Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: sergio rappo

  • Altri cinque ragazzi sono stati molestati da don Sergio

    Altri cinque ragazzi sono stati molestati da don Sergio

    IL CASO. Quando era in servizio a S. Croce
    Il prete ha patteggiato 22 mesi complessivamente per 6 episodi
    15/06/2012

    Non un ragazzo. Sono sei complessivamente le parti offese nel procedimento che ha visto don Sergio patteggiare l’altra mattina in tribunale davanti al giudice Massimo Gerace. Per lui un anno, dieci mesi e 20 giorni di reclusione; l’accusa a suo carico era di violenza sessuale continuata, dall’estate 2006 ai primi giorni di gennaio di quest’anno. Don Sergio Rappo, 59 anni (era assistito dall’avv. Michele Carotta), all’epoca dei fatti era in servizio nella parrocchia di Santa Croce a Schio, da dove è stato subito trasferito dalla Curia vicentina che ha seguito passo passo la delicatissima vicenda ed ha aiutato le vittime, anche economicamente. In base a quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Schio e dai colleghi della sezione della procura, coordinati dal pubblico ministero Antonella Toniolo, i contatti illeciti del sacerdote erano iniziati parecchi anni fa. L’indagine era scattata dopo la denuncia di un ragazzo di 20 anni, che aveva denunciato le pesanti molestie del sacerdote, avvenute nei locali dell’oratorio. Don Rappo, si legge scorrendo il capo di imputazione, «con violenza di natura psicologica, consistita nell’aver costruito un rapporto di fiducia e di intimità graduale con il giovane, tanto da indurlo a fare affidamento su di lui; con minaccia consistita nel timore di perdere l’unica occasione di lavoro dopo un periodo di disoccupazione; con abuso d’autorità, per il ruolo di sacerdote e datore di lavoro», lo costringeva a subire atti sessuali in diverse occasioni. Non solo. Nel corso delle indagini è emerso che nell’estate 2006 don Sergio aveva carpito la fiducia di un ragazzino di 13 anni, che faceva l’animatore in parrocchia: lo aveva invitato da solo in oratorio, gli aveva offerto un’aranciata e 10 euro e lo aveva toccato. Nell’estate 2011 era accaduto ad un ragazzo di 16 anni, che ricevette una mancia in cambio di alcuni lavori e di un’aranciata; il prete gli fece dei massaggi, il ragazzino si allontanò. Infine, ad altri tre giovanissimi aveva chiesto di scambiarsi dei massaggi dietro il pagamento di piccole mance, ma dopo i primi toccamenti i minorenni avevano reagito ed erano scappati. Queste ulteriori cinque vittime si erano rivolte in caserma quando la vicenda era diventata di dominio pubblico. Il sacerdote, pentito, ha preferito patteggiare. La pena è stata sospesa. D.N.

  • Violenza su un giovane Il prete ha patteggiato

    Violenza su un giovane Il prete ha patteggiato

    TRIBUNALE. Ieri si è conclusa la vicenda del sacerdote di Santa Croce
    14/06/2012

    Venticinquemila euro di risarcimento al ragazzo violentato e una pena concordata con il pm Antonella Toniolo di 1 anno 10 giorni di reclusione, che il giudice Massimo Gerace gli ha applicato durante l’udienza preliminare. La pena è sospesa dalla condizionale. Dunque, le anticipazioni dello scorso marzo hanno trovato ieri mattina piena conferma. Il sacerdote Sergio Rappo ha concluso in tribunale a Vicenza la scandalosa vicenda processuale per la quale aveva rischiato anche l’arresto in inverno. Soltanto la collaborazione piena con la giustizia terrena, dopo avere confidato al vescovo Beniamino Pizziol com’erano andati i fatti l’antivigilia dello scorso Natale, e l’anticipazione al magistrato in gennaio di volere chiudere il caso nel più breve tempo possibile pagando i danni provocati al ragazzo di Torrebelvicino, che gli si era rivolto chiedendo un aiuto e aveva ricevuto in cambio ben poco di cristiano, hanno evitato a don Rappo conseguenze molto più pesanti. Nel giro di sei mesi l’accusa pronunciata dal ventenne, «il prete ha abusato di me», quando si rivolse ai carabinieri del capitano Ferrari e del luogotenente Asciolla, ha trovato piena conferma giudiziaria. Tra quindici giorni la sentenza, a meno che la procura generale di Venezia non la impugni, passerà in giudicato e a quel punto il sigillo sarà definitivo. Il coparroco don Sergio Rappo, 59 anni, originario di Fontaniva, pur confessando che quel giovane non raccontava bugie, quando denunciò di avere avuto un rapporto sessuale non consenziente, aveva circoscritto e attenuato la portata delle accuse. Aveva parlato di esagerazioni, ma la pulsione sessuale che l’aveva spinto all’approccio l’aveva ammessa. Quella che non cambiava, nella sua gravità, giudiziaria e religiosa, era la sostanza delle cose. Non a caso il vescovo Pizziol non appena era stato messo a parte delle circostanze in cui era avvenuta l’aggressione a sfondo sessuale, aveva deciso di trasferire immediatamente il sacerdote. Un passaggio sofferto e tormentato per il sacerdote, difeso dall’avv. Michele Carotta, sebbene maggiore angoscia avesse provocato nel ragazzo, assistito dall’avv. Gaetano Crisafi, che gli si era avvicinato in cerca di aiuto, e che l’antivigilia di Natale sarebbe stato violentato a due passi dalla chiesa. «Ho profondamente sbagliato e pagherò le mie colpe davanti a Dio», disse in lacrime in un confronto angosciante con gli inquirenti. Del resto, le circostanziate dichiarazioni della vittima, confermate indirettamente da testimoni, potevano lasciare poco spazio ai dubbi. Don Rappo per dieci anni era stato un bravo e stimato religioso, apprezzato soprattutto per i giovani dai quali era ben voluto. Il raptus sessuale, quando diventò di dominio pubblico, fu uno choc non solo per la comunità cristiana di Santa Croce.

