Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Rodolfo Fiesoli

  • Vittima del Forteto: “Mi hanno devastato”/ “Subito violenze sessuale e psicologiche”

    Vittima del Forteto: “Mi hanno devastato”/ “Subito violenze sessuale e psicologiche”

    Alessandro Bastianelli è stato vittima della terribile comunità del Forteto,: ha subito ogni tipo di violenza e oggi è stato ospite de I Fatti Vostri per commentare la notizia che il guru della stessa comunità, Rodolfo Fiesoli, sia stato da poco liberato dalla galera e si trova in una Rsa per motivi di salute: “Per me è un’ingiustizia totale, dovrebbe marcire in galera per tutto il male che ci ha fatto”.

    Ma come è finito Alessandro Bastianelli nelle mani di questo santone?: “Ci sono finito all’età di 13 anni e ci sono uscito all’età di 21 anni. Mamma era malata di nervi e mio padre non riusciva a mantenerci e ci hanno segnalato questa cooperativa tramite i servizi sociali. Me l’hanno proposto e io ho detto di sì”. E ancora: “I primi giorni era tutto bello, ma era tutto falso, era solo per farsi volere bene. Qualcosa non mi tornava”.

    VITTIMA COMUNITA’ FORTETO: “MI SONO DETTO, ‘QUI CI MUOIO’”

    Poi una sera: “Mi son detto che qui ci muoio – ha raccontato ancora Alessandro, vittima del Forteto – hanno cominciato che io avrei dovuto chiarire perchè ero lì dentro e perchè avrei dovuto rimanere in quella comunità. Loro mi dissero che i miei genitori mi avevano venduto a loro e che i miei mi avevano scaricato ed erano morti”. Tutto nella comunità ruotava attorno al sesso: “A loro interessava solo quello. Una volta mi hanno portato in una stanza e mi hanno molestato, mi hanno accusato di guardargli il membro e mi hanno obbligato a toccarlo”.

    Alessandro ha proseguito il suo terribile racconto: “Io ho subito tonnellate di violenze”. A salvare Alessandro è stato il padre: “Non era una comunità, era un lager per lui e per gli altri”, racconta proprio il papà in lacrime “Sono arrivati al punto da venire in casa per comprarmi il figlio”, poi le accuse forti: “Anche le assistenti social erano d’accordo”. Alessandro ha concluso: “Cancellare questa ferita è impossibile, una ferita così si rimargina per poco, non c’è verso, non posso dimenticare una violenza sessuale e psicologica subita. Sono devastato psicologicamente, ho trovato la salvezza nei miei genitori, ancora dopo 20 anni non riesco a dimenticare”. Il papà ha aggiunto: “Alcuni si sono ammazzati li dentro, alcuni li rinchiudevano per giorni nelle celle frigorifere. Oggi mio figlio, che ha 45 anni, ha ancora gli incubi di notte”.

    https://www.ilsussidiario.net/news/vittima-del-forteto-mi-hanno-devastato-subito-violenze-sessuale-e-psicologiche/2502310/

  • Scarcerato Rodolfo Fiesoli il “profeta” del Forteto

    Scarcerato Rodolfo Fiesoli il “profeta” del Forteto

    Chissà come si sentiranno le vittime e i familiari dell’uomo accusato e condannato per abusi e molestie sessuali sui minori affidati alla sua comunità Il Forteto. Una vicenda che ha fatto da ribalta anche negariva per il Mugello anche sui media nazionali per svariati anni.

    È stato scarcerato Rodolfo Fiesoli, il “profeta” del Forteto. Fiesoli è stato scarcerato in quanto «le condizioni di salute sono incompatibili con la detenzione in carcere, sarà ospitato in una RSA del padovano.

    Il 22 dicembre scorso Fiesoli era stato portato nel carcere di Sollicciano (Firenze) dopo che la Cassazione lo aveva condannato a 15 anni per violenza sessuale e maltrattamenti avvenuti nella comunità. Tenendo conto di un periodo di arresto nel 2011, Fiesoli doveva scontare un residuo di pena di 14 anni. Ma, dopo soli 7 mesi, il fondatore del Forteto è di nuovo in libertà. Il 5 luglio scorso, infatti, la Cassazione ha accolto il ricorso dei suoi legali.

