Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Teodoro Pulvirenti

  • Pedofilia, rigettato il ricorso  di monsignor Chiarenza

    Pedofilia, rigettato il ricorso di monsignor Chiarenza

    La Congregazione per la Dottrina della Fede ha respinto la difesa del sacerdote di Acireale già condannato in primo grado. La sua vittima oggi è ricercatore negli Usa

    La Congregazione per la Dottrina della Fede ha rigettato il ricorso presentato da Monsignor Carlo Chiarenza di Acireale, già condannato in primo grado nel luglio 2013 per abusi sessuali compiuti ai danni di Teo Pulvirenti, assistito dall’associazione antipedofilia «La Caramella Buona Onlus». «Non riesco a crederci – dichiara commosso Teo Pulvirenti da New York, dove lavora come ricercatore – avverto un incredibile senso di liberazione, finalmente, insieme agli amici della “Caramella Buona”, abbiamo ottenuto non solo giustizia popolare ma anche quella della Chiesa».

    La sentenza

    Dichiarato colpevole, a Chiarenza sono state comminate diverse pene canoniche tra le quali l’obbligo di dimora fuori dalla città metropolitana di Catania per tre anni in un luogo concordato tra il Vescovo di Acireale e il Vescovo ospitante, il divieto per tre anni di celebrare in pubblico la Santa Messa, il divieto perpetuo di confessare ed esercitare la direzione spirituale, e di ricevere in futuro incarichi ministeriali che possano comportare contatto con i minori. Oltre a queste misure il prete dovrà risarcire Teodoro Pulvirenti la vittima all’epoca dei fatti, con la somma di 50mila euro nel tempo massimo di 24 mesi dalla data della notifica di questo Decreto.«Qualora Mons. Chiarenza non ottemperasse alle pene suddette – si legge nel dispositivo – gli si impongano altre pene canoniche espiatorie di cui al CIC can 1336, non esclusa, dietro severo ammonimento e de mandatu Congregationis pro Doctrina Fidei, la dimissione dallo stato clericale».

     http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/catania/cronaca/16_aprile_14/acireale-condannato-sacerdote-pedofilia-dovra-risarcire-vittima-027548c2-027a-11e6-b078-9feb14f0aefb.shtml
  • ACIREALE: PRESCRIZIONE PER IL PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA

    ACIREALE: PRESCRIZIONE PER IL PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA

    Acireale – Arriva la prescrizione per don Carlo Chiarenza il prete accusato di pedofilia.

    La Procura di Catania ha chiesto al Gip l’archiviazione per prescrizione del reato dell’inchiesta su don Carlo Chiarenza, l’ex parroco della chiesa di San Paolo ad Acireale, nonché ex rettore della basilica di San Sebastiano, accusato di aver abusato sessualmente di un parrocchiano quando la vittima aveva 14-15 anni tra il 1989 e il 1990.

    A denunciare il prete era stato un catanese di 38 anni, Teodoro Pulvirenti, che ora lavora negli Stati Uniti come ricercatore. Il giovane aveva fatto ascoltare agli inquirenti una registrazione audio fatta di nascosto tra lui e don Carlo.

    Il parroco era stato condannato anche dalla Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano. Nell’agosto del 2013 una condanna di primo grado imponeva al parroco di dimorare per alcuni anni fuori dalla Diocesi non assumendo incarichi ecclesiali e non svolgendo il ministero in pubblico. Tuttavia, Roberto Mirabile, presidente della Onlus “La caramella buona”, aveva denunciato lo scorso ottobre il fatto che il prete, malgrado la condanna ecclesiastica, stesse officiando messa grazie ad un’autorizzazione del vescovo di Acireale Antonino Rampanti. La notizia fu riportata l’8 ottobre dalla testata giornalistica AGI. In quell’occasione Raspanti lanciò un appello a Papa Francesco.

    Tornando alla vicenda giudiziaria, nella richiesta di archiviazione la Procura evidenzia che l’inchiesta è «evidentemente pregiudicata dall’effetto dell’istituto della prescrizione», ma scrivono i magistrati, «giova comunque rilevare che le dichiarazioni rese dalle persone offese sono risultate dettagliate, coerenti e circostanziate (e perciò stesso incompatibili con l’invenzione dei fatti narrati)». «Il decorso del termine di prescrizione – osservano – non consente di indugiare oltre al riguardo, seppure non possa rimarcarsi la mancata emersione di elementi atti a comprovare la falsità delle accuse».

