Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Prete sparito a Montù le madri non s’arrendono

    Prete sparito a Montù le madri non s’arrendono

    Hanno scritto anche al cardinale Sepe dopo la lettera a papa Francesco L’arcivescovo di Napoli: indagini in corso, nessun aspetto sarà trascurato

    MONTU’ BECCARIA. Non si ferma la battaglia delle mamme di Montù Beccaria per scoprire dove si è nascosto don Silverio Mura, il prete campano sospettato di abusi sessuali, rimasto in servizio per circa un anno nel paese oltrepadano sotto falso nome (si faceva chiamare don Saverio Aversano), per poi fuggire nel marzo scorso dopo un servizio de “Le Iene” che riprendeva il suo caso. Il gruppo di mamme montuesi, che aveva sollevato la questione, dopo aver scritto a Papa Francesco, chiedendogli di fare chiarezza sulla vicenda, nei giorni scorsi ha scritto anche al cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli. Le missive sono state consegnate al presule da Diego Esposito, una delle presunte vittime di don Mura, quando è stato in udienza dal cardinale ad invocare giustizia per la sua vicenda.

    «Abbiamo chiesto al cardinal Sepe di dirci dove si trova don Mura e soprattutto perché è stato mandato a Montù Beccaria, dove ha fatto per un anno catechismo ai nostri figli – spiegano le mamme -. Inoltre vogliamo sapere perché è ancora libero, visto che, se si fosse trattato di un laico, accusato di un reato così grave, probabilmente sarebbe già stato licenziato, allontanato e anche processato». La risposta dell’arcivescovo di Napoli non si è fatta attendere: «Attualmente è in corso una nuova fase delle indagini canoniche per verificare la fondatezza delle accuse rivolte a don Silverio – scrive Sepe -. Appena sarà terminata questa indagine, che va avanti con grande scrupolo e senza trascurare alcun risvolto, tutti gli elementi raccolti saranno nuovamente inviati alla Congregazione per le opportune valutazioni e determinazioni». Sepe garantisce alle mamme montuesi che «niente sarà nascosto» e che «chi ha sbagliato dovrà pagare»; ma, aggiunge, «fino a prova contraria non siamo in presenza di un mostro, ma soltanto di un accusato». Ancora: «In merito alle vostre legittime perplessità circa la presenza e l’attività di don Silverio a Montù Beccaria – ha precisato Sepe – dovrà essere il vostro parroco a dirvi della sua correttezza comportamentale o meno, visto che, fin dal 2010, è stato affidato alla Congregazione dei padri missionari della Divina Redenzione, di cui fanno parte l’attuale parroco di Montù e il suo predecessore.

    Ci può essere stato un difetto di comunicazione, ma non si è consentito, allora come oggi, che girasse libero per l’Italia e svolgesse senza controllo il ministero sacerdotale».

    Una risposta che, comunque, non convince fino in fondo le mamme.

    Oliviero Maggi

    http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2018/05/22/news/prete-sparito-a-montu-le-madri-non-s-arrendono-1.16869528

  • Preti pedofili, 34 vescovi cileni lasciano  La Curia di Napoli invece temporeggia  sugli abusi subiti da Diego a Ponticelli

    Preti pedofili, 34 vescovi cileni lasciano La Curia di Napoli invece temporeggia sugli abusi subiti da Diego a Ponticelli

    di Dario Striano


    La Chiesa cilena ha chiesto perdono, quella italiana e quella napoletana ancora vacillano. Venerdì i 34 vescovi sudamericani – 31 in servizio e 3 emeriti -, accolti da Papa Francesco in Vaticano – durante un vertice straordinario a porte chiuse -, hanno cercato di ‘riparare’ allo scandalo pedofilia che ha travolto il loro Paese, annunciando le loro dimissioni; la Curia di Napoli di fatti non ha ancora preso alcun provvedimento nei confronti del parroco don Silverio Mura, il prete di Ponticelli accusato di aver abusato di almeno 12 ragazzini della periferia est di Napoli, e scoperto recentemente a insegnare, sotto falsa identità, catechismo ai ragazzini di Montù Baccaria, nel Pavese.

