, era prefetto della Congregazione per la Dottrina dei Vescovi. Papa Leone da 3 anni aveva in mano il fascicolo di Monsignor Rosario Gisana, vescovo di Enna, oggi imputato dalla magistratura italiana, quindi sotto processo per aver coperto un prete pedofilo. Bene, la magistratura italiana lo sta processando, la Chiesa lo lascia ancora vescovo, è ancora lì, la Chiesa non ha avviato nessun procedimento. E questo è strano, perché Papa Francesco ha garantito che il Vos estis lux mundi, in quel provvedimento sarebbero stati perseguiti i vescovi criminali, cioè quelli che coprivano i preti pedofili. Un’altra bugia, altra santa bugia papale.

    **33 anni fa ho presentato una denuncia penale, come ci si comporta riguardo agli accordi finanziari?**

    Beh in Italia questi soldi… Io vi direi di stare attenti. La Chiesa in Italia cosa fa? Anche qua sempre nella pessima malafede, perché ai cattolici dice una cosa ma poi ne fa un’altra. In Italia l’usanza è che quando le vittime vanno a denunciare alla Chiesa, ed è per questo che non dovete andare alla Chiesa, dovete andare magari anche alla Chiesa ma anche alla polizia, gli vengono dati 25.000 euro che vengono dati con un accordo privato tra le parti si chiama. Tu prendi però questi 25.000 euro e sei obbligata a non rivelare il nome del prete se non è già pubblico, e comunque in quell’accordo che tu firmi la Chiesa ti impone di non poter poi più chiedere nulla, no? In pratica con quei quattro soldi la Chiesa si mette a posto la coscienza. Non so come faccia davanti a Dio, perché se Dio esiste come dice la Chiesa, diciamo che la Chiesa è il pessimo rappresentante di Dio, è lo sporco di Dio. Quindi capisco che anche la signora ha fatto un accordo tra le parti alla fine, ha fatto firmare per il silenzio.

    **Cosa pensa del fatto che la Chiesa svolga anche opere di bene e di aiuto?**

    Allora il fatto che la Chiesa aiuti, cercate di capire, l’aiuto deve essere anche quando la Chiesa crea dei problemi. Ora non basta dire “la Chiesa ha violentato me, non cura me, però fa bene ai poveri”. E cosa vuol dire, cosa c’entra? Cioè la Chiesa deve assumersi la sua responsabilità. E qui di nuovo il fatto che la Chiesa debba pagare le vittime, pagare con dei soldi, è un deterrente, perché la Chiesa americana, dove abbiamo visto diocesi fallire, lì è stata più attenta. Quando aveva un prete pedofilo dall’America lo mandava in Italia, ecco scusate la battuta, purtroppo vera. Però diciamo cercava di togliere il problema. Se questa cosa fosse fatta in ambito globale, capite, sarebbe una cosa valida, perché poi non si può dire “sì è vero ci sono i pedofili, ma tanti altri preti sono bravi”. Eh ma cosa vuol dire? D’altra parte comunque questi preti bravi quanti preti pedofili hanno denunciato? Quante vittime hanno aiutato? Nessuna. E questo diventa un altro problema, non si può barattare così l’essere buoni.

    **Qual è l’elemento fondamentale che manca oggi alla Chiesa?**

    Credo che fondamentalmente ci voglia da parte della Chiesa onestà, cosa che oggi la Chiesa non ha. Questo credo sia il tassello principale, avere davanti una Chiesa onesta. Per quello lei dice che prova sfiducia, e lo credo bene che prova sfiducia, perché dicono una cosa e poi ne fanno un’altra. Quindi è importante dire alla Chiesa che deve riacquisire la fiducia, e per riacquisire la fiducia deve essere onesta con la gente. E questo purtroppo è un problema che resterà nella Chiesa finché la Chiesa non cambia ottica e scende un po’ dal piedistallo, cioè la Chiesa si eleva tanto in alto a fare la professoressa, a dire addirittura preti che non si sposano addirittura vengono a insegnarvi come dovete gestire il matrimonio. E lo capite che è una supponenza persino irritante, perché il prete per carità può dare tutti i messaggi, gli insegnamenti di Dio, certo non avendo una famiglia difficilmente credo che nel pratico possa insegnarvi come gestirla, ecco. Potrà dirlo nell’etica, nella morale, ma non di più.

