Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: preti pedofili

  • Il Vaticano rimuove due preti pedofili. E tutti gli altri?

    Il Vaticano rimuove due preti pedofili. E tutti gli altri?

    martedì 4 dicembre 2007
    Pedofilia. La Santa Sede rimuove due preti dallo stato clericale.

    (Trotzky) I provvedimenti delle autorità ecclesiastiche nei riguardi dei sacerdoti che sbagliano sono adesso più frequenti. Forse la chiesa si è resa conto che non c’è altro modo per arrestare la crisi di credibilità da cui è stata investita negli ultimi decenni.

    Gary Berthiaume e J.Brendan McNulty, che avevano operato per anni come parroci in diverse chiese dell’Ohio e confessori nelle carceri del Michigan, sono stati prima sospesi dall’incarico e poi trasferiti in altre sedi in seguito all’accusa – riporta Diocesis of Cleveland – di aver abusato sessualmente di numerosi adolescenti. I trasferimenti non erano riusciti tuttavia a impedire che commettessero altre infamie lungo tutto il corso degli anni ’70.
    Chiamati in causa da diversi testimonii, additati al pubblico disprezzo e riconosciuti colpevoli dalle autorità della diocesi di Cleveland da cui dipendevano, i due pedofili avevano avanzato richiesta alla Santa Sede di essere rimossi dallo stato clericale e questa ha subito provveduto a notificare alla stessa diocesi che la richiesta era stata approvata.

    Al momento di annunciare il provvedimento, il portavoce della diocesi ha dichiarato di essere profondamente dispiaciuto per le sofferenze che le vittime erano state costrette a subìre e che le avrebbe protetto e aiutato a guarire le loro ferite, in quanto alla chiesa niente sta più a cuore che la felicità dei bambini.
    Rimozione dallo stato clericale significa che, conformemente al diritto canonico, i sacerdoti condannati dalla chiesa per pedofilia sono da ritenersi inabili ad agire come preti sotto qualsiasi circostanza, eccettuato il caso in cui occorre dare l’assoluzione a un moribondo e non si trovano altri sacerdoti in giro.

    http://notiziegay.blogspot.com/2007/12/la-pedofili-santa-sede-rimuove-due.html

  • Brescia, preti pedofili. Don Mario Neva rinviato a giudizio per diffamazione

    Brescia, preti pedofili. Don Mario Neva rinviato a giudizio per diffamazione

    Don Mario Neva in tribunale per diffamazione
    Venerdì, 30 Novembre 2007

    Rinvio a giudizio con l’accusa di diffamazione per Don Mario Neva, il sacerdote bresciano noto per essere sceso in piazza anni fa per difendere i religiosi e le insegnanti di due scuole materne accusati di pedofilia, poi assolti.

    Il processo a carico del sacerdote si svolgerà, in rito abbreviato, il 18 aprile. A renderlo noto con un comunicato stampa è stata la stessa ssociazione Prometeo lotta alla pedofilia che fa capo alla presunta vittima della diffamazione, Massimiliano Frassi.

    «La denuncia – ha spiegato Frassi – è stata presentata per i feroci attacchi che ci sono stati mossi dal sacerdote bresciano».

    Due posizioni opposte quelle di Frassi e don Neva per affrontare il delicato tema della pedofilia.

    Don Neva è considerato «l’innocentista»: quando scoppiò il caso dei presunti abusi negli asili bresciani, parlò di una sorta di epidemia che aveva fatto diffondere «la falsa accusa di abuso». Più colpevolista Frassi. Don Neva, però, è sempre andato avanti a difesa di chi secondo lui è stato accusato ngiustamente mettendo in conto calunnie, sospetti, e illazioni.

    (da: Il Brescia)

    http://veriabusi.blogspot.com/2007/11/don-mario-neva-in-tribunale-per.html

    Stralcio di un articolo de La Repubblica del 18 ottobre 2004

    LA DIFESA PUBBLICA DEI SACERDOTI. Molti bresciani lo ricorderanno fin che vivranno quel 13 luglio del 2004, quando due parroci si difendono dal pulpito rendendo noto ai loro fedeli di aver ricevuto un avviso di garanzia. Molti bresciani ricorderanno che quel giorno ci fu un grande e lungo applauso di solidarietà a partire dai primi banchi dove sedeva il sindaco. E ricorderanno di aver pensato: come possono uomini con un passato e un presente di prima grandezza nel volontariato, negli oratori, nella vita della città essere anche lontanamente coinvolti in accuse così infamanti? “Non voglio essere ricordato come un prete pedofilo, perché non lo sono”, diceva il parroco di San Faustino invocando “una giustizia con le lettere maiuscole che a Brescia spero sia ancora di casa”. Da questo preciso momento Brescia, tutta Brescia, è costretta a schierarsi

    LA CROCIATA.
    E c’è chi prende molto sul serio questo appello. Uno dei protagonisti del processo di piazza si chiama don Mario Neva, amico degli indagati, ma soprattutto assistente spirituale all’Università Cattolica e nello stesso tempo prete di frontiera che ha tolto le prostitute dalla strada. La sua crociata per difendere gli indagati passa dalle lettere ai giornali, all’organizzazione di fiaccolate di solidarietà al carcere dove sono rinchiuse le due maestre, alla mailing list che, a detta sua, raggiunge un migliaio di persone, alle interviste. “In questi mesi ho preparato un dossier – spiega – in cui ho ricostruito tutta la vicenda. Una contro-inchiesta. Il primo errore giudiziario è incominciato con il primo processo (quello alla prima scuola ndr). Non nego che ci siano preti pedofili, ma nego che ci siano qui a Brescia”. Ma allora come è potuto accadere? “Alcuni genitori hanno perso la testa, le perizie e gli incidenti probatori fatti sulle testimonianze dei bambini sono stati viziati da prestazioni psicologiche disastrose e qualche forza politica ha cercato di strumentalizzare la vicenda”. Don Neva ha ricevuto anche un richiamo del Garante della privacy per aver fatto pubblicamente i nomi dei genitori di alcuni bambini coinvolti. “Lo sapevo, ma intanto quando mi fermeranno avrò già comunque raggiunto il mio scopo”. Quale? “Dimostrare che a Brescia non è successo nulla, salvare la comunità da una ferita che non si sanerebbe neanche in una generazione.
    Note: Nel 2004 Don Mario Neva rivolse varie accuse all’Associazione Prometeo di Massimiliano Frassi che aveva offerto supporto ad alcune famiglie coinvolte nel processo all’Asilo Sorelli, e questi lo querelò per diffamazione.