    Le scuse cilene
    e le coperture napoletane
    Se i vescovi clienti hanno chiesto «perdono per il dolore causato alle vittime, al Papa, al popolo di Dio» e al Cile per «i gravi errori e omissioni» da loro commessi, nulla di nuovo invece si è mosso in questi giorni sul fronte napoletano, dove Diego Esposito, il 40enne partenopeo che più di tutti ha denunciato gli abusi subiti da don Mura in età adolescenziale, attende ancora Giustizia. E nonostante sia stato ricevuto la settimana scorsa dal cardinale Crescenzo Sepe, attende ancora di sapere che fine abbia fatto il suo ‘orco’. «In questo momento don Mura potrebbe insegnare ancora catechismo altrove sotto falso nome – così Diego Esposito al termine dell’incontro con la Curia di Napoli di qualche giorni fa – Noi volevamo precisazioni. Ma la Curia di Napoli ci ha detto di chiedere al Vaticano. Che loro non sanno niente».

    Il ‘dialogo onesto’ cileno e
    il processo civile al tribunale di Napoli
    Da un lato dunque, quello che i monsignori Fernando Ramos e Juan Ignacio Gonzales hanno definito «il dialogo onesto» della Chiesa Sudamericana con i vescovi che non solo hanno ammesso le loro colpe ma hanno ‘addirittura’ ringraziato le vittime «per la loro perseveranza e il loro coraggio nonostante le enormi difficolta’ personali, spirituali, sociali e famigliari». Dall’altro invece, il silenzio della Curia napoletana, accusata da Diego Esposito, anche in manifestazioni pubbliche, non solo di «aver insabbiato le molestie e gli abusi sessuali», ma anche di aver «coperto la falsa di identità di don Silverio Mura». Di averlo «nascosto al Nord Italia». Circostanza che ha spinto Rete l’Abuso, associazione da anni in trincea contro i preti pedofili, a presentare una denuncia al tribunale di Pavia, supportata dalla perizia della criminologa Luisa D’Aniello, la consulente di parte nel processo civile scaturito dalle denunce di Diego Esposito che inizierà nel 2019.

    Lo scandalo del Cile
    e il ruolo di Papa Francesco
    Eppure vi sono alcune similitudini tra i due scandali pedofilia. Anche in Cile il ‘terremoto’ partì dagli abusi compiuti da un singolo sacerdote Fernando Karadima, oggi ultra ottantenne, responsabile della parrocchia El Bosque di Santiago, condannato nel 2011 dalla Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede per abusi sessuali sui minori. E anche in Sudamerica alcune vittime accusarono il clero di aver coperto e insabbiato le molestie per anni. Puntando il dito non solo contro il vescovo Juan Barros, uno dei più stretti collaboratori di Karadima, ma anche contro Papa Francesco che durante la sua visita in Cile aveva provato a prendere le difese di Barros. Prima di fare dietrofront, e di inviare sul posto Charles Scicluna, arcivescovo di Malta e presidente del Collegio per l’esame di ricorsi in materia di delicta graviora alla Sessione Ordinaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, per ascoltare le vittime e raccogliere un dossier sulla dolorosa vicenda. Dopo il report di monsignor Scicluna, 2mila 300 pagine in cui sono raccolte 64 testimonianze, Bergoglio ha chiesto scusa alle vittime e ha voluto con l’incontro di questi giorni fare chiarezza sulla vicenda.

    La speranza di Diego
    e l’incontro con Bergoglio
    Anche con il caso Diego Esposito il primo dietrofront a far riaccendere i riflettori sulla vicenda è stato fatto dal Papa che a inizi febbraio 2018 ha chiesto di aprire nuovamente le indagini su don Silverio, forse archiviate con troppa fretta qualche anno fa, quando il 40enne fu ascoltato dalla Curia. Lo stesso Papa Francesco che Diego spera presto di vedere dal vivo. «Ho parlato con la prima sezione del Vaticano – così Diego il 15 maggio – mi hanno promesso che non appena il Sommo Ponte si sarà occupato del caso di pedofilia che coinvolge i preti cileni, mi riceverà privatamente e mi parlerà. Speriamo bene. Spero nella Giustizia. Che chi abbia sbagliato chieda perdono e paghi per i suoi errori». Come pare stia avvenendo con il caso dei vescovi cileni su cui Francesco ha già annunciato di voler fare «rimozioni», dopo la loro richiesta di dimissioni.