    **E come mai ci sono decine, centinaia e migliaia di suore violentate?**

    Riflettendo su quella di prima e parlavo di onestà della Chiesa, vedete la Chiesa dice anche che non si deve praticare l’aborto. Però come mai le decine, centinaia e migliaia di suore stuprate dai preti pedofili, o non pedofili, criminali, e rimaste incinte poi vengono fatte puntualmente abortire? Cioè come è possibile che i preti stuprino delle suore, le facciano abortire e poi vengano a dire a te che non devi abortire? Ci siamo? E questa è una disonestà intellettuale che nella Chiesa è florida, è un’ipocrisia grandissima. Purtroppo la Chiesa ci tiene molto alla sua ipocrisia, diciamo così. E quindi direi che la Chiesa se vuol essere credibile intanto risolva, cioè si deve presentare pulita, non può presentarsi in questo modo perché fa solo pietà.

    **Qual è la situazione della fiducia nei confronti del Vaticano?**

    Quello che dice Jan in italiano lo traduco anche sulla fiducia: c’è un detto molto semplice, che “il pesce puzza dalla testa”. E il Vaticano puzza dalla testa. La testa è il Papa. Da lì in giù purtroppo al momento puzza e non è credibile, è malodorante. Quindi quando sarà bello profumato si potrà essere creduto, al momento è difficile.

    **Puoi spiegare più precisamente le responsabilità del Papa?**

    L’ho detto prima: il Papa, che era alla Congregazione per la Dottrina dei Vescovi, non ha punito i vescovi che aveva in mano ed è diventato Papa. Oggi che è Papa lo può fare, e invece non lo sta facendo. Il Papa ha in mano più di un caso, uno lo so perché gliel’abbiamo mandato noi tre anni fa, ed è il caso che ho raccontato prima di Monsignor Gisana. Robert Prevost, prima di diventare Papa, è stato 4 anni capo del Dicastero per i Vescovi. Ha diversi casi in mano. Quello che io conosco, perché la mia associazione lo ha depositato a Prevost insieme alla vittima, è quello del vescovo Rosario Gisana di Enna. Vescovo che a Enna adesso, Rosario Gisana, se cercate su Internet trovate, e bene questo caso era in mano a Prevost secondo il Vos estis lux mundi di Papa Francesco, no? Quindi l’avevamo denunciato lì. Tuttora questo vescovo fa ancora il vescovo, malgrado sia indagato dalla giustizia italiana. Io dico, se il Papa volesse essere credibile, perché ha iniziato malissimo il suo papato, se vuol avere un briciolo di credibilità inizi a processare questo vescovo. Perché dire che lo farà… Io mi sento preso in giro. Questa è un insulto alla mia intelligenza, scusate.

    **Quali strumenti hanno a disposizione le vittime e le istituzioni locali?**

    Comunque avete una buona arma in mano, quella del concordato. Ricordatevi, dovete giocare sul concordato. Opporvi se… Visto il quadro generale, non si vuole aver sfiducia, ok? Ma il quadro generale è questo. Quindi lo Stato ceco non deve fare il concordato se la Chiesa non si assume questo impegno, ma davvero, davvero, non con le parole. Le parole servono a poco, anche se son belle. E i preti sanno parlare molto bene, meglio di me. No, voi state facendo, Jan sta facendo un lavoro eccezionale con tutti voi perché… Guarda tutta la mia ammirazione, la mia stima, perché è riuscito a fare più di quello che ho fatto io in Italia in 15 anni. Poi non è colpa mia, in Italia purtroppo gli italiani sono cattolici, ma cattolici così. Quello è un problema. Anche perché l’Italia, capite bene, è vero che il Vaticano non è l’Italia, ma l’Italia ha il Vaticano, e per il Vaticano l’Italia è la prima zona cattolica e dovrebbe essere agli occhi del mondo la più perfetta. Quindi il Vaticano ha tutto l’interesse che in Italia non succeda niente, o almeno che non si sappia.

