Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione Media Web

  • Flash mob alla Nunziatura Apostolica di Roma – 27 maggio 2022

    Flash mob alla Nunziatura Apostolica di Roma – 27 maggio 2022

    Queste le immagini del flash mob dei sopravvissuti agli abusi del clero italiani del 27 scorso davanti alla Nunziatura Apostolica di Roma, la prima ambasciata del Vaticano nel mondo.

    Civili e non violenti in uno scatto  abbiamo spiegato lo stupro .

  • Le vittime di abusi in Italia vogliono essere processate

    Le vittime di abusi in Italia vogliono essere processate

    Negli ultimi anni e decenni, commissioni d’inchiesta indipendenti in paesi dal Cile all’Australia, dall’Irlanda alla Germania, hanno chiarito la portata degli abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica. Ma proprio nel Paese che è inevitabilmente il vicino a tutto tondo del Vaticano – l’Italia – finora non c’è stata alcuna indagine indipendente sugli abusi nella Chiesa cattolica.

    https://tvthek.orf.at/profile/Orientierung/1366/Orientierung/14135522/Missbrauchsopfer-in-Italien-wollen-endlich-Aufarbeitung/15164929

  • Seminario “CHIESA E PEDOFILIA: storie di minori abusati” del 28 Marzo 2022 – Video integrale

    Seminario “CHIESA E PEDOFILIA: storie di minori abusati” del 28 Marzo 2022 – Video integrale

    Sono intervenuti il Prof.Avv. Mario Ferrante, il giornalista d’inchiesta Gian Luigi Nuzzi e il Presidente della Rete l’Abuso Francesco Zanardi.

  • La vera portata degli abusi sessuali da parte dei clericali in Italia – Anteprima – BBC News

    La vera portata degli abusi sessuali da parte dei clericali in Italia – Anteprima – BBC News

    La BBC ha scoperto come una cultura di complicità e negazione nasconda la vera portata degli abusi sessuali da parte dei preti cattolici in Italia.

    Nonostante abbia il più alto numero di sacerdoti di qualsiasi paese e la sede della Chiesa cattolica nel suo cortile, l’Italia non mantiene statistiche ufficiali sugli abusi sessuali da parte dei clericali e non c’è stata alcuna inchiesta pubblica.

    La BBC ha visto documenti che illustrano la portata degli abusi e della copertura da parte della Chiesa cattolica e dello Stato italiano. Questo video contiene descrizioni che gli spettatori potrebbero trovare sconvolgenti.

    Si prega di iscriversi QUI http://bit.ly/1rbfUog

    BBC Our World: I peccati nascosti dell’Italia – VIDEO COMPLETO di cui avete visto un estratto

  • #Italychurchtoo: le associazioni cattoliche chiedono un’indagine indipendente

    #Italychurchtoo: le associazioni cattoliche chiedono un’indagine indipendente

    Le associazioni cattoliche chiedono un’indagine che quanto prima anche in Italia faccia definitivamente luce su quantità e qualità del fenomeno degli abusi sessuali commessi dal clero svolta da una commissione indipendente.

    https://it.euronews.com/2022/02/16/italychurchtoo-le-associazioni-cattoliche-chiedono-un-indagine-indipendente

  • Revelation

    Revelation

    La pluripremiata giornalista Sarah Ferguson presenta Revelation, una serie di documentari innovativi sui preti criminali e sui fratelli della Chiesa cattolica, i loro crimini messi a nudo per la prima volta con le loro stesse parole.

