Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Roma

  • India, secondo una suora, all’interno della Chiesa è diffusa la promiscuità sessuale

    India, secondo una suora, all’interno della Chiesa è diffusa la promiscuità sessuale

    India, seconda una suora, all’interno della Chiesa è diffusa la promiscuità sessuale

    Preti e suore che rompono il voto di celibato gli uni con le altre e, soprattutto, novizie forzate ad avere relazioni sessuali con loro. E’ la descrizione del mondo cattolico indiano secondo sorella Jesme, una ex suora autrice di un libro, Amen, già esaurito nelle zone del subcontinente dove più numerose sono le comunità legate alla Chiesa di Roma. Il Telegraph*, che ne ha dato notizia, ricorda che la Chiesa indiana si sta ancora riprendendo dallo scandalo delle dimissioni di un vescovo che aveva ‘adottato’ una avvenente ventiseienne quale sua ‘figlia’.

    * http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/…lic-Church.html

  • Foto pedopornografiche in canonica finisce nei guai parroco della Granda

    Foto pedopornografiche in canonica finisce nei guai parroco della Granda

    Federica Cravero – Anche un sacerdote del Cuneese è rimasto impigliato nella rete della maxioperazione contro la pedopornografia online coordinata dalla polizia postale del compartimento Piemonte e Valle d´Aosta e dalla procura di Torino, che in tutta Italia ha portato a 23 denunce e tre arresti: uno psicologo milanese che lavorava nelle scuole e che insegnava educazione fisica per conto di un´associazione di genitori e due studenti di medicina di Roma, uno dei quali già tirocinante in ospedale.

    Tra gli indagati alcuni avevano precedenti per gli stessi reati e uno, in particolare, era stato arrestato in Sri Lanka per turismo sessuale.

    Due le perquisizioni in Piemonte. Nei giorni scorsi i poliziotti hanno fatto irruzione in una parrocchia della Granda: il prete ha tentato di impedire l´ingresso degli agenti, chiudendo la porta della canonica, ma un poliziotto è riuscito a infilare il piede, rimanendo ferito, e ad aprire un varco. Nella casa parrocchiale la squadra informatica della polizia postale ha trovato il computer in cui il sacerdote, che è stato denunciato a piede libero, conservava foto e filmati, che scaricava e scambiava su Internet.

    Quella appena conclusa è la seconda tranche di un´inchiesta, iniziata tre anni fa dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal sostituto procuratore Stefano Demontis, che già nel 2008 aveva portato a una sessantina di perquisizioni in tutta la penisola. Tutto era iniziato, ha spiegato il procuratore capo Giancarlo Caselli, quando la polizia tedesca si era infiltrata in un sito web in cui i pedofili si scambiavano video e fotografie che ritraevano bambini e bambine anche piccolissimi in atteggiamenti osceni e scene di abusi e violenze. Un sito piuttosto esclusivo, se così si può dire, per accedere al quale occorreva dimostrare, come biglietto da visita, di avere nel proprio hard disk un vasto materiale da scambiare.

    Meglio se inedito nel mondo della pedofilia online e autoprodotto, ovvero frutto di filmini casalinghi in cui spesso le vittime sono figli o amici di famiglia. E c´era anche un agghiacciante forum di discussione, in cui gli utenti chattavano in inglese tra di loro commentando la qualità delle immagini e stilando una sorta di classifica delle perversioni. «È inquietante che le persone che hanno questo genere di “interesse” spesso abbiano a che fare anche per lavoro con minorenni», spiega Pietro Forno.

    In sette giorni di attività di investigatori tedeschi avevano individuato un milione di indirizzi ip, fornendo alle autorità italiane quelli rintracciabili nel nostro territorio. L´inchiesta era stata affidata alla polizia postale di corso Tazzoli, che ha scremato tra quella moltitudine di persone chi aveva fatto un accesso casuale al sito e chi invece era un utilizzatore abituale di quel materiale, affidando poi alle diverse procure le deleghe per le perquisizioni nelle altre città.
    (22 ottobre 2009)

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/foto-pedopornografiche-in-canonica-finisce-nei-guai-parroco-della-granda/2113085

  • Cuneo. Foto pedopornografiche nel p.c. del parroco

    Cuneo. Foto pedopornografiche nel p.c. del parroco

    Operazione della polizia postale sulla rete: in manette tre insospettabili, tra loro anche uno psicologo

