Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: tribunale

  • Pedofilia. Diacono Andrea Tiloca da Rueglio (TO) condannato a 7 anni e 6 mesi. Il parroco lo difende

    Pedofilia. Diacono Andrea Tiloca da Rueglio (TO) condannato a 7 anni e 6 mesi. Il parroco lo difende

    Pedofilia: Andrea Tiloca, diacono e bidello di Rueglio, condannato a sette anni e mezzo.

    Il Giustiziere degli Angeli

    Anche oggi la notizia di una condanna per pedofilia. Anche oggi la notizia di 7anni e sei mesi di reclusione. Anche oggi la notizia non ci rende contenti perchè faremmo volentieri a meno di aver certezza che dei bambini sono stati oggetti di carne per qualcuno.

    E sapendo quanto durerà l’inferno per questi bambini, non sentiamo che giustizia è fatta con sette anni di carcere. Leggendo poi che un prete ha alzato la sua voce per difendere un pedofilo fà ancora più male: don Arnaldo Bigio doveva fare solo il prete e non il giudice ed aveva il dovere di pensare ai bambini. Ora cosà farà questo “Don” di turno? alzerà la sua voce ancora contro le vittime? Che razza di Chiesa è diventata questa? Da notare inoltre, in fondo all’articolo, che anche in questo caso non è mancata la “passeggiata romantica a lume di candela” (fiaccolata) ancora in favore dell’accusato. Che schifo!!

    Pedofilia: Andrea Tiloca, diacono e bidello di Rueglio, condannato a sette anni e mezzo.

    E’ stato condannato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di cinque minori
    Pedofilia, 7 anni al bidello di Vico
    IVREA 03/12/2008 – E’ stato condannato a sette anni e mezzo di reclusione con l’accusa….

    di violenza sessuale nei confronti di cinque minori e al risarcimento di 30 mila euro alle famiglie, Andrea Tiloca, 36 anni, diacono ed ex operatore scolastico di Vico Canavese (Torino). La sentenza è stata emessa, questa sera, in Tribunale a Ivrea (Torino) al termine dell’udienza che si è svolta a porte chiuse davanti al collegio giudicante presieduto dal giudice Ivana Peila. La sentenza combacia con la richiesta del pm Frencesco Saverio Pelosi. I fatti risalgono al settembre 2006 quando Andrea Tiloca, difeso dall’avvocato Ferdinando Ferrero di Ivrea, lavorava come operatore scolastico alla scuola elementare di Rueglio (Torino), in Valchiusella.

    Ad accusarlo erano stati i genitori di tre bambini tra i 6 e 7 anni. All’epoca dei fatti il pm Pelosi, ascoltando le testimonianze dei cinque bimbi in un’udienza protetta, era riuscito a ricostruire il quadro delle violenze che il bidello aveva loro inflitto. Aveva così scoperto che la vittima prediletta del collaboratore scolastico era un piccolo di sei anni. Terminate le indagini, il gip Marco Tornatore aveva emesso l’ordinanza condannando il bidello agli arresti domiciliari. A testimoniare l’innocenza di Andrea Tiloca, lo scorso 22 febbraio, a Vico Canavese (Torino), il parroco del paese, don Arnaldo Bigio, e un centinaio di cittadini avevano organizzato una fiaccolata in difesa del bidello.

    Cronaca.Qui LINK: http://www.cronacaqui.it/news-pedofilia-7-…vico_15975.html

  • Abusi in collegio. Arrestati 5 preti

    Abusi in collegio. Arrestati 5 preti

    È salito a cinque il numero di sacerdoti e religiosi, ex insegnanti e dipendenti di un esclusivo collegio cattolico in Australia, accusati di più di 130 reati di pedofilia, commessi fra il 1963 e il 1992 su ragazzi fra 10 e 15 anni.

    Padre Phil Robson di 60 anni, ex insegnante e membro del consiglio di amministrazione, è stato arrestato ieri e imputato di cinque reati da agenti della task force che da mesi indaga su denunce di ex alunni del collegio di St. Stanislaus, nella città rurale di Bathurst, 200 km a ovest di Sydney.

    Gli altri incriminati finora includono un ex preside, un ex vice preside, un cappellano ed un capo dormitorio. Tutti e cinque dovranno comparire in tribunale a Sydney venerdì prossimo. Finora sono state individuate 16 vittime e la polizia ha raccolto più di 100 deposizioni. Se si faranno avanti altre vittime, vi potranno essere altri arresti, ha detto il commissario Mick Goodwin che guida la task force. Gli ex alunni affermano di aver subito molestie e di essere stati costretti a commettere atti sessuali fra loro durante “ipnotiche” sessioni di preghiera in piena notte.

    Australia: abusi in collegio cattolico, 5 arresti
    SYDNEY – Un ex insegnante e membro del consiglio di amministrazione, un ex preside, un ex vice preside, un cappellano ed un capo dormitorio. Sono icinque, tutti sacerdoti, accusati al momento di oltre 130 reati di pedofilia in un collegio australiano. Gli abusi sarebbero avvenuti tra il 1963 e il 1992. Tutti e cinque dovranno comparire in tribunale a Sydney venerdì prossimo. Finora sono state individuate 16 delle vittime e la polizia ha raccolto più di 100 deposizioni. (Agr)

    Mercoledì 17 Dicembre,2008 Ore: 17:47


    Notizie Ansa
    Australia: pedofilia, 5 arresti

    In manette sacerdoti e religiosi per abusi in collegio cattolico

    (ANSA) – SYDNEY, 17 DIC – E’salito a 5 il numero di sacerdoti e religiosi, ex insegnanti e dipendenti di un collegio cattolico in Australia, arrestati per pedofilia.Piu’precisamente sono accusati di 130 reati di pedofilia commessi fra il ’63 e il ’92 su ragazzi fra 10 e 15 anni. Padre Phil Robson, 60 anni, ex insegnante e membro del Cda, e’ stato arrestato ieri dagli agenti che da mesi indagano su denunce di ex alunni del collegio a Bathurst. Tra gli incriminati figurano un ex preside, un ex vicepreside e un cappellano.

  • Il matrimonio era stato celebrato a Bracciano nel 2005, ma il prete officiante aveva abusato di due minorenni. E la coppia si è rivolta alla Sacra Rota

    Il matrimonio era stato celebrato a Bracciano nel 2005, ma il prete officiante aveva abusato di due minorenni. E la coppia si è rivolta alla Sacra Rota

    ROMA – Tre anni di tranquillo matrimonio e poi la scoperta shock, che ha portato alla fine dell’unione: il sacerdote che li aveva sposati è stato condannato per pedofilia e la coppia non ha retto al colpo, chiedendo l’annullamento delle nozze alla Sacra Rota.

