Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione WebNews

  • Meluzzi: don Pierino prega per tutti, anche per gli accusatori Don Gelmini, collaboratori indagati

    Meluzzi: don Pierino prega per tutti, anche per gli accusatori Don Gelmini, collaboratori indagati

    Il sacerdote parlò con il giudice Martellino. Meluzzi: don Pierino prega per tutti, anche per gli accusatori Don Gelmini, collaboratori indagati 

    La procura: avrebbero offerto favori e soldi per far ritrattare i testi
    appena hanno saputo che erano arrivate le prime denunce ed era stata aperta un’inchiesta. Hanno incontrato persone, chiesto pareri illustri e poi avrebbero offerto soldi e favori. È stata proprio questa attività a far finire alcuni di loro nel registro degli indagati per favoreggiamento.

    La rete di don Pierino Gelmini è raccontata nelle carte processuali della magistratura di Terni. Sono i collaboratori più stretti ad essersi attivati per proteggere il fondatore della comunità «Incontro» di Amelia, indagato per violenza sessuale nei confronti di alcuni giovani tossicodipendenti ospitati nella struttura. Ma lui stesso avrebbe cercato appoggi. Per questo si sarebbe rivolto all’ex procuratore di Terni Cesare Martellino che nel 2002 aveva già archiviato un’analoga indagine. Dal magistrato, ora all’Aja come responsabile per l’Italia di Eurojust — la struttura giudiziaria europea — sarebbe poi andato uno dei volontari che da anni lavora con il sacerdote. Cinque anni fa il magistrato aveva esaminato una denuncia per molestie trasmessa dai colleghi di Bari per competenza, ma aveva ritenuto che non ci fossero gli elementi sufficienti a contestare il reato.

    Ora la situazione è cambiata. E da quando sono arrivate nuove decine di denunce, gli accertamenti si sono concentrati sull’attività di chi, secondo l’accusa, mirava a inquinare le prove.

    Sono le intercettazioni telefoniche a rivelare le «pressioni» esercitate sui ragazzi per convincerli a ritrattare. C’è chi si accorda con uno dei segretari sulla versione da fornire prima dell’interrogatorio. Ma c’è anche una donna che racconta di aver ricevuto 4.000 euro da un prete amico di don Gelmini per convincere il figlio a modificare quanto raccontato a verbale . Tracce di soldi versati alle parti lese si rintracciano nella movimentazione bancaria, ma soprattutto nelle registrazioni dei colloqui e nelle dichiarazioni delle parti les e . 

    Molti hanno detto di aver ricevuto promesse di denaro che però non è mai stato versato, altri hanno ammesso di averne ricevuto soltanto una parte, altri ancora giurano di aver rifiutato l’offerta proprio perché «volevamo che uscisse fuori tutta la verità».

    Di quello che stava accadendo don Gelmini avrebbe parlato con Martellino dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia. Durante il colloquio il magistrato si sarebbe mostrato incredulo rispetto ai provvedimenti presi dai suoi colleghi di Terni. «Ma non è possibile, avevamo già archiviato », avrebbe commentato prima di consigliare al prete di cercarsi un buon avvocato.

    Qualche tempo dopo sarebbe nuovamente intervenuto come «consigliere», incontrando all’Aja uno dei volontari della comunità che aveva voluto vederlo per capire come bisognava muoversi. Gli investigatori stanno poi approfondendo i contatti tra l’avvocato Lanfranco Frezza e alcuni testimoni per capire se quanto raccontato a magistrati e poliziotti possa essere stato concordato con la difesa del sacerdote. Ieri il legale ha sostenuto che le nuove denunce presentate durante l’estate «non sono altro che un riassunto, anche fatto male, delle puntate precedenti».