  • The “Procession” di Netflix fa luce sugli orrori dei preti pedofili americani

    The “Procession” di Netflix fa luce sugli orrori dei preti pedofili americani

    Spotlight di Tom McCarthy, vincitore dell’Oscar, è un emozionante tributo ai giornalisti del Boston Globe che hanno denunciato la piaga degli abusi sessuali perpetrati (e insabbiati) dalla Chiesa cattolica, ma ciò che non riesce a evocare appieno è il trauma che ha cambiato la vita subito dalle vittime dei mostruosi sacerdoti e vescovi della chiesa . Le storie strazianti di quegli individui sono il cuore di Procession, un nuovo magistrale documentario di Robert Greene che traccia gli sforzi di sei uomini del Midwest per affrontare le loro spaventose prove infantili attraverso il prisma del dramma cinematografico. Costruito abilmente quanto insopportabilmente straziante, l’ultimo di Greene è uno sforzo consapevole che usa il cinema per comprendere e affrontare l’angoscia storica sepolta da tempo. È anche uno dei film più belli dell’anno.

    Debuttando su Netflix il 19 novembre (dopo una serie limitata a partire dal 12 novembre), Procession è una sorta di complemento di Bisbee ’17 di Greene, con cui condivide l’interesse a scavare nel passato attraverso tecniche tradizionali di saggistica e sequenze drammatiche messe in scena. L’obiettivo di Greene è il regno del terrore pedofilo perpetrato dalla Chiesa cattolica a Kansas City, nel Missouri. Ispirato da una conferenza stampa televisiva tenuta da tre dei suoi eventuali soggetti, Greene ha arruolato Michael Sandridge, Tom Viviano, Mike Foreman, Ed Gavagan, Dan Laurine e Joe Eldred per un progetto unico: farli collaborare con lui e la drammaterapeuta Monica Phinney su sceneggiature basate sulle loro specifiche esperienze di abuso, che poi avrebbero trasformato in film con loro stessi protagonisti (così come Terrick Trobough, un giovane attore coraggioso assunto per incarnare ogni uomo durante la sua adolescenza). L’obiettivo era quello di offrire a questo sestetto un’opportunità artistica per affrontare e trascendere gli orrori che hanno sopportato per gentile concessionegli anziani religiosi di cui si fidavano come mentori, protettori e personificazioni della giustizia e del bene divini.

    Girato nel corso di tre anni, Processioneè, come dice il titolo, un documento del processo di lotta di queste anime ferite con la malvagità religiosa. Non è una cosa facile da intraprendere per nessuno di loro, e Greene assume un approccio avventato nel descrivere i loro viaggi di catarsi attraverso la creatività. Anche se le loro storie sono simili, nessuno degli uomini è veramente uguale, e i film che sviluppano coprono un’ampia gamma tonale, dal letterale al simbolico, dal tenero al furioso. Il più arrabbiato di tutti è senza dubbio Mike, il quale chiarisce che la sua rabbia è diretta meno al prete che lo ha molestato quando era un ragazzino di 11 anni, o anche a sua madre per averlo rimandato a casa del predatore (con una cioccolata torta al seguito) dopo aver appreso dell’assalto iniziale di Mike, “È una povertà assoluta, la prescrizione è il fiore all’occhiello della Chiesa cattolica.

    Cosa ne pensa Dio?” Mike inveisce più di una volta in Processione, anche fuori da una chiesa dove è educatamente scortato fuori dai locali dalla polizia. Non è l’unico che è stato costretto a sopportare l’ingiustizia grazie a clausole di salvaguardia così ingiuste. Ed incontra nient’altro che vicoli ciechi nella sua ricerca per perseguire il suo aggressore, generando così un’esasperazione che alla fine ribolle alla conclusione della sua scena drammatizzata, “God Switches Sides”. Sia la sua rabbia che quella di Mike, tuttavia, impallidiscono in confronto a tutto il loro tormentato dolore. Così sfregiati e scossi da essere regolarmente portati alle lacrime dallo sforzo di Greene, si rivelano danneggiati a un livello quasi impensabile. Di conseguenza, le loro successive ricerche dei luoghi reali in cui hanno avuto luogo i loro abusi – e le loro ricreazioni di quegli spazi fisici sui set o nelle chiese – si rivelano inevitabilmente angoscianti, se alla fine liberatori.

