Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedofilia: protesta vittime in Vaticano  «Ancora troppi i silenzi della Chiesa»

    Pedofilia: protesta vittime in Vaticano «Ancora troppi i silenzi della Chiesa»

    ROMA – Silenziosa protesta sabato sera in via della Conciliazione. Sullo sfondo di San Pietro, un gruppo americano di vittime di abusi sessuali ha protestato «contro i silenzi del Vaticano sui preti pedofili». A distanza di un anno dal primo raduno, l’associazione americana «Survivors Voice» ha tenuto una manifestazione in difesa delle vittime dei sacerdoti pedofili vicino Castel Sant’Angelo.

    «PIU’ FORTI SE UNITI» – «Se noi sopravvissuti stiamo uniti, siamo più forti e abbiamo più voce», annuncia l’associazione. La manifestazione dello scorso anno, che si tenne il 31 ottobre, fu piuttosto arrabbiata. Le vittime degli abusi continuano a chiedere alla Chiesa risposte più forti e incisive di fronte ai casi di pedofilia. Nei giorni scorsi anche due attivisti italiani, Francesco Zanardi dell’associazione L’Abuso, e Alberto Sala dell’associazione «Piccolo Alan» si sono presentati in Vaticano per chiedere un’udienza al Papa e l’applicazione di linee guida certe da parte della Chiesa.

    A PIEDI DA SAVONA A S.PIETRO – «Non abbiamo avuto risposta – fanno sapere in un comunicato – e per questo da lunedì cominceremo uno sciopero della fame a oltranza». Sciopero della fame contro la mancata applicazione delle linee guida emesse dalla Santa Sede in materia di pedofilia anche da parte di Francesco Zanardi, portavoce della rete «l’Abuso».
    Zanardi, che nelle scorso settimane si è recato a piedi da Savona al Vaticano per chiedere un aiuto concreto alle vittime dei sacerdoti pedofili, smetterà di alimentarsi lunedì 31 ottobre. Intanto negli Stati Uniti sta iniziando un nuovo èprocesso per abusi sessuali su minori ad opera di sacerdoti nella diocesi di Philadelphia e in Inghilterra lo scandalo pedofilia nella Chiesa si allarga e coinvolge anche la diocesi di Plymouth.

    CONTROLLORE INDAGATO – La chiesa cattolica ha ordinato una revisione urgente della sua politica per la protezione dei bambini dopo che un suo funzionario laico – un ex assistente sociale incaricato di indagare su alcune accuse di abusi sessuali nella diocesi di Plymouth – è stato incriminato e arrestato per possesso di 4.000 immagini pedopornografiche. Il fatto che la chiesa avesse ingaggiato un presunto pedofilo proprio per un’indagine sulla protezione dei bambini incrementa il senso di crisi che già si respira nella chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles.
    Il Vaticano ha ordinato una visita apostolica anche nell’abbazia benedettina di Ealing nell’ovest di Londra, nella cui adiacente scuola, St Benedict’s, sarebbero stati compiuti abusi sui bambini dagli anni Sessanta fino al 2009.

    https://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_30/Protesta_antipedofili-americani-vaticano-1901993532136.shtml

  • Pedofilia, “Pellegrinaggio della verità”: “Non vogliono indagare e prevenire”

    Pedofilia, “Pellegrinaggio della verità”: “Non vogliono indagare e prevenire”

    Savona. Richiesta di verità e di giustizia per le numerose vittime di sacerdoti pedo-criminali. Arriva a seguito del “pellegrinaggio per la verità” di Francesco Zanardi, portavoce di “Rete l’Abuso”, che assieme ad Alberto Sala, Presidente dell’Associazione “Piccolo Alan Onlus” è stato ricevuto da un funzionario di Stato.

    “Purtroppo non resta che rimarcare con molta amarezza, disappunto e sgomento, che il Vaticano non ha la minima intenzione né di dare sostegno alle vittime, né di fare prevenzione e neppure di denunciare i preti pedo-criminali e i Vescovi complici che tutt’ora coprono questi atti criminali. Le “Linee Guida” della Santa Sede si mostrano come una farsa e fumo negli occhi a chiunque chieda verità e giustizia. Le gravi omissioni in nome dell’Onnipotente sono l’illusione che si stiano prendendo provvedimenti, colpevolmente sordi al grido che proviene dalle migliaia di vittime in tutto il mondo”.