    Piccola ricostruzione. La comunità agricola nasce negli anni ’70 come esperimento di vita in comune dall’idea di Rodolfo Fiesoli. Il Forteto diventa ben presto una realtà economica e sociale molto importante in Toscana.

    Il Tribunale dei minori di Firenze affida negli anni alle coppie che vivono all’interno della comunità molti bambini con grossi problemi familiari. Ma già nel 1985 Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi, suo braccio destro nella comunità, vengono condannati a due anni il primo e a 10 mesi il secondo per atti di libidine violenti e maltrattamenti nei confronti di adolescenti disabili. Il Tribunale dei Minori continuerà però per 30 anni a affidare bambini alla comunità.

    Il Forteto era un simbolo della sinistra in Toscana, un esempio di imprenditorialità.  “Rodolfo Fiesoli è riuscito a far passare tutto come se fosse una persecuzione da parte del giudice, che era di destra. Così nel Mugello il pregiudizio ha iniziato a fare il suo lavoro”.

    Fino a che, nel dicembre 2011, scoppia lo scandalo più grande, con nuove accuse di violenza sessuale. Vengono rinviati a giudizio non solo Rodolfo Fiesoli, ma anche il suo braccio destro Luigi Goffredi e altre 20 persone tra i vertici del Forteto. Il 22 dicembre 2017 Rodolfo Fiesoli viene arrestato e portato in carcere, mentre per Goffredi i reati sono andati in prescrizione.

    Dietro la meravigliosa realtà della cooperativa agricola con frutteti, oliveti e il caseificio, c’era una specie di setta. Tutti dovevano sottostare alle regole del profeta, il Fiesoli.

    Anche il sistema degli affidamenti all’interno della comunità sarebbe stato gestito da lui. Infatti, i bambini tolti alle famiglie d’origine venivano sì affidati a una coppia, ma sarebbero poi stati “ridistribuiti” su indicazione del Fiesoli ad altri all’interno del Forteto.

    “A questi bambini veniva fatto il lavaggio del cervello”, ha raccontato Luisa Chincarini della Commissione d’Inchiesta. “Si diceva loro che la famiglia d’origine li violentava”. I bambini sarebbero stati spinti a denunciare violenze da parte delle famiglie d’origine.

    Rodolfo Fiesoli, dopo la scarcerazione, si trova in una località segreta. “Sapere che dopo poco più di sei mesi dal suo arresto sia già stato scarcerato fa male. Fa male a me, ma non oso immaginare cosa stiano provando in questo momento le vittime dell’orco”, ha commentato Stefano Mugnai (FI), presidente della prima commissione regionale d’inchiesta sul Forteto.

    Altre reazioni

    “La scarcerazione di Rodolfo Fiesoli, il capo della comunità ‘Il Forteto’ condannato poco più di tre anni fa a 14 anni e 10 mesi di reclusione, dimostra che c’è ancora molto da fare per la ricerca delle responsabilità su questa triste vicenda. Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere di conoscere le motivazioni espresse sulla decisione dal Tribunale di sorveglianza di Venezia”. Lo affermano i deputati di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, Francesco Michelotti e Chiara La Porta.

    “Per questi motivi – aggiungono – abbiamo già chiesto la calendarizzazione della proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia per istituire una nuova Commissione d’inchiesta parlamentare sul caso. Lo Stato – concludono Donzelli, Michelotti e La Porta – non può lasciare sole le vittime, da parte nostra metteremo in campo ogni sforzo”.

    Scarcerato Rodolfo Fiesoli il “profeta” del Forteto

  • Cassazione sul Forteto: “Fiesoli non si è mai pentito degli abusi commessi”

    Cassazione sul Forteto: “Fiesoli non si è mai pentito degli abusi commessi”

    Condanna invariata a 14 anni e 10 mesi per l’ex guru del Forteto, la comunità di affidi di minori vicina a Firenze: i giudici spiegano perché non hanno praticato sconti di pena