    Foto pedopornografiche in canonica finisce nei guai parroco della Granda

    Federica Cravero

    Il sacerdote ha tentato di impedire agli agenti di entrare e ne ha ferito uno chiudendo la porta

    Anche un sacerdote del Cuneese è rimasto impigliato nella rete della maxioperazione contro la pedopornografia online coordinata dalla polizia postale del compartimento Piemonte e Valle d´Aosta e dalla procura di Torino, che in tutta Italia ha portato a 23 denunce e tre arresti: uno psicologo milanese che lavorava nelle scuole e che insegnava educazione fisica per conto di un´associazione di genitori e due studenti di medicina di Roma, uno dei quali già tirocinante in ospedale. Tra gli indagati alcuni avevano precedenti per gli stessi reati e uno, in particolare, era stato arrestato in Sri Lanka per turismo sessuale.

    Due le perquisizioni in Piemonte. Nei giorni scorsi i poliziotti hanno fatto irruzione in una parrocchia della Granda: il prete ha tentato di impedire l´ingresso degli agenti, chiudendo la porta della canonica, ma un poliziotto è riuscito a infilare il piede, rimanendo ferito, e ad aprire un varco. Nella casa parrocchiale la squadra informatica della polizia postale ha trovato il computer in cui il sacerdote, che è stato denunciato a piede libero, conservava foto e filmati, che scaricava e scambiava su Internet.

    Quella appena conclusa è la seconda tranche di un´inchiesta, iniziata tre anni fa dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal sostituto procuratore Stefano Demontis, che già nel 2008 aveva portato a una sessantina di perquisizioni in tutta la penisola. Tutto era iniziato, ha spiegato il procuratore capo Giancarlo Caselli, quando la polizia tedesca si era infiltrata in un sito web in cui i pedofili si scambiavano video e fotografie che ritraevano bambini e bambine anche piccolissimi in atteggiamenti osceni e scene di abusi e violenze.

    Un sito piuttosto esclusivo, se così si può dire, per accedere al quale occorreva dimostrare, come biglietto da visita, di avere nel proprio hard disk un vasto materiale da scambiare. Meglio se inedito nel mondo della pedofilia online e autoprodotto, ovvero frutto di filmini casalinghi in cui spesso le vittime sono figli o amici di famiglia. E c´era anche un agghiacciante forum di discussione, in cui gli utenti chattavano in inglese tra di loro commentando la qualità delle immagini e stilando una sorta di classifica delle perversioni. «È inquietante che le persone che hanno questo genere di “interesse” spesso abbiano a che fare anche per lavoro con minorenni», spiega Pietro Forno.

    In sette giorni di attività di investigatori tedeschi avevano individuato un milione di indirizzi ip, fornendo alle autorità italiane quelli rintracciabili nel nostro territorio. L´inchiesta era stata affidata alla polizia postale di corso Tazzoli, che ha scremato tra quella moltitudine di persone chi aveva fatto un accesso casuale al sito e chi invece era un utilizzatore abituale di quel materiale, affidando poi alle diverse procure le deleghe per le perquisizioni nelle altre città.
    (22 ottobre 2009)

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-lo…-granda/2113085

  • La nuova promessa della teologia lascia per sposarsi

    La nuova promessa della teologia lascia per sposarsi

    giovedì 01 ottobre 2009, 07:00
    La nuova promessa della teologia lascia per sposarsi

