Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Processo Suor Soledad: la suora sarà risarcita

    Processo Suor Soledad: la suora sarà risarcita

    La monaca otterrà 60mila euro per ingiusta detenzione

    VALLO DELLA LUCANIA. Suor Soledad ha ottenuto risarcimento danni per oltre 60mila euro per ingiusta detenzione. Lo ha deciso la Corte di Appello di Salerno. La religiosa, che è ritornata in Perù, era difesa dall’avvocato Vincenzo Cannavacciuolo. Era accusata di molestie sessuali su 40 bambini che frequentavano l’asilo Santa Teresa di Vallo della Lucania. Il processo penale si è chiuso con la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di Appello di Salerno contro cui il Procuratore generale non ha presentato ricorso in Cassazione.

    Il Tribunale di Vallo della Lucania inizialmente aveva condannato suor Soledad, alla pena di anni 8 di reclusione, ed ad un anno e mesi 4 di reclusione le altre due suore accusate di favoreggiamento. Poi in appello la svolta con l’assoluzione degli accusati.

    Suor Soledad, una giovine novizia, verso la quale erano state mosse le accuse, era stata sottoposta alla custodia cautelare in carcere per dieci giorni ed agli arresti domiciliari per quasi un anno. Nel periodo di detenzione le autorità procedenti ebbero a negarle anche il permesso di recarsi a Messa il giorno della domenica.

    Intanto prosegue il processo civile dopo il ricorso presentato dagli avvocati Felice Lentini e Carlo Di Ruocco, legali delle famiglie dei bambini. Il 4 ottobre l’udienza.

    https://www.infocilento.it/2019/07/04/processo-suor-soledad-la-suora-sara-risarcita/amp/?fbclid=IwAR0rdsDV6-xk5OoMPpTZAlQ7QI8FRxGhba8EenKssJsN2Wo0m6JR8QoszVw

  • Vallo, caso Suor Soledad. Depositate le motivazioni della Cassazione.

    Vallo, caso Suor Soledad. Depositate le motivazioni della Cassazione.

    Sono state depositate nei giorni scorsi le motivazioni della Cassazione sul caso degli abusi sessuali su minori avvenuti all’asilo di Vallo della Lucania. Una dura critica alle decisioni prese in Appello, dove vennero assolti tutti gli imputati con il Procuratore Generale che rinunciò a presentare ricorso in Cassazione ponendo fine così per sempre al processo penale.  La Suprema Corte nell’aprile 2017 riaprì i giochimper le tre consorelle coinvolte, annullando la decisione della Corte d’Appello di Salerno e inviando nuovamente la questione ad essa ma solo per gli interessi civili, e  sancì l’uscita definitiva dal processo del muratore e del fotografo, finiti loro malgrado al centro del secondo filone dell’inchiesta. Ora sono state rese note le motivazioni di questa decisione. La Cassazione già nel pronunciare un anno fa il proprio giudizio definì la sentenza di secondo grado scialba. “Nelle motivazioni  – ha detto oggi uno dei legali delle parti civili, l’avvocato Domenico Del Gaudio- la Suprema Corte ha evidenziato che questo è un caso in cui lo Stato italiano ha rinunciato a perseguire penalmente gli imputati. Se avessero impugnato la sentenza della Corte d’Appello, le cose sarebbero andate diversamente. Un comportamento inspiegabile quello tenuto dallo Stato che emerge anche dalle motivazioni della Cassazione” . La riflessione della Suprema Corte sulla vicenda è stata pubblicata sulla rivista seguita dai cassazionisti “Il Quotidiano Giuridico”, dove è stata diffusa, con i relativi omissis, l’intera sentenza che ripercorre tutta la vicenda con i suoi particolari, soltanto in parte emersi pubblicamente in tutti questi anni.

