Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: preseminario

  • “Abusi e molestie in seminari”. Le Iene a caccia di un sacerdote

    “Abusi e molestie in seminari”. Le Iene a caccia di un sacerdote

    Dopo l’inchiesta Mediaset lui è sparito da Colorina e dintorni

    Colorina (Sondrio), 14 novembre 2017 – A Colorina la scorsa settimana le telecamere della trasmissione di Italia Uno «Le Iene» non erano passate inosservate, ma nessuno aveva immaginato la portata dello scandalo, o presunto tale, portato alla luce dal giornalista Mediaset Gaetano Pecoraro.

    Sono pesanti come macigni le accuse rivolte da almeno due giovani nei confronti di un sacerdote 25enne nato a Chiavenna ma che ha trascorso l’infanzia a Lanzo d’Intelvi per poi trasferirsi a Città del Vaticano per frequentare il Preseminario San Pio X in Vaticano. E proprio il preseminario, dove vengono formati i chierichetti a servizio del Papa, stando alle accuse mosse da due giovani intervistati da «Le Iene», sarebbe stato lo scenario di abusi e molestie sessuali. Il chiavennasco, che a luglio è stato ordinato sacerdote dal vescovo Oscar Cantoni, è stato accusato di utilizzare la propria posizione, il fatto di essere un seminarista che sarebbe entrato a far parte dell’Opera Don Folci, la stessa che gestisce la struttura San Pio X in Vaticano, per avere rapporti non consenzienti con almeno un ragazzo poco più giovane di lui, che all’epoca dei primi presunti episodi aveva solo 13 anni. Ma stando alle sue dichiarazioni e a quelle di un testimone oculare, entrambi intervistati dal giornalista Mediaset, ci sarebbero altre vittime. Il testimone oculare ha anche denunciato di aver segnalato gli episodi al vescovo di Como prima che il giovane fosse ordinato sacerdote. E la Diocesi di Como ieri ha affidato ad una nota la risposta alle accuse mosse non solo al giovane prete, ma alla stessa Diocesi, che avrebbe chiuso un occhio sulle molestie.

    «Le accuse mosse sono già state oggetto di accertamento da parte delle competenti sedi ecclesiastiche: i Superiori canonici hanno osservato e valutato la persona e la sua condotta – spiegano dalla Diocesi – Il vescovo di Como, preso atto dell’esito di predetta indagine, di tutte le valutazioni sulla personalità e sul cammino vocazionale del seminarista e, dopo aver ritualmente compiuto quanto di propria spettanza, ha ordinato presbitero questo giovane». Il sacerdote al centro dello scandalo dall’ordinazione avvenuta a luglio prestava la sua opera in Valtellina, proprio presso l’Opera Don Folci di Colorina. Da giovedì scorso, quando «Le Iene» lo hanno raggiunto per tentare di intervistarlo, non si è più visto in paese e dintorni.

    http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/molestie-sacerdote-le-iene-1.3532898

  • Abusi in vaticano, l’ex chierichetto: “Cacciato per aver denunciato”

    Abusi in vaticano, l’ex chierichetto: “Cacciato per aver denunciato”

    Kamil è il chierichetto che ha denunciato gli abusi sessuali da parte di un seminarista del Vaticano verso il compagno di stanza al preseminario

    L’inchiesta delle Iene di Gaetano Pecoraro ha mostrato le testimonianze di due ex chierichetti, vittima e testimone di abusi sessuali da parte di un seminarista all’interno della sede del preseminario San Pio X, in Vaticano.

    Kamil Tadeusz Jarzembowski, ragazzo polacco di 21 anni, ha denunciato così gli abusi subiti dal compagno di stanza, chiamato nel servizio delle Iene con un nome di fantasia, Marco. Dopo anni e centinaia di molestie e stupri il ragazzo si era confidato con il padre spitirutale ma sia Kamil che il sacerdote, che aveva iniziato a svolgere le sue indagini, sono stati allontanati dal preseminario.

    “Sono stato testimone oculare di molestie sessuali in Vaticano – ha detto Kamil – Ho deciso di trasferirmi a Roma per diventare chierichetto per servire il Papa. Avevo 13 anni. Vivevamo una vita in comunità, eravamo i chierichetti del Papa. Quello che ho visto personalmente erano molestie fatte da alcuni seminaristi verso altri all’interno del preseminario. Dentro il Vaticano”.

    “Ho visto il mio compagno di stanza essere abusato da un altro seminarista che stava per diventare prete. Si metteva nel suo letto e cominciavano il rapporto. Il seminarista aveva una posizione di potere. Godeva della massima fiducia del rettore. Lui sceglieva cosa facevo io o il mio compagno. Se n’era accorto anche uno dei nostri sacerdoti. Ha visto il seminarista passeggiare per il corridoio dei dormitori di notte e uscire dalla stanza di un altro ragazzo, un’altra vittima. Mi sono rivolto al padre spirituale del Vaticano quando se n’era già andato Marco. Sapervo che il padre spirituale era obbligato al silenzio. Lui fece le sue indagini parlando direttamente con Marco. Così chiese ai due di poterlo denunciare ai superiori”.

    Ma appunto non ci fu nessun provvedimento. Solo il trasferimento del sacerdote in un paese di montagna a più di 600 km dal Vaticano e gestito dagli stessi che gestiscono il preseminariato. Ma raggiunto delle Iene il padre spirituale ha negato la tetsimonianza: “Non posso parlare, li aiuti quei ragazzi”, ha dichiarato al giornalista.

