Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Un altro ragazzo accusa don Vito: “Mi fece domande intime e mi invitò a vedere film porno”

    Un altro ragazzo accusa don Vito: “Mi fece domande intime e mi invitò a vedere film porno”

    Un ventenne avrebbe subito atti sessuali da don Vito Martinelli, un altro ragazzo approcci della stessa natura, allontanandosi dal prete per il timore che passasse dalle parole ai fatti. La Squadra mobile di Bari lavora per verificare se il sacerdote 56enne di Corato (che oggi sarà interrogato dal gip, assistito dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso) abbia abusato di altri giovani, oltre a quello che lo ha denunciato. Il presule è agli arresti domiciliari dal 10 ottobre, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità.

    Gli episodi contestati – «con frequenza quotidiana, prevalentemente serale» dice l’ordinanza – sarebbero avvenuti dal 2022, prima nell’auto del parroco poi in sacrestia, nell’ufficio parrocchiale nell’abitazione di Martinelli. Per il gip Domenico Zeno gli atti sessuali sono stati «compiuti» sul denunciante e «approcciati per giungere alla stessa situazione» con l’altro ragazzo.

    Ascoltato come testimone, quest’ultimo ha confermato gli atteggiamenti eccessivi del sacerdote. I loro contatti si erano svolti prima tramite le chat whatsapp, poi Martinelli lo avrebbe contattato su telegram, impostando la modalità di distruzione istantanea delle conversazioni. Nei messaggi, don Vito avrebbe fatto domande sulla vita intima del ragazzo, parlato di masturbazione e proposto di vedere insieme filmati pornografici. Questo comportamento avrebbe indotto il giovane ad in terrompere i rapporti. Poco tempo dopo sarebbe stato contattato da un amico del prete, che lo avrebbe sollecitato a cancellare il suo numero e a «non dire tutto».

    Un ventenne avrebbe subito atti sessuali da don Vito Martinelli, un altro ragazzo approcci della stessa natura, allontanandosi dal prete per il timore che passasse dalle parole ai fatti. La Squadra mobile di Bari lavora per verificare se il sacerdote 56enne di Corato (che oggi sarà interrogato dal gip, assistito dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso) abbia abusato di altri giovani, oltre a quello che lo ha denunciato. Il presule è agli arresti domiciliari dal 10 ottobre, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità.

    Ascoltato come testimone, quest’ultimo ha confermato gli atteggiamenti eccessivi del sacerdote. I loro contatti si erano svolti prima tramite le chat whatsapp, poi Martinelli lo avrebbe contattato su telegram, impostando la modalità di distruzione istantanea delle conversazioni. Nei messaggi, don Vito avrebbe fatto domande sulla vita intima del ragazzo, parlato di masturbazione e proposto di vedere insieme filmati pornografici. Questo comportamento avrebbe indotto il giovane ad in terrompere i rapporti. Poco tempo dopo sarebbe stato contattato da un amico del prete, che lo avrebbe sollecitato a cancellare il suo numero e a «non dire tutto».

    Che l’indagine fosse in corso, del resto, era cosa nota nell’ambiente ecclesiastico, perché il 20enne che avrebbe subito gli abusi sessuali, nell’ottobre 2025, si era confidato con il nuovo parroco della chiesa del Sacro Cuore (che fino all’agosto di quell’anno era affidata a don Vito) e successivamente era stato chiamato dal vescovo Leonardo D’Ascenzo.

    L’arresto è stato disposto, perché – secondo il giudice – esiste sia il pericolo di inquinamento probatorio che di reiterazione del reato. A Don Vito viene infatti attribuita una «condotta seriale» e la capacità di esercitare «una forte influenza sulle persone nel contesto ecclesiale di riferimento». Il timore era per l’altro ragazzo e per quelli che frequentavano la chiesa e anche la scuola, considerato che il sacerdote insegna in un istituto di Corato. Anche il ragazzo che ha denunciato, sarebbe stato contattato da persone vicine a Martinelli, per cercare di fargli ricucire i rapporti con lui e magari ipotizzare di ritirare la denuncia.

    https://bari.repubblica.it/cronaca/2026/10/14/news/un_altro_ragazzo_accusa_don_vito_mi_fece_domande_intime_e_mi_invito_a_vedere_film_porno-425645953/

  • Corato, spuntano altri testimoni sul parroco arrestato: «Ha fatto proposte sconce anche a me»