    Ivano Tolettini

  • Don Sergio Rappo ha patteggiato. Ma non era innocente?

    Don Sergio Rappo ha patteggiato. Ma non era innocente?

    Premessa. Il patteggiamento dice la Cassazione, non è una ammissione di colpa. Però, è evidente che per evitare certi processi si preferisca farlo, togliendosi il rischio di condanne che portino magari al carcere.
    E così pure don, pardon, il sig. Rappo ha patteggiato (un anno e 10 mesi e al risarcimento di 40 mila euro), per l’accusa di abusi a danno di un ragazzino.

    Anche in questo caso tutti sapevano tutti tacevano, molti difendevano a spada tratta il sacerdote. Oggi peraltro non certo rimosso dal suo incarico, ma semplicemente spostato in un’altra parrocchia (si può sapere dove? Magari ancora a contatto con i ragazzini?).
    E fa male vedere che l’unica preoccupazione del co-parroco della parrocchia di Santa Croce dove ha “operato” siano il fatto che “40mila euro” siano tanti.

    Certo sono tanti, tantissimi, soprattutto se vengono presi dai soldi dei parrocchiani.
    Concludiamo con le parole di una signora, che vive vicino alla Parrocchia:
    «Non ci credo ancora che sia successo a don Sergio per me è stata calcata la mano. Anzi se sapessi dove si trova ora andrei a trovarlo per esprimergli la mia piena solidarietà. Per noi resterà solo un buon ricordo di lui».

    Parole queste che ancora una volta rendono sempre più labile il confine, tra l’ignoranza, la non credulità e la complicità.

  • Don Rappo patteggia per la violenza

    Don Rappo patteggia per la violenza

    Don Rappo patteggia per la violenza
    L’INCHIESTA. Si chiude la vicenda giudiziaria scoppiata a gennaio quando un giovane di 20 anni di Torrebelvicino aveva denunciato ai carabinieri di essere stato abusato. L’ex coparroco di Santa Croce pattuisce 1 anno 10 mesi di carcere (pena sospesa) e versa un risarcimento di 40 mila euro
    03/03/2012

    Don Sergio Rappo, nato 59 anni fa a Fontaniva (Padova)

    Quell’accusa scandalosa, «il prete ha abusato di me», pronunciata da un ragazzo titubante ed emozionato ai carabinieri all’inizio dell’anno, è veritiera. Don Sergio Rappo, 59 anni, originario di Fontaniva, ammette le proprie responsabilità, sebbene le circoscriva e le attenui, e patteggia. Il coparroco di Santa Croce a due mesi dall’apertura dell’inchiesta, che l’ha visto finire nell’occhio del ciclone per una violenza sessuale in oratorio ai danni di un ragazzo di Torrebelvicino di 20 anni, ha deciso di chiudere la partita processuale. Un passaggio indubbiamente sofferto e tormentato per il sacerdote, anche se maggiore angoscia ha provocato la vicenda nel ragazzo che gli si era avvicinato in cerca di aiuto, spirituale ma anche materiale, e che l’antivigilia di Natale sarebbe stato violentato a due passi dalla chiesa. L’uso del condizionale sulla consumazione della violenza, di fronte alla richiesta di patteggiamento a 1 anno 10 mesi di reclusione depositata in procura dall’avv. Michele Carrotta e controfirmata dal pm Antonella Toniolo per l’applicazione del gip, in apparenza potrebbe suonare contraddittoria. In realtà, da una parte ci sono le circostanziate dichiarazioni della vittima e dall’altra le ammissioni del sacerdote. Il quale, però, quando è stato interrogato ha fornito una versione più soft rispetto a quella del ragazzo, al quale si era avvicinato morbosamente, confessando che l’abuso a sfondo sessuale c’era stato e, dunque, aveva commesso una violazione di legge. Il giovane aveva denunciato ai carabinieri del capitano Ferrari e del luogotenente Asciolla di avere subito una grave umiliazione, fornendo una serie di indizi per provarla. Del resto, don Rappo dopo avere parlato col vescovo Beniamino Pizziol ed essersi fatto interrogare dal magistrato, era uscito subito di scena. Si era congedato dalla parrocchia di Santa Croce per la quale per quasi dieci anni era stato un affidabile e apprezzato punto di riferimento, soprattutto per i giovani dai quali era ben voluto. Il caso, come succede quando la magistratura irrompe in un contesto religioso per accertare fatti che suscitano tensione e polemiche, ha spaccato la comunità, tra innocensitisti e colpevolisi, suscitando forte turbamento tra i fedeli. Se la vicenda si è chiusa in tempi celeri, un ruolo decisivo l’ha interpretato il vescovo Pizziol, che dopo avere compreso che il giovane non era un mitomane e che don Sergio aveva violato non solo la legge dello Stato, ha rimosso il sacerdote e con coraggio ha chiesto che la dolorosa ferita fosse ricucita in tempi celeri. Il comunicato col quale la Diocesi a metà gennaio esprimeva vicinanza, «nella condivisione del dolore e della preoccupazione e nella preghiera, a quanti stanno vivendo questo particolare momento di prova e sofferenza», al di là del linguaggio curiale, diceva tutto. Il sacerdote per patteggiare con una pena che gli consentisse di rimanere al di sotto dei 2 anni di reclusione per violenza sessuale, e dunque ottenere la sospensione condizionale che gli eviti il carcere, si è impegnato a risarcire la vittima, che è assistita dall’avv. Gaetano Crisafi. Il prete ha già versato 20 mila euro prima che il pm Toniolo prestasse il consenso all’applicazione della pena, e altrettanti ne consegnerà al giovane in tempi brevi. Per chiudere, così, definitivamente un’inchiesta drammatica, visti gli alti valori in gioco, le afflizioni e i patimenti che hanno uscitato in tanti. Tenuto conto di come quell’abito talare indossato per decenni con umiltà sia stato macchiato in modo vergognoso.
    Ivano Tolettini