    Ma il provvedimento non fu l’unico perché Kamil, dopo l’ultimo giorno di scuola, fu raggiunto da Monsignor Radice, il responsabile: “Menre preparavo le valigie per partire dopo l’ultimo giorno di scuola Monsignor Radice mi dice che non devo più tornare” Kamil viene così allontanato sia dal preseminario che dalla scuola. “La vita mi è crollata addosso perché io a Roma sono solo, i miei genitori sono in polonia e ho dovuto affrontare la situazioen solo a 18 anni”, ha concluso.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/testimonianza-dellex-chierichetto-sono-stato-cacciato-aver-1462685.html?mobile_detect=false

  • Abusi in Vaticano, ex chierichetto: “Si infilava nel mio letto e facevamo sesso. Oggi è un prete”

    Abusi in Vaticano, ex chierichetto: “Si infilava nel mio letto e facevamo sesso. Oggi è un prete”

    Abusi in Vaticano continuati nel corso degli anni, senza la minima speranza di poter avere giustizia: è sconvolgente il nuovo servizio de ‘Le Iene’ dove alcuni ex giovani seminaristi e chierichetti di Papa Francesco hanno raccontato le violenze sessuali subìte all’interno della sede del preseminario San Pio X, a due passi da piazza San Pietro e dalla residenza privata del Papa.

    Il primo a parlare a ‘Le Iene’ è un giovane ragazzo polacco, Kamil, che ancora adolescente aveva deciso di recarsi in Vaticano ed entrare nel preseminario. Qui, però, trovò l’orrore e fu testimone di anni di ripetute violenze ai danni del suo compagno di stanza, da parte di un giovane seminarista, poco più grande di loro, e che oggi è stato anche ordinato sacerdote. «Avevo paura e quindi restavo impietrito mentre vedevo quello stupro, anche perché lui era il seminarista di cui il rettore si fidava di più» – racconta Kamil – «Poi decisi di dire tutto al nostro padre spirituale, perché è tenuto al segreto. Lui decise di fare indagini per conto proprio e alla fine fu rimosso dal suo incarico e trasferito a 600 km di distanza».

    A questo punto, Gaetano Pecoraro ha deciso di ascoltare Marco (nome di fantasia), la vittima delle molestie raccontate da Kamil, oggi 24enne. «Quella violenza fu il mio primo approccio al sesso, era qualcosa di orribile e sbagliato ma divenne la normalità, addirittura una volta successe dietro l’altare della Basilica di San Pietro» – spiega il ragazzo – «La paura ti pietrifica, alla fine accetti tutto ma ti senti in colpa». Dopo la prima denuncia di Kamil e le successive indagini del padre spirituale, quest’ultimo fu rimosso da monsignor Enrico Radice, il rettore del preseminario. Non solo: Kamil, di punto in bianco, fu cacciato dal seminario e si ritrovò da solo, senza un tetto, in un paese straniero. Monsignor Radice si rifiuta di parlare con ‘Le Iene’: «Tutto in regola, tutto verificato. Le vostre sono solo calunnie, dite falsità».

    https://www.leggo.it/spettacoli/le_iene/le_iene_abusi_vaticano_video_13_novembre_2017-3363827.html

  • Vaticano: Le Iene, testimonianze su abusi a chierichetti Papa

    Vaticano: Le Iene, testimonianze su abusi a chierichetti Papa

    Vicenda già raccontata da Nuzzi in suo nuovo ‘Peccato originale’

    “Sono stato molestato all’ombra della cupola di San Pietro”.
    Questa sera in esclusiva a Le Iene parlano alcuni ex chierichetti del Papa.
    Un’inchiesta di Gaetano Pecoraro, regia di Riccardo Spagnoli.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/11/12/vaticano-le-iene-testimonianze-su-abusi-a-chierichetti-papa_39dc1977-f2ca-460a-b45c-40be006a8522.html

  • Vaticano, le accuse del chierichetto: «Mi ha molestato, ora fa il prete»

    Vaticano, le accuse del chierichetto: «Mi ha molestato, ora fa il prete»

    Gli episodi al preseminario di San Pio X. Il racconto in tv alle «Iene» di Kamil Tadeusz Jarzembowski, ex chierichetto polacco: «Ho visto il mio compagno di stanza abusato da un altro seminarista». L’ex rettore, monsignor Enrico Radice: calunnie e falsità

    «Quante volte hanno abusato di te?» «Mah… Ho perso il conto, negli anni. Non è che sia successo una volta o due o tre o dieci. È successo un numero grandissimo di volte». Tirato in ballo dalle ultime rivelazioni, l’ex «chierichetto del Papa» Marco (nome di fantasia) ha deciso d’uscire allo scoperto. E raccontare la sua storia. L’ha fatto con le «Iene». Che manderanno in onda il servizio, firmato da Gaetano Pecoraro e Riccardo Spagnoli, questa sera. Una confessione sofferta. Qua e là sull’orlo delle lacrime. E marcata da dettagli destinati per la loro crudezza a incendiare la polemica. «Tutte falsità. Calunnie», ribatte secco agli inviati del programma l’ex rettore del preseminario, monsignor Enrico Radice, «Voi inventate tutto! Inventate tutto!».

