Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione WebNews

  • Cassazione. Prescrizione per don Giorgio Carli. Confermata condanna al risarcimento

    Cassazione. Prescrizione per don Giorgio Carli. Confermata condanna al risarcimento

    Pedofilia, Bolzano: ricorso in appello contro parroco assolto in primo grado

    Un sacerdote di San Giacomo, assolto il 20 febbraio 2006 dall’accusa di abusi sessuali nei confronti di una parrocchiana che all’epoca dei fatti aveva 9 anni

    Bolzano, 27 gen. – (Adnkronos) – Don Giorgio Carli, 43enne sacerdote di San Giacomo a Bolzano, assolto il 20 febbraio 2006 dall’accusa di abusi sessuali nei confronti di una parrocchiana che all’epoca dei fatti aveva 9 anni, con tutta probabilita’ dovra’ tornare dinanzi ai giudici. Il sacerdote era stato assolto, perche’ il fatto non sussiste, art. 530 secondo comma del codice di procedura penale, ex insufficienza di prove. Gli avvocati di parte civile e la procura avevano annunciato ricorso per Cassazione, dal momento che all’epoca, per effetto della legge Pecorella, non era ammessa l’impugnazione in appello di una sentenza di assoluzione in primo grado.

    Ora, a distanza di quasi un anno, la recente sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime alcune parti della legge Pecorella riapre le porte del tribunale per questo procedimento. L’avvocato Gianni Lanzinger, uno dei legali della parte civile, conferma che si terra’ un processo di merito di secondo grado e don Giorgio Carli tornera’ davanti ai giudici della corte d’appello di Bolzano, i quali dovranno giudicare la veridicita’ del racconto della ragazza che, a distanza di dieci anni e dopo una lunga terapia psicologica, accuso’ il prete di ripetuti stupri e violenze avvenuti tra il 1989 e il 1994.

  • L’atto del Vescovo Fumagalli su richiesta dello stesso sacerdote di Gavignano Sabino Sospeso un parroco

    L’atto del Vescovo Fumagalli su richiesta dello stesso sacerdote di Gavignano Sabino Sospeso un parroco

    POGGIO MIRTETO — Sarebbero in corso da parte dei Carabinieri accurate indagini su un caso di presunta pornografia. In seguito alla denuncia di alcuni cittadini, i Carabinieri avrebbero effettuato un sopralluogo all’interno dell’abitazione di un sacerdote di Gavignano Sabino e avrebbero trovato pubblicazioni di carattere compromettente.

    Massimo riserbo delle Forze dell’Ordine sul caso ma, mentre sono in corso le attività investigative, arriva un comunicato da parte del Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Sabina – Poggio Mirteto, sua eccellenza Monsignor Lino Fumagalli.

    «Il sacerdote don Romano Damy, in data 23 gennaio 2007, ha fatto richiesta al Vescovo Diocesano, Monsignor Lino Fumagalli, di sospensione dall’incarico di Parroco in seguito ad alcune indagini condotte dai Carabinieri sulla sua persona – scrive il vescovo – In attesa dell’esito degli accertamenti da parte dell’Arma, il Sacerdote è stato momentaneamente sollevato dall’Ufficio. Il Vescovo è particolarmente vicino con la preghiera e con fraterno affetto all’intera Comunità Parrocchiale di Gavignano Sabino, colpita duramente dal diffondersi delle notizie. Esprime, inoltre, la sua vicinanza al Parroco e, fiducioso nell’operato delle istituzioni preposte, auspica un’accurata e solerte conclusione delle indagini in atto».

    http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1121738&Sectionid=8&EditionId=9

  • Nella canonica della parrocchia in bassa Sabina i carabinieri hanno trovato anche un paio di manette e Dvd a luci rosse

    Nella canonica della parrocchia in bassa Sabina i carabinieri hanno trovato anche un paio di manette e Dvd a luci rosse

    Accade in bassa Sabina, nella Diocesi di Poggio Mirteto ed è stato lo stesso vescovo Lino Fumagalli a diffondere ieri a metà pomeriggio una nota dopo che le voci si erano rincorse nella zona fin dalle prime ore del mattino. «In seguito ad alcune indagini condotte dai carabinieri il sacerdote … ha chiesto al Vescovo di essere sospeso dall’incarico, richiesta accolta in attesa dell’esito degli accertamenti.