    “Ci rivolgiamo contestualmente anche al Presidente Napolitano, ai presidenti degli Stati Membri dell’Unione Europea al Presidente Barroso e a tutti i Deputati del Parlamento Europeo quali garanti della laicità delle Istituzioni. Noi siamo cittadini italiani e cittadini europei e chiediamo un intervento diretto delle Istituzioni italiane ed Europee al fine di indurre lo Stato del Vaticano ad affrontare il gravissimo problema della pedo-criminalità nel clero per rispetto delle vittime e delle famiglie coinvolte”.

    “Comunichiamo che dal 31 ottobre Francesco Zanardi della “Rete L’Abuso” e Alberto Sala Presidente dell’Associazione “Piccolo Alan” ONLUS cominceranno uno sciopero della fame a oltranza finché non venga aperto un canale serio con la Santa Sede per fare concretamente fronte ai crimini commessi dai membri della Chiesa Cattolica e finché Sua Santità Benedetto XVI accolga al più presto la richiesta di una Commissione d’Inchiesta Internazionale sui crimini di pedo-criminalità nel Clero, alla quale rivendichiamo il diritto di partecipare”.

    “Chiediamo che la CEI si dichiari favorevole e sostenga la richiesta dell’istituzione di una Commissione indipendente sui crimini sessuali sui minori da parte del clero, di religiosi e religiose cattolici in Italia. I membri di questa Commissione siano scelti tra giuristi, operatori sanitari, operatori dell’informazione, uomini di scienza di provata capacità, indipendenza e obiettività, con la rappresentanza di sopravvissuti e vittime”.

    “Chiediamo che la CEI e la chiesa cattolica si adoperino affinché la Congregazione per la dottrina della fede assieme alle diocesi, le istituzioni, gli enti, le congregazioni e comunità religiose mettano a disposizione della Commissione, della magistratura e dell’opinione pubblica, nel rispetto delle consuete norme di garanzia, i loro archivi con tutte le notizie di reato perseguibili di ufficio sugli abusi sessuali sui minori da parte del clero, di religiosi e religiose, anche per quei reati caduti in prescrizione”.

    “Chiediamo che le direttive CEI impongano alle autorità ecclesiastiche l’obbligo di denuncia delle notizie di reato perseguibili di ufficio. Obbligo da estendersi, tramite anche analoghe direttive della chiesa cattolica, ai membri della Curia Romana, ai responsabili diocesani e ai responsabili degli ordini, congregazioni e comunità religiose, fino a tutti i membri del clero, degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica”.

    “Chiediamo che la CEI si faccia promotrice di direttive e norme che prevedano l’imprescrittibilità dei reati sessuali nei confronti di minori compiuti dal clero e da membri degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica, per evitare che i crimini restino impuniti”.

    “Chiediamo che le direttive della CEI impongano la rimozione dallo stato clericale di tutti i responsabili di abusi sessuali su minori, seppur caduti in prescrizione, senza alcuna eccezione, rigettando l’infondata distinzione tra casi più gravi e meno gravi. Chiediamo che le direttive impongano le dimissioni di tutti i vescovi che, seppur informati degli abusi, non abbiano trasmesso le relative notizie di reato alla magistratura. Chiediamo altresì, alle massime autorità della chiesa cattolica, la destituzione da tutti gli incarichi, di qualunque genere essi siano (spirituali, di governo, pastorali ecc.), in Italia e nel governo della chiesa cattolica, del card. Bernard Francis Law”.

    “Chiediamo che le direttive CEI impongano altresì alle diocesi, agli istituti di vita consacrata e alle società di vita apostolica di risarcire o indennizzare spontaneamente le vittime, in misura adeguata rispetto al danno subito. Questo perché il più delle volte il responsabile degli abusi non può e non vuole risarcire quello che la magistratura gli impone”.

    “Chiediamo infine che la CEI promuova una seria e approfondita riflessione sul perché si verificano questi crimini sui minori nella chiesa cattolica. Crimini che non dovrebbero essere compiuti se i membri del clero, degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica si attenessero al rispetto della regola del celibato, del voto, dell’impegno e del vincolo alla castità.
    “Chiediamo che la CEI operi una riflessione sul legame tra la repressione affettiva e sessuale del clero, di religiosi e religiose in genere e gli abusi da essi compiuti. Questo perché sopravvissuti e vittime hanno bisogno di verità e giustizia e non di parole vuote e pubblico rammarico, che lasciano il tempo che trovano. Se veramente si vogliono ascoltare le vittime e i sopravvissuti, agendo di conseguenza, è necessario che tutto quanto chiediamo sia effettivamente attuato”.

    Queste le richieste avanzate da doverse associazioni: “Rete l’abuso” di Savona; Associazione Piccolo Alan; Comunità Il Rifugio di Alan; D.A. Democrazia Atea; Fondazione Protege A Tus Hijos; SNAP Intenational (The Survivors Network of those Abused by Priest); Associazione sordi Antonio Provolo ONLUS; Il Dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso; Survivors Voice Italy – La Colpa Survivers Voice Europe.