    Reati troppo gravi per concedere qualunque sconto di pena. È questa in sintesi la motivazione con cui la Corte di Cassazione ha legittimato la pena di 14 anni e 10 mesi inflitta a Rodolfo Fiesoli, l’ex “guru” della comunità del Forteto di Vicchio, nel Mugello. Fiesoli, si legge nel verdetto di 48 pagine depositato oggi, giovedì 25 giugno, non avrebbe mai mostrato “resipiscenza” né pentimento per le azioni commesse dagli anni Settanta al 2010, a danno di ragazzini e adolescenti in condizioni di disagio affidati alla struttura. Questo il motivo per cui gli ermellini, con decisione dello scorso 6 novembre, hanno confermato la condanna per violenza sessuale di gruppo e altri reati emessa dalla corte d’appello di Firenze il 26 ottobre 2018.
    Una pena rimasta invariata per via della “lunga durata dei maltrattamenti – si legge nelle motivazioni – e della pluralità delle condotte illecite di soggezione psicologica e morale perpetrate dal Fiesoli che, per la sua posizione di ‘capo spirituale’ della comunità, ha dettato le regole comportamentali”. “Inducendo – proseguono i supremi giudici– gli altri membri adulti della stessa ad uniformarvisi, pena l’allontanamento, e a concorrere con lui nella consumazione di tali delitti”.

    Violenze e abusi nella comunità del Forteto, in altre parole, “erano logica conseguenza della messa in pratica delle teorie predicate” da Fiesoli, continuano i magistrati della IV sezione penale della Cassazione. “Nel dichiarare l’infondatezza delle impugnazioni degli imputati – si legge ancora – la Suprema Corte ha richiamato la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito da cui risulta che l’episodio di violenza sessuale (nei confronti di una delle vittime, ndr) è “ampiamente provato”. Violenze “sostenute dalla condotta abusiva ed induttiva dell’agente”, e conseguenza diretta della “dottrina” predicata dal guru.
    Nei giorni scorsi, sul caso Forteto era stata sentita in commissione parlamentare d’inchiesta il sostituto procuratore di Firenze Ornella Galeotti, che ha seguito in veste di pubblico ministero il processo a Fiesoli iniziato nel 2013, su fatti di oltre trent’anni prima. “In Toscana – ha detto in un passaggio della sua audizione – per 30 anni si è assistito a una sospensione di tutte le regole e le leggi sul tema” dell’affidamento dei minori. Una vicenda cominciata nel 1975, quando Fiesoli fondò la comunità che negli anni seguenti accolse decine di bambini con disagio fisico e psichico. Vittime, secondo quanto accertato nei decenni successivi dai tribunali, di abusi e violenze di ogni genere, portate avanti da Fiesoli e da altri membri del gruppo, tra cui Daniela Tardani (condannata a 6 anni e 4 mesi di reclusione). All’interno della comunità vigeva una severa disciplina di separazione dei sessi, i rapporti omosessuali erano promossi mentre i legami affettivi e familiari osteggiati in ogni modo.

    https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/06/25/news/cassazione_sul_forteto_fiesoli-260185537/?fbclid=IwAR2PzGzzth2Hc2mt5Qm9MbvhwT-qoqF9cGQkliG3Ac8TTrns5piBybw1bco

  • Caso Forteto, il 3 dicembre al via la commissione parlamentare d’inchiesta

    Caso Forteto, il 3 dicembre al via la commissione parlamentare d’inchiesta

    Firenze, 20 novembre 2019 –  Caso Forteto. Si riunirà il 3 dicembre alle 10 la commissione d’inchiesta sul caso Forteto riguardanti presunte molestie sessuali avvenute nella comunità per minori di Vicchio, in provincia di Firenze. L’ha annunciato in aula il presidente del Senato Elisabetta Casellati.

    Il capo e fondatore Rodolfo Fiesoli, detto il ‘profeta’, era stato condannato nell’ottobre del 2018 dai giudici della Corte d’appello di Firenze a 14 anni e 10 mesi per abusi sessuali, anche su minori, e maltrattamenti. Con Fiesoli era stata condannata a 6 anni e 4 mesi anche Daniela Tardani, una delle madri affidatarie della comunità del Forteto, accusata di violenza sessuale di gruppo insieme al ‘profeta’.

    E nei giorni scorsi scorsi i giudici della IV sezione penale della Corte di Cassazione hanno confermato la sentenza d’appello .