    Monsignor Fumagalli è particolarmente vicino con la preghiera e con fraterno affetto all’intera comunità parrocchiale di … colpita duramente dal diffondersi delle notizie. Si esprime vicinanza al Parroco e si auspica, fiduciosi nell’operato delle istituzioni, un’accurata e solerte conclusioni delle indagini».

    Detto che abbiamo omesso il nome perché il sacerdote è, almeno per ora, indagato in stato di libertà, facciamo un passo indietro, ovvero fino all’altro ieri quando i carabinieri della compagnia di Poggio Mirteto, su incarico del sostituto procuratore Rosalia Affinito, hanno perquisito l’abitazione del religioso: un’operazione motivata della denuncia con cui sono cominciati i guai del sacerdote assai conosciuto nella diocesi mirtense in cui ha già guidato diverse parrocchie.

    L’intervento dei militari, in verità, non ha stupito la comunità del paese sabino che ospita la parrocchia: già prima dell’inchiesta della Procura non mancavano coloro che, seppure non ufficialmente, manifestavano perplessità sull’operato del sacerdote. Come del resto non mancano coloro che, indignati per il tenore delle accuse, lo ritengono vittima di equivoci che saranno presto chiariti.

    E questo spiega anche il tam tam che ieri mattina ha cominciato a far rimbalzare da un angolo all’altro della Diocesi la vicenda con poco o punto precedenti in provincia. Di certo sarà necessario attendere i prossimi giorni per conoscere gli esiti delle indagini a dir poco delicate che metteranno a confronto il religioso con coloro che lo accusano.
    R.R.

  • Roma.Violentò 2 bimbe in confessionale.

    Roma.Violentò 2 bimbe in confessionale.

    Pedofilia/ Abusi su due bimbe in confessione: arrestato sacerdote

    Abusi sessuali su due bambine di 10 anni anche durante la confessione. E’ l’accusa mossa dalla procura di Roma nei confronti di E.M., sacerdote di 48 anni; il pm Francesco Scavo ha chiuso l’inchiesta nei suoi confronti con il deposito degli atti, passo che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio. Il magistrato ha ipotizzato a suo carico il reato di ‘atti sessuali con minorenne’ (articolo 609 quater del codice penale).

    Questo perché, “avvalendosi della qualità di padre spirituale delle bambine che frequentavano il corso di catechismo presso la parrocchia Santa Rosa da Viterbo ed approfittando pertanto dell’autorità che tale qualifica rappresentava, in ripetute e diverse circostanze (anche in occasione del rito della confessione), dopo averle condotte nei locali della sagrestia e dell’appartamento all’interno della parrocchia ed adibito a sua privata dimora, accarezzava loro in più occasioni il corpo cingendo loro le braccia intorno al collo, le stringeva a sé e le baciava sul viso e sulla bocca con la lingua”.

    All’indagato vengono contestate le aggravanti “di aver commesso il fatto su persone minori degli anni dieci affidate alle sue cure per ragioni educative, religiose e comunque di istruzione, nonché nei momenti in cui nei confronti delle stesse aveva un obbligo di custodia o comunque di vigilanza”. Secondo il magistrato, che ascolterà il sacerdote, il quale ha chiesto di essere interrogato, gli abusi si sarebbero prolungati, nella parrocchia, nella zona di Tor di Quinto, nella capitale, fino alla scorsa primavera.

    http://laici.forumcommunity.net/?t=15408852

  • Quattro anni reclusione per Emilio Manzolini

    Quattro anni reclusione per Emilio Manzolini

    di VALENTINA ERRANTE

    Quattro anni di reclusione. Perché Emilio Manzolini, 50 anni, parroco fino a maggio di due anni fa di una chiesa sulla Cassia, era davvero un prete pedofilo. Almeno secondo il gup Marina Finiti.