    Il legale della vittima, l’avvocato Giampiero Torrisi, ha dichiarato che «la corposa e ineccepibile attività d’indagine, posta in essere dalla Procura della Repubblica di Catania, ha da un lato confermato la veridicità delle dichiarazioni rese dalla vittima e dall’altro ha accertato l’avvenuto decorso del termine di prescrizione del reato. La difesa del mio assistito, pertanto, non proporrà alcuna opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dall’ufficio del Pubblico Ministero».

  • Prescrizione salva Don Chiarenza  Il Pm: “Denunce circostanziate”

    Prescrizione salva Don Chiarenza Il Pm: “Denunce circostanziate”

    CATANIA – C’è un nuovo colpo di scena nel procedimento penale per i presunti abusi sessuali che due minorenni avrebbero subito da don Carlo Chiarenza negli anni ’80. Le loro dichiarazioni sono state ritenute dai magistrati “dettagliate, coerenti, circostanziate”, ma c’è il rischio che non si svolgerà mai un processo perché i reati sono prescritti, in quanto risalenti nel tempo; per questo il 16 ottobre la Procura ha presentato richiesta di archiviazione al Gip e i legali di Teodoro Pulvirenti, che ha registrato l’ammissione degli abusi di don Chiarenza, non faranno opposizione.

    “Il decorso del termine di prescrizione – si legge nella richiesta – non consente di indugiare oltre al riguardo”. Insomma, stavolta è il tempo sì a sanare le ferite, ma del solo presbitero acese. Perché sulla verità delle dichiarazioni della vittima, se da un lato non ci sarà mai alcun verdetto a confermarle, al momento non c’è alcun elemento che le possa smentire. E sono gli stessi togati a sottolinearlo: stando agli elementi raccolti “non possa rimarcarsi – scrivono – la mancata emersione di elementi atti a comprovare la falsità delle accuse”. E ancora: “Giova comunque rilevare che le dichiarazioni rese dalle persone offese sono risultate dettagliate, coerenti, circostanziate e perciò stesso incompatibili con l’invenzione dei fatti narrati”.

    Oltre il linguaggio giudiziario, per Giampiero Torrisi, il legale che rappresenta gli interessi di Teo Pulvirenti, i fatti raccontati sono “veri”. Una vittoria di Pirro, forse, ma che in parte era già nelle premesse della denuncia raccolta nel 2012 dal mensile “S” e da La caramella Buona, onlus antipedofilia che ha sede a Reggio Emilia. L’istituto della prescrizione ha impedito che giustizia fosse fatta; ma forse la verità – almeno quella – sarebbe emersa ugualmente. E con lei il ritratto di Don Chiarenza: “Un leader carismatico amatissimo e rispettato da tutti i giovani – si legge nella richiesta –, un leader che tuttavia risultava ligio alle regole ed ai precetti del Vangelo con alcuni e che, invece, profittava nel peggiore dei modi dell’affetto e della fiducia ripostagli, con altri”.

    La difesa di Pulvirenti ha già fatto sapere che non proporrà alcuna opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dall’ufficio del Pubblico Ministero. Intanto su Chiarenza pende la condanna in primo grado del tribunale ecclesiastico di Napoli, sentenza rispetto alla quale il sacerdote acese è ricorso in appello. In attesa che l’apposita sezione giudicante in seno alla Congregazione per la dottrina della fede e istituita di recente da papa Francesco emetta il verdetto, Chiarenza è diffidato dal vescovo Raspanti a celebrare pubblicamente il culto divino. Provvedimento cautelare rispetto al quale, nelle scorse settimane, lo stesso titolare della sede acese è andato in deroga, destando un caso a livello nazionale.

    http://catania.livesicilia.it/2015/11/04/pedofilia-la-prescrizione-salva-don-chiarenza-il-pm-denunce-dettagliate-e-circostanziate_358759/

  • Don Vincenzo Calà Improtta, condannato in primo grado a 4 anni per pedofilia, concelebra l’ordinazione di don Roberto Maio

    Don Vincenzo Calà Improtta, condannato in primo grado a 4 anni per pedofilia, concelebra l’ordinazione di don Roberto Maio

    A pochi giorni dallo scandalo di Carlo Chiarenza, condannato in primo grado dal tribunale ecclesiastico  per gli abusi su Teodoro Pulvirenti e sorpreso a celebrare la messa con l’autorizzazione del Vescovo Antonino Raspanti, adesso è il turno di don Vincenzo Calà Improtta, il quale non si è limitato a celebrare la messa, ma ha concelebrato addirittura l’ordinazione di un sacerdote, don Roberto Maio.