  • Partito il pellegrinaggio di Zanardi. Da Savona al Papa contro la ‘pretofilia’

    Partito il pellegrinaggio di Zanardi. Da Savona al Papa contro la ‘pretofilia’

    “Pellegrinaggio per la verita’, 22 settembre 2011 e Tieni fuori il ‘pretofilo’ fuori dalla porta dei bambini”. Sono le due scritte stampate sulla maglietta di Francesco Zanardi, l’accusatore della Chiesa su casi di pedofilia che stamane ha iniziato la sua marcia verso il Vaticano per denunciare episodi quei preti che avrebbero abusato dei bambini e che restano ancora in servizio.

    ‘’Nonostante abbia segnalato queste problematiche piu’ volte al vescovo di Savona Vittorio Lupi e al cardinale Angelo Bagnasco-dice Zanardi-non ho visto fino ad oggi applicare alcun tipo di misura nei confronti di questi preti che comunque continuano a svolgere il loro servizio nella comunita’. Ecco quindi la mia intenzione di andare presso la Santa sede con un pellegrinaggio che durera’ circa un mese cercando di essere ricevuto dal Papa al quale ho intenzione di spiegare la situazione della pedofilia nella Chiesa cattolica italiana’’.

    Ad accompagnare Zanardi in questa ‘missione’ c’e’ anche il presidente dell’Associazione piccola casa di Alan, Alberto Sala che da tempo si occupa di ospitare bambini che hanno subito abusi: ‘’Si fa troppa confusione tra pedofilia e omosessualita’ e non si tiene conto che anche per l’organizzazione mondiale della sanita’ di per se’ la pedofilia non e’ una malattia. L’80 % dei casi di pedofilia sono da ascrivere a persone eterosessuali e per questo bisogna parlare piu’ che altro di pedocriminalita’.

    I genitori non devono iperproteggere i loro figli perche’ provocherebbero in loro traumi poi difficili da superare ma devono essere adulti e responsabili a sorvergliarli a distanza quando vanno a scuola, come quando fanno sport o vanno in parrocchia. Devono quindi metterli in guardia da eccessi di affetto da parte di terzi e da possibili regali che possono ricevere da estranei’’.

    http://www.rsvn.it/partito-il-pellegrinaggio-di-zanardi.lits4c2317.htm

  • Rete L’Abuso: esposto presso la Procura di Cremona nei confronti di Mons. Lafranconi, ex Vescovo di Savona

    Rete L’Abuso: esposto presso la Procura di Cremona nei confronti di Mons. Lafranconi, ex Vescovo di Savona

    Rete L’Abuso: esposto presso la Procura di Cremona nei confronti di Mons. Lafranconi, ex Vescovo di Savona

    “Ricordiamo che il presule nel periodo in cui era a Savona ha permesso consapevolmente l’apertura di ben due comunità per minori a due sacerdoti pedofili, il cui vizio era ben conosciuto dal clero savonese già dagli anni 80”

    “Comunico che è stato depositato presso la Procura della Repubblica di Cremona un esposto conoscitivo nei confronti di Mons. Dante Lafranconi, ex Vescovo di Savona. All’esposto ho allegato diversa documentazione in formato elettronico. Lo stesso esposto sarà depositato per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Savona. Ricordiamo che il presule nel periodo in cui era a Savona ha permesso consapevolmente l’apertura di ben due comunità per minori a due sacerdoti pedofili, il cui vizio era ben conosciuto dal clero savonese già dagli anni 80. Si tratta di Giorgio Barbacini, condannato in terzo grado a tre anni e sei mesi e a Nello Giraudo, per il quale sono già state ascoltate, presso la Procura di Savona diverse vittime compreso il sottoscritto.

    Ad accompagnarmi presso gli uffici della Procura della Repubblica di Cremona, il Presidente dell’associazione Piccolo Alan, Alberto Sala e alcuni sacerdoti che non riteniamo opportuno citare. Rendiamo noto che la Procura Cremonese ha già aperto un fascicolo su don Luigi Mantia, parroco di Martignana di Po (Cr) che si è dimesso dall’incarico dopo una denuncia alla Procura della Repubblica per molestie ai danni di un ragazzino di dieci anni. Secondo indiscrezioni provenienti dai servizi sociali non si tratterebbe di semplici molestie. In realtà il capo di imputazione non è mai stato reso noto. Sempre da indiscrezioni risultano altri casi di sacerdoti pedofili, per i quali non è stato avviato alcun procedimento ecclesiastico, alcuna indagine da parte della Curia ma risulterebbero semplicemente spostati al confine della Diocesi stessa.

