Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: suor

  • Suor Kevin, sodomizzatrice esorcista, e i preti guardoni

    Suor Kevin, sodomizzatrice esorcista, e i preti guardoni

    Una giovane signora scozzese è rimasta tanto scossa dalle sevizie subìte quando era una bambina che ha trovato il coraggio di parlarne solo trent’anni dopo.

    La storia che Helen Holland ha raccontato ai giudici di Deveney è un susseguirsi ininterrotto di violenze sessuali allucinanti, che riportano la nostra mente agli orrori del Medio Evo.
    Per soddisfare le sue irrefrenabili pulsioni sadiche e nello stesso tempo le voglie insane dei suoi superiori, suor Kevin – riposta lo “Scotland on Sunday” – la svegliava all’alba, la legava alle gambe di un tavolo, le infilava la testa in un cappuccio, la costringeva a piegarsi in avanti e l sodomizzava con una spazzola per capelli, mentre urlava che doveva esorcizzarla, perché era posseduta da Satana.
    Le sue urla eccitavano i preti guardoni che, nascosti da un tendaggio, spiavano la voluttuosa scena. A quel punto la suora se ne andava, lasciandola alla loro mercé. Quindi rientrava quando tutto era finito per riempire la pancia della poveretta di calci e pugni a non finire, allo scopo di procurarle una emorragia e costringerla ad abortire.
    Una volta Helen si rivolse per aiuto al suo confessore, ma questi reagì coprendola di insulti. Venuta a conoscenza del fatto, la suora si vendicò, facendola stuprare dallo stesso confessore.
    Julie Bindel, fondatrice di “Giustizia per le donne”, ha dichiarato che la megera deve essere severamente punita, perché le sue vittime trovino il coraggio di farsi avanti e i loro aguzzini non sfuggano alla giustizia.
    I giudici sono convinti che le altre vittime di suor Kevin non tarderanno a denunciarla e che questo potrà avere un effetto domino nella regione.
    Il problema della sessualità morbosa del clero non riguarda solo i preti repressi in seminario o i Paesi troppo permissivi, ma la chiesa, in quanto istituzione che sta cominciando a pagare le terribili conseguenze degli errori che ha commesso in passato.

  • Anche le suore fanno coming out

    Anche le suore fanno coming out

    Una suora cattolica americana si è presentata spontaneamente in tribunale per denunciare un reato che aveva commesso quarant’anni prima.

    Per liberarsi del macigno che opprimeva la sua coscienza, suor Norma Giannini ha raccontato ai giudici del tribunale di Milwaukee che tra il 1960 e il 1968 aveva avuto frequenti rapporti sessuali con i ragazzi che frequentavano la scuola elementare adiacente al convento in cui viveva e che gli incontri si svolgevano dove capitava.
    Undici anni fa – riporta W.I.S.N., il foglio della emittente televisiva locale – la religiosa si era confidata con il titolare dell’arcidiocesi da cui dipendeva, ma questi si era limitato a proibirle di avere contatti con i bambini.
    Lo scorso anno tuttavia i giovani che erano stati precocemente avviati all’esperienza sessuale hanno deciso di denunciarla e il tribunale a cui si sono rivolti le ha contestato il reato di comportamento indecente con i minori.
    Dopo la deposizione, considerate le sue cattive condizioni di salute, i giudici le hanno concesso, dietro pagamento di una cauzione di 10.000 dollari, di tornare nella casa di cura dove era stata ricoverata.
    L’ondata di scandali che sta flagellando gli Stati Uniti senza sosta ha scosso i giudici, che, nel tentativo di evitare che il Paese ne venga travolto, hanno proclamato la tolleranza zero nei confronti di coloro che esercitano violenza sui minori. Se fosse riconosciuta colpevole, suor Norma rischierebbe pertanto una condanna tra i quindici e i venti anni di reclusione.
    A differenza che negli altri Paesi, dove esistono numerosi siti che denunciano la pedofilia delle suore, da noi persiste un certo pudore nel trattare un simile argomento. L’ultimo sondaggio sulla opportunità di punire i responsabili di un reato così obbrobrioso ricorrendo alla castrazione chimica ha raggiunto tuttavia il 92% dei consensi, segno che anche gli italiani pensano che sia stato stato superato il livello di guardia e che quindi la soluzione del problema non possa essere ulteriormente rinviata.

  • Suora pedofila confessa: Frequenti rapporti con bimbi delle elementari

    Suora pedofila confessa: Frequenti rapporti con bimbi delle elementari

    Una suora cattolica americana si è presentata spontaneamente in tribunale per denunciare un reato che aveva commesso quarant’anni prima.