    Corato, spuntano altri testimoni sul parroco arrestato: «Ha fatto proposte sconce anche a me»

    Almeno uno dei tredici testimoni ascoltati dalla Squadra mobile di Bari ha confermato i metodi utilizzati da don Vito Martinelli, l’ex parroco di Corato finito ai domiciliari sabato per violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità e che oggi dovrà comparire davanti al gip di Trani, Domenico Zeno, per l’interrogatorio di convalida. I dettagli sono nel verbale che il pm Francesco Chiechi ha depositato tra gli atti di supporto alla richiesta di arresto in carcere per il sacerdote 56enne (difeso dagli avvocati Rinaldo Alvisi di Barletta e Salvatore D’Aluiso di Bari): un’inchiesta nata dal racconto della vittima, che per il gip è «coerente, costante e dettagliato».

    Tra le persone ascoltate dalla Squadra mobile c’è un altro parrocchiano del Sacro Cuore, che ha raccontato dei messaggi ricevuti dal sacerdote fornendo gli screenshot delle anteprime: il testimone ha detto che don Martinelli, dopo un approccio su Whatsapp, avrebbe trasferito la conversazione su Telegram impostando la cancellazione automatica dei messaggi e facendo domande sulla «vita intima» dell’uomo proponendogli di «guardare insieme» dei video porno. «Un modus operandi già visto nel caso [della vittima] – secondo il gip -, dimostrando che non si trattava di un fatto limitato»…

    https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2168811/corato-spuntano-altri-testimoni-sul-parroco-arrestato-ha-fatto-proposte-sconce-anche-a-me.html

  • Accusato di violenza sessuale, l’ex parroco di Corato davanti al gip: “Sono innocente”

    Accusato di violenza sessuale, l’ex parroco di Corato davanti al gip: “Sono innocente”

    Ha respinto le accuse e ribadito la propria innocenza don Vito Martinelli, ex parroco della chiesa Sacro Cuore di Gesù di Corato, agli arresti domiciliari dal 10 ottobre con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata.

    Questa mattina il sacerdote ha reso dichiarazioni spontanee durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Domenico Zeno. A riferirlo è l’agenzia Agi, che ha raccolto le dichiarazioni degli avvocati difensori Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso.

    La difesa contesta le accuse
    I legali del parroco hanno adottato la linea difensiva delle dichiarazioni spontanee. Secondo i difensori, durante l’interrogatorio Martinelli ha affermato con fermezza la propria innocenza e l’infondatezza delle contestazioni. L’ordinanza cautelare riguarda presunte condotte commesse tra novembre 2024 e ottobre 2025. Secondo la ricostruzione accusatoria, il sacerdote avrebbe approfittato del proprio ruolo di guida spirituale e del rapporto di fiducia instaurato con un giovane per costringerlo a subire atti sessuali.

    Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Bari e coordinate dalla Procura di Trani. Le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento e l’indagato è presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.

    Chiesto l’incidente probatorio
    Nella giornata di ieri il pubblico ministero Francesco Chiechi ha chiesto l’incidente probatorio. La difesa attende che venga fissata la data per ascoltare la persona offesa e sviluppare la propria linea difensiva.

    https://www.baritoday.it/cronaca/interrogatorio-don-vito-martinelli-corato-violenza-sessuale.html

  • L’accusa di violenza sessuale a don Vito Martinelli, il gip di Trani: «Condotte seriali e non occasionali»

    L’accusa di violenza sessuale a don Vito Martinelli, il gip di Trani: «Condotte seriali e non occasionali»

    Gli abusi sarebbero iniziati nel 2022 durante i viaggi da Corato ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari. Alla richiesta del giovane se alcuni atti costituissero peccato, il prete avrebbe risposto di no, invitandolo poi a consultare uno psicologo per far emergere «la sua latente omosessualità». Poi, simulando approcci intimi, avrebbe iniziato a toccarlo. Da allora, atti simili si sarebbero ripetuti in più occasioni nel corso degli anni, anche nella sacrestia e nei locali della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, a Corato. Lo si legge nell’ordinanza di custodia cautelare con cui, sabato scorso, la polizia ha arrestato ai domiciliari don Vito Martinelli, parroco 56enne, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità nei confronti di un giovane parrocchiano. Il ragazzo aveva conosciuto il prete nel periodo di preparazione alla cresima e vedeva in Martinelli il suo «padre spirituale» (si legge negli atti), in quanto anche il giovane aveva deciso di entrare in seminario e diventare sacerdote.