    Daria Scarpitta

    http://www.105tv.it/web/cronaca/10724-vallo,-caso-suor-soledad-depositate-le-motivazioni-della-cassazione.html

  • Tutti assolti nel caso Suor Soledad: attesa Cassazione su ricorso contro sentenza di appello

    Tutti assolti nel caso Suor Soledad: attesa Cassazione su ricorso contro sentenza di appello

    A breve – nella giornata di lunedì 10 aprile – la decisione della Cassazione sul ricorso delle parti civili contro la sentenza della Corte d’appello di Salerno che ha assolto tutti gli imputati coinvolti nel processo di Suor Soledad. I genitori dei bambini credono alle violenze sessuali nell’asilo gestito dalle suore a Vallo della Lucania. E su questa ipotesi è stato formulato il ricorso in Cassazione dalle parti civili contro l’assoluzione degli imputati da parte dei giudici per insussistenza del fatto.

    La vicenda risale al 2006 quando l’asilo ‘Paolo VI’ venne travolto da un’inchiesta per pedofilia. Coinvolta Suor Soledad, la novizia peruviana Carmen Soledad Bazan Verde, il muratore Aniello La Bruna (presunto fidanzato di Soledad) e il fotografo Antonio Rinaldi, accusato di foto pedopornografiche. Poi accusate anche le consorelle Agnese Cafasso e Giuseppina De Paola, per favoreggiamento. La Bruna e Rinaldi sono stati assolti già in primo grado dal tribunale di Vallo della Lucania, che ha invece condannato a 8 anni suor Soledad per pedofilia e a 16 mesi le consorelle.

    A marzo scorso la sentenza d’appello ha, invece, assolto tutti perchè «il fatto non sussiste».  Ma nelle motivazioni arrivate dopo 90 giorni, gli stessi giudici sospettano che i bambini abbiano potuto subire dei maltrattamenti.

    http://www.giornaledelcilento.it/it/10_04_2017_tutti_assolti_nel_caso_suor_soledad_attesa_cassazione_su_ricorso_contro_sentenza_di_appello_38708.html#.WOufoojyi71

  • Suor Soledad: Cassazione accoglie ricorsi solo contro la novizia e le suore

    Suor Soledad: Cassazione accoglie ricorsi solo contro la novizia e le suore

    La Corte d’appello di Salerno deve riesaminare la questione, sollevata dalla difesa delle parti civili, sul processo relativo al caso di Suor Soledad. Lo ha stabilito la Corte suprema, che, dopo una camera di consiglio svolta lunedì, ha annullato con rinvio alla Corte d’appello per gli interessi civili limitatamente ai reati di violenza sessuale contestati a Suor Soledad e favoreggiamento alle due consorelle. Rigettati invece i ricorsi contro La Bruna e Rinaldi, fuori definitivamente dal processo già assolti con formula piena in Appello.

    Bisognerà attendere il deposito delle motivazioni per capire quali siano i perché che hanno convinto la Suprema Corte ad accogliere i ricorsi delle parti civili e quali siano dunque i punti da chiarire. I fatti risalgono al 2006 quando l’asilo ‘Paolo VI’ venne travolto da un’inchiesta per pedofilia. Coinvolta Suor Soledad, la novizia peruviana, il muratore Aniello La Bruna (presunto fidanzato di Soledad) e il fotografo Antonio Rinaldi, accusato di foto pedopornografiche. Poi accusate anche le consorelle Agnese Cafasso e Giuseppina De Paola, per favoreggiamento. La Bruna e Rinaldi sono stati assolti già in primo grado dal tribunale di Vallo della Lucania, in Appello, e ora in via definitiva, mentre in primo grado erano state condannate a 8 anni suor Soledad per pedofilia e a 16 mesi le consorelle, poi assolte dalla corte d’appello.

