Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Inghilterra: l’inchiesta indipendente sugli abusi nelle istituzioni riguarda anche la Chiesa cattolica

    Inghilterra: l’inchiesta indipendente sugli abusi nelle istituzioni riguarda anche la Chiesa cattolica

    Dopo sette anni di indagini e un costo di 186 milioni di sterline, circa 213 milioni di euro, sono stati resi noti oggi nel Regno Unito i risultati dell’inchiesta di Stato sugli abusi nelle istituzioni britanniche (Independent inquiry into child sexual abuse). Avviata dalla premier Theresa May nel 2015, l’inchiesta, partita  all’indomani dello scandalo di Jimmy Savile, il famoso dj della Bbc, che, coperto da colleghi e superiori, aveva per anni infierito su vittime innocenti, ha accertato che circa 7mila persone hanno subito abusi nel corso di diversi anni. Impressionanti i numeri: 725 i testimoni ascoltati, 325 le udienze pubbliche.

    Decine gli enti e gli istituti indagati: dal Parlamento di Westminster alla Chiesa d’Inghilterra; dalla Chiesa cattolica alle autorità locali; dalle Istituzioni cui erano e sono affidati minori e adulti vulnerabili agli enti religiosi. I casi esaminati risalivano anche agli anni Cinquanta, perché l’obiettivo dell’inchiesta non era di individuare i colpevoli degli abusi ma indagare le strutture manageriali, i valori e i canali di comunicazione delle istituzioni per capire in che modo gli abusi fossero stati possibili. 

    L’indagine si è anche occupata della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles chiamata in causa, tra il 1970 e il 2015, per oltre 3mila segnalazioni di abusi, che hanno portato all’individuazione di oltre 900 persone legate alla Chiesa e all’avvio di 177 azioni penali conclusesi con 133 condanne. A testimoniare davanti all’inchiesta sono stati il primate cattolico Vincent Nichols e l’arcivescovo di Birmingham Bernard Longley che hanno chiesto scusa alle vittime degli abusi per le mancanze della Chiesa.
    «Accogliamo positivamente il rapporto finale dell’inchiesta di Stato, lo studieremo con attenzione e ci scusiamo senza riserve verso coloro che hanno subito tali abusi nella Chiesa» Lo scrive in un comunicato la Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles a commento dei risultati emersi dall’inchiesta di Stato e aggiunge: «promettiamo inoltre un rinnovato e ancora più intenso impegno affinché tutti i minori e le persone vulnerabili che rischiano di subire abusi vengano tutelati e protetti».

    Nel comunicato, i vertici della Chiesa cattolica ricordano anche il lavoro fatto per mettere a punto nuove strutture di prevenzione degli abusi più adeguate. Sulla vicenda è intervenuto anche il «Catholic council», ossia l’ente che la Chiesa ha istituito nel 2015 per affiancare l’inchiesta di Stato. «La Chiesa cattolica – si legge in una nota emessa per l’occasione – non si fermerà nel suo lavoro di protezione verso chiunque desideri avvicinarsi o abbia intenzione di entrare in contatto con le nostre realtà perché vogliamo rendere la Chiesa un luogo sicuro per tutti». Il Catholic council ricorda inoltre che già «prima della pubblicazione del rapporto (reso noto oggi), la Chiesa cattolica, nel novembre del 2020, aveva commissionato, su sua iniziativa, un’inchiesta indipendente sulle proprie strutture con lo scopo di proteggere minori e gli adulti vulnerabili», e aggiunge che tale «lavoro sta per essere implementato».

    A vigilare sul rispetto delle procedure di salvaguardia di minori e adulti vulnerabili sarà la «Catholic Safeguarding Standards Agency», il nuovo ente istituito dalla Chiesa nell’aprile del 2021. La Chiesa cattolica si impegna, poi, a seguire tutte le raccomandazioni fatte dall’inchiesta di Stato britannica. Un pensiero infine il Catholic council lo riserva per le vittime degli abusi «che – si legge ancora nel testo – hanno avuto un’importanza fondamentale nella messa a punto della nuova agenzia». «Per questo – conclude – la Chiesa rimane impegnata in un ascolto umile di coloro che sono stati feriti dalle azioni dei membri della Chiesa cosi che le loro esperienze possano guidare il nostro lavoro».

    fonte: sir

    https://www.catt.ch/newsi/inghilterra-linchiesta-indipendente-sugli-abusi-nelle-istituzioni-riguarda-anche-la-chiesa-cattolica/

  • Abusi, il Papa chiede perdono a un gruppo di vittime inglesi

    Abusi, il Papa chiede perdono a un gruppo di vittime inglesi

    Città del Vaticano, 13 giu. (askanews) – Papa Francesco ha chiesto “perdono” a nome della Chiesa ad un gruppo di uomini del Regno Unito che da bambini sono stati vittime di abusi sessuali da parte di frati comboniani e loro dipendenti laici, ed ha promesso loro che telefonerà oggi stesso al superiore generale dell’ordine religioso per chiedergli di riceverli.

    “Il papa ha ascoltato pazientemente e attentamente i nostri racconti ed era visibilmente orripilato e choccato da alcuni esempi”, racconta ad askanews Bede Mullen, portavoce del gruppo: “Mi è sembrato sinceramente scosso”.

    “Molti di noi hanno elaborato gli abusi subiti, il problema è la continua negazione che abbiamo subito da parte dei comboniani, anche adesso”, afferma Bede. “Il papa era sinceramente toccato quando ci ha chiesto perdono per il modo in cui siamo stati trattati e ha detto che questo pomeriggio stesso telefonerà personalmente al superiore dei Comboniani per chiedergli di incontrarci: un incontro pastorale, senza avvocati, col cuore aperto”.