    Per liberarsi del macigno che opprimeva la sua coscienza, suor Norma Giannini ha raccontato ai giudici del tribunale di Milwaukee che tra il 1960 e il 1968 aveva avuto frequenti rapporti sessuali con i ragazzi che frequentavano la scuola elementare adiacente al convento in cui viveva e che gli incontri si svolgevano dove capitava.

    Undici anni fa – riporta W.I.S.N., il foglio della emittente televisiva locale – la religiosa si era confidata con il titolare dell’arcidiocesi da cui dipendeva, ma questi si era limitato a proibirle di avere contatti con i bambini.
    Lo scorso anno tuttavia i giovani che erano stati precocemente avviati all’esperienza sessuale hanno deciso di denunciarla e il tribunale a cui si sono rivolti le ha contestato il reato di comportamento indecente con i minori.

    Dopo la deposizione, considerate le sue cattive condizioni di salute, i giudici le hanno concesso, dietro pagamento di una cauzione di 10.000 dollari, di tornare nella casa di cura dove era stata ricoverata.
    L’ondata di scandali che sta flagellando gli Stati Uniti senza sosta ha scosso i giudici, che, nel tentativo di evitare che il Paese ne venga travolto, hanno proclamato la tolleranza zero nei confronti di coloro che esercitano violenza sui minori. Se fosse riconosciuta colpevole, suor Norma rischierebbe pertanto una condanna tra i quindici e i venti anni di reclusione.

    A differenza che negli altri Paesi, dove esistono numerosi siti che denunciano la pedofilia delle suore, da noi persiste un certo pudore nel trattare un simile argomento. L’ultimo sondaggio sulla opportunità di punire i responsabili di un reato così obbrobrioso ricorrendo alla castrazione chimica ha raggiunto tuttavia il 92% dei consensi, segno che anche gli italiani pensano che sia stato stato superato il livello di guardia e che quindi la soluzione del problema non possa essere ulteriormente rinviata.

  • Perchè chiediamo la riduzione allo stato laicale di don Bruno Puleo

    Perchè chiediamo la riduzione allo stato laicale di don Bruno Puleo

    Da IMGPress – Il foglio elettronico
    (29/12/2006) – Il prete della Arcidiocesi di Agrigento che ha abusato di sette minori, fra cui Marco Marchese, lo abbiamo finalmente scovato.

    Si chiama don Bruno Puleo denunciato in Tribunale dove ha patteggiato la pena con 2 anni e 6 mesi e in sede civile dove deve rispondere della richiesta di un risarcimento di 65 mila euro per i danni procurati al giovane Marchese. Marchese ora ha 22 anni e studia Psicologia e deve dimenticare quel passato orribile vissuto nel Seminario minore vescovile di Favara dove, all’eta’ di 12 anni, in seconda media, venne abusato per la prima volta da don Puleo che era il suo educatore. Poi le violenze sessuali sono continuate fino a 16 anni.

    Abbiamo chiesto dove si trovasse questo prete e pensavamo che avesse abbandonato l’abito talare come prevede il Diritto Canonico e come la sua ammissione di colpevolezza davanti ai giudici avvenuta con il patteggiamento richiede. Anzi, nell’inchiesta i giudici hanno appurato che don Puleo, a suo tempo, aveva abusato di altri sei minori oltre all’ex seminarista Marchese.