    Due ex allievi

    Che la storia vada presa con le pinze è fuori discussione. Troppo facile maramaldeggiare su temi come questi dopo anni di dibattiti, polemiche, risse, condanne e risarcimenti nella scia dell’inchiesta avviata dal quotidiano The Boston Globe e raccontata nel film «Il Caso Spotlight» di Tom McCarthy, vincitore nel 2016 di due Oscar. I fatti, per ora, sono questi: da una parte ci sono due ex allievi che, prima nel libro «Peccato originale» di Gianluigi Nuzzi e ora alle Iene, raccontano una catena di molestie sessuali nel preseminario San Pio X, dall’altra varie autorità ecclesiastiche che negano con indignazione che quelle molestie («quando mai!») siano accadute.

    Papa Francesco

    Una spina nei fianchi per papa Francesco. L’ennesima per un pontefice che più volte si è espresso sul tema in modo chiaro e netto. L’ultima poche settimane fa, alla Pontificia Commissione per la Tutela dei minori. Dove prima ha ammesso che spesso «la Chiesa è arrivata tardi» e che «forse l’antica pratica di spostare la gente ha addormentato un po’ le coscienze». Poi ha promesso tolleranza zero: «Chi viene condannato per abusi sessuali sui minori può rivolgersi al Papa per avere la grazia, ma io mai ho firmato una di queste e mai la firmerò». Punto. «Se ci sono le prove la pena è definitiva. La pedofilia è una malattia. Oggi si pente, va avanti, lo perdoniamo, ma dopo due anni ricade». In questo contesto, le ricostruzioni sul gay party con la cocaina interrotto dai gendarmi vaticani, la scabrosa intercettazione tra un prelato e un giovane seminarista birmano o le molestie denunciate intorno ai chierichetti del «San Pio X» sono state le ultime stille di uno sgocciolio di rivelazioni ustionanti. L’ultima, soprattutto.

    La testimonianza

    Kamil Tadeusz Jarzembowski, l’ex chierichetto polacco che per primo, pare, sollevò il tema raccontando delle molestie in una lettera al suo padre spirituale («sapevo che era obbligato a tenere il segreto») ha deciso di metterci la faccia fino in fondo. E di ripetere le accuse, lanciate nel libro di Nuzzi, davanti alle videocamere. «Ho visto il mio compagno di stanza abusato da un altro seminarista che in quel momento era già entrato dentro il percorso specifico che lo portava verso il sacerdozio», ha spiegato a Pecoraro.
    Anche quel molestatore, se è vero il racconto, era poco più che un ragazzo. Aveva però, denuncia Kamil alla «iena» che lo intervista, «una posizione di potere all’interno del seminario e anche della basilica di San Pietro». Insomma, «non era un normale seminarista perché godeva della massima fiducia del rettore. Era lui che sceglieva cosa facevo io, cosa faceva il mio amico e così via». Per capirci, piccoli compiti rituali che avevano però per i chierichetti una estrema importanza: versare l’acqua sulle dita di un celebrante qualunque o d’un cardinale significava una punizione o un premio. E questo dava a quella specie di tutore, nel piccolo mondo dei ragazzini in cotta, un potere vero. Che poteva sfociare, racconta, nel bullismo.

    Il compagno di stanza

    Accanto a Kamil, che già si era esposto con le sue lettere alle gerarchie e che rilancia ora con parole che solo un video può rendere appieno, si aggiunge ora come dicevamo «Marco», il compagno di stanza vittima delle molestie. Il quale, protetto dalle «Iene» con accorgimenti tecnici che ne alterano il viso e la voce, ricorda di aver vissuto un trauma che lo ha segnato.
    Era entrato tra «i chierichetti del Papa», racconta, inseguendo un sogno: «Era tutto molto bello… molto nobile… sembrava una favola». Finché non era finito nelle mire di quel seminarista di poco più anziano: «Durante la notte, quando non c’era più nessun superiore nei corridoi, entrava nella camera, si infilava nel letto, cominciava a toccare le parti intime…». «Quanti anni avevi la prima volta?», chiede Pecoraro. «Tredici». «Avevi mai avuto prima a che fare con il sesso?». «No, è stato il mio primo approccio. Neanche capivo esattamente cosa stesse succedendo. Non avevo coscienza piena di quegli atti…».

    A San Pietro

    Un giorno, racconta in un passaggio incandescente, accadde perfino «dietro l’altare maggiore della Basilica di San Pietro» dove «c’è un corridoio e un piccolo bagno…». Possibile? E lui non si ribellava? «Era come una paralisi. Come se fossi pietrificato. Non riesci a muoverti. Ti senti in colpa. Ti senti responsabile. Pensi che avresti potuto allontanarlo, parlarne. Ma non ce la fai. Non ci riesci e ti senti in colpa…».
    Dice che il padre spirituale sì, lui solo, gli chiese se era vero quanto diceva Kamil. «E tu cosa gli hai detto?». «Ho confermato». «E poi cos’è successo?». «E poi mi ha chiesto, come aveva chiesto a Kamil, se poteva informare i suoi superiori». «E voi?». «Noi abbiamo acconsentito». «E poi?». «Non ci son stati provvedimenti».