    Preti pedofili, 34 vescovi cileni lasciano La Curia di Napoli invece temporeggia sugli abusi subiti da Diego a Ponticelli

  • Accuse di pedofilia nella Chiesa, il cardinale Sepe in una lettera: “Accanimento mediatico”

    Accuse di pedofilia nella Chiesa, il cardinale Sepe in una lettera: “Accanimento mediatico”

    Delusione e rabbia nella reazione delle madri che avevano scritto: “Avrei preferito una non risposta a questo punto – dice a Fanpage Simona Piccolini – perché è un rimbalzare la palla a qualcun altro. Avevo chiesto com’era possibile che questo prete fosse mandato in giro in contesti diversi, in parrocchia a contatto coi bambini, perché non venisse svelata la sua colpevolezza o innocenza, perché questo cambiargli il nome difendendolo, avevo chiesto spiegazioni in merito all’atteggiamento che si era creato nei confronti della parrocchia di Montù dove era stato mandato sia nei confronti nostri ma non ho ricevuto la risposta che mi aspettavo”

    Nuova evoluzione sul caso di don Silverio Mura, ex parroco di Ponticelli accusato di pedofilia, che per anni – dopo l’accusa nel 2010 – ha continuato a esercitare il ministero sacerdotale in vari luoghi anche a contatto con i bambini e, come nell’ultimo caso a Montù Beccaria (Pavia), sotto falso nome: il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha risposto alla lettera inviata dalle mamme di Montù, nella quale chiedevano, tra l’altro, chiarimenti circa la presenza di un religioso accusato di così gravi reati a contatto con i bambini e per giunta sotto falso nome. Sul punto, però, il cardinale rimanda le eventuali responsabilità ad altri. E, nell’incipit della lettera, parla senza mezzi termini di accanimento mediatico.  “Gentili signore – scrive nella lettera che Fanpage ha letto in esclusiva – (…) Comprendo il Vostro rammarico e la situazione di smarrimento spirituale nella quale Vi trovate. L’accanimento mediatico, poi, distoglie lo sguardo dalla realtà, e troppe volte genera giudizi affrettati e generalizzati sulle persone, e in particolar modo sui sacerdoti, molti dei quali, operano instancabilmente per il bene dei fedeli loro affidati”.

    C’è poi un passaggio sull’indagine aperta a Napoli già una prima volta sul caso e che, nonostante gli elementi portati da Diego Esposito che aveva denunciato di essere stato vittima di terribili violenze (tra i quali un video nel quale don Silverio non nega di aver abusato di lui quando era un bambino), è stata sospesa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede: “Dopo che la Congregazione per la Dottrina della Fede – si legge – ritenne di sospendere il processo canonico per la insufficienza di prove a carico e dopo che per volere di papa Francesco la stessa Congregazione ha riaperto il caso, attualmente è in corso una nuova fase delle indagini per verificare, in piena verità, le accuse rivolte a don Silverio”.  Sulla permanenza del religioso a contatto con i bambini, addirittura sotto falso nome, poi il cardinale rimanda le responsabilità ad altri e afferma: “In merito alle Vostre legittime perplessità circa la presenza e l’attività di don Silverio nel Vostro paese di Montù Beccaria, potrà e dovrà essere il Vostro stesso Parroco a dirVi, rassicurandoVi se ne è convinto, della correttezza comportamentale o meno d don Silverio che, fin dal primo momento dell’accusa, nel 2010, fu affidato alla Congregazione dei Padri Missionari della Divina Redenzione. Ci può essere stato un deficit di comunicazione, ma certamente non lo si è lasciato libero, allora come oggi, di girare per l’Italia e svolgere senza controllo il ministero sacerdotale”.