    Il fondatore di «Incontro» si è invece affidato all’ex parlamentare di Forza Italia Alessandro Meluzzi che gli fa da portavoce: «Don Pierino continua a lavorare e prega con tenerezza per tutti i suoi ragazzi, di ieri, di oggi e di domani. Anche quelli che lo accusano. È stato sommerso da telefonate di solidarietà, ma coloro che gli sono più vicini sono preoccupati per la sua salute. Ha 82 anni e un pacemaker. Certo la sua anima è forte come la roccia, ma la salute è quella di un uomo anziano e un po’ malato».

    Fiorenza Sarzanini
    12 settembre 2007

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/12/sarzanini.shtml

  • Il vescovo di Pavia invoca la censura, lamentandosi per il risalto dato sulla stampa alla vicenda

    Il vescovo di Pavia invoca la censura, lamentandosi per il risalto dato sulla stampa alla vicenda

    PAVIA: DICHIARAZIONE DI MONS. GIUDICI SULLA VICENDA DEL PARROCO DI CERTOSA “Rimanere nel Suo amore anche nei momenti di prova”
    (fr. tas. 26/9) – Di fronte ai recenti fatti di cronaca che hanno avuto per protagonista un sacerdote della diocesi, la Curia diocesana di Pavia ribadisce la piena fiducia nell’oerato della magistratura e auspica che la verità dei fatti possa essere stabilita nel minor tempo possibile per il rispetto delle persone coinvolte. Monsignor Vescovo, appresa la notizia, si è affidato alla preghiera perché il Signore possa assistere le persone coinvolte in questo difficile momento. (Foto: mons. Giudici).

    La Curia diocesana auspica che la verità dei fatti possa giungere all’opinione pubblica senza distorsioni o manipolazioni per il rispetto della verità stessa e della dignità della persona umana in tutte le sue dimensioni. Infatti Mons. Giudici ha rilasciato al portavoce della Diocesi un appello alla preghiera e a “rimanere nel Suo amore” con queste parole:”La notizia riguardante un parroco della nostra Diocesi, riportata dai giornali con notevole evidenza, reca sconcerto e ferisce chi ama la Chiesa. Desidero in questo momento di sofferenza incoraggiare quanti conoscono la dedicazione di laici, sacerdoti, religiose nell’impegno quotidiano per gli altri perché non si lascino umiliare da voci, ombre, clamori mediatici.Ci raccogliamo nella preghiera per la comunità cristiana e ci facciamo prossimi nella solidarietà a favore di quanti soffrono per scelte non rispettose della persona. Rinnoviamo la persuasione che eventuali responsabilità, se accertate, non consentono mai il disprezzo e la gogna mediatica per singole persone o per gruppi di appartenenza”.

  • Gelmini: Si allunga la lista delle testimonianze.

    Gelmini: Si allunga la lista delle testimonianze.

    Si allunga la lista delle testimonianze. In due hanno raccontato che all’epoca delle presunte molestie erano minorenni Don Gelmini, 50 le denunce per abusi Le accuse da ex ospiti della sua comunità. Sospetti su pressioni per ritrattare

    ROMA — È come se avessero preso coraggio all’improvviso, trovando la forza di rivelare segreti fino ad allora apparsi inconfessabili. Sono una cinquantina le persone che durante l’estate hanno presentato formale denuncia contro don Pierino Gelmini.

    Si sono unite al coro di chi lo accusa di averli molestati, insidiati, a volte violentati. La maggior parte si è presentata spontaneamente davanti al pubblico ministero di Terni. Ha ripercorso episodi di tanti anni fa che, hanno detto in molti, «mi hanno cambiato la vita». Due di loro hanno raccontato di aver subito abusi dal fondatore della comunità «Incontro» — che assiste i tossicodipendenti in programmi di recupero — quando erano minorenni. Non c’è ancora una nuova contestazione formale, ma se queste dichiarazioni trovassero conferma, la posizione del prete già indagato per violenza sessuale, potrebbe aggravarsi. Perché si tratterebbe di episodi di pedofilia e dunque un reato diverso da quello finora ipotizzato nei suoi confronti.

