Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Salvatore Anello

  • “Abusi sessuali durante le preghiere”, condanna annullata per il prete

    “Abusi sessuali durante le preghiere”, condanna annullata per il prete

    PALERMO – La sentenza di condanna è stata annullata dalla Cassazione. Dovrà essere celebrato un nuovo processo di appello nei confronti del frate cappuccino Salvatore Anello a cui erano stati inflitti, sia in primo che in secondo grado, sei anni e 10 mesi di carcere per violenza sessuale.

    Secondo l’accusa, avrebbe abusato di sei donne, di cui due minorenni durante le preghiere di liberazione dal maligno. Padre Anello, ospite del convento dei Cappuccini, nel 2016 fu arrestato.

    “Facile suggestionabilità”

    I supremi giudici hanno accolto il ricorso dell’avvocato Fausto Amato. Non si conoscono ancora le motivazione. ll legale ha puntato, tra le altre cose, sulla mancata valutazione dell’attendibilità delle presunte vittime.

    Soggetti “fragili, con intensa propensione a vivere intensamente le esperienze spirituali, che considerano come reale il mondo magico-superstizioso”. Donne “convinte di essere disturbate da entità negative, demoniache”, che vivrebbero un “modello culturale caratterizzato da facile suggestionabilità, da dipendenza ed influenzabilità dagli altri”.

    Le donne descrissero di avere subito ripetuti palpeggiamenti nelle parti intime. Il prete avrebbe usato delle pratiche che nulla c’entravano con la preghiera. La difesa sollevò il sospetto che si fossero messe d’accordo per accusare padre Anello.

    Il frate cappuccino era stato arrestato assieme colonnello dell’esercito Salvatore Muratore, animatore della comunità “Rinnovamento dello spirito santo”. A fare scattare le indagini era stata la denuncia di una donna e delle sue figlie. Poi arrivarono le altre denunce, ritenute credibili e genuine dai giudici del Tribunale e della Corte di appello.

    Per la difesa nulla di tutto ciò è accaduto. Nel ricorso l’avvocato Amato ha ripercorso la vita religiosa del sacerdote che negli ultimi anni ha sostenuto con la preghiera fino a 70 persone a settimana eppure “a dolersi dei toccamenti impropri sarebbero state soltanto quattro donne e due minori segno – per non essere fraintesi – che quelle benedizioni non erano mai state travisate da nesssun altro”.

    Le donne che avrebbero percepito “i toccamenti impropri non erano mai da sole ma in compagnia del marito, del fidanzato, dei genitori o di amici, ed il sacerdote ha sempre agito in loro presenza, senza nessuna obiezione da parte di queste persone circa quanto stava accadendo”.

    Come raccontato da alcuni testimoni, “durante la preghiera di sovente i fedeli urlavano, si dimenava in modo incontrollato, vomitavano, sputavano, si buttavano a terra e in taluni casi reagivano in modo anche violento verso il prete. Nei casi più gravi di possessione demoniaca, acclarato da padre Anello nel corso delle preghiere, i fedeli venivano invitati dallo a rivolgersi anche a preti specializzati in esorcismi”.

    “Abusi sessuali durante le preghiere”, condanna annullata per il prete

  • Palermo, condannato prete: abusi sulle parrocchiane durante esorcismi

    Palermo, condannato prete: abusi sulle parrocchiane durante esorcismi

    Le vittime si rivolgevano a padre Salvatore Anello chiedendo esorcismi per liberarsi di problemi materiali e psicologici. Il sacerdote approfittava dei riti per commettere atti sessuali

    Il Tribunale di Palermo ha condannato a 6 anni e 10 mesi di reclusione, per violenza sessuale, padre Salvatore Anello, che secondo l’accusa avrebbe molestato e palpeggiato alcune parrocchiane. Le vittime si sarebbero rivolte al prete per chiedergli degli esorcismi: questi, da parte sua, prometteva di liberarle dai problemi materiali e psicologici di cui soffrivano. Ad accusare il sacerdote sono state alcune delle vittime, che hanno raccontato come padre Anello abbia approfittato della loro vulnerabilità per commettere atti sessuali. Il frate era finito in cella insieme a un colonnello dell’esercito, Salvatore Muratore, animatore della comunità ‘Rinnovamento dello Spirito Santo’, a cui vengono contestati gli stessi reati. Il militare, però, ha scelto il rito abbreviato ed è già stato condannato a sei anni e due mesi.

