Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: processo

  • Terza Rilevazione sulle attività territoriali per la tutela dei minori e adulti vulnerabili

    Terza Rilevazione sulle attività territoriali per la tutela dei minori e adulti vulnerabili

    La Terza Rilevazione promossa dal Servizio nazionale per la tutela dei minori e adulti vulnerabili della Conferenza Episcopale Italiana analizza le attività dei Servizi Regionali, diocesani/interdiocesani e dei Centri di ascolto per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nel biennio 2023-2024. La Rilevazione fornisce un quadro aggiornato sulla struttura e le attività dei Servizi diocesani e regionali per la tutela dei minori ed evidenzia un impegno crescente nella creazione di ambienti ecclesiali sicuri e nella formazione degli operatori.

    Alcune osservazioni preliminari:

    • La Rilevazione avrà cadenza biennale per seguire le evoluzioni e criticità del processo di rinnovamento ecclesiale.
    • Continua il costante monitoraggio dell’applicazione delle Linee Guida (2019 e aggiornamento 2023) per garantire ambienti ecclesiali sicuri.
    • Utilizzo della metodologia di Partecipatory Action Research per coinvolgere attivamente gli operatori.
    • Si osserva come le consegne del Santo Padre Francesco siano state tradotte in impegni concreti nelle diocesi.

    In allegato il testo completo della III Rilevazione (in pagina singola e doppia) e la sintesi per la stampa.

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  • Prima udienza del processo a padre Andrea Melis

    Prima udienza del processo a padre Andrea Melis

    Si è svolta oggi a Savona la prima udienza del processo a padre Andrea Melis, ex parroco di Finale Ligure ed ex preside della scuola elementare Assarotti di Genova, arrestato perché accusato di aver compiuto abusi sessuali su un ex chierichetto e un suo ex alunno.

    Il religioso, difeso dagli avvocati Raffaele Caruso e Graziella Delfino, era stato arrestato dai carabinieri di Genova nell’agosto dell’anno scorso.

    Davanti a Giudice Laura De Dominicis e al Pubblico Ministero Elisa Milocco si sono costituite parti civili l’Associazione Rete L’ABUSO, rappresentata dall’avvocato Luca Battaglieri, di cui era presente in aula anche il Presidente Francesco Zanardi, l’Associazione No Child Abuse, rappresentata dall’avvocato Greta Dressino, ed in fine gli Scolopi di Genova dove Melis era docente, rappresentati dall’avvocato Andrea Sciello.

    Il giudice Laura De Dominicis ha predisposto a fronte della richiesta di incapacità avanzata dai legali del Melis, la nomina di un consulente tecnico, il prof. Francesco Mollica che presterà giuramento il prossimo 10 giugno.

    Ha inoltre predisposto una provvisionale di 20.000€ per le due vittime del Melis.

  • Scarcerato il sacerdote Claudio Marino, accusato di abusi sessuali

    Scarcerato il sacerdote Claudio Marino, accusato di abusi sessuali

    Cambia parzialmente lo scenario, dentro e fuori il processo, per il sacerdote Claudio Marino, finito agli arresti domiciliari nell’ottobre 2024 per un presunto caso di violenza sessuale nella casa d’accoglienza Cristo Re su una ospite migrante.

    I giudici della seconda sezione penale dopo aver sentito in aula il teste che nella fase delle indagini aveva detto di aver ricevuto le confidenze della donna, hanno rimesso in libertà il prete per affievolimento delle esigenze cautelari.

    Il teste, infatti, in aula ha precisato di avere ricevuto le confidenze solo a distanza di anni dal suo allontanamento da Cristo Re, e su espressa domanda dei difensori del sacerdote, gli avvocati Salvatore Silvestri e Delia Urbani, ha collocato temporalmente la circostanza in epoca analoga alla prima verbalizzazione, quando cioè la vittima era stata sentita, a distanza di due anni dal fatto, dalla Polizia di Catania nel procedimento per l’espulsione.

    Scarcerato il sacerdote Claudio Marino, accusato di abusi sessuali

  • Abusi su minore, la difesa di Don Rugolo contesta le indagini

    Abusi su minore, la difesa di Don Rugolo contesta le indagini

    Si è tenuta oggi a Caltanissetta la terza udienza del processo d’appello a don Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato in primo grado a 4 anni mezzo, dal tribunale di Enna, per violenza sessuale aggravata a danni di minori. Intanto è in corso un procedimento ecclesiastico presso il dicastero per la dottrina della Fede nei confronti del religioso; non è ancora chiaro se il sacerdote sia stato interdetto dal celebrare messa in pubblico o si vada verso la sua riduzione allo stato laicale.