    Il gruppo proviene da Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda, ed era accompagnato dal cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westmnster, e dal vescovo Marcus Stock di Leeds, dove si trova il seminario minore di Mirfield dove sono avvenuti gli abusi negli anni Sessanta e Settanta.

    L’udienza questa mattina è durata quasi due ore. Gli otto uomini, tutti con un’età tra i 60 e i 70, gli hanno raccontato ognuno la propria storia di abusi subiti. L’udienza, avvenuta nella biblioteca del Palazzo apostolico, è stata “emotiva”, racconta Mullen, molti ricordando la propria esperienza “avevano le lacrime agli occhi”. Alla fine Bede Mullen ha fatto il punto della situazione che accomuna tutto il gruppo.

    Già prima dell’udienza, il gruppo dei sopravvissuti dei comboniani inglesi avevano chiarito che avrebbero raccontato al papa sia gli abusi subiti sia il rifiuto dei Comboniani di chiedere perdono e prendersi cura delle vittime. Quel che il gruppo chiede è il riconoscimento pubblico dell’inadeguatezza della risposta, l’assistenza pastorale, la rimozione del provinciale inglese e del responsabile locale della salvaguardia dei minori. “La risposta che abbiamo ricevuto dall’Ordine dei Comboniani fino ad oggi può essere caratterizzata come non cristiana, priva di empatia e non conforme all’insegnamento del Santo Padre e del Vangelo”.

    “Siamo anziani ormai, abbiamo tra i 60 e i 70 anni”, afferma Bede Mullen: “Vogliamo solo essere in pace prima di lasciare questa terra”.

    https://www.askanews.it/esteri/2022/06/13/abusi-il-papa-chiede-perdono-a-un-gruppo-di-vittime-inglesi-pn_20220613_00177/

  • “I sacerdoti preferiscono morire, piuttosto che rompere il segreto della confessione”

    “I sacerdoti preferiscono morire, piuttosto che rompere il segreto della confessione”

    Seduto di fronte all’Inchiesta Indipendente sull’Abuso Sessuale sui Bambini la scorsa settimana, il Cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, lo ha messo in chiaro una volta per tutte: “I sacerdoti preferirebbero morire, piuttosto che rompere il segreto della confessione”.

    Ed è la risposta all’ennesima richiesta di obbligare i sacerdoti a denunciare i casi di abuso, anche quando questi verrebbero appresi nel segreto della confessione. Una tendenza, quella di cercare di abolire il segreto della confessione che ha radici lontane, e che negli ultimi anni è stata riproposta a più riprese (dall’Irlanda nel 2011 ad un comitato delle Nazioni Unite nel 2014), tanto che la Penitenzieria Apostolica si è sentita in dovere di pubblicare una nota sul tema l’1 luglio 2019.

    Sentito dalla commissione, il Cardinale ha sottolineato che, nel corso della storia, “i sacerdoti sono morti per difendere il loro ruolo in confessione, e che se questo dovesse essere messo in discussione, si tornerebbe a questa situazione”.

    Il Cardinale Nichols ha preso anche una posizione personale. “Io – ha detto – difenderei assolutamente il segreto della confessione. Il segreto della confessione è di natura sacra ed è al cuore del ministero sacerdotale di colui che agisce nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

    Il Cardinale ha quindi sottolineato che “il segreto della confessione è parte essenziale nell’esercizio del sacerdozio come un nesso tra la mia umanità peccatrice e la misericordia di Dio”.

    Il Cardinale Nichols ha per questo chiesto alla commissione di inchiesta governativa di “pensare bene prima di raccomandare che il rapporto sugli abusi sia reso obbligatorio per i sacerdoti in ogni circostanza, perché questo potrebbe mettere gli stessi sacerdoti a rischio di false denunce che qualcuno abbia confessato. Qualcuno potrebbe farsi avanti e dire: ‘Ho detto a padre X che sono un abusatore… chiunque lo potrebbe fare e nessun prete potrebbe difendersi”.

    Alla domanda se una richiesta ufficiale di rompere il segreto della confessione potesse essere ben ricevuto dai vescovi, il Cardinale Nichols ha risposto: “Non sarebbe ben ricevuto, sarebbe rifiutato”.

    Il Cardinale ha detto che nessuno gli ha mai confessato di essere pedofilo in confessione, e in generale ha sottolineato che “coloro che abusano bambini sono convinti di non fare nulla di male e per questo è molto improbabile che confessino i loro atti come un peccato”.

    La possibile richiesta di rompere il segreto della confessione da parte della commissione di inchiesta britannica sarebbe solo l’ultima di una serie di simili obblighi, che in alcuni casi sono già realtà.

    In particolare, il Senato della California ha approvato lo scorso 24 maggio la legge 360, con 30 voti a favore e 2 contrari, che chiede ai sacerdoti di riportare ogni sospetto o conoscenza di abusi su minori ottenute anche durante il sacramento della confessione di un altro sacerdote o collega.

    In Cile, c’è un progetto di legge che obbliga religiosi e sacerdoti a denunciare alla giustizia i casi di abuso sessuale su minori anche quando questi siano stati rivelati durante il segreto della confessione, discusso lo scorso aprile anche nell’assemblea generale dei vescovi cileni.