    I racconti delle vittime

    “Ero in uno stato di soggezione. Non ero lucida ed ero emotivamente dipendente dalla preghiera perché all’inizio mi faceva stare meglio. Mi rendevo conto che quello che faceva padre Anello non era giusto, ma non riuscivo a non andare agli appuntamenti”, ha raccontato una delle vittime agli inquirenti. La donna ha deposto al processo in cui Anello è imputato. La teste ha ricordato come aveva iniziato a frequentare il frate cappuccino e come il rapporto era diventato ben presto ambiguo. Il prete aveva cominciato a farle delle avances durante la preghiera e a toccarla. Stesso trattamento avrebbe riservato alla figlia minorenne della donna, che aveva problemi di salute. La ragazza, insieme ad altre vittime minori, è stata sentita in incidente probatorio. Analogo il racconto dell’altra vittima del frate, anche lei sentita al processo. L’accusa in giudizio è sostenuta dalla pm Giorgia Righi. Il religioso teneva incontri di preghiera per ottenere la “guarigione e liberazione dai demoni”.

    https://tg24.sky.it/palermo/2019/05/28/palermo-condannato-prete-abusi-sessuali.html?fbclid=IwAR0sMJwoDT79Y9F5q2ayTHQlgqrytznMq7-6vIJzaZK4oJVV9NdOcZeGJlI

  • Esorcismi a luci rosse, padre Anello torna in libertà: “Non ci sono esigenze cautelari”

    Esorcismi a luci rosse, padre Anello torna in libertà: “Non ci sono esigenze cautelari”

    E’ accusato di avere approfittato di alcune fedeli durante delle “preghiere di guarigione”. Per i giudici non ci sarebbero più motivi validi, avendo già acquisito le testimonianze, per confermare gli arresti domiciliari.

    Esorcismi a luci rosse, padre Anello torna in libertà: “Non ci sono esigenze cautelari”.

    Torna libero (in attesa del processo) padre Salvatore Anello, il cappellano dell’ospedale Civico ed esorcista arrestato nell’ottobre 2016 con l’accusa di violenza sessuale e attualmente sotto processo. Il collegio della seconda sezione del Tribunale ha accolto la richiesta della difesa. Per i giudici, “dopo l’escussione di tutti i testi dell’accusa non ci sarebbero più le esigenze cautelari” che lo hanno tenuto finora ai domiciliari.

    Padre Anello, secondo l’accusa, teneva incontri di preghiera per ottenere la “guarigione e liberazione dai demoni”. Durante questi riti avrebbe abusato di donne in difficoltà. A fare scattare le indagini è stata la denuncia di una donna e delle sue figlie.

    “Ci riceveva – ha raccontato una delle presunte vittime – sempre nella stessa stanza all’interno del convento dei Cappuccini, e ci faceva accomodare su due sedie distinte. Padre Anello aveva l’abitudine, durante la preghiera, di imporre le mani, partendo dalle cosce. Cosa che fece anche quella volta. Iniziò con una mano a toccarmi alternativamente le cosce, per poi passare sulle natiche. Poi iniziò a palparmi la schiena, a mettermi la mano sotto la maglietta e strusciarla sulle spalle, fino a infilarla dentro i pantaloni, fin dentro gli slip, quasi fino all’ano. Poi mi mise la mano dentro il reggiseno sfiorandomi i seni”. Oltre ad Anello, fu arrestato l’ex colonnello dell’esercito Salvatore Muratore, già condannato in abbreviato a sei anni e due mesi.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/violenza-sessuale-padre-salvatore-anello-libero.html

  • Esorcismi a luci rosse e violenze sessuali, condannato a 6 anni l’ex colonnello Salvatore Muratore

    Esorcismi a luci rosse e violenze sessuali, condannato a 6 anni l’ex colonnello Salvatore Muratore

    Così ha deciso il giudice per Salvatore Muratore, accusato di violenze sessuali celate dietro le “preghiere di guarigione”. Uno dei cinque episodi contestati è stato derubricato in tentata violenza sessuale. A scoperchiare il caso la denuncia di due ragazze e della madre.

