Raymond Lahey accusato dopo il suo ritorno dall’estero, è stato rilasciato ieri su cauzione
Un vescovo si è costituito ieri a Ottawa dopo che contro di lui era stato spiccato un mandato di cattura valido in tutto il Canada a causa delle immagini pedopornoigrafiche trovate sul suo computer al ritorno dall’estero. Raymond Lahey, 69 anni, non ha però rilasciato alcun commento durante il suo arrivo alla stazione di polizia, né qualche ora dopo quando l’uomo è uscito libero su cauzione. Le accuse nei suoi confronti – possesso e importazione di pornografia infantile – erano state formulate venerdì scorso, dieci giorni dopo che le autorità avevano rivenuto nel suo laptop immagini “proccupanti” al suo ritorno da un Paese straniero. L’uomo aveva quindi rimesso il suo mandato alla diocesi cattolica di Antigonish durante il weekend precedente a quello in cui le imputazioni contro di lui erano diventate di dominio pubblico. Solo poche settimane prima, la stessa diocesi aveva raggiunto un accordo da 15 milioni di dollari con persone che avevano dichiarato di aver subito abusi da parte dei parroci negli anni della loro infanzia. Ma i casi, risalenti fino agli anni ’50, non avrebbero nulla a che vedere con Lahey, arrivato nella diocesi solo sei anni fa.
Nell’attesa che inizi il processo in cui le accuse contro Lahey verranno dimostrate dai pubblici ministeri o viceversa, l’ex vescovo avrà modo di scagionarsi, le autorità hanno reso note le circostanze che hanno portato all’arresto di ieri. La polizia ha spiegato che Lahey era stato segnalato per un secondo esame al suo arrivo all’aeroporto di Ottawa: qui nel suo computer erano state trovate immagini «che avevano destato preoccupazione» negli agenti. A questo era seguito il sequestro del pc e di altre memorie elettroniche, il cui esame accurato «ha rivelato pornografia infantile». Rilasciato all’aeroporto in attesa di ulteriori indagini, un mandato di cattura contro di lui era stato spiccato dopo la formulazione delle accuse.
Autore: Redazione WebNews
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Immagini pedofile, il vescovo si costituisce
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Papa/ Accoglie dimissioni vescovo canadese incriminato
Papa/ Accoglie dimissioni vescovo canadese incriminato
Giovedi, 1 Ottobre 2009 – 17:16Benedetto XVI ha accettato la rinuncia algoverno pastorale della diocesi di Antigonish in Canada, presentata da mons. Raymond John Lahey per “grave impedimento”.Ne da’ notizia la Sala Stampa della Santa Sede. Il presule, cheha 69 anni e reggeva la diocesi da tre, era stato denunciatonei giorni scorsi per possesso di foto pedopornografiche dopoil sequestro di un pc portatile in aeroporto.
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Un nuovo scandalo sulla Chiesa canadese
Un altro scandalo ha scosso la Chiesa cattolica canadese, dove un vescovo della Nuova Scozia è stato costretto a dimettersi in seguito alla scoperta di foto pornografiche infantili nel suo pc portatile e all’emissione di un mandato di arresto a suo carico.
E’ stato un controllo di routine effettuato a caso all’aeroporto internazionale di Ottawa a rivelare la presenza delle immagini compromettenti nel laptop di monsignor Raymond Lahey.
Il vescovo, 69 anni, guida la diocesi di Antigonish e, al momento del controllo allo scalo della capitale canadese, stava rientrando rientrava da un viaggio all’estero. Monsignor Lahey è stato arrestato all’aeroporto il 15 settembre scorso e poi rilasciato, ma il suo computer e “altri apparecchi di comunicazione” sono stati sequestrati, come ha precisato la polizia di Ottawa in un comunicato.
Sul caso è stata aperta un’inchiesta che, il 25 settembre, ha avuto l’esito di incriminare monsignor Lahey per “possesso e importazione di pornografia infantile”. Il mandato d’arresto spiccato contro di lui non è ancora stato eseguito.
