Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione WebNews

  • Gli abusi nella Chiesa cattolica Olanda, 137 religiosi sospettati di pedofilia

    Gli abusi nella Chiesa cattolica Olanda, 137 religiosi sospettati di pedofilia

    Lo rivela l’inchiesta di un’emittente radiofonica. E intanto si scioglie il partito dei pedofili

    Bruxelles – Secondo un’inchiesta condotta da Radio Netherlands su sacerdoti, suore e insegnanti che avrebbero molestato minori, i religiosi coinvolti nello scandalo dei presunti casi di abusi nelle scuole cattoliche olandesi negli anni ’50, 60 e 70 sarebbero 137. Secondo l’emittente, che ha raccolto almeno 128 testimonianze di ex studenti molestati, il picco degli abusi si sarebbe verificato negli anni ’50 (43 denunce) e ’60 (62). La Commissione consultiva episcopale “Aiuto e diritto” parla di 350 denunce.

    Nelle stesse ore è giunta anche la notizia dello scioglimento, proprio in Olanda, del controverso e criticato (ma mai messo fuori legge) partito dei pedofili. Fondato quattro anni fa, il `Partito dell’Amore fraterno, della libertà e della diversità’ (Pnvd) sosteneva teorie inquietanti come l’impunibilità degli adulti che hanno rapporti sessuali con bambini di 12 anni. Nel corso di un’assemblea tenuta domenica scorsa, si è preso atto di non aver raggiunto, per la seconda volta consecutiva, le firme necessarie per potersi presentare alle elezioni politiche.

    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=47904&titolo=Olanda,%20137%20religiosi%20sospettati%20di%20pedofilia

  • Pedofilia: scandalo nella Chiesa olandese: denunciati 350 casi di abusi

    Pedofilia: scandalo nella Chiesa olandese: denunciati 350 casi di abusi

    ROMA (10 marzo) – La Conferenza episcopale olandese ha annunciato che sarà avviata un’inchiesta indipendente per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove sono state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. Lo scandalo si sta allargando e le denunce sarebebro 350. Si allarga lo scandalo su presunti casi di abusi nei confronti di minori nelle scuole cattoliche olandesi negli anni 50-60-70: le denunce presentate sono salite ad oggi a 350. Lo ha comunicato un portavoce della chiesa cattolica olandese, che ieri ha deciso di avviare un’inchiesta indipendente per accertare quanto accaduto.

    Le denunce sono state raccolte dalla Commissione consultiva episcopale “Aiuto e diritto”, creata nel 1995 dalla chiesa cattolica olandese per aiutare le vittime di abusi sessuali da parte del clericato. L’inchiesta annunciata ieri dalla Conferenza episcopale olandese e dalla conferenza tra istituti religiosi olandesi, che riunisce 190 istituzioni religiose del paese, sarà preparata dall’ex ministro dell’educazione Wim Deetman.

    Un altro caso in Germania. Si allarga in Germania lo scandalo degli abusi sessuali commessi in passato negli ambienti cattolici del Paese: secondo quanto è emerso oggi, violenze su minori sarebbero state commesse anche in una scuola della diocesi di Magonza (sudovest), negli anni ’60 e ’70. Secondo quanto ha reso noto oggi il portavoce della diocesi, i sospetti si concentrano sul direttore dell’istituto e su un prete, che avrebbero abusato sessualmente dei ragazzi. Gli studenti, ha aggiunto il portavoce, sarebbero stati anche picchiati per motivi futili.

    La scuola in questione, a Bensheim, in Assia, è stata poi chiusa nel 1981. Questo ennesimo caso di abusi su minori giunge in un momento particolarmente delicato per la Chiesa cattolica tedesca, che da giorni è sotto i riflettori dei media internazionali per le centinaia di episodi risalenti agli anni passati ed emersi solo nelle ultime settimane. Proprio questo tema, sarà oggetto di un incontro in Vaticano – venerdì – tra il Papa e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch.