    L’annullamento con rinvio della Cassazione ora riapre il caso. Per saperne di più, occorre attendere il deposito delle motivazioni del verdetto emesso nel pomeriggio di oggi. Il caso si chiude definitivamente solo per La Bruna e Rinaldi. «La Corte Suprema ha rigettato i ricorsi contro un umile lavoratore, Aniello La Bruna, proposti sebbene nei suoi confronti fosse già stata pronunciata una doppia sentenza di assoluzione dei giudici di merito – ha commentato il legale, l’avvocato Franco Maldonato – Si chiude così una vicenda che non avrebbe dovuto mai aprirsi e che ha provocato dolori insanabili e danni non ristorabili, anche per effetto della risonanza assicurata da un sistema d’informazione non consapevole del proprio ruolo».

    http://www.giornaledelcilento.it/it/10_04_2017_suor_soledad_cassazione_accoglie_ricorsi_solo_contro_la_novizia_e_le_suore_38729.html#.WOvXSIjyi71

  • Suor Soledad, i perché della sentenza: «Indagini non approfondite, mistero su dettagli sessuali conosciuti dai bambini»

    Suor Soledad, i perché della sentenza: «Indagini non approfondite, mistero su dettagli sessuali conosciuti dai bambini»

    I giudici della Corte d’appello hanno assolto con formula piena tutti gli imputati coinvolti nel processo sui presunti abusi sessuali ai danni dei piccoli alunni dell’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania. Ma nelle motivazioni della sentenza, arrivate dopo 90 giorni, gli stessi giudici sospettano che i bambini abbiano potuto subire dei maltrattamenti. Principale coinvolta e indagata suor Soledad, una novizia peruviana all’anagrafe Carmen Soledad Bazan Verde, accusata di aver abusato di oltre quaranta bambini di età dai 3 ai 5 anni dell’asilo gestito dalle religiose dell’ordine di Santa Teresa del Bambino Gesù, poi due suore accusate di favoreggiamento, e in un secondo filone d’inchiesta indagati anche il muratore Aniello La Bruna (ritenuto il presunto fidanzato di suo Soledad) e il fotografo Antonio Rinaldi. Questi ultimi erano stati già assolti in primo grado da Tribunale di Vallo che invece aveva condannato la suora a 8 anni e a 16 mesi le due consorelle, Agnese Cafasso e Giuseppina De Paola. Presunti abusi a Vallo della Lucania: assolta Suor Soledad e tutti gli imputati.

    La Corte d’appello di Salerno ha dunque accolto la richiesta del procuratore generale Maddalena Russo, che aveva chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati. Ma forse qualcosa in quell’asilo è successo. Lo ipotizzano gli stessi giudici nelle motivazioni della sentenza depositata nei giorni scorsi. Nello specifico – scrivono – alla luce dell’intero compendio probatorio dei medici si ritiene che nessun abuso di natura sessuale sia stato commesso all’interno dell’asilo dalla suora e che le prove portino ad escludere la sussistenza del reato di atti sessuali ai danni dei piccoli alunni dell’istituto – ma non esclude che – le attività investigative hanno compromesso la possibilità di accertare in modo obiettivo e sereno i fatti verificatisi, che al più si concretano in ipotesi di maltrattamenti (reato che però ormai sarebbe prescritto in ragione della data dei fatti e del tempo trascorso.

    Sul secondo filone i giudici sottolineano «che in assenza di altri elementi di prova da porre a riscontro dei fatti (intercettazioni, reperimento dei reperti fotografici e audiovisivi) le testimonianze indirette dei minori sono assolutamente inidonee a comprovare i reati». I giudici poi ipotizzano che all’origine delle testimonianze rese dai bambini possano esserci «l’involontario stimolo al racconto proveniente dalle persone che circondavano i minori, il condizionamento generato sulla psiche di questi ultimi dal clamore provocato dalle investigazioni e il desiderio – scrive il collegio – ben comprensibile di un bimbo giovanissimo di continuare ad ottenere dai genitori le cure e il trattamento oltremisura affettuoso ricevuto con ogni probabilità nel trimestre precedente».