    Condannato a sei anni e due mesi l’ex colonnello dell’esercito accusato di violenze sessuali. Così ha deciso nella sentenza di primo grado il gup Marco Gaeta, davanti al quale si è celebrato il processo – con il rito abbreviato – di Salvatore Muratore. Uno dei cinque episodi contestati è stato derubricato da violenza sessuale in tentata violenza sessuale. Il pm Giorgia Righi aveva chiesto 10 anni (pena già ridotta per l’abbreviato). Coinvolto anche il frate Salvatore Anello che sarà giudicato separatamente.

    Le indagini sulla vicenda sono iniziate nell’aprile del 2016 dopo la denuncia di due ragazze minorenni e della madre, che avevano raccontato agli investigatori delle strane “preghiere di liberazione” alle quali si erano dovute sottoporre per cacciare il diavolo dal loro corpo. Con questa scusa, però, l’ex militare le avrebbe palpeggiate e le avrebbe convinte a toccarsi in sua presenza le parti intime dicendo che altrimenti non si sarebbero liberate. Nel corso del processo di oggi il giudice ha escluso per Muratore, difeso dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Paolo Libassi, l’aggravante dell’aver commesso gli abusi in qualità di appartenente alle forze dell’ordine.

    Gli investigatori, mentre cercavano conferme e nuove vittime, sono arrivati anche a padre Salvatore Anello della parrocchia dei cappuccini ed ex cappellano dell’ospedale Civico, il quale non era stato riconosciuto dalla diocesi palermitana quale esorcista ma che si dilettava con le “preghiere di guarigione”. Dopo gli accertamenti effettuati dalla polizia giudiziaria della polizia di stato presso la Procura dei Minori entrambi sono stati arrestati alla fine di ottbre 2016. A incastrarli il racconto delle donne che si erano affidate a loro e alcuni sms dal contenuto inequivocabile.

    Il giudice ha inoltre riconosciuto alle parti civili, quattro donne e due minorenni difese dell’avvocato Antonella Arcoleo, una provvisionale da 5 mila euro l’uno, condannando l’imputato al pagamento delle spese processuali e rinviando al giudice civile per la quantificazione del risarcimento danni.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/violenze-sessuali-condannato-colonnello-salvatore-muratore.html

  • Esorcismi a luci rosse, il racconto degli abusi di una delle vittime di padre Anello

    Esorcismi a luci rosse, il racconto degli abusi di una delle vittime di padre Anello

    “Ero in uno stato emotivo di soggezione. Non ero lucida ed ero emotivamente dipendente dalla preghiera perché all’inizio mi faceva stare meglio. Mi rendevo conto che quello che faceva padre Anello non era giusto, ma non riuscivo a non andare agli appuntamenti”.

    Così una delle vittime di padre Salvatore Anello, frate ed esorcista arrestato per violenza sessuale, ha raccontato le avances subite dal sacerdote a cui, in un periodo di fragilità emotiva, si era rivolta.

    La donna ha deposto al processo in cui Anello è imputato. Il frate finì in cella insieme a un colonnello dell’esercito, Salvatore Muratore, animatore della comunità “Rinnovamento dello spirito santo” a cui vengono contestati gli stessi reati.

    Il militare, però, ha scelto il rito abbreviato. La teste ha ricordato come aveva iniziato a frequentare il frate Cappuccino e come, presto, il rapporto era diventato ambiguo. Il prete aveva cominciato a farle delle avances durante la preghiera e a toccarla.

    Stesso trattamento avrebbe riservato alla figlia minorenne della donna che aveva problemi di salute. La ragazza, insieme ad altre vittime minori, è già stata sentita in incidente probatorio. Analogo il racconto dell’altra vittima del frate sentita oggi dai giudici che processano Anello.