    Malgrado i sospetti, denunciati soprattutto dai sacerdoti, nei confronti di questi presunti pedofili, non è stata applicata da parte della Curia alcuna limitazione preventiva. Il modus operandi e i provvedimenti mai presi dalla Curia nei confronti di queste persone purtroppo ricordano con un po’ troppa precisione quelli savonesi.”

    www.savonanews.it/2011/09/11/leggi-…di-savon-1.html

    Martignana, si dimette don Luigi Mantia
    Il vescovo presiede la messa
    24 luglio, 2011 // 0 Commenti

    E’ stata accettata dal vescovo Dante Lafranconi la rinuncia alla guida pastorale della comunità “Santa Lucia Vergine e Martire” in Martignana di Po di don Luigi Mantia (nella foto). Era in parrocchia da nove anni e ha presentato la rinuncia alcune settimane fa. Una decisione comunicata dal presule durante la celebrazione eucaristica di oggi, domenica, nella chiesa casalasca, da lui stesso direttamente presieduta. Durante la messa il vescovo ha commentato la Parola di Dio della XVII domenica del tempo ordinario e soffermandosi sulla rinuncia di don Luigi Mantia ha parlato di una scelta sofferta e ha invitato i fedeli ad accompagnarlo con preghiera e affetto.

    www.cremonaoggi.it/?p=7161

  • Irlanda, Santa Sede reagisce alle accuse Preti pedofili a Cloyne, richiamato il nunzio

    Irlanda, Santa Sede reagisce alle accuse Preti pedofili a Cloyne, richiamato il nunzio

    CITTA’ DEL VATICANO
    Dopo la pubblicazione del rapporto della commissione d’inchiesta sugli abusi sessuali ai danni di minori nella diocesi a sud del paese e a seguito della accuse lanciate in Parlamento dal premier Kenny (“Vaticano ha incoraggiato a tacere”), Monsignor Giuseppe Leanza richiamato per consultazioni

    CITTA’ DEL VATICANO – La Segreteria vaticana ha richiamato il nunzio apostolico in Irlanda, monsignor Giuseppe Leanza, per consultazioni a seguito della pubblicazione, il 13 luglio scorso, del rapporto della commissione d’inchiesta del governo di Dublino sugli abusi ai danni di minori commessi da sacerdoti della diocesi di Cloyne, a sud del paese. La Segreteria di Stato e altri dicasteri vaticani dovranno mettere a punto una risposta ufficiale alle richieste provenienti dal governo irlandese circa il coinvolgimento del Vaticano nella copertura e insabbiamento di casi di abusi sessuali commessi da esponenti dal clero irlandese.

    Si tratta della prima risposta del Vaticano al durissimo atto d’accusa pronunciato mercoledi scorso in Parlamento dal premier irlandese Enda Kenny, secondo cui “il rapporto della commissione ha evidenziato il tentativo della Santa Sede di bloccare un’inchiesta in uno Stato sovrano, democratico e Repubblica non più di tre anni fa, non trent’anni fa”.

    Alle parole del premier aveva replicato padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana. “La Santa Sede risponderà opportunamente alla domanda posta dal Governo irlandese a proposito del Rapporto sulla diocesi di Cloyne”. Il religioso aveva anche richiamato tutti a dibattere la vicenda con la massima obiettività, in modo da contribuire alla causa che deve stare maggiormente a cuore a tutti, cioè la salvaguardia dei bambini e dei giovani e il rinnovamento di un clima di fiducia e collaborazione a questo fine, nella Chiesa e nella società, come auspicato dal Papa nella sua Lettera ai cattolici dell’Irlanda”.

    A sua volta, l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin aveva respinto con forza le accuse lanciate dal premier irlandese, sottolineando che nella diocesi di Cloyne sono state ignorate le norme del 2001, volute dall’allora cardinale Ratzinger, dunque dal Papa attuale.

    Mercoledì scorso, davanti al Dail, la camera bassa del Parlamento irlandese, il premier Kenny aveva apertamente accusato il Vaticano di “disfunzione, disconnessione e elitarismo”, per aver incoraggiato i vescovi a non denunciare gli abusi da parte di 19 esponenti religiosi della diocesi di Cloyne alle autorità ufficiali, secondo quanto affermato dalla commissione d’inchiesta nel suo rapporto. Kenny non aveva usato mezzi termini. La vicenda di Cloyne, aveva affermato in Parlamento, “fa emergere la disfunzione, la disconnessione e l’elitarismo che dominano la cultura del Vaticano. Lo stupro e la tortura di bambini sono stati minimizzati per sostenere, invece, il primato delle istituzioni, il suo potere e la sua reputazione”.