    **Qual è la tua relazione di collaborazione con Jan? Rozek**

    Oramai io e Jan siamo in collaborazione da tanti anni. Quanti anni, 4-5? 4-5 anni che conosco Jan, non da ieri. È venuto più volte in Italia a casa mia, ospite mio, e io sono sempre, lui lo sa, disponibile e… La mia vita oramai è tutta in questa causa. Io con la mia malattia non posso più lavorare, non posso più fare il lavoro che facevo ed ho tantissimo tempo libero, quindi lo faccio col cuore davvero. Mi dispiace che non parlate italiano, cioè che non parlo io il ceco, ma se avete bisogno, se posso nel mio piccolo, volentieri. Come direbbero gli inglesi, “e che ci salvi la regina”. Grazie a voi, grazie a voi.

  • Tutto da rifare?

    Tutto da rifare?

    La Procura generale di Caltanissetta ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l’annullamento con rinvio della sentenza d’appello che ha condannato Giuseppe Rugolo a tre anni di carcere per violenza sessuale su minori. Sulla base delle motivazioni della sentenza depositate il 12 gennaio, infatti, la Procura chiede l’annullamento della “lieve entità dei fatti” riconosciuta in secondo grado, che ha diminuito la pena per Rugolo dai quattro anni e mezzo del primo grado ai tre dell’appello.

    Nella sentenza ci sarebbe infatti un errore di applicazione della legge penale e una conseguente formulazione contraddittoria della sentenza. Se la Cassazione accoglierà il ricorso e rinvierà ad altro giudice, per Rugolo si prospetta un nuovo processo e un possibile incremento di pena.

    Intanto monsignor Gisana, a processo per falsa testimonianza, visita e benedice scuole pubbliche alla faccia della decenza e della laicità dello Stato, mentre dalla Chiesa tutto tace e papa Leone continua sulla strada del non interventismo, anche nei casi più clamorosi e nonostante l’imbarazzo dei fedeli. Ne ho parlato con Antonio Messina, l’archeologo che ha denunciato il suo abusatore e che continua a battersi per avere giustizia.

    https://federicatourn.substack.com/p/tutto-da-rifare?

  • Pedofilia: Papa Leone XIV, ‘tante volte la Chiesa ha chiuso le porte alle vittime”

    Pedofilia: Papa Leone XIV, ‘tante volte la Chiesa ha chiuso le porte alle vittime”

    “Tante volte lo scandalo nella Chiesa è perché la porta è stata chiusa e le vittime” di abusi sessuali da parte dei preti “non sono state accolte, accompagnate con la vicinanza di autentici pastori”. Il Papa, al termine del Concistoro straordinario che si è chiuso due giorni fa, nel suo intervento finale ha fatto anche riferimento allo scandalo degli abusi nella Chiesa.

    “Anche se non è stato un tema di dialogo specifico del nostro incontro – ha detto il Papa nell’intervento che il Vaticano ha diffuso solo oggi – voglio menzionare il problema, che ancora oggi è veramente una ferita nella vita della Chiesa in tanti luoghi, che è precisamente la crisi a causa degli abusi sessuali. Non possiamo chiudere gli occhi e neanche i cuori. Vorrei dire, anche incoraggiando voi a condividerlo a vostra volta con i vescovi: tante volte il dolore delle vittime è stato più forte per il fatto che non sono state accolte e ascoltate”.