  • Forteto, “processo non equo”: Fiesoli ricorre alla Corte europea

    Forteto, “processo non equo”: Fiesoli ricorre alla Corte europea

    L’ex capo della comunità a Padova perché devoto di Sant’Antonio: visita la basilica prima di costituirsi

    Rodolfo Fiesoli, ex capo della comunità “Il Forteto“, si è costituito ieri sera ai carabinieri di Padova dopo la sentenza definitiva di condanna a 14 anni e 10 mesi di carcere. Avrebbe raggiunto la città insieme alla moglie in auto.

    Oggi emergono ulteriori particolari sui motivi che l’avrebbero spinto a raggiungere la città veneta. Secondo quanto appreso, infatti, Fiesoli, sarebbe devoto di Sant’Antonio, protettore degli oppressi, ed avrebbe scelto Padova per visitare, prima di consegnarsi, la basilica del Santo.

    Lo stesso Fiesoli, inoltre, ha dato mandato ai suoi legali di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo “nella convinzione di aver subito un processo non equo“, come hanno spiegato gli avvocati in una nota.

    Il “Profeta” aveva lasciato la struttura in cui era ospitato ad Aulla nella mattinata di ieri. Non è chiaro ancora se abbia spostato la sua residenza in un luogo diverso dal Mugello, altrimenti sarà comunque trasferito presto a Firenze.

    Intanto, l’altra condannata dalla sentenza di ieri, Daniela Tardani, madre affidataria che viveva al Forteto, ha trascorso la sua prima notte nel carcere di Sollicciano. Si è costituita ieri sera ai carabinieri di Borgo San Lorenzo.

    http://www.firenzetoday.it/cronaca/fiesoli-forteto-sentenza-ricorso.html?fbclid=IwAR0JT_YgLhdjMjOPaiKeSwoH5eoNi_-2u8MrvDGOzseS4Ca4MBXmBQHA15U

  • Forteto, ora la sentenza è definitiva Fiesoli condannato a 14 anni e 10 mesi

    Forteto, ora la sentenza è definitiva Fiesoli condannato a 14 anni e 10 mesi

    È definitiva la condanna per Rodolfo Fiesoli, 78 anni, il «profeta» e fondatore della comunità Il Forteto per minori disagiati a Vicchio del Mugello, in provincia di Firenze, al centro di una vicenda di maltrattamenti e abusi.
    La quarta sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso di Fiesoli, contro la condanna nell’appello bis a Firenze, il 26 ottobre dello scorso anno, a 14 anni e dieci mesi. Definitiva anche la condanna a 6 anni e quattro mesi per Daniela Tardani, una delle madri affidatarie.
    Il caso era approdato in Cassazione il 22 dicembre 2017, in quella occasione la Suprema Corte aveva confermato la responsabilità penale di Fiesoli, rinviando ad un appello bis per la rivalutazione di un singolo capo di imputazione. Dopo quella sentenza, il «guru» venne arrestato, ma poi rilasciato perché la condanna non era ancora definitiva.
    https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/19_novembre_06/forteto-ora-sentenza-definitiva-fiesoli-condannato-14-anni-10-mesi-f295a588-00c1-11ea-8732-be7de5ed3bbc.shtml
  • FORTETO, VIOLENZE E ABUSI NELLA COMUNITÀ/ “Vi racconto il castello degli orrori”

    FORTETO, VIOLENZE E ABUSI NELLA COMUNITÀ/ “Vi racconto il castello degli orrori”

    Il castello degli orrori: così viene chiamato “Il Forteto”. A parlarne oggi a La Vita in Diretta una vittima: Sergio Pietracito a 18 anni è entrato nella cooperativa per lavorare all’interno dell’azienda agricola. «Tutti i giorni erano uguali. Si lavorava dalla mattina alla sera. C’era una netta separazione tra uomini e donne, non ci si poteva guardare. E i rapporti dovevano essere solo omosessuali». E i proventi del lavoro andavano alla cooperativa. C’è poi un aspetto molto delicato, quello degli affidi. Il Tribunale dei minori li affidava all’azienda agricola. E su questo c’è una commissione d’inchiesta parlamentare. «Al Forteto sono entrati molti minori, circa 86, e alcuni anche dopo la condanna a Rodolfo Fiesoli». Sul “profeta” dice con rammarico: «È libero grazie ad un cavillo in attesa della Cassazione». Sergio Pietracito, presidente dell’associazione Vittime di Forteto, parla anche di famiglie che vendevano i propri figli inventando reati. Le violenze non venivano risparmiate a nessuno: «Ribellarsi voleva dire scappare, come ho fatto io». (agg. di Silvana Palazzo)