    Alla pubblicazione del rapporto, prima che Kenny pronunciasse il suo atto d’accusa, padre Lombardi si era già espresso, garantendo la volontà della Santa Sede di accertare la verità e una sua pronta risposta alle rivelazioni su Cloyne. In attesa di quella risposta, il gesuita aveva ricordato “gli intensi sentimenti di dolore e di riprovazione espressi dal Papa in occasione del suo incontro con i vescovi irlandesi, convocati in Vaticano l’11 dicembre del 2009 proprio per affrontare insieme la difficile situazione della Chiesa in Irlanda alla luce del Rapporto sull’Arcidiocesi di Dublino, allora recentemente pubblicato. Il Papa parlava allora apertamente di ‘sconcerto e vergogna’ per ‘i crimini odiosi’”.

    Padre Lombardi aveva richiamato in proposito che “proprio in seguito a tale incontro, e a uno successivo del 15 e 16 febbraio 2010, il Papa ha pubblicato la sua nota e ampia Lettera ai Cattolici dell’Irlanda, del 19 marzo successivo, in cui si trovano le espressioni più forti ed eloquenti di partecipazione alle sofferenze delle vittime e delle loro famiglie, come pure di richiamo alle terribili responsabilità dei colpevoli e alle mancanze di responsabili della Chiesa nei loro compiti di governo o di sorveglianza. Una delle azioni concrete seguite alla Lettera del Papa è la visita apostolica alla Chiesa in Irlanda, articolata nelle visite alle quattro archidiocesi, ai seminari e alle Congregazioni religiose, visita i cui risultati sono in uno stadio avanzato di studio e di valutazione”.

    (25 luglio 2011)
    http://www.repubblica.it/esteri/2011/07/25…95/?ref=HREC1-4

  • Dopo l’arresto di don seppia I fedeli a Bagnasco: «Vorremmo un parroco buono»

    Dopo l’arresto di don seppia I fedeli a Bagnasco: «Vorremmo un parroco buono»

    12 giugno 2011

    Genova – «Vorremmo solo un parroco normale, buono». È la richiesta al presidente della Cei e arcivescovo di Genova cardinale Angelo Bagnasco dei fedeli della parrocchia di Sestri Ponente dove è stato arrestato don Seppia. Dopo la messa celebrata dal cardinale, i parrocchiani sono rimasti circa venti minuti con Bagnasco in una sala per un rinfresco. Qualcuno si aspettava già la nomina del nuovo parroco, ma sa attendere: «sappiamo che è complicato e abbiamo pazienza» ha detto uno di loro.

    «Questa non è una comunità disperata, ha solo voglia di lavorare – ha aggiunto un altro fedele -. Non c’è disperazione, solo voglia di continuare a lavorare, di fare tutte le cose che per sono mancate». A distanza di un mese alcuni sono ancora incapaci di accettare quanto accaduto: «come prete – ha aggiunto un’altra parrocchiana – non si poteva dire niente, era scrupoloso, esagerato nella precisione. Siamo tutti scioccati. Ci eravamo visti al giovedì con gli anziani per festeggiare la chiusura dell’anno e l’indomani abbiamo visto i carabineri». Un altro fedele ha ribadito che la vicenda è stata «un fulmine a ciel sereno. Era bravissimo, facevamo le riunioni la sera, andavamo a mangiare fuori. Speriamo che con l’intervento del cardinale ci mandino un parroco buono, ne abbiamo proprio bisogno».

    Due ragazze, che hanno partecipato alla funzione, hanno affermato: «è stato bello trovare qui il cardinale Bagnasco. La comunità è sempre unita e si spera per il meglio. Vorremmo un parroco normale, che tenga la comunità unita. Dopo tutto questo – hanno sottolineato – ci serve una persona che sappia reggere la situazione e sia d’esempio per tutti, soprattutto per noi ragazzi».

    «Noi oggi interpretiamo la sua presenza come un segno di grande speranza per il futuro della nostra parrocchia» ha affermato Bruno Biancardi, rappresentante del Consiglio Pastorale della parrocchia di Via Calda, nel saluto, pronunciato a nome della comunità, indirizzato all’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, all’inizio della Messa. «La comunità – ha affermato Biancardi – si stringe intorno a lei per trarne sostegno e conforto. Interpretiamo la sua presenza come un segno di grande speranza per il futuro della nostra parrocchia».

