Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Rosario Gisana

  • ENNA – Denunciato dalla Rete L’ABUSO s.e. Rosario Gisana e altri tre monsignori per presunti reati omissivi

    ENNA – Denunciato dalla Rete L’ABUSO s.e. Rosario Gisana e altri tre monsignori per presunti reati omissivi

    Una serie di foto acquisite nel ferrarese, dove don Rugolo, malgrado le denunce, era stato furtivamente trasferito da mons. Rosario Gisana verso la fine del 2019, asserendo problemi di salute e assegnato a al vescovo di Ferrara Gian Carlo Perego, il quale come si evince chiaramente dal materiale acquisito, permetteva di organizzare addirittura incontri per ragazzi dai 14 ai 17 anni, come quello organizzato dal Gruppo Giovani Vigarano della parrocchia Natività della Beata Vergine Maria (foto a lato).

    Certamente ora va verificato se mons. Gian Carlo Perego fosse stato informato da mons. Rosario Gisana dei reali motivi del trasferimento, che in caso emergesse fosse informato lo vedrebbero implicato nel favoreggiamento di don Rugolo.

    Ma le accuse formalizzate oggi alla procura della Repubblica di Enna dalla Rete L’ABUSO vanno ben oltre, in quanto nei giorni scorsi sono emerse altre presunte vittime di don Rugolo, abusate dopo il 2015 che metterebbero nei guai non solo il vescovo Rosario Gisana, ma altri due monsignori ai quali la prima presunta vittima aveva denunciato nel 2014.

    Infatti, anche se pur vero che in Italia i vescovi non hanno l’obbligo della denuncia, è anche vero che non possono sottrarsi come qualunque altro cittadino, alle responsabilità di cui al 2° comma dell’art. 40 c.p. che recita “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di evitare, equivale a cagionarlo”.

    Ed è proprio la situazione che emergerebbe stando a quanto dichiarato dalle altre vittime, che se la curia fosse intervenuta dopo le prime segnalazioni fatte nel 2014, molto probabilmente non si sarebbero prodotte. Anche l’accusa della presunta offerta economica avanzata dalla Diocesi alla presunta vittima attraverso la Caritas Diocesana, certo vista con gli occhi della Rete L’ABUSO, che qualche caso giudiziario in materia lo ha affrontato, appare verosimile e ultimamente non isolato.

    Stessa situazione per quanto concerne la Diocesi di Ferrara, che coscientemente o meno, ha di fatto favorito don Rugolo, per la quale nella denuncia odierna l’Associazione Rete L’ABUSO chiede alla procura di identificare e sentire tutte le persone ritratte nelle varie foto acquisite, tra le quali potrebbero esserci altre vittime.

    Naturalmente l’Associazione invita tutti coloro che sia a Enna che nel ferrarese sono vittime oppure “persone informate sui fatti” , a rivolgersi a Polizia e Carabinieri o direttamente alla Rete L’ABUSO portavoce@retelabuso.org.

    Francesco Zanardi

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2021/03/04/mons-perego-sapeva-di-don-rugolo-a-ferrara-lo-conferma-lavvocato-della-diocesi-barbara-grandi/

  • Enna altre vittime minorenni – I Pubblici Ministeri hanno fissato per oggi gli accertamenti informatici

    Enna altre vittime minorenni – I Pubblici Ministeri hanno fissato per oggi gli accertamenti informatici

    Enna – I Pubblici Ministeri della Procura di Enna, Stefania Leonte e Orazio Longo hanno fissato per oggi pomeriggio gli accertamenti informatici sul computer e i telefoni sequestrati, dieci giorni fa, a Giuseppe Rugolo, il prete accusato di violenza sessuale aggravata da un giovane.

    La violenza sarebbe avvenuta quando il ragazzo, che aveva già denunciato i fatti al Vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, era ancora minorenne, dal 2008 al 2013. Il Tribunale ecclesiastico aveva aperto un procedimento canonico che si sarebbe concluso per difetto di competenza, perchè i fatti, secondo la sentenza della Chiesa, sarebbero avvenuti quando ancora Rugolo era seminarista.