    Per gli inquirenti di Trani, il racconto della persona offesa è coerente e privo di vizi, con indizi gravi a carico del sacerdote le cui condotte sono state ritenute «seriali e non occasionali». Il gip ha anche rilevato i rischi di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Martinelli, insegnante di religione al liceo, continuò a seguire il giovane nel suo percorso di ingresso in seminario. A novembre 2025, dopo il trasferimento del prete in un’altra chiesa, il ragazzo raccontò quanto accaduto al nuovo parroco e i due, si legge negli atti, informarono il vescovo di Trani della questione. Oggi, infatti, monsignor Leonardo D’Ascenzo ha spiegato in una nota di aver «avviato l’indagine preliminare sull’operato del Sacerdote» a novembre 2025 e di aver quindi «già disposto la sospensione immediata dell’indagato da ogni incarico pastorale, in attesa che l’iter giudiziario faccia il suo corso». Mercoledì mattina, in Tribunale a Trani, si terrà l’interrogatorio di Martinelli, assistito dagli avvocati Salvatore D’Aluiso e Rinaldo Alvisi.

    Il vescovo di Trani: dolore e sconcerto

    «L’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie esprime profondo dolore e sconcerto per i fatti contestati» a don Vito Martinelli, prete di Corato (Bari) arrestato sabato scorso con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità nei confronti di un giovane che frequentava la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. Lo si legge in una nota in cui si spiega che l’arcivescovo Leonardo D’Ascenzo, che il 25 novembre 2025 aveva «avviato l’indagine preliminare sull’operato del Sacerdote», ha «già disposto la sospensione immediata dell’indagato da ogni incarico pastorale, in attesa che l’iter giudiziario faccia il suo corso».

    Monsignor D’Ascenzo, «a nome di tutta la comunità diocesana, manifesta vicinanza e solidarietà alla presunta vittima e alla sua famiglia». L’Arcidiocesi, si legge ancora, «riafferma la propria piena fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, offrendo la propria collaborazione per il rapido e completo accertamento della verità dei fatti» e «ribadisce il proprio fermo impegno nella tolleranza zero contro ogni forma di abuso, continuando a lavorare per garantire che le parrocchie e i centri pastorali siano luoghi sicuri».

    https://gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2026/10/12/laccusa-di-violenza-sessuale-a-don-vito-martinelli-il-gip-di-trani-condotte-seriali-e-non-occasionali-705e3017-ffb4-4d84-891c-3bda746f6dbe/

  • Corato, il parroco ai domiciliari per violenze su un seminarista. La vittima avvertì il vescovo

    Corato, il parroco ai domiciliari per violenze su un seminarista. La vittima avvertì il vescovo

    Quando i poliziotti della Squadra mobile di Bari sabato mattina si sono presentati a casa sua, non hanno trovato nessuno. È per questo che don Vito Martinelli, 56 anni, è stato arrestato a scuola, direttamente dall’aula dell’istituto Oriani-Tandoi dove stava facendo lezione di religione.

    L’ordinanza del gip Domenico Zeno gli contesta un’accusa pesantissima, soprattutto per un sacerdote molto amato dalla comunità e dagli studenti che da trent’anni insegna nelle scuole superiori: violenza sessuale nei confronti di un giovane parrocchiano di cui don Vito era la guida spirituale. Un ragazzo profondamente devoto, che stava iniziando il lungo percorso verso l’ordinazione sacerdotale.

    Sconcerto e stupore sono infatti i sentimenti più comuni in chi conosce Martinelli, a suo agio sui social e davanti alle telecamere quanto in classe. Ma le indagini condotte dal pm Francesco Chiechi della Procura di Trani, partite dalla denuncia della vittima, hanno ricostruito un quadro estremamente problematico che ha convinto il gip Zeno a ravvisare il rischio di reiterazione e dunque a disporre i domiciliari (non è ancora chiara quale sia stata la richiesta della Procura). Anche perché, questo è il sospetto, potrebbero esserci altre vittime di quella che viene definita una «conclamata concupiscenza» da parte dell’ex parroco: l’accusa fa riferimento a una serie di episodi avvenuti tra il 2024 e l’inizio del 2025. Si tratta di «approcci» (non rapporti completi) che l’uomo avrebbe messo in atto durante gli incontri organizzati nell’ ambito del percorso spirituale della vittima. Episodi confermati, nel corso delle indagini, attraverso le chat e i messaggi forniti dalla stessa vittima, ma anche da alcuni testimoni ascoltati dai poliziotti: proprio da qui parte il sospetto che potrebbero esserci altri casi.

