Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Shawn Ratigan

  • Papa Francesco rimuove monsignor Finn, vescovo Usa condannato per pedofilia

    Papa Francesco rimuove monsignor Finn, vescovo Usa condannato per pedofilia

    Robert William Finn, 62 anni, alla guida della diocesi di Kansas City-Saint Joseph, nel 2012, era stato riconosciuto colpevole di aver protetto padre Shawn Ratigan che per numerosi anni aveva scattato foto pornografiche a bambini della sua parrocchia. Ma dal Vaticano nessuno aveva pensato di rimuoverlo. Fino a oggi.

    Vescovo americano rimosso per pedofilia. Papa Francesco ha deciso di pensionare anticipatamente monsignor Robert William Finn, 62 anni, alla guida della diocesi di Kansas City-Saint Joseph in Missouri. Finn era stato il primo vescovo cattolico a essere condannato per reati legati ad atti di pedofilia negli Stati Uniti d’America. Nel 2012, infatti, era stato riconosciuto colpevole di aver protetto padre Shawn Ratigan che per numerosi anni aveva scattato foto pornografiche a bambini della sua parrocchia. Ma dal Vaticano nessuno aveva pensato di rimuoverlo e Finn aveva continuato a governare la diocesi statunitense.

    Dopo più di due anni dalla condanna civile, Bergoglio ha voluto far luce sulla vicenda anche da un punto di vista canonico aprendo una indagine della Santa Sede. A Kansas City è stato inviato un rappresentante della Congregazione per i vescovi, presieduta dal cardinale canadese Marc Oullet, con il compito di redigere un rapporto dettagliato della situazione. Nello stesso tempo numerosi fedeli della diocesi del Missouri hanno sottoscritto una petizione, inviata direttamente al Papa, nella quale hanno chiesto l’immediata rimozione di Finn ritenuto inidoneo a continuare a mantenere il governo pastorale. Nel giro di sei mesi l’indagine è stata conclusa e il rapporto finale è stato consegnato nella mani di Bergoglio che ha subito deciso di rimuovere il vescovo senza aspettare altro tempo.

    Ciò che aveva sempre sorpreso i fedeli statunitensi, come hanno scritto direttamente al Papa, era il fatto che Finn, alla guida della diocesi di Kansas City-Saint Joseph dal 2005, nonostante la condannariportata nel 2012 fosse rimasto al suo posto. Ma, da quanto si apprende, Finn non è l’unico vescovo americano attualmente sotto indagine canonica perpedofilia. In Vaticano, infatti, sono in corso anche i processi per il cileno Marco Antonio Órdenes e il peruviano Gabino Miranda Melgarejo. Mentre continuano i procedimenti, canonico e civile, contro l’ex nunzio polacco nella Repubblica Dominicana, monsignor Jozef Wesolowski, indagato per abusi su minori e pedopornografia, condannato in primo grado dallaCongregazione per la dottrina della fede alla riduzione allo stato laicale. Condanna contro la quale Wesolowski ha fatto appello.

    Sulla linea della tolleranza zero nella lotta alla pedofilia Papa Francesco è sempre stato molto chiaro. Non a caso, tra le prime riforme del suo pontificato, Bergoglio ha istituito la Pontificia Commissione per la tutela dei minori, coordinata dal cardinale cappuccino Sean Patrick O’Malley, della quale fanno parte anche due vittime di abusi, Marie Collins e Peter Saunders. Proprio nell’ultima riunione del Consiglio dei nove cardinali che aiuta Francesco nel governo della Chiesa, il cosiddetto “C9″, O’Malley, come ha spiegato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, “ha proposto di affrontare il tema della ‘accountability‘ – ‘responsabilità’ per quanto riguarda la tutela dei minori, in modo da prevedere procedure e modalitàappropriate per valutare e giudicare i casi di ‘abuso di ufficio’ in questo campo, in particolare da parte di persone con responsabilità nella Chiesa“.

    Twitter: @FrancescoGrana

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/21/papa-francesco-rimuove-vescovo-usa-condannato-per-pedofilia/1610854/

  • Pedofilia, stampa Usa: “Il vescovo di Kansas City indagato dal Vaticano”

    Pedofilia, stampa Usa: “Il vescovo di Kansas City indagato dal Vaticano”

    Robert Finn è già stato condannato nel 2012 per aver protetto padre Shawn Ratigan, un prelato a lui sottoposto, che per anni aveva scattato foto pornografiche a bambini della parrocchia. Nonostante fosse stato riconosciuto colpevole, l’uomo non era stato rimosso dall’incarico.

