Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Venaria Reale

  • I preti assolvono il loro collega, il tribunale statale lo condanna

    I preti assolvono il loro collega, il tribunale statale lo condanna

    22 Dicembre 2011
    Cadute le presunte accuse per pedofilia
    Il tribunale ecclesiastico proscioglie don Ilario Rolle

    VENARIA REALE — Il tribunale ecclesiastico ha prosciolto don Ilario Rolle dalle gravi accuse di pedofilia. Accuse per il quale, in primo grado, il sacerdote della Reale è stato condannato, con il rito abbreviato, a tre anni e otto mesi di carcere dalla giustizia ordinaria. Secondo i giudici, don Rolle, 59 anni, avrebbe abusato sessualmente di un quindicenne. Un giudizio che l’ex parroco della comunità Santa Gianna Beretta Molla, ha sempre respinto con forza. Adesso per “don Internet”, il precursore della lotta alla pedofilia nell’universo telematico con il suo sito Davide.it, è arrivata l’assoluzione della diocesi torinese. Il tribunale ecclesiastico ha, infatti, ritenuto opportuno far decadere il precetto del cardinale Severino Poletto che impediva a don Rolle di partecipare alle celebrazioni liturgiche a Santa Gianna e di celebrare nelle chiese pubbliche. Così lo scorso 29 ottobre l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, ha deciso di prosciogliere don Rolle dalle accuse. (Il servizio completo sul giornale in edicola)

    http://www.ilrisveglio-online.it/?PAGE=one_article&CODE=7595&MENU=150

  • Il bacio proibito del prete antipedofilia

    Il bacio proibito del prete antipedofilia

    di Sarah Martinenghi
    E´ conosciuto per il suo impegno nella lotta alla pedopornografia, è il creatore di siti internet con filtri protetti per i bambini, è uno dei preti che ha ricevuto più premi e riconoscimenti, e ha sempre detto che la sua missione è quella di «proteggere i minori».

    Eppure proprio da un bambino è stato messo nei guai. E ieri mattina, durante un´udienza riservatissima e a porte chiuse, è stato condannato: a don Ilario Rolle sono stati inflitti tre anni e otto mesi in abbreviato con l´accusa di «violenza sessuale». Una condanna pesantissima, che va persino oltre alle richieste fatte dalla procura.

    A emettere la sentenza è stato il giudice per l´udienza preliminare Cristiano Trevisan. Il delicato fascicolo era stato assegnato dal procuratore aggiunto Pietro Forno al sostituto Stefano Demontis, che nel corso della sua requisitoria aveva chiesto la condanna del prete a un anno e otto mesi. Ma il giudice ha ritenuto che l´episodio di cui il prete era accusato fosse grave e che non sussistesse l´ipotesi «lieve» di violenza sessuale sostenuta dalla procura, infliggendo due anni di più rispetto alla richiesta della stessa accusa, forse anche perché dal passato di don Ilario sarebbero emerse altre ombre.

    L´accusa di aver abusato di un minore non è in questo caso intesa come stupro, e non si tratta nemmeno di episodi di palpeggiamento: nel capo d´accusa contro il prete di Venaria non c´è nulla di tutto ciò anche se il reato contestato rientra nella pedofilia. Sarebbe stato «solo» un bacio a far finire don Rolle alla sbarra. Un bacio sulle labbra, però, dato a un dodicenne che frequentava l´oratorio e con cui il prete aveva un rapporto di amicizia e di affetto. E questa è stata proprio la difesa del sacerdote, assistito dall´avvocato Stefano Castrale, che si è proclamato innocente, spiegando che il bambino ha confuso un suo gesto d´affetto, scambiandolo per qualcos´altro, e per effusioni che comunque non sarebbero state così intime.

    Ma quel bambino, assistito dall´avvocato Silvia Navone, secondo l´accusa, non avrebbe avuto alcun motivo per inventarsi di aver ricevuto un bacio dal prete. Lo aveva confidato una volta tornato a casa, parlandone prima con il convivente della madre, e poi con la sua mamma. E la donna aveva deciso di sporgere denuncia in procura, solamente perché venisse accertata la verità. Il giudice ha creduto al piccolo, e oltre a condannare don Ilario Rolle, ha anche disposto una provvisionale di risarcimento alla famiglia.