Nel frattempo, monsignor Lahey è rientrato nella sua diocesi, che dirigeva dal 2003, e ha presentato sabato le sue dimissioni al Papa, il quale le ha accettate. Per uno strano concorso di circostanze, il vescovo di Antigonish aveva acquisito notorietà nell’agosto scorso, sempre in tema di scandali sessuali, ma in un ruolo del tutto diverso: era apparso in televisione per annunciare che la sua diocesi accettava di versare 13 milioni di dollari canadesi (8,3 milioni di euro) a una quindicina di vittime di abusi sessuali commessi da un prete. Aveva anche presentato le scuse della diocesi alle vittime e alle loro famiglie, dicendo di “sperare di non dover mai più trovarsi davanti a simili riprovevoli comportamenti”.
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Vescovo Raymond Lahey sorpreso in aroporto sul pc foto pedopornografiche. Nel 1980 era stato già denunciato da due fratellini!
Ci sono dei nuovi risvolti sull’arresto del Vescovo Raymond Lahey arrestato in aeroporto dopo che gli veniva effettuato un controllo, apparentemente casuale sul suo pc-portatile in cui gli agenti rinvenivano materiale pedo-pornografico.
Per chi non avesse seguito il caso qui potrà leggere l’epilogo.
Nel 1980 il Vescovo Lahey era prete e già aveva ricevuto accuse per possesso di materiale pedo-pornografico, ma il tutto non ebbe un seguito. La Polizia di Terranova oggi sta cercando di fare chiarezza sul possesso di foto pedo-pornografiche che il Vescovo sembra abbia avuto più di 20 anni fa in casa sua.
L’inchiesta parte di alcuni uomini che sono stati abusati dai preti nella scuola Cristiana a St.John’s Mount quando erano bambini. Questa scuola era anche un orfanotrofio Cashel che fu al centro di un indagine di pedofilia in cui furono coinvolti anche due fratellini che raccontarono di aver visto nel 1980 a casa di Lahey delle foto pedo-pornografiche.
Le persone che allora furono coinvolte nello scandalo dell’orfanotrofio, hanno raccontato giovedì, alla CBC News che esistono degli atti ufficiali sulle loro dichiarazioni di allora nei confronti di Raymond Lahey, ma che vennero tralasciate.
Nel frattempo l’investigatore Paul Davis del Royal Terranova Constabulary riferisce che non appena è venuto a conoscenza delle dichiarazioni rilasciate alla stampa da parte del Sig. Billy Earle (uno delle persone coinvolte negli abusi sessuali nell’orfanotrofio anni fa) si è attivato affinché vengano nuovamente visionate le dichiarazioni per determinare se ci siano riscontri o meno in quello che è stato detto venti anni fa. Davis ha aggiunto che la Polizia sta già rivedendo le registrazioni audio-video degli interrogatori fatti alle vittime e ai colpevoli riguardanti le indagini che erano state svolte per la vicenda degli abusi sessuali all’orfanotrofio Mount Cashel, comprese quelle dei due fratellini sul conto di padre Lahey, i Sig. Bille e Shane Earle.
L’investigatore Davis dice che fino ad ora non si è trovato ancora alcuna prova a sostegno delle accuse formulate dai fratelli Earle.
20 anni fa i due fratelli Earle testimoniarono a Terranova nel processo per violenza sessuale su minori avvenuta nell’orfanotrofio. I due fratelli sperano che oggi si possa scavare nel inchiesta che fu archiviata 20 anni fa nei confronti di Lahey. I due, quando erano ragazzini, raccontarono che Lahey allora era prete e che era diventato loro amico. I due frequentavano la casa del prete e in un occasione nell’ abitazione di Lahey i due fratellini trovarono dei cataloghi che gli erano stati spediti ( a Lahey) in cui venivano raffigurati bambini in situazioni pornografiche.