  • Nuove testimonianze sul prete di S.Croce Un minore contro il don: «Mi ha massaggiato»

    Nuove testimonianze sul prete di S.Croce Un minore contro il don: «Mi ha massaggiato»

    IL CASO. Ieri ragazzino di 15 anni accompagnato dai genitori si è presentato dai carabinieri. Intanto, il vescovo Pizziol ribadisce la piena fiducia nella magistratura: «Altrimenti sarebbe la confusione sociale»

    Schio. Una testimonianza che porta acqua al mulino dell’accusa. Mentre i carabinieri mantengono uno stretto riserbo sull’inchiesta che tanto rumore sta suscitando in città, perché vede indagato l’ex coparroco di Santa Croce Sergio Rappo, accusato di violenza sessuale da un ragazzo di 20 anni.  Di certo da ieri mattina, quando agli inquirenti del capitano Ferrari e del luogotenente Asciolla si è presentato un 15enne di Schio accompagnato dai genitori, il quadro delle accuse contro il prete appare più compromesso. L’adolescente ha spiegato che la scorsa estate collaborò col sacerdote, il quale gli avrebbe chiesto uno strano massaggio che l’aveva inquietato. «La cosa non mi era piaciuta e avevo preferito non frequentarlo più», ha detto il minore che allo stato risulta essere un testimone. Anche se non è detto che la sua posizione possa cambiare. In una vicenda in cui tanti valori sono in gioco – dal rispetto per il sacerdote indagato, innocente fino a prova contraria; a quello per la presunta vittima che sta soffrendo per ciò che avrebbe subito, fino al diritto della collettività di essere correttamente informata sul comportamento di un religioso che per anni ha goduto di stima e che dal pulpito indicava la strada proba -, ieri è intervenuto il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. Conversando con i cronisti, da un lato ha ribadito piena fiducia nell’operato dei magistrati («dobbiamo averla altrimenti sarebbe la confusione sociale»); dall’altro ha spiegato di avere allontanato a scopo cautelativo don Rappo, 59 anni, anche se ha precisato il provvedimento non è un’anticipazione di colpevolezza. «Abbiamo agito per opportunità, spetterà poi alla giustizia accertare che cos’è successo», ha aggiunto.  Il vescovo ha manifestato serenità, perché la Curia ha agito con equilibrio in un difficile frangente, in stretto contatto con la procura, che la scorsa settimana ha interrogato il sacerdote.  Egli ha negato i fatti più gravi, ammettendo situazioni che comunque per un religioso sarebbero discutibili. Per contro, la parte offesa ha parlato apertamente di avere subito un rapporto sessuale completo, al termine di un pressing del religioso che lo aveva “assunto” per lavorare presso la parrocchia di Santa Croce come addetto alle pulizie. Poi l’antivigilia di Natale sarebbe avvenuto l’incontro ravvicinato per il quale don Rappo è indagato. «I fatti di cui devo rispondere sono infondati», ha dichiarato il prete al pm Antonella Toniolo, ma il ventenne di Torrebelvicino che l’accusa insiste: «È tutto vero». Chi dice la verità?

  • Nuove testimonianze sul prete di S.Croce

    Nuove testimonianze sul prete di S.Croce

    Un minore contro il don: «Mi ha massaggiato»
    IL CASO. Ieri ragazzino di 15 anni accompagnato dai genitori si è presentato dai carabinieri.
     Intanto, il vescovo Pizziol ribadisce la piena fiducia nella magistratura: «Altrimenti sarebbe la confusione sociale»
    20/01/2012

