Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • DA 15 ANNI, IL VATICANO NON RISPONDE ALLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DEI BAMBINI

    DA 15 ANNI, IL VATICANO NON RISPONDE ALLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DEI BAMBINI

    Questa settimana a Ginevra, il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino sta ascoltando una testimonianza a porte chiuse sul compimento ufficiale del cattolicesimo della Convenzione del 1989 sui Diritti del Bambino. Uno dei circa 200 sottoscrittori della convenzione, la Santa Sede (il nome formale dello Stato del Vaticano), ha quindici anni di ritardo nel consegnare un rapporto che racconti se ha attuato per “proteggere il bambino contro ogni forma di violenza fisica o mentale”, come esige la convenzione. Le vittime di preti sessualmente attivi, i loro difensori, vari Grandi Giurati statunitensi, gli investigatori del governo irlandese e i loro omologhi negli altri paesi, hanno consegnato numerose prove che non é cosí.
    Lo scandalo internazionale di decadi di abuso sessuale e di copertura da parte delle autoritá superiori ecclesiastiche é tanto familiare che, oggi, non necessitano molti sforzi per evidenziarlo. É sufficiente dire che migliaia di sacerdoti sono stati giudicati in maniera credibile, accusati dalla loro stessa chiesa che ha pagato migliaia di dollari per risolvere le denunce giudiziarie imposte dalle vittime. Negli Stati Uniti, circa cinquecento sacerdoti sono stati condannati per delitti contro i bambini. In Irlanda, lo scandalo é tanto grande che é stato rotto il vincolo, storicamente molto stretto, tra lo stato e la chiesa. In Australia il parlamento ha cominciato un’ ampia indagine sui crimini sessuali commessi dal clero cattolico e il cardinale George Pell di Sydney recentemente ha qualificato gli stessi come “un terribile disordine generalizzato.”
    Un problema mondiale, il disastro ha eluso molti sforzi per ripulirlo, in parte a causa della strana situazione della chiesa. Diffusa in tutto il mondo e diretta da una gerarchia verticale, dall’alto al basso, che si compone di migliaia di entitá corporative, dalle parrocchie individuali alla banca del Vaticano. All’essere denunciati di abuso infantile, i funzionari della chiesa preferiscono che l’istituzione sia trattata come un’entitá locale, cosa che significa che le autoritá superiori, e la maggiore quantitá di denaro posseduta dalla varia burocrazia cattolica, sono protette. Tuttavia i vescovi accusati di copertura hanno a volte trovato conveniente segnalare (alcuni casi) alle autoritá nella lontana Roma, trasferendo il carico morale a loro, quando sembrava che i sacerdoti abusatori avessero il permesso o venissero addirittura aiutati a evadere le responsabilitá dei loro atti. (Di fatto, il Vaticano in generale ha l’ultima parola sulle risposte istituzionali alle denunce contro i sacerdoti.)
    Per complicare ulteriormente le cose, la chiesa cattolica é stata molto beneficiata dal fatto che, tra le religioni del mondo, é l’unica che gode della protezione legale – includendo l’immunitá diplomatica – che offre alle nazioni piú comuni. La sovranitá ha permesso alle autoritá cattoliche di scappare da processi e denunce civili relazionate all’abuso sessuale. Ha anche permesso il trasferimento dei documenti sensibili da un paese all’altro, mediante gli invii diplomatici chiusi ed inviolabili.
    Riconosciuto per la prima volta in un trattato con l’Italia di Mussolini, lo stato che é la Santa Sede puó vantare molto pochi cittadini e residenti, e il suo territorio si limita ai pochi ettari che compongono il Vaticano. Nonostante questo, mantiene un ruolo importante nei fatti mondiali. In questo scenario dove tanto la Chiesa Cattolica che lo Stato del Vaticano sono sotto un’intensa pressione. Due anni dopo le vittime dei sacerdoti abusatori hanno sollecitato alla Corte Penale Internazionale di aprire un’indagine sul problema mondiale degli abusi sessuali del clero. Questa richiesta é stata negata recentemente. Tuttavia, le deliberazioni del Comitato Internazionale dell’Infanzia offrono un nuovo foro al mondo per considerare il modello dei crimini delle  coperture.
    I difensori statunitensi che sono stati invitati a testimoniare in Ginevra sono Barbara Blaine e David Clohessy della Rete di Sopravvissuti agli Abusi dei Sacerdoti (SNAP per le sue sigle in inglese), che é la piú grande e piú antica organizzazione di appoggio alle vittime di abuso sessuale da parte del clero. In un rapporto scritto al Comitato, sviluppato in collaborazione con il Centro per i Diritti Costituzionali situato in New York, lo SNAP si riferisce alle migliaia di casi di abuso che coinvolgono fino a 100.000 vittime in tutto il mondo. Blaine e Clohessy possono dare testimonianza del persistente quadro di ritardi ed evasioni contro cui ci si scontra quando le accuse vengono alla luce. Nelle diocesi in tutto il mondo, le istruzioni sono di trasferire i sacerdoti accusati, trattative a porta chiusa con le vittime ed i padri, e accordi segreti. Altre risposte, viste nel mondo, hanno incluso misure aggressive per evitare le autoritá civili e la distruzione di documenti compromettenti.
    I due statunitensi possono anche dire al Comitato che, a prescindere dalle affermazioni ufficiali sul fatto che la chiesa ha riformato le sue pratiche, nuove accuse di abuso e copertura sorgono frequentemente. Nel 2011 un gran giurado in Filadelfia ha informato che anni dopo queste supposte riforme, decine di abusatori accusati in maniera credibile sono rimasti nel ministero. I fatti presentati nel Rapporto Philadelphia, prima impugnato ma piú tardi confermato da funzionari della chiesa, consistono nei casi piú recenti in Newark, Nuova Jersey e Australia.
    Infine, Clohessy e Blaine possono spiegare, in termini chiari, perché un’organizzazione che te gestisce migliaia di abusatori puó essere complice di ció che equivale a crimini contro l’umanitá. Nonostante alcuni funzionari della chiesa, e i loro difensori, minimizzino la natura di questi attacchi usando termini come “toccando” e “palpando”, molti (di questi attacchi) implicano atti di violenza e tutti costituiscono profonde violazioni dell’integritá fisica, emozionale e spirituale dei bambini. Simile all’ incesto, i sacerdoti vengono chiamati “padre”, l’abuso sessuale infantile puó essere un fattore importante in problemi di abuso di sostanze, depressione, isolamento sociale e altri, per tutta la vita.
    La distruzione causata dagli abusi sui bambini commessi da membri del clero é stata identificata. Fino adesso coloro che stanno nei livelli piú alti della gerarchia hanno evaso le responsabilitá, nonostante siano le autoritá decisionali della chiesa istituzionale. Con la firma apposta per rimanere alla convenzione sui diritti del bambino, la Santa Sede eserce la sua prerogativa come Stato – Nazione. Nella ricerca della veritá sulla risposta del Vaticano agli abusi sui minori commessi da sacerdoti, le Nazioni Unite hanno l’opportunitá di rendere la Santa Sede responsabile davanti alle norme accettate da tutti i firmatari.
  • Proteggeva i preti pedofili, arrestato Monsignor Lynn, Quando arresteranno vescovi e cardinali italiani?

