Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione WebNews

  • Pedofilia, parroco sotto processo

    Pedofilia, parroco sotto processo

    IL PRESIDENTE della Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha chiesto perdono per gli abusi sessuali compiuti da sacerdoti sui bambini. Il vescovo di Boston è stato chiamato in causa per non aver protetto i bambini dai preti con tendenze pedofile. Qualcosa di simile potrebbe accadere anche nella diocesi di Firenze? E’ in corso un processo contro un sacerdote di 65 anni, da quasi 20 anni parroco in un piccolo centro della Val di Pesa, accusato dal Pm Pietro Suchan di aver abusato di un ragazzo oligofrenico, a cui (si sostiene) regalava camicie in cambio di rapporti sessuali orali.

    Sembra che il sacerdote sia stato denunciato soltanto una volta davanti alla giustizia terrena, ma molto più di frequente alle autorità religiose. Che – per quel che risulta ai testimoni – lo hanno trasferito da una parrocchia all’ altra, ma senza mai avvertire le comunità del pericolo. Esattamente ciò per cui oggi sono sotto accusa (e chiedono perdono) le autorità religiose americane. Per ora si tratta, naturalmente, soltanto di accuse. Il sacerdote, che è assistito dagli avvocati Rodolfo Lena e Alessandro Becattini, nega vigorosamente e si è difeso anche nella sua chiesa, durante un’ omelia, dalle insinuazioni che da anni si inseguono in paese. I parrocchiani schierati con lui credono che una parte del paese gli abbia girato le spalle proprio a causa della sua generosità. Aveva aperto un centro di accoglienza, ospitava ragazzi albanesi.

    In paese la cosa non piacque a molti. Poi il centro fu chiuso perché i carabinieri ci trovarono della droga. Ma al processo il giovane oligofrenico ha confermato gli abusi. Era il ‘ 91, lui aveva 25 anni. Un giorno un ragazzo lo incontrò in paese, vide che sputava e sputava per terra, gli chiese il perché. E lui glielo spiegò. Il suo amico non se ne stupì. Anche lui, anni prima, quando era ancora un bambino, era stato molestato dal sacerdote. Erano in macchina insieme, – ha raccontato – il parroco lo aveva preso sulle ginocchia, lo aveva fatto guidare e intanto lo toccava. E ricorda che anche altri suoi amici avevano avuto problemi con il parroco.

    In paese le voci circolavano, sempre più insistenti. Alcuni parrocchiani, sempre più allarmati, andarono in Curia. Non accadde niente. Qualche anno più tardi tornarono alla carica. Nel dicembre ‘ 96 scrissero al cardinale Silvano Piovanelli, senza ricevere risposta. Nel frattempo erano in contatto con un anziano sacerdote, vicario del vescovo per la zona del Chianti. Nel gennaio ‘ 97 ci fu una tempestosa riunione con lui. C’ erano 16 parrocchiani. Alcuni di loro hanno deposto in aula. Una mamma ha raccontato di aver saputo dagli abitanti di un paese vicino e da alcuni sacerdoti che il suo parroco aveva avuto guai in tutte le comunità in cui era stato. Agli inizi degli anni ‘ 80 era stato sorpreso da un genitore mentre molestava un ragazzino.

    Il padre era andato a parlare con il cardinal Benelli e gli aveva detto: «O lo spostate e lo togliete di mezzo voi, o lo tolgo di mezzo io». Il parroco era stato trasferito ed era arrivato nel paese nel quale, secondo le accuse, sono avvenute le violenze per cui oggi è sotto processo.

    La testimone ha raccontato in aula alcuni colloqui avuti con il vicario, che a suo dire confermava le sue preoccupazioni. «Gli ho detto: “Essere madre non vuol dire essere mamma di uno solo~ come si permette la Curia di lasciare una persona del genere o di spostarla da un posto ad un altro a fare dei danni che nessuno conosce?”. E lui mi chiese scusa a nome della Curia». «Ma mi spiegava anche che la Chiesa è un’ istituzione che ha dei tempi molto lunghi».