    Nelle motivazioni i giudici però «bacchettano» gli inquirenti sia per il primo che per il secondo filone d’indagine. «La presenza di un quadro dichiarativo di tale complessità avrebbe reso necessario l’esperimento di un nuovo incidente probatorio e ciò allo scopo di operare con l’ausilio di esperti, l’opportuna depurazione delle dichiarazioni dei minori e di far affiorare la realtà se esistente dei fatti da essi narrati», scrivono e aggiungono: «Una operazione possibile solo se posta in essere tempestivamente ossia nella fase delle indagini preliminari, nei modi opportuni e con l’ausilio di qualificati psicologi dell’età evolutiva. Rimane il mistero su come i minori (nello specifico tre) abbiano potuto conoscere in modo dettagliato determinate pratiche sessuali. Nei loro racconti i tre minori hanno fatto riferimento a scene di esplicito tenore pornografico» e qui il riferimento a quanto raccontato dai bambini su «scene di sesso orale e pipì sul seno».

    http://www.giornaledelcilento.it/it/suor_soledad_i_perche_della_sentenza_indagini_non_approfondite_mistero_su_dettagli_sessuali_conosciuti_dai_bambini.html#.V19xUvmLTIX

  • Suor Soledad, l’accusa dei giudici «Le indagini furono sbagliate»

    Suor Soledad, l’accusa dei giudici «Le indagini furono sbagliate»

    VALLO DELLA LUCANIA. Forse qualcosa di increscioso è davvero accaduto nell’asilo “Paolo VI” che nel 2006 fu travolto da un’inchiesta per pedofilia. Lo ipotizzano gli stessi giudici della Corte d’appello che per quell’accusa hanno assolto con formula piena tutti gli imputati e che però, nelle motivazioni della sentenza depositate ieri, avanzano il sospetto di maltrattamenti. Sposano così la tesi del sostituto procuratore generale Maddalena Russo, che nel chiedere per tutti l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”, accusava gli inquirenti di aver tralasciato altre piste per seguire quella «a senso unico» degli abusi sessuali. Una censura che la Corte d’appello (presidente Claudio Tringali, a latere Silvana Clemente e Massimiliano De Simone) non fa mistero di condividere scrivendo che «le attività investigative, condotte in seguito alle denunce presentate (senza tenere conto della particolare condizione in cui versavano i minori, particolarmente vulnerabili ed altamente suggestionabili per la tenera età) hanno compromesso la possibilità di accertare in modo obiettivo e sereno i fatti verificatisi, che al più si concretano in ipotesi di maltrattamenti (reato che sarebbe oramai prescritto in ragione della data dei fatti e del tempo trascorso)». Insomma indietro non si torna, e ai genitori dei bambini che ancora credono alle violenze sessuali non resta che il ricorso in Cassazione su questa ipotesi, senza che sia più possibile un’imputazione alternativa.

    Tutto è iniziato dieci anni fa, quando trenta genitori si rivolsero alla Procura di Vallo della Lucania per denunciare gli abusi sessuali di cui sarebbero stati vittima i figli, bambini tra i 3 e i 5 anni che frequentavano l’asilo gestito dalle suore. Le indagini furono seguite dal procuratore Alfredo Greco, si disposero perizie, sopralluoghi, arrivarono i Ris di Parma e criminologi di fama nazionale. Da principio fu coinvolta soltanto suor Soledad, alias la novizia peruviana Carmen Soledad Bazan Verde, poi due suore accusata di averla coperta e infine, in una seconda fase, il muratore Aniello La Bruna (presunto fidanzato di Soledad) e il fotografo Antonio Rinaldi, che si accusava di foto pedopornografiche. Gli ultimi due sono stati assolti già in primo grado dal Tribunale di Vallo della Lucania, che ha invece condannato a 8 anni suor Soledad per pedofilia e a 16 mesi le consorelle Agnese Cafasso e Giuseppina De Paola, accusate di favoreggiamento perché avrebbero saputo ed erano rimaste in silenzio.