    Proteggeva i preti pedofili, arrestato Monsignor Lynn, Quando arresteranno vescovi e cardinali italiani?

    L’uomo è stato condannato per aver coperto gli abusi perpetrati da altri preti a minori, riassegnandoli ad altre parrocchie.
    di Simona Vitale 25 luglio 2012 16:04

    Un giudice ha condannato Monsignor William Lynn, il più alto esponente della Chiesa Romana Cattolica negli Stati Uniti, a trascorrere da tre a sei anni in una prigione di Stato, facendo di lui il più alto funzionario in grado della chiesa cattolica degli Stati Uniti ad essere imprigionato nello scandalo mondiale che ha coinvolto il mondo del clero per il reato di pedofilia. Lynn, che ha servito come segretario per il clero dell’arcidiocesi di Philadelphia dal 1992 al 2004, è stato condannato lo scorso 22 giugno per aver coperto degli abusi sessuali a danni di bambini commessi da preti pedofili, anziché denunciarli. Il tutto al fine di evitare lo scandalo.

    Lynn non è mai stato accusato di abusi e non ha mai incontrato le vittime dei preti in questione. Alla sentenza, letta nella giornata di ieri 24 luglio, il giudice M. Teresa Sarmina ha biasimato Monsignor Lynn per non aver sostenuto e protetto i bambini, vittime degli abusi dei preti. Lynn è stato descritto come un uomo colto che sa distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ma che ha scelto male, dicendo che aveva schermato, protetto e aiutato dei veri e propri “mostri in abito talare”.

