Materiale pedopornografico
Un sacerdote della diocesi di Milano fu arrestato a Bari nel 2003. Era coinvolto in un giro di divulgazione via Internet di materiale pedopornografico
http://speciali.espresso.repubblica.it/mappe/pedofili/

I vertici della Chiesa siciliana lo difendono, la Procura di Palermo è invece convinta della sua colpevolezza: padre Margarito Reyes Marchena, 59 anni, originario del Messico, è accusato di aver abusato di nove giovanissimi ospiti di una casa di accoglienza di Partinico, dove ha prestato servizio per circa sette anni.
Nei giorni scorsi, il sostituto procuratore Sandra Recchione ha chiuso l’ indagine e si appresta a chiedere un processo per il sacerdote. è un caso giudiziario che ha diviso non poco quello di padre Reyes Marchena.
I consulenti che la Procura aveva nominato per valutare l’ attendibilità di tre dei testi d’ accusa hanno finito per avanzare dubbi: due ragazzini non sarebbero del tutto sinceri, i consulenti sospettano che possano essere stati strumentalizzati da una persona adulta, quella che li ha accompagnati a presentare la denuncia.
La Procura replica: non c’ è la prova di alcuna macchinazione, e poi il terzo degli accusatori è stato ritenuto attendibile. L’ avvocato Alberto Polizzi, che difende padre Margarito, ha preso comunque spunto dalla consulenza e ha ottenuto dal giudice delle indagini preliminari, nonostante l’ opposizione della Procura, la scarcerazione del sacerdote. Gli arresti domiciliari sono stati così trasformati in un semplice obbligo di dimora.
Il caso nacque nel febbraio dell’ anno scorso, dopo le denunce alla Tenenza della Guardia di finanza di Partinico. Nell’ atto d’ accusa c’ era persino una cassetta registrata da uno dei minori-vittime con le presunte avances di padre Margarito. Scattò subito un fermo, il sacerdote fu bloccato dopo una celebrazione solenne nel duomo di Monreale. In tasca aveva un biglietto di sola andata, destinazione Messico. Per gli inquirenti, un ulteriore indizio della sua colpevolezza. Per la difesa, solo uno dei tanti viaggi che il sacerdote faceva nella sua terra. Le indagini sono state lunghe e difficili: ai tre minori che inizialmente avevano denunciato, si sono aggiunte le accuse di altri tre ragazzini. Padre Margarito ha sempre scelto di non rispondere ai giudici: la sua difesa ha però portato in tribunale le 1.500 firme raccolte nella diocesi di Monreale. E in difesa del prete indagato per pedofilia è scesa persino la Curia.
s.p
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/01/03/bimbo-registra-le-molestie-sacerdote-accusato-di.html?ref=search

21 novembre 2002.- Firenze Il cardinale Silvano Piovanelli, 78 anni, al processo per presunti atti di libidine violenti che un parroco del Chianti di 65 anni avrebbe compiuto ai danni di un minorato, in cambio di alcune camicie.

Firenze – Il cardinale Silvano Piovanelli, 78 anni, al processo per presunti atti di libidine violenti che un parroco del Chianti di 65 anni avrebbe compiuto ai danni di un minorato, in cambio di alcune camicie.
(Anonimo, Piovanelli depone in aula “Quel prete era estroverso”, La Nazione 21 novembre 2002).
21 novembre 2002. http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html

il Tirreno — 16 ottobre 2002 pagina -1 sezione: PISTOIA
PISTOIA. Anche un insegnante di religione di una scuola pistoiese tra i cinquanta indagati dalla procura della Repubblica per la pedofilia via Internet. Nella sua abitazione i carabinieri hanno sequestrato un computer attraverso il quale l’uomo si sarebbe collegato a siti porno. Sarà la perizia sull’hard-disk a dover accertare se l’insegnante abbia scaricato anche immagini di abusi sessuali di bambini.
Un ‘ipotesi che lui ha già negato con forza, sostendendo di essere vittima di un errore. Intanto, si è saputo che è stato un professore universitario pistoiese a far scattare l’indagine: navigando su Internet ed entrando in un sito porno, si è accorto che all’interno di questo c’erano delle «chatroom» in cui si vendevano immagini pedopornografiche. E la mattina successiva è andato dritto dritto dai carabinieri per denunciare il fatto. Così, dal nome del sito scoperto, ha preso il via, lo scorso giugno, l’inchiesta «Master». Man mano che le perizie sui computer verranno portate a termine, alcune di queste usciranno dall’inchiesta (il sostituto procuratore Jacqueline Magi chiederà l’archiviazione).
Come si è verificato già per i due avvocati indagati: dalla rete hanno scaricato unicamente immagini pornografiche, niente di riconducibile alla pedofilia. Nell’abitazione del sacerdote indagato sarebbero state trovate invece prove schiaccianti. «Si tratta di uno studio sugli usi e i costumi del nostro tempo», ha tentato di giustificarsi con gli inquirenti. Ancora tutta da verificare la posizione del politico e dei medici (almeno tre, fra cui uno psichiatra) coinvolti. Le perizie in corso hanno anche lo scopo di accertare se qualcuno degli indagati abbia diffuso a sua volta via e-mail immagini pedopornografiche.
Oltre a quella di detenzione, nei loro confronti scatterebbe anche l’accusa assai più grave di divulgazione. L’articolo 600 quater del codice penale punisce con una pena che va fino a 3 anni di reclusione chiunque si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori. Ma l’articolo 600 ter punisce con una pena che arriva fino a 5 anni di reclusione e 51mila euro di multa chiunque, anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza tale materiale pornografico. (m.d.) altro servizio a pagina.

Il prete e’ accusato di molestie su bambini commesse nella parrocchia di San Castrese a Quarto flegreo, in provincia di Napoli. Tra le prove contro di lui, la testimonianza di una bambina di 11 anni che ha raccontato agli inquirenti di essere stata vittima del sacerdote nel 1997.
Nel novembre del 1999 la magistratura ha spiccato nei confronti di Dominguez un mandato di cattura internazionale ed e’ stata la polizia messicana ad arrestarlo, in collaborazione con l’Interpol. Il sacerdote e’ stato trovato presso la parrocchia di Santa Maria di Guadalupe a Iztapalapa, un popoloso sobborgo a est di Citta’ del Messico. Ora si trova in un carcere della capitale, in attesa di essere estradato in Italia.