    Dal quotidiano “Bresciaoggi” del 19 settembre 2008

    PEDOFILIA. Per gli «attacchi» a Prometeo

    «Non diffamò» Assolto don Neva

    Don Mario Neva, assistente spirituale della Cattolica, assisitito dall’avvocato Stefano Lojacono, è stato assolto dall’accusa di diffamazione che gli era stata mossa dall’associazione Prometeo, presieduta da Massimiliano Frassi. Il gup Luciano Ambrosoli ha assolto il sacerdote dalle accuse dell’onlus che si definisce di «lotta alla pedofilia e di tutela dell’infanzia violata».
    Il presidente dell’associazione sporse denuncia ritenendo che don Neva avesse mosso «attacchi feroci» a Prometeo. I fatti contestati a don Neva risalgono all’estate del 2004 quando due maestre della scuola materna comunale Sorelli finirono in carcere e scoppiò lo scandalo dei presunti abusi nella scuola (in primo grado sei maestre, un bidello e un sacerdote sono stati assolti e per ottobre è fissato il processo d’appello).
    Don Neva subito dopo l’arresto delle due maestre promosse una serie di raccolte di firme e organizzò anche una fiaccolata di solidarietà per le maestre all’esterno del carcere di Verziano. Il sacerdote invitò la città a riflettere e fu il primo a parlare di contagio tra i genitori dei bambini. Affermazioni diffamatorie per Prometo, ma non per il giudice.

    W. P.

  • Preti pedofili. Il Vaticano li cerca tra i gay, …non certo per mandarli in galera…

    Preti pedofili. Il Vaticano li cerca tra i gay, …non certo per mandarli in galera…

    4/11/2007 (8:30) – OFFENSIVA LEGALE DEL VATICANO
    Un Perry Mason per i preti pedofili

    Nella foto d’archivio, parenti di ragazzini molestati da religiosi negli Usa protestano in piazza San Pietro

    All’americano Lena il contenzioso sugli abusi sessuali
    FILIPPO DI GIACOMO
    ROMA
    Sulla porta dell’ufficio che occuperà, nella segreteria di Stato vaticana, c’è già il suo nome. Si chiama Jeffrey Lena l’avvocato americano che la Santa Sede ha assunto per occuparsi del contenzioso che la oppone, in vari stati del mondo, alle vittime di abusi sessuali da parte di preti. Questa, la motivazione ufficiale. Quella ufficiosa, suggerita dai fatti recentemente accaduti anche dentro le mura leonine, appare confermata dalla collocazione dell’ufficio dell’avvocato Lena, situato a metà strada tra la sezione amministrativa e quella legale del Vaticano. Insomma, una sorta di addentellato dell’ufficio del personale e di quello disciplinare, per un problema che sembra decisamente avviarsi ad essere seriamente preso in mano. La Chiesa Cattolica è l’unica confessione cristiana ad avere un sistema di archivi completo e preciso. E dall’analisi delle cartelle dei 150 mila sacerdoti e religiosi che hanno servito la Chiesa negli Usa dagli Anni Sessanta al 1980, risulta che le accuse di pedofilia hanno colpito circa 500 persone, quindi lo 0,3% del clero e dei religiosi. Le accuse che poi sono state anche provate, fanno scendere la statistica allo 0,2%. I dati americani risultano confermati anche dallo studio incrociato condotto negli archivi di altre circoscrizioni ecclesiastiche.

    Tuttavia, gli stessi studi, fanno emergere una situazione più complessa sulla presenza di ministri consacrati di indole omosessuale. Quanti siano, non è dato sapere. Qualche anno fa Donald Cozzens, il rettore del seminario cattolico di Cleveland, in The Changing Face of the Priesthood, riportava tassi che oscillavano dal 23 al 80%. Un altro studioso, Leon J. Podles, suggerisce invece, probabilmente in modo più compiuto, che il tasso tra gli ordinati attualmente in servizio si attesta sotto il 20%, cioè con una percentuale da 7 a 8 volte maggiore rispetto a quello della popolazione generale. Come sostiene Michael Rose nel suo libro Goodbye! Good Men, c’è un’attiva sub-cultura omosessuale dentro la Chiesa Cattolica. Frutto, secondo molti, della confusione conseguente alla rivoluzione sessuale degli Anni 60 associata ai tumulti dottrinali e disciplinari conseguenti al Concilio Vaticano II ed alla maggiore approvazione del comportamento omosessuale nella società. Il tutto, in un mix che ha facilitato agli omosessuali attivi l’ammissione al sacerdozio e, non di rado, ha creato l’ambiente per la loro cooptazione ad incarichi importanti. Con le strutture vaticane ormai non in condizione, per ovvi motivi, di controllare alcuno, il compito dell’avvocato Jeffrey Lena appare importante e, probabilmente, destinato a diventare presto assai ingrato.

    Così appare anche il lavoro che il cardinale Giovan Battista Re, prefetto della Congregazione dei Vescovi, sta svolgendo in questo particolare momento della vita della Chiesa. Voci insistenti lo danno prossimo alla cessazione dell’incarico per un oscuro intreccio con le vicende del suo amico Antonio Fazio e di altri personaggi coinvolti in bancopoli. Un quotidiano lo aveva indicato, qualche mese fa, destinatario del fervorino che un Fiorani, appena uscito dal carcere avrebbe indirizzato a un non meglio precisato porporato: «Voi vedete uno che vi dà i soldi, come io v´ho sempre dato i soldi in contanti, e tutto andava bene. Poi, quando una persona è in disgrazia non fate neanche una chiamata a sua moglie per sapere se sta bene o se sta male». La risposta del porporato sarebbe stata: «La Chiesa è fatta di uomini e gli uomini sbagliano». E Fiorani, di rimando: «Sì, è vero, è fatta di uomini, ma io sto parlando con lei, non sto parlando con un parroco di campagna».