    Schio. Una testimonianza che porta acqua al mulino dell’accusa. Mentre i carabinieri mantengono uno stretto riserbo sull’inchiesta che tanto rumore sta suscitando in città, perché vede indagato l’ex coparroco di Santa Croce Sergio Rappo, accusato di violenza sessuale da un ragazzo di 20 anni. Di certo da ieri mattina, quando agli inquirenti del capitano Ferrari e del luogotenente Asciolla si è presentato un 15enne di Schio accompagnato dai genitori, il quadro delle accuse contro il prete appare più compromesso. L’adolescente ha spiegato che la scorsa estate collaborò col sacerdote, il quale gli avrebbe chiesto uno strano massaggio che l’aveva inquietato. «La cosa non mi era piaciuta e avevo preferito non frequentarlo più», ha detto il minore che allo stato risulta essere un testimone. Anche se non è detto che la sua posizione possa cambiare. In una vicenda in cui tanti valori sono in gioco – dal rispetto per il sacerdote indagato, innocente fino a prova contraria; a quello per la presunta vittima che sta soffrendo per ciò che avrebbe subito, fino al diritto della collettività di essere correttamente informata sul comportamento di un religioso che per anni ha goduto di stima e che dal pulpito indicava la strada proba -, ieri è intervenuto il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. Conversando con i cronisti, da un lato ha ribadito piena fiducia nell’operato dei magistrati («dobbiamo averla altrimenti sarebbe la confusione sociale»); dall’altro ha spiegato di avere allontanato a scopo cautelativo don Rappo, 59 anni, anche se ha precisato il provvedimento non è un’anticipazione di colpevolezza. «Abbiamo agito per opportunità, spetterà poi alla giustizia accertare che cos’è successo», ha aggiunto. Il vescovo ha manifestato serenità, perché la Curia ha agito con equilibrio in un difficile frangente, in stretto contatto con la procura, che la scorsa settimana ha interrogato il sacerdote. Egli ha negato i fatti più gravi, ammettendo situazioni che comunque per un religioso sarebbero discutibili. Per contro, la parte offesa ha parlato apertamente di avere subito un rapporto sessuale completo, al termine di un pressing del religioso che lo aveva “assunto” per lavorare presso la parrocchia di Santa Croce come addetto alle pulizie. Poi l’antivigilia di Natale sarebbe avvenuto l’incontro ravvicinato per il quale don Rappo è indagato. «I fatti di cui devo rispondere sono infondati», ha dichiarato il prete al pm Antonella Toniolo, ma il ventenne di Torrebelvicino che l’accusa insiste: «È tutto vero». Chi dice la verità?I.T.

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  • Schio, prete accusato di violenza Adesso c’è il sospetto di altri casi

    Schio, prete accusato di violenza Adesso c’è il sospetto di altri casi

    INCHIESTA. La clamorosa indagine sulle presunte violenze in oratorio: i carabinieri ascoltano numerosi testimoni. La difesa del prete intenzionata a chiudere la vicenda in tempi brevissimi. Allo studio anche un accordo con la parte offesa
    19/01/2012

    Don Sergio Rappo

    Schio. In caserma sfilano i ragazzini. I carabinieri stanno cercando di fare luce su quanto avveniva nell’oratorio della parrocchia S. Croce di Schio, dopo la querela di un giovane di 20 anni di Torrebelvicino che ha denunciato il co-parroco di violenza sessuale. Da quanto trapela il sacerdote avrebbe mantenuto un atteggiamento equivoco anche con altri adolescenti; ma gli inquirenti procedono con i piedi di piombo, anche perchè va compreso se effettivamente dei reati siano stati commessi. Quello che è certo è che più di qualcuno aveva detto alla presunta vittima del prete di stare alla larga dall’oratorio, e lo ha confermato anche ai militari comandati dal capitano Massimo Ferrari e dal luogotenente Sergio Asciolla. Intanto, il pubblico ministero Antonella Toniolo, che coordina la delicata indagine, potrebbe chiedere a breve l’incidente probatorio, e cioè un’udienza davanti al giudice e davanti anche al sacerdote in cui sentire il giovane accusatore per cristallizzare le contestazioni. Anche la difesa di don Sergio Rappo, 59 anni (il sacerdote è assistito dall’avv. Michele Carotta), però sta cercando di velocizzare i tempi per arrivare il prima possibile ad una definizione della vicenda. Il sacerdote, già spostato dalla Curia, è stato ascoltato dal magistrato davanti al quale il prete ha ammesso di aver fatto delle carezze al ragazzo. Nulla più. La Curia, che si è detta pronta ad aiutare la famiglia del giovane, potrebbe proporre anche un risarcimento. L’obiettivo degli inquirenti è al momento quello di fare piena chiarezza su quanto è avvenuto in oratorio fra l’antivigilia di Natale e Capodanno. In quei giorni, il giovane prestava servizio per don Sergio già da qualche settimana: lo aiutava nelle pulizie e nella distribuzione dei volantini parrocchiali, e in altre piccole faccende. In cambio, guadagnava 10 euro l’ora che per lui, disoccupato da tempo, erano assai preziosi. Nel frattempo, incontro dopo l’incontro, l’intimità con il religioso – in base a quanto il ragazzo, accompagnato dal padre, ha denunciato in caserma – sarebbe aumentata. Dalle chiacchiere ai massaggi distensivi, fino agli atti sessuali. «Il 23 dicembre mi costrinse ad un rapporto completo», ha detto il ragazzo, che dimostra assai meno dei suoi 20 anni. Il giovane fa riferimento anche ad un secondo episodio, ma dice di essere talmente confuso da non sapere indicare nè quando è avvenuto nè cosa esattamente è successo. «L’ho rimosso», si è giustificato con i carabinieri, ai quali si è rivolto solo dopo il consiglio degli amici ai quali aveva raccontato quello che gli era successo in oratorio. Del primo incontro da codice penale il ragazzo ricorderebbe ogni particolare, del secondo nulla. Ora gli stessi militari stanno cercando di recuperare gli sms che il giovane e il sacerdote si erano scambiati in quei giorni, nei quali il ragazzo accusa il prete di essersi comportato male. L’indagine, che è quanto mai complessa, deve dare risposte certe nelle speranze della Curia e dei parrocchiani. Don Sergio è un prete stimato e amato sia per le sue qualità di pastore che per le sue doti umane e di educatore dei giovani. «Possibile?», si chiedono tutti. D.N.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…_di_altri_casi/