    Ma questo ulteriore fatto non ha smosso neanche un po’ l’ anziano Arcivescovo di Agrigento mons. Carmelo Ferraro il quale ha allontanato don Puleo dalla Parrocchia della Trafigurazione di N.S.G.C. presso il Villaggio Giordano a Palma di Montechiaro per trasferirlo in un altro comune dell’agrigentino. Palma di Montechiaro (25 mila abitanti) fu fondata nel 1637 dal Principe Carlo Tomasi di Lampedusa, raggiunse il suo massimo splendore con il fratello duca Giulio, detto il ’Duca Santo’. Fino al 1812 – anno in cui vennero aboliti i diritti feudali in Sicilia – fu feudo dei Tomasi di Lampedusa che vi lasciarono tracce incancellabili in ogni campo della vita religiosa e culturale. A questa famiglia appartennero S. Giuseppe M. Tomasi, cardinale teatino, insigne per pietà e dottrina, e Suor M. Crocifissa della Consolazione, monaca del locale monastero morta nel 1699 in fama di santità. Nello scorso anno 1999 ne è stato celebrato il terzo centenario della morte con numerose manifestazioni religiose e culturali. Nel 1863 al nome Palma fu aggiunto l’appellativo ’di Montechiaro’ dal nome del vicino castello chiaramontano. Adesso, dopo lo scandalo, don Puleo e’ stato inviato nel Comune di Caltabellotta nella frazione di Sant’Anna (un paesino di 654 anime) nella Chiesa di San Pellegrino. C’e’ stata una retrocessione in un paesino di 654 anime: questa e’ la sanzione dell”Arcivescovo e poi stendere un velo pietoso sulle porcherie di don Puleo di cui ci sono le prove acclarate. Per mons. Ferraro e’ sufficiente trasferire il sacerdote da una parrocchia di prestigio ad una piccolissima in campagna. Poi passata la bufera e il periodo di penitenza, don Puleo ritornera’ in auge dopo il soggiorno a Caltabellotta comunità cristiana molto fiorente, come dimostrano i numerosi conventi, confraternite, chiese e opere d’arte, ma comune molto piccolo. Tra i personaggi illustri che vi operarono si possono ricordare il Beato Bernardo da Corleone, cappuccino, e il venerabile Padre Sebastiano Siracusa, carmelitano. La nostra posizione su don Puleo e’ identica a quella della Curia romana che nel 2002 fece questo documento che riportiamo integralmente: “Nei giorni 23-24 aprile 2002 si è svolto un incontro straordinario in Vaticano fra i Cardinali degli Stati Uniti, i responsabili della Conferenza Episcopale cattolica degli Stati Uniti e i capi di diversi uffici della Santa Sede sul tema dell’abuso sessuale di minori. I partecipanti desiderano anzitutto esprimere la loro unanime gratitudine al Santo Padre per le sue chiare indicazioni circa l’orientamento e l’impegno per il futuro. In comunione con il Papa, essi riaffermano alcuni principi basilari:
    1. L’abuso sessuale di minori è giustamente considerato un crimine dalla società ed è un terribile peccato agli occhi di Dio, specialmente quando è perpetrato da sacerdoti e da religiosi, la cui vocazione è di aiutare le persone a condurre una vita santa di fronte a Dio e agli uomini.
    2. È necessario manifestare alle vittime e alle loro famiglie un profondo senso di solidarietà, e provvedere ad una giusta assistenza affinché ritrovino la fede e ricevano cure pastorali.
    3. Anche se i casi di vera pedofilia da parte di sacerdoti e religiosi sono pochi, tutti i partecipanti hanno riconosciuto la gravità del problema. All’incontro, sono stati discussi i termini quantitativi del problema, dato che le statistiche al riguardo non sono molto chiare. Si è attirata l’attenzione sul fatto che quasi tutti i casi hanno visto coinvolti adolescenti, e pertanto non erano casi di vera pedofilia.
    4. Unitamente al fatto che non può essere scientificamente affermato un legame fra celibato e pedofilia, la riunione ha ribadito la validità del celibato sacerdotale come un dono di Dio alla Chiesa.
    5. Date le questioni dottrinali che sottostanno al deplorevole comportamento in questione, sono state proposte alcune linee di risposta:
    a. i Pastori della Chiesa devono chiaramente promuovere il corretto insegnamento morale della Chiesa e rimproverare pubblicamente le persone che diffondono dissenso e gruppi che propongono approcci ambigui nella cura pastorale;
    b. deve essere fatta senza indugio una nuova e seria Visita Apostolica di seminari e altri istituti di formazione, con particolare attenzione alla necessità della fedeltà all’insegnamento della Chiesa, specialmente nel campo morale, e di un più profondo studio dei criteri di idoneità dei candidati al sacerdozio;
    c. sarebbe appropriato che i Vescovi della Conferenza Episcopale cattolica degli Stati Uniti chiedessero ai fedeli di unirsi a loro nell’osservanza di una giornata nazionale di preghiera e di penitenza, in riparazione delle offese perpetrate e come supplica a Dio per la conversione dei peccatori e la riconciliazione delle vittime.
    6. Tutti i partecipanti hanno considerato questo tempo come una chiamata ad una maggiore fedeltà al mistero della Chiesa. Pertanto, essi vedono il tempo presente come un momento di grazia. Pur riconoscendo che criteri pratici di condotta sono indispensabili e urgentemente necessari, non possiamo sottovalutare, con le parole del Santo Padre, “la forza della conversione cristiana, quella decisione radicale di allontanarsi dal peccato e ritornare a Dio, che raggiunge i recessi dell’animo umano e può operare un cambiamento straordinario”. Allo stesso tempo, come affermato da Sua Santità, “la gente deve sapere che nel sacerdozio e nella vita religiosa non c’è posto per chi potrebbe far del male ai giovani. Deve sapere che i Vescovi e i sacerdoti sono totalmente impegnati a favore della pienezza della verità cattolica nelle questioni riguardanti la moralità sessuale, verità fondamentale sia per il rinnovamento del sacerdozio e dell’episcopato sia per il rinnovamento del matrimonio e della vita familiare”. E ancora, con le parole del Santo Padre, “non dobbiamo dimenticare l’immenso bene spirituale, umano e sociale, che la maggioranza dei sacerdoti e religiosi negli Stati Uniti hanno compiuto e stanno tuttora compiendo. La Chiesa cattolica nel vostro Paese ha sempre promosso i valori umani e cristiani con grande vigore e generosità, in un modo che ha aiutato a consolidare tutto ciò che è nobile nel popolo americano. Una grande opera d’arte può essere intaccata, ma la sua bellezza rimane; questa è una verità che ogni critico intellettualmente onesto deve riconoscere. Alle comunità cattoliche negli Stati Uniti, ai loro Pastori e membri, ai religiosi e alle religiose, ai docenti delle università e delle scuole cattoliche, ai missionari americani in tutto il mondo, vanno il ringraziamento, di tutto cuore, dell’intera Chiesa cattolica e quello personale del Vescovo di Roma”. Ecco, Monsignor Carmelo Ferraro, Arcivescovo di Agrigento, in questo documento si dice chiaramente che non c’e’ posto nella Chiesa per chi fa male ai giovani. Che bisogna chiedere scusa alle vittime della pedofilia e ai loro familiari. Che la pedofilia e’ un grave crimine. Che non vi puo’ essere alcun legame fra celibato e pedofilia. Per tutte queste ragioni, Mons.Ferraro, le chiediamo ancora una volta che si inginocchi nella Cattedrale di San Gerlando in Agrigendo, chieda perdono a questi sette giovani vittime di atti di pedofilia da parte di don Puleo. Infine, che don Bruno Puleo, sia sospeso a divinis e ridotto allo stato laicale in quanto indegno ad agire in nome e per conto di Cristo Capo.