    A marzo la sentenza d’appello ha invece assolto tutti per insussistenza del fatto («Si rende giustizia a persone che erano state dipinte come mostri» dichiarò l’avvocato Franco Maldonato che difende La Bruna) e ieri le motivazioni hanno riproposto le “bacchettate” agli inquirenti sia nella prima fase dell’indagine che in quella seguente, quando alcuni bimbi iniziarono a parlare del muratore e del fotografo arricchendo i racconti di particolari fantastici come la presenza di indiani e la casa che scompariva. «La presenza di un quadro dichiarativo di tale complessità – scrivono i giudici – avrebbe reso necessario l’esperimento di un nuovo incidente probatorio, e ciò allo scopo di operare, con l’ausilio di esperti, l’opportuna depurazione delle dichiarazioni dei minori e di far affiorare la realtà, se esistente, dei fatti da essi narrati». E, visto che visioni sessuali emergevano, «sarebbe stato opportuno tentare di investigarne l’origine in altri ambienti extrafamiliari frequentati dai minori».

  • Asilo di Vallo, verdetto choc: niente abusi sui bimbi, tutti assolti

    Asilo di Vallo, verdetto choc: niente abusi sui bimbi, tutti assolti

    Vallo della Lucania. Assoluzione per tutti gli imputati perché il fatto non sussiste. Colpo di scena nel processo di appello sui presunti abusi all’istituto Santa Teresa di Vallo della Lucani. La Corte d’Appello presieduta da Claudio Tringali, con la sentenza emessa ieri pomeriggio, ha assolto con formula piena la suora Bazan Verde Carmen Soledad, accusata di molestie sessuali su oltre 40 bambini che frequentavano la scuola religiosa, e le due consorelle suor Agnese e suor Romana accusate di favoreggiamento. Sono stati altresì assolti tutti gli altri imputati, già assolti in primo grado, tra cui il fotografo Antonio Rinaldi (difeso dall’avvocato Gaetano Di Vietri) e il muratore Aniello Labruna (difeso dall’avvocato Franco Maldonato).

    Il tribunale di Vallo tre anni fa aveva condannato suor Soledad ad 8 anni di reclusione, e ad un anno e 4 mesi le altre due suore. Tutti assolti ora, perché il fatto non sussiste. La Corte d’Appello ha rigettato l’appello della Procura generale e delle parti civili e le ha condannate al pagamento delle spese processuali.
    Si chiude così, a distanza di quasi dieci anni, una vicenda che ha sconvolto la comunità cilentana.

    http://www.ilmattino.it/salerno/asilo_di_vallo_verdetto_choc_niente_abusi_sui_bimbi-1604610.html

  • Processo suor Soledad: la sentenza nei prossimi giorni

    Processo suor Soledad: la sentenza nei prossimi giorni

    La prossima settimana potrebbero arrivare le sentenze del processo suor Soledad.

    Sembra giunto al termine, dopo quasi dieci anni, il processo Suor Soledad, la suora condannata a sei anni in primo grado per presunti abusi sui bambini dell’istituto Santa Teresa di Vallo della Lucania. Il prossimo 20 novembre, infatti, dovrebbe tenersi l’ultima udienza del processo d’appello ed il 27 novembre potrebbe giungere la sentenza.

    I fatti risalgono al 2006. Il 17 giugno la suora di origine peruviana venne arrestata mentre era in partenza dall’aeroporto di Fiumicino. Fu accusata di abusi sessuali su alcuni bambini dai 3 ai 5 anni. Il 29 maggio del 2006 i genitori dei piccoli denunciarono in Procura casi di violenza sessuale.