    Nel corso delle udienze sono stati sentiti alcuni testimoni e alcune presunte vittime che avrebbero segnalato al vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, gli abusi subiti da Antonio Messina, l’archeologo la cui denuncia ha portato alla condanna del sacerdote. Una ricostruzione, quella della squadra mobile di Enna che ha operato su delega della Procura, contestata da Denis Lovison, uno degli avvocati del collegio difensivo.

    In particolare il legale ha tentato di confutare alcune intercettazioni che sarebbero state effettuate mentre l’indagato stava contemporaneamente visionando alcuni siti pornografici.In aula erano presenti l’imputato e le parti civili, i genitori di Messina, e le associazioni Rete l’Abuso e Cotulevii, i legali della Curia di Piazza Armerina, e quelli della parrocchia di San Giovanni, dove si sarebbero consumati alcuni abusi. La sentenza è prevista per il 17 giugno.

    https://www.lasicilia.it/cronaca/abusi-su-minore-la-difesa-di-don-rugolo-contesta-le-indagini-2509902/

  • Messina, “Papa Leone rimuova il vescovo Gisana”

    Messina, “Papa Leone rimuova il vescovo Gisana”

    “Chiedo a Papa Leone XIV di rimuovere il vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana ”. Sono le parole di Antonio Messina, l’archeologo ennese dalla cui denuncia è scaturita l’inchiesta della Procura di Enna su violenza sessuale che ha portato alla condanna in primo grado, a 4 anni e mezzo, di don Giuseppe Rugolo, rilasciate al quotidiano nazionale La Repubblica.

    Udienza da papa Francesco

    Messina era stato invitato in udienza privata da papa Francesco a cui avrebbe raccontato la sua vicenda poi la morte del Pontefice ha cambiato tutti i programmi, da qui la richiesta a papa Leone XIV nel giorno della prima udienza, al tribunale di Enna, del processo che vede alla sbarra il vescovo, Rosario Gisana, ed il parroco della chiesa Madre, Vincenzo Murgano, imputati per falsa testimonianza in merito alle loro dichiarazioni rilasciate nel procedimento contro Rugolo, per cui è iniziato l’Appello a Caltanissetta.

    Il cambio del giudice

    Il giudice che avrebbe dovuto occuparsi del processo contro i due prelati si è dichiarato incompatibile perché estensore della sentenza di condanna di primo grado di Rugolo: sarà sostituito da Marco Strano e la prossima udienza è stata fissata al 29 di ottobre. Messina, difeso dall’avvocato Eleanna Parasiliti Molica, ha depositato la richiesta di costituzione di parte civile, lo faranno anche i genitori di Antonio Messina e l’associazione “Rete l’Abuso”. 

    Messina, “Papa Leone rimuova il vescovo Gisana”

  • Processo al vescovo Rosario Gisana, la giudice si è astenuta e la Diocesi nomina un legale romano

    Processo al vescovo Rosario Gisana, la giudice si è astenuta e la Diocesi nomina un legale romano

    l giudice Maria Rosaria Santoni, giudice estensore della sentenza di condanna al sacerdote Giuseppe Rugolo, condannato dal tribunale di Enna a 4 anni e sei mesi di carcere per violenza sessuale a minorenne, si è astenuta nel processo che vede imputati per falsa testimonianza il vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, e il suo vicario giudiziale e attuale parroco della Chiesa Madre di Enna Vincenzo Murgano.

    La prossima udienza è fissata per il 29 ottobre. Oggi si è costituito parte civile Antonio Messina, assistito dall’avvocato Eleanna Parasiliti Molica.

    Il legale del vescovo, l’avvocato Gabriele Cantaro, ha annunciato che sarà affiancato nella difesa da un legale romano, il penalista Pierfrancesco Bruno.

    «La nomina di un avvocato per la Diocesi che viene da Roma dimostra che la difesa ha compreso che questo processo ha uno scenario nazionale», ha commentato Antonio Messina, dalla cui denuncia è stato incardinato il processo a padre Rugolo.

    https://www.lasicilia.it/enna/processo-al-vescovo-rosario-gisana-la-giudice-si-e-astenuta-e-la-diocesi-nomina-un-legale-romano-2508271/

  • I presunti abusi di don Rugolo: vittima convocata in Vaticano

    I presunti abusi di don Rugolo: vittima convocata in Vaticano

    ENNA – “Ho accolto l’attenzione riservata a me e al mio caso da parte della commissione Pontificia per la tutela dei minori, ma al momento ritengo giusto mantenere il riserbo sui contenuti dell’incontro. Auspico una risoluzione anche a livello ecclesiastico, che apra la strada alla verità e possa essere da esempio per altre vittime”.