    LE INDAGINI — I magistrati procedono con cautela, sanno bene che in casi del genere ci può essere una sorta di suggestione, talvolta anche un desiderio di rivalsa. Ma sanno anche che i collaboratori più stretti di don Gelmini si sono attivati per convincere alcuni giovani a ritrattare. In almeno due casi avrebbero cercato di incontrare chi aveva presentato la denuncia, avrebbero offerto soldi e favori per tentare di mettere tutto a tacere. E questo ha naturalmente contribuito a confermare il quadro accusatorio già delineato dai pubblici ministeri. Al fascicolo gli investigatori della squadra mobile di Terni hanno allegato decine e decine di intercettazioni telefoniche che mostrerebbero questa volontà di alcuni operatori della comunità di favorire don Gelmini. La voce del prete si sente raramente nei colloqui. Ad ascoltare le registrazioni sembra che ad occuparsi della vicenda siano i responsabili della sua segreteria. Sono loro a tenere i contatti con chi accusa, a tentare di far cambiare idea a chi ha fatto riaffiorare i ricordi.

    I magistrati hanno già verificato una trasferta a Torino di uno di loro che sarebbe stata organizzata per incontrare in carcere due giovani detenuti che erano stati tra i primi a presentare denuncia. Ora si va avanti. Il primo accertamento da svolgere per verificare i nuovi verbali riempiti nelle ultime settimane riguarda il periodo di permanenza di ogni giovane all’interno della comunità. Poi bisogna verificare che tipo di legami avessero con il fondatore, se ci siano stati problemi, quali siano stati i rapporti successivi. Sembra che in alcuni casi gli episodi raccontati siano molto circostanziati, che alcuni abbiano anche indicato testimoni in grado di confermare le proprie dichiarazioni. Soltanto al termine dei nuovi controlli, il magistrato deciderà eventuali provvedimenti. A metà agosto era circolata voce che potesse essere richiesta al giudice per le indagini preliminari una misura interdettiva per impedire un eventuale inquinamento delle prove. In realtà erano in corso altri riscontri e proprio in questi giorni si starebbe rivalutando la possibilità di sollecitare un pronunciamento del gip.

    LA DIFESA — Inizialmente erano sei le persone che avevano raccontato le violenze. Uno ha narrato fatti risalenti al 1993, ha detto di essersi anche confidato con don Mazzi quando si è trasferito nella sua comunità. Il sacerdote ha confermato di aver ricevuto quelle confidenze, di aver consigliato al giovane di rivolgersi ad uno psicologo, di aver continuato ad aiutarlo prima di perdere le sue tracce. «Mi accusano — si era difeso don Gelmini — perché li ho allontanati dalla comunità. Alcuni di loro erano stati scoperti a compiere reati e sono stati cacciati. È la loro vendetta. Sono innocente e dunque resto assolutamente tranquillo. Porto la croce e prego per loro». Aveva anche attaccato la lobby ebraica e la massoneria come ispiratrici «di questa campagna diffamatoria contro di me» e ciò aveva spinto il suo avvocato Franco Coppi ad abbandonare la difesa. Ma poi la lista si è allungata, altri tre ragazzi sono usciti allo scoperto dopo aver saputo che era stata avviata un’inchiesta. E con il trascorrere delle settimane le denunce sono diventate decine. Adesso è possibile che don Gelmini decida di farsi nuovamente interrogare per continuare a respingere quelle che ha sempre definito «fantasie».
    Fiorenza Sarzanini
    11 settembre 2007

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/11/don_gelmini_abusi_sessuali_sarzanini.shtml

  • Suora pedofila confessa: Frequenti rapporti con bimbi delle elementari

    Suora pedofila confessa: Frequenti rapporti con bimbi delle elementari

    Una suora cattolica americana si è presentata spontaneamente in tribunale per denunciare un reato che aveva commesso quarant’anni prima.