    Protagonisti della vicenda, raccontata dagli avvocati Giacinto Canzona e Anna Orecchioni, sono A.F., 32 anni, romana e L.B., 35 anni, di Oriolo Romano. La coppia era convolata a nozze nella chiesa di San Liberato di Bracciano. I due sposi – sottolineano gli avvocati – avevano prenotato la chiesa due anni prima della cerimonia ed avevano fatto il prescritto corso prematrimoniale quando, all’ultimo momento, il sacerdote che aveva seguito i giovani era stato costretto a dare forfait per motivi di salute.

    Fu per questo motivo che la coppia si rivolse a don Massimiliano Crocetti, parroco di Oriolo Romano, per la celebrazione del matrimonio che avvenne nel 2005. Dopo circa tre anni, all’indomani della condanna del sacerdote a quattro anni e quattro mesi di reclusione per aver abusato su due minorenni – uno di Oriolo l’altro di Vetralla – la coppia ha deciso di chiedere l’annullamento del matrimonio al tribunale ecclesiatico per “indegnità del celebrante”.

    (4 dicembre 2008)

  • PEDOFILIA: BRESCIA, RIESAME CONFERMA DOMICILIARI PER SACERDOTE

    PEDOFILIA: BRESCIA, RIESAME CONFERMA DOMICILIARI PER SACERDOTE

    PEDOFILIA: BRESCIA, RIESAME CONFERMA DOMICILIARI PER SACERDOTE

    Brescia, 19 dic. – Il tribunale del riesame di Brescia ha confermato gli arresti domiciliari per Don Marco Baresi, il trentottenne vice rettore del seminario diocesano, arrestato il 27 novembre con l’accusa di aver abusato di un suo allievo, all’epoca dei fatti quattordicenne, e di detenzione di materiale pedopornografico.

    I giudici del tribunale della liberta’ hanno ribadito la necessita’ di custodia cautelare.

    http://www.agi.it/milano/notizie/200712191…mi1020-art.html

  • Casal di Principe – Villa Literno: sacerdote condannato per rapporti con un 12enne

    Casal di Principe – Villa Literno: sacerdote condannato per rapporti con un 12enne

    E’ stato condannato a 6 anni 8 mesi don Marco Cerullo, il sacerdote di Villa Literno arrestato nel dicembre del 2007 con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali ai danni di un ragazzino di 12 anni. Una pena che è andata oltre la richiesta del Pm di condannarlo a 5 anni.

    Il verdetto di primo grado è stato emesso dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Chiaromonte, che ha disposto anche una provvisionale di 50mila euro, immediatamente esecutiva a carico del sacerdote.

    Cerullo, che ha chiesto il giudizio abbreviato, all’epoca dei fatti esercitava come vice parroco, nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal di Principe, e secondo fonti inquirenti fu sorpreso dai carabinieri in flagranza di reato. Un fatto grave che ha scosso le comunità di Casale e Villa Literno, ma sul quale la Diocesi di Aversa non ha mai voluto prendere posizione, chissà se lo farà adesso.

    L’arresto
    Il sacerdote fu arrestato in una zona di campagna tra Casal di Principe e Villa Literno, ad ammanettarlo furono i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Casal di Principe: i militari notarono un’auto ferma in una stradina isolata, si sono avvicinati è secondo le accuse, contestate dal Pm Ricci, e secondo la tesi accusatoria notarono che il parroco stava costringendo il ragazzino a subire un atto orale. Cerullo, secondo fonti legali, vistosi scoperto avrebbe tanto di scappare: mise in moto l’auto costringendo i carabinieri ad un inseguimento, lo raggiunsero quando la sua macchina rimase bloccata in un punto in cui la strada campestre è diventata impercorribile.

    Il ragazzino
    Don Marco Cerullo, difeso dall’avvocato Carmine Uccisero, aveva contatti con il 12enne non solo perché era il suo insegnante di religione in un scuola media (secondaria di primo grado) di Villa Literno, poi essendo dello stesso comune di residenza del ragazzino era considerato dalla famiglia dell’adolescente una figura di riferimento.

    http://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&task=view&id=7605&Itemid=66

  • Pedofilia, altro prete indagato sei bambini lo accusano

    Pedofilia, altro prete indagato sei bambini lo accusano

    di Marino Bisso e Rory Cappelli – Si allarga l´indagine sui preti pedofili. Dopo Don Ruggero Conti nel mirino della procura si trova ora un altro sacerdote, lo spagnolo José Poveda Sanchez, 48 anni, che non vive più in Italia: è stato iscritto nel registro degli indagati con l´accusa di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico.

    Avrebbe abusato di almeno 6 bambini di 10-12 anni quando operava nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima di Aranova (Fiumicino).

    Nel corso della perquisizione in un´abitazione che don Josè utilizza quando viene in Italia, sono stati sequestrati un computer e sono state ritrovate alcune lettere, da cui gli inquirenti sono risaliti ad un ragazzo di 18 anni, che all´epoca delle violenze aveva 14 anni e che avrebbe, però, negato di essere stato molestato o violentato dal prete.

    Il religioso, nel novembre del 2005, a causa delle accuse, era stato poi trasferito, molto probabilmente da monsignore Gino Reali nella cui diocesi ricade la parrocchia di Aranova. Lo stesso monsignore che il pm Francesco Scavo sentirà nei prossimi giorni anche in relazione a don Ruggero Conti, che sarà invece interrogato entro metà novembre. Su don Ruggero, infatti, da anni – pare addirittura dagli anni Ottanta, quando faceva parte della diocesi di Legnano – giravano voci, se non accuse, circa le sue predilezioni pedofile. Perché – si domanda il pm – monsignor Reali non ha ascoltato queste accuse?

    Perché il prete è sempre rimasto in contatto con minori? Le indagini su Ruggero Conti – accusato di violenza sessuale aggravata e continuata, arrestato il 30 giugno e da metà settembre, su decisione del Gip Andrea Vardaro, nonostante il parere negativo del Tribunale del riesame, agli arresti domiciliari in attesa di essere interrogato – erano partite dalla denuncia di un altro prete della stessa parrocchia – quella della Natività di Santa Maria Santissima in via Selva Candida – a seguito della quale erano stati messi sotto controllo i telefoni e il computer del religioso.