    Che si tratti di Dan e del fratello semi-estraniato Tim che cercano di riallacciarsi mentre cercano la casa sul lago Ozark dove sono stati violati, o Joe che sale i gradini del cottage estivo che ancora domina i suoi incubi, Processionè uno studio sulla guarigione frastagliata attraverso il confronto. Proprio come rivisitano i loro momenti più brutti nella vita reale, lo fanno anche attraverso i cortometraggi sceneggiati di Greene e della compagnia. In ognuno, Terrick assume il ruolo del loro sé abusato, e la compassione e la cura che mostra verso questi uomini e le loro storie è stimolante e rispecchiata dall’amore solidale e solidale che si mostrano l’un l’altro. Sono spiriti affini in una missione congiunta per sconfiggere i loro demoni interiori, e quindi non sorprende che Ed abbia notato, all’inizio, che li vede come simili ai Vendicatori che si alleano per distruggere le forze dell’oscurità, anche se non chiaramente- e ordinata risoluzione di Hollywood è probabilmente imminente.

    La fusione di autentico e immaginario di Greene è in sintonia con le lotte di Dan, Ed, Joe, Michael, Mike e Tom per riconciliare il loro allora e ora, i loro sogni e le loro ansie, i loro punti di forza e di debolezza. Come nei suoi lavori precedenti, il regista utilizza modalità cinematografiche a cavallo dei confini come veicolo attraverso il quale le persone fanno i conti con il loro crudo passato e si sforzano di ritenere le istituzioni responsabili dei loro crimini efferati. È attivismo di saggistica su scala micro e macro, sebbene guidato meno da un’agenda politica particolare che da una profonda simpatia per le condizioni delle vittime. Tuttavia, lungi dall’essere semplicemente una condanna schiacciante delle atrocità che non possono essere completamente sfuggite, Procession è anche un atto di potenziamento, cercando di conferire a questi sopravvissuti il ​​sostegno e il conforto che gli sono sfuggiti per così tanto tempo.

    Il coraggio e la determinazione sono in definitiva le forze dominanti nel film di Greene, che culmina con la scena di Joe “Lettera a Joe”, in cui legge un messaggio al suo giovane sé (cioè Terrick) per assolversi dal dolore, dalla colpa e dalla miseria che potrebbe mai prima di guardare, o conquistare. “Non commettere errori, sei l’eroe epico nella nostra storia”, afferma Joe, e nei suoi passaggi conclusivi, Procession diventa una celebrazione di sei individui che, legati da dolore, rimpianto, vergogna e disprezzo di sé, raggiungono un misura di forza d’animo e sollievo attraverso lo stare insieme e la magia trasformativa dei film.

    https://www.yahoo.com/news/netflix-procession-shines-light-horrors-100339307.html

  • Processione | Trailer ufficiale | Netflix

    Processione | Trailer ufficiale | Netflix

    Sei uomini del Midwest – tutti sopravvissuti a un’aggressione sessuale infantile per mano di preti e clero cattolici – si uniscono per dirigere un esperimento ispirato alla terapia teatrale progettato per lavorare collettivamente sul loro trauma.

    Come parte di un processo di produzione cinematografica radicalmente collaborativo, creano scene immaginarie basate su ricordi, sogni ed esperienze, con lo scopo di esplorare i rituali della chiesa, la cultura e le gerarchie che hanno consentito il silenzio intorno ai loro abusi.

    Di fronte a un sistema legale fallito, osserviamo questi uomini rivendicare gli spazi che hanno permesso il loro assalto, rivelando la possibilità di catarsi e redenzione attraverso una nuova confraternita in questo documentario.

    Diretto da Robert Greene In consultazione con Joe Eldred, Mike Foreman, Ed Gavagan, Dan Laurine, Michael Sandridge, Tom Vivianohttp://bit.ly/29qBUt7

  • La Scuola Cattolica è da far vedere ai vostri figli, altro che censura

    La Scuola Cattolica è da far vedere ai vostri figli, altro che censura

    “Il film presenta una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima e del carnefice. In particolare i protagonisti della vicenda pur partendo da situazioni sociali diverse, finiscono per apparire tutti incapaci di comprendere la situazione in cui si trovano coinvolti. Questa lettura che appare dalle immagini, assai violente negli ultimi venti minuti, viene preceduta nella prima parte del film, da una scena in cui un professore, soffermandosi su un dipinto in cui Cristo viene flagellato, fornisce assieme ai ragazzi, tra i quali gli omicidi del Circeo, un’interpretazione in cui gli stessi, Gesù Cristo e i flagellanti vengono sostanzialmente messi sullo stesso piano. Per tutte le ragioni sopracitate la Commissione a maggioranza ritiene che il film non sia adatto ai minori di anni diciotto”.