    Per liberarsi del macigno che opprimeva la sua coscienza, suor Norma Giannini ha raccontato ai giudici del tribunale di Milwaukee che tra il 1960 e il 1968 aveva avuto frequenti rapporti sessuali con i ragazzi che frequentavano la scuola elementare adiacente al convento in cui viveva e che gli incontri si svolgevano dove capitava.

    Undici anni fa – riporta W.I.S.N., il foglio della emittente televisiva locale – la religiosa si era confidata con il titolare dell’arcidiocesi da cui dipendeva, ma questi si era limitato a proibirle di avere contatti con i bambini.
    Lo scorso anno tuttavia i giovani che erano stati precocemente avviati all’esperienza sessuale hanno deciso di denunciarla e il tribunale a cui si sono rivolti le ha contestato il reato di comportamento indecente con i minori.

    Dopo la deposizione, considerate le sue cattive condizioni di salute, i giudici le hanno concesso, dietro pagamento di una cauzione di 10.000 dollari, di tornare nella casa di cura dove era stata ricoverata.
    L’ondata di scandali che sta flagellando gli Stati Uniti senza sosta ha scosso i giudici, che, nel tentativo di evitare che il Paese ne venga travolto, hanno proclamato la tolleranza zero nei confronti di coloro che esercitano violenza sui minori. Se fosse riconosciuta colpevole, suor Norma rischierebbe pertanto una condanna tra i quindici e i venti anni di reclusione.

    A differenza che negli altri Paesi, dove esistono numerosi siti che denunciano la pedofilia delle suore, da noi persiste un certo pudore nel trattare un simile argomento. L’ultimo sondaggio sulla opportunità di punire i responsabili di un reato così obbrobrioso ricorrendo alla castrazione chimica ha raggiunto tuttavia il 92% dei consensi, segno che anche gli italiani pensano che sia stato stato superato il livello di guardia e che quindi la soluzione del problema non possa essere ulteriormente rinviata.

  • Gay.it ha offerto un contraddittorio alla parte accusata dal sottoscritto e da tanti altri molestati o informati dei fatti.

    Gay.it ha offerto un contraddittorio alla parte accusata dal sottoscritto e da tanti altri molestati o informati dei fatti.

    Il portavoce di don Gelmini, Alessandro Meluzzi, ha dichiarato che le accuse al direttore della Comunità Incontro sarebbero partite da un sito web.

    “Scopriamo con angoscia e stupore che è da un sito web, che è partita la valanga di accuse infamanti rivolte a don Pierino Gelmini e ad altri sacerdoti. Non cito il sito dove sono riportate queste notizie per non fare pubblicità. Ma se uno spende un euro per un quotidiano deve trovare notizie vere, verificate – dichiara Meluzzi – . Non ci possono essere sui quotidiani notizie che si trovano in rete”.

    Questo famigerato sito non si sarebbe limitato a riportare accuse che, naturalmente, don Pierino respinge, ma sarebbe anche “corredato dall’invito a segnalare e a mettere in rete accuse, ricordi, fantasie, o qualsiasi altro elemento utile ad alimentare l’inferno mediatico che ahimè molti hanno in questo periodo sperimentato. Credo che tra i compiti essenziali di una buona stampa e della sua etica vi sia quella di rendere distinguibili le fonti e la loro attendibilità. Il rischio è che altrimenti il lancio indifferenziato di letame nel ventilatore non uccida soltanto qualche giusto, bensì si traduca in una crisi di sfiducia generalizzata e di disperazione che finirà col colpire soprattutto, gli ultimi, i più deboli, i più fragili”.