    In Australia, l’inchiesta della Royal Commission aveva portato – dopo aver ascoltato oltre 8 mila testimonianze su casi di abuso – ad una raccomandazione che chiedeva di mettere da parte il segreto della confessione. La Chiesa Cattolica australiana ha già fatto sapere che non romperà il segreto della confessione”, perché si tratta di una raccomandazione – avevano notato i vescovi – “contraria alla nostra fede e nemica della libertà religiosa. Siamo impegnati nella salvaguardia dei bambini e delle persone vulnerabili, ma allo stesso tempo manteniamo il sigillo. Non vediamo come salvaguardia e sigillo della confessione si possano escludere l’uno con l’altro”.

    Ma ci sono già leggi in Australia che rendono obbligatorio riportare quello che si sente in confessione: si è cominciato con o Stato di Canberra, che obbligano i sacerdoti a violare il segreto confessionale quando la confessione riguarda un abuso sessuale, mentre già si è messi in fila per approvare leggi simili lo Stato di Western Australia, e stanno studiando la materia in South Wales e Victoria, forse seguendo l’esempio del Queensland, dove c’è già l’obbligo di rompere il segreto della confessione in caso di rivelazioni su abusi su minori, così come in South Australia e nell’Australian Capital Territory.

    Anche a livello internazionale non ci erano andati leggeri. nel 2014, il Comitato ONU per la Convenzione sui Diritti del Bambino – vale a dire, il Comitato che valuta come le convenzioni siglate vengono applicate dagli Stati aderenti nel loro territorio – arrivò addirittura a fare pressioni sul diritto canonico, non distinguendolo dalle leggi dello Stato di Città del Vaticano, che erano invece oggetto della Convenzione, e criticando “il codice del silenzio vaticano”, che impedisce “pena scomunica” ai membri del clero di andare a denunciare i casi di cui vengono a conoscenza alle autorità.

    https://www.acistampa.com/story/i-sacerdoti-preferiscono-morire-piuttosto-che-rompere-il-segreto-della-confessione-12683

  • Abusi, accusato il prete figlio di Tolkien

    Abusi, accusato il prete figlio di Tolkien

    John Tolkien, figlio del celebre John Ronald Reuel Tolkien, l’autore dei best seller della trilogia de “Il Signore degli Anelli”, avrebbe commesso abusi sessuali su dei boy scout

    Matteo Orlando

    John Tolkien, figlio del celebre John Ronald Reuel Tolkien, l’autore dei best seller della trilogia de “Il Signore degli Anelli”, avrebbe commesso abusi sessuali.

    Nel corso di un’Independent Inquiry into Child Sex Abuse (un’inchiesta appoggiata dal governo britannico, che riguarda diverse confessioni religiose e istituzioni e che ha visto lo svolgersi delle sue ultime udienze a Londra dal 12 al 16 novembre) è venuto fuori che l’arcidiocesi di Birmingham ha gestito malamente delle accuse di abusi da parte di quattro sacerdoti, tra cui proprio don Tolkien, che morì nel 2003.

    Padre Tolkien era stato accusato di aver ordinato a dei boy scout di spogliarsi mentre lavoravano in una parrocchia di Sparkhill (diocesi di Birmingham) negli anni ’50. L’arcidiocesi era stata informata di analoghe denunce contro di lui nel 1968, secondo una nota del tempo che è stata citata dall’inchiesta, ma aveva rifiutato di trasmetterle alla polizia.

    Don Tolkien, che era stato inviato a fare un trattamento per superare determinati problemi psicologici legati alla sessualità, era ritornato presto al ministero attivo, ma era ricaduto in altre accuse di reati sessuali contro un altro ragazzo nel 1970.

    Jacqueline Carey, consulente legale per l’inchiesta, ha rivelato che nel 1993 l’arcivescovo Maurice Couve de Murville, allora alla guida dell’arcidiocesi di Birmingham, ha detto che non avrebbe agito perché padre Tolkien era in cattive condizioni di salute e stava andando in pensione. Alla fine la polizia era stata allertata nel 1994, ma non era stata intrapresa alcuna azione fino al 2001. Un’indagine aveva portato alla decisione di non processare Tolkien figlio.

    Un’altra accusa era stata fatta contro don Tolkien nel 2002 e l’anno successivo Christopher Carrie, ex Boy Scout di Birmingham, aveva ottenuto – “senza alcuna ammissione di responsabilità” – un risarcimento extragiudiziale di quindicimila sterline, dopo che aveva fatto causa alla Chiesa per gli abusi.

    L’arcivescovo di Birmingham Bernard Longley si è scusato a nome della Chiesa per gli abusi praticati da alcuni chierici e, durante la sua testimonianza del 16 novembre, ha riconosciuto i fallimenti della Chiesa di Birmingham nella protezione dei bambini ed ha assicurato il suo impegno per la tutela dei bambini e degli adulti vulnerabili.

    “So che le scuse arrivano troppo tardi e sono inadeguate”, ha detto Longley. “Dobbiamo imparare dagli errori seri che abbiamo commesso”, ha aggiunto l’arcivescovo. “Posso solo dire che spero non sia troppo tardi. Rappresento una Chiesa il cui messaggio è che non è mai troppo tardi, ma non spetta a me dirlo in relazione alle vittime e ai sopravvissuti agli abusi”.

    Il cardinale Vincent Nichols di Westminster, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles e arcivescovo di Birmingham dal 2000 al 2009, avrebbe dovuto affrontare l’inchiesta ma si è ammalato durante un servizio funebre per i caduti di guerra l’11 novembre scorso e non è stato in grado di partecipare. Adesso saranno presi degli accordi per permettere la sua testimonianza il prossimo 13 dicembre.