    Con questa motivazione, la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche ha sentenziato che la Scuola Cattolica di Stefano Mordini, film che rievoca il terribile massacro del Circeo, non possa essere mostrato agli under 18. C’è qualcosa di inquietante che emerge da queste righe, dove l’attenzione inizialmente viene posta su una supposta equiparazione tra vittima e carnefice, salvo poi far emergere nella seconda parte il sospetto che la reale motivazione dietro la decisione della Commissione sia l’accusa di aver operato una mistificazione religiosa.

    Il timore è che sia questo il vero problema col film di Mordini, tratto dal romanzo di Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega. Non una mancanza di profondità, non una violenza eccessiva (ammesso che oggi abbia ancora senso parlarne), ma il vecchio, obsoleto, delitto di lesa maestà religiosa, di offesa alla morale.

    La Scuola Cattolica è stato presentato all’ultima Biennale di Venezia, ottenendo recensioni abbastanza contrastanti, com’era del resto ovvio aspettarsi da un film, che ripercorre uno dei fatti di sangue più discussi e terribili, in quel terribile periodo in cui l’Italia era stretta nella morsa dell’eversione ad ogni livello.

    Andrea Ghira, Gianni Guido e Angelo Izzo, i tre giovanissimi carnefici che fecero inorridire il paese massacrando due ragazze in una residenza esclusiva sul litorale pontino, ci vengono mostrati seguendo il loro punto di vista e quello dei loro compagni di classe, di uno in particolare: Edoardo (Emanuele Maria Di Stefano).

    La sceneggiatura curata da Mordini, Massimo Gaudioso e Infascelli, ci porta di conseguenza dentro quella classe, dentro quell’istituto cattolico esclusivo, dove regnava un clima opprimente, fatto di bullismo, classismo, ipocrisia e una mancanza totale di dialogo tra docenti ed alunni.

    A tale realtà immutabile e corrotta, si accompagna la dimensione familiare, per Mordini la culla del male. Questa è la Roma di borghesi arricchiti, violenti e reazionari, oppure bigotti e decadenti. Sono tutti impegnati a mantenere l’ordine apparente della sacra istituzione familiare, così come la Patria e la Chiesa, anche quando tali dimensioni hanno perso di significato, sono nidi di menzogne.

    Lo vediamo negli occhi di Riccardo Scamarcio, padre fascista ed aggressivo, di Valeria Golino, madre iperprotettiva ed ingenua, nella sessualità torbida e affamata di Jasmine Trinca. Il sesso è il peccato goloso dei grandi, la prima volta è un rito tribale senz’amore, le donne, le ragazze, sono il premio al passaggio d’età. Un’omosessualità latente e pervasiva è soffocata dalla morale del tempo.

    La Scuola Cattolica è sicuramente un film non esente da difetti. Il fascismo che regnava nella mente di quei tre giovani, nell’ambiente che essi frequentavano, non appare se non fugacemente.

    Un paio di elementi del giovane cast poi non sono particolarmente convincenti, e la stessa rievocazione di quei terribili momenti che costarono la vita a Donatella Colasanti e Rosaria Lopez ha convinto molto alcuni spettatori, per nulla altri.

    Tuttavia bisogna assolutamente riconoscere a Mordini di averci saputo donare quello che nel nostro cinema di rado si concretizza: un ritratto sincero, genuino, brutalmente onesto dell’età giovanile, che spesso la nostra settima arte descrive con toni banali, idilliaci o retorici.