Le indagini di allora confermarono che purtroppo i due fratellini avevano subito abusi sessuali nell’orfanotrofio Cristiano, l’indagine nei confronti dell’allora padre Raymond J. Lahey non ebbero nessun proseguo, ma oggi, alla luce di quanto è emerso il dubbio che sia stato un errore viene spontaneo. Per i due fratelli apprendere che oggi si è aperto un fascicolo a carico di Lahey, per i stessi motivi che 20 anni fa avevano fatto presente ha rievocato il dolore di quella ferita che sembrava ormai rimarginata, facendoli sprofondare nuovamente nel buio dei ricordi della loro adolescenza!
Ora Lahey è accusato di detenzione e importazione di materiale pedo-pornografico, ma nonostante tutto è stato già rilasciato giovedì su cauzione che ammonta a 9.000 dollari!
Potete risarcire con tutti i soldi che volete, ma nulla potrà lenire il dolore che le cicatrici di tale sofferenza lasciano a gli abusati e alla società. -

Parroco marsalese accusato di violenza sessuale
Un giovane prete accusato di tentata violenza sessuale. E’ don Vito Caradonna, 35 anni, parroco della chiesa di contrada San Leonardo, nonché ex vice alla Chiesa Madre, e cappellano del carcere di piazza Castello.
In Tribunale (presidente Renato Zichittella), il processo che vede imputato il religioso è iniziato nel maggio del 2008. A difendere Caradonna è l’avvocato Rosa Tumbarello, mentre ad assistere la presunta vittima, costituitasi parte civile, è l’avvocato Gianfranco Zarzana.
Ieri, in aula, è stato ascoltato l’ispettore di polizia Cesare Mannino, al quale, a suo tempo (i fatti sarebbero accaduti il 10 febbraio 2005), si rivolse, in qualità di amico, il prete. E ciò per cercare di risolvere la ”querelle” con il suo accusatore (il 33enne P.L.C.), che poi fu contattato dal poliziotto. Il tentativo di riconciliazione, però, non andò a buon fine, tanto che, poi, fu presentata una denuncia ai carabinieri.
Il poliziotto, con un certo imbarazzo, rispondendo alle domande del pm, degli avvocati e del presidente Zichittella, ha cercato di ricostruire i contorni della scabrosa vicenda, che scuote la chiesa marsalese.
La violenza sessuale, secondo il racconto della presunta vittima, sarebbe avvenuta nella casa del prete, dove P.L.C. fu invitato «per prendere un caffè», nel quale, sempre secondo il racconto di chi ha sporto la denuncia, sarebbe stata versata qualche sostanza che lo avrebbe intontito. Sul punto, ieri, ha insistito l’avvocato di parte civile, che all’ispettore Mannino, apparso un po’ titubante, forse per l’imbarazzo che la vicenda senz’altro crea, ha contestato quanto dichiarato, in fase d’indagine, al sostituto procuratore Cristina Pigozzo.«Lei al pm Pigozzo – ha affermato l’avvocato Zarzana – ha detto che L.C. disse che fu invitato a casa da Caradonna, che gli offrì un caffè drogato e poi abusò di lui sessualmente».
Mannino, poco prima, aveva detto che il prete all’epoca gli era sembrato ”preoccupato”. «Caradonna – ha, inoltre, affermato l’ispettore – mi disse che L.C. aveva chiesto soldi per chiudere la questione. Altrimenti, si finiva in Tribunale».
Come, poi, è accaduto con la denuncia presentata alla caserma dei carabinieri. Finora il processo si era svolto a porte chiuse, ma il Tribunale ha deciso che erano venute meno le condizioni che imponevano la segretezza del dibattimento. E a porte aperte, il 10 novembre, dovrebbe essere ascoltato l’imputato.