    Tantissime le conferme che erano arrivate agli investigatori dagli sms, dalle telefonate e dalla navigazione in rete. Non solo. I carabinieri, perquisendo l´abitazione di don Ruggero, avevano trovato materiale pedopornografico e pornografico. Le accuse più pesanti, tuttavia, erano venute da una decina di ragazzi che all´epoca dei fatti avevano intorno ai 10-12 anni: tutti avevano testimoniato di aver subito dal parroco 55enne pesanti molestie sessuali.

    Il prete, inoltre, li avrebbe anche corrotti, offrendo denaro, vestiti, regali, li avrebbe obbligati a vedere con lui video pornografici per poi costringerli a rapporti sessuali, allontanandoli – come hanno tutti sottolineato nelle loro testimonianze – dalla chiesa. Le prove raccolte avevano portato gli inquirenti a indagare, dopo la denuncia di altri minori, sul periodo trascorso da Don Ruggero nella Chiesa della Beata Vergine Immacolata alla Giustiniana, dove – grazie ad alcune testimonianze – hanno scoperto anche i reati di don Josè.

    (01 novembre 2008)

    http://roma.repubblica.it/dettaglio/Pedofilia-prete-indagato%3CbR%3Esei-bambini-lo-accusano/1538195?ref=rephp

  • Violenza su minore don Marco dal gup

    Violenza su minore don Marco dal gup

    MARILÙ MUSTO – È stata fissata per il diciannove dicembre l’udienza preliminare nella quale il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere deciderà se ci sono sufficienti e idonei elementi di prova per sostenere in dibattimento l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di don Marco Cerullo, sorpreso in una campagna dai carabinieri di Casal Di Principe il diciannove dicembre del 2007 con un suo alunno in atteggiamenti intimi.

    Non si esclude che il difensore del sacerdote possa chiedere il rito abbreviato che permetterà a don Marco, arrestato a dicembre, di beneficiare dello sconto di pena di un terzo ammettendo, però, le colpe. In questo modo la pena da scontare potrebbe essere al di sotto dei sei anni di carcere o di domiciliari.

    Gli avvocati difensori della vittima di undici anni, Costantino Puocci e Sergio Cavaliere, chiederanno, per conto della famiglia del bambino, la costruzione di parte civile. In pratica reclameranno un risarcimento di danni morali e materiali subiti dal minore. Don Marco Cerullo, trentaquattro anni, insegnante di religione nella scuola media di Villa Literno e viceparroco nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal Di Principe, da un anno, è agli arresti domiciliari in una comunità religiosa del basso Lazio mai resa nota dalla curia. La diocesi di Aversa non ha mai commentato le accuse di pedofilia rivolte al giovane sacerdote colto in flagrante dai carabinieri. Alcune indiscrezioni fanno trapelare, ora, che don Marco non ha mai chiesto scusa alla famiglia del suo alunno, né è mai tornato a Casal Di Principe per prendere le sue cose dalla sua stanza in parrocchia.

    Dalle confessioni del ragazzo sarebbe emerso che le attenzioni dell’insegnante di religione erano rivolte non solo a lui, ma anche ad altri alunni che, però, non hanno mai denunciato l’accaduto. Non solo. In sede di incidente probatorio è emerso che con il pretesto di una pizza o di una visita al seminario vescovile di Aversa o in una festa di compleanno, il sacerdote avrebbe cercato di adescare l’alunno facendolo sentire privilegiato. La presunta inclinazione sessuale è venuta allo scoperto solo a dicembre scorso quando i ragazzi della scuola media ed elementare di Villa Literno erano intenti a preparare un progetto sul Natale.

    A don Marco servivano i pastelli per colorare un albero. Così pensò di andarli a comprare in una cartoleria vicina e di portare con sé il ragazzo di undici anni. Alla cartoleria, però, don Marco non arrivò mai. Si fermò in una strada sterrata tra Cancello Arnone e Casal Di Principe e, stando al racconto della vittima, abusò di lui. In caserma il sacerdote pianse davanti ai carabinieri che lo interrogarono ammettendo, probabilmente, il fatto. Solo in seguito pare abbia dichiarato che si trattava solo di un abbraccio affettuoso. Don Marco venne arrestato, ma uscì di prigione venti giorni dopo. Da allora il ragazzo ha intrapreso una terapia ed è stato aiutato dalla famiglia a superare il trauma.

    http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20081017&ediz=CASERTA&npag=40&file=obj_3803.xml&type=STANDARD

  • Padre Ivan – Prete sotto accusa per abusi su minore; condannato in sede civile.

    Padre Ivan – Prete sotto accusa per abusi su minore; condannato in sede civile.

    NAPOLI – Luca partirà per Reggio Emilia con in tasca un «indennizzo» di 40 mila euro, ché ormai di Napoli ne ha le scatole piene. Il prete che ha più volte abusato di lui, padre Ivan, prosciolto dalle accuse in sede penale perché incapace di intendere e di volere (ma solo al momento di commettere i fatti) continuerà a fare il cappellano all’ospedale Cardarelli di Napoli.

    La vicenda è quella che vide coinvolti nel ’99 un minorenne che denunciò abusi sessuali da parte di un prete che lavorava in una chiesa dei Quartieri Spagnoli, e nel 2005 la stessa vittima che citò in giudizio la Curia perché – sostenevano i suoi avvocati – i suoi vertici erano a conoscenza dei fatti e non fecero niente per impedire al viceparroco di nuocere al prossimo.

    Oggi, dopo la sentenza del tribunale penale che prosciolse il prete – e che divenne definitiva perché il pm accolse la richiesta di appello un giorno dopo i termini di scadenza – arriva quella del tribunale civile che da una parte stabilisce l’assenza di responsabilità da parte della Curia, e dall’altra condanna padre Ivan al versamento di un «indennizzo» di 40 mila euro alla giovane vittima, che all’epoca dei fatti era ben lontana dalla maggiore età. Luca subì violenze prima a Napoli, poi a Roma, nella struttura dei Padri missionari della Carità che ospita (normalmente) persone senza fissa dimora di sesso maschile. In quell’occasione, il prete coinvolse nel menage anche un gruppo di clochard.