    FORTETO, VIOLENZE E ABUSI NELLA COMUNITÀ

    Per circa un trentennio all’interno della cooperativa “Il Forteto” furono commessi abusi psicologici e sessuali nei confronti di minori e disabili. Quelle persone che il Tribunale dei minori aveva affidato alla comunità, associata ad un’azienda agricola, sono diventate vittime di un caso che oggi torna d’attualità. Una commissione parlamentare dovrà capire perché quella comunità sia stata accreditata come interlocutore istituzionale, nonostante provvedimenti giudiziari per abusi sessuali commessi al suo interno. «So che non renderemo mai l’infanzia alle vittime del Forteto, ma lo Stato chiede scusa, anche se dopo 40 anni, e farà tutto il possibile perché si faccia giustizia», aveva dichiarato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede annunciando la svolta in conferenza stampa. Lo stesso Guardasigilli ha affrontato personalmente la questione: appena entrato in parlamento presentò una mozione, poi respinta dal governo nel 2015. Ma non è questo l’aspetto più incredibile di questa vicenda. E lo sa bene Bonafede: «Quello che è incredibile nella vicenda del Forteto è che era il tribunale che accompagnava le vittime al Forteto».

    COMMISSIONE PARLAMENTARE SU ABUSI FORTETO

    Un aspetto che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede spiega con una metafora: «Lo Stato accompagnava le vittime sulla soglia del cancello dell’inferno e le faceva entrare. Posso dire che le porte di quell’inferno sono state chiuse». Per il Guardasigilli però c’è ancora molto da fare per fare piena luce sulla vicenda. A lavoro il commissario della struttura, l’avvocato Jacopo Marzetti, e la commissione d’inchiesta. Fondata negli anni ’70, la cooperativa “Il Forteto” era una delle principali comunità di recupero per minori provenienti da famiglie disagiate. Con gli anni è finita al centro di vicende giudiziarie, anche con condanne. Nonostante ciò ha proseguito la sua attività. Dopo una prima condanna del fondatore Rodolfo Fiesoli nel 1985, l’attività continuò e sulla vicenda si divise anche la magistratura. La “protezione” di Fiesoli cadde nel 2011 quando fu arrestato di nuovo per violenza sessuale su minori. La Procura di Firenze riprese a scavare negli orrori della comunità, del resto erano coinvolti anche collaboratori. Ma a seguito di una sentenza della Cassazione del 5 luglio scorso ci fu la scarcerazione di Rodolfo Fiesoli. Ora le vittime tornano a chiedere nuovamente giustizia.

    FORTETO, VIOLENZE E ABUSI NELLA COMUNITÀ/ “Vi racconto il castello degli orrori”

  • Forteto: Fiesoli assolto per lesioni e minacce

    Forteto: Fiesoli assolto per lesioni e minacce

    “Assieme ad altri ex componenti della comunità di Vicchio”

    Rodolfo Fiesoli, il guru della comunità il Forteto, è stato assolto per lesioni e minacce nei confronti di uno dei membri della comunità. E’ stato assolto assieme ad altri tre membri del Forteto accusati di aver aver picchiato uno dei fondatori, dopo che aveva preso le difese di un ragazzo che gli era stato affidato.

    Il processo è stato svolto dal giudice di pace e si tratta di uno dei procedimenti paralleli a quelli per abusi sessuali.

    Dopo la sentenza definitiva della Cassazione l’ex guru era stato condannato alla pena di 15 anni e 10 mesi per abusi commessi su minori ospitati dalla comunità. Nonostante sia stato condannato dalla Cassazione la Corte d’Appello, secondo la decisione dei giudici della Suprema Corte, ha dovuto rideterminare la pena per uno dei capi d’imputazione.

    Si è quindi tenuto un ulteriore processo che accusava Fiesoli di aver abusato di un ragazzino affidato alla comunità: in questo caso è stato condannato a 8 anni di reclusione.