Antonio Pizzo -

La nuova promessa della teologia lascia per sposarsi
giovedì 01 ottobre 2009, 07:00
La nuova promessa della teologia lascia per sposarsidi Andrea Tornielli
Quarantanove anni, una brillante carriera di teologo, uno dei pochi considerati fedelissimi di Roma ad aver raggiunto posti importanti nelle facoltà tedesche, docente di dogmatica a Bonn, titolare di insegnamenti a Madrid e a Lugano. Ieri è arrivato l’annuncio del cardinale Karl Lehmann, vescovo di Magonza, che lo sospende dal sacerdozio perché non è più in grado di rimanere celibe.
Farà scalpore nei sacri palazzi più che in Germania la notizia che Michael Schulz, teologo ratzingeriano emergente e membro della Commissione teologica internazionale – l’élite presieduta dal Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede che collabora con la Santa sede nell’esaminare delle questioni dottrinali di maggior importanza – ha deciso di abbandonare il sacerdozio per sposarsi.
Uno scarno comunicato della diocesi di Magonza rende noto che Schulz «ha informato il vescovo Karl Lehmann che non si vede più nella condizione di vivere il celibato sacerdotale». Il cardinale «ha sospeso Schulz come sacerdote e ha informato l’arcivescovo di Colonia, cardinale Joachim Meisner, ordinario della facoltà teologica di Bonn». La diocesi di Magonza informa che agirà secondo quanto previsto dal Concordato e questo dovrebbe significare che a Schulz sarà chiesto di lasciare la cattedra di dogmatica.
L’annuncio ha choccato non poco gli ambienti vaticani, perché Schulz era considerato una vera promessa della teologia, un emergente, fedele al Papa e allievo del vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller. Originario di Wiesbaden, Schulz ha studiato a Magonza e alla Gregoriana di Roma. Sacerdote dal 1984, ha ottenuto il dottorato a Monaco con una tesi su Hans Urs Von Balthasar. Nel 2001 è diventato professore alla facoltà di teologia di Lugano con una tesi sulla storicità del peccato originale. Dal 2002 al 2004 è stato membro della Commissione teologica della Conferenza episcopale svizzera ed è il curatore della collana intitolata «Grandi teologi. Precursori del Terzo millennio», per la quale ha pubblicato due saggi su Von Balthasar e su Karl Rahner.
È membro della Commissione teologica internazionale per il quinquennio 2009-2013, e la sua presenza fra i trenta membri scelti dal Vaticano per collaborare con l’ex Sant’Uffizio la dice lunga sua quale sia la stima di cui gode Oltretevere.
Sia in Germania sia in Austria e in Svizzera si sono riscontrati diversi casi di preti conviventi, alcuni dei quali presentano quella che in realtà è la loro compagna come segretaria o assistente. Nei mesi scorsi ha fatto discutere il caso del vescovo ausiliare di Linz, Gerhard Wagner, la cui nomina era stata firmata dal Papa e pubblicata, ma che è stato costretto ad abbandonare a causa di una forte campagna contraria perché considerato troppo conservatore: tra i preti suoi più accesi contestatori, uno dei quali siede nel capitolo della cattedrale, ce n’erano alcuni che convivevano con le rispettive compagne e questa era una delle situazioni che il Vaticano, designando Wagner, intendeva affrontare.
Il caso di Schulz, però, è diverso: il teologo ha infatti deciso di lasciare il sacerdozio per potersi sposare e non ha manifestato l’intenzione di contestare la secolare norma del celibato in vigore nella Chiesa latina. Una norma della quale Papa Ratzinger ha più volte ribadito il valore. -

Pedofilia asilo Bovetti, Cassazione: Apolloni e Ballario condannati in via definitiva
di Roberta Lerici
Valerio Apolloni, figlio di Vittorio Apolloni, presidente della associazione Falsi Abusi, è stato condannato in via definitiva a due anni e dieci mesi per abusi sui bambini dell’asilo Bovetti, vicino a Torino.