    «Questo – ha proseguito – è anche un momento di riflessione per noi e può farci crescere in una maggiore vicinanza di ciascuno verso tutti gli altri in modo che il cammino della vita sia meno solitario e meno smarrito. Eminenza, noi fin da ora la ringraziamo per tutto quello che potrà fare per la nostra riorganizzazione parrocchiale e le chiediamo di continuare ad esserci sempre vicino con le sue preghiere. A nome di tutti, grazie di cuore».

    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/06…_vorremmo.shtml

  • “Piccolo Alan Onlus” sostiene Zanardi e la lotta ai preti pedofili

    “Piccolo Alan Onlus” sostiene Zanardi e la lotta ai preti pedofili

    L’Associazione “Piccolo Alan Onlus”, da anni impegnata nella difesa dei diritti dei bambini.

    Come presidente dell’Associazione “Piccolo Alan Onlus”, da anni impegnata nella difesa dei diritti dei bambini, manifesto rammarico e sdegno per le dichiarazioni dei rappresentanti dell’UDC di Savona in merito alle denunce del sig. Francesco Zanardi nei confronti del Clero savonese e in particolare del vescovo, mons. Vittorio Lupi per gravi e persistenti casi di pedofilia. Nell’esprimere massima stima e appoggio al sig. Zanardi, sottolineo quanto i vertici dell’UDC savonese siano disinformati in merito ai fatti. Di fronte a un dramma come la pedofilia che genera immense sofferenze ogni cittadino (e a maggior ragione ogni politico) dovrebbe avere la coerenza, il senso civico e il coraggio di mettersi a fianco delle vittime e non dei carnefici. La nostra Associazione appoggia con fermezza, senza timore e senza paura la denuncia del sig. Francesco Zanardi e di tutte le vittime dei pedofili sacerdoti e di quanti, colpevolmente e consapevolmente, li hanno coperti. Con la speranza che la nostra protesta unita a quella di tutte le persone che esigono verità e giustizia in merito ai fatti denunciati trovi degno spazio e rilievo.

    Alberto Sala

    http://www.sanremonews.it/leggi-notizia/articolo/piccolo-alan-onlus-sostiene-zanardi-e-la-lotta-ai-preti-pedofili.html

  • La lettera con cui il Vaticano chiedeva di nascondere i casi di pedofilia

    La lettera con cui il Vaticano chiedeva di nascondere i casi di pedofilia

    La rete televisiva irlandese RTE ha da poco diffuso un documento del 1997 scritto dalle autorità vaticane e inviato all’epoca ai vescovi dell’Irlanda per indurli a non denunciare i casi di pedofilia nella Chiesa alle forze di polizia. La lettera suggeriva ai responsabili delle diocesi irlandesi di gestire internamente i casi di abuso contro i minori, stabilendo punizioni per i possibili colpevoli.

    La lettera era stata firmata dall’arcivescovo Luciano Storero, che all’epoca era stato incaricato da Giovanni Paolo II di occuparsi della Chiesa irlandese. Il documento venne inviato a un anno di distanza dal rifiuto delle autorità vaticane di consentire alla Chiesa in Irlanda di dare il proprio contributo per identificare alcuni preti accusati di pedofilia dagli inquirenti del paese.

    Federico Lombardi, il responsabile della sala stampa del Vaticano, ha ricordato che la lettera era stata inviata per ricordare ai vescovi irlandesi la necessità di seguire fedelmente le leggi canoniche, così da non lasciare scampo ai preti pedofili. Secondo gli attivisti e i parenti delle vittime che da anni si battono contro la Chiesa irlandese e lo scandalo della pedofilia, il documento dimostra invece come la protezione dei preti pedofili fosse ordinata direttamente da Roma.

    Il nuovo documento potrebbe essere utilizzato dagli avvocati delle vittime per dimostrare le responsabilità della Chiesa sia in Irlanda che in Vaticano nel trattamento dei casi di pedofilia. Alcune associazioni a difesa delle vittime, come il Survivors Network of those Abused by the Priests, temono che il documento inviato nel 1997 abbia potuto influenzare l’attività di quei vescovi che avevano deciso di fare chiarezza e di allontanare e denunciare i preti coinvolti nei casi sospetti di abusi sui minori.