    Proteggeva i preti pedofili, arrestato Monsignor Lynn

  • Filadelfia. Non denunciò centinaia di preti pedofili. Processo a prete omertoso, In Italia processerebbero qualche centinaio di vescovi

    Filadelfia. Non denunciò centinaia di preti pedofili. Processo a prete omertoso, In Italia processerebbero qualche centinaio di vescovi

    Preti pedofili, a Philadelphia parte il processo nel silenzio generale

    Enrico Pedemonte

    A Filadelfia è in corso un processo a William Lynn, per dodici anni supervisore dei sacerdoti della città americana, che creò un archivio riservato su centinaia di episodi di pedofilia senza mai intervenire. È la prima volta che la gerarchia cattolica rischia una condanna penale per non aver voluto agire. Intanto, in Messico, un libro sostiene che la Santa sede fin dagli anni Quaranta era a conoscenza di abusi su minori. Lo dimostrano 212 documenti filtrati dagli archivi vaticani.

    Molti dei quali sono in italiano. 16 aprile 2012 – 12:10 Fino a che punto la gerarchia ecclesiastica va ritenuta responsabile del comportamento dei preti pedofili? La stampa italiana ne parla poco (sempre meglio non avere guai con il Vaticano) ma in molti paesi del mondo lo scandalo continua a suscitare interesse e nelle ultime settimane, negli Stati Uniti e in Messico, sono accadute tre cose importanti che potrebbero riaccendere lo scandalo, aprendo nuovi fronti di indagine e nuove controversie. La prima notizia arriva da Filadelfia dove lunedì si è aperto un processo a cui il New York Times ha dedicato un ampio editoriale: A Monsignor Goes on Trial. Il monsignore in questione è William Lynn e la sua storia fa rumore perché per la prima volta a salire sul banco degli imputati non è un prete pedofilo, ma un membro della gerarchia accusato di avere coperto lo scandalo per anni. In passato William Lynn è stato per dodici anni il supervisore dei sacerdoti di Filadelfia.

    Negli anni Ottanta, di fronte al moltiplicarsi degli abusi che si verificavano all’ombra delle chiese e dei seminari, Lynn fu incaricato di creare un archivio segreto sui preti coinvolti in episodi di pedofilia. In seguito, nel 1994, il cardinale Anthony Bevilacqua, della diocesi di Filadelfia, gli ordinò di distruggere tutto. Ma nel 2006 una copia di quell’archivio fu trovata in un armadio della diocesi e nel 2011 fu consegnata alle autorità giudiziarie. Il cardinale Bevilacqua, che avrebbe dovuto testimoniare al processo, è morto il 31 gennaio. Nell’archivio, aggiornato fino al 1994, sono citati 35 preti che continuavano a svolgere la loro opera come sacerdoti in quella diocesi nonostante fossero accusati di violenza su minori. In totale i sacerdoti collegati ad abusi sessuali nella diocesi, tra il 1948 e oggi, sono sessanta. William Lynn, che era perfettamente a conoscenza di ogni cosa, va considerato colpevole? Il problema che si apre davanti al giudice di Filadelfia è drammatico.

    Negli Stati Uniti, negli ultimi tre anni, settecento preti sono stati obbligati ad abbandonare il sacerdozio, molti di loro sono stati condannati e sono finiti in carcere, ma i vertici della Chiesa non sono mai stati toccati dallo scandalo, almeno da un punto di vista penale. Uno dei sacerdoti interrogati dai giudici di Filadelfia ha detto che la gerarchia cattolica trattava i preti pedofili come alcolizzati da curare con programmi simili a quelli degli alcolisti anonimi. Il fatto che quei preti non fossero dipendenti dall’alcol ma dall’abuso dei bambini appariva secondario. Colpevoli sono solo i preti pedofili o anche i vertici che li hanno coperti, magari spostandoli altrove? L’interrogativo non è semplice da sciogliere. In alcuni stati (Missouri, Wisconsin, Utah) i giudici hanno sostenuto che in questo caso processare la gerarchia cattolica sarebbe una violazione del Primo emendamento, che garantisce la libertà di pensiero, di religione e di stampa. È la linea di difesa, sempre più aggressiva, seguita dagli avvocati delle diocesi messe sotto accusa.

    E qui arriviamo alla seconda notizia. In Missouri, all’inizio di marzo, gli avvocati dei preti accusati di abuso sui minori hanno portato in tribunale la Snap (Survivors Network of Those Abused by Priests) un’associazione di volontari che dal 1989 si occupa di assistere le famiglie delle persone che hanno subito abusi. Gli avvocati chiedono ai vertici della Snap di consegnare ai giudici tutta la corrispondenza scambiata con gli assistiti in ventitre anni. Obiettivo: verificare se nelle migliaia di lettere e email tra l’associazione e le vittime ci siano irregolarità. I militanti della Snap replicano che si tratta di una odiosa violazione della privacy di migliaia di vittime, un modo subdolo per segnalare a chiunque voglia rivolgersi all’associazione che la sua vita privata sarà resa di pubblico dominio. William Donohue, presidente della Catholic League for Religious and Civil Rights, ha spiegato al New York Times: «Lo Snap è una minaccia alla Chiesa Cattolica. In passato la Chiesa è stata troppo veloce a firmare assegni. Ormai abbiamo capito che sarebbe stato meno dispendioso se avessimo lottato su ogni singolo caso (di abuso, ndr)».