    di Andrea Tornielli

    Quarantanove anni, una brillante carriera di teologo, uno dei pochi considerati fedelissimi di Roma ad aver raggiunto posti importanti nelle facoltà tedesche, docente di dogmatica a Bonn, titolare di insegnamenti a Madrid e a Lugano. Ieri è arrivato l’annuncio del cardinale Karl Lehmann, vescovo di Magonza, che lo sospende dal sacerdozio perché non è più in grado di rimanere celibe.
    Farà scalpore nei sacri palazzi più che in Germania la notizia che Michael Schulz, teologo ratzingeriano emergente e membro della Commissione teologica internazionale – l’élite presieduta dal Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede che collabora con la Santa sede nell’esaminare delle questioni dottrinali di maggior importanza – ha deciso di abbandonare il sacerdozio per sposarsi.
    Uno scarno comunicato della diocesi di Magonza rende noto che Schulz «ha informato il vescovo Karl Lehmann che non si vede più nella condizione di vivere il celibato sacerdotale». Il cardinale «ha sospeso Schulz come sacerdote e ha informato l’arcivescovo di Colonia, cardinale Joachim Meisner, ordinario della facoltà teologica di Bonn». La diocesi di Magonza informa che agirà secondo quanto previsto dal Concordato e questo dovrebbe significare che a Schulz sarà chiesto di lasciare la cattedra di dogmatica.
    L’annuncio ha choccato non poco gli ambienti vaticani, perché Schulz era considerato una vera promessa della teologia, un emergente, fedele al Papa e allievo del vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller. Originario di Wiesbaden, Schulz ha studiato a Magonza e alla Gregoriana di Roma. Sacerdote dal 1984, ha ottenuto il dottorato a Monaco con una tesi su Hans Urs Von Balthasar. Nel 2001 è diventato professore alla facoltà di teologia di Lugano con una tesi sulla storicità del peccato originale. Dal 2002 al 2004 è stato membro della Commissione teologica della Conferenza episcopale svizzera ed è il curatore della collana intitolata «Grandi teologi. Precursori del Terzo millennio», per la quale ha pubblicato due saggi su Von Balthasar e su Karl Rahner.
    È membro della Commissione teologica internazionale per il quinquennio 2009-2013, e la sua presenza fra i trenta membri scelti dal Vaticano per collaborare con l’ex Sant’Uffizio la dice lunga sua quale sia la stima di cui gode Oltretevere.
    Sia in Germania sia in Austria e in Svizzera si sono riscontrati diversi casi di preti conviventi, alcuni dei quali presentano quella che in realtà è la loro compagna come segretaria o assistente. Nei mesi scorsi ha fatto discutere il caso del vescovo ausiliare di Linz, Gerhard Wagner, la cui nomina era stata firmata dal Papa e pubblicata, ma che è stato costretto ad abbandonare a causa di una forte campagna contraria perché considerato troppo conservatore: tra i preti suoi più accesi contestatori, uno dei quali siede nel capitolo della cattedrale, ce n’erano alcuni che convivevano con le rispettive compagne e questa era una delle situazioni che il Vaticano, designando Wagner, intendeva affrontare.
    Il caso di Schulz, però, è diverso: il teologo ha infatti deciso di lasciare il sacerdozio per potersi sposare e non ha manifestato l’intenzione di contestare la secolare norma del celibato in vigore nella Chiesa latina. Una norma della quale Papa Ratzinger ha più volte ribadito il valore.

  • DON GELMINI: COMUNITA’ INCONTRO AMELIA CELEBRA 30 ANNI ATTIVITA’

    DON GELMINI: COMUNITA’ INCONTRO AMELIA CELEBRA 30 ANNI ATTIVITA’

    25-09-09
    DON GELMINI: COMUNITA’ INCONTRO AMELIA CELEBRA 30 ANNI ATTIVITA’

    (ASCA) – Amelia (Tr) 25 set – Trenta anni dall’inizio della sua attivita’: la comunita’ incontro di Amelia, fondata Don Pierino Gelmini, celebra con il sacerdote, con tanti giovani ed amici, il ”compleanno” con il tradizionale meeting di settembre, ”Pane mortadella e mele” e domenica, con la consegna del premio della Madonna del Sorriso. Per tre giorni, tanti saranno gli ospiti presenti in Comunita’, parlamentari e genitori dei ragazzi ”salvati” dalla droga, da Don Pierino, che inizio’ il 27 settembre la sua ”missione” realizzando li’ a Molino Silla la Comunita’, Tutto era pero’ nato prima a Roma, quando incontro’ un giovane che chiese aiuto. Era il 13 febbraio del 1963: da allora non ha mai smesso di dare aiuto agli altri, costruendo rapporti di fiducia con chi cade nel vortice della droga.

