Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Pinerolo

  • Castagnole: l’ex-catechista sarà risarcito

    Castagnole: l’ex-catechista sarà risarcito

    Edizione 20 del 18/05/2011 – CASTAGNOLE – Per comprendere la storia che andiamo a raccontarvi, occorre una premessa importante. Un lungo passo indietro.

    Era il 21 luglio del 2005 quando il giudice del Tribunale di Pinerolo Luca Del Colle accolse la richiesta di patteggiamento di due avvocati di gran nome come Alberto Mittone e Fulvio Gianaria.

    E così, don Roberto Volaterra, l’amato parroco castagnolese, fu condannato ad un anno e otto mesi per “Abusi sessuali condotti con violenza e abuso di autorità” su una bimba all’epoca dei fatti appena undicenne. La pena base era cinque anni che poi, con le attenuanti della confessione, del risarcimento e la riduzione di un terzo, si trasformò in 20 mesi di reclusione (con la condizionale).

    Storia che fece enorme scalpore, non solo a livello locale. Storia chiusa, ma solo da un punto di vista giudiziario, perché la sua eco ancora risuona, certo nel cuore e nella mente della ragazzina molestata, ma anche dei tanti che da quella vicenda furono in qualche modo toccati (parrocchiani compresi).

    Lucia Sorbino
    http://www.ecodelchisone.it/articoli/2011-05-18/castagnole-l-ex-catechista-sara-risarcito-5234
  • Patteggia un anno e otto mesi il prete che insidiò la ragazzina

    Patteggia un anno e otto mesi il prete che insidiò la ragazzina

    PINEROLO – Un anno e otto mesi con la condizionale: con questa condanna «patteggiata” si è conclusa ieri nel tribunale di Pinerolo la scabrosa storia di don Roberto Volaterra, ex parroco di Castagnole Piemonte, arrestato l’ anno scorso con l’ accusa di violenza sessuale nei confronti di una bambina di 11 anni.

    Lui, l’ imputato, difeso dagli avvocati Fulvio Gianaria e Alberto Mittone che hanno scelto il patteggiamento della pena accompagnato da un risarcimento alla famiglia della piccola di 45mila euro, non era in aula. Il perché è comprensibile.

    Nei primi mesi del 2004 la vicenda sconvolse l’ intero Pinerolese. Non era facile accettare che un parroco di 36 anni, capelli rasati e voce infantile, adorato dal paese e con un oratorio sempre pieno di bimbi fosse in realtà un pedofilo. Ma a provare quell’ accusa infamante ci sono le lettere scritte dal religioso alla piccola già a marzo 2002 quando per tre pomeriggi alla settimana lui va a casa sua per ripetizioni di matematica a domicilio. Lei ha appena dieci anni e i suoi genitori lavorano la terra e non sospettano nulla. Lui invece scrive: «Con te me mi sento più umano, più felice. Mi piaci proprio.

    La tua bocca è fatta per parlare dolcemente, per cantare, per baciare…”. Un passione quella di don Roberto che dura per un anno e mezzo, all’ insaputa di tutti. Poi alla fine dell’ agosto 2003 lui pare rinsavire: »Non doabbiamo più parlarci, il paese potrebbe parlare…”. E invece a Castagnole Piemonte nessuno dice nulla e tanto meno dubita del parroco. Chi invece non tace è la piccola vittima: sei mesi dopo quando a Natale il parroco bussa alla sua porta per fare gli auguri probabilmente rivive l’ incubo e decide di smascherare il molestatore in tonaca. La sera del 18 gennaio quando tutta la famiglia è riunita per la cena lei riceve una chiamata sul cellulare. Padre e madre la sentono rispondere: “Perché mi dici queste cose don Roberto?”.

    E’ tutta una finta: lei si è chiamata dal telefono di casa e non sta parlando con nessuno. Arrivano altre cinque telefonate. Dal telefono di un amico con cui si è confidata ma lei continua a fingere che sia don Roberto e trova il coraggio di dire tutta la verità. Il 24 gennaio la famiglia firma la denuncia contro il religioso. Il procuratore capo di Pinerolo Giuseppe Marabotto e il suo sostituto Ciro Santoriello cinque giorni dopo ordinano l’ arresto del parroco.