    Contemporaneamente arriva la notizia che il collegio difensivo che sta seguendo le accuse per presunte molestie sessuali rivolte a Gay.it – Il portavoce di don Gelmini: Gelmini ha cambiato un giocatore in corsa. Lascia il posto il prof. Franco Coppi e al suo posto arriva l’avv. Filippo Di Nacci docente di procedura penale all’Università di Roma. “Il nuovo collegio di difesa, a partire da oggi, si occuperà di tutelare sia in sede civile che penale l’onorabilità di don Pierino – ha riferito sempre Meluzzi, portavoce del sacerdote – e la Comunità Incontro che è stata più volte in questo periodo brutalmente calpestata dagli organi di stampa”. Pare, quindi, che mentre il numero degli accusatori continua a crescere e si moltiplicano le testimonianze di chi racconta, a torto o a ragione saranno gli inquirenti a dirlo, di avere subito abusi, l’attenzione degli avvocati dell’anziano prelato sarà concentrata su quello che riportano gli organi di stampa.

  • Omicidio di Fabrizio Franciosi: le indagini su Don Gelmini

    Omicidio di Fabrizio Franciosi: le indagini su Don Gelmini

    Omicidio di Fabrizio Franciosi: le indagini su Don Gelmini

    Don Pierino Gelmini15/09/2007 16 anni fa il misterioso omicidio. Un episodio che ora sarebbe all’attenzione dei Giudici di Terni, che stanno indagando su Don Gelmini, accusato di molestie sessuali.

    “Fino ad ora non siamo stati contattati dalla Procura di Terni, stiamo comunque valutando la possibilità di metterci volontariamente a loro disposizione per fornire informazioni eventualmente utili alle indagini”. Questa dichiarazione, di Carlo Franciosi, è stata raccolta da un amico.

    Il padre di Fabrizio – il giovane trovato senza vita a Rimini, 16 anni fa – non esclude dunque future collaborazioni con gli inquirenti, che stanno indagando su Don Pierino Gelmini. Il leader della comunità “Incontro” deve rispondere di abusi sessuali su alcuni ragazzi ospitati ad Amelia. Proprio ad Amelia, per qualche tempo, era stato Fabrizio Franciosi; poi – alcune settimane prima della morte – l’abbandono della comunità.

    Fabrizio aveva ripreso gli studi di Giurisprudenza e conduceva una vita piuttosto riservata. La sera del delitto aveva partecipato a una festa di laurea al ‘Paradiso’. Piu’ tardi, il ritrovamento del cadavere, con la gola tagliata, nell’auto, parcheggiata sotto il grattacielo. Le indagini, coordinate dal pm Paolo Gengarelli, non portarono ad arresti. Durante l’inchiesta, però, il gemello della vittima – Federico – aveva reso dichiarazioni, che ora potrebbero rivelarsi di grande interesse per i Giudici di Terni. Fabrizio gli avrebbe infatti confidato di essere venuto a conoscenza di molestie compiute all’interno della comunità di Amelia; e per questo motivo sarebbe stato picchiato, minacciato e cacciato dal centro.

    http://www.sanmarinortv.sm/attualita/default.asp?id=35&id_n=22301

  • Testimionianza contro don Gelmini

    Testimionianza contro don Gelmini

    Don Pierino Gelmini si avvicinò a lui e a un amico a Villa Borghese a Roma, li invitò a mangiare in trattoria e poi a casa sua per fare una doccia, e lì li molestò: la versione “a luci rosse” del fondatore della Comunità Incontro è di Bruno Zanin, ex attore, scrittore e giornalista free lance, che sul sito “Gay.it” racconta la sua esperienza giovanile con don Pierino.

    Da allora sono passati una quarantina d’anni, ma secondo Zanin quella esperienza lo ha segnato profondamente. «Mentre eravamo in bagno a lavarci – racconta Zanin – entrò e si rivelò per quello che era. Insisteva, nonostante i nostri rifiuti.

    Quando capì che noi non avremmo ceduto, disse che questi erano “scherzi da prete”, cioè le cose che fanno i preti perché non possono andare con le donne.