    Perché poi, notizie non pubblicate di recente tornino a circolare ogni volta che la Santa Sede deve provvedere ad una nomina importante, sembra abbastanza facile da spiegare. Ormai è chiaro che l’edizione ecclesiastica del manuale Cencelli non funziona più. E la Congregazione dei Vescovi ha ripreso a fare il proprio mestiere. Monsignor Domenico Segalini, il vero organizzatore della giornata mondiale della gioventù del 2000, conterraneo e amico del cardinale Re, è stato nominato ieri assistente generale dell’Azione Cattolica. Il Papa lo ha preferito a don Gianni Ambrosio, ruiniano, attuale assistente spirituale della Cattolica di Milano. A Palestrina, diocesi finora retta da monsignor Segalini, potrebbe essere destinato uno di quei personaggi che la regola del promoveatur ut amoveatur vorrebbe già allontanati da Roma.

  • Don Tommaso Antonio Tarsia, prete di Napoli, maniaco sessuale conclamato, continua a fare il parroco

    Don Tommaso Antonio Tarsia, prete di Napoli, maniaco sessuale conclamato, continua a fare il parroco

    Grazie ad un’interrogazione parlamentare del deputato della Rosa nel Pugno Maurizio Tugno, torna alla ribalta il caso un sacordote cattolico italiano, pedofilo e violentatore conclamato, coperto dalla chiesa.

    L’indagine ha inizio il 19 dicembre 2006 quando Don Tommaso, parroco del quartiere Pianura di Napoli, viene denunciato dai genitori di una bambina di dieci anni per molestie sessuali. Don Tommaso era già stato arrestato ad Agrigento nel 1995 per aver ripetutamente violentato una donna con gravi disturbi mentali affidata alle sue cure.

    Per questo reato il prete era stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione, con la sopsensione condizionale della pena. Dopo la condanna la Chiesa l’ha promosso a parroco ed il sacerdote ne ha approfittato per palpeggire quotidianamente in sacrestia la piccola vittima. Nonostante sia recidivo, la chiesa non ha ancora preso nessun provvedimento disciplinare nei suoi confronti

    http://chiesacattiva.blogspot.com/2007/10/prete-di-napoli-maniaco-conclamato.html

    Pedofilia, parroco agli arresti

    Repubblica — 17 novembre 2006 pagina 8 sezione: NAPOLI
    L’ AVEVA già fatto con una donna disabile. Era stato scoperto e messo sotto processo. Aveva patteggiato una pena di un anno e dieci mesi per violenza sessuale. Ora l’ ha rifatto, protetto dall’ abito talare. E per la seconda volta è stato scoperto, accusato da una bambina di dieci anni che frequentava la sua chiesa di Pianura e seguiva il catechismo. Abusi sessuali. Peggio: pedofilia. La piccola palpeggiata, toccata, molestata ripetutamente nella sacrestia. E lei sempre più zitta e spaventata, muta e introversa, inappetente e solitaria fino a quando i genitori, insospettiti, non hanno cominciato a chiedere e indagare. La verità è saltata fuori nel giro di qualche giorno. La bambina ha raccontato nei dettagli di quelle attenzioni che le riservava, dall’ estate scorsa, don Tommaso Antonio Tarsia, parroco dell’ ordine dei Vocazionisti fondato, proprio a Pianura, da don Giustino Russolillo. Il parroco sessantenne di Matera è stato arrestato – ha ottenuto i domiciliari – ieri su ordinanza di custodia cautelare chiesta dai pm del pool diretto dall’ aggiunto Alessandro Pennasilico. Inchiodato dal racconto della bimba, un film raccapricciante che si ripeteva puntualmente nella chiesa “Cuore eucaristico di Gesù” di contrada Romano. Una vicenda che comunque sarebbe rimasta isolata, secondo gli inquirenti. Non ci sarebbero infatti altri bambini frequentatori della parrocchia vittime delle attenzioni del parroco. Intanto agli occhi degli investigatori è saltata fuori l’ altra vicenda che aveva visto protagonista don Tarsia nel 1995, quando – in veste di direttore di un istituto assistenziale in provincia di Agrigento – venne accusato di aver avuto rapporti sessuali con una donna disabile ricoverata nell’ istituto. Don Tarsia rinunciò a difendersi, preferì concordare la pena. Un anno e dieci mesi. Quindi venne a Napoli, nella parrocchia di Pianura. La sua vita, nonostante la grave accusa, cambiò di poco. Con le prime indagini sugli abusi sessuali in sagrestia, don Tarsia era già stato trasferito in un’ altra diocesi circa due settimane fa, ma con l’ arresto è stato sospeso dall’ ufficio di parroco. Alla casa madre dei Vocazionisti, a Pianura, preferiscono non commentare l’ accaduto, mentre sulla vicenda interviene il vescovo di Pozzuoli – diocesi cui appartiene Pianura – per esprimere tutto il suo dolore e la sua amarezza. Poche parole, da parte di monsignor Gennaro Pascarella, per il resto una vicenda che la Curia di Pozzuoli preferisce trattare con estremo riserbo. (i.d.a.)

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/11/17/pedofilia-parroco-agli-arresti.html

    Dopo il primo processo lasciò la Sicilia e gli fu affidata una chiesa in Campania
    Pedofilia, arrestato un parroco già condannato per abusi nel ‘ 95
    Napoli, bimba di 10 anni molestata per settimane in sacrestia