    Questo chiaro cambiamento di strategia da parte della Chiesa ci porta alla terza notizia, legata al recente viaggio in Messico del papa, che si è rifiutato di incontrare le famiglie delle vittime di abusi sessuali. Il Messico è un paese particolare per il Vaticano. È il paese di Marcial Maciel, il fondatore dell’ordine dei Legionari di Cristo, scomparso nel 2008. Fin dagli anni Quaranta, Maciel abusò di decine di bambini e giovani seminaristi ed ebbe diversi figli (uno certo, altri cinque incerti) da donne diverse. Ora le vittime accusano la Chiesa di avere coperto Maciel per decenni. Alla fine di marzo, mentre papa Ratzinger sbarcava a Città del Messico, Jose Barba stava dando alle stampe un libro secondo il quale il Vaticano sapeva da decenni che Maciel era un drogato e un pedofilo. Barba è un ex sacerdote dei Legionari che nel 1998 intentò una causa legale contro Maciel per avere abusato sessualmente di lui mentre era in seminario. Il libro (“La voluntad de no saber”) è basato su 212 documenti riservati che Barba ha ottenuto da una fonte che ha accesso agli archivi vaticani. I documenti sono oggi pubblicati online all’indirizzo www.lavoluntaddenosaber.com. È una documentazione imponente, in larga parte scritta in italiano. Ha scritto l’Associated Press in un articolo pubblicato integralmente dal Wall Street Journal: «I nuovi documenti sembrano rafforzare le prove che il Vaticano fosse a conoscenza delle accuse ben prima che queste diventassero pubbliche».

    Dalla documentazione pubblicata online emerge chiaramente che il Vaticano era a conoscenza dei problemi di Maciel fin dalla fine degli anni Quaranta. Nel 1954 una lettera di un prete della Legione al vicario di Città del Messico sosteneva che Maciel era morfinomane. Nel 1956 alcune lettere lo accusano esplicitamente di atti di sodomia nel confronti di ragazzi della congregazione. In una lettera del 1976, Juan Jose Vaca (che Ratzinger ha rifiutato di incontrare nel suo recente viaggio) scrive chiaramente di avere subito violenze in seminario fin dal dicembre 1949, quando aveva tredici anni. Vaca cita altri venti preti che subirono lo stesso trattamento. Dal 1978 al 1992 scrisse lettere alle autorità della Chiesa. Poi lasciò la tonaca. Joseph Ratzinger, che nel 1998 era a capo dell’ufficio che ricevette quelle denunce, ha detto di essere venuto a sapere delle accuse a Maciel solo nel 2000. Impiegò sei anni a emettere sanzioni nei suoi confronti. Aspettò che fossero i suoi colleghi Legionari ad accusare apertamente il fondatore dell’ordine. D’altra parte anche Papa Wojtyla ammirava l’ortodossia e la disciplina dei Legionari. Non tutte le persone che hanno subito abusi hanno chiesto di essere ricevuti dal papa in occasione del suo viaggio in Messico. Jose Barba (l’autore del libro) e altre vittime hanno detto di non volere un incontro con Benedetto XVI. Jose Antonio Perez Olvera, un ex legionario che subì gli abusi di Maciel, ha dichiarato all’Associated Press: «Per nessuna ragione al mondo vorrei incontrare qualcuno che ha protetto Maciel invece di punirlo. Non veniamo a patti con i criminali, né con i loro protettori e i loro complici». Questa dichiarazione è stata pubblicata dal Wall Street Journal. In Italia ha avuto scarsa eco.

    Leggi il resto: www.linkiesta.it/preti-pedofili-philadelphia#ixzz1sDSXeGWM

  • Morto il cardinale Bevilacqua, protettore di preti pedofili, Definì l’omosessualità un’aberrazione e un male morale. Ma non è finito in galera

    Morto il cardinale Bevilacqua, protettore di preti pedofili, Definì l’omosessualità un’aberrazione e un male morale. Ma non è finito in galera

    Esteri – 09 Marzo 2011 – 08:49
    Pedofilia, Usa: sospesi 21 sacerdoti

    Il provvedimento è scattato perchè 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni erano ancora impegnati nei loro incarichi pastorali