    Ci fu anche un incontro con il cardinale Silvano Piovanelli, che volle parlare da solo con uno dei ragazzi che sostenevano di essere stati molestati. Il parroco rimase al suo posto. E’ ancora lì. Raccontano i testimoni che nella tempestosa riunione del gennaio ‘ 97 il vicario era quasi disperato, allargava le braccia e parlò dei suoi colloqui con il vescovo: «Ma Silvano, ma ti rendi conto di quello che fai? cioè continuare a lasciare una persona così~». Un babbo ricorda: «Al vicario io dissi: “Ma scusi, io sono un bancario, se da noi qualcuno ha il vizio di rubare non lo mettiamo alla cassa. Mi sembrerebbe ovvio trovare a questo sacerdote una collocazione non a contatto con i bambini». Non è avvenuto. Nella prossima udienza (il 25 settembre) deporrà il vicario, convocato dalla difesa. Che poi chiamerà a testimoniare anche il cardinale Piovanelli.

    FRANCA SELVATICI

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/03/15/pedofilia-parroco-sotto-processo.html

  • Abusi sessuali dei religiosi Il Papa chiede scusa alle vittime

    Abusi sessuali dei religiosi Il Papa chiede scusa alle vittime

    (22 novembre 2001)CITTA’ DEL VATICANO– “Quando i missionari recarono per la prima volta il Vangelo agli Aborigeni o ai Maori, alle Isole-Stato, trovarono popoli che già possedevano un antico e profondo senso del sacro. Quei missionari portarono la verità del Vangelo, ma talvolta alcuni cercarono di imporre elementi che erano culturalmente estranei a quei popoli, mentre la Chiesa deve rispettare ogni cultura e mai chiedere alle persone di rinunciarvi”.

    Giovanni Paolo II, nella sua esortazione postsinodale Ecclesia in Oceania, firmata e inviata oggi per email a tutte le diocesi del continente, riconosce i soprusi dei missionari che hanno portato la parola del Vangelo al popolo aborigeno. E chiede perdono per il comportamento immorale di preti e religiosi che, in alcune parti dell’Oceania, sono accusati di abusi sessuali.“Sono stati di grave danno – scrive il Papa – per la vita della Chiesa, oltre che causa di grandi sofferenze e di danno spirituale per le vittime, gli abusi sessuali da parte di sacerdoti e di religiosi verificatisi in alcune parti dell’Oceania”.

    “I padri sinodali hanno condannato ogni genere di abusi sessuali che, all’interno della Chiesa, sono in profonda contraddizione con l’insegnamento evangelico e hanno espresso le loro scuse incondizionate alle vittime”.Le accuse di abusi cui fa riferimento Giovanni Paolo II risalgono a un rapporto del 1995 consegnato in Vaticano, e ripreso nel marzo scorso dal settimanale americano “National Catholic Reporter”. Dopo una prima ammissione del portavoce della Santa Sede Joaquin Navarro Valls, anche l’Unione superiori generali (Usg) e l’Unione internazionale superiori generali ammisero l’esistenza dei casi di abusi sessuali subiti da suore da parte di religiosi e missionari.

    Oggi, Giovanni Paolo II personalmente e a nome di tutta la Chiesa porge le sue scuse a tutte le vittime.Nel primo documento papale spedito per posta elettronica a una Chiesa giovane – prosegue il Papa – stretta tra culture e religioni che l’hanno preceduta e la globalizzazione, tornare ad annunciare la parola di Dio è necessario, ma rispettando questa volta le culture tradizionali, difendendo gli aborigeni e la loro terra minacciata anche da scorie nucleari, promuovendo i diritti umani anche col riconoscimento di errori e colpe dei missionari del tempo passato. Questa, la sfida più grande lanciata dall’esortazione apostolica.

    http://www.repubblica.it/online/mondo/papainte/scusa/scusa.html

  • Violenza sessuale parroco condannato

    Violenza sessuale parroco condannato

    Questa la condanna inflitta a don Renato Mariani, accusato di violenza sessuale, violenza privata e appropriazione indebita.