    “L’abuso stesso causa una ferita profonda che forse dura tutta la vita; ma tante volte lo scandalo nella Chiesa è perché la porta è stata chiusa e le vittime non sono state accolte, accompagnate con la vicinanza di autentici pastori. Una vittima, – ha raccontato Leone – poco tempo fa, mi ha detto che veramente per lei la cosa più dolorosa era precisamente che nessun vescovo voleva ascoltarla. E quindi anche lì: l’ascolto è profondamente importante.

    La formazione di tutti. La formazione nei seminari, dei sacerdoti, dei vescovi, dei laici collaboratori dev’essere radicata nella vita ordinaria e concreta della Chiesa locale, delle parrocchie e di tanti altri luoghi significativi dove si incontrano le persone, in particolare quelle che soffrono”. Il Pontefice, dando appuntamento ai cardinali a giugno a ridosso di S. Pietro e Paolo per il nuovo Concistoro, ha anche rassicurato i cardinali che dovesse avere problemi economici per raggiungere Roma: “Parlate. E penso che anch’io, anche noi, possiamo vivere un po’ di solidarietà gli uni con gli altri, e ci saranno maniere, con persone generose che aiuteranno”

  • «Io vittima di abusi di un prete chiedo alla Chiesa di fermare quelli sui tori nelle corride»

    «Io vittima di abusi di un prete chiedo alla Chiesa di fermare quelli sui tori nelle corride»

    Da giovane aveva subito abusi da parte di un sacerdote. Lo dice a viso scoperto Dan Paden, un cattolico che oggi ha deciso di prestare il suo volto di ex vittima di una crudeltà da parte di un uomo di Chiesa alla campagna di Peta (People for ethical treatment of animals) che da tempo sollecita il Vaticano a prendere posizione contro una pratica altrettanto crudele nei confronti degli animali, la corrida. E, in particolare, a non avallarla con la partecipazione di membri del clero a questi eventi, spesso organizzati in concomitanza con ricorrenze religiose. Non è raro che sacerdoti e prelati di vario grado intervengano con benedizioni ufficiali all’inizio di queste manifestazioni, considerate tradizionali ma ormai giudicate fuori dal tempo da una ampia fetta dell’opinione pubblica, anche negli stessi Paesi – la Spagna in primis, ma non solo – in cui ancora avvengono.

    In un video, registrato davanti ad un edificio religioso, Paden sottolinea il legame della Chiesa cattolica con corrida e con il carico di sofferenze che porta con sé. La sua testimonianza parte proprio con il ricordo degli abusi subiti in gioventù per poi passare alla descrizione di quanto crudele sia il trattamento riservato ai tori nelle arene, con un parallelo tra due forme di crudeltà diverse nei modi e nei soggetti che le subiscono ma di fatto molto simili. Di qui l’esortazione agli spettatori a prendere posizione chiedendo, ognuno con le proprie possibilità, un intervento diretto dello stesso Papa Leone XIV, affinché riconoscendo che anche la corrida è una forma di abuso nei confronti di innocenti, si attivi per recidere i legami che ancora mantiene con la Chiesa cattolica.

    Paden ricorda come per la dottrina della Chiesa gli esseri umani non dovrebbero «causare inutilmente la sofferenza o la morte degli animali». Ripensando alla sua vicenda personale, spiega, «mi chiedo ancora come qualcuno che predicava la compassione potesse provare piacere nella crudeltà». E oggi, nello stesso modo, «vedo la stessa contraddizione nei sacerdoti che benedicono o difendono la corrida». E ancora: «Cristo ci chiama a proteggere gli indifesi. La sua Chiesa deve schierarsi dalla parte delle vittime di qualsiasi forma di abuso».

    Il filmato è stato affidato a Peta a supporto della sua campagna condotta a livello internazionale. In diverse occasioni gli attivisti dell’associazione hanno promosso flash mob e iniziative di protesta pubblica per evidenziare la contraddizione dei legami tra il clero e i tormenti inflitti ai tori. Nelle settimane scorse anche l’attrice italiana Loredana Cannata si era resa protagonista di una plateale manifestazione in piazza San Pietro, prima di essere arrestata dalla gendarmeria vaticana.