    Il sequestro dei dispositivi elettronici, è avvenuto al termine di una perquisizione che la Polizia di Ferrara ha effettuato nel seminario, dove il prete si trova attualmente, dopo che era stato allontanato dalla parrocchia di Enna, apparentemente per motivi di salute. Intanto, trapela che ci sarebbero altri giovani, anche questi minorenni all’epoca dei fatti, che avrebbero subito atti sessuali dal prete.

    Questi fatti sarebbero avvenuti anche recentemente, poco pima che il prete lasciasse Enna, alla volta di Ferrara, nell’ottobre del 2019. Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile di Enna, guidata da Nino Ciavola.

  • Inchiesta/2. A Gela sacerdote sotto processo per abusi sessuali su una ragazzina

    Inchiesta/2. A Gela sacerdote sotto processo per abusi sessuali su una ragazzina

    di Pierelisa Rizzo – Continua il nostro viaggio all’interno della Diocesi di Piazza Armerina. Un viaggio doloroso che sembra, a tratti, confermare quella dichiarazione resa all’Ansa dal Vescovo, Rosario Gisana, che alla domanda di chiarimenti sul sacerdote accusato di avere abusato di un minore ad Enna, negli anni tra il 2008 e il 2013, risponde: “Non ho capito di chi si parli. Abbiamo tanti casi”.

    Il nostro viaggio non è un atto d’accusa, piuttosto una decouverte di casi alcuni dubbi, e altri palesemente conclamati, di prelati che si sarebbero dedicati ad altro mentre facevano o fanno i sacerdoti. Un viaggio che nasce dal caso di Enna e dal coraggio di un giovane uomo che, dopo tanti anni, ha trovato la forza di denunciare. Ecco perché ferisce leggere sui social che la denuncia ennese nascerebbe semplicemente da una “lite tra omosessuali”. Ci fregiamo tanto di simboli, ci ergiamo a moralisti e a salvatori della Patria, vestiamo i panni dei progressisti ma, quando il marcio ci tocca da vicino, siamo abili a derubricare tutto banalizzandolo. Allora riflettiamo prima di scrivere, di giudicare, di sentenziare. E, principalmente abbiamo rispetto delle ferite che hanno, comunque, graffiato irrimediabilmente l’Anima.

    Fa parte sempre della Diocesi di Piazza Armerina il prete, quasi ottantenne, accusato di avere adescato una minore della parrocchia, invitandola più volte in chiesa mentre non c’era nessuno, con la scusa della redenzione. Siamo a Gela, il prete viene nominato dal vescovo Gisana parroco in quel quartiere, tra i più poveri della città, dopo che il precedente vescovo Michele Pennisi lo aveva misteriosamente allontanato per qualche tempo. La vicenda riguarda dunque un parroco avanti nell’età e una ragazzina, di una famiglia disagiata, che gli consegna le sue fragilità, i suoi pensieri, i sogni di una preadolescente. Ed è in quel varco di incertezza, propria dell’età, che si sarebbe insinuato il parroco; il quale avrebbe iniziato a intrattenersi con la ragazzina, a invitarla continuamente in parrocchia quando non c’era nessuno, fino a quando lei non si sarebbe decisa a raccontare e far scattare l’inchiesta.

    Sentita la minore, che ha confermato tutto, ora si attende il processo. E su quel tutto volutamente non ci dilunghiamo in dettagli morbosi, che tanto piacciono ad alcuni lettori ma preferiamo lasciare tutto in un limbo di pudore. Questo caso figura nella relazione della Corte d’Appello di Caltanissetta, depositata dal presidente in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. vincenzo iannì

    Inchiesta/2. A Gela sacerdote sotto processo per abusi sessuali su una ragazzina

  • Abusi su minore, a Enna indagato un sacerdote  Avviso di garanzia dopo l’esposto presentato da presunta vittima

    Abusi su minore, a Enna indagato un sacerdote Avviso di garanzia dopo l’esposto presentato da presunta vittima

    (ANSA) – PALERMO, 10 FEB – Un avviso di garanzia, con l’accusa di violenza sessuale aggravata, ha raggiunto il sacerdote di Enna Giuseppe Rugolo.