    I parrocchiani divisi: «Sacerdote stimato» «Allungava le mani»
    19/01/2012

    Un quartiere diviso a metà. A Santa Croce c’è chi difende a spada tratta don Sergio Rappo, il co-parroco accusato di violenza sessuale su un ventenne, ma dall’altra parte c’è anche chi racconta episodi inquietanti. Gli animi dei cittadini sono sconvolti per la notizia che ha investito la parrocchia. C’è chi è turbato perchè in quel sacerdote credeva e riponeva fiducia. Un uomo che a detta di molti si era dato tanto da fare per la comunità in tutti questi anni di servizio, aiutando le persone in difficoltà che andavano a bussare alla porta della coanonica. «Una notizia che ci ha colto di sorpresa e ci lascia perplessi – afferma Sergio Pianalto dell’omonima edicola di fronte alla chiesa -. Il parroco era molto stimato e apprezzato per il suo operato. Grazie a lui era sparita anche la gentaglia sospetta che alla sera girava qua in parrocchia». «Sentivo clienti ipotizzare – spiega il titolare di un esercizio commerciale di via Strasseggiare, cuore del quartiere – una possibile “vendetta” o una mal interpretazione da parte del ragazzo vittima, magari offesosi per altri motivi. In ogni caso sarà la giustizia a far luce sulla faccenda». Dall’altro lato però c’è anche chi si domanda come mai queste presunte attenzioni particolari verso i giovani non siano venute a galla prima. Dalle voci di quartiere sembrerebbe infatti che il sacerdote anche in anni passati avesse allungato un po’ troppo le mani su qualche giovane, con il solito pretesto “massaggi” reciproci. Informazioni che in questi giorni sono al vagli dei carabinieri per stabilirne la veridicità. «Questa estate una cliente – racconta un’altra negoziante – mi raccontò dell’episodio accaduto al figlio di conoscenti. Il ragazzo aveva avuto a che fare con don Sergio. Mi aveva parlato di strani massaggi in seguito ai quali il giovane non era più stato lo stesso e aveva dovuto addirittura sottoporsi a terapia psicologica».
    Silvia Dal Ceredo

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…ungava_le_mani/

  • Torrebelvicino, un giovane denuncia: «Violentato da un prete in oratorio»

    Torrebelvicino, un giovane denuncia: «Violentato da un prete in oratorio»

    L’INCHIESTA. La denuncia di un ragazzo di 20 anni di Torrebelvicino: ha segnalato il presunto stupro agli investigatori dell’Arma che hanno raccolto le testimonianze. Due gli episodi contestati al sacerdote, che nega il fatto più grave l’antivigilia di Natale: è già stato interrogato dal pm in Curia

    18/01/2012

    «Il prete ha abusato di me». Un’accusa pesantissima, quella che un giovane di Torrebelvicino ha rivolto al coparroco di S. Croce di Schio. Don Sergio Rappo, stimato sacerdote ed educatore di giovani, è stato iscritto sul registro degli indagati dal pubblico ministero Antonella Toniolo. L’ipotesi a suo carico è la violenza sessuale aggravata. Il religioso, assistito dall’avv. Michele Carotta, è stato già interrogato dal magistrato: avrebbe ammesso di aver accarezzato il giovane, negando decisamente rapporti sessuali non consenzienti. LA DENUNCIA. È la mattina del 6 gennaio quando il giovane, 20 anni, si presenta in caserma dei carabinieri con il padre. Sono stati gli amici del bar “Anni Trenta” di Schio, dove si ritrova, a consigliarlo di parlarne in famiglia prima e con le forze dell’ordine poi, non appena hanno raccolto le sue confidenze. Il racconto fatto dal ragazzo ai carabinieri del capitano Massimo Ferrari presenta dei tratti sconvolgenti. «Ho conosciuto don Sergio attraverso un amico. Sono disoccupato, ho bisogno di soldi e sapevo con il prete pagava qualcosina quelli che vanno a dargli una mano. L’ho aiutato a distribuire i volantini di invito agli incontri parrocchiali, oppure a pulire l’oratorio di S. Croce. Mi dava 10 euro l’ora, una mancetta, come la chiamava lui». Ottenuta un po’ di confidenza dal ragazzo, che si recava in oratorio quasi tutti i giorni, don Sergio gli avrebbe fatto dei massaggi: «Mi diceva che avevo la muscolatura tesa». Poi il sacerdote avrebbe chiesto al giovane di ricambiare. Di lì si sarebbe giunti agli atti sessuali, con toccamenti via via più spinti. Lo stupro sarebbe avvenuto il 23 dicembre. Il giovane sarebbe stato costretto al rapporto; si sarebbe lamentato col prete: «Se mi denunci i miei avvocati ti distruggono», mi ha riferito. «Penso mi sia accaduto un episodio del genere anche in un’altra circostanza, mi ricordo qualcosa, ma sono confuso». IL GIOVANE. Il ragazzo viene descritto come un sempliciotto. Magro e minuto, non avrebbe avuto la forza di resistere al prete. È parso in confusione e di certo dimostra meno, anche a livello intellettivo, dei suoi 20 anni: non fosse stato per gli amici non avrebbe sporto denuncia. In oratorio ha continuato ad andarci fino al 2 gennaio. Per questo gli inquirenti hanno preso le sue parole con le pinze. LE INDAGINI. I carabinieri della stazione, con il luogotenente Sergio Asciolla, hanno avvisato il magistrato ed avviato accertamenti. Hanno raccolto le testimonianze degli amici, hanno risentito il ragazzo quando si è un po’ tranquillizzato. Le prime indicazioni che hanno raccolto confermerebbero il drammatico racconto, arricchito via via di nuovi particolari. La denuncia presentata è infatti assai circostanziata, e corrisponde a quanto il ragazzo ha riferito agli amici che hanno cercato di aiutarlo. «Su loro consiglio ho inviato un ultimo sms a don Sergio in cui gli dicevo di vergognarsi per quello che mi aveva fatto». LA CURIA. Come previsto dalla normativa, quando don Sergio è stato iscritto sul registro degli indagati è stata avvisata anche la Curia con il vescovo Beniamino Pizziol. La notizia ha suscitato sconcerto in vescovado, ma la chiesa vicentina – in attesa di conoscere gli sviluppi dell’indagine – non ha perso tempo. In via cautelativa don Sergio è stato trasferito immediatamente. In secondo luogo la Curia ha fatto sapere alla famiglia del giovane di Torrebelvicino che è pronta a stargli vicino e ad aiutarlo. Tutti, in questa fase, procedono con i piedi di piombo. L’accusa, infamante per chiunque, e soprattutto per un prete amato e benvoluto, è da dimostrare.
    Claudia Milani Vicenzi
    Diego Neri