     

  • CSM: TRASFERITO IL PM CHE INDAGA SU DON GELMINI

    CSM: TRASFERITO IL PM CHE INDAGA SU DON GELMINI

    (AI) CSM: TRASFERITO IL PM CHE INDAGA SU DON GELMINI
    Il procuratore capo di Terni, Carlo Maria Scipio, titolare dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali compiuti da Don Gelmini, dovra’ lasciare l’incarico di dirigente dell’ufficio giudiziario. Lo ha stabilito il plenum del Csm che ha nominato al suo posto Fausto Cardella, attuale consigliere di Cassazione.

    Quest’ultimo, infatti, si era rivolto alla giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), dopo che Palazzo dei Marescialli, un anno e mezzo fa, aveva nominato Scipio a capo della procura umbra. Il Consiglio di Stato dunque aveva accolto il ricorso di Cardella e quindi il Csm ha dovuto riconsiderare il caso.

    Il plenum, votando le due proposte di nomina presentate dalla quinta commissione, ha approvato a maggioranza la nomina di Cardella. A favore di Scipio ha votato infatti soltanto il gruppo di Unicost, nonche’ i laici Vincenzo Siniscalchi (Ds) e Michele Saponara (Fi). Astenuti, invece, il primo Presidente della Cassazione Vincenzo Carbone e il Procuratore Generale Mario Delli Priscoli. Anche il vice presidente Nicola Mancino ha sostenuto la nomina di Cardella.

    http://www.repubblica.it/news/ired/ultimor…tml?ref=hpsbdx2


    I consiglieri cattolici contro il PM che indaga su don Gelmini

    http://www.telereggiocalabria.it/dettaglio_news.php?id=2061

    Via Pruratore inchiesta Don Gelmini, spaccatura in Plenum
    Giovedì 13 Settembre

    La decisione di nominare Cardella alla guida della procura che sta indagando su Don Gelmini in sostituzione di Carlo Maria Scipio ha spaccato il plenum del Csm. I voti a favore dell’ex pm perugino, ora in Cassazione, sono stati 16: con lui si sono schierati il vice presidente del Csm , Nicola Mancino, i togati di Magistratura Indipendente, di Magistratura democratica e del Movimento per la Giustizia, oltre ai laici di centro-destra (ad eccezione di Michele Saponara, di Fi) e quelli di centro-sinistra (escluso Vincenzo Siniscalschi, dei Ds, relatore della proposta pro-Scipio). Per la riconferma del procuratore di Terni si è schierata Unità per la Costituzione, convinta- come ha spiegato per il gruppo Giuseppe Maria Berruti- che la sentenza del Consiglio di Stato non imponesse affatto la nomina di Cardella, ma semplicemente di motivare meglio la scelta di Scipio. Si sono astenuti il primo presidente Vincenzo Carbone e il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli. Sulla decisione di oggi, afferma Siniscalchi, non ha pesato l’inchisetsa su don Gelmini:” non ha pesato ed escludo che vi possano essere ripercussioni su questa inchiesta delicatissima”. Al Csm c’é chi sostiene, chiedendo di non essere citato, che pressioni a favore della sostituzione siano venute da esponenti della Margherita e dell’Udc. (ANSA)

  • “Non eleggete il card. George, complice dei preti pedofili”

    “Non eleggete il card. George, complice dei preti pedofili”

    Un gruppo di laici: “Non assegnate quel posto al Cardinal George”…

    di Susan Hogan/Albach

    Speciale del “Daily Southtown” (traduzione di Stefania Salomone)

    2 settembre 2007

    Un gruppo di laici cattolici sta appellando ai vescovi americani affinché non eleggano il Cardinale Francis George come nuovo presidente della Conferenza episcopale, a causa della sua trascorsa complicità nei casi di abusi sessuali.

    Nella lettera ai vescovi, “Voice of the Faithful” riferisce il coinvolgimento del card. George nel caso di un prete pedofilo, Daniel McCormack, arrestato in luglio per aver molestato un ragazzo.

    Fonti ufficiali ecclesiastiche confermano, che il cardinale non ha seguito le procedure del comitato di revisione, che prevedevano la rimozione di McCormack dal ministero dopo l’abuso denunciato nel 2005.