    NAPOLI – Un sacerdote di sessant’ anni, Tommaso Antonio T., parroco nel quartiere napoletano di Pianura, è stato arrestato ieri con l’ accusa di aver abusato sessualmente per settimane di una bambina di dieci anni che frequentava nella sua parrocchia il corso di catechismo. Il prete, originario della provincia di Matera, è stato fermato a Grottole, in Basilicata, in casa di parenti. Subito dopo è stato trasferito a Napoli e accompagnato non in carcere ma nella sua abitazione perché il gip – che ha firmato l’ ordinanza di custodia cautelare su richiesta della sezione reati sessuali della Procura – gli ha concesso gli arresti domiciliari. Per padre Tommaso questa non è la prima vicissitudine giudiziaria, ha precedenti e sempre per storie di sesso. Nel 1995, quando dirigeva un istituto di accoglienza per disabili in provincia di Agrigento, fu accusato di aver costretto a rapporti sessuali una donna ospite del centro, affetta da gravi sofferenze psichiche. Al processo chiese e ottenne il patteggiamento (ammettendo quindi di fatto la propria colpevolezza) e fu condannato a un anno e dieci mesi di carcere, con sospensione della pena. Nonostante quella condanna, però, don Tommaso è riuscito a non essere messo in pensione, ma ad avere l’ affidamento di una parrocchia, seppure non più in Sicilia, dove è vissuto molti anni, ma a Napoli. Gli hanno affidato la chiesa del Cuore eucaristico di Gesù a Pianura, quartiere al confine tra la città e la zona flegrea. Gli abusi sarebbero avvenuti in sagrestia, e si sarebbero ripetuti più volte. Fino a quando la bimba ha raccontato ai genitori di quel prete che le metteva continuamente le mani addosso. Il 19 settembre è stata presentata la denuncia ai carabinieri, e sono scattate le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Angelo Pennasilico, che dieci giorni fa ha chiesto al gip l’ arresto del parroco. Nel corso delle indagini il sacerdote deve aver ricevuto anche una informazione di garanzia, perché che fosse al centro di un’ inchiesta lo sapeva lui e lo sapevano i suoi superiori: da alcune settimane, infatti, padre Tommaso era stato destinato a un altro incarico e aveva dovuto quindi allontanarsi dalla parrocchia, dove però non era stato sostituito. Ora il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Mazzarella (la cui Diocesi ha competenza anche sul quartiere di Pianura) esprime «amarezza e profondo dolore», fa sapere che il sacerdote arrestato è stato sospeso dall’ incarico di parroco e che ulteriori provvedimenti delle autorità ecclesiali saranno presi alla luce di quanto emergerà dall’ inchiesta della magistratura. Il vescovo però non spiega come mai a un prete condannato per reati sessuali sia stata affidata una parrocchia frequentata anche da bambini. Né lo fa don Giacomo Caprara, superiore della casa madre dei Vocazionisti – ordine al quale appartiene don Tommaso – che ha sede proprio a Pianura. Don Giacomo è anzi ancora più laconico del vescovo. Su questa vicenda, fa sapere, «non ho nulla da dire».

    Bufi Fulvio

    Pagina 20
    (17 novembre 2006) – Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/2006/novembre/17/Pedofilia_arrestato_parroco_gia_condannato_co_9_061117094.shtml

    CRONACA InviaStampaEmessa nei suoi confronti un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari
    Già nel 1995 fu condannato per reati di violenza sessuale avvenuti in Sicilia
    Pedofilia, parroco arrestato a Napoli
    ha violentato una bambina di 10 anni

    NAPOLI – Il parroco di una chiesa del quartiere Pianura a Napoli, T.T.A., di 60 anni, è stato arrestato dai carabinieri per abusi sessuali su una ragazzina di 10 anni. Nei suoi confronti è stata emessa una ordinanza di custodia agli arresti domiciliari su richiesta della procura di Napoli. Il sacerdote, che in passato era stato coinvolto in una vicenda analoga, è stato catturato a Macerata dove si era recato in visita ai suoi famigliari e trasferito a Napoli nella sua abitazione.

    Secondo quanto emerso dalle indagini, gli abusi sarebbero avvenuti “con frequenza quotidiana” nella sacrestia dove il sacerdote, secondo l’accusa, palpeggiava la ragazzina.

    Il parroco era stato già condannato per reati di violenza sessuale avvenuti in Sicilia nel 1995 quando era direttore di un istituto di assistenza. Nell’istituto avrebbe avuto rapporti sessuali con una ricoverata con problemi di salute mentale.

    (16 novembre 2006) Torna su

    http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/cronaca/pedofilia/parroco-arrestato/parroco-arrestato.html

    NAPOLI: PARROCO ARRESTATO PER PEDOFILIA, E’ SCANDALO!
    di Alessio Paduano
    Non bastava la vicenda dell’ insegnante milanese ad accendere i riflettori
    sullo sconcertante tema della pedofilia. L’ ultimo a lasciare tutti
    sbigottiti questa volta è stato un prete. L’ episodio è accaduto nel
    partenopeo, dove il parroco sessantenne di una chiesa di Pianura, quartiere
    alla periferia occidentale di Napoli, è stato arrestato dai carabinieri con
    l’ accusa di abusi sessuali ai danni di una bambina di 10 anni. Le indagini
    dirette dal procuratore aggiunto di Napoli, Alessandro Pennasilico, hanno
    portato a risultati sconvolgenti. Gli abusi nei confronti della minorenne
    sarebbero avvenuti con “frequenza quotidiana” nella sacrestia della chiesa,
    dove il sacerdote palpeggiava la ragazzina. Dopo la richiesta di custodia
    cautelare da parte della procura di Napoli, il parroco è stato trovato dai
    militari nella casa dei genitori residenti a Grottole, comune in provincia
    di Matera, ed è stato condotto agli arresti domiciliari nella sua casa a
    Napoli. L’ arresto ha inevitabilmente portato alla sospensione del religioso
    dall’ ufficio di parroco. L’ indagine sul presunto sacerdote-pedofilo era
    partita lo scorso 19 settembre, quando i genitori della piccola, si recarono
    presso la caserma dei carabinieri di Pianura dopo le rivelazioni della
    figlia. Intanto la notizia di un parroco arrestato con l’ accuso di abuso
    sessuale nei confronti di un minore, ha sconvolto anche monsignor Gennaro
    Pascarella, vescovo di Pozzuoli, che tuttavia non ha rilasciata
    dichiarazioni ufficiali sulla vicenda, seppur abitato da un forte senso di
    amarezza. Del sacerdote al centro dell’ inchiesta non si può dire di certo
    che sia un personaggio mite. Nel 1995, il parroco T. T. A., all’ epoca
    direttore di un istituto di assistenza in Sicilia, fu condannato per reati
    di violenza sessuale commessi ai danni di una donna, che per problemi di
    salute mentale era in cura presso quell’ istituto.