    Tale fiducia spinge i giovani a rientrare in societa’, liberi da quella schiavitu’. Oggi il ”Corrriere dell’Umbria” diretto da Anna Mossuto dedica due pagine ad una intervista eslusiva a Don Pierino Gelmini e al meeting dedicato alla famiglia. Infatti il premio Madonna del sorriso, verra’ assegnato ai coniugi Rita e Donato Lombardi, esempio concreto di famiglia. Un titolo a tutta pagina: ”Ho salvato dalla droga migliaia di ragazzi. E’ questa la mia opera”. Don Pierino si racconta in un’intervista esclusiva: dal primo giovane aiutato nel 1963, all’inchiesta”. Infatti nel lungo articolo, Don Pierino (a gennaio compira’ 85 anni) parla che tutto inizio’ 46 anni fa, prima a Roma e solo piu’ tardi a Molino Silla dove per 70 milioni si pote’ acquistare un rudere. Don Gelmini che e’ ridotto alla stato laicale come da lui stesso richiesto dopo l’avvio dell’inchiesta aperta due anni e mezzo fa dalla procura di Terni, per presunte molestie sessuali, (mi ha causato e tuttora mi causa dolore – ha detto – ) nell’articolo, si racconta, parlando delle sedi della comunita’, in Italia e all’estero e delle prossime aperture, in Nuova Guinea e Albania. Infine il perche’ del ”pane, mortadella e mele” che significa – ha chiesto il direttore Mossutto a Don Pierino -. ”Per ricordare le origini, le sofferenze, i sacrifici – ha risposto -. Oggi abbiamo tutto, prima non avevamo nulla. I ragazzi ci tengono moltissimo.

    Arrivano di solito 7-8, 10 mila persone. Come a Zervo’ il giorno di ferragosto con 15 mila persone attorno a me”. Alla domanda se ha mai pensato di fondare un partito, Don Gelmini ha risposto, di avere tanti amici in tutti i partiti e non volerne creare; ”un movimento forse si’ – ha aggiunto – dei calabresi. 254 circoli che mi hanno chiesto di guidarli”.

  • Abusi del clero. Vaticano: “I seminari scuola di felicità”

    Abusi del clero. Vaticano: “I seminari scuola di felicità”

    Come al solito il Vaticano pretende di risolvere il problema degli abusi sessuali del clero battendo il tasto della repressione sessuale, ossia insistendo sulla causa stessa degli abusi del clero.

    “I seminari scuola di felicità”, dice mons. Bruges. E c’è da capire cosa ci sia di felice in una vita di repressione del principale istinto umano, quello sessuale.

    19/08/2009 14.53.51

    Mons. Bruguès: il seminario sia una “scuola della felicità dell’essere sacerdoti”

    Un testo “breve, incisivo e molto chiaro” sulla formazione dei candidati al sacerdozio potrebbe essere pubblicato al termine dell’Anno sacerdotale. L’iniziativa è allo studio della Congregazione per l’Educazione Cattolica che ha intenzione di proporre nei prossimi mesi la convocazione della Commissione interdicasteriale permanente per la formazione dei candidati agli ordini sacri. E’ quanto ha annunciato in un’intervista rilasciata all’Osservatore Romano il segretario del dicastero vaticano, l’arcivescovo Jean-Louis Bruguès. Il presule sottolinea, in particolare, la centralità dell’opera educativa nella missione della Chiesa. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

    L’opera educativa della Chiesa contribuisce a valorizzare il sapere e la cultura unendo lo sforzo pedagogico ad una formazione integrale della persona. “Una buona formazione – spiega l’arcivescovo Jean-Louis Bruguès – è quella capace di adattarsi all’evolversi e ai cambiamenti della società”. Ma nelle società secolarizzate – aggiunge – rischia di essere dimenticata la dimensione spirituale. In Italia, anche se la società si è secolarizzata – fa notare il presule – la Chiesa ha comunque “saputo restare molto presente nella vita sociale come nella vita politica”. Ci sono poi Paesi, soprattutto dell’Africa e dell’America Latina, dove emerge soprattutto il ruolo sociale dei presbiteri. Il sacerdote, nel suo ruolo di “mediatore tra cielo e terra”, “agisce in persona Christi” ed è al servizio della comunità cristiana della Chiesa e della società. Per questo – aggiunge il presule – occorre che il seminario sia una scuola dove far risplendere la “felicità” e il “gusto” dell’essere sacerdoti. L’auspicio, espresso dall’arcivescovo Jean-Louis Bruguès, è che “la comunità dei fedeli si senta responsabile del sacerdote che la guida”. Ricordando infine l’importanza dell’educazione, “condizione indispensabile per il funzionamento della democrazia, per la lotta contro la corruzione, per l’esercizio dei diritti politici e sociali”, il presule indica due vie: per rendere ancora più fruttuoso lo sforzo pedagogico – afferma – c’è anche bisogno di “generosità” e di “discernimento” nell’accogliere le nuove generazioni: si tratta di discernere in loro ciò che si deve incoraggiare da ciò che si deve correggere.