    L’arcidiocesi di Filadelfia ha sospeso dai loro incarichi Ventuno preti accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni sono stati sospesi dall’arcidiocesi di Filadelfia che, con 1,5 milioni di fedeli, è la sesta comunità cattolica più grande degli Stati Uniti. Il provvedimento è scattato dopo che un gran giurì aveva trovato in febbraio 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni ancora impegnati nei loro incarichi pastorali. Dopo il verdetto del grand giurì l’arcidiocesi aveva designato una ispettrice esterna con l’incarico di esaminare la situazione dei 37 preti menzionati dal gran giurì; le indagini hanno quindi portato alle denunce nei confronti di un ex sacerdote e di un insegnante, che avrebbero aggredito due ragazzi. Una delle vittime avrebbe denunciato anche il cardinale Anthony Bevilacqua, che al tempo degli abusi era il capo dell’arcidiocesi, perchè avrebbe taciuto per non esporre l’istituzione allo scandalo.

    www.essenzialeonline.it/esteri/Pedo…doti_22668.html

    Usa, morto cardinale Bevilacqua, fu indagato per abusi minori

    Philadelphia (Pennsylvania, Usa), 1 feb. (LaPresse/AP) – È morto a 88 anni il cardinale di Philadelphia in pensione, Anthony Bevilacqua, noto per essere stato al centro di un’indagine per abusi sessuali su minori, in cui non fu però mai accusato formalmente. È stato a capo dell’arcidiocesi di Philadelphia, in Pennsylvania, dal 1988 al 2003. La portavoce dell’arcidiocesi, Donna Farrell, spiega che Bevilacqua è deceduto questa notte nel sonno al seminario San Carlo Borromeo di Wynnewood, dove abitava. Da anni combatteva contro la demenza e una forma di cancro. Due gran giurì di Philadelphia lo avevano indagato in relazione a denunce di abusi su minori, presentate contro decine di preti della sua arcidiocesi. Recentemente, il 30 gennaio, un giudice di Philadelphia lo aveva dichiarato in grado di testimoniare al processo, nonostante la demenza che secondo gli avvocati gli avrebbe reso impossibile la testimonianza. Nel 2002 finì nuovamente sotto accusa quando definì l’omosessualità “un’aberrazione e un male morale”. Era andato in pensione nel 2003.
    Pubblicato il 1 febbraio 2012

  • Pedofilia: protesta vittime in Vaticano  «Ancora troppi i silenzi della Chiesa»

    Pedofilia: protesta vittime in Vaticano «Ancora troppi i silenzi della Chiesa»

    ROMA – Silenziosa protesta sabato sera in via della Conciliazione. Sullo sfondo di San Pietro, un gruppo americano di vittime di abusi sessuali ha protestato «contro i silenzi del Vaticano sui preti pedofili». A distanza di un anno dal primo raduno, l’associazione americana «Survivors Voice» ha tenuto una manifestazione in difesa delle vittime dei sacerdoti pedofili vicino Castel Sant’Angelo.

    «PIU’ FORTI SE UNITI» – «Se noi sopravvissuti stiamo uniti, siamo più forti e abbiamo più voce», annuncia l’associazione. La manifestazione dello scorso anno, che si tenne il 31 ottobre, fu piuttosto arrabbiata. Le vittime degli abusi continuano a chiedere alla Chiesa risposte più forti e incisive di fronte ai casi di pedofilia. Nei giorni scorsi anche due attivisti italiani, Francesco Zanardi dell’associazione L’Abuso, e Alberto Sala dell’associazione «Piccolo Alan» si sono presentati in Vaticano per chiedere un’udienza al Papa e l’applicazione di linee guida certe da parte della Chiesa.

    A PIEDI DA SAVONA A S.PIETRO – «Non abbiamo avuto risposta – fanno sapere in un comunicato – e per questo da lunedì cominceremo uno sciopero della fame a oltranza». Sciopero della fame contro la mancata applicazione delle linee guida emesse dalla Santa Sede in materia di pedofilia anche da parte di Francesco Zanardi, portavoce della rete «l’Abuso».
    Zanardi, che nelle scorso settimane si è recato a piedi da Savona al Vaticano per chiedere un aiuto concreto alle vittime dei sacerdoti pedofili, smetterà di alimentarsi lunedì 31 ottobre. Intanto negli Stati Uniti sta iniziando un nuovo èprocesso per abusi sessuali su minori ad opera di sacerdoti nella diocesi di Philadelphia e in Inghilterra lo scandalo pedofilia nella Chiesa si allarga e coinvolge anche la diocesi di Plymouth.