    L´episodio del bacio sarebbe avvenuto un paio di anni fa, proprio nell´oratorio della parrocchia Santa Gianna Beretta Molla a Venaria Reale, in cui don Ilario è parroco. Nel corso delle indagini e del processo non sarebbero emersi altri episodi di «violenza» o altri casi di bambini abusati. La procura si è trincerata dietro il silenzio, e nessuno ha voluto commentare la condanna inflitta ieri al sacerdote. L´avvocato difensore Stefano Castrale farà senz´altro appello. Ma tre anni e otto mesi di carcere sono tanti, e l´accusa di pedofilia rischia di rovinare per sempre una vita dedicata alla lotta contro la violenza sessuale sui minori.
    (03 dicembre 2009)

    Don Ilario Rolle è condannato per violenza La difesa: «Il mio è stato un gesto d’affetto»
    Il prete cacciatore di pedofili baciava sulla bocca i bambini
    TORINO 03/12/2009 – A chi gli contestava di essere un pedofilo ha risposto che tra lui e quel ragazzino che lo accusava esisteva solo e semplicemente un rapporto di affetto, nulla di più. Affetto che, evidentemente, il ragazzino doveva aver scambiato per qualcos altro.

    Per un bacio vero e proprio, un bacio sulle labbra. Un gesto che a don Ilario Rolle, il prete cinquantottene che da anni lotta contro la pedopornografia in Internet, è costato ieri mattina una condanna a 3 anni e otto mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un minorenne. Un minorenne che all’epoca dei fatti, un paio di anni fa, aveva da poco compiuto 12 anni. Si è concluso ieri mattina, in un’aula del Tribunale di Torino, il processo nei confronti del fondatore dell’Associazione Davide Onlus per la promozione dei diritti dei minori su Internet e dell’ormai celebre sito Internet Davide.it, che mette a disposizione delle famiglie un filtro d’accesso al Web che rende sicura la navigazione e blocca siti illegali e nocivi. «I siti filtrati – si legge sulla home page di Davide.it – (pedofilia, pornografia, violenza, ecc.) sono più di 12 milioni ». «Questo sito – si legge ancora sulla home page – è rivolto ai genitori che vogliono proteggere la navigazione dei propri figli». Ma il paladino della battaglia contro la pedofilia, la pornografia e la pedopornografia è finito a sua volta nei guai per aver abusato sessualmente di un ragazzino di 12 anni mentre si intratteneva con lui all’interno dell’oratorio della Parrocchia Santa Gianna Beretta Molla di Venaria Reale. Questa, per lo meno, è la tesi sostenuta dalla Procura di Torino, rappresentata in aula dal pubblico ministero Stefano Demontis durante il processo celebrato con rito abbreviato. Pubblico ministero che nei confronti di don Ilario Rolle aveva chiesto una condanna a 1 anno e otto mesi di reclusione. La pena inflitta dal gup Cristiano Trevisan è stata tuttavia più alta, sensibilmente più severa. E per certi versi inaspettata.

    A mettere nei guai il prete anti-pedofilia era stata, due anni fa, una confidenza che un ragazzino, abituale frequentatore dell’oratorio venariese, aveva fatto al convivente della madre. Il ragazzino, di 12 anni, aveva raccontato all’uomo che don Rolle lo aveva baciato sulle labbra mentre era rimasto da solo con lui. «Mi ha dato un baio sulla bocca, non so spiegarmi il motivo ». Il ragazzino era tornato a casa e si era confidato con l’uomo. L’uomo ne aveva quindi parlato con la propria convivente, la madre del dodicenne. E la donna aveva a quel punto deciso di sporgere denuncia nei confronti del prete. Don Ilario Rolle, assistito dall’avvocato Stefano Castrale nel procedimento che si è concluso ieri, si è sempre difeso spiegando che quel ragazzino aveva certamente mal interpretato quel che voleva essere solo e semplicemente un gesto d’affetto, un sincero gesto d’affetto nei confronti di una persona alla quale si vuole bene. Altro che bacio sulle labbra, altro che pedofilia. Nei confronti del dodicenne c’era stato solo affetto, nulla di più e niente di male. Ma l’accorata difesa del prete non è servita, la sua tesi non è passata. E il gup Trevisan ha deciso infine di condannarlo a 3 anni e otto mesi di reclusione. Il ragazzino vittima degli abusi era parte civile con l’avvocato Silvia Navone.