    Preti pedofili? Si arrestano ma l’archivio degli Interni non fornisce i precedenti!
    di Giorgio Frasca Polara

    22 Agosto 2007

    Preti pedofili? Si arrestano ma l’archivio degli Interni non fornisce i precedenti!
    di Giorgio Frasca Polara

    “Attraverso la banca dati SDI (Sistema Di Indagine) del ministero dell’Interno non è possibile estrapolare dati nei quali, oltre ai provvedimenti presi nei confronti di una persona, emergano eventuali condanne precedenti subite per lo stesso reato”. E’ la desolata e preoccupata ammissione del viceministro dell’Interno, Marco Minniti, in risposta ad una interrogazione con cui il deputato Maurizio Turco (Rosa nel pugno) chiedeva conto dello stupefacente caso di un ex parroco di una chiesa del quartiere Pianura di Napoli, pedofilo conclamato e come tale appena arrestato ma già una volta severamente condannato, ancorché con la sospensione condizionale della pena, ma i cui precedenti non risultano nel casellario del Viminale.

    Riepiloghiamo la storia. In seguito alle indagini del procuratore aggiunto di Napoli Alessandro Pennasilico, il sacerdote T.T.A. viene arrestato (salvo poi a fruire dei domiciliari) per abusi sessuali nei confronti di una ragazzina di dieci anni vittima “con frequenza quotidiana” di attenzioni negli stessi locali della parrocchia. Ma la pedofilia del sacerdote era già stata accertata: nel 1995 costui era stato arrestato ad Agrigento per reati di violenza sessuale in Sicilia dov’era direttore di un istituto di assistenza: don T.T.A. violentava sistematicamente una donna ricoverata per disturbi mentali. E per questo era stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione, ma, come si è detto, con la sospensione condizionale della intera pena. Il che significa che, quando l’ex parroco sarà condannato per la nuova impresa a Napoli, dovrà scontare in carcere la nuova e la vecchia pena.

    Di più e di peggio: nei confronti del sacerdote (rimosso ora dall’ufficio di parroco, ma le autorità ecclesiastiche attendono l’esito del procedimento a Napoli per adottare misure nei confronti del prete così manifestamente recidivo) “non risultano essere state applicate in passato misure di prevenzione ai sensi di legge”, e questa è la seconda desolata constatazione di Minniti.

    Con qualche malizia, certo involontaria, il viceministro dell’Interno ricorda poi che anche il codice di diritto canonico prevede la punizione del prete pedofilo “con giuste pene”, tuttavia non quantificate, e “non esclusa la dimissione dallo stato clericale se il caso lo comporti”. Al confronto di quel che accade in Italia, la chiesa cattolica Usa è decisamente coraggiosa e paga salato i danni fisici e soprattutto morali che i suoi sacerdoti pedofili provocano. Ecco infatti quel che ha detto qualche pubblicamente qualche settimana fa l’arcivescovo di Los Angeles, mons. Roger M. Mahony: “Presento le mie scuse personali a tutti quegli individui che hanno patito abusi sessuali per mano di un prete, di un religioso, di un diacono o di un laico appartenente a questa Arcidiocesi. Una compensazione finanziaria (per miliardi di euro, ndr) è inevitabilmente inadeguata ad alleviare il danno inferto, ma rappresenta uno sforzo per aiutare le vittime a ricostruire la loro vita e andare oltre”. Quando parole simili verranno pronunciate, per il caso dell’ex parroco T.T.A., dall’arcivescovo di Napoli e dal vescovo di Agrigento

  • “Non eleggete il card. George, complice dei preti pedofili”

    “Non eleggete il card. George, complice dei preti pedofili”

    Un gruppo di laici: “Non assegnate quel posto al Cardinal George”…

    di Susan Hogan/Albach

    Speciale del “Daily Southtown” (traduzione di Stefania Salomone)

    2 settembre 2007

    Un gruppo di laici cattolici sta appellando ai vescovi americani affinché non eleggano il Cardinale Francis George come nuovo presidente della Conferenza episcopale, a causa della sua trascorsa complicità nei casi di abusi sessuali.

    Nella lettera ai vescovi, “Voice of the Faithful” riferisce il coinvolgimento del card. George nel caso di un prete pedofilo, Daniel McCormack, arrestato in luglio per aver molestato un ragazzo.

    Fonti ufficiali ecclesiastiche confermano, che il cardinale non ha seguito le procedure del comitato di revisione, che prevedevano la rimozione di McCormack dal ministero dopo l’abuso denunciato nel 2005.

    Dopo un’altra denuncia, McCormack fu arrestato nel gennaio del 2006. Si è dichiarato colpevole la scorsa estate nei 5 casi in cui era stato accusato di molestie a minori.

    La Conferenza Episcopale Americana eleggerà il suo nuovo presidente in novembre. Tale posizione di solito spetta al vice-presidente, che attualmente è George.

    “Rispettosamente chiediamo che suggeriate al Cardinal George di farsi da parte così che possa essere eletto un vescovo che invece ha protetto le vittime”, scrive il gruppo nella sua lettera.

    La portavoce del cardinale ha riferito che la lettera e il suo allegato contengono errori nella loro descrizione delle imputazioni di George, senza però entrare in dettaglio.

    Dopo l’arresto di McCormack, l’arcidiocesi di Chicago ha intrapreso ulteriori azioni per migliorare il proprio programma di prevenzione contro gli abusi,su minori, hanno detto fonti ufficiali ecclesistiche.

    Voice of the Faithful si è costituita cinque anni fa a Boston sulla scia dello scandalo degli abusi sessuali che portarono alle dimissioni del Cardinale Bernard law. Il gruppo, che auspica una riforma della chiesa, ha sezioni in tutto il paese, anche a Chicago.

    I rappresentanti hanno affermato che la decisione di chiedere ai vescovi la non elezione di George è sopravvenuta dopo “lunga preghiera e discernimento”.

    “L’elezione del prossimo presidente della Conferenza Episcopale indicherà chiaramente al popolo di Dio e a tutti che la chiesa cattolica sta cercando di riparare i torti che noi abbiamo subito da cinque anni a questa parte”, conclude la lettera.