    Delusione e rabbia nella reazione delle madri che avevano denunciato questa situazione: “Avrei preferito una non risposta a questo punto – dice a Fanpage Simona Piccolini – perché è un rimbalzare la palla a qualcun altro. Avevo chiesto com’era possibile che questo prete fosse mandato in giro in contesti diversi, in parrocchia a contatto coi bambini, perché non venisse svelata la sua colpevolezza o innocenza, perché questo cambiargli il nome difendendolo, avevo chiesto spiegazioni in merito all’atteggiamento che si era creato nei confronti della parrocchia di Montù dove era stato mandato sia nei confronti nostri ma non ho ricevuto la risposta che mi aspettavo”. Le mamme avevano chiesto chiarimenti anche sull’aspetto delle indagini:”Nella lettera dice che hanno fatto tutte le indagini del caso, raccolto le prove, ma il caso è stato sospeso per insufficienza di prove. Per la serie “io il mio dovere l’ho fatto ma è stata la Dottrina della Fede”. Poi è emerso che il prete è stato mandato prima a contatto con i bambini una prima volta e una seconda volta a Montù, il nostro parroco dice di essere stato inconsapevole di tutto e il risultato è stato che don Silverio Mura era di nuovo a contatto con i bambini. Un presunto pedofilo normalmente viene isolato e invece in questo caso no”. La vera identità di don Silverio, che lì si è presentato con altro nome, è venuta alla luce solo dopo alcuni servizi apparsi su tv e media nei quali veniva mostrata la sua fotografia. Dopo questo, è sparito anche da Montù e non si sa dove sia. “Mi viene poi a dire  – si sfoga Simona Piccolini – che dalla prima denuncia, don Silverio è stato assegnato sotto la responsabilità della Congregazione del nostro parroco di Montù, e quindi quello che lui ha fatto da allora è stato supervisionato da loro. Ma noi abbiamo chiesto a don Simone e lui dice di essere stato sempre all’oscuro e tra l’altro questo prete era sotto la Curia di Napoli: nonostante questo,  mi sembra che il cardinale se ne sia lavato le mani”. Ancora, si riferisce a quello che l’arcivescovo chiama accanimento mediatico: “Lui forse pensa che il mio stato d’animo sia dovuto a un clamore mediatico: mi sono informata, ho passato giornate a ricostruire la storia, ci sono delle prove che io da profana vedo e sento, quelle che ha reso disponibili Diego Esposito, la vittima, che mi sembrano esplicite e non campate per aria. Mi riferisco al video in cui non nega gli abusi, alla testimonianza di un’altra vittima, la malformazione intima che Diego ha riferito e che pare sia stata verificata. Il clamore mediatico lo si fa per far vedere il volto di questo prete alla gente in modo che come noi non gli venga un coccolone. A Sepe vorrei dire che apprezzo il fatto che abbia considerato, non è all’ordine del giorno ricevere una risposta. Allo stesso tempo non ho chiesto di indirizzarmi a chi deve darmi le risposte, perché so per certo che le risposte me le deve dare lui”.

    Non nasconde la delusione anche Diego Esposito, il primo a denunciare pedofilia: “Non risponde sul fatto che il prete sia andato lì e usava nome e cognome falso, e loro glielo hanno chiesto. Poi continua dire che a Roma hanno sospeso il caso una prima volta, a mio parere il caso è stato chiuso anche perché le prove non sono state raccolte nel modo giusto, compresa una perizia psichiatrica fatta su di me nella quale mi veniva chiesto insistentemente perché da bambino avessi accettato di andare a casa di don Silverio, che all’epoca era il mio insegnante di religione. Ora scaricano le colpe su altri, questa lettera è una presa in giro, tutto questo deve finire. Poi ha parlato di accanimento mediatico. Ma quale accanimento? Solo adesso stanno iniziando a rispondere, grazie al fatto che ci siamo rivolti ai media, altrimenti non avremmo avuto nemmeno ascolto”.

    https://napoli.fanpage.it/accuse-di-pedofilia-nella-chiesa-il-cardinale-sepe-in-una-lettera-accanimento-mediatico/

  • Don Silverio Mura, prete accusato di pedofilia svanito nel nulla: “Toccava i bimbi e mostrava porno”

    Don Silverio Mura, prete accusato di pedofilia svanito nel nulla: “Toccava i bimbi e mostrava porno”

    Una nuova testimonianza sugli abusi di don Silverio Mura, l’ex parroco di Ponticelli accusato di pedofilia da diversi abitanti della zona che da bambini frequentavano la chiesa e il quartiere. A parlare è una persona che abitava di fronte alla palazzina dove, al primo piano, don Mura incontrava i bambini: “Dalla mia finestra vedevo i bambini che aspettavano il prete. Quando arrivava li portava dentro casa, sia in gruppo che singolarmente. Spesso li vedevo aprire il portone e scappare  via terrorizzati. La mamma di uno di loro mi disse che li toccava, gli faceva vedere film porno e dell’orrore.”