    Cardinale Kasper: Papa vuole fare chiarezza. Sulla complessa e delicata vicenda degli abusi sessuali sui minori commessi da esponenti del clero, «il Vaticano dà il suo appoggio ai vescovi locali». Quanto al Papa «non ci sono dubbi sulla sua volontà di fare chiarezza su questo tema». È quanto afferma il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani, in un’intervista alla Radio Vaticana.

    www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=94159&sez=HOME_NELMONDO

  • Pedofilia, denunce anche in Olanda Circa 200 i casi di abusi da parte di preti cattolici

    Pedofilia, denunce anche in Olanda Circa 200 i casi di abusi da parte di preti cattolici

    BRUXELLES – Circa 200 persone hanno denunciato abusi sessuali da parte di preti della chiesa cattolica: lo scrive oggi il quotidiano olandese Telegraaf dopo le testimonianze emerse in seguito al caso scoppiato in un collegio della cittadina di Heerenberg.
    Jan Waaijer, portavoce dell’organizzazione ‘Hulp en Recht’ per dare aiuto alle vittime, ha detto di essere rimasto scioccato dalla pioggia di denunce arrivate dalla fine di febbraio, quando i quotidiani hanno riportato per la prima volta casi di denunce di abusi risalenti agli anni 60 e 70. «Dobbiamo fare in modo che tutto venga fuori. Una chiesa che é matura e aperta all’autocritica può essere d’accordo con questo», scrive il quotidiano olandese.

    Il vescovo di Rotterdam Ad van Luyn, presidente della conferenza episcopale olandese, ha richiesto un’indagine indipendente sulle denunce di abusi. «Se il lavoro della chiesa consiste nel condannare con chiarezza abusi e di chiedere scusa», ha detto il vescovo in un’intervista a un programma televisivo, «in futuro la chiesa dovrà assumere ogni misura possibile per far cessare quello che sta avvenendo». La conferenza episcopale olandese si riunirà domani per discutere dello scandalo.

    www.cdt.ch/mondo/cronaca/20809/pedo…-in-olanda.html

  • Il vescovo insabbiatore

    Il vescovo insabbiatore

    Dublino,

    Il vescovo di Derry (Irlanda del Nord), Seamus Hegarty, e’ stato accusato di coinvolgimento in un accordo per un pagamento che fu fatto per coprire un presunto abuso pedofilo da parte di un sacerdote. Hegarty, secondo il Belfast Telegraph, viene menzionato nell’accordo extragiudiziale del dicembre 2000 sul caso di una bambina che fu abusata per 10 anni a partire dal 1979. Per chiudere il caso, le furono pagate 12.000 sterline. Ma la vittima ha dichiarato al giornale che “l’accordo non significo’ niente” e che la lettera di scuse che ricevette “non era sincera”.

    I documenti dell’accordo furono firmati da avvocati per conto di Hegarty, del vescovo Edward Daly e del presunto pedofilo senza un’ammissione di colpevolezza. Nella lettera di scuse si chiedeva “una qualche forma di perdono” per l’asserito autore
    dell’abuso, che offriva alla famiglia “le sue piu’ profonde scuse per qualsiasi dolore vi ho causato attraverso gesti inappropriati o segnali sbagliati di affetto”.

    La diocesi di Derry non ha voluto commentare. Il padre della ragazza ha detto che all’epoca non si rivolsero alla polizia “perche’ allora non faceva parte della cultura” locale. Ian Elliott, direttore esecutivo del National Board for Safeguarding Children in the Catholic Church in Ireland, ha detto di non conoscere i dettagli del caso, ma che gli accordi extragiudiziali “non sono accettabili”. “Se viene alla luce una vicenda del genere, la politica della chiesa, e l’impegno assoluto che viene dato, e’ che le informazioni siano passate alle autorita’, alla polizia e ai servizi sociali “, ha spiegato.