Con lui ,condannata anche Wanda Ballario, direttrice della scuola. Di seguito l’Ansa di oggi e alcuni stralci della sentenza di appello. Ulteriori approfondimenti su questa terza condanna definitiva per abusi compiuti nelle scuole materne italiane, potrete leggerla domani.
Ricordiamo che nel 2007 è stato condannato in via definitiva a sette anni l’autista-bidello di un asilo privato di Calabritto per abusi su 8 bambini (resta da celebrare il processo ad una suora condannata in primo e secondo grado a 3 anni), mentre in provincia di Prato, nel 2005, è stato condannato a più di sei anni il bidello di un asilo per abusi su 12 alunni, compiuti nel 1998.In tutti e tre i casi, i racconti dei bambini si somigliano, sia per la modalità che per la crudeltà inizialmente camuffata da gioco.Attualmente, i processi per pedofilia nelle scuole materne ancora aperti sono almeno 5.
Abusi in asilo del torinese, Cassazione conferma due condanne
A La Loggia nel 2001. I due educatori si proclamano innocenti
(ANSA) – TORINO, 2 OTT – La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva due condanne per molestie sessuali su bambini che frequentavano un asilo a La Loggia. Per Valerio Apolloni, all’epoca dei fatti presidente dell’ente di gestione della struttura, e Vanda Ballario, direttrice, la pena e’ di due anni e dieci mesi di reclusione, in parte gia’ scontati per effetto di un periodo di custodia cautelare. La vicenda risale al 2001. Ai due educatori hanno sempre respinto ogni accusa.(ANSA).STRALCI DELLA SENTENZA CHE HANNO PORTATO ALLA CONDANNA IN APPELLO DI APOLLONI E LA BALLARIO NEL 2008:
dal sito “l’inferno degli angeli”
“ XX BAMBINO racconta il gioco alla madre. VALERIO APOLLONI iniziava facendo delle flessioni (il bimbo mima il gesto); aveva il pisello “grosso, grosso e cicciotello”; VANDA lo toccava piano e dava bacini; anche lui (XX BAMBINO) toccava e accarezzava il pistolino di VALERIO. Poi XX BAMBINO in bagno mima il gioco con la madre, dandole baci in zona inguinale ed infilando la testa fra le di lei gambe per cercare di baciarle i genitali……”
“…era poi andata nel lettone tra i genitori ed aveva preso a spalmare la propria saliva sul viso del padre. Al rimprovero di quest’ultimo la bimba aveva detto: “questa non è la saliva…è la crema…quella che si mette in bocca e si ingoia”. La madre le aveva chiesto chi le avesse insegnato questo gioco e la bimba aveva risposto”la signora dei gialli (i gialli è il colore della sezione)”. La madre “da dove la prende questa crema?- BIMBA: “dal pistolino di VALERIO, è dolce e non brucia”.
A giudizio della Corte, sia per la terminologia adoperata che per la gestualità in essere, la bambina sembra attingere ad un patrimonio conoscitivo assolutamente inusuale per la sua età e per le sue esperienze in ambito sessuale…..
A proposito delle uscite da scuola riporto un significativo passo:
“…il presidente, cioè VALERIO APOLLONI, ogni tanto andava nella sua classe dicendole che alcuni bambini dovevano andare con lui e li portava via” Alla domanda se la cosa fosse normale “lei ci ha risposto che era la direttrice didattica ad autorizzare le uscite”.
La direttrice didattica è l’altra imputata.
(fonte )
www.bambinicoraggiosi.com 2 ottobre 2009 -

Vaticano: “Preti pedofili? No, sono gay”
La Chiesa: “I preti non sono pedofili, solo efebofili”
pubblicato il 30 settembre 2009 alle 17:24 dallo stesso autore – torna alla homeIl Vaticano è convinto che i casi di pedofilia e di abusi sessuali in seno alla Chiesa cattolica sono più o meno gli stessi che avvengono pure in altri ambiti religiosi. In una dichiarazione emessa in una riunione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, Silvano Tomasi, osservatore permanente del Vaticano all’ ONU ha segnalato che “nel clero cattolico solo tra l’ 1,5 e il 5% dei religiosi ha commesso atti di questo tipo” e che “la percentuale è maggiore tra i familiari e gli amici delle vittime”. Poi la notizia inedita “Non si può parlare di pedofilia, solo di omosessuali attratti da adolescenti. Di tutti i preti implicati in casi di questo tipo, l’80-90% di essi appartengono alla minoranza sessuale che pratica la efebofilia, vale a dire che intrattengono relazioni sessuali con ragazzini dagli 11 ai 17 anni”.