    «Ma non erano proprio bambini…avevano almeno quattordici-quindici anni», rispose padre Ivan allo psichiatra Pannain che gli domandava perché rivolgesse le sue attenzioni ai bambini, nel corso di una perizia nel 2001. Lo psichatra che invece aveva in cura il prete, lo stesso dottor Poterzio che aveva sostenuto in sede penale di aver più volte avvisato il cardinale Giordano delle condizioni di padre Ivan, «consapevole che dato il ruolo che rivestiva, poteva essere pericoloso per gli altri», in sede civile ha ritrattato quasi del tutto le dichiarazioni rese, scaricando la Curia di ogni responsabilità.

    Allontanamento dalla scuola, inappetenza per molti mesi con senso di nausea, insonnia e frequenti incubi per oltre tre anni, crisi di pianto, comportamenti regressivi, tendenza all’isolamento: Luca viene «indennizzato» con 40 mila euro. Padre Ivan, fa il cappellano. Gli avvocati Giuseppe Aulino e Luciano Santoianni, che difendono la vittima, ora vogliono querelare per falsa testimonianza lo psichiatra Poterzio in base alla difformità delle due dichiarazioni rese. Poi, appelleranno la sentenza nella parte dove si esclude la responsabilità della Curia.
    Ste. Pie.

    Padre Ivan

  • Altri commenti sul caso don Roberto Berti sul blog Mammadolce:

    Altri commenti sul caso don Roberto Berti sul blog Mammadolce:

    Commenti » quello di cui è accusato, Roberto Berti,che non merita di essere considerato un parroco,è solo una piccola parte ,di ciò che di grave ha veramente commesso. la curia lo ha coperto e protetto.

    lui nonostante che la curia sapesse come era, ha continuato a mettere nei sacchi a pelo nudi, ragazzi di san mauro.ha messo nel camper, nel suo letto ,ragazzi a dormire.

    ha picchiato bambini e ragazze,ha umiliato ragazzi e ragazze facendogli subire angherie di vario tipo,niente di strano, lo strano è che sono 3 anni che mi raccomando in curia di controllarlo,risultato?protezione silenzio. ha esercitato mobbing ad alcune persone alla casa famiglia da lui gestita ,ha licenziato senza giusta causa, ha subito processo, ha perso, ma ha licenziato ugualmente .ha plagiato un ragazzo e tutta la sua famiglia,ragazzo riconosciuto non in grado di intendere e volere.ha picchiato bambini di san mauro e ha creato una setta intorno a se,plagiando i deboli.Le persone intorno alla chiesa che vantano conoscenze in curia,sapevano benissimo che elemento e cosa facesse questo prete,sfido chi ha il coraggio di dirmi che non fossero a conoscenza di quello che faceva,che era omosessuale gliel’ho detto in faccia a lui alla curia e a tutti i difensori di san mauro.non pensavo fosse pedofilo.ma non è tutto,le cose veramente gravi le ha fatte alla mia famiglia,ma queste non contano.serviranno a gastigare questo essere immondo,quando calerà il buio su questa vicenda.già da oggi non ne parla più nessuno ,a san mauro da parte dei leccaculo della chiesa è gia partita la linea difensiva.la curia tapperà la bocca ai giornali,il falso prete lo manderanno in un altro posto, e continuerà a mettere nudi i ragazzi nel sacco a pelo in montagna, e a rovinare famiglie come ha fatto a san mauro.di tutto questo, devo fare i miei complimenti al cardinale Antonelli e al suo segretario don Alessandro Lombardi,loro sanno benissimo, che se negano quello che sapevano , vanno all’inferno.Avranno il coraggio di negare? Commento di ora basta | Giugno 29, 2008 Mi chiedo se chi condanna la gente così aspramente, sia un cristiano oppure no…a me hanno insegnato il perdono, e posso assicurare che se questo signore ha commesso dei reati così gravi, non lo avrà certo fatto in momenti di lucidità…perchè io l’ho conosciuto e so che può essere la persona più degna del mondo…purtroppo il suo animo deve esser stato turbato da qsa che lo ha spinto a sragionare..non per questo io mi sentirei di etichettarlo come un mostro. Don Roberto è un umano come tutti noi…ricordatelo. Commento di Darkangel | Luglio 3, 2008 Mi dispiace deluderti,caro Darkangel,prova a metterti nei panni di chi ha subito le angherie di questo personaggio.Sai queste persone come sono felici ,dopo aver subito di tutto e di più,sentire parlare di cristianità e perdono.Questa persona era malata sin da ragazzo, e molto probabilmente si è fatto prete per sfuggire alle prese in giro dei suoi compagni di scuola.A lastra a signa i sui compagni di scuola ,lo chiamavano checchettina.Non ha avuto il coraggio di dichiararsi e si è nascosto dietro l’abito talare.lo sbaglio fatto dalla curia fiorentina è quello di voler a tutti costi nascondere e abbuiare le male fatte di questo personaggio,come di recente fatto con altri fatti successi nelle nostre zone.Non so se l’essere amico intimo di Maniago,abbia contribuito a dare la sicurezza di poter fare quello che gli è parso in questi anni.Ma una volta saltato Maniago è saltato anche lui,forse non c’è relazione di fatti,ma dubbi si.Visto che è un uomo,insomma..(per modo di dire)visto che è uno, e uno può anche sbagliare,anche se vestito da finto prete,se la curia lo avesse punito,non ora,ma quando ha saputo il macello che lui ha fatto,ne avrebbe guadagnato in credibilità,forse non lo sai,ma a firenze hanno fatto fuori tutti,arriverà un vescovo che farà ancor più pulito,e forse con il tempo,perchè ora ci vorrà tempo per riportare credibilità alla curia fiorentina,si potrà riparlare di preti davvero bravi che effettivamente ci sono,anche se pochi e si contano sulle dita di una mano,ma che esistono veramente.Se la curia avesse capito che non tutti i preti sono don roberto,forse qualche cristiano in più ci sarebbe stato.Per finire visto che non sai niente di niente,non dare giudizi,chi ha subito e sofferto ,patisce a sentire persone che non sanno niente difendere, non uno che ha sbagliato,ma la chiesa.state tranquilli,nessuno vuole accusare la vostra chiesa,ma per favore smettetela di proteggere questi elementi sbagliati. Commento di ora basta | Luglio 9, 2008 Trovo che il commento di Darkangel sia del tutto fuori luogo. Tutta la mia solidarietà alle vittime di questo ennesimo caso. Inoltre Darkangel non ti permettere più di insultare il genere umano definendo una persona autrice di simili atrocità “un umano come noi”. I mostri sono anche le persone come te, che con tanta freddezza ed indifferenza invocano perdono e parlano di cristianesimo… ma forse anche tu non l’hai fatto in un momento di lucidità, mi auguro. Commento di veronika70 | Luglio 15, 2008 Se a qualcuno può interessare,il finto prete di San Mauro, ha finalmente avuto il coraggio di spretarsi,(molto probabilmente obbligato,visto che, si sta avvicinando una grossa bufera).Ora non gli rimane altro che dichiarare la sua omosessualità,che se non fosse sfociata nella pedofilia,sarebbe stata per lui, e per tutta la popolazione, una liberazione. Devo fare i miei complimenti ai leccaculo che non demordono,che continuano a difendere questo essere immondo,lo difendono contrariamente alla posizione presa dalla curia,che finalmente a deciso di fermare questo non definibile elemento,e se la curia è arrivata a questo,potete star sicuri, che quello che siete venuti a sapere, è solo la punta di un iceberg.Un dubbio mi viene,non è che le difese sono portate avanti per paura che si venga a sapere di insospettabili che hanno dormito spesso nel letto di costui? In un articolo uscito su Metropoli,qualcuno ha dichiarato che il finto prete,non era ben visto,perchè ha fatto pulito alla casa famiglia ,della vecchia dirigenza.Tanto per chiarire,quello di cui è accusato,non ha niente a che vedere con la casa famiglia.Ha accusato diverse persone di aver rubato,per lui tutti quelli intorno alla parrocchia rubavano,da chi gestiva il bar a chi gestiva la casa famiglia a chi gestiva la misericordia,il risultato è stato che, di tutte le accuse che faceva,non ne è risultata vera nemmeno una.Quello che però tutti hanno notato è stato che,appena preso possesso dei beni di San Mauro,ha cambiato l’auto,si è comprato il camper nuovo per andare a giro con gli amici di merenda,con il contributo a fondo perduto del comune per la sistemazione della chiesa, si è ristrutturato il suo appartamento,con vasca idromassaggio,da lui tanto decantata e decantava anche il megagalattico acquario,magari con babini nudi a nuotare al posto dei pesci.Praticamente voglio dire che il vecchio Priore ,la generosità della popolazione di San Mauro,la elargiva ai poveri e bisognosi,la investiva donando introiti alla misericordia e alla casa famiglia,il finto prete,visto che erano tutti ladri,si elargiva le donazioni per fare la bella vita,altrimenti ci dovrebbe spiegare come ha potuto per se spendere tutti questi soldi in breve tempo,visto che lo stipendio che passa la chiesa è un po misero. Non pensate che con le dimissioni tutto sparisca,i fuochi sono partiti, preparatevi a sentire i botti finali. Per ultimo,per il Paese si sente voci di persone che dicono che alla messa la domenica, predicava bene. A loro rispondo con una lettera,non certo scritta da me,ma da uno che forse se ne intendeva: I MERCANTI DEL TEMPIO: I VERI DEMONI Messa 1 giugno 2008 – IX Domenica del Tempo Ordinario “Non tutti quelli che dicono: “Signo

