Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: raimondo meloni

  • SARDEGNA: Cara CEI, tra un “solletico” e una “misericordia” sono 44 i casi di cui 36 non pubblici, le vittime 202

    SARDEGNA: Cara CEI, tra un “solletico” e una “misericordia” sono 44 i casi di cui 36 non pubblici, le vittime 202

    Tranne i pochi casi noti di don Efisio Schirru; don Valerio Manca; don Giuseppe Cuccu; don Marco Dessì; don Pascal Manca; don Raimondo Meloni; don Pietro Sabatini, quale risposta ci vuole dare il segretario della CEI mons. Giuseppe Baturi sugli altri 36 casi che se pur non siano arrivati agli onori della cronaca, tuttavia soggiornano in Sardegna? E delle 202 presunte vittime?

    Le segnalazioni che pervengono all’Osservatorio della Rete L’ABUSO sono molte e anche se la CEI nella persona del suo Presidente Matteo Zuppi e del suo Segretario Giuseppe Baturi non hanno mai voluto acquisirle, malgrado l’Associazione , in più occasioni si sia collaborativamente offerta a comunicarle, difficilmente si può parlare di dati infondati, come lo stesso Baturi e la CES hanno sostenuto, lo scorso marzo, quando la Garante per la tutela dei minori sarda Carla Pugligheddu, dopo averli verificati, con buonsenso ha scritto allarmata proprio a Baturi. Garante che come è tristemente noto non solo si è vista attaccare dalla CES, ma addirittura è stata defenestrata dal Consiglio Regionale Sardo di cui faceva parte.

    Casi che sarebbe stato bene quanto meno verificare, anche per dare un concreto credito alle dichiarazioni che proprio mons. Giuseppe Baturi, pochi giorni fa ha rilasciato, lodando quello che a suo dire è il grande lavoro e i progressi che la chiesa italiana ha fatto, grazie agli sportelli diocesani.

    Lavoro che a dire delle vittime e anche dell’associazione, non è proprio così lodevole. E si conferma ancora una volta nel servizio andato in onda ieri a “Fuori dal coro”.

    Il caso di don Efisio Schirru era tra quelli anonimi segnalati all’associazione, sul quale la chiesa sarebbe potuta intervenire prima, facendo tutti i dovuti accertamenti.

    Cosa che non è avvenuta, a causa dell’ostinata volontà di non collaborare con le vittime dimostrando che quella che il Presidente della CEI Matteo Zuppi ha battezzato nel 2021 come “La via italiana”, altro non è che la solita via, quella dell’auto acclamazione su un progetto fallimentare e maldestro di una chiesa che vuole fare tutto, tranne che rendere giustizia alle vittime, prevenendo seriamente la salute psicofisica dei minori che ogni giorno, purtroppo, gli vengono affidati.

    Una chiesa che non aiuta sé stessa e che fa vergognare di farne parte, tanti bravi sacerdoti.

  • Ex parroco condannato per Abusi su bimba

    Ex parroco condannato per Abusi su bimba

    Era sacerdote a Segariu, determinanti le accuse della vittima.

    (ANSA) – CAGLIARI, 30 NOV – L’ex parroco di Segariu, piccolo comune della Marmilla, e’ stato condannato dal Tribunale di Cagliari a due anni di reclusione – pena sospesa – per violenza sessuale su una minore.

    Secondo l’accusa, il sacerdote, Raimondo Meloni, nel giugno 2009 avrebbe cercato di baciare e toccare nelle parti intime una bambina di 10 anni.

    Durante tutte le fasi del processo l’ex parroco si e’ difeso con forza proclamandosi innocente. Determinanti le accuse confermate in aula dalla piccola vittima.

  • Ex parroco di Segariu condannato per violenza sessuale su bimba di 10 anni

    Ex parroco di Segariu condannato per violenza sessuale su bimba di 10 anni

    Il palazzo di giustizia di Cagliari

    Due anni di reclusione, pena sospesa con la condizionale, è la condanna comminata stamattina all’ex parroco di Segariu Raimondo Meloni, giudicato colpevole di violenza sessuale dal tribunale di Cagliari. Lo rivela un lancio dell’Agenzia Itali.

    Il sacerdote, secondo la sentenza, ha cercato di baciare sulla bocca una bimba di 10 anni che poi avrebbe toccato nelle parti intime.