     Il quinto vescovo sotto indagine del Vaticano per pedofilia. Si tratta di monsignor Robert Finn, vescovo della diocesi St. Joseph di Kansas City in Missouri. A dare la notizia è il sito specializzato d’informazione vaticana “National Catholic Reporter“, subito ripresa da diversi siti americani. Finn era stato il primo vescovo cattolico a essere condannato per reati legati ad atti di pedofilia negli Stati Uniti d’America. Nel 2012, infatti, era stato riconosciuto colpevole di aver protetto padre Shawn Ratigan che per numerosi anni aveva scattato foto pornografiche a bambini della sua parrocchia. Reato simile a quello di cui è accusato oggi l’ex nunzio polacco nella Repubblica Dominicana, monsignor Jozef Wesolowski, da una settimana agli arresti domiciliari in Vaticano per volontà di Papa Francesco.

    L’ex diplomatico, infatti, è sotto processo per abusi sui minori e pedopornografia e nel suo computer sono stati ritrovati 100mila file di immagini hard di minori, come testimoniato anche da una vittima tredicenne che ha portato alla luce i reati commessi da Wesolowski. Secondo i media americani che riportano la notizia dell’indagine vaticana su monsignor Finn, ci sarebbe stata già una visita a Kansas City da parte di un rappresentante della Congregazione per i vescovi presieduta dal cardinale canadese Marc Ouellet. E in questi giorni numerosi fedeli hanno sottoscritto una petizione inviata alla Santa Sede per chiedere al Papa l’immediata rimozione del presule.

    Finn guida la diocesi dal 2005 e nonostante la condanna riportata nel 2012 è rimasto al suo posto. Sarebbero stati ambienti della stessa Chiesa cattolica a chiedere ora un duro intervento del Vaticano anche alla luce dei provvedimenti all’insegna della tolleranza zero sulla pedofilia messi in atto da Papa Francesco. Attualmente, infatti, sono in corso i processi canonici per gli altri due vescovi indagati per abusi sui minori, il cileno Marco Antonio Órdenes e il peruviano Gabino Miranda Melgarejo.

    E Bergoglio ha rimosso anche il vescovo paraguayano Rogelio Ricardo Livieres Plano, accusato di malversazioni e di aver coperto la pedofilia del suo vicario generale. Ma in questi giorni in Vaticano è serio il rischio che la copertura della pedofilia possa coinvolgere anche il “consiglio della corona” di Papa Francesco, il cosiddetto “C9″. Gli occhi degli osservatori, infatti, sono tutti puntati sul “ranger australiano”, come lo chiama il Papa, George Pell, prefetto della Segreteria per l’economia, al centro di un’indagine per la gestione dei casi di pedofilia quando era arcivescovo di Melbourne in Australia dal 1996 al 2001.

    La vicenda di Pell, se le accuse saranno confermate, potrebbe sollevare lo stesso scandalo che in queste ore è alimentato da monsignor Finn con l’aggravante che la sua colpevolezza si tradurrebbe in un pesantissimo boomerang sulle riforme economiche, in particolare sullo Ior, messe in atto proprio dal cardinale australiano, d’intesa con Bergoglio, con il più classico spoil system curiale che ha privilegiato uomini a lui vicini.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/30/pedofilia-stampa-usa-il-vescovo-di-kansas-city-indagato-dal-vaticano/1139180/

  • Pedofilia. Primo vescovo condannato per non aver bloccato prete pedofilo, Migliaia di vescovi meritano la galera

    Pedofilia. Primo vescovo condannato per non aver bloccato prete pedofilo, Migliaia di vescovi meritano la galera

    WASHINGTON – È il primo vescovo cattolico a venire condannato per reati legati ad atti di pedofilia negli Stati Uniti. Robert W. Finn, 59 anni, vescovo dell’arcidiocesi di Kansas City, è stato riconosciuto colpevole di aver protetto il prelato a lui sottoposto, padre Shawn Ratigan, che per anni ha scattato foto porno di bambini della parrocchia.