    In data 12/10/15 nella Basilica di santa Maria Assunta in Randazzo, di cui Vincenzo Calà Improtta è l’ex parroco, si è celebrata l’ordinazione di don Roberto Maio. In quella occasione erano presenti parecchi sacerdoti della diocesi e tutto il clero cittadino, tra cui don Vincenzo Calà Impirotta, condannato in primo grado con rito abbreviato per pedofilia dal Tribunale di Catania il 01/07/14, in attesa di appello, e sul cui conto è in corso il processo canonico per gli stessi fatti.

    Dopo la sentenza, il vescovo Antonio Raspanti ha prudentemente provveduto a rimuoverlo dal suo incarico di parroco, ma ciò non gli ha impedito di concelebrare l’ordinazione, anzi la sua presenza è stata salutata con entusiasmo da tutti i parrocchiani, che ovviamente non credono ai fatti denunciati e pensano a un accanimento contro il “povero” prete.
    Ora, è vero che formalmente non è ancora stato ridotto allo stato laicale, ma è pur vero che c’è comunque una sentenza penale seppure di primo grado, ed anzi solo grazie a quella il Vescovo ha deciso di avviare il processo canonico.

    Certo che a questo punto viene da chiedersi quanto siano fondati i “buoni propositi” di papa Francesco, o quanto siano inaffidabili ed irrispettosi i suoi ministri. Sta di fatto che povero don Roberto Maio, essere ordinato da un sacerdote concelebrante condannato per pedofilia, non è di certo per lui un buon inizio.

    Francesca Lagatta

    ufficiostampa@retelabuso.org

  • Don Chiarenza celebra messa  Raspanti: “Deroga temporanea”

    Don Chiarenza celebra messa Raspanti: “Deroga temporanea”

    CATANIA – Don Carlo Chiarenza è stato condannato in primo grado per pedofilia dal tribunale ecclesiastico di Napoli, ma pochi giorni fa è stato autorizzato dal Vescovo Nino Raspanti a concelebrare messa in pubblico. Secondo Roberto Mirabile, presidente de La caramella buona, onlus che aveva sollevato il caso con il mensile “S”, si tratta di uno scandalo. Intanto lo stesso Mirabile ha lanciato un video-appello a Papa Francesco per far luce su quanto avvenuto. Nello specifico, Chiarenza è “stato allontanato per 8 anni dalla Sicilia e dalla sua Diocesi – spiega – perché riconosciuto colpevole dalla sua Chiesa di abusi sessuali nei confronti di Teodoro Pulvirenti, quando quest’ultimo era un minore”. Pena rispetto alla quale l’imputato è ricorso in appello. Dopo due anni abbondanti, tuttavia, la sentenza non è ancora arrivata. Ma alla vicenda sollevata tre anni fa dalla stampa, che raccolse la denuncia della presunta vittima e la testimonianza audio dello stesso presbitero, si aggiungerebbe ora un nuovo capitolo.

    Il contenuto del video di Mirabile e le relative polemiche sono stati rilanciati dall’agenzia giornalistica Agi nella giornata di ieri. Si tratta di una notizia che fa il paio con il clamore mediatico suscitato dalle dichiarazioni choc di un prelato di Trento che depotenziano la gravità morale degli abusi sui minori. “Parole oscene e censurabili”, sentenzia il presidente de La Caramella Buona. Intanto, da domenica, a Roma si è aperto il Sinodo ordinario dei vescovi, chiamato a discutere sui temi della famiglia e in particolare sulla comunione per quei divorziati-risposati che ne fanno esplicita richiesta. L’assise è stata preceduta dalla clamorosa intervista del prete e teologo polacco Krzysztof Charamsa, già ufficiale della congregazione per la dottrina della fede, che ha rivelato al “Corriere della sera” la propria omosessualità  criticando, inoltre, l’insegnamento della Chiesa in materia.