    Don Vito si proclama assolutamente innocente. Alle spalle ha una lunga esperienza di pastore e di educatore, due lauree (una terza in arrivo), l’iscrizione come giornalista professionista, ed è noto anche al di fuori della sua città per via delle trasmissioni condotte su tv locali. Nel suo percorso professionale e spirituale, dice chi lo difende, non c’è mai stata alcuna ombra. Anche se qualcosa potrebbe essere cambiata a partire dallo scorso anno.

    La vittima delle attenzioni del sacerdote ha denunciato a fine 2025, ma non prima di aver esposto i fatti alle gerarchie della Chiesa arrivando direttamente al vescovo di Trani, Leonardo D’Ascenzo. Nell’estate dello scorso anno don Martinelli, per quasi un decennio parroco del Sacro Cuore di Corato, su disposizione del vescovo è stato trasferito a Santa Maria Maggiore, il duomo di Corato, con l’incarico di «collaboratore» del parroco. Una posizione che lo ha isolato dalla titolarità diretta delle attività pastorali. «I vescovi pugliesi – ha spiegato lui su Facebook salutando i parrocchiani del Sacro cuore – hanno stabilito che coloro che insegnano, in qualità di docenti in ruolo, come me, non possano più essere parroci». Qualche mese più tardi è stato raggiunto dai poliziotti per sottoscrivere un verbale di identificazione, primo atto dell’indagine.

    Nel fascicolo sono finite quindi le testimonianze di alcune altre persone che frequentavano la parrocchia. Ma anche alcune intercettazioni che sembrerebbero confermare l’esistenza di un interesse «malato» nei confronti della vittima, da cui la contestazione dell’aggravante dell’abuso di autorità, tipica del rapporto tra docente e discente. Don Vito è descritto come un uomo «dal forte ascendente», che avrebbe sfruttato le vulnerabilità della vittima anche grazie a una «notevole capacità manipolatoria». L’interrogatorio di garanzia non è ancora stato fissato: dopo la lettura degli atti, la difesa valuterà come procedere. [m.sc.]

    https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/2166173/corato-il-parroco-ai-domiciliari-per-violenze-su-un-seminarista-la-vittima-avverti-il-vescovo.html

  • Corato, arrestato sacerdote con accuse di violenza sessuale su ragazzo in parrocchia: è Don Vito Martinelli

    Corato, arrestato sacerdote con accuse di violenza sessuale su ragazzo in parrocchia: è Don Vito Martinelli

    È stato arrestato durante le ore di lezione nell’istituto professionale di Corato dove insegnava Don Vito Martinelli, 56 anni, ora sottoposto agli arresti domiciliari con accuse di violenza sessuale, abuso di autorità e atti di violenza. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

    L’indagine è partita dalla denuncia di un giovane, all’epoca dei fatti già maggiorenne e frequentatore assiduo della parrocchia guidata dal sacerdote. Gli episodi contestati risalirebbero al periodo compreso tra la fine del 2024 e il 2025. Nella sua denuncia, il ragazzo avrebbe riferito di essere stato costretto a subire attenzioni e molestie di natura sessuale.

    Martinelli ha guidato per circa dieci anni la parrocchia del Sacro Cuore e, dal luglio 2025, ricopriva il ruolo di collaboratore della Chiesa Matrice. Accanto all’attività pastorale, svolgeva anche quella di docente di Filosofia, giornalista professionista e conduttore della rubrica televisiva «Due minuti per Dio» su TeleSveva, durante la quale intervistava personaggi noti sul tema della fede.

    Il sacerdote era già stato ascoltato dagli investigatori della Squadra Mobile, impegnati nelle indagini sui reati contro la persona e di natura sessuale, tra dicembre e gennaio. Quel confronto, rimasto riservato, si inseriva nell’attività investigativa che ha portato al provvedimento cautelare. La vicenda è ora al centro degli accertamenti giudiziari per chiarire i fatti contestati e le eventuali responsabilità.

    https://www.quintopotere.it/corato-arrestato-sacerdote-con-accuse-di-violenza-sessuale-su-ragazzo-in-parrocchia-e-don-vito-martinelli/
  • Abusi sul fedele in chiesa: arresti domiciliari per un parroco

    Abusi sul fedele in chiesa: arresti domiciliari per un parroco

    Bari – Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un parroco dell’area metropolitana di Bari, di 56 anni, a cui ha dato esecuzione quest’oggi la polizia di Stato. L’indagato è accusato di aver compiuto violenza sessuale, con abuso di autorità e atti di violenza, nei confronti di un frequentatore assiduo della parrocchia.