    https://youmedia.fanpage.it/video/aa/WviIU-Sw0q9_lx3O

  • Napoli, prete accusato di pedofilia trasferito dal Vaticano: “Il Papa ci dica se è lontano dai bambini”

    Napoli, prete accusato di pedofilia trasferito dal Vaticano: “Il Papa ci dica se è lontano dai bambini”

    Don Silverio Mura, ex parroco del quartiere napoletano Ponticelli è stato trasferito a Montù Beccaria, in provincia di Pavia, dove era con un falso nome da due anni, ed era persino a contatto con i bambini facendo loro il catechismo. Dopo lo scandalo documentato da Fanpage.it, il religioso è sparito. E al momento nessuno sa dove sia.

    https://youmedia.fanpage.it/video/aa/WvMKZOSwGT6SXHxm

  • Pedofilia, silenzio su Don Mura. La Curia: “Scomparso? Non disponiamo noi dove sia”

    Pedofilia, silenzio su Don Mura. La Curia: “Scomparso? Non disponiamo noi dove sia”

    Don Silverio Mura, ex parroco del quartiere napoletano Ponticelli è stato trasferito a Montù Beccaria, in provincia di Pavia, dove era con un falso nome da due anni, ed era persino a contatto con i bambini facendo loro il catechismo. Dopo lo scandalo documentato da Fanpage.it, il religioso è sparito. E al momento nessuno sa dove sia.

    Diego Esposito (nome di fantasia che ha scelto) lotta da otto anni per ottenere la verità e la giustizia su un gravissimo reato che ha trovato il coraggio di denunciare solo dopo molti anni: pedofilia da parte di don Silverio Mura, ex parroco di Ponticelli, che era il suo insegnante di religione. Otto anni fa, insieme a Rete L’abuso, denunciò di essere stato ripetutamente violentato quando aveva solo 13 anni e per molto tempo. I reati sono prescritti dal punto di vista penale, vi è un procedimento civile in corso e già un’indagine interna è stata chiusa senza nulla di fatto.  L’indagine solo recentemente è stata riaperta per volontà di Santa Sede. In più, Don Mura è stato trasferito nel comune lombardo di Montù Beccaria (Pavia), dove era con un falso nome da due anni, ed era persino a contatto con i bambini facendo loro il catechismo. Dopo lo scandalo, documentato da Fanpage.it, il religioso è sparito. Non si sa dove sia.

    Diego ha ottenuto, dopo molto tempo, un incontro con la Curia e con il cardinale, l’arcivescovo Crescenzio Sepe. La Curia da un lato ha mostrato una certa disponibilità a fare finalmente luce sul caso, dall’altro nega ogni responsabilità sulle indagini precedenti e su don Silverio Mura ha dato una risposta sibillina: “E’ andato via? Non disponiamo noi dove sia”, ha detto a Diego il cancelliere, padre Luigi Ortaglio, lasciando intendere che le autorità vaticane se ne stiano occupando più direttamente.  E, di fronte alle insistenze su dove in effetti sia e se sappiano dove sia andato, non c’è stata risposta. Il caso di Diego è stato già chiuso senza esito una volta. Padre Ortaglio, vicario giudiziale aggiunto del tribunale ecclesiastico, gli ha detto: “Sono entrato nel caso nel 2014, ma su don Mura non ci sono mai state calunnie o chiacchiere, c’è stata una levata di scudi a favore di don Silverio”.

    L’indagine non ha portato a nulla nonostante, però, in un video registrato da Diego, faccia a faccia con quello che ha denunciato come il suo aguzzino, il religioso non nega di aver abusato di lui quando era solo un bambino, anzi gli chiede cosa voglia e gli consiglia di recitare l’Ave Maria. Negli anni, altre vittime hanno denunciato all’opinione pubblica e testimoniano in un procedimento civile aperto contro don Mura per pedofilia e don Ortaglio per presunto insabbiamento dell’indagine ecclesiastica, ma non alla Curia di Napoli, proprio per le vicende alterne vissute da Diego Esposito dopo la sua denuncia, compresa la divulgazione da parte della Curia del suo nome e cognome vero e la perdita del lavoro. C’è stata anche una perizia psichiatrica su Diego, che ora emerge essere stata richiesta dal Vaticano, che si è svolta in maniera strana, con il medico che chiedeva spesso a Diego “come mai avesse accettato un invito a casa da parte del religioso”, a soli 13 anni. Inoltre, sempre Diego aveva offerto all’indagine previa della Diocesi di Napoli un dettaglio intimo relativo all’organo sessuale del prelato in questione, che – presumibilmente – solo chi può aver avuto un contatto sessuale con lui può conoscere. Gli è stato risposto, però, che quel dettaglio imbarazzante relativo al suo organo sessuale “potrebbe essere emerso anche in una confidenza fatta da Don Mura a degli amici della parrocchia”.