    Ieri, il giudice ha accolto la richiesta del pm Francesco Scavo condannando il sacerdote per atti sessuali su minori. Un processo con rito abbreviato che prevede anche lo sconto di un terzo della pena.

    Quell’uomo, per la procura, avrebbe approfittato dell’abito e del suo ruolo per abusare di due bambine di nove anni anni che frequentavano la chiesa per prepararsi alla prima comunione. La guida spirituale, che parlava di Gesù Cristo e spiegava il Vangelo, si sarebbe trasformata nell’orco. Anche durante la confessione.

    Secondo la ricostruzione dell’accusa, Manzolini avrebbe abusato delle due bambine che frequentavano i corsi di catechismo presso la parrocchia tra il 2005 e il 2006. Non un episodio sporadico. Sono diverse le contestazioni riconosciute dal giudice. L’imputato non si sarebbe fermato neppure durante la confessione e le piccole allieve avrebbero subito molestie anche nei locali della sagrestia e persino nell’appartamento parrocchiale adibito a sua abitazione privata. Il sacerdote avrebbe abbracciato le bambine che dopo la scuola si presentavano in parrocchia. Poi le avrebbe accarezzate e baciate sul viso e sulla bocca, come fanno i grandi.

    L’imputato ha sempre respinto le accuse. Si è difeso, sostenendo di avere portato quelle ragazzine in casa sua solo per affetto. Ma il giudice non gli ha creduto. A inchiodarlo non c’era solo la testimonianza delle due minorenni. La relazione di due professionisti è agli atti. Sia la procura che il giudice hanno disposto le perizie chiedendo agli psicologi infantili di esaminare quelle bambine. Ed entrambi i professionisti hanno confermato: gli abusi ci sono stati.

    E così ieri il giudice ha riconosciuto all’imputato anche le aggravanti contestate dal pm. L’imputato è stato condannato anche per «aver commesso il fatto su persone minori degli anni dieci affidate alle sue cure per ragioni educative, religiose e comunque di istruzione, nonché nei momenti in cui, nei confronti delle piccole, aveva un obbligo di custodia o comunque di vigilanza». Secondo il pm, gli abusi si sarebbero prolungati, nella parrocchia, fino alla scorsa primavera.

  • Diocesi di Padova

    Diocesi di Padova

    Diocesi di Padova

    La diocesi di Padova chiese nel 2007 a un sacerdote condannato per atti osceni di allontanarsi dalla parrocchia. Il sacerdote patteggiò le accuse

    http://speciali.espresso.repubblica.it/mappe/pedofili/

  • Roma rito abbreviato

    Roma rito abbreviato

    Rito abbreviato

    Un sacerdote e insegnante è stato condannato nel 2007 con rito abbreviato a 4 anni e due mesi con l’accusa di aver abusato di due ragazzini

    http://speciali.espresso.repubblica.it/mappe/pedofili/

  • Lettera aperta di Marco Marchese in risposta all’Arcivescovo Carmelo Ferraro

    Lettera aperta di Marco Marchese in risposta all’Arcivescovo Carmelo Ferraro

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che Marco Marchese ha indirizzato all’Arcivescovo, ai parroci, a tutti i fedeli di Agrigento e anche al nostro giornale:

    “scrivo questa lettera in riposta a quella che il vescovo di Agrigento ha scritto e fatto leggere nelle parrocchie della provincia poco prima di Natale.