    Nel 2005 il vescovo Hegarty rese note le accuse di abusi pedofili fatte contro preti della sua diocesi, affermando che in 26 erano stati accusati nell’arco di 40 anni.
    Ieri il primate d’Irlanda, cardinale Sean Brady, aveva fatto le sue scuse dopo che e’ emerso che egli non avverti’ la polizia dei comportamenti di un sacerdote pedofilo a meta’ anni Settanta.

    www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=138997

  • PEDOFILIA: PRIMATE IRLANDA, IN SETTIMANA SANTA RIFLETTERO’ SU MIO FUTURO

    PEDOFILIA: PRIMATE IRLANDA, IN SETTIMANA SANTA RIFLETTERO’ SU MIO FUTURO

    (ASCA) – Roma, 17 mar – Nella Chiesa irlandese sconvolta dallo scandalo pedofilia c’e’ posto per ”guaritori feriti” e ”coloro che hanno fatto errori nel loro passato possono avere una parte della creazione del futuro”? Se lo chiede, nell’omelia pronunciata oggi per la festa di San Patrizio, il primate d’Irlanda, card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh.

    Il porporato e’ sotto accusa da parte delle vittime di abusi sessuali da quando e’ emerso che, negli anni ’70, ha partecipato al processo canonico contro un prete pedofilo in cui era stato chiesto alle vittime di mantenere il segreto sugli abusi. In molti hanno chiesto le sue dimissioni e Brady lascia trasparire dalla sua omelia di star prendendo seriamente in considerazione questa eventualita’: ”Questo – ha detto questa mattina nella cattedrale di San Patrizio a Armagh – e’ un tempo di preghiera profonda e molta riflessione. Siate certi che riflettero’ attentamente mentre entriamo nella Settimana Santa, Pasqua e Pentecoste. Usero’ questo tempo per pregare, per riflettere sulla Parola di Dio e per discernere il volere dello Spirito Santo. Rilfettero’ su quanto ho sentito da parte di coloro che sono stati feriti dagli abusi. Parlero’ con le persone, con i preti e i religiosi, e con coloro che conosco e amo”. ”Pregate – ha concluso – per coloro che sono stati feriti. Pregate per la Chiesa. Pregate per me”.

  • Pedofilia, il primate d’Irlanda verso le dimissioni

    Pedofilia, il primate d’Irlanda verso le dimissioni

    Mentre si attende la pubblicazione della lettera di Benedetto XVI ai cattolici d’Irlanda, con la quale il Papa manifesterà tutta la sua vicinanza ai fedeli e alla Chiesa ferita dagli abusi perpetrati dal clero e dai religiosi sui minori, lo scandalo investe direttamente il primate, il cardinale Sean Brady. Il capo della Chiesa cattolica irlandese ha infatti riconosciuto di essere stato presente, nel 1975, a un’udienza canonica a porte chiuse durante la quale venne chiesto a due bambini vittime di abusi sessuali di firmare sotto giuramento impegnandosi a non parlare con nessuno di quanto accaduto, ad eccezione di sacerdoti.
    L’arcivescovo di Armagh nel dicembre scorso aveva dichiarato che avrebbe presentato le sue dimissioni se fosse stato dimostrato che la sua «inazione» avesse favorito il compiersi di nuovi abusi su bambini. Ora alcune associazioni irlandesi per la difesa delle vittime di abusi sessuali chiedono le sue dimissioni. Il cardinale, all’epoca sacerdote e segretario part time dell’arcivescovo di Kilmore, Francis McKiernan, da tempo scomparso, aveva partecipato nel 1975 a due riunioni durante le quali due bambini «hanno firmato impegni promettendo di rispettare la confidenzialità della raccolta d’informazioni». Si trattava di due vittime di padre Bendan Smyth, un prete che nonostante la sospensione dalle funzioni riuscì inspiegabilmente ad abusare di bambini fino al 1993. Arrestato e condannato a 12 anni, è morto in carcere a metà degli anni Novanta.
    Intervistato da Bbc Radio Ulster, il porporato ha fatto presente di aver contribuito a raccogliere gli elementi necessari per arrivare a sospendere il prete pedofilo dall’attività pastorale. «Ora, col senno di poi – ha detto Brady – so che avrei dovuto fare di più. Credevo a quel tempo di fare ciò che mi era richiesto, e non solo, ma nel modo più efficiente. Ho agito con grande urgenza per ottenere quegli indizi e presentarli. Facendo così pensavo di seguire la via più efficace per fermare tutto questo. Questa è la mia preoccupazione e sempre lo è stata, quella dell’incolumità dei bambini».
    Maeve Lewis, direttrice dell’associazione di difesa delle vittime «One in Four», insiste sulle dimissioni, perché, ha detto, «il cardinale Brady è il capo della Chiesa irlandese. Deve dare risposte a diversi scandali su abusi sessuali che sono emersi. Questa rivelazione toglie ogni credibilità al cardinale Brady che deve dimettersi». Ma il primate ha detto che si dimetterà «solo se a chiederglielo sarà il Santo Padre». «Non c’è stata nessuna copertura – ha spiegato il primate -. Ho creduto a quelle persone». Va ricordato che all’epoca dei fatti l’attuale arcivescovo di Armagh era un semplice sacerdote e non rivestiva incarichi di responsabilità.