    Ancora la Cassazione deve fissare l’udienza sui ricorsi per quest’ultima pronucnia della Corte d’Appello di Firenze. Nel frattempo Fiesoli è in libertà. Vive ad Aulla, in una residenza per anziani dove è stato rintracciato da Il Sito di Firenze.

    Cosa succedeva al Forteto

    Come emerso dai processi Fiesoli adottava una vera e propria strategia psicologica per soggiogare i membri del Forteto: l’allontanamento dalla famiglia d’origine, far credere che tutto ciò che fosse al di fuori della comunità fosse sbagliato, l’annullamento della propria sessualità (soprattutto nelle donne), l’ammissione pubblica della propria omosessualità. Tra i suoi metodi di controllo c’erano i “chiarimenti”, incontri in cui Fiesoli metteva in riga i membri della comunità che secondo lui si discostavano dal suo credo, facendogli fare confessioni pubbliche di pensieri personali.

    Al Forteto sono passati almeno 80 bambini affidati dal tribunale dei minori alle famiglie che abitavano nella comunità.

    https://www.firenzetoday.it/cronaca/forteto-fiesoli-assoluzione-lesioni-minacce.html

  • Forteto, negli abusi Fiesoli fu “spregiudicato e senza scrupoli”

    Forteto, negli abusi Fiesoli fu “spregiudicato e senza scrupoli”

    I giudici motivano gli otto anni per il filone “bis” del processo: “Spudorato, non si è mai pentito”

    Un “predatore senza scrupoli”. E’ definito così Rodolfo Fiesoli, il “Profeta” del Forteto nell’altro filone del processo “bis” sugli abusi denunciati da un giovane fuoriuscito in un secondo momento dalla comunità, quello che gli è costato una condanna di otto anni, ai quali vanno aggiunti i 14 anni e 10 mesi del primo filone (sentenza che dopo il nuovo ritorno in Cassazione diverrà definitiva). Eppure Fiesoli non è in carcere.

    “E’ provato che l’imputato, costringendo e inducendo il giovane a subire gli atti sessuali per un lungo lasso di tempo, con abuso di autorità e della condizione di inferiorità psichica del medesimo, ha agito in modo predatorio, soggiogato da irrefrenabili impulsi sessuali ed inflitto ferite profonde alla personalità e alla psiche della vittima, con dolorosi effetti destinati a durare nel tempo”, si legge ancora nelle motivazioni del collegio presieduto dal giudice Francesco Gratteri.

    “Rodolfo Fiesoli – si scrive ancora nella sentenza – ha agito con sprezzante spudoratezza, privo di scrupolo alcuno verso il valore sacro della vita e della dignità del minore che a lui si era affidato; inoltre l’imputato, rimasto assente nel processo, non ha mai manifestato alcuno segno di pentimento o di resipiscenza”.

    Le motivazioni parlano di “estrema gravità della condotta, fortemente abusante e invasiva, protratta per un lungo lasso temporale all’interno di una comunità deputata ad accogliere minori fragili e bisognosi di protezione” e “dell’elevato grado di libertà sessuale violata, dell’intensità del dolo, della gravità del danno cagionato alla persona offesa, ridotta a mero oggetto di soddisfazione sessuale del Fiesoli”.

    http://www.firenzetoday.it/cronaca/forteto-bis-fiesoli-sentenza-abusi.html

  • Forteto. Parlano le vittime: “Ecco chi sono (e perché) i soci da allontanare”

    Forteto. Parlano le vittime: “Ecco chi sono (e perché) i soci da allontanare”

    “Solo così ci sarà vera discontinuità” – L’Associazione Vittime del Forteto (a seguito della nota nella quale il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Il Forteto rivendicava la discontinuità con il passato, clicca qui) chiede in modo esplicito alla stessa cooperativa se i ’34 soci allontanati’ di cui si parla siano quelli ritenuti responsabili (anche se a loro vantaggio è poi intervenuta la prescrizione). E, con una serie di domande, fa nomi e cognomi, nell’attesa di una risposta altrettanto franca.
    Leggiamo il comunicato della cooperativa il Forteto che rivendica la discontinuità con la comunità precisando, se ce ne fosse bisogno, che siamo estranei alla propaganda politica.