    Ma da dove ha appreso La Caramella Buona che Raspanti ha autorizzato Chiarenza? Semplice, dallo stesso vescovo di Acireale. È Mirabile a riferirlo a LiveSicilia. Conferma il tutto il pastore della Chiesa acese. Tra i due è avvenuto, infatti, uno scambio di mail dai toni cortesi che ha messo in chiaro la faccenda. “Ho agito nel pieno rispetto della normativa”, precisa Raspanti al nostro giornale.  Nonostante le polemiche, la decisione del vescovo di consentire a un membro del presbiterio acese di concelebrare al suo fianco, va inscritta all’interno di un quadro in linea con il diritto canonico. In attesa dell’appello, infatti, la pena sulla testa di Chiarenza è formalmente sospesa. Ciò significa che potrebbe celebrare messa senza limitazioni. Eventualità che Raspanti, in questi due anni, ha voluto neutralizzare con un duplice provvedimento cautelare che vieta lui l’esercizio pubblico del ministero sacerdotale.

    Decisione, questa, che sarebbe nelle disponibilità del vescovo titolare e che tuttavia sarebbe stata emessa in sintonia con la Santa Sede. In altri termini, concelebrando con Chiarenza, Raspanti è andato in deroga di se stesso.  “Ho fatto un’eccezione in forza di alcune condizioni assolutamente delicate, particolari e limitate a un’occasione specifica, dove ero presente e garante”, spiega ancora. Il caso Chiarenza, intanto, non può considerarsi come archiviato sotto alcun profilo. Ne è convinto, in primo luogo, il vescovo di Acireale, che ultimamente è chiamato ad amministrare la sede arcivescovile di Messina dopo la rinuncia di Calogero La Piana. In attesa della condanna definitiva dal Vaticano, Raspanti non intende venir meno al profilo tenuto finora: “Il decreto cautelare da me emesso – fa sapere – c’è e rimane”.

    http://catania.livesicilia.it/2015/10/09/chiarenza-condannato-per-pedofilia-celebra-messa-raspanti-e-stata-una-deroga-temporanea_355806/

  • Pedofilia, il Vaticano sanziona don Carlo Chiarenza “Responsabile di abusi, si allontani dalla Diocesi”

    Pedofilia, il Vaticano sanziona don Carlo Chiarenza “Responsabile di abusi, si allontani dalla Diocesi”

    ACIREALE – Adesso è ufficiale, il Vaticano ha condannato in primo grado don Carlo Chiarenza, potente monsignore che reggeva la Basilica San Sebastiano con l’accusa di essere “responsabile degli abusi denunciati”.

    Per comunicarlo ai fedeli, il Vescovo di Acireale Antonino Raspanti, ha scelto di scrivere una lettera. Raspanti, noto per aver proposto di negare le esequie ai condannati per mafia, subito dopo la pubblicazione delle inchieste del mensile “S”, che ripercorrevano le denunce dell’associazione Caramella Buona, aveva disposto l’allontanamento di Chiarenza da Acireale.

    LA LETTERA. “La nostra Chiesa diocesana -scrive Antonino Raspanti- nel rispetto delle persone e con la volontà di far luce sugli abusi denunciati lo scorso anno dal dott. Teodoro Pulvirenti nei confronti di don Carlo Chiarenza, ha iniziato l’iter giudiziario previsto dall’ordinamento canonico”.

    “Secondo le norme vigenti -prosegue il Vescovo di Acireale- l’iter è proseguito a un livello superiore, guidato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, pervenendo a un primo grado di giudizio. In questo grado, non definitivo, il sacerdote è stato ritenuto responsabile degli abusi denunciati”.

    Ecco le sanzioni a carico di don Carlo Chiarenza: “Dovrà sottoporsi ad alcune restrizioni, in osservanza delle quali dovrà dimorare per alcuni anni fuori dalla Diocesi non assumendo incarichi ecclesiali e non svolgendo il ministero in pubblico”. L’ex rettore della Basilica di San Sebastiano può fare ricorso entro sessanta giorni.

    IL PERSONAGGIO. Padre spirituale dell’ex presidente della Regione Rino Nicolosi, don Carlo Chiarenza è stato da sempre venerato e rispettato ad Acireale. Dopo un lungo periodo alla guida della parrocchia S.Paolo, è stato scelto per guidare la Basilica di San Sebastiano, cuore pulsante del Clero acese. In ottimi rapporti con il Cardinale Paolo Romeo, Chiarenza ha ammesso -mentre veniva registrato di nascosto da Teodoro Pulvirenti- di aver compiuto abusi sessuali.