    Così Antonio Messina, il giovane archeologo che ha denunciato di essere vittima di abusi da parte di don Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato dal tribunale di Enna a 4 anni e mezzo di carcere in primo grado, per violenza sessuale aggravata a danno di minori.

    In corso l’appello di Rugolo

    La notizia dell’incontro di Messina, che a Roma è stato accompagnato dal suo legale, Eleanna Parasiliti Molica, con un rappresentante della commissione pontificia, arriva nel giorno della seconda udienza di appello al sacerdote, che si celebra alla corte d’appello di Caltanissetta.

    Lo ha annunciato in aula il legale di parte civile dei genitori del giovane, Giovanni Di Giovanni. Messina aveva già ricevuto, nei mesi scorsi, un invito ad incontrare Papa Francesco, mai avvenuto a causa della morte del Pontefice.

    Lunedì il processo per falsa testimonianza

    Intanto, lunedì prossimo al tribunale di Enna si terrà la prima udienza del processo che vede imputati, per falsa testimonianza, il vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana e il suo vicario giudiziale, attuale parroco della chiesa Madre di Enna, Vincenzo Murgano.

    I due sono accusati di avere mentito in aula durante il processo al sacerdote. La prossima udienza d’appello è fissata per il 27 maggio.

    I presunti abusi di don Rugolo: vittima convocata in Vaticano

  • Finale Ligure, violenza sessuale su minori in cambio di regali: rito abbreviato per padre Melis

    Finale Ligure, violenza sessuale su minori in cambio di regali: rito abbreviato per padre Melis

    Si terrà giovedì 29 maggio, a Savona l’udienza preliminare in cui padre Andrea Melis, ex parroco di Finale Ligure ed ex preside della scuola elementare Assarotti di Genova, arrestato perché accusato di aver compiuto abusi sessuali su un ex chierichetto e un suo ex alunno chiederà il rito abbreviato, ma sull’episodio che vede coinvolto un minore genovese la procura ha chiesto l’archiviazione.

    Il religioso, difeso dagli avvocati Raffaele Caruso e Graziella Delfino, era stato arrestato dai carabinieri di Genova nell’agosto dell’anno scorso e subito sospeso dalla Curia. Era finito in carcere, poi a domiciliari. Il fascicolo era transitato per competenza territoriale da Genova a Savona perché proprio nel savonese erano avvenuti i primi e più gravi episodi, vale a dire la relazione sessuale instaurata con un chierichetto che all’inizio dei fatti aveva 12 anni e a cui Melis ha chiesto ripetutamente favori sessuali in cambio di regali, cene, abiti firmati, videogiochi e migliaia di euro di ricariche attraverso una carta prepagata.

    In base ai primi accertamenti dei militari dell’Arma Melis aveva, inoltre, provato a baciare altri due giovanissimi a Genova con la promessa di una sigaretta elettronica in dono, ma all’esito dell’incidente probatorio che si è tenuto nelle scorse settimane a Savona, la pm ha stabilito che nel caso ‘genovese’ non si rileverebbe alcun reato.

    Il sacerdote quindi sarà processato per violenza sessuale di minorenne per la vicenda del giovane chierichetto che si era protratta per diversi anni, visto che il ragazzino ad un certo punto si era trasferito a Genova per studio e i rapporti tra i due si erano intensificati, così come i regali finché i famigliari del ragazzino si erano insospettiti e si erano rivolti ai carabinieri.

    Il 29 maggio gli avvocati di padre Melis chiederanno di poter accedere al rito abbreviato per sperare nello sconto di pena.

    Nel frattempo il religioso sta seguendo cure e corsi specifici per i sex offender in una comunità in Umbria, che opera sotto accreditamento e supervisione della Cei. Oltre al processo penale, il religioso dovrà comparire processato anche dal tribunale ecclesiastico. L’istruttoria in questo caso deve ancora cominciare.

    https://www.ivg.it/2025/05/finale-ligure-violenza-sessuale-su-minori-in-cambio-di-regali-rito-abbreviato-per-padre-melis/

  • Don Rugolo – Nessuna sentenza nell’udienza del 27 maggio. L’annuncio del Presidente Roberta Serio

    Don Rugolo – Nessuna sentenza nell’udienza del 27 maggio. L’annuncio del Presidente Roberta Serio

    Nel processo di appello, che si celebra in corte d’appello, a Caltanissetta, a Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato a 4 anni e mezzo di carcere dal tribunale di Enna, per violenza sessuale a danno di minori, nella prossima udienza, fissata per il 27 maggio, non ci sarà la sentenza.

    L’ha annunciato, a chiusura della seconda udienza, la presidente nella I sezione penale Roberta Serio nel corso della quale hanno parlato Giovanni Di Giovanni, legale di parte civile della famiglia di Antonio Messina, il giovane archeologo che aveva denunciato Rugolo.