    Dopo un’altra denuncia, McCormack fu arrestato nel gennaio del 2006. Si è dichiarato colpevole la scorsa estate nei 5 casi in cui era stato accusato di molestie a minori.

    La Conferenza Episcopale Americana eleggerà il suo nuovo presidente in novembre. Tale posizione di solito spetta al vice-presidente, che attualmente è George.

    “Rispettosamente chiediamo che suggeriate al Cardinal George di farsi da parte così che possa essere eletto un vescovo che invece ha protetto le vittime”, scrive il gruppo nella sua lettera.

    La portavoce del cardinale ha riferito che la lettera e il suo allegato contengono errori nella loro descrizione delle imputazioni di George, senza però entrare in dettaglio.

    Dopo l’arresto di McCormack, l’arcidiocesi di Chicago ha intrapreso ulteriori azioni per migliorare il proprio programma di prevenzione contro gli abusi,su minori, hanno detto fonti ufficiali ecclesistiche.

    Voice of the Faithful si è costituita cinque anni fa a Boston sulla scia dello scandalo degli abusi sessuali che portarono alle dimissioni del Cardinale Bernard law. Il gruppo, che auspica una riforma della chiesa, ha sezioni in tutto il paese, anche a Chicago.

    I rappresentanti hanno affermato che la decisione di chiedere ai vescovi la non elezione di George è sopravvenuta dopo “lunga preghiera e discernimento”.

    “L’elezione del prossimo presidente della Conferenza Episcopale indicherà chiaramente al popolo di Dio e a tutti che la chiesa cattolica sta cercando di riparare i torti che noi abbiamo subito da cinque anni a questa parte”, conclude la lettera.

  • La clinica fortezza

    La clinica fortezza

    Per trovare l’istituto dei padri Venturini, a Trento, è impossibile non perdersi tra le stradine che costeggiano l’imponente castello di Buonconsiglio e si arrampicano sulle colline. Via dei Giardini è ancora in città, ma la campagna è vicina. Al numero 46 c’è l’ingresso principale del complesso religioso. Il cancello è spesso aperto, perché i sacerdoti coinvolgono nelle loro iniziative la comunità di Trento. Ma c’è un’ala dell’edificio che resta impenetrabile per chiunque. Immersa nel silenzio c’è la zona dove si svolgono attività che devono rimanere discrete. E su questo i padri venturini sono inflessibili. Perché nel loro istituto si curano i preti con problemi psichiatrici, compresi i pedofili. Sin dalla fondazione della congregazione nel 1926, i Venturini si sono specializzati nel curare gli altri preti. Per decenni hanno aperto, con spirito missionario, altri istituti in varie parti del mondo. In Brasile, a Barretos, hanno la sede periferica più importante, che ogni anno ospita decine di sacerdoti malati. A Trento, invece, nella casa madre, i pazienti con l’abito talare non sono mai più di una decina. Pochi sanno cosa succede nell’istituto, ma i vescovi e il Vaticano conoscono bene quell’indirizzo e talvolta vi ricorrono, obbligando qualche parroco a ritiri forzati. Alternano terapie mediche, psichiatriche e persino ormonali a tanta preghiera per mesi, fino alla valutazione sulla convalescenza o l’isolamento in convento. Il tutto con l’intervento di specialisti laici. Nel clero italiano i padri Venturini sono noti per la rigidità delle regole e per l’osservanza della disciplina. Responsabile delle cure psichiatriche è padre Angelo Fornari, uno psicologo, che viaggia spesso, a Roma, in Brasile e nelle altre strutture della congregazione. Conosce molti medici ed è stimato e consultato da don Mario di Maio, lo psicanalista che ha seguito numerosi casi di sacerdoti pedofili in Italia e ha collaborato alla stesura dei test di ammissione nei seminari per individuare ed escludere quegli omosessuali considerati più esposti alla tentazione.

    1. S. T.