    re , Signore!” entreranno nel regno di Dio. Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo. Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno: “Signore, Signore! Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo scacciato demòni e abbiamo fatto molti miracoli”. “Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!” Matteo 7:21-23 Commento di ora basta | Settembre 5, 2008 Benvenuto. Vero è che la chiesa passa stipendi miseri e che quindi non dovrebbero essere nella disponibilità dei preti certe ricchezze ma ho letto un libro molto interessante che parla proprio di questo e ne riparlerò volentieri. Ma le cose che dici sono molto dettagliate e non penso che siano state solo sotto i tuoi occhi. Mi piacerebbe che altri confermassero quanto dici e credo che anche gli inquirenti le stanno valutando. Comunque se hai notizie inseriscile pure. Grazie per il contributo. Commento di mammadolce | Settembre 6, 2008 le rispondo molto volentieri. Quel tipo che si metteva la tonaca ed il crocifisso quando lo chiamavano i carabinieri per delle delucidazioni,tutto e dico tutto quello che ha fatto, lo ha progettato con maniacale impegno. Io sono a conoscenza di tutti i suoi progetti e che con il tempo ho visto che li ha portati a termine. Molto forte con i deboli,ma debolissimo contro i forti. Elementi Falsi come questo,io non li ho mai conosciuti. Il problema che le persone che erano intorno a lui,a partire dai dipendenti, a chi gestiva i vari settori,il consiglio della struttura,erano terrorizzate da lui,si spaccano in due per far si di essere ben viste da lui. In riferimento all’articolo uscito ieri su IL FIRENZE, che parla della infermiera licenziata senza giusta causa,lei era una pedina,nel suo macchinoso progetto,da eliminare,tutti sanno che si è avvalso di false testimonianze,gestite da lui,cosa che nessuno dirà. Quello che è venuto fuori è stato che,precedentemente aveva in progetto di cambiare lo statuto interno della struttura,ha eliminato probabili votanti che non poteva gestire,ha formato lui il consiglio fedele,ed ha operato nella struttura agendo a nome del consiglio,ma spesso senza metterlo al corrente di quello che faceva,se non a cose già avvenute. Licenziare una persona ,nonostante la causa persa, perchè ha fatto si precedentemente che queste persone non fossero tutelate dall’articolo 18,in quanto socie lavoratrici,gli è servito a fare impaurire le altre lavoratrici,che stavano portando avanti una causa di mobbing contro di lui,chi è nelle sue grazie può fare le veci di un dottore,chi non sottostà a lui ,possono nascere dei problemi. è nata la gara a chi gli leccava il culo meglio. Lui ha brindato nella struttura per la vincita della causa di licenziamento,le dipendenti che nel frattempo avevano preso un mutuo per la casa,hanno bloccato la causa contro di lui,visto il risultato che ha avuto. Riconosciuto licenziamento senza giusta causa,obbligati a riassumerla, ma licenziata ugualmente. Ora io domando ai consiglieri della struttura,ma loro quando succedeva questo dove erano? erano informati dei fatti reali?sono al corrente che la vittoria personale di quell’elemento è costata circa 120mila euro alla struttura? sicuramente risponderanno di si,ma vi posso garantire che forse non sanno nemmeno che devono sborsare circa 120mila euro,bella gestione complimenti,è stato come il marito che per far dispetto alla moglie, si e evirato. Date retta a me,lui stava rischiando grosso li dentro, come stava rischiando un sindacalista da lui corrotto ed un medico del lavoro. I 120mila euro non certo sborsati da lui,visto che si è tolto una soddisfazione personale,gli sono serviti a far si che non uscisse fuori altro. Ma queste sono solo delle piccolezze, solo per far si ,che venga un pò conosciuto che elemento è. Ho letto anche che alla ginestra, chi ha il coraggio di dire la verità è guardato male, se capissero la sofferenza di chi ha subito questo elemento,non agirebbero così. Non abbiate paura a parlare, lo so che è una vergogna dichiarare che il proprio figlio è andato a letto con lui, se non avete il coraggio di parlare, domandatelo ai vostri figli se nelle gite organizzate c’era l’usanza di dormire nel letto del camper con lui e magari chi era il prescelto, è normale che sceglie i figli delle famiglie devote, le famiglie che la domenica sono intorno a lui, voi credete ciecamente a quello che fate, era lui il porco che si è sempre approfittato della vostra bella buona fede. Non merita di essere solo punito dalla chiesa, lui deve essere giudicato penalmente, perché tutto quello che ha fatto lo ha fatto coperto da un incarico,che come hanno fatto a farlo prete questo ,solo il dio lo sa. L’unica cosa di positivo è che nonostante la curia abbia fatto di tutto per nascondere ,visto quello che già aveva fatto alla Ginestra,non è riuscita nell’intento. Un augurio al nuovo cardinale di Firenze, che possa far si che tutti i preti seguano delle direttive ben precise dettate dall’alto,e non come è stato permesso in questi anni di fare quello che gli pareva a tutti.Spero che riesca a dare credibilità, che per ora a Firenze e dintorni è molto bassa. Commento di ora basta | Settembre 9, 2008 La dipendente licenziata ha una causa penale in corso per un presunto reato commesso all’interno della struttura. Dei soldi spesi per il licenziamento ne sono tutti a conoscenza, visto che i conti della Cooperativa vengono controllati annualmente da un Revisore del Ministero del Lavoro, da un Revisore ufficiale dei Conti eletto dai soci e da un comitato tecnico. Nessuno ha avuto a che ridire visto il comportamento della persona!!!! Il bridisi, se c’è mai stato, è stato per la liberazione dei dipendenti da un simile demone. Il livore con cui ora basta sputa fuori il suo veleno condendolo di falsità mi fa pensare che sia uno o una di quelli a cui Don Roberto aveva tolto la bistecca