    L’accusa in giudizio è sostenuta dalla pm Giorgia Righi. Il religioso teneva incontri di preghiera per ottenere la “guarigione e liberazione dai demoni” e avrebbe abusato di donne in difficoltà e con problemi psicologici col pretesto di sottoporle ad esorcismi.

    http://palermo.blogsicilia.it/esorcismi-a-luci-rosse-il-racconto-degli-abusi-di-una-delle-vittime-di-padre-anello-foto/411697/

  • Violenza sessuale, mercoledì al via a Palermo il processo a padre Anello

    Violenza sessuale, mercoledì al via a Palermo il processo a padre Anello

    PALERMO. Comincerà mercoledì prossimo, davanti alla seconda sezione del Tribunale di Palermo, il processo a padre dei Cappuccini Salvatore Anello, conosciuto come guaritore ed esorcista, e un ufficiale dell’esercito, il colonnello Salvatore Muratore, uno degli animatori più attivi della comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo di Palermo.

    I due, arrestati a ottobre scorso, sono accusati di violenza sessuale. Il sacerdote, che faceva anche da cappellano all’ospedale Civico, è accusato in particolare di aver palpeggiato due donne e tre minorenni che si erano rivolte a lui per essere aiutate. Fra riti e benedizioni avrebbe commesso violenze. Poi, il racconto di una vittima ha infranto il muro dell’omertà.
    Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Giorgia Righi e del procuratore aggiunto Salvatore De Luca, il carabiniere avrebbe invece approfittato di quattro donne e di una minorenne che si trovavano in uno stato di fragilità psicologica. “Io faccio preghiere di guarigione”, avrebbe detto. Le violenze sarebbero avvenute nelle abitazioni delle vittime.
    Nell’atto d’accusa della procura c’è anche il racconto di una dodicenne, affetta da epilessia: “In quei momenti – dice – quando padre Anello mi toccava nelle parti intime, provavo a respingerlo, pensavo che era sbagliato, che era malato. Mi diceva: “Guarisci o ti benedico”, ma credo che in quelle parti del corpo non ci sia nulla da guarire. La percepivo come una cosa ingiusta”.

    http://palermo.gds.it/2017/05/12/violenza-sessuale-mercoledi-al-via-a-palermo-il-processo-a-padre-anello_664732/

  • Peccati, scandali e “scismi”  La Chiesa che non t’aspetti

    Peccati, scandali e “scismi” La Chiesa che non t’aspetti

    La lite Minutella-Lorefice è l’ultima contraddizione che segna la comunità religiosa.

    PALERMO – La Chiesa è la comunità dei fedeli. E nel suo essere comunità c’è la risposta alle mille contraddizioni che l’attraversano. Si pecca, si litiga, si commettono reati. Né più ne meno che altrove. Con una differenza sostanziale. Senza per forza essere tacciati di moralismo a buon mercato è lecito attendersi da chi predica bene che razzoli meglio.

    L’invito alla preghiera, raccolto da migliaia di persone che hanno affollato pochi giorni fa la messa serale in Cattedrale, a Palermo, non ha sopito la polemica. Don Alessandro Minutella lascerà la parrocchia di Romagnolo, ma non ha alcuna intenzione di chinare il capo. Ancora una volta ha scelto Facebook per dire che la Chiesa che ha servito per diciotto anni non gli piace più. Troppo aperta alle novità, troppo progressista da quando Papa Francesco ha preso il posto di Benedetto XVI, tanto che l’ha definita “falsa”. Si ritirerà a vita privata, come gli è stato intimato dal vescovo Corrado Lorefice, ma – c’è da scommetterci- non se ne starà il silenzio, forte anche dell’appoggio dei parrocchiani che stanno dalla sua parte e che oggi si sono radunati in Cattedrale.

    Si litiga nella Chiesa e si pecca. Di quei peccati che mettono tutti d’accordo nella critica feroce. Quei peccati per cui non basta la punizione divina, ma serve l’anticipazione di quella terrena, regolata dal codice penale. Le cronache si riempiono di sacerdoti accusati di violenze sessuali.