    LE INCHIESTE DI “S”. Andrea Cottone ha raccolto le denunce dell’associazione contro la pedofilia Caramella Buona, ma anche il racconto di Teodoro Pulvirenti, scienziato acese che ha denunciato di aver subito abusi sessuali da Don Carlo Chiarenza. Teodoro, per dodici anni, ha dovuto affrontare la psicoterapia. Anni e anni di colloqui su un lettino per lavarsi di dosso l’orrore. All’improvviso ha trovato il coraggio di guardare negli occhi il proprio carnefice, ha incontrato Don Carlo Chiarenza e ha registrato la conversazione pubblicata poi dal mensile “S”.

    L’INCHIESTA DELLA PROCURA. Dopo la pubblicazione dell’inchiesta sul mensile “S”, la Procura di Catania guidata da Giovanni Salvi ha aperto un fascicolo. Le indagini sono state affidate al pool di investigatori della Polizia Postale di Marcello La Bella, coordinati dal pm Marisa Scavo. La Postale ha acquisito numerose testimonianze e le indagini proseguono coperte dal massimo riserbo. La difesa del monsignore accusato di pedofilia da numerosi testimoni, è rappresentata dall’avvocato Antonio Fiumefreddo, che dopo le denunce pubbliche di Teodoro ha convocato una conferenza stampa.

    “La registrazione effettuata da Teodoro Pulvirenti –ha detto il sacerdote con una nota – è stata diffusa dal predetto in modo incompleto e secondo modalità che si sono così da prestate al fraintendimento e alla strumentalizzazione. In realtà il colloquio è avvenuto in un clima di sincera accoglienza umana e cristiana verso una persona, come tra persone che non si vedevano da molti anni”.

    Sull’incontro, don Chiarenza aggiungeva: “Abbiamo parlato di tante cose spaziando sui più vari argomenti, e ci siamo congedati con la solita cordialità scambiandoci un bacio di saluto, cosicché mai avrei potuto immaginare di potere ricevere un’accusa così funesta”.

    IL RACCONTO DI TEODORO Dopo la pubblicazione dell’inchiesta giornalistica, l’associazione Caramella Buona ha organizzato una conferenza stampa a Roma, per denunciare pubblicamente gli abusi di Don Carlo Chiarenza. Sul tavolo dei relatori c’erano il presidente dell’associazione Roberto Mirabile, Claudio Reale, coordinatore del mensile “S” e Teodoro Pulvirenti. Lo scienziato acese ha ripercorso, davanti alle telecamere, ogni momento degli abusi subiti da don Carlo Chiarenza. La registrazione della confessione del monsignore è stata distribuita ai giornalisti che rappresentavano, in quell’occasione, numerose testate nazionali. “Noi non siamo i colpevoli, siamo le vittime e non dobbiamo avere paura. Non c’è nulla da temere, non c’è niente di cui vergognarsi. Per questo lancio un appello a venir fuori perché ci sono tante altre vittime. Rivolgetevi alla Caramella buona, agli investigatori, agli inquirenti”. “Sono venuti fuori i miei pensieri e la mia sofferenza -aggiungeva Teodoro Pulvirenti- è come se il mio dolore fosse sceso in piazza. Adesso la verità è fuori e forse ci sarà giustizia. Una gioia che non si può spiegare a parole”.

    IL COMMENTO DI MIRABILE. Il presidente della Caramella Buona è contento: “Finalmente -spiega a LivesiciliaCatania- dopo anni, verità e giustizia hanno regnato, rendiamo atto al Vaticano e a Monsignor Raspanti di aver lavorato bene e fatto il loro dovere, dantronde, con tutto il materiale che La Caramella Buona ha fornito loro, non potevano esserci dubbi”.

    LA REPLICA DI DON CARLO CHIARENZA. Attraverso il suo legale, l’avvocato Antonio Fiumefreddo, arriva la replica di don Chiarenza: “Ci permettiamo di chiedere rispetto per la delicatezza della questione trattata e soprattutto chiediamo di avere la pazienza di attendere le conclusioni dell’Autorità giudiziaria. La Magistratura, infatti, per i mezzi di cui dispone e per gli elementi di maggior compiutezza raccolti, dirà con gli atti cosa è realmente accaduto e non abbiamo dubbi che solo allora la innocenza di Don Chiarenza risulterà acclarata con la restituzione dell’onore a lui e a quanti attraverso il suo sacerdozio si sono avvicinati alla Chiesa”.