    La lettera secondo le autorità vaticane è stata profondamente fraintesa dai mezzi di comunicazione e dall’opinione pubblica. Il documento dimostra comunque l’atteggiamento ambivalente assunto dal Vaticano negli anni Novanta per affrontare la prima ondata di scandali legati ai casi di pedofilia in Irlanda. Secondo diversi osservatori, la lettera non prova comunque una responsabilità diretta delle autorità vaticane dell’epoca: il documento contiene una serie di opinioni e consigli, ma nessuna direttiva o norma da osservare obbligatoriamente.

    http://www.ilpost.it/2011/01/19/la-lettera-con-cui-il-vaticano-chiedeva-di-nascondere-i-casi-di-pedofilia/

  • File sul Vaticano, il gelo della S. Sede

    File sul Vaticano, il gelo della S. Sede

    Obama: Wikileaks, atti irresponsabili

    Nei rapporti diffusi sul Web le critiche a Bertone “Yes man” E lui: «Per me è un orgoglio»

    CITTA’ DEL VATICANO
    Il Vaticano ha accolto con fastidio e una punta di ironia i cablogrammi di Wikileaks relativi al Vaticano diffusi in queste ore da alcuni quotidiani internazionali, nelle stesse ore in cui da Obama è arrivata una condanna nettissima delle attività di Julian Assange, definite «irresponsabili e gravissime».

    «Senza entrare nella valutazione dellestrema gravità della pubblicazione di una grande quantità di documenti riservati e confidenziali e delle sue possibili conseguenze - afferma una nota diffusa dal Vaticano in mattinata - la sala stampa della Santa Sede osserva che una parte dei documenti resi pubblici recentemente da Wikileaks riguarda rapporti inviati al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti dAmerica dall`Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede. Naturalmente tali rapporti riflettono le percezioni e le opinioni di coloro che li hanno redatti, e – precisa la nota che fa così scuso alle fonti vaticane della diplomazia Usa – non possono essere considerati espressione della stessa Santa Sede né citazioni precise delle parole dei suoi Officiali. La loro attendibilità va quindi valutata con riserva e con molta prudenza, tenendo conto di tale circostanza». Segno della poca attenzione che il Palazzo apostolico intende tributare alle informative Usa, l’Osservatore romano in edicola il pomeriggio non riporta la nota mattutina e non dedica alla vicenda neppure una riga.

    A titolo preventivo, il giornale vaticano aveva scritto alcuni giorni fa che i cablogrammi «non sembrano in grado di modificare sostanzialmente i rapporti tra gli Stati Uniti e le diverse diplomazie mondiali». Sostanzialmente no, ma con la Santa Sede emerge qualche increspatura.

    I cablogrammi dell’ambasciata Usa presso la Santa Sede, che ha sede sull’Aventino e dal 2009 è guidata dal teologo ispano-americano Miguel H. Diaz, spaziano dai commenti – per lo più elogiativi – nei confronti della diplomazia vaticana alle critiche – anche colorite – nei confronti del cardinal Bertone, del Papa stesso e della scarsa efficacia comunicativa e decisionale della Curia romana.

    Sul Segretario di Stato vaticano piovono non poche critiche. «Ha uno stile pastorale personale che a volte lo porta lontano da Roma, in giro per il mondo, a occuparsi di problemi spirituali prima che della politica estera», scrive in un’informativa del 2009 la vice-capo missione Julieta Valls e «non sono poche le voci che chiedono la destituzione del cardinale dal suo attuale posto». Il cablogramma cita il controverso discorso di Ratisbona, il battesimo in mondo-visione di Magdi Allam, l’incidente dei lefebvriani e la contestata nomina del vescovo austriaco di Linz tra gli incidenti in cui è incorsa la macchina curiale. «Al culmine dello scandalo lefebvriano, Bertone ha menzionato il vescovo offensivo (il negazionista Richard Williamson, ndr.) sbagliando il nome, e ha poi accusato i media di aver ’inventatò un problema che non c’era», nota la diplomatica Usa. Bertone viene definito digiuno di qualunque esperienza diplomatica («Per esempio, parla solo italiano»). In realtà era stato lo stesso porporato a spiegare di conoscere francese, tedesco, spagnolo e portoghese (l’inglese «è il mio punto debole», ammetteva).

    Quanto al problema «se c’è qualcuno» in Vaticano capace di portare «le posizioni di dissenso all’attenzione del Papa», nell’informativa si afferma che «come si è notato, il cardinal Bertone è considerato uno yes man e altri cardinali non hanno grande influenza sul Papa – o manca loro la confidenza per portargli cattive notizie».

    Chi ha sentito in queste ore il cardinal Bertone lo definisce per nulla scosso da questi giudizi. «Sono ben orgoglioso di essere stato definito così – ha affermato il porporato a chi gli ha avuto modo di parlargli – visto che questa immagine un po’ colorita in realtà rappresenta bene la mia sintonia con l’azione pastorale del Papa».