    Condannati anche tre giovani accusati di estorsione, tentata estorsione e violenza privata: 3 anni di carcere a Massimo Danese, 2 anni e 8 mesi a Francesco Cometa e 2 anni a Callisto Caccia.

    Lo ha stabilito ieri, con rito abbreviato, il gup Piero Gamacchio. La vicenda, sulla quale ha indagato il pm Marco Ghezzi, è emersa all’ inizio di quest’ anno, quando il parroco denunciò un gruppo di teppisti della zona. Lo ricattavano, minacciando di raccontare il suo vizio di molestare i ragazzini, e chiedevano soldi per stare zitti. Da questo episodio sono cominciate le indagini che hanno portato in carcere alcuni dei componenti della banda ma hanno anche fatto finire sotto inchiesta il parroco. Don Mariani è accusato di violenza sessuale, di aver prelevato parecchi milioni dalle casse della canonica per pagare e fare regali a chi lo ricattava, e di aver ordinato il pestaggio di un 17 enne – secondo gli investigatori una delle sue vittime – per convincerlo al silenzio. «È stata inflitta una pena molto elevata in presenza di un quadro probatorio incerto – ha detto l’ avvocato Daniele Ripamonti, difensore del religioso – Faremo appello».

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/26/violenza-sessuale-parroco-condannato.html

  • Sezze, ex sacerdote condannato per abusi sessuali e abusi edilizi

    Sezze, ex sacerdote condannato per abusi sessuali e abusi edilizi

    Sezze, ex sacerdote condannato per abusi sessuali e abusi edilizi

    E’ stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione Lauro Costantini, l’ ex sacerdote che a Sezze (Latina) gestiva la comunita’ di recupero per tossicodipendenti “Gente nostra”.

    I fatti risalgono al ‘ 95, quando don Lauro – cosi’ si faceva chiamare nonostante la sospensione “a divinis” – fu arrestato per aver costretto una ragazza a subire le sue attenzioni e per un abuso edilizio eseguito all’ interno della comunita’ . La denuncia contro l’ ex prete era partita dai genitori della giovane.

    http://archiviostorico.corriere.it/2001/maggio/16/Sezze_sacerdote_condannato_per_abusi_co_10_0105166561.shtml

  • Don Renato Mariani Milano

    Don Renato Mariani Milano

    Don Renato Mariani

    Don Renato Mariani, parroco di San Giuliano Milanese, è stato condannato nel 2001 a 4 anni di reclusione dal gup con rito abbreviato. L’accusa era di violenza su giovani, violenza privata e appropriazione indebita

    http://speciali.espresso.repubblica.it/mappe/pedofili/

  • Ex sacerdote Rimini

    Ex sacerdote Rimini

    Ex sacerdote

    Un ex sacerdote di 38 anni, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di un 14enne, è stato condannato a 8 anni di reclusione e a 350.000 euro di risarcimento

  • Un prete e un maestro sono stati condannati per violenza sessuale ai danni di minori

    Un prete e un maestro sono stati condannati per violenza sessuale ai danni di minori

    Repubblica — 28 novembre 2000 pagina 7 sezione: MILANO

    Un prete e un maestro sono stati condannati per violenza sessuale ai danni di minori, in due diversi processi, entrambi celebrati con il rito abbreviato.

    Il primo, un sacerdote arrestato in giugno al ritorno da un viaggio in India, è stato condannato a quattro anni e due mesi. Il secondo, un insegnante di scuola elementare incastrato da una telecamera nascosta dietro la lavagna, è stato condannato a 8 anni.

    La prima storia è forse quella più inquietante. Don Franco, nome ovviamente di fantasia, lavorava da anni in una comunità per l’infanzia nel bergamasco. Il pubblico ministero Pietro Forno dopo un anno di indagini lo ha accusato di aver usato violenze su tre bambini e una bambina. In giugno, dopo l’arresto eseguito su mandato del giudice per le indagini preliminari Fabio Paparella, l’uomo era stato messo ai domiciliari in un convento fuori Milano. Nel corso del processo ha ammesso in maniera parziale solamente uno dei quattro episodi contestati.