    http://www.ilgiornale.it/interni/pedofilia…ge=0-comments=1

  • PRETI PEDOFILI, SHOCK IN IRLANDA. CARDINAL BRADY: “NON MI DIMETTO”

    PRETI PEDOFILI, SHOCK IN IRLANDA. CARDINAL BRADY: “NON MI DIMETTO”

    Il cardinale Sean Brady coinvolto nello scandalo pedofilia

    Il primate d’Irlanda, cardinale Sean Brady, ha detto ieri sera che non ha nessuna intenzione di dimettersi per la sua partecipazione ad alcuni incontri nei quali, a metà degli anni Settanta, sarebbe stato chiesto il silenzio ad alcune vittime di abusi sessuali imputati a esponenti del clero. «Confermo di avere preso parte a questi incontri ma solo per acquisire eventuali prove nei confronti di padre Brendan Smyth», ha detto il prelato in una dichiarazione diffusa dalla Rte, la Tv pubblica irlandese. «Non vi è stato nessun tentativo di occultare i fatti, anzi io ho creduto ai racconti delle vittime e ne ho informato l’allora arcivescovo McKinnan, francamente non vedo perchè dovrei dimettermi», ha affermato. Alcune associazioni irlandesi per la difesa delle vittime di abusi sessuali ieri avevamo chiesto al cardinale Brady di lasciare il suo incarico dopo avere appreso della sua partecipazione agli incontri. All’epoca dei fatti contestati l’alto prelato era un semplice sacerdote e segretario particolare dell’arcivescovo di Kilmore, Francis McKinnan, poi deceduto. Padre Brendan Smyth è considerato uno dei principali responsabili delle centinaia di abusi sessuali che nell’arco di un quarantennio sarebbero stati inflitti dal clero irlandese a centinaia di bambini e ragazzi che frequentavano le parrocchie. Padre Brendan è morto in carcere dopo il suo arresto negli anni Novanta.

    www.leggonline.it/articolo.php?id=51706

  • Reportage dell’inviato di Repubblica racconta le “ferite d’Irlanda”

    Reportage dell’inviato di Repubblica racconta le “ferite d’Irlanda”