    Per tutti vale il principio della presunzione di non colpevolezza, ma le ricostruzioni degli investigatori, se confermate, non lasciano spazio alla misericordia. Padre Salvatore Anello tirava in ballo il demonio che si sarebbe impossessato di alcune donne qualora non si fossero piegate alle morbose attenzioni del sacerdote. Con la parola “esorcismi” avrebbe mascherato i rapporti carnali.

    Roberto Elice e Aldo Nuvola (entrambi parroci a Palermo), il novizio Giusto Francesco Palazzotto, Sergio Librizzi, ex direttore della Caritas di Trapani, sono solo gli ultimi uomini di Chiesa finiti sotto accusa.

    Nel trapanese le indagini avrebbero svelato un altro lato poco edificante della Chiesa e cioè l’attaccamento alle cose materiale che sfocia nell’illecito. Il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero è indagato per truffa e appropriazione indebita. Non si trova traccia di parte dei contributi milionari – tra fondi della Cei, contributi regionali e donazione dell’8 per mille – che dovevano servire per costruire una nuova chiesa. E dire che Mogavero era stato inviato a controllare la gestione, anch’essa considerata poco trasparente, di un altro vescovo, quello di Trapani, Francesco Miccichè, sospeso dalla Curia e accusato di appropriazione indebita, malversazioni e calunnia. Aveva puntato il dito contro don Ninni Treppiedi, parroco ad Alcamo e suo braccio destro, che da accusato è diventato accusatore, dopo avere dimostrato la sua innocenza. Sono gli esempi di chi avrebbe predicato bene e razzolato malissimo in una Chiesa dove si pecca e si commettono reati. E si litiga, alzando i toni come nel caso dello “scisma di Romagnolo”, spia di una comunità rissosa ancora prima che misericordiosa.

    http://livesicilia.it/2017/04/10/peccati-scandali-e-scismi-la-chiesa-che-non-taspetti_844000/

  • Esorcismi a luci rosse, chiuse le indagini: chiesto giudizio immediato per padre Anello

    Esorcismi a luci rosse, chiuse le indagini: chiesto giudizio immediato per padre Anello

    La Procura ha avanzato la stessa richiesta per Salvatore Muratore, tenente colonnello del Genio militare. I due vennero arrestati lo scorso ottobre con l’accusa di violenza sessuale ai danni anche di alcune minorenni

    Col pretesto di allontanare il demonio o il malocchio attraverso particolari esorcismi, avrebbero violentato diverse donne e ragazzine. La Procura adesso ha chiuso le indagini e chiesto il giudizio immediato per padre Salvatore Anello, della parrocchia dei Cappuccini, nonché cappellano dell’ospedale Civico, e per Salvatore Muratore, tenente colonnello del Genio militare e guida spirituale in servizio alla Caserma Turba. I due vennero arrestati lo scorso ottobre con l’accusa di violenza sessuale ai danni anche di alcune minorenni e se il gip accoglierà l’istanza del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Giorgia Righi, il processo potrebbe iniziare in tempi brevissimi.

    Le testimonianze delle presunte vittime, tutte particolarmente fragili o affette da gravi patologie, non lasciavano tanto spazio alla fantasia: gli indagati, promettendo loro la salvezza o la guarigione, le avrebbero costrette a rapporti sessuali anche completi, raccontando che così avrebbero scacciato il demonio. Muratore e Anello parlavano di “preghiere di liberazione”, ma in realtà – secondo l’accusa – abusavano delle persone che si erano rivolte a loro per avere un aiuto o un po’ di conforto.

    “Mi faceva stare completamente nuda – ha raccontato agli inquirenti una sedicenne, parlando del militare – mi diceva che per liberarmi dovevo stare così. Quando lui mi toccava io iniziavo a gridare e a graffiarmi, era come se sentissi nell’immaginario che combattevo contro qualcosa che era dentro di me. Muratore mi aveva messo questa convinzione in testa”. Alla ragazza l’indagato avrebbe anche detto che palpeggiamenti e rapporti orali sarebbero serviti per permetterle di prendere “l’energia positiva da lui, diceva che serviva per superare i traumi, che le mie sensazioni negative erano concentrate negli organi genitali e quando mi avvicinavo a lui iniziavo a gridare, come se il demonio uscisse”.