    Alberto Giannino
    Presidente Adc – Associazione docenti cattolici
    Fonte:http://www.imgpress.it/

    IMGPress tutti i diritti riservati. Reg. Trib. ME n.1392 del 18/06/92
    Venerdì, 29 dicembre 2006

  • Vallo della Lucania (SA). Suor Soledad condannata a 8 anni per pedofilia, Altre 2 suore condannate per favoreggiamento

    Vallo della Lucania (SA). Suor Soledad condannata a 8 anni per pedofilia, Altre 2 suore condannate per favoreggiamento

    Sfogo di una madre. Silenzi del vescovo di Vallo della Lucania
    www.cilentando.com/

    20 Novembre 2006
    Violenze nell’asilo, il vescovo come Pilato

    Lettera di una mamma di Vallo della Lucania inviata al quotidiano Il Mattino:

    ANTONIO MANZO «Sono la mamma di una bimba di cinque anni che porta sulla sua carne i segni della violenza subìta…». È la drammatica lettera di una mamma di Vallo della Lucania, Rita Pellegrino che ieri pomeriggio arriva nella nostra redazione.

    La figlioletta di cinque anni sarebbe stata violentata da suor Soledad, la suora peruviana agli arresti con la terribile accusa di aver violentato ventisette bambini tra le mura dell’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania. L’accusa è terribile: la Chiesa locale è in silenzio. Nessuna parola di conforto, anzi perfino accuse di «isterismi familiari» nell’incredibile storia di ventisette bambini vittime degli abusi sessuali che avrebbe compiuto una suora peruviana. Bambini vittime – ventisette – che insieme alle loro famiglie, finora in un dignitoso silenzio, finiscono per diventare fantasmi che agitano la quiete troppo sospetta di una cittadina del Sud. Papa Ratzinger a Roma condanna i religiosi pedofili, a Vallo nessuno ne vuole più parlare. Nessuna forma di vicinanza e solidarietà ai bambini coinvolti e alle loro famiglie, atteggiamenti «pilateschi» addebitati ad un vescovo capace solo di «poche e scarne dichiarazioni ufficiali» e «silenzi assordanti». Ora basta, il dramma delle famiglie vittime delle storie di abusi sessuali compiuti da una suora peruviana – secondo l’accusa del procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania che ha retto fino in Cassazione – esplode in pubblico. È la lettera, drammatica, della mamma di una bambina vittima.