    In un processo lampo durato meno di un’ora, John Torrence, giudice della contea, ha accettato parte della tesi dell’accusa ed ha condannato Finn a due anni di libertà vigilata, a una multa di 1.000 dollari e all’obbligo di costituire un fondo di 10.000 dollari per le spese di assistenza psicologica alle famiglie delle piccole vittime degli atti di pedofilia commessi da padre Ratigan.

    Prima che venisse letta la sentenza, il vescovo ha detto: «Sono profondamente dispiaciuto per il dolore causato, ma sono grato che l’accusa e la Corte di giustizia abbiano chiuso questa storia».

    Il vescovo era stato messo in guardia sin dal dicembre 2010 delle tendenze pedofile di padre Ratigan: un tecnico che stava riparando il computer del prete aveva scoperto centinaia di foto di genitali di bambini e lo avevo riferito alla diocesi.

    Finn aveva relegato il prete all’interno del convento e gli aveva proibito di avere contatti con i ragazzini. Ma padre Ratigan aveva continuato a frequentare picnic con bambini, prime comunioni ed altre riunioni sociali. E le foto porno continuarono a venire scattate sino al maggio 2011.

    Nuovi rapporti fecero intervenire la polizia: padre Ratigan tentò il suicidio ma fu salvato. Ora attende il suo processo. Non è chiaro se il vescovo Finn resterà o pressioni dal Vaticano lo spingeranno alle dimissioni: «Bisognerebbe chiamare Roma per conoscere il suo futuro», ha commento secco Peter Baker, il procuratore.
    Venerdì 07 Settembre 2012 – 20:09 Ultimo aggiornamento: 20:11

  • Il vescovo di Kansas City incriminato per concorso in pedofilia

    Il vescovo di Kansas City incriminato per concorso in pedofilia

    Il vescovo di Kansas City incriminato per concorso in pedofilia
    Secondo l’accusa, non ha comunicato all’autorità la presenza di immagini pedopornografiche sul computer di un sacerdote della sua diocesi, anche lui sotto inchiesta: E’ la prima volta che un alto prelato va sotto processo da circa 25 anni, dopo gli scandali legati agli abusi sessuali su minori di quell’epoca.
    Robert Finn, il vescovo incriminato (ap)
    KANSAS CITY – Il Grand Jury di Kansas City ha deciso di incriminare il vescovo della città, Robert Finn, affiliato all’Opus Dei, con l’accusa di aver ritardato la denuncia e coperto un prete sospettato di abusi e accusato di aver posseduto foto oscene di bimbe. E’ la prima volta che un alto prelato va a processo da circa 25 anni, dall’epoca in cui la Chiesa americana venne coinvolta negli scandali legati alla pedofilia.

    Il vescovo Finn è accusato di aver coperto abusi che sarebbero stati commessi l’anno scorso, ben dieci anni dopo l’approvazione, da parte dei vescovi americani, di un documento in cui ci s’impegnava a riportare ogni sospetto di abuso alle autorità giudiziarie.

    Padre Finn ha riconosciuto di essere al corrente delle foto lo scorso dicembre, ma non ha denunciato il fatto alla Polizia sino al maggio seguente. Durante tutti quei mesi, si legge nel capo d’accusa, il vescovo Finn avrebbe dovuto avere il ragionevole sospetto che il prete in questione, Shawn Ratigan, potesse essere autore di abusi su minori. Secondo l’accusa, avrebbe dovuto agire immediatamente dopo aver scoperto nel computer del sacerdote centinaia di foto porno di minori e non aspettare lunghi mesi.

    L’incriminazione è stata presentata oggi dal procuratore della Jackson County, Jean Peters-Baker. E’ stata tenuta riservata sin dal 6 ottobre, tenuto conto che il vescovo era fuori dal Paese ed è rientrato solo ieri. “Il nostro obbiettivo – ha sottolineato Peters-Baker, il Grand Jury – è proteggere i bambini”.

    Il vescovo, presentandosi alla Corte, s’è dichiarato innocente: “Affronteremo la vicenda con ferma volontà e una difesa vigorosa. La diocesi – ha aggiunto in un comunicato – ha sempre assicurato completa collaborazione agli inquirenti”.