    I racconti delle presunte vittime si somigliano tutti. Nessuna di loro, né adulta né adolescente, è riuscita a spiegare agli inquirenti come mai non riuscisse a resistere alle pressioni del prete e del militare. Su di loro gli indagati avrebbero avuto un potere “ipnotico”.

    http://www.palermotoday.it/cronaca/abusi-padre-anello-salvatore-muratore-chiusura-indagini.html
  • Caso Anello e abusi sessuali in chiesa, i preti sapevano e non hanno denunciato

    Caso Anello e abusi sessuali in chiesa, i preti sapevano e non hanno denunciato

    C’è chi aveva saputo qualcosa, aveva sentito lamentele su alcuni atteggiamenti inequivocabili da parte di un militare e di un frate cappuccino, ma ciò nonostante diversi parroci non hanno parlato, non si sono rivolti né alle autorità giudiziarie né a quelle ecclesiastiche. Intanto lunedì si è svolto l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto del colonnello Salvatore Muratore e del cappellano del Civico Salvatore Anello. Tre ragazzine di 12, 13 e 16 anni hanno confermato in Procura le scabrose circostanze in cui si sono trovate. Il frate cappuccino, pur non essendo stato riconosciuto dalla diocesi palermitana quale esorcista, si dilettava nelle preghiere di guarigione. Riceveva le fedeli nei locali della chiesa dei Cappuccini e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe allungato le mani, facendole scivolare sotto le magliette e i pantaloncini di donne fragili e ragazzine indifese.

    In una città già macchiata da diverse storie di abusi sessuali legate a uomini di chiesa, da padre Turturro a Borgo Vecchio a padre Nuvola e don Roberto Elice, un’altra inchiesta rischia di gettare fango sul mondo religioso palermitano. Dove però – è giusto sottolineare – la stragrande maggioranza dei preti svolge un lavoro fondamentale, soprattutto nelle periferie a volte dimenticate dalle amministrazioni. In questo caso a infrangere il muro dell’omertà sono state alcune delle vittime che hanno trovato il coraggio di denunciare, di rivolgersi alla giustizia fornendo un input fondamentale per l’avvio delle indagini condotte dalla polizia giudiziaria della polizia di stato presso il tribunale dei Minori. Dopo il racconto di una donna sono stati contattati e convocati numerosi preti che predicano nelle chiese palermitane e non solo. Una di loro decise di non recarsi più agli incontri con padre Anello, rivolgendosi a quel punto a Fra Benigno della chiesa dei Frati Rinnovati di via alla Falconara, guida per gli esorcisti in Sicilia. Di fronte al racconto della donna avrebbe ammesso di aver già sentito lamentele sul conto di padre Anello.

    Raggiunto da PalermoToday ha subito negato ogni tipo di collaborazione per fare chiarezza sulla vicenda: “Non ho alcuna intenzione di parlarne o rilasciare interviste”. Stessa risposta è arrivata dall’Arcidiocesi palermitana guidata da monsignor Corrado Lorefice che, per bocca dell’ufficio stampa, non si è voluto esprimere sull’argomento: “Queste presunte storie di abusi hanno riguardato un frate dei Cappuccini. Se volete risposte dovreste rivolgervi al loro ordine provinciale”. Per l’arresto di don Elice invece l’arcivescovo si è detto fortemente addolorato, sia per le vittime che per la comunità ecclesiale. La dirigenza dell’ospedale Civico di Palermo, appresa la notizia, ha subito sospeso la convenzione da 20 mila euro. L’ordinario diocesano, il monsignor Giuseppe Oliveri, a stretto giro di posta ha quindi nominato al suo posto il reverendo padre Enrico Miranti.