    Monsignor Radice

    Vero? Falso? Lo dirà la magistratura, se dovesse decidere d’intervenire. Ma certo, se il presunto autore degli abusi diventato nel frattempo prete (scovato dalle «Iene» e lui pure oscurato per la privacy) sceglie di non dire una parola e così il padre spirituale che ricevette la prima denuncia e fu poi trasferito a seicento chilometri di distanza, è durissima come dicevamo la reazione di monsignor Radice, il superiore che comunicò a Kamil l’esclusione dal preseminario: «Tutte falsità. Se le hanno verificate più di cento vescovi e il Papa in persona e han ritenuto che siano solo calunnie vuol dire che la cosa è caduta». «Scusi, monsignore, lei ha cacciato un ragazzo…». «Non l’ho cacciato…». «Lei si è presentato al ragazzo una mattina…». «Voi inventate tutto. Calunnie». «Ma gli abusi sessuali…». «Non è vero. Le inventate voi queste cose qua».
    Non bastassero le nuove accuse, Gianluigi Nuzzi ieri mattina ha lanciato un tweet che aggiunge mistero a mistero. Dove dice che, per quanto gli risulta, papa Francesco avrebbe incontrato un terzo testimone… C’è da scommettere però, a questo punto, che le rivelazioni non siano destinate a finire qui.

    http://www.corriere.it/cronache/17_novembre_12/accuse-chierichetto-vaticano-molestie-4cc19104-c724-11e7-99d7-14600f2d5761.shtml

  • Vaticano, “abusi sessuali ai chierichetti”: l’accusa nel libro inchiesta di Gianluigi Nuzzi

    Vaticano, “abusi sessuali ai chierichetti”: l’accusa nel libro inchiesta di Gianluigi Nuzzi

    Una testimonianza-denuncia di presunti abusi ai danni di chierichetti di San Pietro. E’ quanto contenuto nel nuovo libro-inchiesta di Gianluigi Nuzzi Peccato originale con la testimonianza di Kamil Jarzembowski, ex studente polacco del preseminario san Pio X, che ha sede a palazzo San Carlo in Vaticano, “lo stesso – ricorda Nuzzi – in cui vivono diversi importanti cardinali”.

    Nel libro-inchiesta (Chiarelettere, edizioni) il giornalista racconta che “il polacco Kamil, subito dopo essere stato testimone di fatti inquietanti e sorprendenti, già nel giugno del 2014 aveva inoltrato vari esposti a diverse autorità ecclesiali. I fatti narrati sono stati oggetto di plurimi esposti anche da parte di altri soggetti informati, a riprova della loro veridicità. Spetterà poi agli organi competenti valutare le eventuali responsabilità delle persone chiamate in causa e chiarire se si tratta di una pessima pagina nella storia della curia o di atti privi di rilevanza penale”.

    Nuzzi spiega che “i nomi della vittima e del carnefice, pur comparendo per esteso nelle denunce, sono qui sostituiti da altri di fantasia, a tutela di entrambi, finché i fatti non saranno chiariti”. Kamil, entrato a san Pio X a tredici anni, c’è rimasto fino a pochissimi anni fa. Denuncia in uno degli esposti riportati nel volume: “Sono stato testimone di atti sessuali che Antonio esigeva da Paolo (nomi di fantasia, ndr); atti sessuali che si compivano nonostante la miapresenza. Gli atti venivano svolti sempre di sera, intorno alle ventitré. Dopo che tutti gli alunni si erano coricati, Antonio accedeva nella stanza dormitorio condivisa da me e da Paolo. Qui avvenivano rapporti di sesso orale, mentre alcune volte i due si recavano insieme in un’altra stanza per proseguire il rapporto”.

    Kamil nell’esposto racconta ancora che “la crescente angoscia di fronte al ripetersi degli avvenimenti ricordati, unita alla paura di essere allontanato, mi indussero comunque a confidare le mie preoccupazioni e il mio sconcerto al mio direttore spirituale, che senza indicare il mio nome riferì gli avvenimenti in questione al vescovo responsabile e ai superiori gerarchici. Questa comunicazione non sortì nessun effetto e cadde nel vuoto”. Il polacco nell’esposto dice ancora che “di fronte al silenzio perdurante e all’indifferenza delle persone che ritenevo doveroso interpellare secondo una procedura legittima e naturale, decisi di rivolgermi direttamente alla Santa Sede, in particolare alla segreteria di Stato e alla Congregazione per la dottrina della fede. Ho ricevuto una missiva di quest’ultima del settembre 2014 in cui venivo informato che il caso sarebbe passato per competenza alla Congregazione per il clero. Fino ad oggi non ho ricevuto una smentita dei fatti da me denunciati da parte degli organi della Santa Sede”.

    Kamil dice che tutta la vicenda gli ha procurato un “evidente disagio psicologico, determinando una reazione depressiva profonda e continuativa. Ho avuto fiducia nelle procedure interne all’istituzione di cui facevo parte, interpellando le autorità competenti da cui mi aspettavo un intervento risolutivo”. Gianluigi Nuzzi, in un incontro con i media nella giornata dell’uscita del libro, ha spiegato di avere mandato la prima copia del volume al pm vaticano Giampiero Milano attraverso i suoi legali: “Ho allegato anche una breve lettera in cui spiego che sottopongo il libro alle sue valutazioni”.

  • “Peccato originale”, dagli abusi sui chierichetti, ai conti Ior e il caso Orlandi: il nuovo libro di Nuzzi sui segreti del Vaticano

    “Peccato originale”, dagli abusi sui chierichetti, ai conti Ior e il caso Orlandi: il nuovo libro di Nuzzi sui segreti del Vaticano

    Gli abusi all’interno delle mura vaticane, lo Ior e quei “nomi dei correntisti” da non conoscere assolutamente. Ma anche, ancora, il caso di Emanuela Orlandi e la “trattativa tra il procuratore di Roma e due monsignori” per avere notizie sulla tomba della ragazza. Li racconta il giornalista Gianluigi Nuzzi, nel suo quarto libro inchiesta su Vaticano e chiesa, intitolato “Peccato originale” (edito da Chiarelettere).