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…te_in_oratorio/

  • «Non ho avuto rapporti, solo qualche carezza»

    «Non ho avuto rapporti, solo qualche carezza»

    18/01/2012

    «L’ho accarezzato, ma non ho commesso nei suoi confronti alcuno stupro». Don Sergio Rappo, 59 anni, originario di Nanto, dal 2001 a S. Croce di Schio, è stato interrogato dal pubblico ministero Antonella Toniolo. Come previsto dal Concordato fra Stato e Chiesa, il sacerdote è stato ascoltato non in procura ma in Curia a Vicenza. Con lui il suo difensore. Da quanto è trapelato l’indagato avrebbe ammesso dei contatti con il giovane, ma avrebbe negato qualsiasi forma di violenza sessuale. Sarà l’indagine a delineare meglio i contorni di quanto è accaduto. I carabinieri, infatti, proseguono gli accertamenti e non è escluso che nei prossimi giorni ci possano essere sviluppi nell’inchiesta. Se la Curia non avesse spostato il coparroco, probabilmente sarebbe stata la procura a sollecitare qualche misura del genere per evitare che il religioso non solo potesse tornare in contatto con il ventenne, ma anche con altri suoi amici che vengono ascoltati in questi giorni in caserma. Fra l’altro, pare che sia stato proprio uno degli amici del giovane a indicargli l’oratorio come luogo in cui poter svolgere qualche lavoretto retribuito. «Ma mi disse anche – ha spiegato il denunciante – che a lui non pareva una buona idea, perchè il prete avrebbe preteso dei massaggi non meglio definiti». Don Sergio, davanti al magistrato, sarebbe parso molto provato per quelle accuse, e profondamente turbato. Da molti anni il sacerdote lavora a fianco dei giovani, meritandosi la stima di tanti ragazzi e delle loro famiglie, oltre che delle associazioni con le quali collabora. Educatori, animatori e laici che frequentano la parrocchia, oltre a tanti amici sacerdoti, sono rimasti increduli alla notizia di un’indagine nei confronti del prete. Il compito degli inquirenti sarà tutt’altro che semplice. Nel frattempo, è probabile che il giovane si rivolga ad un legale che lo assista nel corso delle indagini e dell’eventuale processo. D.N.

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…ualche_carezza/

    IL CASO

    Prete accusato di violenza sessuale
    Allontanato dalla parrocchia
    Lo denuncia un ventenne. Il religioso avrebbe preteso massaggi, carezze e rapporti

    SCHIO— Aveva bisogno di un lavoro e lo ha trovato in parrocchia, accolto da un sacerdote che poi però avrebbe voluto da lui massaggi, effusioni, carezze intime, molto intime, e rapporti sessuali. Un incubo vissuto a dicembre da un ventenne di Schio e raccontato alla famiglia e agli amici che hanno convinto il ragazzo a rivolgersi ai carabinieri per far sapere cosa era successo in quella canonica e per presentare denuncia. La querela è dei primi giorni dell’anno. Uno dei preti che era alla parrocchia di Santa Croce ora è indagato. Interrogato dal pubblico ministero Antonella Toniolo che coordina l’inchiesta – in un confronto che avrebbe portato il religioso a qualche parziale ammissione – il sacerdote è già stato allontanato dalla sua parrocchia. L’intera vicenda spiegata dal giovane ai militari di Schio sarebbe accaduta lo scorso dicembre, dopo aver saputo da un amico che la parrocchia di Santa Croce cercava un aiutante per pulire la chiesa e la canonica. Il ventenne, disoccupato, a quel punto ha pensato di proporsi nonostante l’amico gli avesse riferito di ventilate tendenze omosessuali del prete e ha preso contatto con il religioso 59enne, ottenendo un posto di lavoro che gli mancava da tempo e dieci euro l’ora per le pulizie.

    I primi giorni non ci sarebbero stati problemi. Il sacerdote si era addirittura preoccupato di andarlo a prendere con la sua auto, gli aveva mostrato cosa fare, lo aveva pagato regolarmente. Presto però, il religioso si sarebbe offerto per massaggi al giovane che sarebbe anche stato pagato di più per questo. Massaggi subiti, racconta il ventenne, senza avere la forza di reagire. Ma i massaggi, poi, non sarebbero più stati sufficienti. Il sacerdote avrebbe infatti chiesto con insistenza carezze intime, sopra i pantaloni e poi dentro. La avrebbe pretese e ricambiate. Ma non bastava ancora. La vigilia di Natale le avances più pesanti. Il religioso avrebbe chiesto al giovane (che agli amici e alla famiglia ha detto di sentirsi soggiogato da quel prete) di recarsi in oratorio al pomeriggio per spostare alcune sedie, assieme ad un secondo ragazzo.