    Pedre Ratigan è stato arrestato in maggio con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Ma il suo caso ha avuto una coda: ad agosto ha subito altre denunce, alla luce del fatto che tra il dicembre e il maggio, quando è stato fermato, ha partecipato a una serie di feste di bambini, ha trascorso weekend a casa dei suoi parrocchiani e ha officiato, con il permesso del vescovo, prime comunioni di tante bambine.

    La vicenda ha provocato proteste furiose da parte delle famiglie, che da tempo chiedono al vescovo di dimettersi.
    Il parrocchiani hanno perfino creato una pagina Facebook dal nome chiarissimo: “Bishop Finn Must Go”. Ma c’è un fatto che ha aggravato la rabbia della gente: solo tre anni fa Robert Finn aveva patteggiato con 10 milioni di dollari ben 47 casi di abusi sessuali e s’era detto d’accordo nell’adottare una lunga lista di misure preventive. Tra queste c’era appunto l’impegno a riferire immediatamente alle autorità di Polizia ogni caso sospetto. Proprio quello che, secondo l’accusa, stavolta non avrebbe fatto.
    (14 ottobre 2011) © RIPRODUZIONE RISERVATA

    http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/14…filia-23251972/

  • Kansas, prete accusato per detenzione di materiale pedopornografico

    Kansas, prete accusato per detenzione di materiale pedopornografico

    Un prete cattolico, Shawn Francis Ratigan, è stato accusato di detenzione e produzione di materiale pedopornografico, nei locali della sua stessa chiesa nella Clay County, in Kansas. A scoprire le immagini compromettenti nel suo pc, proprio membri della Chiesa, che poi l’avrebbero denunciato. Secondo gli inquirenti, il sacerdote avrebbe avuto incontri con bambine dal giugno del 2005 fino alla domenica di pasqua di quest’anno, quando è stato scoperto. Almeno in tre casi ciò sarebbe accaduto dentro la chiesa, riporta tra l’altro il Kansas City Star.
    Ratigan rischia almeno 15 anni di carcere se sarà provata l’accusa di produzione delle immagini incriminate. Dal canto suo la diocesi di Kansas City, tramite il portavoce Rebecca Summers, ha fatto sapere che continuerà a cooperare con la giustizia. La stessa diocesi aveva già pagato circa 10 milioni di dollari per risarcire più di 40 vittime di abusi da parte di preti pedofili.

    Luciano Vanciu

    http://www.uaar.it/news/2011/08/10/kansas-…dopornografico/

    Federal child-porn charges filed against priest Shawn Ratigan
    By MARK MORRIS and GLENN E. RICE
    The Kansas City Star

    Read more: http://www.kansascity.com/2011/08/09/30678…l#ixzz1UcLvVkiY

    A Roman Catholic priest took pornographic pictures of children on church property, including in a choir loft, a federal grand jury alleged Tuesday.

    The most recent incident allegedly happened Easter Sunday, more than four months after church officials first learned of lewd photographs on the Rev. Shawn Francis Ratigan’s computer and nearly a month before they turned him in to police.

    Ratigan, 45, already faces three counts of possession of child pornography in Clay County. The federal charges — 13 counts of possession, producing and attempting to produce child pornography — are much more serious and could lead to mandatory-minimum sentences of 15 years in prison if he is convicted on the production counts.

    The indictment lists five girls as victims, ranging in age from 2 to 12 years old.

    U.S. Attorney Beth Phillips said the charges were the consequences for Ratigan’s profound betrayal of the children he was ordained to serve.

    “When a person who has been placed in a position of trust exploits and victimizes children, he victimizes the entire community,” Phillips said. “The indictment today sends a strong message that this type of behavior will not be tolerated.”

    Rebecca Summers, spokeswoman for the Catholic Diocese of Kansas City-St. Joseph, released a written statement that said, “The diocese expresses its profound concern for anyone who may have been harmed by Shawn Ratigan. At the same time, the diocese recognizes the special responsibility of our justice system in matters of this nature.”

    Summers also said the diocese continues to cooperate with law enforcement.

    Ratigan’s lawyer, P.J. O’Connor, had no comment.

    The new charges allege a series of abusive encounters with five girls beginning in June 2005, a year and one week after Ratigan’s ordination, and ending on Easter Sunday.

    At least three of those encounters occurred on church property.

    In May 2006, Ratigan purportedly took pornographic pictures of a 2-year-old girl’s vagina and pubic area at the St. Joseph Catholic Church in Easton, Mo. One such session allegedly occurred in the church’s choir loft.