    I fatti, confermati in aula dalla bambina, risalgono al giugno del 2009. Il condannato si è sempre dichiarato innocente.

    http://www.radiopress.it/2012/11/ex-parroco-di-segariu-condannato-per-violenza-sessuale-su-bimba-di-10-anni/

  • Un bacio a una bambina: chiesti 2 anni per un prete

    Un bacio a una bambina: chiesti 2 anni per un prete

    CAGLIARI. L’ex parroco di Segariu potrebbe pagare con una condanna a due anni di reclusione il tentativo di baciare sulla bocca una bambina di dieci anni, per poi palparle e costringerla a toccargli i genitali: per il pm Sandro Pili il sacerdote Raimondo Meloni, esperienze passate a Uta e Arixi, è colpevole di violenza sessuale su minore di quattordici anni nell’articolazione meno grave dell’accusa. Il religioso ha sempre negato di aver allungato le mani sulla bimba, a difenderlo è l’avvocato Sebastiano Cheri che parlerà in aula il 29 novembre, giorno della sentenza.

    La vittima ha confermato le accuse davanti ai giudici, racconto semplice nella sua indiscutibile gravità: era il 16 giugno 2009, lei si trovava nella piazza della parrocchia, a Segariu. Bussò alla porta della sagrestia, forse voleva parlare col sacerdote. Lui, don Meloni, le aprì e subito manifestò le sue intenzioni: la afferrò, cercò di baciarla sulla bocca, poi il resto. La bambina non si perse d’animo e tentò di divincolarsi, di sfuggire alla stretta del prete che appariva fuori controllo, colto da un impulso irrefrenabile. Alla fine riuscì a liberarsi e a correre verso casa, davanti allo sguardo del parroco che probabilmente in quell’attimo si rese conto di quello che aveva fatto e delle conseguenze.

    La bambina tornò a casa sconvolta e raccontò tutto alla madre. Da quel momento l’episodio diventa un caso giudiziario: i carabinieri indagano e trasmettono un primo rapporto alla Procura della Repubblica. Il pm Sandro Pili sente la piccola vittima secondo le procedure, in forma protetta e sotto la vigilanza di una psicologa infantile. Il racconto della bambina è preciso, circostanziato, non sembrano emergere contraddizioni e zone d’ombra. C’è un episodio chiaro sulla scena del procedimento penale, sul quale la Procura non può certo sorvolare.

    Mentre don Meloni viene prontamente mandato in pensione dall’arcivescovo Giuseppe Mani l’inchiesta volge alla conclusione e l’ormai ex parroco di Segariu finisce a giudizio con accuse molto gravi per uno come lui, che si era sempre contraddistinto per il rigore col quale giudicava i metodi educativi delle famiglie.

    Nel corso delle indagini don Meloni ha sempre negato con decisione di aver cercato di baciare la ragazzina, nessun tentativo neppure di toccarla o di farsi toccare. Ma il racconto della vittima o presunta vittima ha finito per pesare sul procedimento penale. Manca soltanto il giudizio del tribunale presieduto da Massimo Poddighe, che dovrà decidere se le accuse formulate dalla Procura sono fondate o no. (m.l)

  • Per la Procura l’ex parroco di Segariu è colpevole di violenza sessuale Il 29 novembre i giudici del tribunale in camera di consiglio per la sentenza

    Per la Procura l’ex parroco di Segariu è colpevole di violenza sessuale Il 29 novembre i giudici del tribunale in camera di consiglio per la sentenza

    Per la Procura l’ex parroco di Segariu è colpevole di violenza sessuale Il 29 novembre i giudici del tribunale in camera di consiglio per la sentenza

    CAGLIARI. L’ex parroco di Segariu potrebbe pagare con una condanna a due anni di reclusione il tentativo di baciare sulla bocca una bambina di dieci anni, per poi palparle e costringerla a toccargli i genitali: per il pm Sandro Pili il sacerdote Raimondo Meloni, esperienze passate a Uta e Arixi, è colpevole di violenza sessuale su minore di quattordici anni nell’articolazione meno grave dell’accusa. Il religioso ha sempre negato di aver allungato le mani sulla bimba, a difenderlo è l’avvocato Sebastiano Cheri che parlerà in aula il 29 novembre, giorno della sentenza.