    La violenza si sarebbe verificata nel momento in cui il prete è riuscito a rimanere solo con il 20enne. Il religioso lo avrebbe immobilizzato, costretto ad essere sodomizzato e poi obbligato a non dire nulla a nessuno.Quella violenza, però, avrebbe dato la forza al ventenne di interrompere il lavoro in canonica e di raccontare quello che gli stava succedendo. Dopo la denuncia, sono iniziate le indagini per capire cosa sia successo al ragazzo e se ci siamo altre vittime di quel sacerdote accusato di violenza sessuale. Nelle scorse settimane al comando dei carabinieri di Schio sono stati sentiti numerosi residenti del quartiere, sia famiglie che ragazzini, alla ricerca di eventuali testimonianze su episodi simili. La parrocchia, dal canto suo, non ha voluto commentare.

    Andrea Alba
    18 gennaio 2012

    http://corrieredelveneto.corriere.it/venet…912682154.shtml

    mercoledì 18.01.2012 ore 11.06


    «Già da tempo giravano strane voci Ora si faccia chiarezza sul suo conto»

    LE REAZIONI. Parrocchiani increduli. Stupore fra gli animatori dell’Azione cattolica ma c’è anche chi non si sorprende

    18/01/2012

    Un uomo alto e dal fisico possente. Aspetti che uniti al colletto sacerdotale potevano per certi versi offrire un’immagine rassicurante, come lo è stato per parecchi decenni di servizio sacerdotale. Un’immagine positiva che il religioso dava di sè e che è compromessa (la verità emergerà dall’aula) alla luce della clamorosa inchiesta. Don Sergio Rappo, sacerdote presente nella parrocchia di Santa Croce da una decina d’anni, avrebbe avuto un lato “oscuro” che nessuno poteva immaginare. Ma su questo punto le posizioni divergono, perché c’è chi sostiene che il sacerdote si è sempre comportato correttamente.
    Certo, dalle testimonianze raccolte tra i residenti, fedeli e commercianti del quartiere, è emerso che già da un paio d’anni circolavano voci sul suo conto, ma erano rimaste tali, senza che vi fosse mai stata una segnalazione da parte di presunte vittime. In più di un’occasione il sacerdote sarebbe stato gentile nei confronti di alcuni giovani parrocchiani, avvicinandoli con una certa facilità, e questo aveva dato adito a qualche sospetto subito però rientrato. Anche perché tra i suoi incarichi c’era anche quello relativo alla gestione dei gruppi dell’azione cattolica (Acr e Acg), oltre a quelli dei chierichetti e dell’organizzazione della sagra annuale. Per questo quelle indiscrezioni negative erano rimaste allo stato di chiacchiera.
    Come la presunta violenza sessuale subita la vigilia di Natale dal ragazzo ventunenne, anche le altre ipotizzate molestie, sulle quali i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze per verificare l’attendibilità, si sarebbero verificate all’interno delle mura dell’oratorio, in un ambiente ritenuto da genitori e fedeli teoricamente “protetto”.
    Il sospetto, da provare, è che il sacerdote avrebbe allungato le mani in altre occasioni, come durante i campi estivi organizzati ogni anno dalla parrocchia. «Era ora che questa faccenda saltasse fuori – ha dichiarato un parrocchiano accigliato -. Già da qualche tempo si sentivano strane voci, speriamo che ora venga fatta chiarezza e soprattutto giustizia».
    «Sapevamo di qualche divergenza d’opinioni con l’altro parroco, don Alessandro Burati – hanno affermato alcuni clienti in un negozio di via Strasseggiare – ma su questioni organizzative, non certo per cose così gravi, di cui onestamente non sapevamo nulla».
    Da alcuni giorni don Sergio non è più presente in parrocchia e dal consiglio pastorale di Santa Croce fanno sapere che è partito per degli esercizi spirituali. Tra le ultime attività svolte dal sacerdote ce n’è anche una relativa alla 26^ Giornata mondiale della gioventù di agosto. In quell’occasione il prete accompagnò una quarantina di giovani del vicariato di Schio per una veglia di preghiera al Santuario del Summano.
    Stupore da parte del mondo dell’Azione cattolica. «Ci sembra incredibile – affermano alcuni animatori -. Abbiamo sempre lavorato bene con don Sergio, e si è sempre dimostrato affidabile. Questa notizia ci lascia davvero sbigottiti»

    Silvia Dal Ceredo

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…_sul_suo_conto/

    Cappellano militare e responsabile dei gruppi giovanili
    IL PERSONAGGIO. La figura del sacerdote

    18/01/2012

    Il capitano Massimo Ferrari e il luogotenente Sergio Asciolla| Don Rappo benedice il Famila

    Don Sergio Rappo, sacerdote di 59 anni, prestava servizio pastorale nella chiesa di Santa Croce da una decina d’anni, al fianco dell’altro parroco della comunità, don Alessandro Burati di una decina d’anni più vecchio, ma già da circa un anno si vociferava su un suo presunto spostamento dovuto ad una redistribuzione voluta dalla Diocesi.
    Tra le varie attività parrocchiali di cui si occupava c’erano anche quelle relative ai settori giovanili, come i gruppi dell’azione cattolica in oratorio, quelli per l’organizzazione della sagra annuale o ancora i chierichetti per le celebrazioni delle messe.
    Dai fedeli viene descritto come un uomo energico, preciso,dai modi a volte un po’ duri e diretti. Caratteristica particolare sarebbe la sua attenzione, definita da alcuni “maniacale”, per la pulizia e l’igiene, manifestata più volte e con toni severi in occasione della preparazione di pranzi parrocchiali.
    Da diversi anni inoltre don Sergio Rappo era entrato in contatto con il Famila Basket, per il quale benediceva la squadra ad ogni inizio stagione, visto che il Palacampagnola si trova nella parrocchia di S.Croce.
    Risulta inoltre iscritto all’Associazione nazionale cappellani militari d’Italia. S.D.C.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…uppi_giovanili/

  • Schio. Morbose attenzioni in parrocchia. Don Sergio Rappo accusato di violenza sessuale.