    Giovanni Falconieri

  • Ma dal passato emergono ombre inquietanti. Nel ’90 un altro ragazzino accusò don Rolle

    Ma dal passato emergono ombre inquietanti. Nel ’90 un altro ragazzino accusò don Rolle

    Ma dal passato emergono ombre inquietanti. Nel ’90 un altro ragazzino accusò don Rolle
    Pedofilia: parla il prete condannato: “Non ho baciato quel bambino”. Ma intanto si autosospende

    TORINO 04/12/2009 – Stupore e incredulità, sorpresa e amarezza. I fedeli della Parrocchia Santa Gianna Beretta Molla di Venaria Reale non nascondono lo shock per la condanna di don Ilario Rolle a 3 anni e otto mesi di reclusione con l’accusa di pedofilia.

    Il loro parroco è un pedofilo? Il paladino della battaglia contro la pedopornografia insidia i minori? No, non è possibile. Non è questa la verità. La città di Venaria e gli abituali frequentatori della parrocchia difendono don Ilario, e anche la Curia si stringe attorno al parroco condannato (che nel frattempo si è pure autosospeso). Ma dal passato emergono ombre inquietanti, come quel processo al quale don Rolle venne sottoposto negli anni ’90 per presunti atti di libidine compiuti nei confronti di un ragazzino. Fu prosciolto, ma i dubbi rimasero.

    Era il 1990, don Ilario aveva 39 anni ed era il parroco di Vallongo, una frazione di Carmagnola. Venne rinviato a giudizio per fatti che sarebbero avvenuti tra il 1988 e il 1989, con lui finì nei guai anche un noto avvocato, Giancarlo Rossi Carpino. Ad accusare entrambi fu un ragazzino che nell’88 aveva 12 anni. Don Rolle si difese affermando che il ragazzino che lo accusava era uno sbandato, una testa calda che aveva voluto vendicarsi perché non era stato accolto in comunità ma costretto a tornare a vivere con il padre. Il ragazzino faceva parte del mondo della baby prostituzione maschile della stazione di Porta Nuova, a presentarlo a don Rolle era stato Giancarlo Rossi Carpino. « Ma l’avvocato – spiegò don Ilario non mi disse che aveva conosciuto il ragazzino in quegli ambienti ».

    Il ragazzino era un tipo difficile, «una volta – raccontò ancora don Rolle – fu addirittura fermato dalla polizia e sorpreso con una pistola addosso. Dopo quell’epi – sodio non gli permisi più di tornare da me, gli dissi di andare a vivere con suo padre». Il ragazzino rispose “te la farò pagare”. E pochi mesi dopo raccontò a un assistente sociale di essere stato oggetto di attenzioni sessuali da parte di don Ilario. «È un’accusa senza senso – fu la secca replica del parroco -, tutti hanno sempre potuto vedere, e alla luce del sole, il mio comportamento tenuto con i giovani». Una difesa che risultò vincente: don Rolle venne infatti prosciolto. Fu invece condannato l’alt ro imputato del processo, l’a v v oc a t o Rossi Carpino.
    A quasi vent’anni di distanza da quel processo, il prete anti-pedofilia è finito di nuovo nei guai. Ma questa volta il processo si è concluso in maniera diversa, con una severa condanna per violenza sessuale nei confronti di un minorenne.