di bocca e ora gliela fanno pagare cara, come gli avevano pubblicamente giurato… Pensate che “il suo appartamento” con la vasca idromassaggio è la canonica, dove lui (se mai vi avesse traslocato) vi sarebbe stato solo qualche anno…. poi ci sarebbe stato qualche altro parroco. Pensate che per otto anni ha alloggiato in due stanze attigue alla Misericordia. E l’auto ed il camper sono stati pagati dai suoi parenti. Controllate i conti della Parrocchia, tornano!!!! Prima di giudicare aspettate le sentenze, state mettendo le persone alla pubblica gogna, senza un contraddittorio, senza garanzie…. e questa gogna mediatica è pubblicata in tutto il mondo! Spero che non vi capiti di avere sulla coscienza nessun innocente. Commento di innominato | Settembre 13, 2008 Inizierei sottolinenando la frase “presunto reato commesso”,che lascia molto spazio alla fantasia di quello che poi davvero è successo quel “famigerato giorno”visto che i processi per fortuna non si decidono in base alle presunzioni personali. Tutti sono capaci a fare affermazioni,molti sono anche piuttosto sicuri di quello che dicono,ma pochi,forsi pochissimi parlano con cognizione di causa. Quei pochi che parlano con cognizione di causa lo fanno nel bene e nel male perchè sono stati toccati da vicino da avvenimenti e fatti che hanno cambiato le loro vite. Ahimè davanti ad una “persona”quale Roberto Berti”è difficile che esse siano state toccate in bene. Tu “innominato”parli di una liberazione da “un simile demone”io direi piuttosto,il giorno del brindisi che ha segnato un vuoto che in molti hanno notato,forse tu no,ma non parlerei di demone licenziato,quanto più di demone che ha brindato. Un brindisi dovuto ad una sceneggiatura calcolata con cura ,un cast scelto con effimera convinzione di ottenere una liberazione da una scomoda figura sul palcoscenico,un palcoscenico che ormai Roberto Berti voleva tutto per se. Un brindisi dovuto alla felicità per la convinzione e la fermezza con cui è riuscito a muovere tutte le sue pedine,in particolare quella che poi ancora oggi stà recitando da oscar nelle aule dei tribunali penali,un brindisi che lo ha portato
    all a pazzia,una pazzia che deriva da molto prima. Parlano della sua Jacuzzi,parlano del suo camper,parlano di tante cose vere effettivamente,anche se io metterei l’accento su quella che era la sua vita,e su quella che invece “quale uomo di chiesa”avrebbe dovuto essere. Parlo di quel brindisi per liberarsi da un demone che ha sempre lavorato onestamente,infatti non ricordiamo solo il processo in corso,ma ricordiamo anche ciò che ormai è passato in giudicato,ovvero una sentenza di licenziamento illegittimo,non una liberazione,un licenziamento non conforme alle normative vigenti. Commento di Valencia | Settembre 13, 2008 Complimenti innominato, vedo che finalmente qualcuno che crede di sapere quello che lui, il vero indemoniato, gli abbia fatto credere, si fa avanti. Non perdo tempo a parlare con te. Ti dico soltanto di non dire chi sei, non ti merita. molto ma molto presto saresti sputtanato per tutto San Mauro. Siamo vicini alla svolta, poi, se quello che dici lo dici per dimostrare la tua fedeltà, per far vedere che non abbandoni la tua guida satanica, fallo pure, ma segui il mio consiglio che ti merita, non rivelare chi sei, faresti una figura di merda. Ti dimostro sicurezza perché solo chi sa, se lo può permettere, te non ti puoi permettere niente, perché te sei un suo oggetto messo lì ad eseguire solo e dico solo, quello che lui, il tuo santone, ti diceva di fare, hai mai provato a ragionare con il tuo di cervello?credo che anche tu sia uno di quelli che ha plagiato bene, studiano bene per far si che gli resti semplice plagiare i deboli come te, io credo di aver capito benissimo chi sei, e se non ho sbagliato, anche tu sei una creatura di don Roberto.Dimmi sei uno di quelli messi nel consiglio fatto ad personam da il tuo magico portatore di luce? Ti accorgerai presto che era meglio da parte vostra far calare il silenzio su questi fatti,invece di fare i paladini.Preparati la bomba e più imminente di quello che ti puoi aspettare. Ciao ci sentiamo molto ma molto presto. Commento di ora basta | Settembre 13, 2008 Caro innominato mi sono dimenticato di dirti che carta canta. Il che vuol dire che non è niente di presunto ma solo e semplice verità.11 aprile 2007 Atto esposto Tribunale ordinario del lavoro numero di sentenza 508 n.r.g.1830/06 n.cron.4549.condanna il rappresentante pro tempore Don Roberto Berti, te sai benissimo la verità, pensi di far credere alla gente che sia falsità, sono atti pubblici esposti che chiunque può leggerli, vergognati ad insinuare, sei pietoso, come fai ad avere il coraggio di affermare il falso. Invito tutti i lettori di questi commenti a verificare chi dice verità o falsità. Potete richiedere di leggere La sentenza, visto che è pubblica, con il riferimento dei numeri che io vi ho comunicato, poi chiederemo all’innominato il perché delle sue falsità. Avete brindato alla vittoria, cara la vittoria 120.000 euro più, visto che di vittoria si tratta 3000 euro tra diritti e onorari più le spese, iva, e cpa.e da quello da te dichiarato, affermando di essere tutti informati ,mi lascia allibito. Io spero che la popolazione di San Mauro, quando vi vede passare, vi chieda il perché, avete permesso di sperperare i soldi in questa maniera, solo per un capriccio personale del vostro portatore di luce?Circola voci che per pagare la quattordicesima ai dipendenti, sia stato chiesto un mutuo, non mi dirai mica che è vero? Perché se ipoteticamente fosse vero, dovresti essere commissariati e denunciati, sicuramente non è vero. Sono dati difficili per venirne facilmente in possesso, quelli facili sono gli atti pubblici esposti. Se non sei soddisfatto prova a stuzzicarmi, e poi ti accorgi che non spargo veleno ma solo e semplice verità. Comunque