    Il provvedimento cautelare in argomento è stato emesso a seguito della denuncia presentata dalla stessa vittima, relativa a fatti avvenuti a cavallo tra la fine del 2024 ed il 2025, periodo in cui la persona offesa era maggiorenne.

    Il denunciante ha raccontato e descritto una serie di episodi in cui si era ritrovato costretto a subire le attenzioni e le molestie sessuali da parte dell’indagato.

    Le attività d’indagine svolte dalla squadra mobile su delega della Procura, hanno consentito di raccogliere una serie di riscontri allo scenario descritto dal ragazzo. In particolare sono state ascoltate dagli investigatori divere persone a cui il ragazzo aveva sentito, nel corso del tempo e a più riprese, il bisogno di confidarsi per quanto stesse accadendo e, inoltre, anche le attività d’intercettazione effettuate hanno fatto emergere diversi elementi a suffragio delle dichiarazioni rese dal denunciante con particolare riferimento alla posizione e all’autorità esercitata dall’indagato sulle persone che a lui si affidavano che hanno indotto la Procura a chiedere l’adozione di un provvedimento restrittivo nei confronti del prelato.

    Tale richiesta, allo stato, è stata valutata positivamente dal giudice per le indagini preliminari che ha applicato la misura degli arresti domiciliari dell’indagato. vito martinelli

    Abusi sul fedele in chiesa: arresti domiciliari per un parroco

  • Violenza sessuale su un ragazzo della parrocchia: prete di 56 anni agli arresti domiciliari

    Violenza sessuale su un ragazzo della parrocchia: prete di 56 anni agli arresti domiciliari

    Il gip di Trani su richiesta della Procura ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un parroco di Corato, in provincia di Bari, di 56 anni, a cui ha dato esecuzione quest’oggi la Polizia di Stato. Il prete è accusato di aver compiuto violenza sessuale, con abuso di autorità e atti di violenza, nei confronti di un frequentatore assiduo della parrocchia.

    L’inchiesta

    Il provvedimento cautelare è stato emesso a seguito della denuncia presentata dalla stessa vittima, relativa a fatti avvenuti a cavallo tra la fine del 2024 ed il 2025, periodo in cui la persona offesa era maggiorenne. Il denunciante ha raccontato e descritto una serie di episodi in cui si era ritrovato costretto a subire le attenzioni e le molestie sessuali da parte dell’indagato.

    Le attività d’indagine svolte dalla Squadra Mobile hanno consentito di raccogliere una serie di riscontri allo scenario descritto dal ragazzo.

    Le intercettazioni

    In particolare sono state ascoltate dagli investigatori diverse persone a cui il ragazzo aveva sentito, nel corso del tempo e a più riprese, il bisogno di confidarsi per quanto stesse accadendo e, inoltre, anche le attività d’intercettazione effettuate hanno fatto emergere diversi elementi a suffragio delle dichiarazioni rese dal denunciante con particolare riferimento alla posizione e all’autorità esercitata dall’indagato sulle persone che a lui si affidavano che hanno indotto la Procura a chiedere l’adozione di un provvedimento restrittivo nei confronti del prelato. Tale richiesta, allo stato, è stata valutata positivamente dal gip che ha applicato la misura degli arresti domiciliari dell’indagato. vito martinelli

    https://www.quotidianodipuglia.it/bari/bari_trani_violenza_sessuale_parroco_prete_arresti_domiciliari_ragazzo_cosa_sappiamo-9816688.html

  • Falsa testimonianza, al via a Enna il processo al vescovo Gisana ed al vicario Murgano

    Falsa testimonianza, al via a Enna il processo al vescovo Gisana ed al vicario Murgano

    Si è aperto questa mattina, davanti al Tribunale di Enna, il processo con rito abbreviato nei confronti del vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana e di Vincenzo Murgano, attuale parroco della Chiesa Madre di Enna. I due prelati sono imputati di falsa testimonianza per quanto dichiarato durante il procedimento a carico del sacerdote Giuseppe Rugolo, condannato in via definitiva a 3 anni per violenza sessuale su minori.