  • Violentata da preti. Il vescovo: “Vai all’inferno puttana”

    Violentata da preti. Il vescovo: “Vai all’inferno puttana”

    Melbourne, l’arcivescovo Cattolico Denis Hart ha detto «vai all’inferno, puttana» a una donna che era stata violentata da un prete, condotta dichiarata terrificante da un magistrato di Victoria. L’arcivescovo Hart si è in seguito scusato con la donna davanti alla Corte di Melbourne per ciò che il magistrato Anne Goldsborough ha definito come un «terrificante abuso verbale.»

    Ma la scorsa notte, l’arcivescovo Hart ha ripetutamente affermato che «non ricorda» i suoi commenti o il rimprovero del magistrato, avvenuti a metà del 2004. «Sono passati tanti anni, non ricordo di preciso,» ha detto durante un’intervista al quotidiano The Age.

    Quando gli è stato fatto presente che avrebbe dovuto certamente ricordare in quanto è stato oggetto di dibattito per la corte, ha ripetuto nuovamente: «non ricordo.»

    I documenti della corte confermano lo sfogo dell’arcivescovo dopo aver ottenuto un’ingiunzione contro la donna, che lo aveva perseguitato dopo essere stata violentata dal sacerdote Barry Whelan nel 2001.

    Il magistrato ha detto che l’arcivescovo Hart, «su tutte le furie,» ha detto alla donna «vai all’inferno, puttana» quando ha bussato alla sua porta all’1 e 20 del mattino nel Marzo del 2004. La donna è stata oggetto di una precedente ingiunzione dopo aver lanciato pietre attraverso una finestra della casa dell’arcivescovo e aver litigato con lui e il suo staff.

    Consegnando le sue conclusioni nel Giugno del 2004, il magistrato Goldsborough ha detto: «l’arcivescovo Hart si è scusato per questo atto terrificante e scortese direttamente dal banco dei testimoni in mia presenza.»

    Il magistrato non ha ritenuto che «l’arcivescovo fosse impaurito o preoccupato per sé stesso o altri» quando ha trovato la donna di fronte alla porta d’ingresso di casa sua – ma ha altresì definito inaccettabile la condotta della donna.

    Il magistrato ha rilevato che l’arcivescovo era furioso in quanto la sua privacy era stata gravemente violata in seguito alla visita notturna. Ma ha rigettato la richiesta fatta dall’avvocato dell’arcivescovo di non tenere in considerazione la violenza subita dalla donna.

    «Sono sicuro… dall’arcivescovo stesso che [lui] … ha una buona comprensione della complessa serie di circostanze nelle quali [la vittima] si trova almeno in parte causate… dall’abuso dell’ex sacerdote Barry Whelan. »

    Nelle sue conclusioni, il magistrato ha anche detto che dopo aver visitato la casa dell’arcivescovo, la donna ha chiesto le sue scuse per i suoi commenti e ha detto telefonicamente al suo staff di volerlo uccidere. Goldsborough ha constatato che la donna «non aveva alcuna intenzione di portare a termine la sua minaccia,» ma l’ha definita «minatoria e allarmante.»

    «La vittima ha affermato che il suo comportamento durante le conversazioni al telefono è scaturito dal dolore e dalla frustrazione,» scrive il magistrato Goldsborough.

    «Sebbene sia completamente comprensibile da un lato, è assolutamente inaccettabile in tutti gli altri.» Whelan ha abusato della donna nel 2001, dopo l’annullamento della sospensione commiatagli negli anni ’90 a seguito di accuse di violenze sessuali.

    In diverse decadi, almeno cinque donne hanno accusato Whelan di averle violentate, compresa una donna che aveva 13 anni al momento della violenza e un’altra che sostiene di aver dato alla luce il figlio di Whelan.

    La chiesa aveva raggiunto nel 2006 un accordo segreto con la donna coinvolta nel caso del 2004.