    A due mesi dall’esposto di un giovane che ha denunciato al capo della squadra mobile, Nino Ciavola, di avere subito abusi, da minorenne, dal 2008 al 2013, la procura di Enna, con a capo il procuratore Massimo Palmeri, ha formalizzato l’atto di accusa.

    Decine le persone sentite, tra le quali, oltre al vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, numerosi sacerdoti di Enna ai quali il giovane, ora maggiorenne aveva chiesto aiuto, raccontando le presunte violenze subite.

    La denuncia alla polizia segue un processo al tribunale ecclesiastico di Palermo. Ma il vescovo – che in un primo momento aveva assicurato alla famiglia l’ammonimento scritto e il trasferimento del parroco che ha gestito un’associazione con centinaia di giovani – aveva poi optato per un trasferimento temporaneo a Ferrara, dove il prete sta frequentando un dottorato di ricerca. (ANSA).
    YUR-TE/ S45 QBKS

  • L’inchiesta sul prete accusato di abusi su minori, il vescovo di Piazza Armerina sentito come testimone

    L’inchiesta sul prete accusato di abusi su minori, il vescovo di Piazza Armerina sentito come testimone

    Il vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, è stato sentito in Procura a Enna come persona informata sui fatti, nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo la denuncia di un giovane sugli abusi subiti da un prete.
    L’audizione, condotta dal procuratore Massimo Palmeri, è durata circa tre ore.

    Tra i temi affrontati ci sarebbero i risultati dell’indagine del tribunale ecclesiastico di Palermo a carico del sacerdote accusato, indagine sollecitata da Gisana. I risultati di quell’inchiesta furono poi mandati alla congregazione per la Dottrina della fede, in Vaticano.

    Nell’ottobre 2019, il sacerdote chiamato in causa si è allontanato da Enna, oggi vive al Nord Italia, ma non risulta che siano stati adottati provvedimenti nei suoi confronti da parte dell’autorità ecclesiale. don Giuseppe Rugolo

    https://palermo.repubblica.it/cronaca/2021/01/21/news/l_inchiesta_sul_prete_accusato_di_abusi_su_minori_il_vescovo_di_piazza_armerina_sentito_come_testimone-283632403/

  • Pedofilia Enna, tutte le denunce della presunta vittima

    Pedofilia Enna, tutte le denunce della presunta vittima

    “Hanno provato a comprare il mio silenzio, ma dopo un lungo travaglio interiore, ho trovato il coraggio di denunciare: ciò che ho subito, non deve subirlo più nessuno”.

    Adesso è un adulto, ha ventisei anni, ma ne aveva quindici anni quando, ha raccontato, cominciò a subire abusi sessuali da parte di un prete di una parrocchia di Enna.

    “Esprimo piena fiducia nella magistratura e offro collaborazione per l’accertamento della verità dei fatti”, ha detto il vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana (nella foto), spiegando di “aver attivato la procedura canonica informando le autorità ecclesiastiche” quando ha ricevuto segnalazioni.

    Ma ha anche sottolineato di “non avere ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’Autorità giudiziaria in cui si informa di eventuali procedimenti penali a carico di chierici della diocesi”.

    Intanto il parroco accusato, che nel frattempo ha fondato un’associazione che riunisce duecento giovani, sarebbe stato spostato in una regione del nord Italia, ufficialmente per gravi motivi di salute.

    “Sono stato a lungo combattuto – ha sottolineato la presunta vittima – tra la voglia di non tradire la Chiesa, a cui sono devoto, e la necessità di giustizia”, che lo ha poi spinto a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Enna, che ha iscritto il sacerdote nel registro degli indagati e affidato indagini alla squadra mobile della Questura.