    Peta ricorda, del resto, come i pontefici in passato abbiano preso posizione a favore degli animali. Papa Francesco, che pure aveva evidenziato l’eccesso di attaccamento agli animali domestici in relazione al disinteresse mostrato a volte nei confronti di altri esseri umani, aveva scritto nell’enciclica Laudato Si’ che «ogni atto di crudeltà verso qualsiasi creatura è contrario alla dignità umana». L’organizzazione ricorda poi come già nel XVI secolo Papa Pio V, poi canonizzato, proibì la corrida che descrisse come «spettacolo crudele e vile del diavolo e non dell’uomo» e contraria alla «pietà e alla carità cristiane». Ma lo stesso Papa Leone ha mostrato una certa sensibilità sui temi che riguardano l’ambiente e la natura e ha ricordato lo scorso autunno, celebrando San Francesco, il suo Cantico e la sua visione dell’umanità intesa come «essere creature tra le creature».

    «Ogni anno – sottolinea Peta -, decine di migliaia di tori vengono dolorosamente uccisi in un rituale in cui un assalitore a cavallo conficca una lancia nel dorso e nel collo del toro prima che altri gli infilzino pugnali  nella schiena. Quando il toro si indebolisce a causa della perdita di sangue, un matador tenta di ucciderlo conficcandogli una spada nei polmoni. Il toro è spesso ancora cosciente quando le sue orecchie o la coda vengono tagliate e offerte al matador come trofeo e il suo corpo viene trascinato fuori dall’arena». Ecco perché, secondo gli attivisti, i sacerdoti cattolici dovrebbero astenersi dall’officiare cerimonie religiose propiziatorie e ad assistere i toreri nelle cappelle spesso presenti nelle stesse arene.

    https://www.corriere.it/animali/26_gennaio_05/io-vittima-di-abusi-di-un-prete-chiedo-alla-chiesa-di-fermare-quelli-sui-tori-nelle-corride-3335703e-9e04-4a3f-b83a-353a3ee06xlk.shtml

  • Sacerdote pedofilo in processione coi bambini: è scontro sul ritorno di don Mottola, condannato per abusi su minore

    Sacerdote pedofilo in processione coi bambini: è scontro sul ritorno di don Mottola, condannato per abusi su minore

    È aspra polemica nella diocesi di Aversa per il “reintegro” del sacerdote don Michele Mottola, condannato per violenze sessuali nei confronti di una bambina di 11 anni a Trentola Ducenta. Il vescovo monsignor Angelo Spinillo ha acconsentito, infatti, a che don Michele sfilasse al suo fianco nel corso della processione di Santo Stefano Protomartire a Qualiano subito dopo Natale, accanto ad altri preti e a molti bambini che fungevano da ministranti e, nei giorni seguenti, alla celebrazione della chiusura del Giubileo nella cattedrale.

    «Lasciami stare, non mi devi più toccare» o «è solo un gioco, non facciamo niente di male»: queste le frasi che don Mottola aveva rivolto alla bambina e che erano emerse grazie ad una serie di servizi televisivi de ‘Le Iene’. Don Mottola fu quindi arrestato per ordine della Procura di Napoli Nord e sospeso dalla diocesi di Aversa. Ci fu il processo e la sentenza: condanna di 9 anni in primo grado, che il sacerdote ha interamente scontato.

    C’è chi, come l’avvocato Sergio Cavaliere, da anni impegnato in una battaglia per far emergere le responsabilità della Chiesa campana contro i preti pedofili, tuona allo scandalo, ritenendo “vergognoso che ad un sacerdote condannato per pedofilia sia consentito di continuare ad esercitare, partecipando anche a pubbliche processioni accanto ai bambini”.