    Ma la Curia difende il parroco, attraverso un comunicato reso noto ieri pomeriggio: «Affermiamo il nostro rispetto per il lavoro della magistratura e nello stesso tempo abbiamo motivo per confermare la stima e fiducia nei confronti del sacerdote – si legge -. Riconosciamo infatti il valore positivo del serio lavoro educativo svolto da anni da don Ilario a tutela dei minori e il suo impegno nel ministero pastorale. Nello stesso tempo – prosegue la nota – apprezziamo il gesto di grande sensibilità pastorale di don Ilario che, vista la sentenza, ha chiesto comunque al l’Arcivescovo di essere esonerato dal servizio parrocchiale nella fiducia e nell’attesa che si faccia verità nei successivi gradi di giudizio e sia riconosciuta la sua innocenza».

    Giovanni Falconieri

    http://www.cronacaqui.it/news-pedofilia-parla-il-prete-condannato-non-ho-baciato-quel-bambino-ma-intanto-si-autosospende_29534.html

    Un vecchio articolo di Repubblica su don Rolle

    ‘QUEL SACERDOTE MI INSIDIAVA’

    Repubblica — 06 settembre 1990 pagina 22 sezione: CRONACA
    TORINO Don Ilario Rolle, 39 anni, parroco di una frazione di Carmagnola, una cittadina in provincia di Torino, è stato rinviato a giudizio dal tribunale per presunti atti di libidine compiuti nei confronti di un ragazzo, Giovanni, ora quattordicenne. I fatti risalgono a un periodo compreso tra l’ 88 e l’ 89. Insieme al sacerdote, finirà sotto processo anche l’ avvocato Giancarlo Rossi Carpino, 35 anni, uno dei principali imputati del processo ai pedofili torinesi che inizierà nello stesso giorno, l’ 8 ottobre. Su questo nuovo caso di presunta pedofilia, che questa volta coinvolge un prete, le autorità ecclesiastiche non hanno, per ora, preso alcun provvedimento. Non ci è giunta alcuna comunicazione da parte dell’ autorità giudiziaria, come convenuto dal nuovo Concordato, si è limitato a dire don Franco Peradotto, vicario generale. Il parroco di Vallongo continua quindi a svolgere la sua attività pastorale, tanto che in questi giorni si trova ad Ala di Stura, nelle valli di Lanzo, insieme a un gruppo di giovani. Alle accuse lanciate dal ragazzo, sia Rossi Carpino, attualmente agli arresti domiciliari proprio ad Ala di Stura, che don Rolle, replicano senza scomporsi, almeno in apparenza. Certo, non fa piacere essere accostati a una vicenda come quella dei pedofili dice adesso don Ilario ma una spiegazione alle accuse di Giovanni ce l’ ho. Si tratta di un ragazzo difficile, sbandato, che ha voluto vendicarsi di me, e di altra gente, perché si sentiva respinto, non accettato. Avrebbe voluto tornare nella piccola comunità della mia parocchia, dove l’ avevo accolto. Io, però, volevo che andasse a vivere con il padre, a Salerno. Giovanni, una famiglia sfasciata, uno dei tanti ragazzini che ruotano nel mondo della baby-prostituzione maschile della stazione di Porta Nuova, era stato presentato, un paio d’ anni fa, a don Rolle da Rossi Carpino. L’ avvocato, tuttavia sostiene il sacerdote non mi aveva detto che lo aveva incontrato negli ambienti della prostituzione. L’ ho scoperto in seguito. Tra una fuga e l’ altra, un soggiorno dal padre e un ritorno nei vecchi posti, Giovanni, ricorda don Rolle, era persino stato fermato con una pistola dalla polizia di Napoli. Dopo quell’ episodio, mi ha telefonato varie volte, chiedendo di ritornare da me. Ma io sono stato duro, gli ho detto di andare da suo padre, che era giusto così. Lui l’ ha presa male e mi ha gridato: Te la farò pagare’ . Pochi mesi dopo, nella primavera dell’ anno scorso, Giovanni è stato di parola. A un’ assistente sociale ha raccontato di essere stato oggetto di attenzioni sessuali da parte di don Ilario. Ma è un’ accusa senza senso, tutti hanno sempre potuto vedere, e alla luce del sole, il mio comportamento tenuto con i giovani, si difende il parroco di Vallongo. Su don Rolle anche l’ avvocato Rossi Carpino si sbilancia in positivo: E’ una bravissima persona, dice. Sarà il processo a chiarire se le accuse di Giovanni sono soltanto la pesante ripicca di un ragazzo di vita che si è sentito tradito.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/06/quel-sacerdote-mi-insidiava.html