    La cosa gli è comunque valsa la condanna a quattro anni e due mesi (da considerare che, celebrandosi il processo con il rito alternativo, l’imputato aveva diritto a un terzo di sconto sulla pena). Tutto era cominciato quando, un ospite del centro, un giovane di quattordici anni, chiamò il padre sconvolto e lo pregò di raggiungerlo in comunità. L’uomo si precipitò e raccolse le confessioni del figlio, che gli raccontò di aver subito abusi sessuali, e che la stessa sorte era toccata ad altri suoi compagni, uno di undici e l’altro di quindici anni. Il sacerdote il dodici novembre dell’anno scorso venne rimosso dall’incarico dai vertici provinciali dell’ordine cui appartiene, e quando fu poi arrestato fece una parziale confessione.

    28 novembre 2000 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…ze.html

    A novembre un sacerdote milanese viene infine condannato con rito abbreviato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per violenza sessuale su alcuni ragazzini ospitati della comunità che dirigeva. Nel corso delle indagini svolte dalla polizia emerso, oltre al fatto che i ragazzini sarebbero stati intimoriti e indotti al silenzio da chi all’interno dell’istituto sapeva, che il religioso nei primi anni ’90 aveva abusato anche di una bambina di 7 anni .

    novembre 2000

    http://albamontori.blogspot.com/2007_04_23_archive.html http://forum.quotidiano.net/phpBB2/viewtop…c3250cbd0d682ea

  • PEDOFILIA:PARROCO TORRE ANNUNZIATA, DOPO IL CLAMORE IL NULLA

    PEDOFILIA:PARROCO TORRE ANNUNZIATA, DOPO IL CLAMORE IL NULLA

    PEDOFILIA:PARROCO TORRE ANNUNZIATA, DOPO IL CLAMORE IL NULLA
    (DI PASQUALE FAIELLA)

    (ANSA) – NAPOLI, 8 OTT – Troppe polemiche inutili, troppe discussioni ”politiche” e scarcerazioni, mentre i presunti pedofili escono di galera e i magistrati sono indagati da altri magistrati. Insomma: dopo il clamore suscitato dall’inchiesta sulla pedofilia via internet, il nulla.

    Anzi solo la ricerca ”di un capro espiatorio che ha allontanato dall’ attenzione dell’ opinione pubblica il vero problema: la piaga della pedofilia”.

    Parla don Franco Gallo, il parroco della chiesa di Sant’Alfonso di Torre Annunziata, il pastore di anime del Rione dei Poverelli dove vittime e carnefici, protagonisti dell’altra inchiesta sulla pedofilia che l’anno scorso si concluse con la scarcerazione di alcuni imputati in attesa del giudizio di secondo grado, si trovano ancora a dividere lo stesso cielo e le stesse strade. ”Lo Stato ha armato la mano dei killer”. Disse Don Franco l’anno scorso, all’ indomani degli omicidi di Ciro Falanga e Pasquale Sansone, due presunti pedofili condannati e poi scarcerati dopo il processo.

    Falanga e Sansone vennero ”giustiziati” nel luglio dello scorso anno forse in omaggio a un codice di vendetta non scritto della camorra. E il prete ribelle, che fu indagato per vilipendio della magistratura, disse allora che tutti si sarebbero dovuti aspettare, compresi i magistrati che disposero le scarcerazioni, i due omicidi dato che ”vittime e presunti carnefici giravano fianco a fianco nelle strade del rione”.

    ”Non ci capisco piu’ nulla – dice il sacerdote -. Quando ho visto quel bailamme in Parlamento e le polemiche suscitate dalla messa in onda delle immagini sulla inchiesta pedofilia, mi sono chiesto: ma questi fanno sul serio o scherzano? Credo che si sia in cerca solo di un capro espiatorio”. Don Franco Gallo, che parla nella canonica della chiesa di Sant’Alfonso dove un anno fa trovarono rifugio le famiglie dei bimbi violentati dai pedofili dopo le
    clamorose scarcerazioni, spiega che ”occorre interrogarsi sulla gravita’ del fenomeno non sul fatto”. ”Mi chiedo – sbotta – questi filmati sono veri? Rappresentano una orrenda realta’? Ed allora occorre porsi domande su questa piaga della pedofilia, non solo discutere su chi ha mandato in onda quelle immagini, questo e’ davvero un particolare molto relativo. Ed invece, devo osservare con rammarico, che questo aspetto, queste polemiche
    sono purtroppo diventate la questione principale”.