  • PRETI PEDOFILI, BERTONE: DA MEDIA DISEGNO FALSO E VERGOGNOSO

    PRETI PEDOFILI, BERTONE: DA MEDIA DISEGNO FALSO E VERGOGNOSO

    PRETI PEDOFILI, BERTONE: DA MEDIA DISEGNO FALSO E VERGOGNOSO

    Roma, 20 ago. (Apcom) – “In qualche momento sembra ci sia un disegno” preciso e anche “una falsificazione” nel modo in cui la stampa italiana ed europea dipinge la Chiesa cattolica e i fatti di cronaca che la interessano, come nel caso dell’inchiesta a Torino su presunte violenze sessuali di religiosi: un modo di fare, quello dei media, “vergognoso e mistificante” e “da condannare assolutamente”. A sostenerlo, intervistato da Radio Vaticana, è il cardinale di Stato vaticano Tarcisio Bertone.

    Per Bertone la maggiore attenzione dei media alla cronaca giudiziaria che interessa uomini di chiesa, piuttosto che alle opere di testimonianza e missione nel mondo, “è un modo falsificante di presentare la Chiesa, come un solo frammento nella grande Cappella Sistina restaurata, che è uno splendore e che ha riacquistato i colori originali di Michelangelo, specialmente il grande affresco del Giudizio Universale. Ci sono dei ritagli di affresco che hanno mantenuto il colore rovinato, viziato dalle candele, dai secoli, dalle celebrazioni. Quindi, ci sono dei ritagli, dei rettangoli oscuri. Se uno puntasse la telecamera per riprendere la Cappella Sistina su questo angolo oscuro e non lo puntasse sullo splendore della Cappella Sistina, sarebbe una falsificazione. Anche quella è Cappella Sistina, certamente, ma non è il grande capolavoro”.

    “La Chiesa – sottolinea il cardinale – è un grande capolavoro di Dio e degli uomini e delle donne di Chiesa, dei giovani, di milioni di uomini e donne di Chiesa, nel passato della sua storia gloriosa e nell’attualità di un volume immenso di bene che la Chiesa produce in ogni parte del mondo. Ed io devo dire che nella esperienza che ho come segretario di Stato, ricevo presidenti, capi di governo di tutti gli Stati, anche non a maggioranza cristiana, Stati musulmani che riconoscono il bene che fa la Chiesa, il volume di carità sociale che svolge la Chiesa in ogni nazione”.

    Per questo il modo dei media “di presentare la Chiesa, di chiunque sia, o qualunque sia l’intenzione o la colpa, è un modo mistificatore, non presenta la vera Chiesa, la vera Chiesa cattolica, la vera Chiesa di Cristo”.

    “Mentre ero negli Stati Uniti – ricorda poi il segretario di Stato vaticano – mi hanno informato che per una settimana su un giornale italiano è comparso un istituto educativo, che ha una grande tradizione educativa, per un fatto che è tutto da accertare, che è in mano alla magistratura, e appariva come un istituto dove si commettono chissà quali delitti. Questa è una falsificazione. Per una settimana, sul giornale o al telegiornale, vedere sempre le linee, l’architettura di questo istituto – conclude Bertone su Radio Vaticana – è veramente vergognoso e mistificante. E’ da condannare assolutamente

  • PRETI PEDOFILI/ BERTONE: INQUIRENTI FACCIANO LUCE SU EPISODI TORINO

    PRETI PEDOFILI/ BERTONE: INQUIRENTI FACCIANO LUCE SU EPISODI TORINO

    PRETI PEDOFILI/ BERTONE: INQUIRENTI FACCIANO LUCE SU EPISODI TORINO

    Istituto Valsalice fiore all’occhiello storia educativa torinese

    Città del Vaticano, 18 ago. (Apcom) – Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, e Gian Carlo Caselli, procuratore generale presso la corte d’appello di Torino, difendono l’Istituto educativo Valsalice di Torino, “messo sotto le lenti di ingrandimento per un episodio in corso di accertamento”, e cioè le accuse di abusi sessuali rivolte a un sacerdote.

    “Siamo ex-allievi di questo Istituto, un fiore all’occhiello della storia educativa di Torino – scrivono Bertone e Caselli in una nota congiunta che sarà pubblicata nel prossimo numero di ‘Famiglia Cristiana’ – e lasciando alle istanze competenti di far luce su ciò che è veramente accaduto, vogliamo ricordare i begli anni trascorsi al Valsalice, tra lo studio serio e formativo in un virtuoso circuito tra cultura classica e tradizione cristiana, e con lo sforzo comunitario di formazione integrale della persona nella libertà e nella socialità. Abbiamo avuto dei professori competenti – sottolineano Bertone e Caselli – e totalmente dediti alla missione educativa, modelli di integrità morale e di schietta umanità”.

    Il porporato e il procuratore generale di TOrino, ricordano di aver “sperimentato l’efficacia di uno splendido progetto educativo che mira alla costante ricerca dell’equilibrio fra forma fisica, mentale e spirituale, una visione tridimensionale che è sommamente valida anche per la nostra società dilacerata”. “I nostri educatori – scrivono – ci hanno insegnato che l’ispirazione cristiana può operare incisivamente nei diversi spazi dell’esistenza quotidiana: nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nella vita pubblica, senza complessi d’inferiorità che intimidisce; ma anche senza complessi di superiorità che giudica senza amore”.

    “Crediamo che gli educatori del Valsalice, Salesiani e Collaboratori laici – concludono – siano anche oggi costruttori di robuste personalità, animati da amore per la vita, responsabilità per il futuro, testimoni di speranza. A tutte le famiglie diciamo: abbiate fiducia nel metodo educativo salesiano, collaborate con gioia nell’opera d’arte dell’educazione, con il cuore di don Bosco: ‘Basta che siate giovani perché io vi ami!’”.