    “C’è un primo filo, quello del sangue”, spiega Nuzzi oggi a margine della conferenza di presentazione. “Con la morte di Emanuela Orlandi: si apre uno scenario inquietante, perché la trattativa che documento tra procura di Roma e persone del Vaticano vuol dire che all’interno della Chiesa qualcuno sa”. Il giornalista fa oggi “appello all’allora procuratore reggente di Roma Giancarlo Capaldo affinché dica quello che sappia”. E poi ci sono i soldi, i conti dello Ior.

    “C’è un blocco di potere che gestisce i conti dei Papi, conti a personaggi impensabili come Eduardo De Filippo che qui si faceva accreditare i soldi che riceveva dall’estero”. C’è il filo del sesso. E degli abusi. “Ho incontrato un ragazzo che ancora oggi si fa quindici docce al giorno perché si sente sporco. Non per quello che ha fatto, ma per quello che ha subito”.

    Abusi testimoniati per la prima volta all’interno del Vaticano, nel preseminario San Pio X. “Diversi episodi fanno pensare che non si tratti di un caso isolato“, dice Nuzzi. “Insieme alle mie avvocate abbiamo consegnato questa mattina la prima copia del libro perché i giudici del Vaticano, il pubblico ministero facciano le loro valutazioni sul contenuto”. “Credo che l’opera di papa Francesco sia volta al bene e alla pulizia, ma che si scontri con logiche che risalgono addirittura a Paolo VI”, conclude Gianluigi Nuzzi.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/09/peccato-originale-dagli-abusi-sui-chierichetti-ai-conti-ior-e-il-caso-orlandi-il-nuovo-libro-di-nuzzi-sui-segreti-del-vaticano/3968347/

  • Madre Teresa e il conto allo Ior.Nel libro di Nuzzi abusi su chierichetti e…

    Madre Teresa e il conto allo Ior.Nel libro di Nuzzi abusi su chierichetti e…

    Vaticano: Nuzzi, madre Teresa aveva un maxi-conto allo Ior

    Madre Teresa di Calcutta aveva un conto corrente allo Ior talmente grande che, si dice, se lo avesse chiuso l’istituto avrebbe rischiato il default. Gianluigi Nuzzi spiega cosi’, conversando con l’Agi prima della conferenza stampa ufficiale, uno dei temi principali del suo libro, ‘Peccato originale’ in uscita per Chiarelettere. “In Vaticano c’e’ un blocco di potere che ostacola l’azione riformatrice di Francesco cosi’ come ha fatto con Benedetto XVI – spiega il giornalista – esisteva con Marcinkus e la sua gestione parallela dello Ior ed esiste ancora oggi”. Cosa c’entra questo ‘blocco’ con la santa di Calcutta? “Il suo conto nella banca del Vaticano e’ la prova che questi signori erano e sono tuttora all’interno della curia e di loro ci si fida. Lo ha fatto anche madre Teresa che, si racconta, entrava allo Ior da una porta secondaria ed era accolta da monsignor De Bonis, il braccio destro di Marcinkus”. Nel libro, Nuzzi scrive che quando Paolo VI nomino’ il prelato americano presidente dell’istituto di credito vaticano nel 1970, questi volle al suo fianco monsignor De Bonis. “Da quel momento l’asse di potere si rafforzo’ giorno dopo giorno – si legge nel libro – De Bonis era un fine conoscitore di ogni meandro segreto della banca. E si muoveva con destrezza nei sacri palazzi, mostrando piu’ familiarita’ con il jet set del cinema che con le anime bisognose di conforto dei fedeli, piu’ affinita’ con gli uomini dei palazzi romani che con i poveri di madre Teresa”.

    Vaticano: Nuzzi,abusi sui chierichetti del Papa nei sacri palazzi

    “Credo che ci sia una storia di abusi in Vaticano su cui non e’ stata ancora fatta luce e sulla quale in troppi in questi hanno hanno taciuto”. Gianluigi Nuzzi e’ convinto che quella che forse e’ la rivelazione piu’ importante di ‘Peccato originale’, il suo ultimo lavoro in libreria da oggi per Chiarelettere, potrebbe dare il via a una clamorosa indagine all’interno del Vaticano. La storia raccontata da Nuzzi, grazie alla testimonianza di un ex ragazzino polacco che sognava di servire messa accanto al Papa e che oggi ha 19 anni, Kamil Tadeusz Jarzembowski, parla di abusi su adolescenti (in particolare su uno, il suo compagno di stanza Paolo, nel 2014 “almeno 140 volte”) da parte di un seminarista piu’ grande “pupillo del rettore”, oggi ordinato prete, nel preseminario San Pio X, che ha sede a palazzo San Carlo all’interno della citta’ del Vaticano (nell’altra ala c’e’ l’attico dell’ex segretario di Stato Bertone). Nuzzi parla anche di una serie lunghissima di denunce fatte dall’ex studente polacco, allontanato dal collegio dopo aver rivelato gli abusi, che non hanno avuto alcuna risposta da parte del clero. “Si tratta di una vicenda di abusi sessuali, clima di violenze e atti di prevaricazione nell’unica comunita’ di ragazzi all’interno delle mura leonine – racconta Nuzzi -. In questa struttura le diocesi mandano i bambini della scuola media e del liceo che hanno la vocazione: vivono nel collegio vaticano frequentando una scuola privata parificata nel centro di Roma e il loro sogno e’ di partecipare come chierichetti alle funzioni religiose nella basilica di San Pietro alla messa del Papa”. In una lunga intervista, Kamil spiega di aver denunciato i fatti a alti prelati – nel libro fa il nome del vicario del Papa per il Vaticano – e di essersi rivolto anche alla segreteria di Stato e alla Congregazione per la dottrina della fede. “Unico risultato ottenuto da Kamil – racconta Nuzzi – e’ stato di essere allontanato al preseminario. Da tutti, invece, ha ricevuto lettere in cui veniva invitato a ritrovare la serenita’ e la pace senza che ci fosse una smentita dei fatti da lui denunciati da parte degli organi della Santa Sede”. Gianluigi Nuzzi, che racconta di avere anche altre testimonianze della situazione incresciosa che si vive(va) nel prseminario, annuncia che “una copia del libro sara’ consegnata questa mattina al promotore di giustizia vaticano, Gian Pietro Milano, dall’avvocato Caterina Malavenda, con allegata una mia breve lettera, perche’ faccia le sue valutazioni dei fatti”. Intanto, scrive ne libro, “Jarzembowski e’ stato sentito dai carabinieri di Trastevere a Roma, mentre Paolo, la presunta vittima, accompagnato dal proprio legale, ha avuto un incontro con gli avvocati della possibile controparte. A loro – scrive Nuzzi – avrebbe di fatto ribadito le accuse e il racconto dell’amico polacco. Se questa vicenda dovesse essere accertata – conclude – sarebbe clamorosa: per la prima volta, infatti, si scoprirebbero abusi sessuali compiuti all’interno dei sacri palazzi e, ancora piu’ grave, in un preseminario che protegge e accudisce giovani desiderosi di servire messa nella basilica di San Pietro e magari di avviarsi lungo la strada del sacerdozio”.