    http://catania.livesicilia.it/2013/08/08/pedofilia-il-vaticano-sanziona-don-carlo-chiarenza-responsabile-di-abusi-si-allontani-dalla-diocesi_254281/

  • Mirabile: “Altri hanno denunciato gli abusi in parrocchia”

    Mirabile: “Altri hanno denunciato gli abusi in parrocchia”

    Sabato 05 Maggio 2012 20:28 di Antonio Condorelli

    Una dichiarazione choc del presidente della Caramella Buona Roberto Mirabile ha sconvolto pochi giorni addietro, per la seconda volta, Acireale. Esisterebbero “segnalazioni su casi di pedofilia non caduti in prescrizione”.
    Una dichiarazione choc del presidente della Caramella Buona Roberto Mirabile ha sconvolto pochi giorni addietro, per la seconda volta, Acireale. Esisterebbero “segnalazioni su casi di pedofilia non caduti in prescrizione”.

    Quello che è certo è che agli atti della magistratura ci sono numerose testimonianze che confermano gli abusi sessuali a danno di bambini della parrocchia San Paolo. Non è solo Teodoro Pulvirenti a denunciare di aver subito abusi quando era appena adolescente. Spicca la testimonianza di una donna che sarebbe stata abusata ripetutamente prima del compimento dei 14 anni. Di lei aveva parlato anche Teodoro Pulvirenti durante la conferenza stampa a Roma. Sul web rimbalza anche la registrazione integrale di Don Carlo Chiarenza diffusa dall’emittente Tra grazie al consenso dell’Avv. Antonio Fiumefreddo. Questo il link (www.ustream.tv/embed/recorded/21642604)

    Il messaggio del Vescovo. “Il venire alla luce attraverso i mass media di comportamenti moralmente errati di alcuni uomini di Chiesa disorienta tutta la società, non solo i credenti …”. Parole contenute nel messaggio del mese di maggio del Vescovo di Acireale Antonino Raspanti, lo stesso che di recente ha nominato Padre Castiglione, della chiesa Odicidria, amministratore della basilica di Don Carlo Chiarenza.

    Rimbalzano sul web anche le dichiarazioni del padre di Teo, raccolte da Rei Tv, che ha detto: “Mio figlio, purtroppo, ha detto la verità. E’ uno scienziato di altissimo profilo, un ragazzo eccezionale. Dopo questo gesto di coraggio ha ripreso la sua vita di ogni giorno”. “Ho piena fiducia nella magistratura -ha detto il preside Pulvirenti- e spero anche nel Vescovo”. Domanda d’obbligo: dopo tanti anni di amicizia, si è sentito tradito da Don Carlo Chiarenza? “Questo sì -ha risposto il padre di Teo- chiunque si sarebbe sentito tradito”.
    Ultima modifica: 20 Maggio ore 17:12

    http://livesicilia.it/2012/05/05/mirabile-altri-hanno-denunciato-gli-abusi-in-parrocchia/

    Resoconto della XXVII Giornata di Fraternità della Strada
    Giovedì 24 Maggio 2012 23:10

    Giornata 2012Si è svolta sabato 19 maggio la 27°edizione della “Giornata di Fraternità della Strada”, istituita da Mondo X per manifestare l’apprezzamento e la riconoscenza delle autorità e della cittadinanza a quanti proteggono la nostra vita sulle strade: agenti delle Polizie Stradale, Locale e Provinciale, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco e operatori e volontari delle “Croci” con ambulanze.

    All’evento, patrocinato da Regione Lombardia, Unione Province Lombarde, Provincia e Comune di Milano, sono intervenute numerose associazioni e rappresentanze da tutta la Lombardia e varie autorità, tra cui il Gen. Girone e il Col. Luongo dei Carabinieri, il Dott.Cacciapaglia, comandante della Polizia Stradale per la Lombardia, il Gen.Fantasia e il Col.Simeone per l’Esercito, il T.Col.Randolfi per l’Aeronautica, il Cap. di Fregata Spirito per la Marina, il Dr Perini per la Polizia Provinciale, l’assessore Romano La Russa per la Regione Lombardia, l’assessore Granelli per il Comune di Milano e gli assessori De Nicola e Bolognini per la Provincia di Milano.

    La Giornata è iniziata con lo schieramento delle rappresentanze nella bella piazza S.Angelo di Milano. Alle 10.30 Mons.Carlo Chiarenza ha benedetto tutti i convenuti, che subito dopo si sono trasferiti nell’adiacente sala dell’Angelicum dove, sul palco, si sono schierati gli esponenti del Comitato Promotore.