    L’arcidiocesi di Birmingham è una delle diocesi dell’Inghilterra e del Galles tra le più colpite dagli abusi dei chierici. Dagli anni ’50, sono state fatte almeno 78 accuse contro persone dell’arcidiocesi di Birmingham, e almeno 13 preti sono stati condannati in tribunale o messi in guardia dalla polizia.

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/abusi-accusato-prete-figlio-tolkien-signore-degli-anelli-1603577.html?mobile_detect=false

  • Assemblea Cei: al centro dell’incontro dei vescovi italiani i casi di pedofilia

    Assemblea Cei: al centro dell’incontro dei vescovi italiani i casi di pedofilia

    Si aprirà domani l’assemblea straordinaria della Conferenza episcopale italiana. Si parlerà di liturgia e sarà un confronto in vista dell’anno pastorale appena cominciato, a partire dal tema delle missioni e dalla presenza nelle diocesi italiane di sacerdoti stranieri. Ma in primo piano resta la grave questione della pedofilia che ha investito la Chiesa in tutto il mondo. Il presidente dei vescovi italiani, il card. Gualtiero Bassetti, aveva preannunciato un documento nel quale, tra l’altro, si dovrebbe rilanciare la necessità della massima collaborazione con le autorità; in primo piano anche la prevenzione. “I vescovi si confronteranno sul lavoro della Commissione Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa” conferma la nota che annuncia l’assemblea che si terrà a Roma fino a giovedì 15 novembre. La stessa questione della pedofilia sarà al centro anche dell’assemblea nazionale dei vescovi cattolici statunitensi a Baltimora, dopo una serie di scandali enormi venuti alla luce quest’anno. I vescovi hanno preso in considerazione diverse riforme per dare una risposta più forte ma alcuni attivisti cattolici chiedono ulteriori passi, tra cui la pubblicazione dei nomi di tutti i membri del clero accusati di abusi. Una coalizione di attivisti ha annunciato l’affissione delle proprie richieste sulle porte delle chiese a Baltimora e altrove. Assemblea dei vescovi da domani anche in Cile, a La Florida. La Chiesa cilena ha visto in questo 2018 un vero e proprio tsunami a causa degli abusi, che ha portato a tante dimissioni e anche alle eccezionali decisioni di Papa Francesco di riduzione allo stato laicale di alcuni ecclesiastici. Tutto questo in vista dell’incontro dei presidenti delle conferenze episcopali del mondo con il Papa a febbraio. Intanto anche in Inghilterra la Chiesa cattolica è stata messa sotto indagine sulla sua gestione degli abusi sessuali su minori e l’insabbiamento dei casi di preti predatori da parte dei vescovi. La prossima settimana alcune vittime testimonieranno in un’indagine indipendente, insieme a leader della Chiesa, funzionari ed esperti di protezione dei minori. Anche il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, dovrebbe dare la sua testimonianza martedì 13 novembre. Sarà la prima volta che un ecclesiastico così alto in grado sarà sottoposto in Inghilterra a un controllo incrociato sotto giuramento. Nichols è stato arcivescovo di Birmingham – la diocesi che è sotto esame in questa indagine – dal 2000 al 2009. In Usa, a Buffalo, è invece cominciata una nuova forma di protesta: alcuni parrocchiani stanno usando il cesto della raccolta domenicale delle offerte a messa per chiedere le dimissioni del vescovo Richard Malone, finito sotto attacco perché un suo ex assistente ha fornito dei documenti ai media americani dai quali si evincerebbe che il vescovo non sanzionò sacerdoti della sua diocesi accusati di pedofilia.

    https://www.agora24.it/2018/11/assemblea-cei-al-centro-dellincontro-dei-vescovi-italiani-i-casi-di-pedofilia/

  • Concistoro 2014. Per cardinale un protettore di preti pedofili, Inghilterra, l’arcivescovo Vincent Nichols accusa la stampa di congiura anticattolica

    Concistoro 2014. Per cardinale un protettore di preti pedofili, Inghilterra, l’arcivescovo Vincent Nichols accusa la stampa di congiura anticattolica

    BBC accusato di pregiudizio anti-cattolico
    Arcivescovo cattolico di Birmingham Vincent Nichols
    Mr Nichols ha parlato a nome dei cattolici in Inghilterra e Galles
    L’arcivescovo cattolico di Birmingham ha criticato sezioni della BBC, accusandoli di pregiudizio anti-cattolico.

    SER Mons. Vincent Nichols ha detto parti della notizie e attualità reparto della società è apparso per visualizzare la Chiesa cattolica “ostilità”.

    Le sue osservazioni sono state fatte prima di tre programmi che ha detto criticato la Chiesa cattolica.

    In una dichiarazione rilasciata a Londra il Lunedi, ha detto un programma in particolare, era “offensivo per tutti i cattolici in questo paese”.

    Papa caricaturale

    I tre programmi dovute ad essere trasmesso sono Kenyon Confronts, che indaga accuse di pedofilia nella chiesa, un programma documentario Panorama chiamato Sex and the Holy City e una serie animata BBC Three Popetown, in cui il Papa è caricaturale.

    L’arcivescovo ha individuato Kenyon Confronts per particolari critiche e nella sua dichiarazione ha detto che il programma è stato incentrato sulla “vecchie” le denunce di abusi che erano stati adeguatamente studiati.

    Egli ha anche affermato i ricercatori per il programma erano avvicinati sacerdoti dell’arcidiocesi di Birmingham in modo aggressivo, tra cui una presunta chiamata a uno nelle prime ore del mattino.