    La nuova indagine – Recentemente, l’indagine è stata riaperta su impulso della Santa Sede. Adesso, però, alla Curia non basta la testimonianza di Diego e, di fronte alle nuove vittime intervistate anche dalla stampa, chiede che vadano a denunciare all’autorità ecclesiastica. L’avvocato Carlo Grezio, che assiste Diego e anche le nuove vittime, risponde però: “La Curia sa di chi si tratta perché sono testimoni nel processo civile, hanno paura di rivolgersi all’istituzione ecclesiastica visto quello che è accaduto con il caso di Diego”.

    https://napoli.fanpage.it/pedofilia-silenzio-su-don-mura-la-curia-scomparso-non-disponiamo-noi-dove-sia/

  • Pedofilia. Diego incontra Sepe e rilancia: “Se don Silverio non è pedofilo mi denunci” (di G. Cesareo)

    Pedofilia. Diego incontra Sepe e rilancia: “Se don Silverio non è pedofilo mi denunci” (di G. Cesareo)

    In seguito al comunicato del 7 aprile scorso della Curia di Napoli, che ufficializzò la riapertura delle indagini ecclesiastiche, da parte di Papa Francesco, sui presunti casi di pedofilia a carico di don Silverio Mura, e quello emesso successivamente per chiedere un “aiuto” sulle indagini, invitando altre vittime a farsi avanti e denunciare, arrivò l’indignazione delle stesse vittime e in particolare di Diego Esposito, primo accusatore proprio di don Silverio, che considerò il secondo comunicato come una sorta di smacco, delegittimizzazione delle accuse e delle prove fornite alla diocesi partenopea.

    Lo stesso Diego, insieme a sua moglie, nel pomeriggio di ieri è stato ricevuto dal card. Crescenzio Sepe e dal cancelliere diocesano padre Luigi Ortaglio. In un incontro molto cordiale, di circa un’ora, Diego ha ribadito le sue accuse, ponendo ai suoi interlocutori diverse domande sulle indagini e l’operato della Curia.

    Questo il suo racconto dell’incontro al Faro di Roma: “Devo dire subito che l’incontro è stato cordiale e che il cardinale è stato molto disponibile e gentile, ma le risposte che mi sono state date non sono state quelle che mi aspettavo. Ho confermato le mie accuse a don Silverio, ribadendo la veridicità delle prove che gli ho fornito, ma dalle risposte che mi sono state date era evidente che si stavano arrampicando sugli specchi. Anzi, a più riprese mi hanno detto che la colpa è di Roma, della Congregazione per la dottrina della fede che non avrebbe accolto la documentazione da loro fornita”.

    “Sono stati in silenzio – ha continuato – quando gli ho chiesto dell’andamento delle indagini e se dalle visite mediche erano riusciti a verificare i particolari intimi di don Silverio, forniti da me all’atto della denuncia. Poi, hanno sostenuto di non sapere dove sta don Silverio in questo momento e che se all’epoca ha cambiato il nome è stata una scelta personale del sacerdote per i suoi precedenti. Io ho consegnato anche due lettere di alcune mamme preoccupate e che vogliono chiarezza su questa storia perchè hanno paura per i loro figli”.

    Diego, poi, è tornato sulla richiesta della testimonianza di nuove vittime: “Mi è stato chiesto di portare altre vittime a testimoniare. Questo significa che tutto quello che ho subito e sto subendo non serve a nulla. Ripeto, il cardinale è stato molto disponibile, ma se non gli bastano queste prove che già ha in mano non so cosa altro possa servire. A tratti, almeno secondo una mia sensazione, mentre parlavo, mi ha dato anche l’impressione di non conoscere tutta la mia vicenda, ma la cosa mi sembra molto strana visto che ormai questa lotta dura da otto anni”.