  • Rei tv. Prete accusato di pedofilia, difesa chiede perizia su presunta vittima

    Rei tv. Prete accusato di pedofilia, difesa chiede perizia su presunta vittima

    Una richiesta di incidente probatorio avanzata al giudice con la quale si chiede una perizia collegiale sulla personalità di Teodoro Pulvirenti, il ricercatore che ha accusato di pedofilia Don Carlo Chiarenza, sacerdote di Acireale, è stata avanzata dal legale del religioso, l’avvocato Antonio Fiumefreddo.

    “Lo facciamo — ha affermato il legale ai microfoni dell’emittente catanese Rei tv — sulla scorta delle dichiarazioni più volte rese dal Pulvirenti stesso, il quale ha affermato in conferenza stampa, ma anche in un libro uscito di recente, di essersi sottoposto per diversi anni a terapia da alcuni psicoterapeuti e psicanalisti. Ci sembra del tutto legittimo, come la legge consente, verificare l’attendibilità e la credibilità del racconto del Pulvirenti — ha aggiunto — anche attraverso la parola degli specialisti. Lo chiediamo al giudice e supportiamo questa richiesta — ha sottolineato Fiumefreddo — con una serie di elementi che ci sembrano estremamente indicativi e che ci portano a dubitare delle dichiarazioni gravissime rese dal Pulvirenti.

    Don Carlo Chiarenza — ha spiegato il legale — è tornato in questi giorni ad Acireale per la sola esigenza difensiva. Ho letto di feste e di quant’altro, si tratta di notizie assolutamente false — ha sottolineato Fiumefreddo — credo che ci sia un eccesso di bugia e di esposizione mediatica in questa vicenda che quasi mai fa bene alle indagini”.

  • FIUMEFREDDO CHIEDE AL GIUDICE L’INCIDENTE PROBATORIO E DEFINISCE FALSE LE NOTIZIE DI FESTE DI CHIARENZA

    FIUMEFREDDO CHIEDE AL GIUDICE L’INCIDENTE PROBATORIO E DEFINISCE FALSE LE NOTIZIE DI FESTE DI CHIARENZA

    apr 13th, 2012

    Una richiesta di incidente probatorio al giudice con la quale si chiede una perizia collegiale sulla personalità di Teodoro Pulvirenti, il ricercatore che ha accusato di pedofilia Don Carlo Chiarenza, sacerdote di Acireale, è stata avanzata dal legale del religioso, l’avvocato Antonio Fiumefreddo.

    “Lo facciamo – ha affermato il legale ai microfoni dell’emittente catanese Rei tv – sulla scorta delle dichiarazioni più volte rese dal Pulvirenti stesso, il quale ha affermato in conferenza stampa, ma anche in un libro uscito di recente, di essersi sottoposto per diversi anni a terapia da alcuni psicoterapeuti e psicanalisti.

    Ci sembra del tutto legittimo, come la legge consente, verificare l’attendibilità e la credibilità del racconto del Pulvirenti – ha aggiunto – anche attraverso la parola degli specialisti. Lo chiediamo al giudice e supportiamo questa richiesta – ha sottolineato Fiumefreddo – con una serie di elementi che ci sembrano estremamente indicativi e che ci portano a dubitare delle dichiarazioni gravissime rese dal Pulvirenti.

    Don Carlo Chiarenza – ha spiegato il legale – è tornato in questi giorni ad Acireale per la sola esigenza difensiva. Ho letto di feste e di quant’altro, si tratta di notizie assolutamente false – ha sottolineato Fiumefreddo – credo che ci sia un eccesso di bugia e di esposizione mediatica in questa vicenda che quasi mai fa bene alle indagini”. (Ansa)

  • La famiglia della vittima non ci sta e minaccia querela

    La famiglia della vittima non ci sta e minaccia querela

    Don Chiarenza per difendersi attacca, ponendo diversi dubbi, e la famiglia del Preside Pulvirenti valuta una denuncia querela per le affermazioni dell’avvocato del prelato. “Rispetto naturalmente il ruolo della difesa di Don Carlo Chiarenza, delle cui eventuali responsabilità risponderà alla magistratura italiana e, forse, a quella vaticana – si legge in una nota del presidente de “La Caramella Buona”, Roberto Mirabile – ma i contenuti della conferenza non mi sorprendono, nel senso che mi aspettavo il nulla e così è stato: in altri casi affrontati e soprattutto nel caso di Don Ruggero Conti, il sacerdote che a Roma con l’avvocato Nino Marazzita, nostro presidente onorario, abbiamo fatto condannare l’anno scorso a oltre quindici anni di carcere più pene accessorie, la strategia difensiva era praticamente la stessa: arrampicandosi sugli specchi, i difensori non possono fare altro che cercare di screditare la vittima, il suo contesto famigliare; la difesa vuole screditare ma non smentisce i fatti”.