    È l’appello a Benedetto XVI che non ha avuto timore a denunciare la gravità degli atti compiuti da uomini di Chiesa, siano essi sacerdoti o suore, con abusi sessuali in danno di minori. Ha parlato ai vescovi irlandesi ma è come se quelle parole fossero state pronunciate anche per la drammatica vicenda di Vallo della Lucania: un asilo, una suora, un’accusa di violenza sessuale in danno di ventisette bambini, le accuse di favoreggiamento per le conseorelle della suora arrestata. Sembra che avessero progettato di farla partire per il Perù pochi giorni prima che arrivassero le manette. Prima di decidere di spedire la lettera al nostrogiornale, Rita Pellegrino, ci ha pensato bene ed ha riflettuto. Perchè quando ieri ha spedito la lettera via fax, erano passati già quindici giorni in attesa di una prima risposta da parte del vescovo di Vallo, monsignor Rocco Favale, e poi da papa Benedetto XVI protagonista di una dura denuncia sui responsabili di abusi sessuali sui minori, specie se commessi da uomini di Chiesa, preti o suore.

    Rita Pellegrino è la mamma di una delle bambine vittima delle violenze sessuali della suora peruviana nell’asilo di Vallo della Lucania, tuttora agli arresti domiciliari a Roma nella casa generalizia dell’ordine delle suore delle ancelle di santa Teresa del Bambin Gesù. Suor Soledad, venticinque anni, è accusata di aver compiuto abusi sessuali in danno di ventisette bambini della scuola materna Paolo VI di Vallo della Lucania. Su di lei pesa come un macigno l’accusa della procura della Repubblica di Vallo della Lucania intenzionata ad ampliare il giro delle indagini fino agli ultimi accertamenti compiuti dal Ris dei carabinieri per un presunto giro di pedofilia collegato proprio alla suora peruviana.

    L’accusa per la suora ha sostenuto già il vaglio del tribunale del Riesame e successivamente della Cassazione. «Questa donna va fermata» scrisse sintenticamente, ma efficacemente, il procuratore dlela Repubblica Alfredo Greco nella seconda richiesta di custodia cautelare. E, probabilmente, poche ore prima che la suora fuggisse in Perù e facesse perdere le sue tracce. Un mese fa l’incidente probatorio, con i bambini interrogati nell’aula del tribunale trasformata in sala giochi per «cristallizzare» le prove dell’accusa. Poi, nel pieno della seconda tranche dell’inchiesta con i sette indagati per il presunto giro di pedofilia, la delibera del consiglio comunale di Vallo: non denigrate il nostro paese.

  • Suor Pompea e il monaco. Gli scandali dell’Abbazia di Montevergine (AV)

    Suor Pompea e il monaco. Gli scandali dell’Abbazia di Montevergine (AV)

    Mercogliano (Avellino), 40 anni lei, 30 lui, entrambi benedettini
    La diocesi non commenta. Le consorelle: “Crisi vocazionale”
    Una suora e un monaco fuggono dal convento per amore

    AVELLINO – Conferme ufficiali nessuna. Ma l’intelligenza collettiva di un paese di 12 mila anime era già arrivata all’unica conclusione possibile: fuga d’amore. Non una qualsiasi, ma un colpo di fulmine tra una suora e un monaco. Di loro non vi è traccia da qualche giorno. Spariti, i loro rispettivi conventi abbandonati.

    Accade nella diocesi di Montevergine, comune di Mercogliano, provincia di Avellino. La vicenda ha come sfondo l’abbazia fondata mille anni fa da san Guglielmo da Vercelli, sede dei padri virginiani, e quella della Madonna del Loreto, nel cui complesso si trova il convento delle suore benedettine.

    Questa mattina il quotidiano locale “Ottopagine” pubblica e dà il crisma dell’ufficialità al sospetto che con sempre maggiore insistenza circolava da giorni a Mercogliano, il centro turistico ai piedi del Partenio nel cui territorio è incardinata la diocesi di Montevergine.

    La religiosa si chiama suor Pompea, 40 anni, insegnava alla scuola materna di Mercogliano ed era molto conosciuta ed apprezzata dai genitori dei bambini. Del monaco, anche lui benedettino, si conosce soltanto l’età, trent’anni. La fuga d’amore risalirebbe a dieci giorni fa.