    In primo grado, nel 2012, Carmen Soledad Bazan Verde, che intanto ha deciso di spogliarsi e non essere più una suora e di  far ritorno in Perù, fu condannata a sei anni. Il processo d’appello, invece, stava per concludersi la scorsa primavera ma dopo due anni di dibattimenti è dovuto ricominciare da zero. Nell’ultima udienza, infatti, il presidente del collegio giudicante Claudio Tringali comunicò ai presenti che il processo sarebbe dovuto ricominciare con una nuova composizione del collegio giudicante. Ciò per la presunta posizione di incompatibilità di uno dei giudici a latere, Vincenzo Pellegrino, che si era già occupato della vicenda nel 2006 quando da componente del collegio giudicante presso il tribunale del riesame rigettando la richiesta della difesa di Soledad confermava la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico della monaca peruviana.

    La prossima udienza, stavolta, potrebbe essere davvero l’ultima. Oltre a Suor Soledad, in primo grado furono condannate a sedici mesi per favoreggiamento anche due consorelle.

    http://www.infocilento.it/2015/11/18/processo-suor-soledad-la-sentenza-nei-prossimi-giorni/

  • Stop al processo per gli abusi all’asilo. L’ira delle famiglie.

    Stop al processo per gli abusi all’asilo. L’ira delle famiglie.

    Doveva essere il giorno della sentenza. E’ diventato il giorno della rabbia, per un errore che porta indietro di un anno le lancette del processo sugli abusi sessuali nell’asilo “Paolo VI” di Vallo della Lucania, passando un colpo di spugna su tutte le udienze del giudizio di appello. Lo stop arriva percgè a discussione conclusa, ci si accorge che uno dei giudici che compongono la Corte è incompatibile, in quanto membro del collegio di Riesame che nel luglio del 2006 ha deciso sulla misura cautelare per suor Soledad, la principale accusata delle violenze sui bimbi.

    Sono passate da poco le 13 quando il presidente Claudio Tringali lo annuncia alle parti: “L’avvocato Felice Lentini parte civile, mi ha presentato la circostanza in via informale. Ho acquisito il provvedimento del Riesame e ho verificato che l’informazione è giusta”.

    Inevitabile la trasmissione dei documenti al primo presidente della Corte d’appello, che deciderà sulla nuova composizione del collegio. In caso contrario la sentenza avrebbe corso il rischio di un annullamento in Cassazione e per il giudice incompatibile , Vincenzo Pellegrino, sarebbe potuto scattare un provvedimento disciplinare.

    Nel formalizzare l’astensione Pellegrino avverte il dovere di giustificarsi: “Non essendo stato relatore non avevo copia del provvedimento del Riesame e non ne conservavo alcuna memoria”.  Dai banche delle difese si alza una levata di scudi in suo favore, per evidenziare che nessuno ha messo in dubbio la sua correttezza.

    Ma il clima è teso , e le frizioni divampano tra difensori e parti civili. Per la nuova prima udienza di appello si slitta al 21 luglio, con proseguo già fissato a settembre e la certezza di arrivare al 2016, visto che era il maggio del 2014 quando il processo bis è iniziato e il pg Maddalena Russo ha chiesto l’assoluzione per tutti.

    Tra i genitori in aula esplode la rabbia. C’è chi piange, chi inveisce, un papaà sbotta: “ E’ uno scandalo, una vergogna. Sono 9 anni che aspettiamo, parliamo di bambini e oggi la giustizia mi sta dicendo che questi bambini non li tutela”.

     

  • Processo d’Apello suor Soledad. Colpo di scena tutto da rifare

    Processo d’Apello suor Soledad. Colpo di scena tutto da rifare

    Colpo di scena : da rifare il procedimento di appello Soledad. Uno di sei giudici che componeva il collegio in appello, tale Pellegrino si era già espresso in precedenza in occasione del Riesame. Tutto da rifare. Prima udienza 21 luglio.

    http://www.retesette.tv/2015/03/processo-dapello-suor-soledad-colpo-di-scena-tutto-da-rifare/