    Orlandi: Nuzzi, una trattativa riservata tra i pm e il Vaticano

    Cosa ci faceva il procuratore aggiunto della Repubblica, Giancarlo Capaldo, in Vaticano in un pomeriggio di febbraio 2012? In una scena del film di Roberto Faenza, “La verita’ sta in cielo” stava facendo un accordo per ottenere informazioni su Emanuela Orlandi in cambio di un aiuto per risolvere l’imbarazzante caso della sepoltura di Enrico De Pedis, boss della banda della Magliana, a Sant’Apollinare. Gianluigi Nuzzi traspone la scena dalla finzione cinematografica al suo libro ‘Peccato originale’ in uscita oggi per Chiarelettere. “Secondo i testimoni che ho sentito, quell’incontro avvenne realmente – sostiene il giornalista – tra Capaldo e uno dei monsignori piu’ influenti della curia, che aveva la fiducia del segretario di Stato Tarcisio Bertone e dell’influente Georg Ganswein, assistente personale di papa Benedetto XVI. E’ la prova che avvenne una trattativa riservatissima tra Vaticano e Procura di Roma per chiudere definitivamente il caso Emanuela Orlandi”. La vicenda della cittadina vaticana figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia scomparsa il 22 giugno 1983 a 15 anni, racconta Nuzzi, “preoccupava anche Benedetto XVI tanto da spingere la Santa Sede ad aprire, negli ultimi due anni del suo pontificato, un dialogo segreto, una ‘trattativa’ con la procura di Roma. Un caso che ha visto l’interesse anche di papa Francesco, con la richiesta di approfondimenti affidata al suo primo collaboratore, il segretario di Stato Pietro Parolin. Quest’ultimo – spiega – ha anche incontrato il fratello di Emanuela Orlandi”. Come scrive ancora il giornalista, quella trattativa era a buon punto quando arrivo’ come procuratore capo a Roma Gianluca Pignatone che avoco’ a se’ l’inchiesta e decise di aprire la tomba di De Pedis. “Non so dire cosa si sappia in Vaticano di questa vicenda – dice ancora Nuzzi – di certo molte intercettazioni lasciano numerosi interrogativi, come quella che pubblico sul libro del capo della Gendarmeria e un suo sottoposto chiamato a testimoniare nel ’93 sul caso Orlandi. Perche’ – si chiede Nuzzi – gli deve dire in tono perentorio: che cosa sappiamo noi della Orlandi? Niente, noi non sappiamo niente!”. (AGI) Cau 091333 NOV 17 NNNN

    http://www.affaritaliani.it/cronache/madre-teresa-conto-allo-iornel-libro-di-nuzzi-abusi-su-chierichetti-e-508989.html

  • Ecco come il giornale cattolico korazym esalta le prigioni vaticane dove vengono rinchiusi i bimbi (rigorosamente tutti maschi) nel “pre-seminario”.

    Ecco come il giornale cattolico korazym esalta le prigioni vaticane dove vengono rinchiusi i bimbi (rigorosamente tutti maschi) nel “pre-seminario”.

    Ecco come il giornale cattolico korazym esalta le prigioni vaticane dove vengono rinchiusi i bimbi (rigorosamente tutti maschi) nel “pre-seminario”.

    Tutto l’anno rinchiusi tra le mure vaticane per farli diventar preti. I rinchiuderei in galera i genitori sciagurati di queste vittime innocenti

    chierichetti più famosi del mondo

    di Loris Lauretano/ 27/12/2006

    Uscendo in silenzio dalla sagrestia della Basilica di San Pietro, alle ore 7 di ogni mattina, i piccoli ministranti sembrano angeli, ma le donne che cucinano e lavano per loro, dicono che sono ragazzi normali. Però, vivono nella Città del Vaticano durante tutto l’anno scolastico. Quindi, può darsi che non siano perfettamente “normali”. Alcuni ragazzi ritornano a casa prima di terminare la scuola superiore, ma c’è anche chi soffre di severi casi di nostalgia e decide di tornare dopo pochi mesi. Stiamo parlando dei ragazzi del Pre-seminario San Pio X nella Città del Vaticano, una realtà vocazionale che accoglie bambini da tutta Italia.