    CONTROLLORE INDAGATO – La chiesa cattolica ha ordinato una revisione urgente della sua politica per la protezione dei bambini dopo che un suo funzionario laico – un ex assistente sociale incaricato di indagare su alcune accuse di abusi sessuali nella diocesi di Plymouth – è stato incriminato e arrestato per possesso di 4.000 immagini pedopornografiche. Il fatto che la chiesa avesse ingaggiato un presunto pedofilo proprio per un’indagine sulla protezione dei bambini incrementa il senso di crisi che già si respira nella chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles.
    Il Vaticano ha ordinato una visita apostolica anche nell’abbazia benedettina di Ealing nell’ovest di Londra, nella cui adiacente scuola, St Benedict’s, sarebbero stati compiuti abusi sui bambini dagli anni Sessanta fino al 2009.

    https://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_30/Protesta_antipedofili-americani-vaticano-1901993532136.shtml

  • Pedofilia. Si dimette cardinale di Filadelfia, Justin Rigali ha insabbiato i casi, spostando i preti di parrocchia in parrocchia

    Pedofilia. Si dimette cardinale di Filadelfia, Justin Rigali ha insabbiato i casi, spostando i preti di parrocchia in parrocchia

    martedì 19 luglio 2011 15:18

    Il cardinale Justin Rigali in una immagine di archivio REUTERS/Tim Shaffer

    FILADELFIA (Reuters) – Il Vaticano ha annunciato oggi di aver accettato le dimissioni del cardinale Justin Rigali, la cui guida dell’arcidiocesi cattolica di Filadelfia era stata macchiata da uno scandalo su abusi sessuali commessi da sacerdoti su minori.

    L’arcidiocesi, la sesta per grandezza negli Stati Uniti, con un milione e mezzo di fedeli, è stata accusata di aver tenuti segreti gli abusi sessuali su minori commessi da preti per cercare di evitare un costoso scandalo.

    In un comunicato, il Vaticano ha detto di aver accettato le dimissioni di Rigali, 76 anni, ma non ha fatto alcun commento diretto sulla vicenda. Al posto di Rigali, è stato nominato l’arcivescovo di Denver, Charles Chaput, ha comunicato la Santa sede.

    Negli ultimi anni la Chiesa cattolica è stata scossa da una serie di scandali relativi al tentato insabbiamento di abusi su minori sia in Europa che negli Stati Uniti.

    Rigali, arcivescovo a Filadelfia dal 2003, ha cercato di contenere lo scandalo dei preti pedofili seguito al rapporto diffuso da un grand jury a inizio anno. Tre sacerdoti, un monsignore e un insegnante sono stati incriminati dopo l’inchiesta.

    — Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

    http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE76I0BH20110719

    Usa/ Va in pensione card. Rigali, su diocesi ombra pedofilia
    A Philadelphia arriva il ‘pro life’ Chaput, stimato in Vaticano
    postato 4 ore fa da TMNews

    Città del Vaticano, 19 lug. (TMNews) – Va in pensione a 76 anni il cardinale statunitense Justin F. Rigali. Il Papa ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età ed ha nominato nuovo arcivescovo di Philadelphia monsignor Charles J. Chaput, sinora arcivescovo di Denver.

    Nessun riferimento, nella nota vaticana, alle accuse indirizzate negli anni scorsi a Rigali e alla diocesi di Philadelphia per alcuni casi di pedofilia da parte dei preti. In particolare, un Gran giurì ha accusato nel 2005 Rigali e il suo predecessore, cardinale Anthony Bevilacqua, di aver sottovalutato le denunce a decine di sacerdoti sospetti. L’arcidiocesi, più in generale, è stata accusata di essersi limitata a trasferire alcuni preti pedofili da una parrocchia all’altra.

    Monsignor Chaput, vescovo conservatore ‘pro life’, è molto stimato in Vaticano, che, negli ultimi mesi, gli aveva affidato due missioni delicate: il presule è stato uno dei ‘visitatori’ della congregazione dei Legionari di Cristo, finita sotto inchiesta vaticana per le malefatte del fondatore; ed ha gestito la rimozione di un vescovo australiano, William Morris di Toowomba, che aveva fatto delle aperture alla possibilità dell’ordinazione di donne e uomini sposati.

  • Rimuovere i preti pedofili? Per ora non se ne parla, I vescovi USA proteggono i preti criminali

    Rimuovere i preti pedofili? Per ora non se ne parla, I vescovi USA proteggono i preti criminali

    11 giugno 2011
    La Conferenza Episcopale degli Stati Uniti non adotterà nuove linee guida per contrastare con più efficacia le molestie sessuali dei sacerdoti

    Nei prossimi giorni si riunirà a Seattle la Conferenza episcopale degli Stati Uniti. Il vertice della Chiesa cattolica americana dovrà discutere di come superare lo scandalo più grave della sua storia, decine di migliaia di abusi sessuali compiuti da sacerdoti su minori e altri fedeli. Da Seattle però sembra che nessuna nuova notizia arriverà, perchè secondo i vescovi statunitensi la lotta alla pedofilia nella Chiesa si combatte già con discreti risultati.