    Benché non fosse in grado di ricordare i suoi commenti verso la donna e il rimprovero del magistrato, l’arcivescovo Hart ha rivelato alcuni degli eventi che hanno portato al processo. «Ho indossato la tonaca, sono andato alla porta ed ero molto infastidito… [lei stava] suonando e suonando ancora, mi ero appena addormentato, ero molto stanco, stavo per partire per Roma e sono sceso e sono sicuro che ho parlato con forza, ma ciò che ho detto non lo ricordo.»

    Lo scorso mese in una pubblicazione della Cattedrale St Patrick, Barry Whelan era stato definito “tesoro nazionale”, malgrado le indagini interne della chiesa avessero confermato gli abusi dell’ex sacerdote. L’arcidioceso ha poi affermato che si è trattato di un errore e si è scusata.

    Le indagini del quotidiano The Age sul modus operandi della Chiesa Cattolica di Melbourne nel gestire i casi di accuse di violenza sessuale hanno portato alla luce:

    1) Che un sacerdote accusato di aver violentato un minore è stato informato da un’investigatore della chiesa di essere oggetto di un’indagine della polizia.

    L’arcivescovo Hart ha affermato di aver accettato la giustificazione di Peter O’Callaghan di non aver avuto alcun divieto di informare il sacerdote dell’indagine della polizia.

    2) I commenti del vicario generale Les Tomlinson, secondo il quale esisterebbe “un’industria delle vittime” di abusi sessuali commessi da sacerdoti, che sfrutterebbe le vittime per fare soldi. Commenti che l’arcivescovo Hart ha definito «inutili.»

    3) Le richieste di un gruppo di vittime, sostenute da due vescovi, di riesaminare la gestione delle lamentele dell’arcidiocesi di Melbourne. L’arcivescovo Hart ha affermato che non c’è alcun bisogno di riesaminare il sistema. «Preferisco concentrarmi sulla compassione che dobbiamo mostrare alle vittime… Sono persone che avrebbero dovuto aspettarsi di più dai sacerdoti ed è una tremenda sofferenza essere traditi da coloro in cui avevano riposto fiducia.»

  • Orge gay a pagamento. Prete 70enne indagato per prostituzione minorile. Ricattato con foto osé

    Orge gay a pagamento. Prete 70enne indagato per prostituzione minorile. Ricattato con foto osé

    Estorsione con foto porno ai danni di un prete: tre condanne a quattro anni

    Sono stati condannati a quattro anni di reclusione dal Tribunale di Piacenza, al termine del rito abbreviato, i tre romeni accusati di estorsione nei confronti di un sacerdote piacentino, sottoposto a ricatto dagli stranieri che lo avevano immortalato mentre aveva rapporti sessuali con un minore.

    Le foto compromettenti erano state al centro dell’estorsione. Un quarto romeno aveva patteggiato la pena nell’aprile scorso: 2 anni con la condizionale. Il prete piacentino è imputato presso il Tribubale dei Minori per prostituzione e verrà giudicato a parte.

    Ecco i fatti raccontati nella nostra notizia il 17 maggio 2008

    Un sacerdote di Piacenza coinvolto in un giro di prostituzione minorile avrebbe subito ricatti per foto pedopornografiche, finendo lui stesso nel registro degli indagati. Così un insospettabile sacerdote settantenne si è trovato nella duplice veste di parte lesa ed indagato in un’indagine della Procura di Piacenza.

    Parte lesa per essere caduto vittima di un tentativo di estorsione da parte di quattro romeni, indagato per aver avuto rapporti sessuali a pagamento con minori. La notizia è trapelata oggi dopo che al sacerdote è stato recapitato ieri l’avviso di garanzia dal Sostituto procuratore Antonio Colonna. Del fatto si erano occupati i carabinieri della Compagnia di Piacenza, dopo che il sacerdote si era rivolto a loro, affermando di essere caduto vittima di un tentativo di ricatto da parte di quattro stranieri, che gli avrebbero chiesto 50 mila euro in cambio di foto compromettenti.

    I carabinieri hanno così preparato la trappola e arrestato in pieno centro i quattro romeni con l’accusa di estorsione e produzione di materiale pedopornografico. Il minore è stato condotto nella casa di accoglienza di Bologna e gli altri quattro alle Novate. I carabinieri hanno trovato in possesso dei quattro estorsori alcune foto nelle quali compare anche il sacerdote intento ad avere rapporti sessuali di gruppo (anche con il coinvolgimento del minore) nella sua casa del centro storico.