    Un 79-anno-vecchio prete è stato telefonò da un giornalista che agisce per la società il giorno il sacerdote aveva lasciato l’ospedale dopo l’intervento chirurgico, ha detto.

    E ‘offensivo per tutti i cattolici in questo paese
    SER Mons. Vincent Nichols su Kenyon Confronts

    Egli ha affermato un altro anziano sacerdote era stato “conquistato” da un giornalista in una casa di cura.

    Nella dichiarazione, l’arcivescovo ha detto: “La BBC è una grande società e le mie obiezioni non sono diffusi in tutta la BBC o di fare con la BBC come istituzione.

    «Ma ci sono chiaramente elementi o individui, soprattutto – per quanto posso dire – nei notizie e attualità, che sembrano avvicinarsi alla Chiesa cattolica con grande ostilità.

    “Certamente la comunità cattolica è stufo di vedere un servizio pubblico con il canone da pagare giornalisti senza scrupoli che cercano di ri-diffondere notizie vecchie e di trasmettere programmi che sono così fazioso e ostile. Troppo è troppo.”

    ‘Falso’

    Ha anche detto che i piani per la BBC per segnare il Giubileo d’argento di Papa Giovanni Paolo II e la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta con la proiezione del programma Panorama Sex and the Holy City non ha riconosciuto il “significato emotivo e storico di questi momenti” .

    Una dichiarazione BBC ha detto Kenyon Confronts stava esaminando come la chiesa cattolica trattare le vittime di abusi sui minori passato.

    La dichiarazione ha detto: “Si dà voce a coloro che si sentono i loro casi dovrebbero essere sentite.

    “Riconosciamo l’arcivescovo ha preoccupazioni per il programma. Crediamo che sia una questione di grave interesse pubblico che saranno abbastanza esaminato e segnalato.

    “Prendiamo la grande cura per rispecchiare tutte le fedi nel Regno Unito e in programma per celebrare il Giubileo d’argento di Papa Giovanni Paolo II attraverso la radio, la televisione e online. Avremo anche segnare la beatificazione di Madre Teresa per il nostro pubblico in patria e all’estero.”

    La critica dell’arcivescovo arriva dopo i tentativi da parte dell’arcivescovo di Westminster, il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, per disegnare una linea sotto il sesso del bambino scandali di abusi nella Chiesa cattolica.

    Il Cardinale Murphy-O’Connor ha chiesto scusa per il suo “errore” nella nomina Padre Michael Hill come cappellano in aeroporto di Gatwick nel 1985.

    Il sacerdote è stato arrestato l’anno scorso dopo essersi dichiarato colpevole di sei reati di offesa al pudore contro tre ragazzi.

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/3196222.stm

    Thursday, 16 October, 2003, 09:54 GMT 10:54 UK
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    Church sex files ‘should stay closed’
    Archbishop of Birmingham, the Most Reverend Vincent Nichols
    Archbishop Nichols believes sections of the BBC are “hostile”
    A Roman Catholic Archbishop has said there is no reason to reopen the Church’s files on sexual abuse for independent investigation.

    The Archbishop of Birmingham, the Most Reverend Vincent Nichols, was responding to calls made in the Kenyon Confronts programme, broadcast on BBC One on Wednesday night.

    He said he was “profoundly sorry” for the damage done by the Church, but said its files should remain private.

    Archbishop Nichols, who recently criticised sections of the BBC as “hostile” towards the Roman Catholic Church, said the programme should not have been shown on the eve of the silver jubilee of Pope John Paul II.

    New cases

    He said: “I appreciate the damage that is done by childhood abuse and the hurt that remains long after those events.

    “I have personally met all but one of those mentioned in this programme. I am profoundly sorry for the injuries caused by Catholic priests.”

    But he added: “This programme also called for the Catholic Church’s files on child sexual abuse to be opened to independent scrutiny.

    “The programme implied that this would reveal significant numbers of new cases and new victims of child abuse.

    “There is no evidence to support this opinion.

    Police request

    “The facts are that the files of the Archdiocese of Birmingham back to the 1950s were thoroughly inspected three years ago in order to make sure that there are no hidden cases.

    “Files have been opened to the police on request.”

    The programme found more than half of Catholic priests surveyed said they thought the Church had dealt inadequately with alleged abuse by priests.

    An ICM poll also found three-quarters of priests surveyed said their training had not prepared them for dealing with allegations of child sex abuse.

    Just over half those questioned said they trusted the Church to take care of problems with its own clergy.

    The Archbishop, who is chairman of the Catholic Office for the Protection of Children and Vulnerable Adults, recently said the Church still has “a lot to learn” about dealing with child sex abuse allegations.

    Roma 02/10/2006 09:50
    CHIESA CATTOLICA CRITICA BBC PER PROGRAMMA SU PRETI PEDOFILI

    Roma, 2 ott. (Apcom) – La Chiesa cattolica ha criticato la Bbc per aver mandato in onda un documentario in cui si accusa la sistematica copertura garantita da Papa Ratzinger, quando era ancora cardinale, a casi di abusi sessuali su minori commessi da preti. Come riferisce il sito della Bbc, l’arvicescovo di Birmingham Vincent Nichols ha definito “totalmente fuorviante” il documentario. Nel programma si è parlato di un documento del Vaticano – il ’Crimen Sollicitationis’ – scritto nel 1962, che apparentemente fornirebbe indicazioni ai vescovi su come gestire i casi di abusi su minori. Gli autori del documentario hanno intervistato padre Tom Doyle, un ex avvocato dalla Chiesa, licenziato dal Vaticano per le sue critiche ai casi di abusi, chiedendogli di interpretare il documento. Secondo Doyle, si tratterebbe di un testo che fornisce le direttive per coprire i casi di abusi sessuali. La Chiesa cattolica afferma invece che il documento non ha nulla a che vedere con questa questione, e riguarderebbe invece l’uso improprio delle confessioni. L’arcivescovo Nichols, che ha parlato a nome dei vescovi cattolici in Inghilterra e in Galles, ha detto che “il documentario fornisce una interpretazione errata di due documenti del Vaticano, per collegare la figura del Papa all’orrore degli abusi sessuali”.