  • La magistratura tra due fuochi: da un lato le pressioni della Curia dall´altro le accuse di parzialità

    La magistratura tra due fuochi: da un lato le pressioni della Curia dall´altro le accuse di parzialità

    “La vittima in cella, loro liberi” Preti indagati, scoppia il caso
    Paolo Griseri
    Il legale del ricattatore attacca la Procura. Inchiesta secretata Bufera sull´indagine dei preti pedofili. La Procura annuncia la secretazione dell´inchiesta mentre l´avvocato Geo Dal Fiume, difensore di Salvatore Costa, mette in dubbio la «laicità» dei magistrati. Nello stesso giorno in cui raddoppia il numero dei sacerdoti a titolo diverso coinvolti nell´inchiesta, il Palagiustizia si trova tra due fuochi. Stretto tra le discrete pressioni degli ambienti cattolici, che non gradiscono la pubblicità data a una vicenda certamente imbarazzante per la Curia, e la necessità di non utilizzare due pesi e due misure nei confronti dei ricattatori e dei sacerdoti.
    Il comunicato di Geo Dal Fiume, storico principe del foro torinese, è stringato ma molto duro. Il legale di Costa premette che siamo in presenza «di scrocchi plurimi che si basano sulla effettività delle frequentazioni di giovani e giovanissimi da parte di pastori impuri». La prova di quanto sia veritiero il racconto degli accusatori è, secondo Dal Fiume, nello stesso comportamento dei sacerdoti: «La facilità nell´ottenere danaro procede dalla effettività di azioni nefaste e perciò stesso da nascondere. Soccombendo, appunto, al peso delle richieste balorde. Insomma – prosegue il legale – una recidivanza ad alimentazione vicendevole da intreccio di devianze reciproche». E se le devianze sono reciproche, l´avvocato chiede conto alla magistratura del suo comportamento: «La perequazione trattamentale è, allo stato, esigenza primaria di credibilità istituzionale, oltre lo specifico, nei quartieri alti della terzietà laica nella resa di giustizia». Insomma, il pari trattamento tra ricattatori e sacerdoti accusati di pedofilia sarebbe la prova della laicità della magistratura torinese. Ma se è così, sembra insinuare Dal Fiume, perché il ricattatore Costa è in carcere e i sacerdoti accusati di abusi sui minori sono in libertà?
    La prima risposta, di merito, la dà, a caldo proprio Cristina Bianconi, il pm che conduce l´indagine: «Le accuse rivolte da Costa ai sacerdoti sono molto gravi. Ma prima di procedere è necessario verificare se si tratta di fatti realmente accaduti». Il procuratore capo, Marcello Maddalena reagisce all´attacco di Dal Fiume: «L´avvocato Dal Fiume può stare certo che la laicità dello Stato è fermamente difesa». Perché dunque Costa è in carcere e i sacerdoti sono a piede libero? «Forse perché il cliente dell´avvocato Dal Fiume ha qualche recidiva. Era stato arrestato all´inizio di luglio, è stato rimesso in libertà ed è tornato a ricattare. E poi va ricordato che la denuncia da cui è partita l´indagine l´ha fatta un sacerdote che denunciava un ricatto, non il ricattatore». Anche Maddalena invita alla prudenza: «Prima di dare per certi reati di cui sono accusate persone sottoposte a un ricatto, è necessario verificare con puntualità come si sono svolti i fatti».
    Prudenza dettata anche dalle delicatezza delle indagini e dal rischio che la diffusione di informazioni non verificate possa rovinare la reputazione delle persone coinvolte. Per questo la Procura ha deciso ieri la secretazione degli atti: «Abbiamo deciso di farlo – spiega Maddalena – perché in questi casi una notizia non precisa può causare danni irreparabili. Lo facciamo sempre quando ci troviamo di fronte a vicende tanto delicate. Se un padre viene accusato di abusi sui figli, ad esempio, la secretazione è d´obbligo. Se un giorno si scoprisse che quel padre non ha commesso gli atti di cui è accusato non ci sarebbe più modo di riabilitarlo agli occhi del mondo e, soprattutto, nei confronti del figlio. Il danno sarebbe irreparabile». Da ieri dunque tutti i verbali di interrogatorio dei protagonisti della vicenda non sono più divulgabili. (10 agosto 2007)Torna indietro.

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-lo…-caso/1715474/6

  • Don Gelmini/ Accuse dei ragazzi su internet: “Noi, capriccio sessuale di un prete infoiato”.

    Don Gelmini/ Accuse dei ragazzi su internet: “Noi, capriccio sessuale di un prete infoiato”.

    “Anche se abbiamo ricevuto del bene, non era giusto che fossimo il capriccio sessuale di un prete infoiato. Come giustifica ora il Don quanto ci ha fatto?”.

    Il don in questione è Piero Gelmini, indagato a Terni per abusi sessuali, e la domanda la pone un ragazzo che è stato ospite della sua comunità Incontro in una lettera pubblicata sul sito siciliano www.bispensiero.it. Una conferma, affidata al web in forma anonima, dopo le accuse emerse nei giorni scorsi e ribadite da don Antonio Mazzi durante l’incontro con il procuratore Carlo Maria Scipio e il pm Barbara Mazzullo.

    “Un ragazzo si è confidato con me e mi ha descritto le violenze che sostiene di aver subito nel lontano ’93. Quando è arrivato da noi, ha cominciato a dire subito qualcosa, a descrivere quello che era accaduto…” racconta don Mazzi. Così, gli investigatori di Terni hanno chiesto al parroco fondatore della comunità Exodus una conferma delle confessioni del giovane – oggetto di uno scambio epistolare andato avanti negli anni. Ma ecco spuntare su Bispensiero un’altra lettera che descrive quel che succedeva nel centro per tossicodipendenti di don Gelmini.

    LA DESCRIZIONE DEI LUOGHI – Tutto accadeva “nella famosa stanza detta del Cardinale ad Amelia, a volte anche in macchina durante i suoi tour” scrive l’anonimo ragazzo, in una e-mail girata alla stessa segreteria della comunità Incontro, “sperando che mi risponda”. L’ex tossicodipendente spiega di aver deciso “di svuotare il sacco giacchè ho saputo che viene chiesto ora a tamburo battente dai preti stessi, che i preti pedofili devono finirla di pararsi dietro la tonaca e usare il loro potere per scoparsi ragazzini o orfani o tossici”.

    “Noi allora eravamo giunti in comunità in condizioni pietose, eravamo facilmente manipolabili e fragili psicologicamente durante il programma di recupero, per questo indotti a commettere atti sessuali schifosi con il Don”. Questa la situazione vissuta dal giovane, che fa riferimento alla Rete per raccontare la sua storia e trovare altri casi analoghi. “Io sono stato abusato da un prete, ma non ero bambino, ero un ragazzo di 17 anni fuori casa e tossico, il prete che abusò di me usava tecniche psicologiche di convincimento e seduzione simili a quelle di altri preti, come ho avuto modo di leggere su internet”. Insomma, ha trovato conferme solo on line.