    Nel 2014, aveva raccontato al parroco ennese degli abusi, che, secondo la sua ricostruzione, erano cominciati quando il sacerdote era ancora in seminario e si erano protratti dal 2008 al 2013, consumati anche nella canonica della chiesa.

    Nel 2018, dopo un percorso avviato con uno psicoterapeuta, il giovane ha formalizzato una denuncia alla diocesi di Piazza Armerina. E’ stato sentito dal Tribunale ecclesiastico di Palermo ma, nonostante avesse nominato un avvocato rotale – cioè abilitato a rappresentarlo di fronte alla Sacra Rota – non è riuscito a ottenere un processo. Per questo, racconta, “ho scritto al Papa, chiedendo il suo aiuto”.

    E, secondo quanto si è appreso, dal Vaticano hanno chiamato in Diocesi chiedendo immediati chiarimenti sulla vicenda.

    Denaro per non parlare

    Come detto, la presunta vittima sostiene poi di avere ricevuto un’offerta di denaro in cambio del suo silenzio “ma non avrei mai potuto accettare perché non voglio che altri subiscano il mio calvario”, ha detto.

    “Noi non abbiamo mai offerto denaro ad alcuno”, ha replicato al telefono monsignor Gisana.

    Gli abusi, secondo il contenuto della denuncia, sarebbero cominciati nel 2008, quando il presunto violentatore era ancora un educatore dell’Azione cattolica. Una serie di approcci fino alle violenze, che sarebbero iniziate nel 2009.

    Tra, ha accusato ancora il giovane, piccoli ricatti e minacce per garantirsi il silenzio.

    E poi, ha aggiunto, il “dolore nel sentirsi tradito dalla Chiesa, dai tanti preti, con i quali mi ero confidato”.

    La solidarietà di un solo prete

    “Soltanto un sacerdote a Enna – ha ricordato – mi ha sostenuto mentre molti hanno cominciato ad avere atteggiamenti se non ostili, comunque di sospetto”.

    “Questa esperienza mi ha rovinato la vita – ha concluso la presunta vittima, che un tempo avrebbe voluto entrare in seminario – ma io, con l’aiuto dei miei genitori, ce l’ho fatta. Oggi sono ancora impaurito, ma posso guardarmi allo specchio. Spero che gli altri, che hanno subito lo stesso mio trattamento, decidano di denunciare”. don Giuseppe Rugolo

    https://qds.it/pedofilia-enna-tutte-le-denunce-della-presunta-vittima/

  • Denuncia gli abusi alla diocesi che trasferisce al nord il prete, la vittima si rivolge alla polizia

    Denuncia gli abusi alla diocesi che trasferisce al nord il prete, la vittima si rivolge alla polizia

    di Franca Giansoldati – Città del Vaticano – Quello che apparentemente sta emergendo ancora una volta è il solito muro di gomma da parte della Chiesa. Da una parte le vittime di presunte violenze sessuali che provano a denunciare al vescovo l’abusatore ma non vedendo risultati concreti alla fine sono costretti a rivolgersi ai carabinieri, attivando (finalmente) il processo penale. Che su queste vicende scabrose non ci sia una collaborazione fattiva tra il vescovo e la giustizia italiana è una vecchia storia.

    A Enna, dove è in corso un procedimento a carico di un sacerdote, è il Procuratore capo, Massimo Palmeri, a commentare: «Non abbiamo ricevuto niente dalla Curia. Siamo venuti a conoscenza del reato solo quando il giovane ha denunciato alla Squadra mobile»  ha detto in merito alla vicenda degli abusi sessuali su ragazzi che frequentavano una parrocchia di Enna, per i quali ora è indagato il parroco.

    I fatti sono avvenuti quando la vittima era un minore di 15 anni. Il ragazzo, alcuni anni fa, aveva denunciato gli abusi alla diocesi di Piazza Armerina che però non avrebbe dato seguito con atti concreti, se non un temporaneo allontanamento del sacerdote da Enna, mandandolo in una parrocchia del nord. Un sistema abbastanza consolidato di togliere il parroco per non creare scandalo nella comunità. Il ragazzo, anni dopo, rivedendolo a Enna dove continuava a svolgere attività con i giovani, ha deciso di prendere carta e scrivere a Papa Franesco.