    Già nel 2019, don Mottola era riapparso in pubblico ed anche allora era scoppiate le proteste. Probabilmente in diocesi si pensava che il tempo avesse attenuato lo sdegno ed il dolore delle vittime, ma evidentemente non è così. Monsignor Spinillo si è, quindi affrettato ad emettere un comunicato stampa in cui ha confermato che a don Mottola è stata concessa “una deroga eccezionale” per partecipare alla processione “nella prospettiva di quella speranza cristiana di penitenza e redenzione”.

    Spinillo ha anche ricordato come don Mottola abbia «espiato le pene che gli sono state comminate dal Tribunale Statale e dal Tribunale Ecclesiastico» e che, comunque, sia ancora colpito da una serie di restrizioni. Inoltre il vescovo ha assicurato che «in nessun modo viene meno l’attenzione su eventuali abusi che potessero essere commessi da qualunque altro», all’interno della diocesi di Aversa.

    Monsignor Spinillo compirà 75 anni il prossimo primo maggio e, per prassi, dovrà presentare le proprie dimissioni dalla guida della diocesi di Aversa a papa Leone XIV. Negli scorsi anni papa Francesco aveva concesso numerose deroghe per ulteriori due anni a vescovi italiani, ma di certo il clamore su abusi sessuali potrebbe spingere il pontefice a cogliere la palla al balzo congedando nei termini il vescovo aversano.

    https://www.fanpage.it/napoli/sacerdote-pedofilo-in-processione-coi-bambini-e-scontro-sul-ritorno-di-don-mottola-condannato-per-abusi-su-minore/

  • Papa Leone ha aiutato a proteggere il clero accusato di abusi in Perù, affermano i sopravvissuti agli abusi

    Papa Leone ha aiutato a proteggere il clero accusato di abusi in Perù, affermano i sopravvissuti agli abusi

    Le vittime di abusi da parte del clero chiedono un’indagine su Papa Leone XIV durante il suo mandato come vescovo di Chiclayo in Perù, sostenendo che avrebbe avuto un ruolo nel nascondere il modo in cui ai sacerdoti e al clero accusati di violenza sessuale veniva consentito di continuare a svolgere il loro ruolo nella Chiesa cattolica.

    Le registrazioni di un incontro avvenuto ad aprile tra il reverendo Giampiero Gambaro, Ana María Quispe Díaz e altri accusatori di aggressione di chierici peruviani hanno rivelato che l’uomo da loro accusato aveva confessato ai funzionari della chiesa anni prima e a settembre gli era stato concesso un “congedo onorevole”.

    Il Chicago Sun-Times ha recensito una versione tradotta delle registrazioni rese pubbliche da Conclave Watch.

    Alla luce delle registrazioni appena emerse, la Rete dei Sopravvissuti agli Abusi da parte dei Preti intende presentare una denuncia aggiornata secondo il modello ” Vos Estis Lux Mundi” , il percorso della Chiesa per documentare le accuse di abuso o cattiva gestione dei casi. Il gruppo ha affermato che questi casi sono rappresentativi di “un sistema che consente a vescovi e cardinali di controllare e chiudere i casi che li coinvolgono”.

    “Non possiamo avere un altro papa in questo sistema istituzionale che ha insabbiato i crimini sessuali su minori”, ha dichiarato Peter Isely, sopravvissuto agli abusi sessuali del clero del Wisconsin e fondatore di SNAP, in una conferenza stampa di giovedì a Chicago. “Sono qui da 35 anni e l’unico modo in cui le cose cambiano è quando ci sono conseguenze e responsabilità. … Non vogliamo che questo accada a un altro bambino”.

    I funzionari del Vaticano non hanno risposto immediatamente alla richiesta di commento.

    Díaz, di Chiclayo, in Perù, sostiene di essere stata abusata da un prete quando aveva 9 anni, e che le sue due sorelle sono state aggredite dallo stesso prete. Nell’aprile 2022, ha affermato, le tre hanno presentato le loro accuse a Papa Leone XIV, allora noto come Robert Prevost e vescovo di Chiclayo, sebbene non abbia mai aperto un’indagine.