    Anche se, poche righe dopo, accusa: “Non abusò solo di me ma anche di altri, tantissimi ragazzi a lui affidati dalle famiglie e dalle istituzioni”. E tira in ballo il Palazzo: “E’ un prete potentissimo pupillo della destra politica amico intimo dell’onorevole Gasparri e pare anche di Berlusconi”. L’autore della lettera giunta a Bispensiero invita poi “gli altri ex tossici della Comunità Incontro a fare come faccio io”. Certo, qualcuno lo ha fatto: Don Gelmini è stato denunciato ed è indagato per abusi sessuali. La vittima chiede solo una cosa: “La sua giustificazione e scuse”.

    Michele Bisceglia

  • Stampa cattolica: “Calano i casi di pedofilia nella Chiesa”

    Stampa cattolica: “Calano i casi di pedofilia nella Chiesa”

    CITTA’ DEL VATICANO – Paga la linea durissima voluta da Joseph Ratzinger (prima da prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede e poi da Papa) per sconfiggere il triste fenomeno dei preti pedofili. Dalla pubblicazione delle nuove norme (2001), nel mondo i nuovi delitti sono stati di molto inferiori rispetto agli anni precedenti, come dimostra uno studio del ”John Jay College” che rileva il ”declino notevolissimo” dei casi denunciati a partire dai primi anni 2000. L’opinione pubblica non se ne e’ accorta perche’ continuano a far notizia i processi in corso. Ad esempio, gli indennizzi milionari decisi due mesi fa dall’Arcidiocesi di Los Angeles riguardano episodi avvenuti diversi anni prima, talvolta decenni. E anche in Italia le nuove inchieste a Torino e Terni partono da denunce di adulti che si dicono abusati in passato. Per Benedetto XVI, come ha detto ai vescovi dell’Irlanda lo scorso 28 ottobre, questo e’ un ”tempo di purificazione” da quella ”sporcizia” da lui denunciata nella drammatica ”Via Crucis” del venerdi’ santo 2005, e che e’ fatta dai ”molti casi, che feriscono il cuore, di abusi sessuali sui minori, particolarmente tragici quando colui che abusa e’ un prete”. Su questo terreno il nuovo Papa e’ molto severo ed esigente, piu’ del suo predecessore Giovanni Paolo II, tanto che non ha esitato a calare la scure anche su potenti uomini di Chiesa fin qui ritenuti intoccabili. Ed e’ stato proprio Joseph Ratzinger, da prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, a codificare la linea della ”tolleranza zero” in pieno accordo con il vertice dei vescovi americani riunito a Roma da Giovanni Paolo II. Ai vescovi il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede ”De Delictis Gravioribus”, che definiva le linee guida del motu proprio con cui Papa Wojtyla rafforzo’ l’ex Sant’Uffizio nel giudicare i casi di violenze e molestie, chiese infatti ”non solo di contribuire a evitare un crimine cosi’ grave, ma anche di proteggere con le necessarie sanzioni la santita’ del sacerdozio e la cura pastorale offerta dai vescovi e dagli altri responsabili ecclesiastici”. Da sei anni, dunque, al primo sospetto oggettivo il vescovo e’ tenuto a informare la Congregazione per la Dottrina della fede, che decidera’ se far giudicare la questione a livello locale o avocare il procedimento in Vaticano. Lo stesso documento condanna ogni abuso della confessione per ottenere favori sessuali. E ancora: per scongiurare frettolose archiviazioni, l’allora Cardinale Ratzinger, d’intesa con Wojtyla, prese anche la decisione di modificare i termini di prescrizione dei processi ecclesiastici. I dieci anni necessari per far decadere i procedimenti scattano (dopo la riforma del 2001) soltanto a partire dalla maggiore eta’ della vittima, in modo da garantire a chi e’ stato abusato nel corso dell’adolescenza la piena facolta’ di intervento in giudizio. L’anno successivo il Cardinale Ratzinger partecipo’ al vertice straordinario dell’episcopato americano, convocato a Roma, quando si stabili’ ”tolleranza zero” per i preti pedofili e l’immediato allontanamento di chiunque fosse coinvolto in indagini da incarichi ecclesiali a contatto con minori. I dati del ”John Jay College” sono stati analizzati dal Centro Studi Nuove Religioni (diretto da Massimo Introvigne): nell’ultimo mezzo secolo, i sacerdoti accusati di abusi sessuali negli Stati Uniti sono stati 4.392 su un totale di 110 mila preti diocesani e religiosi, ma solo il 22% delle accuse si riferisce a casi di pedofilia (cioe’ ad abusi su bambini). Da parte sua il Cesnur ha cercato di verificare se la Chiesa Cattolica sia un ambiente particolarmente favorevole alla pedofilia, e il sacerdozio sia dunque uno stato di vita a rischio, confrontando le statistiche sui sacerdoti cattolici a quelle sui pastori protestanti, i rabbini, gli imam e i maestri delle scuole e degli asili statali: ”I dati sulle condanne mostrano che la percentuale e’ simile, e in alcuni casi piu’ alta, rispetto ai preti della Chiesa Cattolica. Tra l’altro, tra le persone sposate c’e’ una percentuale di pedofili condannati analoga o piu’ alta rispetto ai sacerdoti cattolici. I dati confermano anche che il rischio pedofilia e’ maggiore tra gli omosessuali. Nel nostro Paese in totale sono state emesse fino ad oggi tredici condanne a carico di sacerdoti, mentre i due casi piu’ eclatanti non sono arrivati in Aula: quello di don Marco Agostini di Pomezia si e’ infatti concluso con il suicidio del sacerdote, e quello di don Lelio Cantini ha avuto solo conseguenze canoniche in quanto le denunce si riferivano a fatti molto antichi e dunque gia’ prescritti per la legge italiana. La diocesi di Firenze, sentita la Congregazione della Fede, ha deciso, tra l’altro, che il sacerdote fosse allontanato dal suo ambiente, non confessasse, non celebrasse la messa in pubblico e non assumesse incarichi ecclesiali.