    Fonte: http://today.reuters.it/

    Vescovi Gb: False accuse a Papa di aver insabbiato abusi bimbi
    lunedì, 2 ottobre 2006 11.00
    di Deborah Haynes
    LONDRA (Reuters) – I vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles hanno bollato come “falso e interamente ingannevole” un documentario della Bbc sul presunto insabbiamento di abusi sessuali su minori in base a un sistema messo in opera da da Benedetto XVI prima di diventare Papa.
    Il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, primate di Inghilterra e Galles, vuole scrivere questa settimana a Mark Thompson, direttore generale della British Broadcasting Corporation (Bbc), per protestare contro il programma, trasmesso ieri.
    Il documentario di “Panorama”, programma di attualità di punta della Bbc, prendeva in esame quello che è stato descritto come un documento segreto scritto nel 1962 che fissa una procedura riguardo agli abusi su bambini all’interno della Chiesa.
    Il documento impone un giuramento di segretezza su vittima, sacerdote coinvolto ed eventuali testimoni. La rottura del giuramento comporterebbe la scomunica, dice la Bbc.
    “La procedura mirava a proteggere la reputazione del sacerdote finché la Chiesa avesse indagato, ma in pratica può offrire un modello per l’insabbiamento”, dice il documentario della Bbc.
    “L’uomo incaricato di attuarlo per 20 anni fu il cardinale Joseph Ratzinger”, ha detto nel programma “Reati sessuali e Vaticano” il giornalista Colm O’Gorman.
    Ratzinger è stato a capo della Congregazione per la dottrina della fede, responsabile dell’attuazione della dottrina, dal 1981 fino alla sua elezione nell’aprile 2005.
    Il Vaticano oggi ha detto che sta esaminando la trascrizione del programma, ma per il momento non ha rilasciato commenti.
    In risposta al documentario, l’arcivescovo Vincent Nichols di Birmingham, nell’Inghilterra centrale, ha detto che la Bbc dovrebbe “vergognarsi dello standard del giornalismo usato per mettere in piedi questo infondato attacco a Papa Benedetto XVI”.
    L’arcivescovo dice che ci sono due filoni nel documentario, uno che mette in luce casi di abusi su bambini da parte di preti – un reato che la Chiesa cattolica ha trattato con serietà, attenzione e trasparenza – e l’altro che costituisce un attacco il Vaticano.
    “Questo aspetto del programma è falso e interamente ingannevole”, ha detto Nichols in un comunicato sottoscritto dai vescovi di Inghilterra e Galles.
    “E’ falso perché travisa due documenti del Vaticano e li usa in modo ingannevole per collegare gli orrori degli abusi sui bambini alla persona del Papa”. Il secondo documento citato dalla Bbc è un aggiornamento del 2001 al testo originale.
    La Bbc difende il proprio documentario. “La protezione dei bambini è chiaramente una questione assolutamente di interesse pubblico”, ha detto in un comunicato in risposta alle critiche del vescovi.
    “La Bbc sostiene il programma di stanotte ’Panorama’, e invita gli spettatori a farsi una loro opinione una volta che l’abbiano visto”.

    Fonte: www.corriere.it/
    02 ott 09:53 Gran Bretagna: pedofilia, chiesa cattolica critica Bbc
    ROMA – La chiesa cattolica accusa un documentario mandato in onda dalla Bbc in cui si descrive la sistematica copertura garantita da Papa Ratzinger, quando era ancora cardinale, a casi di abusi sessuali su minori commessi da preti. Come riferisce il sito della Bbc, l’arcivescovo di Birmingham Vincent Nichols ha definito “totalmente fuorviante” il documentario. Il programma ha citato un documento del Vaticano – il ’Crimen Sollicitationis’ – del 1962, che fornirebbe indicazioni ai vescovi su come gestire i casi di abusi su minori. Gli autori del documentario hanno intervistato padre Tom Doyle, un ex avvocato dalla chiesa, licenziato dal Vaticano per le sue critiche ai casi di abusi, chiedendogli di interpretare il documento. Secondo Doyle, si tratterebbe di un testo che fornisce le direttive per coprire i casi di abusi sessuali. (Agr)

  • Times. Primate di Inghilterra e Galles protesse prete pedofilo

    Times. Primate di Inghilterra e Galles protesse prete pedofilo

    David Pearce condannato a 8 anni di prigione
    L’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols ha presieduto un’istituzione cattolica attiva nell’assistenza di minori proprio mentre un prete pedofilo, David Pearce, era oggetto di indagini. L’ufficio che faceva capo a Nichols non e’ mai intervenuto.

    Londra, 10-04-2010

    Il capo della chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles e’ stato responsabile di un sistema per la protezione dei minori che ha permesso ad un prete pedofilo di continuare a commettere abusi nonostante ripetute segnalazioni da parte delle vittime. Lo sostiene il Times quale conclusione di un’inchiesta condotta dallo stesso quotidiano.