    Secondo il New York Times , il Vaticano ha concluso l’indagine sui presunti abusi nel 2023, dopo che le autorità civili hanno dichiarato che le accuse erano oltre la prescrizione. Il Vaticano ha dichiarato al giornale che Prevost aveva fatto più del dovuto in almeno uno dei casi.

    Secondo SNAP, le nuove prove dimostrano che i funzionari della chiesa hanno ammesso che il reverendo Eleuterio Vásquez Gonzáles, noto come padre Lute, aveva confessato di essersi tolto i vestiti, di aver fatto commenti sessualmente inappropriati e di aver toccato se stesso e le vittime.

    Gambaro ha affermato che “l’indagine preliminare di Prevost è stata condotta molto male” – descrivendola come una “battuta” – e che “i termini di prescrizione della chiesa sono chiaramente molto diversi”. Ha aggiunto che un funzionario ecclesiastico sconosciuto, che le vittime ritengono essere Prevost, “ha firmato una lettera in cui afferma che il processo [canonico] non deve essere svolto”.

    “È la prima volta che mi trovo di fronte a una situazione del genere in cui si invoca in questo modo la prescrizione del diritto civile”, afferma Gambaro nella registrazione.

    Secondo l’analisi dei social media condotta da SNAP, Lute e il reverendo Ricardo Yesquén Paiva, che secondo Díaz l’avrebbe aggredita da bambina, hanno continuato a comparire nelle foto di Facebook mentre ricoprivano incarichi in chiesa, nonostante Prevost avesse affermato che erano state rimosse.

    Una foto di Facebook mostra Prevost in piedi con Paiva alla sua festa di compleanno nel 2023, tre anni dopo che le accuse sono emerse, entrambi vestiti con abiti clericali.

    Entro il 2024, la chiesa ha affermato che il religioso accusato, che era stato fotografato con Prevost, non poteva essere indagato e aveva già abbandonato il ministero a causa di una condizione neurologica, secondo SNAP.

    “È incomprensibile che invece di cercare la verità e riparare le vittime, si sia deciso di chiudere il caso attraverso una grazia papale che libera l’abusatore dall’affrontare la responsabilità che gli compete, lasciandoci in una situazione di vulnerabilità senza riparazione, dove l’unica cosa che ci viene offerta è il pagamento per la terapia”, ha affermato Diáz in una dichiarazione.

    Contributo di: Kaitlin Washburn

    https://chicago.suntimes.com/pope-leo-xiv/2025/12/04/victims-call-for-investigation-of-pope-leo-xiv-amid-new-evidence-of-role-in-sexual-abuse-cover-up-in-peru

  • Papa Leone sferza la curia romana: “Non serve primeggiare e cercare il potere, basta con la pigrizia”

    Papa Leone sferza la curia romana: “Non serve primeggiare e cercare il potere, basta con la pigrizia”

    Papa Leone XIV scrive una lettera apostolica ai sacerdoti e li esorta al dinamismo, a combattere la pigrizia e l’isolamento e a stare attenti alle insidie dei social. Un documento di alto valore pastorale ed evangelico. Nel quale sferza la curia e la invita a non primeggiare.

    La lettera del Papa

    Nella lettera del Pontefice, “Una fedeltà che genera futuro”, in occasione del LX Anniversario dei Decreti Conciliari ‘Optatam Totius’ e ‘Presbyterorum Ordinis’, si legge che,  “una fedeltà che genera futuro è ciò a cui i presbiteri sono chiamati anche oggi, nella consapevolezza che perseverare nella missione apostolica ci offre la possibilità di interrogarci sul futuro del ministero e di aiutare altri ad avvertire la gioia della vocazione presbiterale”.