    Lui confessa il 2 febbraio: «L’ immagine di quella ragazzina si è impossessata di me, l’ ho toccata senza ritegno”. In paese è scandalo, la Curia è imbarazzata. Lo psichiatra Mario Fulcheri, in una discussa perizia psichiatrica compilata durante l’ indagine preliminare, spiega: «Don Luciano in grado di intendere e volere ha agito in quel modo con la sua giovane parrocchiana perché condizionato da una forte immaturità della sfera affettiva…». In sostanza, secondo lo psichiatra, il prete nonostante i suoi 36 anni avrebbe avuto in realtà un’ età psico-affettiva di un ragazzo di quindici anni.

    L’ avvocato Maria Grazia Pellerino che assisteva la famiglia della piccola molestata aveva denunciato per diffamazione lo psichiatra deferendolo anche all’ ordine dei Medici.
    MEO PONTE
    22 luglio 2005

  • «Molestie sulla bambina? Sono impazzito per amore»

    «Molestie sulla bambina? Sono impazzito per amore»

    Torino, il parroco confessa: «Pagherò per la mia colpa»

    DAL NOSTRO INVIATO PINEROLO (Torino) – «E’ vero, le ho messo le mani addosso, senza alcun ritegno. Mi sono invaghito di lei, c’ è stato un trasporto che piano piano è cresciuto.

    Mi sono innamorato, ma lei a un certo punto per me è diventata un’ ossessione». «E’ vero, è vero» ripete in continuazione «l’ ho baciata, l’ ho toccata». Non esita a raccontare i dettagli don Roberto Volaterra, il parroco di 36 anni di Castagnole Piemonte accusato di violenza sessuale nei confronti di una tredicenne.

    Confessa davanti al gip di Pinerolo Marco Battiglia durante l’ interrogatorio di garanzia. Ammette di aver toccato al seno e nelle parti intime quella bambina mentre la seguiva nei compiti a casa. Lo fa accanto ai suoi avvocati Fulvio Gianaria e Alberto Mittone, che hanno chiesto e ottenuto per lui gli arresti domiciliari in una comunità della diocesi.

    Ma il parroco nega le telefonate volgari e oscene del 18 gennaio scorso. Sei chiamate una in fila all’ altra, l’ ultima a mezzanotte, ascoltate anche dai familiari della ragazza. Don Roby sorride quando lascia il tribunale per salire a bordo della jeep blu della polizia penitenziaria, accompagnato da quattro agenti in borghese. Sorride nonostante qualcuno dalla strada gli urli «Vattene, sei un pedofilo». Si volta, ma non dice una parola.

    «Mi dispiace, ho sbagliato, sono colpe che dovrò pagare – dice in aula il sacerdote – ma per lei provavo una grande attrazione, ho perso la testa». Il parroco e la ragazzina si conoscono nel settembre del 2000, quando don Roberto si insedia a Castagnole. Nasce un’ amicizia, anche la famiglia della ragazzina, che all’ epoca aveva dieci anni, si fida del nuovo sacerdote che si offre di insegnare la matematica a domicilio. Nella primavera del 2002 lui comincia a scriverle lettere, alcune dolci, altre molto ambigue che sfociano in una passione non razionale. Gli investigatori ne trovano diciotto: «Adesso sei diventata una donna, ora ti devo spiegare che cosa succederà al tuo corpo», le scrive dopo l’ arrivo del primo ciclo mestruale. Poi diventa più tenero: «Cucciolotta mia, piccina, ti voglio tanto bene, tanto tanto tanto».