    La superiora del convento, così come l’abate di Montevergine, monsignor Tarcisio Nazzaro, si sottrae dal commentare la vicenda così come riportato dal giornale, anche se dal convento delle religiose viene confermata la circostanza che suor Pompea ha lasciato le consorelle per raggiungere la propria famiglia. La suora, spiegano al convento del Loreto, avrebbe avuto un ripensamento vocazionale.

    Ma in paese sono pochi quanti credono alla crisi mistica e ricordano le sempre più frequenti occasioni nelle quali i due religiosi sarebbero stati visti insieme.

    Il fatto poi che il giovane monaco abbia lasciato l’abbazia di “Mamma Schiavona” lo stesso giorno in cui suor Pompea si è allontanata, costituirebbe l’imbarazzante ma certa prova della fuga d’amore dei due religiosi. O almeno così ha decretato la comunità.

    (11 settembre 2004)

    https://www.repubblica.it/2004/i/sezioni/cronaca/suora/suora/suora.html

  • Turco (Radicali) su Chiesa e pedofilia: “Nessuno è al di sopra della legge”.

    Turco (Radicali) su Chiesa e pedofilia: “Nessuno è al di sopra della legge”.

    Le conclusioni dell’incontro tra il Papa e i vescovi americani sono pericolose per la società ed espongono ulteriormente le potenziali vittime di violenze sessuali da parte di membri del clero. Non una parola è stata detta sul rapporto tra la ‘giustizia’ ecclesiastica e la giustizia degli Stati”.

    Così il presidente degli eurodeputati radicali, Maurizio Turco, ha commentato, all’indomani del summit tra Giovanni Paolo II e i cardinali americani chiamati a rendere conto dei casi di pedofilia verificatisi tra i sacerdoti degli Stati Uniti, l’esito dell’incontro. Un esito che Turco considera insufficiente, tanto da affermare che le gerarchie vaticane sono “ree di fatto di sottrarre alla giustizia sia i colpevoli che i complici (anche se con passaporto vaticano)”.

    Intervistato dal VeLino, l’europarlamentare radicale chiarisce il suo pensiero al riguardo:
    “Ritenevo e ritengo con sempre maggiore forza e convinzione che la Chiesa non deve, nel senso che gli Stati non devono consentirglielo, che di fronte a dei reati, che non confondo assolutamente con i peccati, il processo e la sanzione ecclesiastica possano di per sé sostituire il processo e la sanzione penale. Voglio anche chiarire”, aggiunge Turco, “che aborro i processi sommari, anche se di matrice vaticana”. Il tema dei reati addebitati a rappresentanti del clero è tanto delicato e controverso che lo stesso rappresentante radicale riconosce di avere, sulla necessità di un rapporto cogente tra giustizia ecclesiastica e giustizia degli Stati, pochi riferimenti laici da esibire. “Per la verità ho avuto invece delle critiche, anche in ambito radicale”, ammette Turco, che ricorda però di aver riscontrato convergenze – “sebbene ancora solo come manifestazione di un principio” – in un’autorevole voce vaticana.

    “Infatti, il 24 aprile Monsignor Amédée Grab, presidente dei vescovi europei, ha sostenuto che secondo lui è necessario ‘non far mancare la collaborazione con la legge e dare risposte adeguate sul piano penale e dei risarcimenti’. Se c’è scandalo su questo, per me è da scrivere al solito moralismo bacchettone che nulla ha a che vedere con un principio sacrosanto. È noto che le diocesi americane hanno cominciato a pagare i danni alle vittime”, prosegue Turco. “Sono somme rilevanti che, proiettate sul totale delle cause in corso e previste – il cui totale si stima in circa tremila – potrebbero causare grave danno alla presenza cattolica negli Stati Uniti”.

    LE PRIORITÀ PER LA CHIESA

    Sono essenzialmente tre i problemi, di diversa natura, che il Vaticano dovrà affrontare: “Il primo, contingente, è relativo a quello che sinora è accaduto nella Chiesa, cioè ai silenzi e alle omissioni, di fronte a molestie e violenze sessuali a danno di infanti, giovani o adulti. Penso che sia interesse della Chiesa fare un’indagine approfondita, punire i peccatori e segnalare alla giustizia chi ha commesso reati. Il secondo è relativo alle misure da prendere per contenere la presenza di pedofili nel clero, o, per meglio dire, di molestatori e violentatori sessuali. Ho letto che negli Stati Uniti i cardinali hanno pensato di dare istruzioni ai vescovi perché dei loro rappresentanti vadano in giro per ripulire i seminari dai giovani con tendenze omosessuali. Spero che quest’idea balzana sia subito messa nel cassetto, giacché con quest’approccio dovrebbero poi occuparsi anche delle religiose con tendenze lesbiche. Inoltre, non si capirebbe perché bisogna ‘salvare’ preti e suore con tendenze eterosessuali, visto che la sessualità è bandita”.