    “Malgrado quindi la prassi si ripeta – continua Mirabile – non possiamo sorvolare sulla discutibilissima tattica utilizzata: far passare Teo Pulvirenti come una persona inattendibile, addirittura mentalmente instabile, problematico e con l’aggravante della sessualità omosessuale, come se questa fosse elemento di poca credibilità”.

    “I dieci silenzi del dottor Pulvirenti, come biblicamente scrive la difesa, sono campati in aria: Pulvirenti non nasconde nulla e non tace, come ha dimostrato ampiamente. Inutile provare in modo meschino a capovolgere i ruoli. Questa operazione, come detto già affrontata ampiamente da La Caramella Buona in altri processi, non potrà assolutamente funzionare e la magistratura lo potrà serenamente dimostrare”.

    “Non esistono ‘veri motivi’ dell’allontanamento di Pulvirenti dalla Comunità, se non la tattica del sacerdote di togliere gli incarichi ai ragazzi della parrocchia quando scomodi: si vuole forse additare la cittadinanza di Acireale come omofoba? Il ruolo del padre Preside Pulvirenti – prosegue – non fa altro che dimostrare la buona fede della famiglia nel rispetto della Chiesa e ricordiamo che Teo ha pienamente informato i genitori solo recentemente di quanto realmente accaduto; questo è del tutto normale per una vittima di abuso sessuale e psicologico”.

    “Inconsistente affermare che a Cassone e in Parrocchia ci fossero “sempre” altre persone: e quindi? Si vorrebbe dimostrare che il sacerdote non poteva mai e poi mai rimanere isolata dalla vista di altri ? Anche questa difesa è totalmente fragile. Tacere sul Centro di Ascolto ovvero Telefono Amico? Questa sarebbe una prova della totale infondatezza delle accuse che Teo muove al sacerdote? L’estraneità ai fatti del sacerdote si dimostrerebbe con l’aver fondato il (discusso) Telefono Amico? Piuttosto ridicola come cosa”.

    “Screzi e cartoline – ancora – non modificano alcuna sostanza delle accuse mosse dal dottor Pulvirenti al sacerdote Don Carlo Chiarenza e la magistratura potrà dimostrarlo serenamente; inutile continuare a dire che Pulvirenti ha strumentalizzato e addirittura manomesso la registrazione con Chiarenza e Urso: se ne occuperà la magistratura”.

    “Mi dispiace, e voglio dirlo, che la difesa di Don Chiarenza abbia minacciato Pulvirenti di querela per ‘gravissima calunnia’, anche perché con questo potrebbe intimorire altre presunte vittime che, in parte, già si sono rivolte a La Caramella Buona Onlus e soprattutto, come corretto e giusto, alla Polizia delle Comunicazioni di Catania quindi al Pubblico Ministero Dott.ssa Marisa Scavo. Ma se non è Don Carlo Chiarenza a volere la denuncia contro Pulvirenti per calunnia, di chi sarebbe l’iniziativa, dell’avvocato difensore in persona ? Il Preside Pulvirenti e la famiglia tutta ha contattato i legali de La Caramella Buona Onlus per verificare una denuncia querela per le gravi affermazioni dell’avvocato di Don Chiarenza. Nel massimo rispetto del ruolo e della professionalità della difesa di Don Carlo Chiarenza, posso affermare che il Dottor Teodoro Pulvirenti e La Caramella Buona Onlus sono certi che la verità, sollecitata peraltro da quattromila persone alla fiaccolata di Acireale, vincerà su ogni tentativo di screditare le vittime di un’orribile reato e riconfermiamo – conclude Mirabile – la massima collaborazione e fiducia nella Polizia e nella Magistratura”.

    http://www.livesicilia.it/2012/04/05/la-famiglia-della-vittima-non-ci-sta-e-minaccia-querela/