    Le accuse della Procura

    Secondo la Procura di Enna, Gisana (difeso dagli avvocati Pierfrancesco Bruno e Gabriele Cantaro) e Murgano (assistito dagli avvocati  Mauro Di Natale e Francesco Petralia) avrebbero reso in aula dichiarazioni non veritiere su circostanze che, secondo la Procura, erano nella loro conoscenza. Tra gli aspetti contestati figurano le informazioni ricevute sugli abusi attribuiti a Rugolo e le iniziative adottate, o non adottate, a tutela dei minori.

    Dalla denuncia di Messina al nuovo processo

    L’inchiesta nei confronti dei due religiosi è nata dalla denuncia di Antonio Messina, l’archeologo ennese – difeso dall’avvocato Eleanna Parasiliti Molica – dalla cui iniziativa giudiziaria era partita anche la vicenda che ha portato al processo contro Rugolo.

    Nel procedimento davanti al Tribunale di Enna Messina è stato ammesso come unica parte civile. Sono state invece escluse le richieste presentate dai suoi genitori e dalle associazioni Rete L’Abuso e Co.Tu.Le.Vi.; non si è costituita parte civile neppure l’Avvocatura dello Stato.

    Sono stati gli imputati a scegliere l’abbreviato

    Il processo si celebra con rito abbreviato su richiesta degli stessi imputati, scelta formalizzata dalla difesa nell’udienza preliminare. La parola passa ora al giudice, chiamato a valutare le contestazioni della Procura e gli elementi raccolti nel procedimento.

    Falsa testimonianza, al via a Enna il processo al vescovo Gisana ed al vicario Murgano

  • Il cardinale Zuppi premia il vescovo imputato per falsa testimonianza

    Il cardinale Zuppi premia il vescovo imputato per falsa testimonianza

    La decisione del presidente dei vescovi italiani, il cardinale Matteo Maria Zuppi, di affidare un incarico in una commissione della Conferenza episcopale italiana proprio a un vescovo sotto processo per falsa testimonianza dimostra che per la Chiesa (quella italiana in particolare) i veri nemici non sono i preti abusatori ma le loro vittime. Ed è proprio alle vittime di abuso clericale che personaggi come Zuppi non perdono occasione di infliggere offese ed umiliazioni.

    Fra tre giorni, l’8 ottobre, il vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana sarà in tribunale a Enna a ricevere la risposta dei giudici sul suo caso. È accusato insieme al vicario giudiziale Vincenzo Murgano di aver mentito durante il processo a don Giuseppe Rugolo, poi condannato in via definitiva a tre anni per violenza sessuale su minori. Il vescovo ha scelto il rito abbreviato, dopo che la Procura aveva deciso di procedere in seguito a un esposto presentato da Antonio Messina, una delle vittime di Rugolo.

    Un’accusa gravissima: è la prima volta che un vescovo viene rinviato a giudizio per falsa testimonianza nel contesto di un caso di abuso sessuale. Ci si sarebbe aspettati una risposta conseguente della Chiesa: una rimozione, o almeno una sospensione; e invece niente, non fa una piega, nanca un plissé, per citare il palo della banda dell’Ortica di Enzo Jannacci. Ma monsignor Gisana, che abbiamo sentito nel podcast La Confessione dire a Rugolo «ho insabbiato questa storia», per poi rassicurarlo che le sofferenze che doveva attraversare a causa della denuncia di Messina erano la sua personale via alla santità, ecco, Gisana non solo è rimasto saldo al suo posto alla guida della diocesi ma è stato addirittura promosso ad un incarico prestigioso nella Cei.

    È stato infatti nominato membro per il quinquennio 2026-2031 della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi durante la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente, che si è riunito a Roma dal 21 al 23 settembre sotto la guida del cardinale Matteo Zuppi.

    Bisogna ammettere che con la Chiesa non ci si annoia mai: anche quando credi che tutto sia ormai chiaro e lineare, comprovato da sentenze passate in giudicato, arrivano nuovi rivolgimenti e colpi di scena. Sul caso Rugolo-Gisana pensavamo di aver già visto tutto e invece ecco che arriva la benedizione ecclesiastica sul vescovo accusato di aver mentito in aula per proteggere il prete pedofilo. Gesto audace, per così dire, da parte della Cei, che mostra tutto il disprezzo della Chiesa italiana per la giustizia dello Stato e anche per un minimo di stile, che dovrebbe perlomeno frenare gli entusiasmi e le nomine a ridosso di una sentenza – se non altro per non imbarazzare i giudici.