    La vittima ha confermato le accuse davanti ai giudici, racconto semplice nella sua indiscutibile gravità: era il 16 giugno 2009, lei si trovava nella piazza della parrocchia, a Segariu. Bussò alla porta della sagrestia, forse voleva parlare col sacerdote. Lui, don Meloni, le aprì e subito manifestò le sue intenzioni: la afferrò, cercò di baciarla sulla bocca, poi il resto. La bambina non si perse d’animo e tentò di divincolarsi, di sfuggire alla stretta del prete che appariva fuori controllo, colto da un impulso irrefrenabile. Alla fine riuscì a liberarsi e a correre verso casa, davanti allo sguardo del parroco che probabilmente in quell’attimo si rese conto di quello che aveva fatto e delle conseguenze.

    La bambina tornò a casa sconvolta e raccontò tutto alla madre. Da quel momento l’episodio diventa un caso giudiziario: i carabinieri indagano e trasmettono un primo rapporto alla Procura della Repubblica. Il pm Sandro Pili sente la piccola vittima secondo le procedure, in forma protetta e sotto la vigilanza di una psicologa infantile. Il racconto della bambina è preciso, circostanziato, non sembrano emergere contraddizioni e zone d’ombra. C’è un episodio chiaro sulla scena del procedimento penale, sul quale la Procura non può certo sorvolare.

    Mentre don Meloni viene prontamente mandato in pensione dall’arcivescovo Giuseppe Mani l’inchiesta volge alla conclusione e l’ormai ex parroco di Segariu finisce a giudizio con accuse molto gravi per uno come lui, che si era sempre contraddistinto per il rigore col quale giudicava i metodi educativi delle famiglie.

    Nel corso delle indagini don Meloni ha sempre negato con decisione di aver cercato di baciare la ragazzina, nessun tentativo neppure di toccarla o di farsi toccare. Ma il racconto della vittima o presunta vittima ha finito per pesare sul procedimento penale. Manca soltanto il giudizio del tribunale presieduto da Massimo Poddighe, che dovrà decidere se le accuse formulate dalla Procura sono fondate o no. (m.l)

    05 ottobre 2012

  • Abusi su una bambina: sotto processo in tribunale l’ex parroco di Segariu

    Abusi su una bambina: sotto processo in tribunale l’ex parroco di Segariu

    CAGLIARI. Un tentativo di baciarla sulla bocca, poi di palparle il seno, infine la mano afferrata saldamente per costringerla a toccargli i genitali: da una parte Raimondo Meloni, ex parroco di Segariu con esperienze passate a Uta e Arixi, nella parte della vittima una bambina che quel giorno – era il 16 giugno 2009 – aveva appena dieci anni. Ieri si è aperto davanti ai giudici della prima sezione del tribunale il processo al sacerdote accusato di violenza sessuale su minore infraquattordicenne e la ragazzina, con le porte dell’aula chiuse al pubblico, ha risposto alle domande del pm Guido Pani confermando quanto accadde quell’estate.  Racconto semplice, nella sua indiscutibile gravità: lei si trovava nella piazza della parrocchia, a Segariu. Bussò alla porta della sagrestia, forse voleva parlare col sacerdote. Lui, don Meloni, le aprì e subito manifestò le sue intenzioni: la afferrò, cercò di baciarla sulla bocca, poi il resto. La bambina non si perse d’animo e tentò di divincolarsi, di sfuggire alla stretta del reliogioso che appariva colto da un impulso irrefrenabile. Alla fine riuscì a liberarsi e a correre verso casa, davanti allo sguardo del parroco che probabilmente in quell’attimo si rese conto di quello che aveva fatto e delle conseguenze che avrebbe avuto. La bambina tornò a casa sconvolta e raccontò tutto alla madre. Da quel momento l’episodio diventa un caso giudiziario: i carabinieri indagano e trasmettono un primo rapporto alla Procura della Repubblica. Il pm Sandro Pili sente la piccola vittima secondo le procedure, in forma protetta e sotto la vigilanza di una psicologa infantile. Il racconto della bambina è preciso, circostanziato, non sembrano emergere contraddizioni e zone d’ombra. Mentre don Meloni viene prontamente mandato in pensione dall’arcivescovo Giuseppe Mani l’inchiesta volge alla conclusione e l’ormai ex parroco di Segariu finisce a giudizio. Viene difeso dall’avvocato Sebastiano Cheri e fin dal primo momento ha sempre negato di aver messo le mani addosso alla ragazzina. Quella di ieri era la seconda udienza del dibattimento, ma la prima era saltata perché la vittima non si è presentata e neppure alcuno tra i familiari. Il processo andràò avanti il 23 febbraio con l’esame della madre e di altri parenti della bambina, che dovranno riferire al tribunale presieduto da Massimo Poddighe i particolari della vicenda, raccolti nel corso delle indagini.  L’ex parroco di Segariu rischia una condanna da sei a dodici anni, ma la scelta del rito ordinario malgrado gli elementi d’accusa raccolti dalla Procura indica che la difesa ritiene la sua posizione tutt’altro che compromessa. Il sacerdote sarà sentito in aula alla conclusione della fase dibattimentale ed è certo che il suo sarà un racconto alternativo dei fatti accaduti quel giorno, per i quali si trova a dover rispondere di reati gravissimi e ancora più gravi se rapportati al ruolo che don Meloni svolgeva nella comunità di Segariu, dov’era conosciuto anche per le sue esternazioni a volte provocatorie sui metodi educativi da usare coi ragazzi.