    Il terzo problema, dice Turco, è di fondo, e verte su come la Chiesa cattolica affronta il problema della libertà e della responsabilità dell’individuo rispetto alla sessualità e alla famiglia. “A questo proposito vorrei appoggiarmi ancora una volta a Monsignor Grab, il quale ha ricordato che ‘la pedofilia è una malattia e non una piaga che affligge in modo particolare il clero: dalle statistiche risulta che le violazioni dei bambini avvengono anche nelle famiglie stesse’. È proprio così. In base ai dati forniti due anni fa dal Censis, su 100 violenze compiute ai danni di minori, 90 avvengono in famiglia, 8 da parte delle cosiddette ‘figure di riferimento’ (insegnanti, religiosi, eccetera), e solo 2 da parte di estranei”. Replicando a una tesi sostenuta da Gianni Baget Bozzo, secondo il quale gli scandali scoppiati in America sono il frutto di una campagna messa in atto dalle sette protestanti, molto potenti negli Stati Uniti, contro la chiesa cattolica, Turco dice che “la lettura di Baget Bozzo è parziale, anche se potrebbe essere fondata.

    Per il momento, però chi non versa più soldi alle diocesi americane sono i cattolici. A meno che non vogliamo pensare che erano i protestanti a versare quel danaro, e che oggi hanno smesso di farlo nell’ottica del complotto volto alla distruzione della presenza cattolica negli Usa”. Da rappresentante delle istituzioni europee, Turco ricorda che tutte le nazioni (non solo quelle che fanno parte dell’Ue) devono trovare uno snodo giuridico affinché i reati commessi da rappresentanti delle istituzioni religiose siano anch’essi perseguibili. “Penso anche che andrebbe configurata un’aggravante per i ministri religiosi, sulla falsariga di quella applicata ai pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni. Mi sembra innanzitutto una misura di tutela della Chiesa”. Infine, Turco avvisa che “la burocrazia vaticana, come tutte le burocrazie, tenta e tenterà in tutte le maniere di difendere i propri privilegi e le proprie immunità. Per quanto riguarda i privilegi, è fatto interno alla Chiesa e che questa, nel suo insieme, regolerà come meglio vorrà. Per quanto riguarda le immunità, è fatto che ci riguarda in quanto cittadini”. Certe figure di rilievo, più esposte del cittadino medio, vanno difese da provvedimenti frettolosi e pregiudiziali, precisa il presidente degli europarlamentari radicali, ma l’impunità, conclude, non deve essere garantita “nemmeno al Papa”.

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  • Tribunale Margarito Reyes Marchesa

    Tribunale Margarito Reyes Marchesa

    Palermo – Un sacerdote è stato arrestato dalla Guardia di Finanza a Partitico, 35 chilometri da Palermo, con l’accusa di pedofilia.

    Padre Margarito Reyes Marchesa, 59 anni, di nazionalità messicana, avrebbe abusato per anni degli ospiti di un istituto per il re c u p e ro dei minori a rischio, gestito dalle suore, ma di cui è il cappellano.

    Le indagini erano state avviate dopo la denuncia presentata alle Fiamme Gialle da un uomo abitante vicino all’istituto e che aveva raccontato le confidenze delle vittime degli abusi sessuali. Padre Margarito avrebbe abusato sessualmente di bambini dagli 8 ai 10 anni.

    Secondo l’accusa, il re l i g i oso dall’arrivo a Partitico avrebbe molestato e violentato i maschietti che erano stati tolti ai genitori . Sentiti dal pubblico ministero, molti dei bambini hanno ammesso di aver subito per anni violenze sessuali. Il prete stava lasciando l’Italia. I militari gli hanno infatti trovato in tasca un biglietto per un viaggio in Messico.

  • Abusi sessuali dei religiosi Il Papa chiede scusa alle vittime

    Abusi sessuali dei religiosi Il Papa chiede scusa alle vittime

    (22 novembre 2001)CITTA’ DEL VATICANO– “Quando i missionari recarono per la prima volta il Vangelo agli Aborigeni o ai Maori, alle Isole-Stato, trovarono popoli che già possedevano un antico e profondo senso del sacro. Quei missionari portarono la verità del Vangelo, ma talvolta alcuni cercarono di imporre elementi che erano culturalmente estranei a quei popoli, mentre la Chiesa deve rispettare ogni cultura e mai chiedere alle persone di rinunciarvi”.