    Allo stesso Sepe, Diego, ha lanciato il suo appello: “Ho detto al cardinale che se don Silverio non è un pedofilo mi deve denunciare, così davanti ad un giudice, in una causa penale, potrò dimostrare finalmente che ciò che dico è vero. Sono anni che lo denuncio pubblicamente. Un’altra persona se ne sarebbe risentita e mi avrebbe denunciato, ma lui non ha mai fatto nulla, ha pensato sempre e solo a scappare”.

    “Con il cardinale – ha concluso Diego – si è parlato di ulteriori incontri, ma non è stata fissata nessun’altra data. Io attenderò ancora qualche giorno, poi valuterò la possibilità di andare a Roma e iniziare uno sciopero della fame, fino a quando non sarò ricevuto dal Papa, l’unico che secondo me può far luce sulla questione”.

    Giuseppe Cesareo

  • Napoli, prete accusato di pedofilia trasferito al Nord con un nome falso: “Faceva catechismo ai bimb

    Napoli, prete accusato di pedofilia trasferito al Nord con un nome falso: “Faceva catechismo ai bimb

    La “rivolta” delle mamme di Montù Beccaria, in provincia di Pavia, contro don Silverio Mura, ex parroco di Ponticelli accusato di pedofilia da Diego Esposito e altre vittime. E’ passato molto tempo dai fatti e i reati sono prescritti, tuttavia è in  corso un procedimento civile. La Chiesa di Napoli aveva archiviato il caso, recentemente riaperto dal Vaticano. Intanto, però, nonostante le pesanti accuse e anche le “prove” a supporto portate da Diego Esposito, tra le quali un video nel quale il prete non smentisce di aver abusato di lui da bambino, il caso resta senza giustizia e don Mura, fino a qualche mese fa, si trovava ad amministrare i sacramenti e persino a fare catechismo ai bambini sotto falso nome, nel comune in provincia di Pavia. Dopo aver scoperto l’inganno, don Mura si è allontanato da lì ma non si sa dove sia. La lettera delle madri alle istituzioni ecclesiastiche, tra le quali proprio la Curia di Napoli, chiede proprio perché ci sia questa protezione verso questo religioso e si chiede dove sia adesso.

  • IL CASO DON SILVERIO MURA E I PRESUNTI ABUSI SESSUALI SU MINORI FINISCE SU ‘CHI L’HA VISTO?’

    IL CASO DON SILVERIO MURA E I PRESUNTI ABUSI SESSUALI SU MINORI FINISCE SU ‘CHI L’HA VISTO?’

    di Arnaldo Capezzuto

    Finalmente “Chi l’ha visto”, la trasmissione di Raitre, condotta da Federica Sciarelli, si occuperà nuovamente del caso di Diego Esposito, (nome di fantasia) che all’età di 13 subì una serie di presunte violenze sessuali da parte di un parroco del quartiere Ponticelli.

    Dopo domani, mercoledì  10 maggio alle ore 21 andrà in onda all’interno della trasmissione un servizio giornalistico incentrato sul mistero di  Don Silverio Mura che a seguito di denunce e segnalazioni viene ‘parcheggiato’ in un convento del Pavese.

    Questo è quello che ufficialmente hanno sempre sostenuto ai piani alti della Curia Arcivescovile di Napoli, in realtà, Don Silverio Mura cambia nome in Don Saverio Aversano e come nulla fosse s’insedia in una parrocchia di Montù Beccaria, un piccolo centro del Pavese.

    Il sacerdote – sospettato – di presunti abusi sessuali avvenuti sul finire degli anni Ottanta, in una cheisa di Pnticelli a Napoli, ai danni di due minori non solo celebra messa ma indisturato impartisce lezioni di catechismo frequentato da 40 bambini.

    Il caso esplode quando è la stessa vittima Diego Esposito a rivolgersi direttamente al Santo Padre dopo che largo Donnaregina per mesi ha tenuto la denuncia chiusa a doppia mandata nel cassetto della scrivania arcivescovile.

    E Papa Francesco non lo delude e ordina la riapertura del caso incaricando la Congregazione Dottrina della Fede di procedere a tutti gli adempimenti con l’affidamento alla Diocesi di Napoli di effettuare un’indagine seria, puntuale e circostanziata.