    Nell’inchiesta emerge come le fragili vittime abbiano deciso in ultima istanza di rivolgersi a un prete per scacciare un presunto “malocchio” o il “demonio”. Sarebbe questo il pretesto adottato dal frate cappuccino, stando alle parole riferite al gip Gabriella Natale con a fianco una psicologa, mentre nella stanza accanto c’erano in ascolto il sostituto procuratore Giorgia Righi e gli avvocati della difesa. Nella stessa giornata, mentre le coraggiose e giovani vittime hanno deciso di vuotare il sacco e collaborare, padre Anello ha preferito rinunciare alla possibilità di essere ascoltato.

    Durante le indagini di polizia giudiziaria, come si evince anche dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere, sono saltati fuori i nomi di diversi “ministri reliogiosi”, da Palermo a Caltanissetta, passando per Prizzi e anche per la capitale. In un paesino alle porte di Roma c’è un prete, precedentemente in servizio presso la chiesa di San Giuseppe ai Teatini di Palermo, che era stato contattato telefonicamente da una donna che chiedeva supporto. “Le ho consigliato di rivolgersi alla polizia, ma questo ha spaventato la donna – spiega – che temeva di scatenare un terremoto in famiglia rischiando di perdere il marito. Ho chiesto un appuntamento all’arcidiocesi ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta”. Di fatto, però, non arrivò alcuna denuncia. Una vittima si era rivolta anche a un prete della zona Noce che, in prima battuta, si era offerta di accompagnarla salvo poi sparire e farsi sentire nuovamente per sconsigliare la denuncia fornendo garanzie su “percorso di purificazione” intrapreso dal peccatore.

    Altre delle risposte ricevute dai preti chiusi nelle loro sagrestie lasciano spiazzati. “Non rilascio alcuna intervista, ma posso dire di aver ascoltato la donna e basta. Le ho anche spiegato che in ciò che era accaduto non c’era il segno di Gesù. Ma non è della mia diocesi – spiega un prete nisseno – e non è nel mio stile invitare a denunciare. Mi sono limitato a dare un consiglio, poi ognuno è libero di fare ciò che crede”. Un altro parroco del Palermitano che era venuto a conoscenza dell’accaduto, si è appellato impropriamente al “segreto confessionale”: “Sono stato contattato da un altro prete e ho ascoltato questa donna. Ho cercato di darle aiuto, ma non possiamo riferire nulla alle autorità. Tutto dipende dalla volontà di chi è coinvolto”.

    Nessuno tra coloro i quali erano venuti a conoscenza dell’accaduto ha ritenuto necessario fare un passo in più, richiedendo un incontro urgente con l’arcivescovo o recandosi in Procura per collaborare alle operazioni di polizia e permettere che i due uomini venissero fermati. L’inchiesta, ancora nella sua fase iniziale, rischia di diventare solo un altro caso della lunga lista redatta da Rete L’Abuso onlus, associazione presieduta da Francesco Zanardi: “Sono circa 130 i preti condannati negli ultimi 15 anni e circa un centinaio quelli ancora sotto indagini. L’Onu nel 2014 ha emesso una sentenza pesante nei confronti del Vaticano, chiedendo di rivedere la regolamentazione. Ma in tal senso il Governo è rimasto immobile. Oggi un uomo di chiesa non può denunciare alle autorità ma deve rivolgersi prima ai suoi superiori, ai quali poi spetterebbe il compito di rivolgersi a polizia e magistratura. Con la nostra associazione  stiamo pressando per far inserire l’obbligo di denuncia“.“

    http://www.palermotoday.it/cronaca/esorcismi-abusi-sessuali-padre-anello-muratore-retroscena.html

     
  • Un’altra ragazzina si dice violentata da padre Anello durante la preghiera della guarigione

    Un’altra ragazzina si dice violentata da padre Anello durante la preghiera della guarigione