    TUTTO FERMO DOPO LO SCANDALO – Finora la Chiesa americana ha speso 2 miliardi di dollari in spese legali e risarcimenti danni per le vittime dei preti pedofili. Dal 1950 ad oggi sono emerse più di 15 mila vittime che sono state violentate da personale della Chiesa oppure sacerdoti, reati di natura sessuale che hanno sconvolto migliaia di esistenze e provocato la più grande perdita di autorevolezze e credibilità mai subita dal cattolicesimo statunitense. Le nuove linee guida su come arginare questo fenomeno domineranno il dibattito della conferenza episcopale a stelle e strisce che si svolgerà a Seattle a metà giugno, la prima guidata dal nuovo presidente, l’arcivescovo di New York Timothy Dolan.

    LA LOTTA ALLA PEDOFILIA VA BENE COSI’ – Il problema più grave da discutere è come rimuovere i preti che abusano di minori ma che poi continuano a rimanere nelle parrocchie dove esercitano il loro ministero. Nel sistema attuale i vescovi di varie diocesi possono sfruttare dei buchi per evitare di prendere misure che sanzionino i colpevoli. Recentemente in un processo a Philadelphia è emerso come il vescovo avesse coperto 37 sacerdoti accusati di molestie sessuali. La nuova bozza che sarà discussa alla conferenza episcopale però non aggiunge alcuna novità, un elemento che è criticato da movimenti religiosi e laici vicini alla Chiesa, che però auspicano una maggiore consapevolezza delle autorità ecclesiastiche nel combattere un fenomeno così grave e disgustoso. Secondo i dati forniti dagli ecclesiasti statunitensi però il contrasto agli abusi sessuali compiuti dai religiosi sta dando frutti anche con le vecchie regole, tanto che nel 2010 non si sarebbe verificato alcun caso, o quantomeno non c’è stata, ancora, alcuna denuncia.

    Publy

    http://www.giornalettismo.com/archives/129…on-se-ne-parla/

  • Pedofilia, Usa: sospesi 21 sacerdoti

    Pedofilia, Usa: sospesi 21 sacerdoti

     

    09 Marzo 2011 – 08:49
    Il provvedimento è scattato perchè 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni erano ancora impegnati nei loro incarichi pastorali

    L’arcidiocesi di Filadelfia ha sospeso dai loro incarichi Ventuno preti accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni sono stati sospesi dall’arcidiocesi di Filadelfia che, con 1,5 milioni di fedeli, è la sesta comunità cattolica più grande degli Stati Uniti. Il provvedimento è scattato dopo che un gran giurì aveva trovato in febbraio 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni ancora impegnati nei loro incarichi pastorali. Dopo il verdetto del grand giurì l’arcidiocesi aveva designato una ispettrice esterna con l’incarico di esaminare la situazione dei 37 preti menzionati dal gran giurì; le indagini hanno quindi portato alle denunce nei confronti di un ex sacerdote e di un insegnante, che avrebbero aggredito due ragazzi. Una delle vittime avrebbe denunciato anche il cardinale Anthony Bevilacqua, che al tempo degli abusi era il capo dell’arcidiocesi, perchè avrebbe taciuto per non esporre l’istituzione allo scandalo.

    Philadelphia
    Pedofilia, sotto accusa il cardinale Bevilacqua
    Da quando lo scandalo è esploso, circa 10 anni fa, la chiesa romana ha pagato 2 miliardi di dollari per i risarcimenti
    Stefano Buda 07 Marzo 2011, 21:46

    Nuove accuse di abusi sessuali chiamano in causa l’arcidiocesi di Philadephia, che con 1,5 milioni di fedeli è la sesta comunità cattolica più grande degli Stati Uniti. Un prete protagonista di un caso di pedofilia sarebbe stato coperto dal cardinale Anthony Bevilacqua, che al tempo era il capo dell’arcidiocesi. La vittima sostiene di essere stata al centro delle attenzioni del religioso per tre anni, dal 1994 al 1997. Il porporato sarebbe stato messo a conoscenza di quanto avvenuto dallo stesso prete accusato, fin dal tempo dei primi abusi, ma avrebbe taciuto per non esporre l’istituzione allo scandalo. Questa la ricostruzione della pubblica accusa.