    Qui non vi è nulla di tutto questo, qui si abbraccia un mondo che tutti conosciamo molto bene. Per chi ha memoria, spesso gli anni del liceo sono i più brutali, i più impietosì, dominati da bullismo, intolleranza, sessismo e soprattutto dalla logica del branco che azzera l’individuo.

    Si potrà forse dire che i tempi sono cambiati, che la nostra società è mutata, ma forse lo è meno di quanto pensiamo.

    Basterebbe leggere i dati per capire quanto questo film sia incredibilmente attuale, qualcosa che i vostri figli necessitano di vedere. In Italia avvengono 11 stupri al giorno, quattromila ogni anno. E sempre da noi, un ragazzino su due è stato vittima di atti di bullismo, tutti concentrati nell’età che va dagli 11 ai 17 anni, proprio il pubblico escluso ora dalla visione di questo film.

    L’iter è sempre lo stesso: ingiurie, intimidazioni, ed infine percosse o anche peggio, il tutto nascondendosi alla luce del sole, di fronte ad adulti o ciechi o disinteressati. Il film ci descrive quella gioventù, la gioventù in generale, come il prodotto finale di un’Italia, di una Roma, divisa in tribù. Le famiglie in quegli anni 70 (come in questo ventunesimo secolo) nascondono il male sotto il tappeto, trattano i figli come un prolungamento delle proprie ambizioni naufragate, quasi accusandoli di aver rovinato il loro mondo perfetto.

    La Scuola Cattolica è un’istantanea del mondo in cui siamo cresciuti, di questa Italia che è un prodotto proprio di quella generazione che negli anni 70, si trovò alle prese con una progressiva perdita di ideali, con un materialismo dei corpi e degli affetti sempre più opprimente.

    Erano stati cresciuti da insegnanti e docenti che parlavano del Cristo, della Pietà, degli ideali contenuti nella Bibbia, salvo poi dimenticarsi di applicarli nella vita comune. Erano, sono troppo impegnati a restare sul loro narcisistico piedistallo, di fronte a quegli stessi ragazzi, che proprio lì, tra le mura scolastiche, non trovano la strada verso la propria identità, rimangono vittima del sonno della ragione. Sì, al netto di una visione parziale sulla natura e significato storico che ebbe quell’evento drammatico nel 1975, la Scuola Cattolica spaventa una parte d’Italia, la più vecchia, che difende il proprio regno bigotto.

    Questa censura diventa anche un po’ ridicola in un mondo in cui internet, la televisione, da decenni ci vomitano addosso nudità e violenza, la mercificazione del corpo femminile, il consumismo più amorale. YouTube ci mostra il peggio dell’esibizionismo fatto sulla pelle dei propri coetanei ogni giorno, e in questo mondo, questa Commissione cerca di farci credere alla solita bugia: quella di una gioventù innocente e delicata, che non possa comprendere la metafora sul male contenuta in questo film.

    Cristo non viene equiparato ai suoi carnefici, i tre massacratori del Circeo non sono posti sullo stesso piano delle loro vittime. Tuttavia tutti fanno parte dello stesso quadro, sono contenuti nella stessa immagine, nello stesso mondo, sono stati creati dalla stessa mano.

    Questa mano è quella della nostra società, la società italiana dove la discriminazione di genere, il machismo, la tirannia del più ricco e più forte, sono ancora oggi i codici invisibili della nostra vita quotidiana, fin dagli anni giovanili.

    Si tratta di qualcosa che i ragazzi di oggi conoscono molto bene, che gli arriva addosso attraverso altre forme, altri stimoli rispetto al passato, ma di cui saprebbero sicuramente riconoscere il volto feroce e impietoso che è sopravvissuto a quasi 50 anni di storia. A conti fatti, questo prepotente paternalismo, la mancanza di coraggio che si vede dietro questa censura, non sono poi tanto dissimili da quelli che albergavano in quei genitori e insegnati nel 1975.