    ———–

    VOGLIO PROPRIO VEDERE
    si e’ fatto tanto clamore giustamente per lo stupratore, di roma vediamo se adesso in televisione parleranno di questo prete.E VORREI UNA RISPOSTA ANCHE DALLA CHIESA VISTO CHE SONO IN AUMENTO QUESTI CASI
    dami 70 FN
    12/07/2009 11.13

  • Gambettola: violenza sessuale in parrocchia, chiesta la scarcerazione per il prete

    Gambettola: violenza sessuale in parrocchia, chiesta la scarcerazione per il prete

    GAMBETTOLA – “La vittima era consenziente”: con questa motivazione è stata richiesta la scarcerazione per don Alvaro Tejada Coca, l’aiuto parroco di Gambettola che è accusato di violenza sessuale su un 22enne.

    A richiedere l’eliminazione della misura detentiva nei confronti dell’uomo di chiesa è stato il suo avvocato, Alberto Bricchi, che ha sostenuto come il rapporto sessuale fosse stato pienamente consenziente da entrambe le parti, facendo così decadere l’accusa.

    Entro tre giorni il Tribunale della Libertà di Bologna si dovrà esprimere, valutando anche le perizie presentate dalla difesa del giovane prete di origine boliviana, che contrasterebbero con i primi referti emessi dal pronto soccorso, confutando di fatto la tesi della violenza sessuale che era stata sostenuta dal giovane 22enne.

    Il quale sosteneva di essere stato tratto in inganno con le ipotesi di un impiego lavorativo in qualche azienda del territorio: una leva che lo aveva spinto a seguire il prete nella camera da letto in cui sarebbe avvenuto il presunto abuso. Che a questo punto viene messo in discussione.

     http://www.romagnaoggi.it/cesena/2009/7/28/131521/

     

  • Irlanda: Premier, Chiesa Cattolica Responsabile Morale Di Abusi

    Irlanda: Premier, Chiesa Cattolica Responsabile Morale Di Abusi

    (ASCA-AFP) – Dublino, 4 giu – Le istituzioni cattoliche irlandesi hanno la ” responsabilita’ morale ” degli abusi avvenuti all’interno di scuole e istituti per ragazzi e devono pagare i danni alle vittime. Lo ha detto il primo ministro irlandese, Brian Cowen, nel corso di un incontro con i vertici dei 18 ordini cattolici coinvolti negli scandali.

    ”Voglio dirvi direttamente che il governo chiede ulteriori e sostanziali contributi per riparare i danni provocati”, ha detto il premier, parlando della ” vergogna e dell’orrore ” provati dall’opinione pubblica irlandese nel leggere i risultati di un’inchiesta ufficiale del governo sugli abusi.

    Secondo Cowen, ”la sistematica natura dei fatti” e ”la scala di sofferenze provate dai ragazzi e gli abusi compiuti su molti di loro” provano che esiste una ”responsabilita’ morale” che deve essere affrontata.

    Si tratta di una ” macchia perenne ”, ha aggiunto il primo ministro e la risposta della Chiesa cattolica determinera’ il modo con cui verra’ giudicata dalla gente d’ora in poi. Il rapporto, pubblicato un mese fa, e’ il risultato di nove anni di inchiesta sugli abusi sessuali, fisici ed emotivi praticati negli istituti fin dall’inizio degli anni quaranta, con oltre 14 mila vittime. Uno shock per la cattolicissima Irlanda.