    Irlanda
    Reportage dell’inviato di Repubblica racconta le “ferite d’Irlanda”
    Le ferite d’Irlanda
    DAL NOSTRO INVIATO ENRICO FRANCESCHINI
    Repubblica 5 marzo 2010
    DUBLINO Era una bambina di otto anni, quando la strapparono dalle braccia della madre, giudicata incapace di provvedere ai suoi bisogni, e la rinchiusero in orfanotrofio. «Ho vissuto prigioniera di un incubo fino alla maggiore età», ricorda Kathleen O’Sullivan, una delle vittime delle violenze e degli abusi sessuali perpetrati per decenni nelle scuole, nei riformatori, nelle parrocchie di tutta l’Irlanda. «Le suore ci affamavano, mangiavo la carne, una salsiccia, soltanto a Natale, e ricevevo un uovo sodo per Pasqua. Ma questo era il meno. Ci picchiavano per un nonnulla. Ci seviziavano fisicamente e psicologicamente. Facevo la pipì a letto dalla paura tutte le notti, e loro per punizione mi costringevano a sfilare nuda per la camerata con in testa le lenzuola bagnate di urina. Era un sistema sadico, satanico. I giornali hanno scritto che è stato il nostro Olocausto». «Ma se è così aspettiamo ancora la Norimberga che faccia piena luce e giustizia su quel mostruoso abominio». Luce e giustizia dovevano venire con l’inchiesta ordinata dal governo, durata dieci anni e conclusa nel maggio scorso da un voluminoso rapporto. Cinquemila pagine di testimonianze e indagini sull’attività di 216 istituti gestiti da preti, frati, suore, dai quali tra il 1914 e il 2000 sono passati 35 mila minorenni. La pubblicazione ha sconvolto l’Isola di Smeraldo. Il 90 per cento dei testimoni hanno riportato di avere subito violenze fisiche. La metà hanno raccontato di avere sofferto abusi sessuali. Molti erano orfani. Altri, come Kathleen O’Sullivan, venivano strappati a famiglie povere senza alcuna ragione, per essere trasformati in schiavi del lavoro. Malnutrizione, percosse, terrore e stupri erano il loro pane quotidiano. Tra gli irlandesi, lo shock è stato immenso. E’ perfino diminuito, secondo le statistiche, il numero dei fedeli a messa. Molta gente ha perso la fede: nella Chiesa, nello Stato, nel prossimo. L’Irlanda si è guardata allo specchio, e quel che ha visto l’ha fatta rabbrividire. Eppure, a sei mesi di distanza dalla pubblicazione, si moltipllcano le accuse secondo cui il rapporto è stato una«copertura», un «insabbiamento» o «solo la punta dell’iceberg», come sostiene Kathleen, una delle poche vittime che è riuscita a ricostruirsi un’esistenza: oggi fa il giudice dì pace e ha scritto un libro, “Childhood interrupted” (Infanzia interrotta), sulla tragedia vissuta da lei e da migliala di suoi compatrioti. Il processo di riparazione e di espiazione, affermano le associazioni formate dai “superstiti”, è stato sommario, sbrigativo, riduttivo. Per cominciare, il rapporto non fa nomi, ne delle vittime, e questo è in parte comprensibile, ne dei carnefici -a meno che non siano già stati condannati in sede giudiziaria.e questo protegge decine o centinaia di individui non solo dalla giustìzia penale ma dall’essere almeno identificati in pubblico. «Due delle suore che mi hanno torturato per anni sono ancora vive, libere», dice la signora O’Sullivan, «io vorrei ritrovarmi con loro in un’aula di tribunale, guardarle in faccia, sentire cosa rispondono alle accuse, e non è possibile». In secondo luogo, soltanto una parte delle vittime sono state rintracciate e interrogate: «Nessuno ha interrogato me, e chissà quante altre non sono state ascoltate», accusa Kathleen. E inoltre, per effetto di un accordo con i Christian Brothers, la più vasta associazione religiosa nazionale, è soprattutto lo stato, non la Chiesa, a pagare risarcimenti alle vittime che fanno causa, 12 mila delle quali hanno finora ricevuto compensazioni per un totale di un miliardo di euro. La Chiesa irlandese se l’è cavata con un indennizzo una tantum di 34 milioni di euro e l’accordo lamette al sicuro da ulteriori rivendicazioni legali. Se non in denaro, la Chiesa ha pagato in mortificazioni. Un cardinale irlandese è andato in pensione in anticipo. Quattro vescovi, su pressioni del Vaticano, sono stati costretti a dimettersi. Un pugno di