    Ieri come oggi, la vera violenza è non voler parlare del male nel mondo, censurarlo, in nome di una narrazione inesistente a nostro uso e consumo, fatta per sopire il nostro senso di colpa, facendo pagare il prezzo ai nostri figli.

    Non ci serve la censura, ci serve parlare del perché questo succede nel luogo in cui succede: a scuola, dove questo film andrebbe mostrato, non nascosto. Proteggere il nostro senso di colpa, dietro la foglia di fico di una lesa religiosità, di un pudore nell’epoca in cui esso ha perso ogni legame con il reale, non ha senso.

    La Scuola Cattolica i vostri figli dovrebbero vederlo. Capirebbero l’immutata verità per la quale niente nulla accade solo a loro, ne intuirebbero il perché, e forse smetterebbero anche di vedere “i grandi” per quegli esseri perfetti che non sono mai stati.

    https://www.esquire.com/it/cultura/film/a37879393/la-scuola-cattolica-censura/


      Il massacro del Circeo
    Da uno studio virtuale, Giancarlo De Cataldo, con i filmati esterni realizzati da Alessandro Chiappetta, affronta un crimine che ha turbato profondamente le coscienze, non solo per la ferocia degli aguzzini, non solo perché i colpevoli erano degli insospettabili “ragazzi di buona famiglia”, o per quello scatto scolpito nella memoria collettiva che ritrae Donatella Colasanti, tumefatta e ricoperta di sangue, riemergere dal portabagagli di una 127 accanto al corpo senza vita di Rosaria Lopez, nel quartiere Trieste di Roma. Il massacro del Circeo è il caso giudiziario che ha cambiato il modo di percepire la violenza degli uomini sulle donne e il modo di vivere la giustizia nei casi di violenza: accanto alla vittima, diventata suo malgrado un simbolo, il movimento femminista invade le aule del tribunale, in un processo che diviene socialmente rilevante. La voce delle donne chiede giustizia in una maniera che non potrà più essere ignorata, tanto dai giudici quanto dalla società.
    https://www.raiplay.it/video/2023/01/Cronache-criminali-Il-massacro-del-Circeo-85b04ee4-0aa0-4eca-b1ce-f6a43618ac61.html
  • Nulla sarà più come prima? L’impegno della Chiesa cattolica nella lotta alla pedofilia – RTI TV Radio Svizzera Italiana – rete1

    Nulla sarà più come prima? L’impegno della Chiesa cattolica nella lotta alla pedofilia – RTI TV Radio Svizzera Italiana – rete1

    Che il problema fosse diffuso già lo si sapeva da anni. Che la questione fosse ben lungi dall’essere stata risolta purtroppo lo conferma la cronaca dei casi che coinvolgono ancora oggi preti e personale religioso.

    Tuttavia in pochi potevano immaginare quale fosse la dimensione reale del fenomeno e il rapporto pubblicato pochi giorni fa in Francia ha avuto l’effetto di un terremoto. Negli ultimi 70 anni ben 330mila bambini sono state vittime di abusi sessuali nelle Chiese.

    Una cifra enorme che indica quanto i crimini siamo stati sistemici. Una lunghissima scia dell’orrore di fronte alla quale il Vaticano e le diverse diocesi dicono di voler lottare senza esitazione alcuna. Ma come, in che modo? E perché la pedofilia è un problema tanto diffuso nelle chiese? Interrogativi ai quali Millevoci tenta di fornire una risposta con

    Ne parliamo con:
    Dante Balbo
    , portavoce della Commissione della Diocesi di Lugano contro gli abusi sessuali
    Stefano Loppacher, teologo, incaricato dalla Diocesi di Coira della prevenzione contro gli abusi sessuali
    Lucetta Scaraffia, storica teologa ha curato fino al 2019 per l’Osservatore romano l’inserto “Donne, Chiesa, Mondo”
    Francesco Zanardi, Fondatore e Presidente della Rete L’ABUSO, Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero

    Conferenza dei vescovi Svizzeri: Commissione d’esperti „abusi sessuali in ambito ecclesiale“