    In parallelo ha presentato una denuncia alle autorità civili sulla quale la Procura ha aperto un fascicolo.

    Il giovane che ha denunciato non sarebbe la sola vittima delle attenzioni che il sacerdote riservava agli adolescenti maschi che frequentavano la sua parrocchia.

    In merito alla vicenda il Vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, con una nota ha precisato che ogni volta che ha avuto notizia «di eventuali delitti ha avviato i procedimenti previsti dalla normativa canonica» esprimendo piena fiducia nella magistratura. don Giuseppe Rugolo

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_abusi_chiesa_vaticano_papa_francesco_vescovo_enna_polizia_magistratura-5710862.html

  • Don Giuseppe Rugolo – il “giallo” sulla lettera inviata a Papa Francesco

    Don Giuseppe Rugolo – il “giallo” sulla lettera inviata a Papa Francesco

    Abusi, ora spunta il “giallo” sulla lettera inviata al Papa

    La Procura di Enna indaga su presunti casi di abusi ecclesiastici. “Giallo” sulla lettera che sarebbe stata recapitata al Papa da un adolescente

    di Giuseppe Aloisi – Una lettera che sarebbe arrivata tra le mani di papa Francesco: questo è solo uno degli elementi che stanno emergendo sui presunti abusi che sarebbero avvenuti presso la diocesi di piazza Armerina, in Sicilia.

    Quelli su cui starebbe indagando la Procura di Enna.

    Jorge Mario Bergoglio che, sin dall’inizio del suo pontificato, sta combattendo una battaglia per stroncare gli scandali legati alle violenze sessuali che avvengono nei contesti ecclesiastici ai danni di minori e di adulti vulnerabili, potrebbe aver deciso di appurare in via diretta cosa stesse succedendo presso la realtà diocesana che sarebbe al centro del caso. E il tutto, almeno in termini diocesani, potrebbe aver subito un’accelerata.

    Le indagini dei magistrati di Enna sono in corso, dunque non è possibile distribuire certezze. Stando a quanto si apprende sull’Agi, un sacerdote sarebbe indagato. La persona che avrebbe deciso d’ inoltrare una missiva direttamente al Santo Padre potrebbe dunque essere una vittima di abusi. Nel corso del 2019, il Vaticano ha ricevuto circa mille segnalazioni relative a possibili abusi. La differenza, in questa vicenda, risiederebbe nel destinatario della lettera: il vescovo di Roma. Niente Congregazione per la Dottrina della Fede o forse, in maniera diversa, la presunta vittima potrebbe aver deciso d’inviare due lettere distinte: una all’ex Sant’Uffizio e una al Papa. Al momento, trattasi di un vero e proprio giallo, che solo il tempo potrà forse risolvere.

    La fonte fornisce anche qualche altra informazione sul presunto abusatore: il sacerdote insegnerebbe Religione, ma sarebbe anche parroco e opererebbe in un contesto associativo. La presunta vittima, invece, sarebbe appena un adolescente. Jorge Mario Bergoglio, che in linea con il suo predecessore è uno sostenitore della cosiddetta linea della “tolleranza zero”, avrebbe quindi domandato spiegazioni alle autorità ecclesiastiche di quella realtà diocesana. E il Papa, che in questi anni ha “spretato” numerosi sacerdoti per via di accuse di abusi, arrivando anche a “scardinalare” in talune circostanze, potrebbe prendere decisioni a breve. Vedremo quali saranno i risultati dell’indagine, che a questo punto potrebbe essere aperta pure in Vaticano.