sacerdoti sono finiti in prigione. Uno si è suicidato. E a Roma Benedetto XVI ha chiesto che siano prese misure per impedire che “accadano di nuovo simili abusi». Ma è abbastanza? Non per le vittime. Il rapporto rivela che l’Arciodiocesi di Dublino ha «ossessivamente» nascosto gli abusi per almeno trent’anni. Tredici vescovi erano a conoscenza delle violenze e non le denunciarono. Un prete ammise di avere abusato sessualmente di oltre cento bambini, e non venne rimosso dall’incarico. Un altro confessò di avere abusato sessualmente di un bambino alla settimana per venticinque anni, e non perse il posto. «Non ci sono stati arresti o dimissioni di massa, ne trai religiosi, ne tra le autorità che ne sono diventate complici, coprendone i crimini», dice Kathleen O’Sullivan. La commissione d’inchiesta è stata creata sull’onda dello scandalo suscitato da un coraggioso documentario televisivo che rivelò per la prima volta cosa si nascondeva dietro le mura di chiese e conventi, accusano le associazioni delle vittime, ma lo scopo era «voltare pagina, chiudere il doloroso capitolo, se non in-sabbiare».Dice ancora Kathleen nel suo j’accuse senza più lacrime da spargere: «II primo presidente della commissione si è dimesso dopo tré anni affermando che non aveva libertà di manovra, insomma che non poteva lavorare. Il presidente che ne ha preso il posto era un giudice legato all’establishment religioso. Il risultato si vede». Beninteso, le cinquemila pagine del rapporto non sorvolano su quello che accadeva dentro le «case degli orrori», come le definiscono le vittime. I giornali ne hanno finora riassunto il contenuto ed è bastato per farli sommergere di lettere che dicono: «Mi vergogno di essere irlandese». Non è una lettura facile, ma bisogna farla, per cercare di capire. E’ come se da quegli edifici adornati dal crocefisso su cui è morto il Signore, da quelle case di Dio in cui vigeva, per gran parte della giornata, la regola del silenzio, tutto ami tratto fuoriuscissero le urla disperate di generazioni di bambini. Ascoltiamoli. I bambini venivano «presi a pugni, a calci, frustati, accoltellati, obbligati a inginocchiarsi o a restare in piedi per giorni, costretti a dormire all’aperto in inverno, a fare docce gelate, appesi a un palo, assaliti da cani, legati per essere picchiati meglio». Dice uno: «Non feci bene il letto. Il prete mi fece denudare e mi frustò lungamente con una frusta di cuoio a cui erano attaccate delle monete». Un altro: «Appena arrivato, il frate mi fece spogliare, piegare a gambe larghe su una scrivania, mi ordinò di dire il Padre Nostro e si mise a frustarmi». Un terzo: «Non dimenticherò mai il gatto a nove code». Un altro: «II prete lasciava la frusta di cuoio all’aperto di notte, perché si gelasse e facesse più male». Ancora: «Mi mettevano sale nelle ferite perché bruciassero di più». Un altro: «Gli piaceva tenermi la testa fra le gambe e frustarmi nel sedere». Ancora: «La notte era la cosa peggiore, se non venivano a prenderete, sentivi che portavano via un altro e le urla risuonavano per tutto l’edificio». Elenco di abusi sessuali in un istituto religioso: «89 masturbazioni forzate, 68 stupri anali, 6 penetrazioni digitali». Un ragazzino: «II prete mi prese la mano, e se la mise nelle parti private. Scoppiai a piangere. Mi schiaffeggiò. La notte dopo tomo e feci come voleva». Un altro: «Mi chiudeva a chiave nella sua stanza, mi spogliava, si faceva toccare, mi picchiava e poi mi stuprava». Un terzo: «Un frate guardava mentre l’altro mi stuprava, poi facevano cambio». Una bambina: «La suora mi frustava con una cintura dalla fibbia di metallo». Un’altra: «La suora mi faceva mangiare il mio vomito». Una terza: «Mi legò al letto e mi diede cento frustate». Elenco di abusi sessuali, stavolta su femminucce: «27 stupri vaginali, 22 masturbazioni forzate, 10 contatti genitali». Un esempio per tutti: «La suora mi portò da un uomo. Lei mi spogliò, mi lavò, mi toccò, poi mi diede a lui perché mi stuprasse». Tutti i giorni, tré volte al giorno, i rintocchi della campana dell’Angelus risuonano sul primo canale della televisione nazionale irlandese, come