    Il cablogramma del 2009 – stilato, dunque, nel mezzo della crisi seguita alla revoca della scomunica dei vescovi lefebvriani – critica, in generale, i meccanismi comunicativi e decisionali della Santa Sede. Solo il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha il Blackberry, e pochi collaboratori del Papa hanno un indirizzo di email. «La maggior parte dei più alti esponenti del Vaticano, tutti uomini, in media sui 70 anni, non comprende i mezzi moderni e le nuove tecnologie informatiche», scrive la diplomatica. Sebbene «ci sono segnali che almeno qualcuno in Vaticano abbia imparato la lezione e lavorerà per ridisegnare la struttura comunicativa della Santa Sede», l’analisi è impietosa: «Le radici strutturali e culturali della situazione attuale sono profonde e non saranno facilmente sradicate per il fatto che sono strettamente connesse con lo stile di governo di Papa Benedetto».

    Nelle informative Usa non emergono eclatanti novità. Si menziona la ben nota opposizione di Ratzinger all’ingresso della Turchia nell’Unione europea espressa – e modificata da Papa – all’epoca in cui era cardinale. Si cita la resistenza di maggiorenti vaticani a collaborare alla commissione Murphy sulla pedofilia nel clero irlandese e le proteste dell’allora Segretario di Stato Sodano per le cause intentante negli Usa contro il Vaticano. Ancora, si riecheggia il malumore statunitense per l’ostilità di Wojtyla alla guerra di Bush in Iraq.

    Nel corso degli anni l’ambasciata Usa tiene in buona considerazione la diplomazia della Santa Sede, così come della comunità di Sant’Egidio, impegnata in diversi scenari di peace keeping. Il Vaticano, riferisce un file, ha «eccellenti fonti di informazione sui dissidenti, i diritti dell’uomo, la libertà religiosa, il controllo del Governo sulle popolazioni» in Cina e buone informazioni in Corea del Nord.

    Trovano conferma nelle informative Wikileaks alcune ipotesi fioccate nel corso degli anni attorno alla politica estera del Vaticano ma mai confermate ufficialmente. Il Papa si adoperò presso le autorità religiose iraniane per favorire il rilascio dei 15 marinai britannici catturati tre anni fa da Teheran. Fu una richiesta dell’ambasciatore Usa – si legge in un cablogramma – che indusse il Papa a non ricevere il presidente iraniano Ahmadinejad in occasione del vertice Fao del 2008 a Roma. Dai files emerge che l’ambasciata Usa presso la Santa Sede ha fatto pressing sul Vaticano per la promozione degli organismi geneticamente modificati (ogm). Quanto alla decisione del Papa di aprire le porte della Chiesa cattolica a gruppi di anglicani tradizionalisti, «il risultato potrebbe essere la discriminazione, o in casi isolati, persino la violenza contro questa minoranza».

    «Condanniamo nel modo più forte possibili la divulgazione di ciò che è classificato come informazioni del Dipartimento di Stato. Non commenteremo il contenuto o l’autenticità di tali informazioni», ha commentato in una nota ufficiale l’ambasciatore Usa presso la Santa Sede Diaz. «In ogni parte del mondo, come presso la Santa Sede, stiamo lavorando con i nostri partner per perseguire obiettivi importanti. Sono fiducioso che la partnership che il Presidente Obama, il segretario di Stato Hillary Rodham Clinton, e diplomatici americani devoti alla causa hanno lavorato duramente per costruire resisteranno a questa sfida».

  • Il Vaticano contro Wikileaks: una pubblicazione estremamente grave

    Il Vaticano contro Wikileaks: una pubblicazione estremamente grave

    Il Vaticano contro Wikileaks: una pubblicazione estremamente grave

    Cronologia articolo11 dicembre 2010

    «Estrema gravità »: sono queste le parole usate in una nota della Sala Stampa vaticana, a seguito della diffusione di una serie di files di Wikileaks che riguardano la Santa Sede.
    «Senza entrare nella valutazione dell’estrema gravità della pubblicazione di una grande quantità di documenti riservati e confidenziali e delle sue possibili conseguenze – si legge nella nota della sala stampa della Santa Sede – osserva che una parte dei documenti resi pubblici recentemente da Wikileaks riguarda rapporti inviati al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America dall`Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede».

    «Naturalmente – sottolinea la Santa Sede – tali rapporti riflettono le percezioni e le opinioni di coloro che li hanno redatti, e non possono essere considerati espressione della stessa Santa Sede né citazioni precise delle parole dei suoi Officiali. La loro attendibilità va quindi valutata con riserva e con molta prudenza, tenendo conto di tale circostanza».

    www.ilsole24ore.com/art/notizie/201…l?uuid=AYJO9sqC