    Bevilacqua era già stato tirato in ballo il mese scorso, nell’ambito di un processo che ha per parte lesa un uomo di 28 anni: è accusato di avere occultato l’identità e i crimini di alcuni preti pedofili, insieme all’attuale arcivescovo di Philadelphia, Justin Rigali. Un gran jury formatosi a Philadelphia ha fatto sapere che almeno 37 preti sono ancora in attività, nonostante prove credibili ed evidenti del loro coinvolgimento in casi di abusi sessuali. L’attività investigativa del gran jury ha portato alle denunce nei confronti di un ex sacerdote e di un insegnante, che avrebbero aggredito due ragazzi, e di un monsignore, che non sarebbe riuscito a proteggere le vittime.

    In risposta alla relazione del gran jury, Rigali ha dichiarato la disponibilità dell’arcidiocesi a riaprire 37 casi di abusi sessuali e ha aperto all’eventualità di mettere a riposo tre sacerdoti, con congedo amministrativo. Da quando lo scandalo dei sacerdoti cattolici è esploso a Boston, quasi dieci anni fa, l’arcidiocesi cattolica romana è stata costretta a pagare circa 2 miliardi di dollari come risarcimenti per le vittime.

    http://www.america24.com/news/pedofilia-so…nale-bevilacqua

    [Esplora il significato del termine: lA DIOCESI DI FILADELFIA Pedofilia, sospesi 21 preti in Usa Sono accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni lA DIOCESI DI FILADELFIA Pedofilia, sospesi 21 preti in Usa Sono accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni MILANO – L’arcidiocesi di Filadelfia ha sospeso dai loro incarichi 21 preti accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni. L’iniziativa della arcidiocesi è scattata dopo che un grand giurì aveva trovato in febbraio 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni ancora impegnati nei loro incarichi pastorali. Dopo il verdetto del grand giurì l’arcidiocesi aveva designato una ispettrice esterna con l’incarico di esaminare la situazione dei 37 preti menzionati dal gran giurì. «So che la fiducia di molte persone verso la Chiesa è stata scossa – afferma una dichiarazione del cardinale Justin Rigali – Prego che gli sforzi della nostra arcidiocesi nell’affrontare i casi che destano preoccupazione contribuisca a riguadagnare fiducia nella verità e nella giustizia». L’arcidiocesi non ha identificato i preti sospesi dai loro incarichi. (Fonte Ansa) 08 marzo 2011(ultima modifica: 09 marzo 2011)] lA DIOCESI DI FILADELFIA
    Pedofilia, sospesi 21 preti in Usa
    Sono accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni

    LA DIOCESI DI FILADELFIA

    Pedofilia, sospesi 21 preti in Usa

    Sono accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni

    MILANO – L’arcidiocesi di Filadelfia ha sospeso dai loro incarichi 21 preti accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni. L’iniziativa della arcidiocesi è scattata dopo che un grand giurì aveva trovato in febbraio 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni ancora impegnati nei loro incarichi pastorali. Dopo il verdetto del grand giurì l’arcidiocesi aveva designato una ispettrice esterna con l’incarico di esaminare la situazione dei 37 preti menzionati dal gran giurì. «So che la fiducia di molte persone verso la Chiesa è stata scossa – afferma una dichiarazione del cardinale Justin Rigali – Prego che gli sforzi della nostra arcidiocesi nell’affrontare i casi che destano preoccupazione contribuisca a riguadagnare fiducia nella verità e nella giustizia». L’arcidiocesi non ha identificato i preti sospesi dai loro incarichi. (Fonte Ansa)

    08 marzo 2011(ultima modifica: 09 marzo 2011)

    http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_08/…c80ef41f5.shtml

     

  • Usa: nuovi gravi accuse di abusi sessuali per la Chiesa americana

    Usa: nuovi gravi accuse di abusi sessuali per la Chiesa americana

    Secondo il Grand Jury «è noto che nel corso degli anni il cardinale venne costantemente informato delle attività di mons. Lynn, ma per il momento non è possibile procedere in modo efficace anche nel perseguimento penale del cardinale». Da parte sua, l’attuale arcivescovo di Philadelphia, Justin Rigali, ha osservato: «È mia intenzione di considerare attentamente e prendere molto sul serio le osservazioni e le raccomandazioni del grand jury». L’incriminazione però non si ferma a quella contro mons. Lynn. Nell’attuale procedimento, insieme a lui, sono finiti sotto accusa altri tre sacerdoti -uno dei quali però ridotto allo stato laicale nel 2006- e un insegnante. La vicenda processuale riguarda in particolare due vittime; di queste una era all’epoca dei fatti un bambino che sarebbe stato abusato da due sacerdoti e da uno dei suoi insegnanti nella scuola primaria. Il bambino, di 10 anni, era chierichetto nel 1998.