    Scrivo ancora una volta per esprimere tristezza ed amarezza. E dubbi…

    Eccellenza, lei scrive aprendo la sua lettera con le parole “carissimi fratelli e sorelle in nel Signore Gesù,”, mi chiedo cosa significano queste parole e soprattutto se io sono suo fratello nel Signore Gesù. Lei scrive dicendo “voglio aprirvi il mio cuore, sollecitato dalla triste vicenda di cui, nostro malgrado, siamo stati protagonisti in una recente trasmissione televisiva”. Cosa significa per Lei aprire il suo cuore? E quando quella sera di novembre del 2000 le ho raccontato degli abusi che avevo subito, perché non ha aperto il suo cuore? Bè, del resto lo scrive lei stessa: per aprire il suo cuore deve essere sollecitato da una “triste vicenda”, e forse quando le ho raccontato degli abusi questi non erano abbastanza tristi!!!!

    Ma ancora oggi, rileggendo la sua letterina mi chiedo cosa intendesse con “triste vicenda” di cui suo (il nostro forse voleva riferirsi al plurale maestatis perché non penso che i suoi “fratelli e sorelle” c’entrino nulla) malgrado è stato protagonista nella trasmissione di mi manda rai tre. La triste vicenda è quella che è successa a me quando avevo appena 12 anni? O è triste il fatto che dopo averne parlato non sono stati presi provvedimenti da parte della chiesa agrigentina? O è triste il fatto che abbia richiesto il risarcimento? O è triste il fatto che la curia ha chiesto il risarcimento a me?

    Mi aiuti a capire!

    Forse avrebbe preferito che quella trasmissione non fosse mai andata in onda, vero?

    “Per amore della verità, sento di precisare quanto segue” sono le sue parole, le ricorda? E continua citando un passo del vangelo che dovrebbe farci tremare: chiunque scandalizza uno solo di questi più piccoli è meglio per lui che gli sia messa al collo una macina di mulino e sia gettato in mare!. Mi sono permesso di riportare tutto il passo del vangelo che lei ha accennato, sa, magari non tutti sanno che fine ha augurato Gesù a chi scandalizza i bambini. Ma qual è lo scandalo? Quello di un pedofilo che abusa di 7 ragazzini, o quello di un prete che dice ad un ragazzino di starsene in silenzio, o di un vescovo che licenzia una delle vittime con un libro, senza mai più risentirlo per sapere come sta? O di un vescovo che non interviene permettendo a quel pedofilo di abusare ancora di altri bambini? O di quel vescovo che chiede i danni alla vittima? Qual è lo scandalo? Me lo chiedo ancora e ce lo chiediamo in tanti. “Condanniamo ogni forma di pedofilia e qualsiasi connivenza con essa”…..

    “Al fine di evitare ogni fraintendimento rinunzio ad ogni forma di richiesta di risarcimento, ma ritengo opportuno precisare che non potevo e non posso esercitare il diritto-dovere di difendere la diocesi, da ogni accusa ad essa ingiustamente rivolta” Oggi mi chiedo se questa sua decisione è stata presa solo dopo che la “triste vicenda (così la chiama lei), di cui, nostro malgrado, siamo stati protagonisti, è stata resa nota nella trasmissione di mi manda rai tre! E se non avessi avuto il coraggio di raccontare ancora una volta gli abusi subiti a tutta Italia, avrebbe rinunziato alla richiesta di risarcimento? “Al fine di evitare ogni fraintendimento…” cosa può essere frainteso in tutto questo eccellenza? Lei ha il diritto dovere di difendere la diocesi… certo! Aveva anche il diritto e dovere di difendere i bambini affidati ad un suo ministro! Invece….

    Conclude la sua missiva con queste parole “Il natale ci invita a cercare la via della pace e per questo invito a chiedere al Signore di condurci alla meta della riconciliazione, del perdono e della concordia” Certo, il Signore è grande, ma non può fare tutto da solo…. Quante volte ha cercato di riconciliarsi con i suoi “fratelli e sorelle nel Signore Gesù”? Quante volte li ha cercati?