  • don Ilario Rolle, cacciatore di pedofili, condannato per pedofilia

    don Ilario Rolle, cacciatore di pedofili, condannato per pedofilia

    di Sarah Martinenghi – E´ conosciuto per il suo impegno nella lotta alla pedopornografia, è il creatore di siti internet con filtri protetti per i bambini, è uno dei preti che ha ricevuto più premi e riconoscimenti, e ha sempre detto che la sua missione è quella di «proteggere i minori». Eppure proprio da un bambino è stato messo nei guai. E ieri mattina, durante un´udienza riservatissima e a porte chiuse, è stato condannato: a don Ilario Rolle sono stati inflitti tre anni e otto mesi in abbreviato con l´accusa di «violenza sessuale». Una condanna pesantissima, che va persino oltre alle richieste fatte dalla procura.

    A emettere la sentenza è stato il giudice per l´udienza preliminare Cristiano Trevisan. Il delicato fascicolo era stato assegnato dal procuratore aggiunto Pietro Forno al sostituto Stefano Demontis, che nel corso della sua requisitoria aveva chiesto la condanna del prete a un anno e otto mesi. Ma il giudice ha ritenuto che l´episodio di cui il prete era accusato fosse grave e che non sussistesse l´ipotesi «lieve» di violenza sessuale sostenuta dalla procura, infliggendo due anni di più rispetto alla richiesta della stessa accusa, forse anche perché dal passato di don Ilario sarebbero emerse altre ombre.

    L´accusa di aver abusato di un minore non è in questo caso intesa come stupro, e non si tratta nemmeno di episodi di palpeggiamento: nel capo d´accusa contro il prete di Venaria non c´è nulla di tutto ciò anche se il reato contestato rientra nella pedofilia. Sarebbe stato «solo» un bacio a far finire don Rolle alla sbarra. Un bacio sulle labbra, però, dato a un dodicenne che frequentava l´oratorio e con cui il prete aveva un rapporto di amicizia e di affetto. E questa è stata proprio la difesa del sacerdote, assistito dall´avvocato Stefano Castrale, che si è proclamato innocente, spiegando che il bambino ha confuso un suo gesto d´affetto, scambiandolo per qualcos´altro, e per effusioni che comunque non sarebbero state così intime.

    Ma quel bambino, assistito dall´avvocato Silvia Navone, secondo l´accusa, non avrebbe avuto alcun motivo per inventarsi di aver ricevuto un bacio dal prete. Lo aveva confidato una volta tornato a casa, parlandone prima con il convivente della madre, e poi con la sua mamma. E la donna aveva deciso di sporgere denuncia in procura, solamente perché venisse accertata la verità. Il giudice ha creduto al piccolo, e oltre a condannare don Ilario Rolle, ha anche disposto una provvisionale di risarcimento alla famiglia.

    L´episodio del bacio sarebbe avvenuto un paio di anni fa, proprio nell´oratorio della parrocchia Santa Gianna Beretta Molla a Venaria Reale, in cui don Ilario è parroco. Nel corso delle indagini e del processo non sarebbero emersi altri episodi di «violenza» o altri casi di bambini abusati. La procura si è trincerata dietro il silenzio, e nessuno ha voluto commentare la condanna inflitta ieri al sacerdote. L´avvocato difensore Stefano Castrale farà senz´altro appello. Ma tre anni e otto mesi di carcere sono tanti, e l´accusa di pedofilia rischia di rovinare per sempre una vita dedicata alla lotta contro la violenza sessuale sui minori.
    (03 dicembre 2009)

    http://torino.repubblica.it/dettaglio/il-bacio-proibito-del-prete-antipedofilia/1795517