    Il sacerdote, “insieme al distacco dai beni materiali”,  deve anche mostrare, “una perseverante ricerca e adesione alla volontà di Dio, facendo così trasparire Cristo in ogni sua azione. Ad esempio, – scrive Prevost – questo avviene quando si fugge ogni personalismo e ogni celebrazione di sé stessi, nonostante l’esposizione pubblica cui talvolta il ruolo può obbligare”.

    “Basta primeggiare”

    ” L’amarezza a volte si fa strada anche tra di noi-scrive il Pontefice- quando, magari dopo tanti anni spesi al servizio della Curia, notiamo con delusione che alcune dinamiche legate all’esercizio del potere, alla smania del primeggiare, alla cura dei propri interessi, stentano a cambiare. E ci si chiede: è possibile essere amici nella Curia Romana? Avere rapporti di amichevole fraternità’?”

    No alla pigrizia pastorale

    Il Pontefice richiama a un rischio: “Ci si ritira in sé stessi rifiutando la sfida dell’evangelizzazione e assumendo un approccio pigro e disfattista”. “Nel nostro mondo contemporaneo, caratterizzato da ritmi incalzanti e dall’ansia di essere iperconnessi, che ci rende spesso frenetici e ci induce all’attivismo, sono almeno due le tentazioni che si insinuano contro la fedeltà a questa missione”.

    Attenti alle insidie dei social

    Prevost mette in guardia i sacerdoti dalle insidie dei social: ” L’esposizione mediatica, l’uso dei social network e di tutti gli strumenti oggi disponibili va sempre valutato sapientemente, assumendo come paradigma del discernimento quello del servizio all’evangelizzazione’. ”In ogni situazione, – sottolinea il Pontefice -i presbiteri sono chiamati a dare una risposta efficace, tramite la testimonianza di una vita sobria e casta, alla grande fame di relazioni autentiche e sincere che si riscontra nella società contemporanea”.

    L’orrore della pedofilia

    Prevost ha anche affrontato la questione della pedofilia nella Chiesa: “‘In questi ultimi decenni, la crisi della fiducia nella Chiesa suscitata dagli abusi commessi da membri del clero, che ci riempiono di vergogna e ci richiamano all’umiltà, ci ha reso ancora più consapevoli dell’urgenza di una formazione integrale che assicuri la crescita e la maturità umana dei candidati al presbiterato, insieme con una ricca e solida vita spirituale”.

    Papa Leone sferza la curia romana: “Non serve primeggiare e cercare il potere, basta con la pigrizia”

  • Nuova Zelanda – Domande per Papa Leone XIV

    Nuova Zelanda – Domande per Papa Leone XIV

    Caro Papa Leone XIV
    Perché hai imbiancato le accuse di violenza sessuale su minori contro il cardinale John Dew quando eri prefetto del Dicastero per i Bishop nel 2024? Perché non avete parlato con le vittime e come questo tipo di risposta è “centrata sulle vittime” come dite pubblicamente devono essere le risposte?
    Perché non tratterrete i vostri vescovi ad Aotearoa Nuova Zelanda per rendere conto di aver negato denunce per abuso di clero attraverso un processo segreto che ostacola le indagini?
    Perché non avete sanzionato i vostri vescovi ad Aotearoa Nuova Zelanda per aver usato avvocati civili nel loro processo di ricorso pastorale per minacciare i sopravvissuti e respingere ingiustamente le loro denunce?
    Perché permetti ai tuoi vescovi non solo di ignorare i sopravvissuti, ma di ordinare che il loro intero presbiterato ignora anche i sopravvissuti?
    Perché predicate la ‘tolleranza zero’ in pubblico ma permettete comunque insabbiamenti in privato?
    Perché non hai chiesto scusa pubblicamente per gli abusi nelle cure della tua Chiesa ad Aotearoa, Nuova Zelanda, come riscontrato dalla Commissione reale neozelandese di inchiesta sugli abusi in cura? Perché non avete riconosciuto i risultati dell’inchiesta?
    I sopravvissuti non meritano di meglio?
    https://www.facebook.com/groups/519994202127538/