    ”Credo che si sia andati alla ricerca e si sia tuttora alla ricerca di un capro espiatorio – aggiunge il sacerdote -, e mi sembra davvero un fatto ridicolo”. Quattro presunti utenti del sito russo pedofilo scarcerati nei giorni scorsi: insomma la storia sui ripete?
    ”Non sono competente a giudicare – risponde don Franco -, ma credo che anche chi abbia comprato questo materiale abbia una responsabilita”’.

    ”Insomma credo che se non ci fosse un mercato, se non ci fosse chi compra questo materiale – spiega il sacerdote – il fenomeno potrebbe scomparire. Chi compra penso sia corresponsabile, certo in misura minore, nella diffusione della piaga pedofilia”.

    ”Come ci si accanisce con i clienti delle prostitute – aggiunge il parroco -, cosi’ occorre fare, forse anche di piu’,
    con queste persone, con chi consuma e usa video e filmati”. Poi don Franco parla ancora del Rione dei Poverelli dicendo che la gente del posto ”e’ rimasta sfiduciata dagli sviluppi dell’ ultima inchiesta sulla pedofilia”. ”Si fa tanto clamore – dice – e poi tutto si risolve in una bolla di sapone. Sono per l’applicazione severa delle pene, ma credo anche nel recupero delle persone, di chi delinque. La prigione non deve essere il tempo e il luogo per incattivire gli animi, ma occorre dare giustizia”.

    ”La gente di qui del Rione dei Poverelli – dice il prete – ora aspetta con ansia il giudizio di secondo grado per i
    presunti pedofili e spera davvero nella giustizia. Sono in costante contatto con le famiglie dei bimbi vittime di questa gente. Loro sono in attesa del processo, sono in attesa della giustizia, e hanno ancora una speranza, magari piccola piccola, ma ce l’hanno”.

  • GIALLO SU PRETE PEDOFILO TROVATO MORTO NEL TEVERE A FEBBRAIO

    GIALLO SU PRETE PEDOFILO TROVATO MORTO NEL TEVERE A FEBBRAIO

    (ANSA) – PARIGI, 05 OTT – Sara’ forse riesumato il presunto cadavere di padre Silviet-Carricart, un sacerdote accusato di violenza su un quindicenne e ufficialmente morto lo scorso febbraio.

    L’avvocato del minorenne sospetta che il corpo, ripescato nel Tevere non lontano da Roma, non sia quello del sacerdote. Lo si e’ appreso da fonti giudiziarie francesi.

    Il legale del ragazzino stuprato (all’epoca dei fatti, nel 1988, aveva 10 anni), ha avanzato la richiesta di riesumazione dopo aver appurato che l’autopsia sul cadavere ripescato nel Tevere parlava di un uomo alto 1,75, mentre sui documenti del prete l’ altezza e’ indicata in 1,70.

    ”E’ impossibile crescere di cinque centimetri dopo la morte” ha detto l’avvocato, parlando di ”macabra truffa”. ”E poi – ha aggiunto – padre Silviet-
    Carricart era descritto da tutti come esile e magro, mentre dopo la morte pesava 80 chili”.
    Dato come morto il 2 febbraio, dopo la scoperta del cadavere nel Tevere, il sacerdote e’ stato sepolto a Lestelle-Betharram, nei Pirenei Atlantici, sud-ovest della Francia. Il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, era stato identificato dai confratelli del sacerdote. Il religioso, 58 anni, era indagato per stupro su minore in seguito alla denuncia di un allievo della scuola privata ‘Notre-Dame’ di Betharram, di cui padre Silviet-Carricart era stato rettore. (ANSA).