Tomasi ha replicato alle accuse mossegli da un membro dell’ Unione Internazionale dell’ Etica Keith Porteous Wood che ha accusato la Chiesa di nascondere gli abusi ai minori e di violare vari articoli della Convenzione dei Diritti dei Minori. L’ arcivescovo ha reagito spostando le responsabilità della Chiesa cattolica su altri culti religiosi, citando le statistiche del Christian Science Monitor le quali mostrano che la Chiesa degli Stati Uniti più affetta da reati sessuali è quella protestante, mentre per quella di rito ebreo è un fatto “frequente”. La dichiarazione si conclude in questo modo “Come la Chiesa cattolica si è preoccupata di far luce e pulizia nella propria casa, sarebbe auspicabile che altre istituzioni e autorità dove vengono riportati la maggior parte di abusi facessero lo stesso”.
Insomma si tratterebbe del solito complotto pluto-giudaico-massonico. I preti pedofili non esistono. Al massimo si possono trovare ragazzini che insidiano i religiosi.
http://www.giornalettismo.com/archives/38353/il-vaticano-afferma-che-i-preti-non-sono-pedofili-solo-efebofili/
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Vaticano: non è pedofilia ma Efebofilia
I preti cattolici che abusano sessualmente di persone giovani non dovrebbero essere definiti pedofili a quanto dichiarato dal Vaticano.Il vaticano sostiene che l’esempio di abusi sessuali di minori da parte dei preti cattolici andrebbero descritti come casi di Efebofilia .
Per chi non lo sapesse seconda una spiegazione prettamente scientifica, con il termine Pedofilia, che deriva dal greco “fanciullo-affetto” si intende una forma di devianza sessuale che consiste nell’attrazione sessuale da parte di un soggetto sessualmente maturo nei confronti di soggetti che invece non lo sono ancora, cioè in età preadolescenziale o bambini.
L’attrazione sessuale inoltre verso i bambini non è sufficiente per la diagnosi di pedofilia. La psichiatria definisce pedofili solo quegli individui che di età superiore ai 16 anni, provano attrazione sessuale o affettiva, verso bambini o bambine.
Non sono invece da considerarsi pedofili i soggetti attratti principalmente da persone in fasce di età pari o superiori ai 12 anni circa, purché abbiano già raggiunto lo sviluppo della pubertà; tale sintomo di attrazione per i ragazzi adolescenti e definita Efebofilia o anche Ninofofilia o sindrome di Lolita.
Torniamo ora al nostro caso.
L’arcivescovo Silvano Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede all’ONU di Ginevra, ha segnalato in una dichiarazione emessa in una riunione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, che sul problema degli abusi verso minori da parte dei sacerdoti non si può parlare di atti di pedofilia ma di omosessuali attratti da adolescenti”.
Per tutti i sacerdoti coinvolti negli abusi, l’80 sul 90% dei casi crede a questo orientamento sessuale minore che viene manifestato nei confronti di ragazzi adolescenti in età compresa tra 11 e 17 anni.
Nella dichiarazione, Tomasi ha, inoltre, tentatato di deviare l’attenzione nei confronti del Vaticano per quanto riguarda la critica dei suoi maniaci sessuali puntando il dito contro altre istituzioni religiose in cui si verificano le stesse, sconvenienti, situazioni. Il bue che chiama cornuto l’asino.