se prima avevo un piccolo dubbio, ora sono sicuro è stato facile riconoscerti. Commento di ora basta | Settembre 13, 2008 Anche per me è stato facile riconoscerti Commento di innominato | Settembre 15, 2008 Bravo,visto che sai chi sono,sai che a me le barzellette non le raccontate.Ciao a presto. Commento di ora basta | Settembre 15, 2008 Caro ora basta…. Hai scelto il nome giusto ORA BASTA di insinuare, provocare, odiare, sparlare, perche la verità e che hai sparlato troppo e che non hai niente di meglio da fare che stare a scrivere fesserie. Non so dove sta la verita, ma qualcuno mi ha insegnato al rispetto di certi momenti che sono difficili per tutti noi, e prima di giudicare e emettere sentenze aspettate di sapere e non basatevi solo su alcune illazioni. San Mauro vive di falsita, chiacchere chiacchere e chiacchere. Mi dispiace solo che sia finito tutto cosi, lui forse poteva cambiare le realtà parrocchiali dove tutte le persone vivevano le opere di carità come manie di protagonismo mettendo in primo luogo il proprio IO. Commento di Flowers | Settembre 16, 2008 Se tu Flowers, fossi stato a conoscenza del progetto di vostro signore crocefisso, perché dopo quello che è stato scritto su metropoli, è così che bisogna chiamarlo, ti saresti accorto di come e perché lui, (Gesù)voleva cambiare le realtà parrocchiali, coadiuvato da un altro santo, che ad una riunione di paese qualche anno fa, vi ha salutato con il gesto dell’ombrello. Ma ora basta,( come dici tu ed hai ragione), dice basta. Con quello che io dico, si è spostato l’attenzione da quello che penalmente è importante,cioè, mettersi qualcuno a dormire insieme. Chi ha dormito con lui, chi ci ha dormito e poi si allontanato dal giro, il ragazzo che dopo una notte con lui, la mattina imbarazzato, ha raccontato di essersi “bagnato”senza capire il motivo, quello che alla sua compagna gli chiedeva di supplicare il Berti,perché non voleva dormire con lui, perché non aveva il coraggio di comunicarlo, queste sono le persone che devono parlare e queste persone non sono della Ginestra, ma è il continuo comportamento effettuato da vostro signore Gesù cristo, Roberto Berti,dalla Ginestra a San Mauro .Ora basta non vi dice più niente, perché quando sento dire che come don Roberto, c’è stato solo uno prima di lui, ed è Gesù, mi vengono i brividi, non c’è peggio cieco di chi non vuol vedere e peggio sordo di chi non vuol sentire. Spero che qualcuno abbia il coraggio di parlare, tre di questi suoi compagni di letto, sono stati plagiati, confiderei in quello,che per primo è stato avvicinato e che ha avuto la forza di allontanarlo e non farlo più avvicinare, che possa parlare, ma la sua famiglia visto che è casa e chiesa glielo impedirebbe di sicuro, il che vuol dire che questo Gesù rischia di farla franca, come tanti altri come “Gesù” come lui. Ora aspetto che qualcuno parli in prima persona. Commento di ora basta | Settembre 16, 2008 Rischia di farla franca,come tanti altri “Gesù” come lui. Commento di ora basta | Settembre 16, 2008 @ora basta – Forse ti stai aspettando troppo, non credi? se ci sono delle persone che non stanno parlando chiudendosi in silenzio, ormai da tempo, non penso che lo faranno ora. La coscienza o ce l’hai o non te la compri. Il silenzio può essere di mille modi e non tutto può essere condannato ma se una testimonianza può essere cruciale per scoprire la verità forse bisognerebbe dirla anche a scapito del singolo ma a salvaguardia di molti. Hai risposto tu al commento di Darkangel e non credo che sia l’unico/unica che pensa e scriva certe farneticazioni: l’essere cristiano non c’entra niente col perdono e men che meno gli accadimenti che a volte ci avvelenano la vita perchè questo non giustifica comportamenti del genere o saremmo tutti dei matti violentatori, assassini e pedofili. Commento di mammadolce | Settembre 17, 2008 Grazie mammadolce di quello che mi dici,il tuo è un pensiero bello, ma leggo in questo tanta tua delusione,come quella che ho io. Io in questo momento parlo con te fingendo di essere in privato. Ho cercato di far venir fuori la parola, in prima persona,di chi ha subito le angherie di questo elemento. Rispondo a te solo per dirti di non preoccuparti,se con il passare del dempo ci fosse bisogno,io sono l’ultima carta,non voglio essere quella determinante perchè per quello che lui ha fatto a tante persone
    non ce ne era bisogno,ma in casi estremi,estremi rimedi. Commento di ora basta | Settembre 19, 2008 @ora basta – grazie invece a te che provi in ogni modo a smuovere le coscienze. Ricorda che in tanti lo facciamo, qui e altrove, e nessuno di noi è solo: noi possiamo contare su una solidarietà ed un altruismo che altri neanche sfiorano. Ritrovarsi da soli a fare i conti con i propri errori ed accorgersi che questi hanno provocato dolore ad altri è una condizione terribile: io sono dalla parte opposta e tenderò sempre la mia mano a chi ha bisogno di aiuto vero. Ricorda sempre di alimentare la tua forza, il tuo coraggio e non preoccuparti delle sciocche e vuote considerazioni di alcuni. Se vuoi aprire un discorso privato puoi scrivere alla mail che vedi sopra. Ti risponderò volentieri. Un caro saluto. Commento di mammadolce | Settembre 19, 2008 Vorrei fare un’appello a pincopallino. Visto che trovi facilmente i nomi di questi esseri,non è che per caso sai dove hanno nascosto “gesù” di san mauro? Spero che sia in una stanzetta senza finestre chiuso e controllato,e non come è uso solitamente trattarli,cioè in strutture da far invidia ad un 5 stelle. Comunque gli adepti di san mauro sanno dove è e qualcuno si è incontrato.Siccome si è sparsa la voce che qualcuno lo cerca,sarebbe bene far sapere dove è,in maniera che non dorma tanto tranquillo,come non ha fatto dormire tranquilli ,lui il “gesù” ,diverse persone. un grazie anticipato. Commento di ora basta | Settembre 21, 2008