    Una storia sepolta nel passato che poi il ragazzo diventato maggiorenne ha deciso di portare alla luce. Diego non è il solo, pare che altri due ragazzi subirono le attenzione del prete.

    Non si è trattato solo di presunti abusi ma da quando emerge da altri atti depositati presso l’avvocato Carlo Grezio, il parroco avrebbe: “Dato incarico almeno due volte a settimana di trasportare con la sua bicicletta, una cartella o uno zaino a Pollena Trocchia presso delle case o dei circoli e gli diceva che contenevano bibbie o libri del catechismo. Ebbe modo di fermarsi durante il percorso verso i luoghi di destinazione delle cartelle e di constatare che contenevano armi (pistole automatiche e revolver) chiuse in asciugamani a mò di pacchettini e confezioni di sostanze stupefacenti”.

    Vicende gravissime, inquietanti che non hanno visto una reazione decisa da parte del cardinale Crescenzio Sepe anzi dai vertici della Curia partenopea l’atteggiamento è stato incerto, titubante e volto alla sottovalutazione.

    Grazie al clamore mediatico poi si scoprirà che Don Silverio Mura alias Don Saverio Aversano insegna catechismo ai bambini, anima iniziative e celebra messa.

    A caricare un peso da novanta ci pensa la trasmissione televisiva de ‘Le Iene’ con Paolo Trincia che accende la telecamera sul caso. Il parroco scompare.

    Dal 7 marzo la piccola parrocchia del Pavese, infatti, non ha più il parroco titolare. Le domande sono molte e inquietanti.

    E lo stesso Trincia che chiede al cardinale Sepe ed a Luigi Ortaglio, il cancelliere arcivescovile, che un anno fa inserì nel comunicato di trentadue righe che contestava le accuse di avere protetto Silverio Mura per ben otto volte per intero il nome vero di Diego Esposito: “Lei sapeva che, invece, di essere chiuso in un convento, in una casa per questi casi qua, in realtà stava in una scuola?”.

    Ortaglio nega e Trincia gli fa ascoltare l’audio delle sue dichiarazioni. Il cancelliere quel punto commenta con distacco : “Con la bocca si può dire quello che si vuole”.

    Le telecamere di ‘Chi l’ha visto’ sono andate proprio nel piccolo comune del Pavese per intervistare le mamme dei bambini che hanno svolto il catechismo  con Don Silverio Mura alias Don Saverio Aversano e parlare con il primo cittadino. Tante le cose che non sono chiare in questa storiaccia.

    Intento la Diocesi di Napoli lancia un appello alla comunità partenopea di segnalare quei sacerdoti che non si comportano bene e di aiutare la chiesa a ripulirsi. Iniziativa estemporanea perchè proprio il cardinale Crescenzio Sepe in procinto di una proroga papale del suo mandato, sulla questione si è rivelato troppo conciliante per usare un eufemismo.

    http://il24.it/caso-don-silverio-mura-presunti-abusi-sessuali-minori-finisce-lha-visto/

  • Napoli, prete accusato di pedofilia trasferito al Nord con un nome falso: “Faceva catechismo ai bimbi”

    Napoli, prete accusato di pedofilia trasferito al Nord con un nome falso: “Faceva catechismo ai bimbi”

    La “rivolta” delle mamme di Montù Beccaria, in provincia di Pavia, contro don Silverio Mura, ex parroco di Ponticelli accusato di pedofilia da Diego Esposito e altre vittime. E’ passato molto tempo dai fatti e i reati sono prescritti, tuttavia è in  corso un procedimento civile. La Chiesa di Napoli aveva archiviato il caso, recentemente riaperto dal Vaticano. Intanto, però, nonostante le pesanti accuse e anche le “prove” a supporto portate da Diego Esposito, tra le quali un video nel quale il prete non smentisce di aver abusato di lui da bambino, il caso resta senza giustizia e don Mura, fino a qualche mese fa, si trovava ad amministrare i sacramenti e persino a fare catechismo ai bambini sotto falso nome, nel comune in provincia di Pavia. Dopo aver scoperto l’inganno, don Mura si è allontanato da lì ma non si sa dove sia. La lettera delle madri alle istituzioni ecclesiastiche, tra le quali proprio la Curia di Napoli, chiede proprio perché ci sia questa protezione verso questo religioso e si chiede dove sia adesso.

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