    L’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, attuale primate della chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles, ha presieduto dal 2001 al 2008 un’istituzione cattolica attiva nell’assistenza di minori (Catholic Office for the Protection of Children and Vulnerable Adults – Copca) proprio mentre un prete pedofilo, David Pearce, era oggetto di indagini da parte della chiesa e della polizia. Ma l’ufficio che faceva capo a Nichols non e’ mai intervenuto, al punto che, nel 2006, nonostante l’Alta Corte avesse stabilito il risarcimento per danni ad una delle vittime di Pearce, il monaco benedettino mantenne la sua funzione alla Ealing Abbey, parrocchia dell’ovest di Londra, fino al 2008 quando fu arrestato.

    Pearce, 68 anni, ex preside della prestigiosa St. Benedict’s School (Ealing), e’ stato condannato a otto anni di prigione dopo aver ammesso una serie di reati a sfondo sessuale in abusi a studenti adolescenti durante i 35 anni alla Ealing Abbey.

    L’arcivescovo Nichols ha negato di essere stato al corrente del caso Pierce durante il periodo in cui era responsabile del Copca, scrive ancora il Times nella sua versione online. Fonti all’interno della Chiesa affermano che Nichols non fosse a conoscenza di tutti i dettagli della vicenda legata agli abusi prima di diventare primate d’Inghilterra lo scorso anno, sostituendo il cardinale Cormac Murphy-O’Connor a Westminster. Quest’ultimo, tuttavia, era a conoscenza delle accuse, secondo quanto afferma un suo portavoce.

  • Pedofilia, protesta a Londra: il Papa si dimetta

    Pedofilia, protesta a Londra: il Papa si dimetta

    Pedofilia, protesta a Londra: il Papa si dimetta
    LONDRA (28 marzo) – La protesta contro Benedetto XVI e la chiesa cattolica, accusata di aver coperto gli abusi dei preti pedofili arriva a Londra davanti alla più importante chiesa cattolica del Regno Unito.

    Circa cento manifestanti si sono dati appuntamento oggi dinanzi alla cattedrale cattolica di Westminster dove hanno inscenato la loro protesta mentre dalla chiesa i fedeli uscivano brandendo i ramoscelli d’ulivo della domenica delle Palme. Alcuni di questi hanno contestato i manifestanti; il primate della Chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles, l’arcivescovo Vincent Nichols, è tornato intanto a difendere il pontefice, affermando che nessuno, come lui, si è battuto contro la pedofilia.

    Armati di striscioni su cui si leggeva: «Il Papa protegge i preti pedofili, si dimetta!», gli attivisti – provenienti da diverse associazioni per i diritti civili, e riunitisi in una coalizione chiamata Protest the Pope – contestavano anche la visita del pontefice in Gran Bretagna, in programma per settembre. Peter Tatchell, uno degli attivisti che hanno organizzato la manifestazione, ha affermato: «Il Papa ha avuto un ruolo diretto nella copertura degli abusi sessuali, si dovrebbe dimettere». E, riguardo al suo viaggio nel Regno ha aggiunto: «Non è benvenuto in Gran Bretagna e non vogliamo che venga onorato con una visita di stato a settembre, in particolare con una visita di stato finanziata dai contribuenti».

    La protesta dinanzi alla cattedrale non è andata giù ad alcuni dei fedeli, che hanno protestato contro il “comizio” di Tatchell, accusando l’attivista di «credersi lui il Papa». Ellen Carhill, un’irlandese cattolica di 66 anni, ha dichiarato di non aspettarsi le dimissioni del Santo Padre. «Non si dimetterà mai, non è possibile. Può solo scusarsi per quello che altri hanno fatto», ha detto la donna.

    A pronunciarsi a favore del Pontefice è sceso oggi di nuovo in campo l’l’arcivescovo Vincent Nichols, che in un’intervista alla Bbc ha ammesso che la «rabbia e lo choc» nei confronti della copertura dello scandalo da parte di alcuni ecclesiastici è «giusta», ma che le accuse verso il Pontefice sono infondate. «Il Papa non si dimetterà, francamente non c’è alcuna ragione che lui lo faccia. Se mai, infatti, è il contrario. È lui quello che più di tutti a Roma ha affrontato questo problema in maniera diretta», ha detto l’arcivescovo.

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.ph…&npl=&desc_sez=

  • Pedofilia in Irlanda, rabbia e vergogna

    Pedofilia in Irlanda, rabbia e vergogna

    ROMA – Rabbia e vergogna. Le esprime Benedetto XVI dopo un vertice in Vaticano sul caso degli abusi sessuali sui minori che ha sconvolto la Chiesa irlandese. Il Papa ha parlato di «crimini odiosi» e ha promesso che i responsabili pagheranno. Ha quindi annunciato che scriverà una lettera ai cattolici irlandesi. «La Santa Sede prende molto sul serio le questioni sollevate dal Rapporto Ryan, incluse quelle che concernono i pastori delle Chiese locali che hanno in ultima istanza la responsabilità della cura pastorale dei bambini» si legge nel comunicato emesso della sala stampa vaticana. Un testo, precisa padre Lombardi, che «il Pontefice ha letto e approvato e nel quale potete vedere il suo stile». All’incontro hanno preso parte il primate della chiesa irlandese, il cardinale Sean Brady, l’arcivescovo di Dublino mons. Diarmuid Matin e alcuni alti esponenti della Curia vaticana: il prefetto della congregazione per il clero, card. Claudio Hummes, il prefetto della congregazione per i vescovi, card. Giovanni Battista Re, il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, card. William Levada. A questo punto, secondo notizie di stampa non confermate, alcuni vescovi irlandesi potrebbero rassegnare le dimissioni.