    Three years later, Ratigan took at least 40 close-up shots of the girl’s shorts, underneath her skirt, while on the steps of the Easton church, the indictment alleged.

    Church authorities seized Ratigan’s computer on Dec. 16. The next day, he attempted suicide after writing a remorseful note. After Ratigan’s release from medical and psychiatric treatment, his superiors assigned him to the Vincentian Mission House in Independence.

    There, on Easter Sunday, April 24, he allegedly took surreptitious and close-up crotch photos of a 12-year-old girl’s shorts, the indictment alleged.

    That incident occurred just weeks after Bishop Robert Finn had confronted Ratigan about his contact with minors at a St. Patrick’s Day parade and at a child’s birthday party.

    Lawyer Rebecca Randles, who attended a news conference in which the grand jury indictment was announced, said that the most recent allegation of abuse “makes my stomach turn” because church officials already had removed Ratigan from a Kansas City church because of questions about his behavior around children.

    Randles already has filed a suit against the church related to the Ratigan case.

    The indictment also alleged that the Easter incident was not Ratigan’s first contact with that victim. Six years before, when the girl was 6 years old, he had taken photos of the girl’s vagina and pubic area, the indictment alleged.

    Prosecutors alleged that Ratigan took or attempted to take pornographic pictures of a 5-year-old victim in the fall of 2007 and the spring of 2008. During the second incident, he purportedly tried to expose her by pulling her pants down as she slept.

    In June 2009, Ratigan allegedly took close-up photos of a 7-year-old girl’s crotch as she wore a bathing suit.

    And between August 2008 and September 2009, he pulled down the pants of another sleeping girl, who turned 9 during that period, to take pornographic photographs, the indictment alleged.

    The indictment does not specify where some of the incidents occurred.

    State authorities charged Ratigan in May after church officials turned over images of children they had discovered on his computer.

    According to state court records, the pictures allegedly included so-called “up-skirt” photos of girls under the age of 12 and a nude photo of a girl that focused on her genitals.

    After searching CDs and an external hard drive belonging to Ratigan, police found what they alleged were “14 different images of child pornography of a 3-4 year old female” and four other images of child porn.

    Investigators also seized a computer that Ratigan used while working in St. Joseph.

    The furor surrounding Ratigan’s arrest has wounded both local Catholics and the diocese, which three years ago paid $10 million to settle lawsuits filed by more than 40 victims of clergy sexual abuse.

    Matthew Copple of Gladstone, whose child attends St. Patrick School, said he was sick about the charges, but not surprised.

    “I don’t know what more you can do,” Copple said. “I really hope the diocese really learns a lesson from this.”

    Finn acknowledged last spring that in 2010 a diocesan school principal complained about Ratigan’s conduct around children, and that church officials knew about the computer images months before they handed them over to authorities.

    Finn has said he did not read the principal’s complaints until after Ratigan had been charged in Clay County in May. And when the diocese learned about the computer images in December, its lawyers advised that they did not “constitute child pornography, as they did not depict sexual conduct or contact,” Finn said in a statement in May.

    In June the diocese announced that it was removing Monsignor Robert Murphy from his role in overseeing sexual-abuse allegations against priests after he came under fire for his handling of questions about Ratigan.

    Finn hired former U.S. Attorney Todd Graves to investigate how the diocese handled the issue. Graves’ report is expected soon.

    And earlier this month, the National Catholic Reporter quoted the diocese as saying it was delaying a capital campaign “in light of the current challenge.”

    According to the newspaper, which is based in Kansas City, the diocese had asked priests whether the fundraising campaign should continue since the Ratigan case “came to the forefront of our attention.” Of the priests that responded, 75 percent recommended a delay, the paper reported.

    Following his ordination in 2004, Ratigan served as associate pastor at St. Thomas More Catholic Church in Kansas City from June 2004 to June 2005. He then worked as parochial administrator with a dual assignment to St. Mary Catholic Church in St. Joseph and at St. Joseph in Easton, Mo., from July 2005 to June 2009. He was pastor of St. Patrick Catholic Church in Kansas City from July 2009 to December 2010.

    To reach Mark Morris, call 816-234-4310 or send email to mmorris@kcstar.com. To contact Glenn E. Rice, call 816-234-4341 or send email to grice@kcstar.com.

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