  • «Aiutarono il prete accusato di pedofilia» Vescovi in Procura

    «Aiutarono il prete accusato di pedofilia» Vescovi in Procura

    * * * Faccia a faccia COMO – Monsignori in silenzio davanti alle domande del magistrato che li accusa di favoreggiamento nell’ inchiesta per violenza sessuale che ha portato alla condanna dell’ ex parroco di Laglio.

    Convocati ieri in Procura, il vescovo emerito di Como, Alessandro Maggiolini, il vescovo di Crema, Oscar Cantoni e l’ ex vicario generale della Curia lariana, Enrico Bedetti, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I tre prelati sono stati convocati in tribunale dal pubblico ministero Maria Vittoria Isella, titolare dell’ inchiesta che ha portato nel maggio scorso alla condanna a 8 anni di don Mauro Stefanoni.

    Nella requisitoria conclusiva, il magistrato aveva puntato il dito contro i massimi vertici della Curia di Como, dichiarando apertamente che l’ allora vescovo monsignor Maggiolini e i suoi più stretti collaboratori avevano ostacolato le indagini, avvisando in anticipo l’ ex parroco di Laglio dell’ inchiesta in corso. Ieri pomeriggio, il magistrato ha convocato in Procura i monsignori indagati. Nessuno dei tre però ha risposto alle domande.

    Il primo ad arrivare al palazzo di giustizia del capoluogo lariano, attorno alle 15, è stato il vescovo emerito di Como monsignor Maggiolini. Seduto su una sedia a rotelle, il presule è entrato da una porta sul retro, accompagnato dagli avvocati Vittorio e Carlo Rusconi, legali di fiducia della Curia lariana. Nell’ ufficio di Maria Vittoria Isella, Maggiolini è rimasto una decina di minuti, senza rispondere ad alcuna domanda.

    Poi si è allontanato velocemente, sempre da un’ uscita secondaria, senza rilasciare dichiarazioni. »Sto bene, grazie», si è limitato a rispondere alle domande dei cronisti. Poco prima delle 16 è stata la volta del vescovo di Crema Oscar Cantoni. Accompagnato dagli stessi legali di fiducia della Curia, l’ ex braccio destro di monsignor Maggiolini è sfilato a sua volta davanti al magistrato lariano, restando però in silenzio davanti alle domande del sostituto procuratore. Il copione si è ripetuto identico un quarto d’ ora dopo, quando è stato il turno di monsignor Bedetti.

    Come gli altri prelati, si è avvalso della facoltà di non rispondere e non ha risposto al magistrato. Silenzio anche all’ uscita dal tribunale di Como. Né il vescovo di Crema, né l’ ex vicario generale della Curia hanno voluto dire nulla ai cronisti. Nessun commento neppure dai legali che li hanno accompagnati dal pubblico ministero. Qualche minuto più tardi, raggiunto mentre tornava a piedi verso casa per le vie del centro storico del capoluogo lariano, monsignor Bedetti si è abbandonato però a uno sfogo amaro. «Non c’ è nessun rispetto per la nostra privacy – ha detto -. L’ inchiesta è ancora in una fase preliminare e non siamo accusati di nulla, ma vediamo i nostri nomi sui giornali.

    Questa è la cosa che mi addolora più di tutto». * * * Il caso L’ inchiesta Il 21 ottobre 2004 i genitori di un ragazzo minorenne di Laglio denunciano il parroco, don Mauro Stefanoni, per presunte violenze sessuali sul figlio. Il pubblico ministero Maria Vittoria Isella apre un’ inchiesta che si conclude il 29 maggio 2008 con la condanna a 8 anni del sacerdote, che nel frattempo era stato trasferito a Colico (Lecco). Solo il mese successivo don Mauro viene sospeso dall’ attuale vescovo di Como monsignor Diego Coletti La curia Nell’ inchiesta vengono coinvolti i vertici della curia lariana, monsignor Alessandro Maggiolini, vescovo all’ epoca dei fatti e i suoi più stretti collaboratori, monsignor Enrico Bedetti e monsignor Oscar Cantoni.

    Secondo l’ accusa, i tre hanno ostacolato le indagini, convocando in curia don Mauro e avvisandolo dell’ inchiesta a suo carico prima che gli inquirenti firmassero l’ avviso di garanzia e potessero concludere gli accertamenti. Secondo l’ accusa, dopo essere stato informato dai suoi superiori, don Mauro diventò «muto» al telefono e guardingo

    Campaniello Anna

    https://web.archive.org/web/20150927215034/http://archiviostorico.corriere.it/2008/settembre/05/Aiutarono_prete_accusato_pedofilia_Vescovi_co_7_080905044.shtml