    Per la prima volta, dall’inizio del processo Messina non era in aula e neppure il suo legale, Eleanna Parasiliti Molica, “perché – ha detto Di Giovanni – convocati dalla Santa Sede , in Vaticano”. Assente anche l’imputato, Giuseppe Rugolo.

    L’avvocato Mauro Lombardo della parrocchia di San Giovanni, dove sarebbero avvenute alcune violenze, ha attaccato la sentenza di I grado che, secondo lui, non avrebbe approfondito alcuni aspetti chiave della vicenda mentre Gabriele Cantaro, legale della curia di Piazza Armerina, ritenuta responsabile civile, ha parlato di attacco mediatico al vescovo Gisana a ha poi incentrato il suo intervento sul fatto che si sarebbe dovuta citare la diocesi piuttosto che la curia, che a suo dire, potrebbe essere considerata come una sorta di segreteria della diocesi.

    Intanto c’è attesa per l’udienza prebattimentale che si celebra al tribunale di Enna il prossimo 26 maggio e che vede imputati per falsa testimonianza proprio il vescovo della diocesi di Piazza Armerina , Rosario Gisana e il suo vicario giudiziale, attuale parroco della chiesa Madre di Enna, Vincenzo Murgano. I due sono accusati di avere mentito in aula durante il processo al sacerdote Rugolo

  • Padre Zanotti assolto dall’accusa di violenza sessuale: nessun abuso sul ragazzo che lo denunciò

    Padre Zanotti assolto dall’accusa di violenza sessuale: nessun abuso sul ragazzo che lo denunciò

    Gli atti sessuali ci furono. Ma per il collegio dei giudici Patrizia Ingrascì, Laura Garufi e Francesca Mazza, padre Antonio Zanotti non esercitò alcun abuso nei confronti del ragazzo, ospite della sua comunità di Antegnate, che lo denunciò nell’estate 2018. Il frate cappuccino, 77 anni, mercoledì 21 maggio 2025  è stato assolto «perché il fatto non costituisce reato» dall’accusa di violenza sessuale e da quella di maltrattamenti ritenuti inesistenti. Non era in aula, così come il giovane, parte civile in un processo che ha sempre disertato. Il suo avvocato Francesca Longhi, nel chiedere 300 mila euro di risarcimento, ha spiegato che ora vive a Rogoredo, tra le principali piazze di spaccio milanesi, a conferma della deriva imboccata, incontrovertibile. Un aspetto toccato sia dalla pm Maria Esposito sia dall’avvocato Romana Giobbi, per la difesa, con visioni opposte.

    Secondo Esposito, padre Zanotti avrebbe meritato 6 anni di carcere senza sconti, considerato che, presentandosi come religioso caritatevole, approfittò «smaccatamente» di un ventenne fragile, senza famiglia e senza casa, tossicodipendente e alcolizzato, bisognoso sia dal punto di vista materiale sia da quello emotivo. La sua è una versione «risibile, illogica e inverosimile», resa durante «un esame surreale» e finalizzato solo a screditare la persona offesa. La pm ha anche chiesto la trasmissione degli atti in procura, per falsa testimonianza, della deposizione di Anna Maria Preceruti, l’ex braccio destro di padre Zanotti, che con lui finì per un periodo ai domiciliari, nel 2020, per la truffa sui rimborsi legata alla gestione dei migranti (patteggiarono entrambi).

    L’avvocato Giobbi ribalta la prospettiva e, nel chiedere l’assoluzione piena del frate, parla di «un ingiusto processo a chi ha dedicato la propria vita agli altri» e di «un’indagine che gridava archiviazione fin dall’inizio». Dal suo punto di vista, è Zanotti la vittima, costretta a vivere nella paura di quel ragazzo dalla personalità «ribelle, prepotente e aggressiva». Un ragazzo «ossessionato» dal religioso e dal sesso. E allora anche i video che filmano gli atti sessuali, sulla carta una prova a favore dell’accusa, prendono tutt’altra tinta. L’avvocato evidenzia come mostrino «due toccamenti avvenuti in maniera repentina» e un altro «strusciamento» quando il frate accettò di procurare del Viagra al giovane. È quest’ultimo ad assumere «una posizione dominante e a dirigere “le operazioni” — nota il legale —. Non urla, non si ribella, non scappa, mentre Zanotti appare timido e intimorito». Nei suoi gesti non c’è «la minima libido». In attesa delle motivazioni (90 giorni), per Giobbi «giustizia è fatta».

    https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/25_maggio_22/padre-zanotti-dai-due-volti-ma-per-i-giudici-non-ci-furono-abusi-sessuali-236aa123-a01e-46ab-910d-55f85b7d8xlk.shtml