    Delle accuse dirette al parroco esisterebbero già. Come come esisterebbero alcuni dati: le violenze, anzitutto, non sarebbero state commesse ai danni di una sola persona. Nel frattempo, si è espresso il vescovo della diocesi interessata dal caso: “Con riguardo a casi che sono avvenuti nella mia diocesi – ha dichiarato poco fa monsignor Rosario Gisana, vescovo della diocesi di piazza Armerina – io ho sempre attivato la procedura canonica informando le autorità ecclesiastiche”. Il giallo poi sembrerebbe allargarsi: “Sono offeso con la procura – ha continuato il monsignore – che avrebbe dovuto informarmi. Io allo stato attuale non so niente. In realtà non so di chi stiamo parlando”. Le voci sull’indagine vengono così confermate, ma la diocesi non sembra conoscere troppi dettagli.

    Lo stesso vescovo avrebbe ammesso l’esistenza di contatti in essere con la Santa Sede. Tutto questo accade in contemporanea con il regno di un pontefice che ha abolito il segreto pontificio sui procedimenti ecclesiastici che riguardano casi di abusi sessuali. don Giuseppe Rugolo

    https://www.ilgiornale.it/news/cronache/abusi-ora-spunta-giallo-sulla-lettera-inviata-papa-1917421.html

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2021/01/25/pedofilia-enna-la-diocesi-ci-offri-soldi-per-il-silenzio/

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  • Abusi su minori: Procura Enna, da Curia nessuna notizia

    Abusi su minori: Procura Enna, da Curia nessuna notizia

    (ANSA) – PALERMO, 19 GEN – Il vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana non ha fatto alcuna comunicazione alla procura di Enna sull’avvio di un procedimento a carico del prete che avrebbe abusato di un minore.

    Lo conferma il procuratore di Enna, Massimo Palmeri, che dice: “Non abbiamo mai ricevuto niente dalla Curia. Siamo venuti a conoscenza del reato solo quando il giovane ha denunciato alla squadra mobile”.

    Ieri il prelato aveva detto: “Sono offeso con la Procura che avrebbe dovuto informarmi mentre io allo stato attuale non so niente”.

    E in linea generale su presunti abusi da parte di religiosi ha affermato: “Con riguardo a dei casi che sono avvenuti nella mia diocesi io ho sempre attivato la procedura canonica informando le autorità ecclesiastiche”.

    Queste informazioni, secondo gli inquirenti, non sarebbero state date anche a loro. don Giuseppe Rugolo

  • Prete accusato di abusi sui minori, il vescovo di Piazza Armerina: «Non ho insabbiato nulla»

    Prete accusato di abusi sui minori, il vescovo di Piazza Armerina: «Non ho insabbiato nulla»

    ENNA – «Con riguardo a dei casi che sono avvenuti nella mia diocesi io ho sempre attivato la procedura canonica informando le autorità ecclesiastiche». Così il vescovo di Piazza Armerina, Monsignore Rosario Gisana sul caso del prete di una parrocchia della provincia sul quale la Procura di Enna ha aperto un fascicolo per violenza sessuale.

    Il vescovo ammette che ci sono degli altri casi che sarebbero emersi, ma dice di non conoscere direttamente il parroco coinvolto. «Sono offeso con la Procura che avrebbe dovuto informarmi mentre io allo stato attuale non so niente. In realtà non so di chi stiamo parlando».

    E sui contatti con il Vaticano, che avrebbe ricevuto una lettera accorata da parte di una vittima e avrebbe chiesto conto e ragione al vescovo, Gisana dice che non può negare di avere avuto contatti con la Santa Sede. «I parroci che sono venuti a conoscenza di questo non hanno taciuto e lo hanno comunicato subito. Io non ho insabbiato nulla».

    Una delle vittime avrebbe subito un procedimento canonico e non avendo avuto un riscontro alle sue dichiarazioni avrebbe deciso di rivolgersi al Papa. Su un presunto indennizzo offerto alla vittima il vescovo commenta deciso: «Noi non abbiamo offerto alcun risarcimento». don Giuseppe Rugolo

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2021/01/25/pedofilia-enna-la-diocesi-ci-offri-soldi-per-il-silenzio/

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