    Un’ altra lettera, per il pm Ciro Santoriello e per il procuratore capo Giuseppe Marabotto, è la prova che la studentessa cercava di allontanarlo: «Anche se fra noi ci sono ventitré anni di differenza, anche se tu me lo rinfacci ogni volta, io sto troppo bene con te. Per questo ti cerco ancora». Poi, alla fine dell’ estate del 2003 don Roberto Volaterra cerca di fermarsi: «Non dobbiamo più vederci. Devo farmi un esame di coscienza». Fino alla sera del 18 gennaio scorso, quando don Roby le telefona sei volte. Ma non è più il parroco dolce e affettuoso. Il suo è un concentrato di volgarità e insulti. Secondo l’ accusa don Volaterra è in canonica in compagnia di un animatore, 26 anni, agli arresti domiciliari. «Domani non devi andare a scuola, ti porto una lettera e una scatola di preservativi, sei una puttana».

    Poi mette giù. Un delirio pornografico senza fine a cui assistono anche i genitori della studentessa, la madrina e il nonno. «Lo sto facendo con Xxxxx, ho addosso le mutande rosse che mi avete regalato a Capodanno». E poi altre parole, irripetibili. Tutti confermano di aver riconosciuto la voce e il numero di cellulare di don Volaterra. Ma il parroco, pur ammettendo di aver toccato la studentessa nelle parti intime, nega con fermezza quelle telefonate tanto volgari. «Non le ho fatte io quelle chiamate, io con questa storia non c’ entro» ripete il sacerdote che vuole cancellare l’ ombra di festini gay a luce rossa in canonica.

    «Quella domenica non ero a Castagnole, ho trascorso la serata con mio zio a Torino e ci sono testimoni». La procura ha disposto l’ acquisizione dei tabulati telefonici che segnaleranno anche le celle identificative per tentare di chiarire il mistero delle telefonate. Ma se davvero non sono di don Roberto, chi ha fatto quelle chiamate? Qualcuno che sapeva dell’ amore malato del parroco e ha voluto portarlo a galla? Forse lo scherzo di qualche adolescente che conosceva quel segreto?

    Ma c’ è un altro mistero con cui la procura deve fare i conti: Xxxxx il giorno dopo l’ escalation di telefonate porno avrebbe cercato di giustificarsi con la famiglia: «Dovete scusarci, io e don Roberto abbiamo esagerato con gli spinelli». Ma entrambi gli indagati hanno smentito di aver mai riferito una circostanza simile. Molti gli aspetti ancora da chiarire. E il pm Ciro Santoriello lancia un appello: «Chi sa qualcosa parli». Potrebbero esserci altri casi, mai denunciati, di molestie su ragazzi che frequentavano l’ oratorio. Cristina Marrone Dalle lezioni di matematica agli abusi L’ ARRESTO «Violenza sessuale» Don Roberto Volaterra è stato arrestato giovedì scorso con l’ accusa di violenza sessuale nei confronti di una tredicenne che frequentava l’ oratorio e alla quale impartiva lezioni di matematica L’ INTERROGATORIO «È vero, ho sbagliato» Ieri il sacerdote è stato ascoltato per due ore e mezza dal gip.

    «Avevo perso la testa per quella ragazzina – ha ammesso il prete – l’ ho toccata più volte quando eravamo da soli. Ho sbagliato, pagherò per le mie colpe» IL PRESUNTO COMPLICE Un giovane educatore Respinge invece ogni accusa Xxxxx, il giovane educatore parrocchiale accusato di avere preso parte alle telefonate, e in due casi di avere palpeggiato pure lui la ragazzina. Rimane agli arresti domiciliari IL PAESE LO DIFENDE «Sono solo calunnie» Ieri qualcuno alla vista del prete ha urlato: «Pedofilo, vattene». Una voce stridente in mezzo a tante altre che sino a domenica davanti alla chiesa l’ hanno difeso: «Sono tutte calunnie, don Roby si è sempre comportato bene» IL RAVVEDIMENTO Fra noi ci sono ventitré anni di differenza… Non dobbiamo più vederci. Devo farmi un esame di coscienza LA PASSIONE Cucciolotta mia, ti voglio tanto bene… Ora sei diventata una donna, ti devo spiegare cosa succederà al tuo corpo

    Marrone Cristina

    Pagina 18
    (3 febbraio 2004) – Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/2004/febbraio/03/Molestie_sulla_bambina_Sono_impazzito_co_9_040203059.shtml

  • Pedofilia, arrestati due preti Adescavano nell’ oratorio

    Pedofilia, arrestati due preti Adescavano nell’ oratorio

    TORINO – Due sacerdoti piemontesi sono finiti in carcere, nel giro di 48 ore, per violenza sessuale su minori.