    Tutto questo quando i giornalisti di Agrigento hanno minacciato di non venireLe a fare gli auguri di Natale…. Ringrazio di cuore chi ha mostrato di avere un cuore e una coscienza (come il segretario provinciale dell’Assostampa di Agrigento, Nino Randisi, e il presidente dell’Associazione culturale docenti cattolici, Alberto Giannino, e il Presidente del centro Padre Nostro di Palermo e i tanti che mi sono stati vicini) ma ancora oggi, come nel 2004 quando le ho scritto la prima volta, mi chiedo cosa sarebbe stato se non avessi avuto il coraggio di denunciare tutto alla magistratura, se non avessi avuto accanto persone come quelli di “mi manda rai tre” e tutti quei giornalisti che cercano di raccontare i fatti con coscienza morale, sociale e cristiana! Cosa ne sarebbe adesso?

    Sa, in associazione arrivano tante email di chi è stanco di questo silenzio, di questo atteggiamento connivente, e di chi aspetta una mano tesa per potersi riconciliare. Per questo mi auguro presto di poter incontrare il santo padre ed insieme cercare di aiutare molte vittime di uscire dal proprio silenzio e riconciliarsi con questa amata Chiesa. Sono contento che a settembre lascia la guida della chiesa agrigentina e spero che il suo successore sappia rivolgere una maggiore attenzione a questi fatti.

    Amo questa chiesa e cerco ogni giorno di aiutare chi ha subito la mia stessa esperienza e che sono stati traditi nello spirito ancor prima che nel corpo, di continuare ad aver fede nella chiesa nonostante il cattivo esempio di pochi, fa dimenticare quello buono di tanti altri.

    Sempre dalla parte dei bambini”.

    Marco Marchese

    http://www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/4081.html/

  • In auto con baby prostituto Condannato sacerdote

    In auto con baby prostituto Condannato sacerdote

    Due anni di reclusione, con la condizionale: è la sentenza emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di don Siro Invernizzi, il sacerdote di 61 anni, per tredici parroco di Cergnago (Pavia), arrestato quattro mesi fa dalla polizia.

    Don Siro si trovava appartato in automobile. In inequivocabili atteggiamenti intimi, con un baby-prostituto romeno di appena 13 anni, dietro al cimitero Maggiore, luogo dove si vendono i minorenni rom.

    Il gip, Antonella Maria Brambilla, ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dal legale difensore del prelato, l’ avvocato Fabio Santopietro.

    http://archiviostorico.corriere.it/2007/gennaio/18/auto_con_baby_prostituto_Condannato_co_7_070118030.shtml

  • Reggio Calabria. Atti sessuali con 13enne, sacerdote arrestato

    Reggio Calabria. Atti sessuali con 13enne, sacerdote arrestato

    La ragazzina dipendeva emotivamente da lui. Ora è agli arresti domiciliari.

    La polizia postale di Reggio Calabria ha fermato un prete di 70 anni accusato anche di avere commesso azioni oscene in luogo pubblico

    REGGIO CALABRIA – La polizia postale del compartimento di Reggio Calabria ha arrestato un sacerdote di 70 anni, accusato di aver compiuto atti sessuali con una tredicenne ed atti osceni in luogo pubblico.

    Il provvedimento di custodia cautelare nei confronti del religioso, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari, è stato emesso dal Gip presso il tribunale reggino su richiesta del pubblico ministero Giovanni Musarò.

    TABULATI SOTTO ESAME – I primi elementi all’indagine, che è durata diversi mesi, sono giunti dall’esame dei tabulati telefonici, da cui sono risultate decine di comunicazioni giornaliere tra il sacerdote ed una sua giovanissima parrocchiana. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali hanno consentito di accertare gli incontri tra i due, che comunque non avrebbero portato alla consumazione di un vero e proprio rapporto sessuale.

    TELEFONATE ESPLICITE – La svolta al lavoro della polizia postale si è avuta in seguito al trasferimento in un’altra parrocchia del sacerdote, che sarebbe così stato costretto ad utilizzare un linguaggio molto più esplicito per telefono. L’attività investigativa ha consentito di acclarare la totale dipendenza emotiva della minorenne nei confronti del religioso.

    16 gennaio 2007

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/16/sacerdote.shtml