    E tutto ciò per santa obbedienza alla ipocrite direttive della chiesa cattolica parte dalla centrale vaticana in materia come qui sotto finalmente rese note. (dawww.mednat.org/religione.preti_omo.html)

    “Mantenete segreti abusi dei preti” – CNN rivela: documento-choc del Vaticano

    “Tenere segreti tutti i reati sessuali commessi dai preti”. L’ordine, proveniente dal Vaticano, risale a circa 40 anni fa.
    Nel 2001, in pieno scandalo preti-pedofili, l’allora Prefetto della Congregazione per la Fede Joseph Ratzinger, in una lettera a tutti i vescovi, ribadiva il modo di comportarsi in casi di questo genere già presente in un documento del 1962,
    Con un documento le varie diocesi venivano istruite sul comportamento da tenere per evitare che gli abusi sessuali dei preti diventassero di pubblica opinione… “pena la scomunica. Il materiale è stato pubblicato dalla CNN negli U.S.A, dove è in atto un aspro dibattito sugli abusi sessuali commessi soprattutto verso i minori.
    L’esistenza del documento è stata resa nota dal network americano, che sostiene di averlo ricevuto dalla Conferenza dei vescovi negli Stati Uniti.
    Il dossier, datato 16 marzo 1962, affronta soprattutto il problema dei preti che sollecitano atti sessuali durante la confessione. In questo caso, si legge nel documento, le azioni contro il prete vanno eseguite “nel modo più segreto possibile, pena la scomunica”.
    Secondo Carmen Durso, un avvocato che negli Usa rappresenta parecchie vittime di presunti abusi da parte dei preti, il documento non era altro che un modello in cui si spiegava come dissimulare ogni cattiva condotta. “Erano ordini che venivano dati ai preti e ai loro soprintendenti. Si diceva loro: quando ottenete le informazioni su questo tipo di attività, mantenete il segreto”.
    Ma Francis Maniscalco, un portavoce per il congresso dei vescovi degli Usa ribatte che il documento non deve essere preso fuori dal suo contesto. “Quegli ordini – dice – non sono stati realmente osservati nella maggior parte dei casi avvenuti negli ultimi 20 anni”. Tgcom.it 08/08/03

    Sono sessantanove pagine, un documento che inchioda i vertici della Chiesa di Roma, che getta un’onta senza precedenti sul Vaticano. La rivelazione del quotidiano britannico The Observer è destinata a far esplodere una bufera inimmaginabile sull’istituzione più potente del mondo: un documento che risale al 1962 e che porta il sigillo di Giovanni Paolo XXIII fu spedito a tutti i vescovi del mondo per istruirli a tenere ben nascosti i casi di violenza sessuale all’interno della Chiesa. Il testo, scritto in latino, si trovava negli archivi segreti del Vaticano. “Massima segretezza”: era questo quello che la Chiesa di Roma chiedeva ai propri prelati in materia di abusi sessuali. Nulla doveva venire a galla, tutto andava nascosto nei minimi dettagli. Con la minaccia di scomunica per coloro che non rispettavano l’imposizione.
    A scoprire il documento shock, chiamato “Crimine Solicitationies “, è stato Daniel Shea, avvocato texano impegnato in una serie di casi di abusi contro minori perpetrati da preti cattolici. La Chiesa cattolico-romana di Inghilterra e Galles ne conferma la genuinità.
    In quelle 69 pagine, nero su bianco, c’è l’intenzione di mantenere il più stretto riserbo sugli atti dei prelati che potrebbero danneggiare la Chiesa e dettagliate raccomandazioni su come difendere la segretezza: le indicazioni “devono essere diligentemente nascoste negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziali – si legge nel testo – né dovranno essere pubblicate o in inserite in qualche commento”.
    L’avvocato Shea commenta indignato: “Questi dettami sono arrivati ad ogni vescovo del pianeta. E’ la prova che ci fosse una cospirazione internazionale da parte della Chiesa per insabbiare le vicende legate agli abusi sessuali”.
    Ancora più deciso, Shea aggiunge: “Abbiamo sempre sospettato che la Chiesa cattolica coprisse i casi di abusi sessuali e cercasse di far tacere le vittime. Questo documento lo prova. Minacciare la scomunica a chiunque parli, mostra sino a dove le alte cariche del Vaticano erano pronte ad arrivare pur di evitare che le informazioni sugli abusi diventassero di pubblico dominio”.
    Certo la vicenda è esplosiva. Da tempo la Chiesa cattolica è nella bufera per lo scandalo dei preti pedofili. L’arcivescovo di Boston, il cardinale Bernard Law, è stato costretto a dimettersi dopo avere ammesso di aver coperto alcuni casi di pedofilia nella sua Curia. (Tratto da: Il Nuovo – 17 AGOSTO 2003)
    E’ noto come molti processi sono stati instaurati negli U.S.A contro il Vaticano con richieste di risarcimenti miliardari.