    Bacci Francesco, Bocchino Maria Angela, Consorti Mariella, Giorgi Marida, Goffredi Luigi, Montorsi Silvano, Pezzati Stefano Paolo, Sassi Elisabetta, Serpi Luigi, Tardani Daniela, Tardani Maria Francesca, Tempestini Elena Maria, Vannucchi Mauro sono stati ritenuti responsabili, di aver commesso il delitto di maltrattamenti di cui al capo v) IN CONCORSO CON RODOLFO FIESOLI coadiuvandolo stabilmente nell’attuazione e nell’osservanza delle rigide regole di vita e di comportamento da quello create e imposte nella comunità.

    I suddetti 14 soggetti con il loro comportamento hanno causato un grave danno alla cooperativa non solo d’immagine, essendo stata condannata quest’ultima a pagare provvisionali alle parti civili per un importo complessivo di euro 650.000,00 (ai quali dovrà aggiungersi l’integrale risarcimento del danno) mentre alcuni imputati sono stati condannati personalmente a pagare alle parti civili l’importo complessivo, sempre a titolo di provvisionali di euro 455.000,00. Appare evidente il danno provocato alla Cooperativa da tutti i soggetti sopra indicati.

    Sono stati tutti allontanati indipendentemente dal fatto che alcuni di essi abbiano beneficiato della prescrizione (che vuol dire esclusivamente che non sono stati condannati penalmente ma comunque ritenuti responsabili dei fatti addebitati e, di conseguenza, condannati a pagare i risarcimenti insieme alla cooperativa)?

    La cooperativa ha esperito le azioni giudiziali al fine di recuperare quanto pagato alle parti civili per conto dei suddetti soggetti?

    Questi ultimi sono stati allontanati dalle abitazioni che occupavano al Forteto?

    Ugualmente altri 2 soci Romoli Gianni e Premoli Domenico dovrebbero essere allontanati dal Forteto in quanto, pur essendo intervenuta la prescrizione a loro favore antecedentemente alla sentenza di primo grado, hanno proposto appello per ottenere l’assoluzione invece della prescrizione, richiesta respinta in quanto il testimone loro accusatore è stato definito credibile dalla Corte di Appello.

    Per completare la pretesa discontinuità la cooperativa dovrebbe allontanare quei soggetti (circa 20) che, sentiti nel corso del processo, hanno difeso strenuamente l’operato e la figura del Fiesoli rendendo testimonianze ritenute dal Tribunale reticenti ed avulse dalla realtà nel tentativo, fortunatamente mal riuscito, di magnificare il “paradiso” creato all’interno del Forteto nel corso dei 40 anni della sua storia.

    In particolare due di questi ultimi Alberto Bianco e Francesco Rotini, almeno a quanto ci risulta, fanno parte a pieno titolo e con deleghe importanti dell’attuale cda della cooperativa.

    14 + 2 + circa 20 = 36 Il numero corrisponde a quello degli “oltre 34 soci” allontanati dalla cooperativa.

    Se i soci esclusi (allontanati dalle abitazioni e perseguiti civilmente per il gravissimo danno causato) sono quelli sopra indicati allora siamo d’accordo, la cooperativa si è rinnovata ed ha reciso totalmente i legami con la comunità.

    Se invece anche uno solo dei suddetti soggetti è rimasto a qualsivoglia titolo all’interno del Forteto ribadiamo che la Cooperativa deve essere immediatamente commissariata.
    Inoltre quali azione intende intraprendere la nuova cooperativa per sanare le posizioni di tutti coloro ex soci che dovendo fuggire, da quel’inferno hanno perso salari mai ricevuti e Tfr?

    Quali iniziative di pace sociale intende la cooperativa intraprendere insieme e a sostegno delle vittime?

    Rispetto all’economia del territorio Mugellano; qual’ è oggi la mole di conferimento di latte a “km 0”, e da quali produttori locali proviene?

    Infine; se non sarebbe il caso di cambiare nome, vista l’ immensa tragedia umana che questo marchio richiama e sempre di più richiamerà?

    Associazione Vittime del Forteto

     http://www.okmugello.it/mugello/forteto-parlano-le-vittime-ecco-chi-sono-e-perche-i-soci-da-allontanare?fbclid=IwAR3ZyFuSZiMPVl3MMq_Ly9XQWCNBtE6b3Fi6irmdIL1BJLnBlIhxQOBePCw