    LO SCANDALO – Tre giorni fa era stato il Nunzio apostolico in Irlanda, Giuseppe Leanza, a scusarsi per «eventuali errori» commessi dalla Santa Sede in relazione alla vicenda degli abusi su bambini in cui sarebbero stati coinvolti esponenti del clero dell’isola. «Noi condanniamo questi atti ma se dovesse emergere che un qualunque errore è stato commesso da parte nostra presentiamo le nostre scuse» ha detto al termine di un incontro con il ministro degli esteri irlandese Michael Martin. Secondo un rapporto pubblicato alla fine di novembre, la chiesa cattolica irlandese ha cercato di coprire una serie di abusi sessuali su minori commessi da alcuni sacerdoti e il ministro Martin aveva detto di essere rimasto deluso dal «silenzio» del Vaticano sulla materia. Il giorno successivo il sinodo dei vescovi irlandesi ha chiesto pubblicamente scusa, anche per il tentato insabbiamento dello scandalo messo in atto dai vertici ecclesiastici a Dublino: «Noi vescovi chiediamo scusa a coloro che hanno subito gli abusi dei sacerdoti quando erano piccoli, ai loro familiari e a tutti coloro che, giustamente, se ne sono scandalizzati. Siamo scioccati non solo per la portata degli abusi così come vengono riferiti in un rapporto, ci sentiamo anche coperti di vergogna di fronte ai tentativi di insabbiamento messi in atto dall’arcivescovato di Dublino».

    http://www.corriere.it/cronache/09_dicembr…a3ea0ec2-e657-1

    Scuse tardive. E Ratzinger dovrebbe guardare più vicino…
    http://www.uaar.it/news/2006/10/02/bbc-rat…casi-pedofilia/
    La BBC: “Ratzinger contribuì a coprire casi di pedofilia”

    Un documentario del programma della Bbc “Panorama” accusa Papa Benedetto XVI di esser stato implicato nel sistematico insabbiamento dei casi di abusi su minori perpetrati da preti cattolici. Per piu’ di 20 anni, sostiene l’inchiesta della tv britannica, Joseph Ratzinger ha applicato un documento segreto del 1962 che regolamentava il modo in cui i cardinali dovevano comportarsi di fronte a casi di abusi su minori in cui si dettava un codice di segretezza a cui attenersi pena la scomunica. Padre Tom Doyle, un consulente di diritto canonico che sostiene di esser stato licenziato dal Vaticano per le critiche alla gestione di quesi casi, ha interpretato il documento e ha affermato che vi era una esplicita linea di condotta che prevedeva la copertura dei casi di abusi su minori e assicurava il totale controllo del Vaticano. L’inchiesta di Panorama avrebbe anche appurato che sette preti sotto inchiesta per abusi su minori vivono in Vaticano o nei dintorni. L’arcivescovo di Birmingham, Vincent Nichols, ha replicato alle accuse sostenendo che il documentario “distorce due documenti vaticani e li usa in modo fuorviante per collegare gli orrori degli abusi sui minori alla persona del Papa”, sferrando “un attacco pieno di pregiudizi contro un leader religioso rispettato in tutto il mondo”. La Chiesa cattolica ha inoltre precisato che il documento del 1962 non e’ direttamente collegato agli abusi sui minori ma a un uso improprio del confessionale mentre l’altro, del 2001, chiarisce alcune norme del diritto canonico ma non ostacola in alcun modo le indagini sugli abusi sui minori.

  • Ratzinger e i casi di pedofilia insabbiati….

    Ratzinger e i casi di pedofilia insabbiati….

    La BBC: “Ratzinger contribuì a coprire casi di pedofilia”
    Un documentario del programma della Bbc “Panorama” accusa Papa Benedetto XVI di esser stato implicato nel sistematico insabbiamento dei casi di abusi su minori perpetrati da preti cattolici. Per piu’ di 20 anni, sostiene l’inchiesta della tv britannica, Joseph Ratzinger ha applicato un documento segreto del 1962 che regolamentava il modo in cui i cardinali dovevano comportarsi di fronte a casi di abusi su minori in cui si dettava un codice di segretezza a cui attenersi pena la scomunica. Padre Tom Doyle, un consulente di diritto canonico che sostiene di esser stato licenziato dal Vaticano per le critiche alla gestione di quesi casi, ha interpretato il documento e ha affermato che vi era una esplicita linea di condotta che prevedeva la copertura dei casi di abusi su minori e assicurava il totale controllo del Vaticano. L’inchiesta di Panorama avrebbe anche appurato che sette preti sotto inchiesta per abusi su minori vivono in Vaticano o nei dintorni. L’arcivescovo di Birmingham, Vincent Nichols, ha replicato alle accuse sostenendo che il documentario “distorce due documenti vaticani e li usa in modo fuorviante per collegare gli orrori degli abusi sui minori alla persona del Papa”, sferrando “un attacco pieno di pregiudizi contro un leader religioso rispettato in tutto il mondo”. La Chiesa cattolica ha inoltre precisato che il documento del 1962 non e’ direttamente collegato agli abusi sui minori ma a un uso improprio del confessionale mentre l’altro, del 2001, chiarisce alcune norme del diritto canonico ma non ostacola in alcun modo le indagini sugli abusi sui minori.

    Lancio AGI