    Schio. Morbose attenzioni in parrocchia. Don Sergio Rappo accusato di violenza sessuale.

    Schio. Morbose attenzioni in parrocchia. Don Sergio Rappo accusato di violenza sessuale.
    Martedì 17 Gennaio 2012 20:30

    Sarebbero due i rapporti sessuali che la vittima, un ragazzo di 20 anni, disoccupato, che si era avvicinato alla parrocchia di Santa Croce a Schio per chiedere un’occupazione che gli facesse guadagnare qualche soldo, avrebbe avuto con Sergio Rappo, quel religioso che in chiesa i ragazzini che lo frequentavano, avevano soprannominato ‘Don Palpetta’.

    Il parroco è indagato dalla Procura di Vicenza con la pesante accusa di violenza sessuale. Chi lo accusa ha descritto nei minimi dettagli quegli incontri hard che il prete avrebbe avuto con lui, che inizialmente avrebbe taciuto per pudore. Per la vergogna di quanto aveva dovuto subire in quei minuti in cui il sacerdote, approfittando della sua forza fisica, lo sbatteva sulla scrivania, costringendolo a rapporti anali che il ventenne, ad un certo, punto, si sarebbe rifiutato di avere ancora.

    Don Rappa, secondo l’accusa, avrebbe anche raccomandato al ragazzo di non parlare con nessuno di quanto avveniva in oratorio. ‘Non ti conviene parlare e denunciarmi – avrebbe detto al giovane – ho conoscenze. Ne pagheresti le conseguenze a caro prezzo’. La vittima avrebbe vuotato il sacco nei giorni scorsi, rilevando i retroscena di una vicenda inquietante, torbida, quasi ai confini della realtà. Perchè i particolari di quegli incontri erano davvero agghiaccianti con quel parroco che sodomizzava il giovane, urlandogli quanto fosse bravo con il suo corpo a farlo ‘stare bene’.

    La vittima ha spiegato che avrebbe avuto uno dei rapporti persino la vigilia di Natale, con l’indagato che non perdeva occasione per palpeggiarlo e pretendere massaggi.
    Come ha riferito il ventenne, tutto sarebbe cominciato qualche settimana fa, quando avrebbe bussato alla porta della parrocchia Santa Croce per chiedere un lavoro. Da lì, l’offerta di don Sergio di fargli dare una mano in chiesa in cambio di denaro. Quindi, sarebbero iniziate le avance, fatte di piccoli palpeggiamenti e richieste di ‘attenzioni particolari”. Poi, l’invito a seguirlo in una casa per trovare un pò di intimità.

    L’epilogo, nell’ultimo incontro, durante il quale il ventenne, disorientato per quanto gli stava accadendo, si è rifiutato di avere un rapporto sessuale con il prete che a quel punto, lo avrebbe catapultato sulla scrivania dell’oratorio, gli avrebbe abbassato i pantaloni con forza, penetrandolo per oltre dieci minuti. Il sacerdote, per impedirgli di urlare, gli avrebbe tappato la bocca con le sue grosse mani.

    L’inchiesta della magistratura va avanti e pare siano già stati ascoltati diversi testimoni. Occorre capire se esistano altre vittime delle morbose attenzioni di don Sergio, che era parroco a Santa Croce dall’aprile 2001.

    Nella foto di S.M. il parroco indagato

    Schio. Abusa sessualmente di un giovane dell’oratorio. Indagato don Sergio Rappo di Santa Croce
    Martedì 17 Gennaio 2012 18:48

    Avrebbe abusato sessualmente di uno dei ragazzi che frequentava la sua parrocchia, costringendolo ad avere un rapporto intimo con lui. Nel giorno della vigilia di Natale. Sotto inchiesta è finito Sergio Rappo, 59 anni, parrocco di Santa Croce a Schio. Vittima dei fatti che hanno sconvolto la comunità religiosa, da dove il prete è stato allontanato, un ventenne che ha denunciato l’episodio, raccontando i particolari di quegli attimi drammatici in cui si sarebbe consumata la violenza. Rappo è indagato dalla Procura di Vicenza, pm Antonella Toniolo, che ha aperto un’inchiesta per accertare la fondatezza delle dichiarazioni del giovane scledense, che non avrebbe tralasciato alcun dettaglio nel riferire agli inquirenti, quanto accaduto il 24 dicembre. Il gravissimo episodio, all’interno dell’oratorio di Santa Croce, dove il parroco avrebbe prima iniziato con delle avance, cercando il consenso della vittima. Poi utilizzando la violenza, lo avrebbe costretto a quel rapporto sessuale, che probabilmente, non pensava sarebbe uscito dalla parrocchia. La vittima invece, ha trovato il coraggio di denunciare la violenza subita. Pare che il parrocco abbia parzialmente ammesso le accuse, ma c’è il massimo riserbo al momento sul ‘delicato episodio’, che ha lasciato inorriditi gli appartenenti alla comunità religiosa, dove un passaparola ha portato alla luce la turpe vicenda.