    Spuntano nuovi casi di violenza sessuale contro padre Salvatore Anello, il frate cappuccino finito in carcere insieme al tenente colonnello Salvatore Muratore nell’inchiesta su esorcismi e violenze sessuali.
    Le loro posizioni si aggravano anche perchè spuntano nuovi casi non riportati nell’ordinanza che li aveva portati al Pagliarelli.
    Il frate è indagato per un nuovo episodio, un abuso ai danni di una ragazzina di 16 anni che accusava disturbi nervosi.
    I genitori pensavano che ci volesse un sacerdote e non un dottore e hanno scelto il prete dei cappuccini. Padre Anello, secondo la ricostruzione degli investigatori, le ha riservato lo stesso trattamento denunciato dalle altre vittime.
    Palpeggiamenti nelle parti intime durante una cosiddetta «preghiera di guarigione», un rito che si sarebbe svolto in una stanza attigua alla chiesa dei Cappuccini.
    La minore ha raccontato tutto ai familiari che poi si sono presentati agli agenti della sezione di polizia giudiziaria del tribunale per i minorenni, titolari dell’ inchiesta sul sacerdote.
    Questo episodio, come scrive il Giornale di Sicilia, non era stato contestato nell’ordinanza di custodia a carico del prete, dato che quando è emerso gli atti erano già stati spediti al giudice per le indagini preliminari.
    Il contesto e le circostanze sembrano essere molto simili alle altre violenze addebitate al sacerdote.
    Genitori con istruzione modesta, che con ogni probabilità hanno scambiato un disturbo nervoso con una presunta possessione diabolica.
    E poi il comportamento del sacerdote. La giovane accolta dentro una stanza a pochi passi dalla parrocchia di piazza Cappuccini, il «rituale liberatorio» che prevedeva preghiere ma anche palpeggia menti, in questo caso sul seno e sul fondo schiena.
    Tutti atti necessari, sosteneva il prete, per cacciare via il demonio dal corpo della minore, ma che per l’accusa costituiscono dei veri e propri abusi sessuali.
    Riguardo alle accuse, il prete fino ad oggi non ha mai fornito la sua versione dei fatti. Quando è stato interrogato dal giudice subito dopo l’ arresto, ha preferito restare in silenzio. I poliziotti durante la prima fase delle indagini lo avevano però sentito come persona informata sui fatti.
    Stavano svolgendo accertamenti sul tenente colonnello Muratore, una sorta di «esorcista fai da te» accusato di cinque violenze. E dopo una serie di interrogatori di fedeli e loro familiari era saltato fuori il nome di padre Anello. Convocato dagli agenti, il suo atteggiamento a quanto pare lasciò alquanto perplessi gli investigatori. Sarebbe apparso nervoso e reticente, ansioso di andare via.
    Avrebbe anche detto che durante i riti era normale toccare ripetutamente i fedeli e anche questo dettaglio non convinse affatto i poliziotti. Così scattarono le indagini pure sul suo conto e con il passare dei giorni saltarono fuori le testimonianze di alcune donne che misero a verbale la loro esperienza con il sacerdote.
    Ad alcuni di questi rituali hanno assistito parenti e in un caso anche un fidanzato della presunta posseduta. Sia lei che lui hanno poi raccontato agli investigatori le invocazioni del frate cappuccino e subito dopo i massaggi con un non meglio precisato olio miracoloso e poi i palpeggiamenti ed i veri e propri abusi. Oltre alle vittime delle violenze, i poliziotti hanno ascoltato anche diversi religiosi con i quali le donne si erano confidate. Tutti hanno ammesso di avere ricevuto queste confidenze, ma nessuno aveva mai contattato gli investigatori e adesso la loro posizione è al vaglio degli inquirenti.
    Gli accertamenti della Procura – l’ inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dal sostituto Giorgia Righi – sono ancora in corso e non è escluso che si possa optare per un incidente probatorio, in cui eventualmente cristallizzare le dichiarazioni delle presunte vittime. È probabile che, come spesso accade con i reati di cui sono accusati Muratore e Anello, al termine delle indagini il pubblico ministero opti per una richiesta di giudizio immediato, che riduca i tempi del processo, consentendo di saltare l’ udienza preliminare.
    I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’ interrogatorio seguito al loro arresto e allo stato non si conoscono eventuali ricostruzioni alternative a quelle (gravissime) sostenute dalla Procura.

    http://palermo.blogsicilia.it/unaltra-ragazzina-violentata-da-padre-anello-durante-la-preghiera-della-guarigione/362743/