    Durante l’anno scolastico 2005/06, erano 21, di cui 4 hanno finito la scuola superiore e tre hanno deciso poi di entrare in seminari diocesani. Padre Enrico Radice, attuale rettore dell’istituto, spiega che si tratta di una percentuale alta rispetto agli standard. Del resto, il San Pio X non è un seminario e neanche un comune collegio, ma un “pre-seminario”, cioè un “istituto di orientamento vocazionale”. Qui, arrivano ragazzi da tutta l’Italia, con qualità che lascino intravedere anche un possibile orientamento verso la vocazione al sacerdozio: disposizione alla preghiera, formazione cristiana, capacità di autentica relazione con gli altri, buone doti intellettive. Padre Radice chiarisce che il pre-seminario volutamente non si chiama seminario minore, visto che la sua funzione primaria non è di preparare dei ragazzi ad entrare nel seminario. “Proviamo a creare un’atmosfera spirituale adatta a questo servizio”, ha detto. Quando il pre-seminario è efficiente, ha aggiunto, i ragazzi possono sperimentare l’idea di sacerdozio in modo molto più efficace che non nella parrocchia di appartenenza. Il loro compito specifico e privilegiato è quello del servizio liturgico, come piccoli ministranti, nella Basilica di San Pietro, ha detto padre Radice e “almeno due o tre volte l’anno” i ragazzi iscritti nel pre-seminario ricevono l’opportunità di servire una Santa Messa papale.

    Sono circa 700 i ragazzi che in mezzo secolo di storia sono passati di qui. Magari anche trovandosi giovanissimi testimoni di un Concilio, di un Giubileo o di un Conclave. Tutto iniziò il 25 gennaio 1956 quando da Valle Colorina, in Valtellina, una quarantina di ragazzi partirono per Roma con don Giovanni Folci, sacerdote della diocesi di Como, di cui è in corso la causa di beatificazione, fondatore di un’opera contraddistinta dal carisma del servizio alle vocazioni sacerdotali. L’associazione, sempre composta in maggioranza di sacerdoti di Como, come padre Radice, gestisce il pre-seminario in Vaticano. A suo tempo, erano stati i vescovi giunti a Roma per le visite ad limina – ricordano i testimoni – a lamentare il fatto che “nel tempio più grande della Cristianità non si trovasse un servizio liturgico decoroso”. Per colmare questa lacuna, papa Pacelli aprì le porte del terzo piano della Canonica di San Pietro.

    Poi, nel 1971, fu Paolo VI a far realizzare per il pre-seminario un edificio più spazioso, collocato proprio all’inizio dei Giardini vaticani, dove i ragazzi andavano a giocare. Del resto il segretario di Montini, mons. Pasquale Macchi, li conosceva molto bene: anche lui, infatti, era stato alunno dell’Opera don Folci a Valle Colorina.

    Gli alunni del pre-seminario frequentano una scuola privata legalmente riconosciuta. Finiti i tempi della scuola interna, frequentano scuole medie, ginnasi e licei romani. Poi rientrano in Vaticano per lo studio, il gioco e la vita comunitaria di un gruppo di ragazzi che provano a crescere insieme, aperti al Signore che chiama. Al termine della scuola media, i ragazzi potranno continuare ad approfondire la loro vocazione al sacerdozio in qualsiasi seminario diocesano e religioso, o, rientrando in famiglia, proseguire gli studi superiori. “In cinquant’anni – raccontapadre Radice – sono diventati sacerdoti in 68, intorno al 10% dei ragazzi che hanno vissuto nel pre-seminario”. Tanti, certo. Ma molti di più, dalle mattinate trascorse nella basilica di San Pietro, hanno imparato uno spirito di servizio che è tornato prezioso negli ambiti più disparati della vita. E anche questo non è poco.

    Luigi ha soltanto 17 anni, ma vive in Vaticano già da 6 anni. È un ministrante, cioè un chierichetto, sebbene “di lusso”. “Mi è sempre piaciuto, sin da piccolo, servire Messa”, dice con il suo leggero accento di Matera. “Poi, un giorno mia madre vide un’inserzione in cui si diceva che la Santa Sede cercava ministranti in vista del Giubileo. E così sono partito. Vivo, insieme ad altri 12 ragazzi, nel Preseminario San Pio X all’interno del Vaticano. Vado al liceo classico Sant’Apollinare, una scuola cattolica qui vicino, in via Aurelia. E, nonostante di tanto in tanto provi nostalgia della mia famiglia, sono convinto di aver avuto un enorme privilegio: vivere da vicino, vicinissimo, gli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II”.