    Il primo è padre Domenico Marcanti, 48 anni, di Alessandria, che al doposcuola dell’ istituto don Orione svolge l’ attività di animatore.

    Lo accusano cinque ragazzini di dodici anni. Lo inchiodano i filmati delle telecamere che i poliziotti hanno installato nell’ oratorio. Il secondo è don Roberto Volaterra, 30 anni, parroco di un paesino di 2000 abitanti, Castagnole Piemonte, e vicario episcopale in quella zona della provincia di Torino dove, in mezzo a una immensa pianura, ci sono le fabbriche della ex Indesit, ora Fiat Ricambi. A denunciarlo è stata una ragazzina di tredici anni che da un anno subiva le sue molestie.

    L’ adolescente è figlia di una parrocchiana che proprio a don Roberto, in confessionale, aveva confidato di essere stata violentata, in gioventù, dal maestro elementare. Il sacerdote non ha esitato a fare subire alla figlia la stessa violenza sessuale e psicologica che la madre aveva sofferto da bambina. L’ ha palpeggiata con la forza mentre si trovava a casa sua – approfittando dell’ assenza dei genitori – mentre l’ aiutava a fare i compiti. Le ha scritto lettere oscene con pesanti riferimenti alla sua pubertà.

    E l’ ha molestata al telefono. Con il sacerdote è finito agli arresti domiciliari, per lo stesso reato, anche l’ animatore della parrocchia (poi risultato estraneo ai fatti): pure lui, secondo l’ accusa del pm di Pinerolo Ciro Santoriello, avrebbe molestato l’ adolescente. Quelle telefonate sconce di don Roberto («Lo sai che Xxxx mi sta facendo questo, sai cos’ è vero? Poi lo fai anche tu, eh?»), avevano turbato la ragazzina al punto che i genitori si erano insospettiti. Quando hanno ascoltato il tenore di quei colloqui telefonici, hanno subito sporto denuncia. Ai carabinieri che ieri lo hanno arrestato, il parroco ha bisbigliato, quasi giustificandosi, «quella ragazzina mi provocava».

    Don Roberto Volaterra è orfano, vive solo. I magistrati temevano che la solitudine forzata degli arresti domiciliari avrebbe potuto portarlo a un gesto di estremo sconforto. Paradossalmente, hanno ritenuto che il carcere, in questo momento così delicato della sua vita, fosse per lui più sicuro. Sulla vicenda è intervenuto l’ arcivescovo di Torino, monsignor Severino Poletto. Il cardinale «ha espresso la propria vicinanza a quanti sono turbati dalla dolorosa vicenda» e ha auspicato che «le autorità competenti possano in tempi brevi fare piena luce sul caso». Poi, ha voluto «confermare stima e fiducia nei confronti del clero della sua diocesi che da sempre si distingue per il generoso impegno pastorale».

    Analoga, e altrettanto triste, la storia che ha visto come protagonista, nell’ Alessandrino, padre Domenico Marcanti. Contro di lui le intercettazioni ambientali, anche filmate, disposte dopo la denuncia presentata una decina di giorni fa in questura dai genitori di un ragazzino di dodici anni. Il minore aveva parlato di abbracci, palpeggiamenti e baci, comportamenti raccontati anche dagli altri minorenni identificati attraverso le immagini registrate e ascoltati dagli investigatori. «Ce l’ aspettavamo», è stato il commento del padre di un ragazzo che frequenta il doposcuola. Il sacerdote è stato interrogato ieri pomeriggio nel carcere di piazza don Soria. Per oltre un’ ora ha risposto alle domande del gip, che ha firmato l’ ordinanza di custodia e del pm che conduce l’ inchiesta.

    ALBERTO CUSTODERO

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/01/30/pedofilia-arrestati-due-preti-adescavano-nell-oratorio.html