    Giovanni Paolo II, nella sua esortazione postsinodale Ecclesia in Oceania, firmata e inviata oggi per email a tutte le diocesi del continente, riconosce i soprusi dei missionari che hanno portato la parola del Vangelo al popolo aborigeno. E chiede perdono per il comportamento immorale di preti e religiosi che, in alcune parti dell’Oceania, sono accusati di abusi sessuali.“Sono stati di grave danno – scrive il Papa – per la vita della Chiesa, oltre che causa di grandi sofferenze e di danno spirituale per le vittime, gli abusi sessuali da parte di sacerdoti e di religiosi verificatisi in alcune parti dell’Oceania”.

    “I padri sinodali hanno condannato ogni genere di abusi sessuali che, all’interno della Chiesa, sono in profonda contraddizione con l’insegnamento evangelico e hanno espresso le loro scuse incondizionate alle vittime”.Le accuse di abusi cui fa riferimento Giovanni Paolo II risalgono a un rapporto del 1995 consegnato in Vaticano, e ripreso nel marzo scorso dal settimanale americano “National Catholic Reporter”. Dopo una prima ammissione del portavoce della Santa Sede Joaquin Navarro Valls, anche l’Unione superiori generali (Usg) e l’Unione internazionale superiori generali ammisero l’esistenza dei casi di abusi sessuali subiti da suore da parte di religiosi e missionari.

    Oggi, Giovanni Paolo II personalmente e a nome di tutta la Chiesa porge le sue scuse a tutte le vittime.Nel primo documento papale spedito per posta elettronica a una Chiesa giovane – prosegue il Papa – stretta tra culture e religioni che l’hanno preceduta e la globalizzazione, tornare ad annunciare la parola di Dio è necessario, ma rispettando questa volta le culture tradizionali, difendendo gli aborigeni e la loro terra minacciata anche da scorie nucleari, promuovendo i diritti umani anche col riconoscimento di errori e colpe dei missionari del tempo passato. Questa, la sfida più grande lanciata dall’esortazione apostolica.

    http://www.repubblica.it/online/mondo/papainte/scusa/scusa.html

  • Abusava di minori Arrestato un prete

    Abusava di minori Arrestato un prete

    Abusava di minori Arrestato un prete

    Dopo lo scandalo i suoi superiori avevano ritenuto di sollevarlo dall’ incarico, prima trasferendolo a Bergamo e poi inviandolo missionario in India.

    Ma appena tornato in Italia, ad attenderlo ha trovato un ordine di cattura: un religioso di 52 anni, responsabile di una comunità cittadina che si propone di alleviare le difficoltà familiari di ragazzi in crisi, è stato arrestato per l’ ipotesi di violenza sessuale con l’ accusa di aver approfittato almeno di uno di loro e forse anche di altri due.

    Il gip Fabio Paparella ha accolto la richiesta del pm Piero Forno anche sulla scorta di un clima di non collaborazione che gli inquirenti ritengono di aver riscontrato nell’ istituto. A mettere in moto l’ indagine è stata la denuncia presentata dal padre di uno dei giovani ospiti del centro ai servizi sociali del Comune.

    Secondo il suo racconto, all’ inizio di novembre il genitore ricevette una telefonata allarmante dal figlio quattordicenne che lo pregava di correre all’ istituto. L’ uomo, precipitatosi, raccolse la confidenza del figlio, che accusava il sacerdote di averlo sottoposto ad abusi sessuali. La denuncia determinò due differenti accertamenti.

    L’ inchiesta interna all’ istituto si concluse con la rimozione del religioso, in novembre trasferito a Bergamo e poi partito per l’ India. Ma intanto è arrivata a conclusione l’ inchiesta penale, nel corso della quale altri due ragazzini hanno raccontato di aver subito abusi. Il religioso, che sar… interrogato domani, nega questi ulteriori episodi, mentre ridimensiona a contatti equivocati gli sfioramenti con il primo ragazzo nelle sere in cui gli rimboccava le coperte.

    E’ la terza volta che il pm Forno, nelle ultime settimane, si trova a istruire processi con religiosi indagati: di recente, infatti, un sacerdote Š stato condannato a un anno, e una suora indagata per un paventato favoreggiamento.

    01 giugno 2000 http://archiviostorico.corriere.it/2000/gi…000601345.shtml ®Abusava di minori. Arrestato un prete