    Mario Fortunato, della parrocchia di San Michele Arcangelo in Calino frequentante la 2° media nel Preseminario San Pio X, quando era in servizio liturgico nella Basilica di San Pietro per l’anno giubilare, scriveva al suo parroco dalla Città del Vaticano, il 17 ottobre 1999: “Caro don Luigi, sono Mario. Qui il servizio in San Pietro è molto diverso dal nostro. Quando verrò a casa cercherò di insegnarlo anche agli altri amici del Piccolo Clero; a patto che quelli grandi non insegnino a me, perché qui a San Pietro si impara anche quello che non bisogna imparare. Ho già servito il papa il giorno 3 ottobre per la beatificazione di don Arcangelo Tadini di Brescia. Forse il giorno di San Pietro, che è il 29 giugno, servirò ancora il papa Giovanni Paolo II con gli altri miei 24 amici, provenienti dall’Italia. Dalla Lombardia siamo qui in due. Qui ogni giorno è festa; bisogna sempre camminare eleganti; ogni giorno si incontrano cardinali e vescovi. I controlli sono rigidissimi; ogni cento metri c’è una Guardia svizzera o un Gendarme che è la Polizia vaticana. Qualche volta anche noi chierichetti veniamo scortati. Mi saluti tanto la parrocchia. La faccia vedere se vuole questa lettera. Ne manderò ancora. Ciao a tutti. Il vostro Mario”.

    Il 28 novembre 1999 Mario risponde ai suoi amici chierichetti della sua parrocchia: “Caro Piccolo Clero, sono molto felice che abbiate risposto assieme a don Luigi alla mia lettera di ottobre. Se vi arriva prima che io sia venuto a casa, vi auguro i più sinceri auguri di un Buon Natale. Spero che lì stiate tutti bene, e vi porgo i miei distinti saluti. Caro Piccolo Clero, questo pezzo è rivolto a voi più grandi perché, con il vostro permesso, vorrei anche a voi insegnare come si serve all’altare in modo decente, per prepararsi alla venuta del vescovo o alle solennità. Tante cose qui in San Pietro non si fanno: ad esempio le offerte che dovrebbero farle le donne. E il turibolo e i candelieri li fate in modo pietoso. Questo che ho detto adesso non è per vantarmi perché io faccio più pietà di voi, ma solo per farvi capire che errori fate. Il vostro Mario”.

    Sveglia tutti i giorni alle ore 6.20. E alle 7 in punto pronti, con veste e cotta in ordine, per accompagnare all’altare sacerdoti provenienti da tutto il mondo. Con la sorpresa, qualche volta, di una chiamata per un servizio liturgico accanto al papa. Una vita certo un po’ impegnativa per chi ha 12/14 anni. Ma è anche un’occasione unica per vivere un cammino di crescita umana e cristiana faccia a faccia col mondo intero, ed insieme un itinerario di accompagnamento e discernimento a quella scelta di vita che il Signore ha preparato con amore per ciascuno di loro.

    In occasione dei 50 anni di fondazione, il Preseminario San Pio X è stato ricordato da Benedetto XVI durante il Regina Cæli di domenica 30 aprile 2006, come realtà “affidata alla benemerita Opera scaturita dalla generosità di Don Giovanni Folci e dedita alla cura e alla santificazione del clero come pure alla ricerca e promozione delle vocazioni sacerdotali e religiose”. “In questa felice circostanza – ha continuato papa Benedetto XVI – mi unisco volentieri alla vostra festa, cari amici, e mentre vi ringrazio di cuore per il servizio liturgico che ogni giorno svolgete nella basilica di San Pietro, vi assicuro un ricordo nella preghiera perché il Signore vi aiuti a seguirlo sempre fedelmente e vi ricolmi della sua gioia. Grazie per quello che fate ogni giorno”.

    Vent’anni prima, in occasione del 30° anniversario di fondazione, papa Giovanni Paolo II, sabato 26 aprile 1986, si rivolse agli alunni ed ex-alunni del Preseminario San Pio X con le seguenti parole: “Desidero, in tale circostanza, esprimere il mio sincero apprezzamento anche per il servizio liturgico, che i ‘chierichetti’, i quali vivono, pregano e studiano nel ‘Preseminario San Pio X’, compiono con tanto entusiasmo e decoro nel massimo tempio della cristianità: a questo sentimento di gratitudine unisco l’auspicio che il ‘Preseminario San Pio X’ accolga sempre numerosi ragazzi, desiderosi di riflettere, nella preghiera e nel raccoglimento, sulla chiamata rivolta loro da Gesù, di seguirlo più da vicino. Mi piace anche ricordare che ricorre quest’anno il 60° anniversario di fondazione della vostra Opera, che fin dagli inizi, secondo l’ideale di don Giovanni Folci, ha avuto come finalità la cura e la santificazione del clero e la ricerca e la promozione delle vocazioni sacerdotali e religiose”.

    Recentemente si sono ritrovati in oltre 500 (mogli e figli compresi) per festeggiare questo compleanno speciale. Un sabato mattina hanno celebrato la Santa Messa all’altare della Cattedra con l’allora cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano. Poi, nel pomeriggio, hanno recitato il rosario alla grotta di Lourdes nei Giardini vaticani. La festa è stata anche l’occasione per rilanciare questa presenza così caratteristica.

    Il Preseminario San Pio X nella Città del Vaticano, infatti, si pone a servizio di ogni Chiesa locale, che intenda affidargli temporaneamente degli alunni per la scuola media. Infatti, il Preseminario offre ai chierichetti delle parrocchie di ogni diocesi la possibilità di vivere “un’esperienza estiva” come “chierichetti di San Pietro”. Insieme al servizio liturgico nella Basilica Vaticana, diventa anche un’opportunità culturale-turistica per visitare il Vaticano e la Città di Roma, e offre un’esperienza intensa e gioiosa di vita comunitaria fatta di impegno, di gioco, di amicizia e di preghiera. Solitamente avviene anche un incontro privato dei chierichetti col papa. Questa esperienza estiva ha la durata di circa venti giorni (nei mesi di luglio e agosto) ed accoglie chierichetti di V elementare e di I media.