    a scandire il tempo del paese più ferventemente cattolico d’Europa. Ma oggi gli irlandesi si chiedono angosciosamente per chi suona davvero quella campana. Per le migliala di vittime dell’abominio, che hanno ottenuto solo una parvenza di giustizia? Perla chiesa cattolica irlandese, avvilita da dimissioni e processi? Oppure per il Vaticano e per papa Benedetto XVI, che le associazioni di sopravvissuti alla tragedia accusano di una condanna tardiva e troppo debole? O suona per l’Irlanda intera, per le sue istituzioni, sospettate di avere lanciato l’inchiesta più per nascondere che per fare emergere fino in fondo le dimensioni dell’orrore e le responsabilità collettive? «Ecco cosami fa più orrore», dice Kathleen O’Sullivan. «L’idea che cosi tanti abbiano potuto fare così tanto male, o almeno l’abbiano tollerato, abbiano preferito non vederlo e anche oggi preferiscano dimenticare. Viene da chiedersi se erano tutti mostri o se questa è la normalità umana». Non solo per vittime e carnefici, non solo per preti e suore, per politici e poliziotti, suona a Dublino la campana dell’Angelus. Essa suona per tutti.

  • I vescovi olandesi aprono un’inchiesta sugli abusi sessuali commessi dal clero

    I vescovi olandesi aprono un’inchiesta sugli abusi sessuali commessi dal clero

    I vescovi olandesi aprono un’inchiesta sugli abusi sessuali commessi dal clero
    La conferenza episcopale olandese e la conferenza degli istituti religiosi olandesi hanno annunciato la prossima apertura di una inchiesta “vasta, esterna e indipendente” su dei presunti abusi sessuali commessi da membri del clero.
    “Una inchiesta sarà aperta il prima possibile”, ha detto all’Afp Will van de Ven, una portavoce della conferenza degli istituti religiosi olandesi. In un comunicato pubblicato a conclusione di una riunione, la conferenza episcopale e la conferenza degli instituti religiosi hanno riferito che “il numero di casi di abusi in ex istituti scolastici e di formazione cattolica necessita una inchiesta più approfondita”.
    L’ordine dei Salesiani di Don Bosco aveva annunciato il primo marzo che un’inchiesta sarebbe stata aperta su presunti abusi sessuali commessi da membri del clero su degli studenti di un internato della regione di Arnhem (est) negli anni ’60. Da allora, la commissione consultiva episcopale “Aiuto e diritto”, creata nel 1995 per aiutare le vittime degli abusi sessuali commessi da membri del clero, ha ricevuto 200 testimonianze, secondo van de Ven.

    http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?tit…&idSezione=6143

  • Curia di Bolzano: “denunciate a noi i preti pedofili”. E perché non ai magistrati?, Trucchetto per controllare le vittime

    Curia di Bolzano: “denunciate a noi i preti pedofili”. E perché non ai magistrati?, Trucchetto per controllare le vittime

    Vogliono controllare le vittime.

    La curia di Bolzano ha sempre difeso a spada tratta due suoi preti condannati per pedofilia, don Hansjoerg Rigger e don Giorgio Carli

    PEDOFILIA CLERICALE
    LA CURIA DI BOLZANO INVITA A SEGNALARE GLI ABUSI SUL WEB

    PEDOFILIA: CURIA BOLZANO INVITA A SEGNALARE ABUSI SU WEB
    TESTIMONE, MALTRATTAMENTI IN COLLEGIO RELIGIOSO NEGLI ANNI ’50

    (ANSA) – BOLZANO, 10 MAR – Sull’onda dello sconcerto suscitato nei Paesi dell’area tedesca su presente violenze nell’ambito ecclesiastico, in Alto Adige spuntano testimoni su episodi di maltrattamenti avvenuti negli anni ’50 in un collegio religioso. E, la Curia sul suo sito internet ha offerto la possibilita’ di inviare segnalazioni.
    La Rai di lingua tedesca ha diffuso stamani affermazioni fatte da Luis Benedikter, insegnante e uomo di spettacolo altoatesino, che ha parlato di un clima di intimidazione in un collegio religioso negli anni ’50. Benedikter – ha detto la Rai – ha raccontato episodi vissuti quando aveva dai 12 ai 15 anni, con il direttore del coro ”che ripetutamente puniva i ragazzi con una frusta, colpendoli alle mani o al viso”. ”C’era – ha detto Benedikter – un’atmosfera ”di cruda violenza, di maltrattamento fisico e di annientamento psicologico”. Sulla vicenda i Verdi altoatesini hanno presentato un’interrogazione in consiglio provinciale, chiedendo alla giunta di istituire un’agenzia per monitorare la situazione. E la Curia ha indicato sul suo sito web un indirizzo e-mail a cui inviare eventuali segnalazioni: ”Ogni segnalazione – e’ stato assicurato – viene presa in considerazione subito e verificata, perche’ la protezione per i possibili soggetti interessati ha la massima priorita”’.(ANSA).