  • Segariu. Minore accusa

    Segariu. Minore accusa

    Da L’Unione Sarda del 13 gennaio 2012 pagina 33

    Per tre volte il processo era saltato perché non si era presentata a testimoniare, per cui è stata accompagnata in aula dai Carabinieri. Quando però la tredicenne che accusa l’ex parroco di Segariu, don Raimondo Meloni di aver tentato di abusare di lei si è seduta di fronte ai giudici del Tribunale di Cagliari, non si è certo tirata indietro. Anzi ha ripetuto il racconto che aveva fatto tre anni fa ai carabinieri, ribadendo ogni singola virgola. “Ha tentato di baciarmi e di toccarmi, ma io sono riuscita a fuggire”.

    Un’udienza molto tesa, che si è svolta a porte chiuse e non si è esaurita con la deposizione della ragazzina. Dopo di lei sono state interrogate infatti anche la madre e la sorella, che avevano raccolto le sue confidenze. E – almeno secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Sebastiano Cheri – dalle loro testimonianze sarebbero emerse alcune incongruenze.

    La vicenda risale all’estate del 2009 quando la presunta vittima, che all’epoca aveva dieci anni, dopo essersi confidata con la mamma e la sorella, bussò dai carabinieri per denunciare il tentativo di violenza subito il 16 giugno da parte del parroco dell’epoca. Stando al racconto della bambina, approfittando di un momento in cui erano rimasti da soli, il religioso avrebbe tentato di baciarla in bocca, palpandole il petto e afferrandole la mano per costringerla a toccare le sue parti intime. Lei però reagì, riuscendo così a scappare. Un racconto choc, che fece subito scattare l’inchiesta della Procura, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Pili, capo del pool che si occupa dei reati sessuali.

    La bambina era stata interrogata più volte dal magistrato inquirente per valutarne la credibilità. Col risultato che alla fine dell’inchiesta il PM aveva chiesto e ottenuto dal GUP il rinvio a giudizio di don Meloni, che si è sempre proclamato innocente e che nel frattempo è stato pensionato dalla Curia, proprio a causa di questa vicenda. Il processo proseguirà il 23 febbraio.

    www.diocesidicagliari.it/aspxPages/…c.aspx?idSac=92

    MELONI don Raimondo
    sacerdote diocesano

    Nato a: Sanluri il 22/02/1942
    Ordinazione: Cattedrale di Cagliari il 29/06/1967
    Titolo di studio: Licenza in Teologia

    Incarichi attuali:

    Note: Pensionato.

    Incarichi precedenti
    Dal Al denominazione Note
    09/08/1996 11/09/2010 Parroco S. GIORGIO MARTIRE Segariu Parrocchiale.
    01/11/1970 01/08/1996 Parroco BEATA VERGINE ASSUNTA Arixi Parrocchiale
    01/09/1967 01/11/1970 Vicario S. GIUSTA VERGINE MARTIRE Uta Parrocchiale.