L’arcivescovo, ovviamente era molto preparato ed ha dimostrato la sua tesi, durante la sua brillante discussione, con una statistica per dimostrare, che in termini di percentuali ,meno del 5% dei sacerdoti cattolici sono coinvolti negli abusi sessuali rispetto ad una percentuale più alta presente nelle chiese protestanti americane.
Riportiamo per un’attenta riflessione le dichiarazioni dirette dell’arcivescovo:
“nel clero cattolico solo tra l’1,5 e il 5% dei religiosi ha commesso atti di questo tipo, la percentuale è maggiore tra i familiari e gli amici delle vittime. Non si può parlare di pedofilia, solo di omosessuali attratti da adolescenti. Di tutti i preti implicati in casi di questo tipo, l’80-90% di essi appartengono alla minoranza sessuale che pratica l’ efebofilia ”.Che messaggio trarre da queste dichiarazioni? Convertitevi alla chiesa cattolica, avrete meno probabilità di essere vittime di abusi sessuali.
E poi, ma la chiesa cattolica non è quella istituzione che non accetta l’ omosessuali tà? Come potrebbero mai verificarsi ed esser giustificati atti di questo genere all’interno di un’istituzione tanto importante?Forse si tratta di una sorta di catechesi? Nel caso l’arivescovo avesse bisogno di altre motivazioni.
Eh già, forse questi sacerdoti alla fine non è che si sentano attratti verso i ragazzi, magari cercano di metterli direttamente in situazioni reali per cercare di far capire loro che è sbagliato. Cosi a 13 anni durante una confessione, tra le mura di una chiesa, potresti trovarti in un confessionale dove mentre confessi i tuoi peccati qualcuno vada un po’ oltre, e poi ti obbliga a pentirti per quello che hai fatto, o che ti ha fatto, solo dopo però. Sì, sicuramente sarà questo il fine di tale comportamento. Quindi ha ragione l’arcivescovo, non è giusto condannare questi uomini.Pedofilia, scontro IHEU – Vaticano in sede ONU
La scorsa settimana Keith Porteous Wood, delegato IHEU (l’organizzazione che unisce le associazioni secolariste di tutto il mondo, UAAR compresa), ha attaccato il Vaticano nel consiglio dei diritti umani dell’ONU sostenendo che la Santa Sede copre gli abusi nei confronti dei minori, accusa le vittime di mentire e protegge gli ecclesiastici direttamente o indirettamente coinvolti. Della risposta vaticana dà oggi notizia il Guardian: si sta facendo pulizia, si ribatte, e in ogni caso “nelle altre confessioni religiose succedono le stesse cose, se non peggio”.
http://www.uaar.it/news/2009/09/29/pedofilia-scontro-iheu-vaticano-sede-onu/
Onu, Vaticano: “Preti colpevoli di violenze non sono pedofili ma omosessuali”
Silvano Tomasi, osservatore del Vaticano in sede ONU, intervenendo a Ginevra presso il consiglio dei diritti umani per rispondere alle critiche mosse dal delegato IHEU Keith Porteous Wood (Ultimissima del 29 settembre), ha sostenuto che nella maggior parte dei casi i preti che si sono macchiati di violenze su minori non sono pedofili, ma piuttosto omosessuali con tendenze di “efebofilia” come riportano testate quali “El Pais”.
Tra le repliche a questa dichiarazione, da segnalare quella del presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso: “Il Vaticano è in stato confusionale e confonde ancora una volta il reato di pedofilia, commesso da uomini adulti nei confronti di minori – bambini o bambine, ragazzi o ragazze – con i rapporti consenzienti omosessuali. […] Il vero problema della Chiesa cattolica è la repressione sessuale che crea solo gravi danni nelle persone, essendo causa di solitudine, disinformazione e patologie sessuali”.http://www.uaar.it/news/2009/10/02/onu-vaticano-preti-colpevoli-violenze-non-sono-pedofili-omosessuali/