    Mercoledì 10 Marzo,2010 Ore: 15:55

    Ogni abuso è uno di troppo versione testuale
    La Diocesi è profondamente rammaricato e condanna ogni tipo di abuso.
    La Chiesa desidera chiarire in modo sincero questi fatti, poiché le vittime ne hanno il diritto.
    Per questo motivo la Diocesiintende tra l’altro vuole creare sul sito internet diocesano un forum in cui vengano esaminate eventuali segnalazioni di abusi. In questo modo si vuole assicurare che ogni segnalazione venga subito presa in considerazione e verificata, perché la protezione delle eventuali vittime ha la massima priorità.
    Eventuali abusi verranno immediatamente esaminati dal responsabile diocesano per presunte molestie, il Vicario Generale Josef Matzneller.
    Allo stesso tempo la Diocesi s’impegna nel campo della prevenzione nelle Istituzioni diocesane a promuovere una cultura dell’attenzione e un’educazione in cui si ponga al centro il rafforzamento della personalità di ogni bambino e di ogni giovane.

    Responsabile diocesano per presunte molestie
    Il Vicario Generale Josef Matzneller come responsabile diocesano per presunte molestie ha il compito di esaminare tutti i presunti casi di molestie e di abusi sessuali all’interno della Chiesa Cattolica.
    Inoltre, dopo aver chiarito le varie posizioni ha il compito di sostenere le vittime e di prendere provvedimenti contro i responsabili. Si devono chiarire le conseguenze legali e all’interno della Chiesa e si devono trarne quindi le giuste conseguenze.
    E-Mail: molestie@bz-bx.net

    LA CHIESA IN ALLARME
    Molestie subite da religiosi: la Curia di Bolzano invita a segnalarle via e-mail
    Sul sito della Diocesi creato un indirizzo per raccogliere le testimonianze. E un artista altoatesino racconta di violenze subite in un istituto religioso negli anni Cinquanta
    BOLZANO. Sull’onda dello sconcerto suscitato nei Paesi dell’area tedesca su presunte violenze nell’ambito ecclesiastico, in Alto Adige la Curia di Bolzano e Bressanone sul suo sito internet ha offerto la possibilità ai fedeli di inviare segnalazioni su eventuali episodi di abusi, attraverso un indirizzo e-mail dedicato.

    Cliccando sulla voce “Presunte molesie da parte di sacerdoti” si accede a una pagina di dettaglio nella quale, si legge, “vengono annotate ed esaminate eventuali segnalazioni di presunti molestie o abusi.

    Si vuole assicurare _ precisa la Diocesi _ che ogni segnalazione viene presa in considerazione subito e verificata, perché la protezione per i possibili soggetti interessati ha la massima priorità.
    Il Vicario generale è sempre disponibile a incontrare i soggetti interessati e i loro familiari per chiarire le varie posizioni”.

    Viene poi indicato l’indirizzo e-mail al quale mandare la segnalazione: curia.vescovile@bz-bx.net

    Nel frattempo la Rai di lingua tedesca ha diffuso stamani affermazioni fatte da Luis Benedikter, insegnante e uomo di spettacolo altoatesino, che ha parlato di un clima di intimidazione in un collegio religioso altoatesino negli anni ’50.

    Benedikter – ha detto la Rai – ha raccontato episodi vissuti quando aveva dai 12 ai 15 anni, con il direttore del coro ”che ripetutamente puniva i ragazzi con una frusta, colpendoli alle mani o al viso”. ”C’era – ha detto Benedikter – un’atmosfera ”di cruda violenza, di maltrattamento fisico e di annientamento psicologico”.

    Sulla vicenda i Verdi altoatesini hanno presentato un’interrogazione in consiglio provinciale, chiedendo alla giunta di istituire un’agenzia per monitorare la situazione.
    (10 marzo 2010)