    Ci sono dei precedenti, è vero: addirittura papa Francesco provò (probabilmente con un certo successo) a interferire nel processo a don Rugolo, definendo durante un’udienza alla Fraternità Apostolica della Misericordia e alla Piccola Casa della Misericordia di Gela il «calunniato» vescovo Gisana «bravo e giusto», proprio il giorno prima dell’udienza in cui era prevista la requisitoria della pm al processo Rugolo, il 6 novembre 2023 (udienza che poi saltò).

    Saluto il Vescovo di Piazza Armerina, Monsignor Rosario Gisana: bravo, questo Vescovo, bravo. È stato perseguitato, calunniato e lui fermo, sempre, giusto, uomo giusto. Per questo, quel giorno in cui andai a Palermo, ho voluto fare sosta prima a Piazza Armerina, per salutarlo; è un bravo Vescovo».

    Ora che quel processo si è concluso con la sentenza della Cassazione e si aspetta l’8 ottobre per conoscere la decisione dei giudici di Enna sul vescovo Gisana e sul vicario giudiziale don Vincenzo Murgano, il presidente dei vescovi Zuppi non trova di meglio che dare un premio al vescovo sotto processo. A pochi giorni dalla sentenza di primo grado.

    Monsignor Gisana, fresco di nomina in Cei e con un endorsement di questo livello, certo non si è trattenuto e ha sfilato con tutti i paramenti al VII Forum Paneuropeo delle Confraternite, che si è aperto il 2 ottobre proprio a Enna. Ha portato anche la spina santa, reliquia simbolo della città di Enna, diversamente da quanto era previsto nel programma, che l’aveva affidata alle meno controverse mani del vescovo di Acireale Antonino Raspanti, presidente della Conferenza episcopale siciliana. Erano attese 2500 persone, rappresentanti di 55 confraternite provenienti dalla Sicilia e dal resto d’Italia, dalla Spagna, dalla Germania, da Malta e dal Portogallo ma, a quanto pare, finora è stato abbastanza un flop. Nei prossimi giorni è previsto perfino l’intervento in collegamento con Antonio Banderas: chissà se gli hanno detto in quale circo va ad infilarsi…

    Presiedendo la messa inaugurale in duomo nel pomeriggio del 2 ottobre, Gisana ha avuto anche l’ardire di invitare i fedeli a custodire nella quotidianità delle confraternite l’attenzione alle persone più fragili, e quindi «la vicinanza ai piccoli». L’indignazione delle vittime di abuso clericale non si è fatta attendere, anche se accuratamente oscurata dai media:

    Genuflessi, ma non come quando esprimi rispetto, in questo caso è una genuflessione indegna e volgare, quella che le Istituzioni ennesi, senza rispetto per il loro ruolo istituzionale e per la Chiesa stessa, hanno acconsentito in nome della popolazione, a chi di fatto, in qualunque società civile che si rispetti, verrebbe messo da parte come “pessimo elemento”.

    L’Associazione Rete L’ABUSO, che in Italia è l’unica rappresentante delle vittime sopravvissute agli abusi sessuali di quel clero che solo nel nostro paese è ancora oggi il terzo mondo d’Europa, perché incapace di rendere almeno un risarcimento umano alle proprie vittime, si stringe intorno ad Antonio Messina, vittima accertata di don Giuseppe Rugolo, che in modo inaccettabile, oggi è nuovamente vittima di quella società di dubbia moralità e civiltà, che ha permesso in modo tanto barbaro che Antonio Messina, e tutti noi vittime italiane, subissimo proprio dalla città di Enna e dalle Istituzioni della stessa, tanta umiliazione “istituzionale”.

    Monsignor Gisana congederà gli ospiti del Forum delle confraternite il 7 ottobre. Il giorno dopo lo aspettano in tribunale.

    (Il vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana al Forum Paneuropeo delle Confraternite, Enna, ottobre 2026. Foto di Pierelisa Rizzo)

    https://federicatourn.substack.com/p/il-cardinale-zuppi-premia-il-vescovo