Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione WebNews

  • PEDOFILIA: PARROCO ARRESTATO; I PARROCCHIANI LO DIFENDONO

    PEDOFILIA: PARROCO ARRESTATO; I PARROCCHIANI LO DIFENDONO

    VALDERICE (TRAPANI), 28 APR – I suoi parrocchiani sono pronti a mettere la mano sul fuoco per lui.

    I carabinieri che hanno raccolto le denunce e hanno indagato sono invece convinti che monsignor Angelo Mustazza, 63 anni, nato a Buseto Palizzolo, parroco di Sant’ Andrea, frazione di Valderice, sia un pedofilo che ha approfittato di bambine di 12 anni ed abbia indotto alla prostituzione diverse ragazze.

    Per questo e’ stato comunque arrestato. La Chiesa di Sant’ Andrea e’ in via Adua, su una collinetta che domina il mare di Bonagia. Monsignore vive qui da 35 anni con la sorella Maria. La mattina alle 7.40, suona le campane, recita l’ Ave Maria che i suoi 500 parrocchiani ascoltano attraverso l’ altoparlante e poi si prepara per le
    confessioni, le messe, i battesimi, i matrimoni. Il prete cura anche la Chiesa della Misericordia a Valderice.

    Per anni ha insegnato religione nelle medie del rione Cappuccinelle e del quartiere San Francesco Di Paola, borgate degradate e povere di Trapani. A San Francesco ha comprato una quindicina di scalcinate case che gli danno un reddito mensile di qualche milione che lui somma alla pensione di insegnante.

    Un sacerdote generoso, viene dipinto don Mustazza. ”Non negava mai soldi – dice Pietro Minaudo – piccolo imprenditore che con la moglie ed i figli abita a 20 metri dalla Chiesa”. ”Forse – aggiunge – e’ stata proprio la sua generosita’ a rovinarlo”.

    I Minaudo dicono che il loro parroco ha cresciuto tutti i ragazzi della borgata. ”Gli affiderei – dice l’ imprenditore – mia figlia anche per un anno. Padre Angelo e’ stato sempre a contatto dei bambini e non e’ mai accaduto nulla”.

    I carabinieri sostengono che il parroco ha abusato di ragazze e bambine per anni. Domenica scorsa hanno perquisito la Chiesa da cima a fondo. Hanno sequestrato una macchina fotografica. Il sacerdote ha detto ai suoi parrocchiani: ”forse cercavano droga, indossavano i guanti. Ma io non ho nulla da temere”.

    ”Qui – dice Pietro Manaudo – vengono spesso prostitute e donne bisognose d’ aiuto, perche’ hanno il marito in carcere, a chiedere aiuto economico a don Angelo. Lui e’ generoso ma qualche settimana fa si e’ rifiutato di dare denaro ad una ragazza che era venuta pochi giorni prima”. C’ e’ un muratore, che in passato ha lavorato per don Angelo, che giura di aver sentito questa ragazza dire al sacerdote: ”visto che non mi vuoi dare i soldi me la pagherai. Ti denuncio, ti rovino”.

    Cosi’ i parrocchiani ipotizzano una vendetta contro un uomo di chiesa generoso. I carabinieri, il sostituto procuratore Giusi Mione ed il gip Marina Ingoglia, invece, sono convinti che don Angelo sia colpevole. Un investigatore dice: ”abbiamo riscontri e testimonianze precise”.

    Ed aggiungono che il monsignore abusava di minorenni e di ragazze fino a 21 anni, in cambio di una cifra che oscillava fra le 20 e le 50 mila lire, che gli venivano procurate da una donna priva di scrupoli che pescava le vittime in famiglie indigenti”.

    Agli investigatori che lo arrestavano don Angelo ha detto di essere innocente. Ma agli atti dell’ inchiesta ci sarebbero fotografie compromettenti come quella che ritrae il sacerdote che tocca una ragazza seminuda. I parrocchiani negano anche questa prova dell’ accusa. Minaudo dice che la settimana scorsa due ragazze sono andate a trovare il sacerdote chiedendo soldi. Una di questa avrebbe scattato fotografie all’ amica che si era spogliata e che toccava don Angelo.  ”Lui si e’ subito ritratto – sostiene – e poi ha cacciato quelle donne”.

    L’ inchiesta che ha portato all’ arresto di monsignore e’ cominciata all’ inizio di aprile quando una sedicenne ha denunciato la madre per sfruttamento della prostituzione. L’ indagine si e’ allargata ed i carabinieri hanno raccolto le prime testimonianze che accusavano don Angelo Mustazza. Tra le donne che sarebbero andate da lui a chiedere soldi, vi sarebbero anche la sedicenne che ha denunciato la madre e una sua amica.

    Gli investigatori pero’ non confermano questa voce che pur circola insistentemente nella borgata.

  • ” Violentava minorenni ” , parroco in cella

    ” Violentava minorenni ” , parroco in cella

    —————————————————————– Nelle mani dei magistrati anche foto scottanti.

    Ma molti fedeli difendono il prelato: ” + vittima di una vendetta” “Violentava minorenni”, parroco in cella Trapani, monsignor Mustazza arrestato dopo le rivelazioni di alcune ragazzine TRAPANI – Apriva la sacrestia per accogliere adolescenti di tredici, quattordici anni che una ma – itresse del quartiere reclutava tra le famiglie dei disperati.

    Poi, sprangata la porta, quella stanzetta tappezzata di immagini sacre diventava una alcova. L’alcova del parroco, monsignor Angelo Mustazza, 63 anni, sacerdote popolarissimo nella comunita’ religiosa di Valderice. Sussurri e chiacchiere di paese hanno fatto presto ad alimentare la leggenda del prete pedofilo, schiavo del vizio, pronto a compensare con un paio di banconote le ragazzine trascinate sul divano.

    Sembrano solo pettegolezzi messi in giro dagli immancabili mangiapreti, capaci di ogni diavoleria pur di sporcare l’immagine del clero siciliano, gia’ squassato da vicende devastanti: l’incriminazione per mafia del sacerdote di Giardinello don Francesco Salvia, l’arresto del carmelitano don Mario Frittitta per favoreggiamento del boss Pietro Aglieri, la richiesta di rinvio a giudizio per stupro e usura del parroco di Mascalucia don Pasqualino Di Stefano. Ma, per i giudici, padre Mustazza aveva davvero un debole per le ragazzine, che riusciva a comprare a prezzi stracciati: bastava scucire da 30 a 50 mila lire e l’incontro era assicurato.

    Cosi’, almeno, assicurano i magistrati che hanno firmato un ordine di carcerazione per il monsignore, da ieri rinchiuso in una cella del “San Giuliano”. Un evento traumatico per la Chiesa di Trapani, anticipato lunedi’ dal vescovo Francesco Micciche’ durante un incontro con le maestranze della processione di misteri. “E’ accaduto un fatto gravissimo, che mi ha molto colpito”, ha mormorato il prelato che si e’ chiuso poi nel silenzio.

    Ma quando le agenzie hanno cominciato a battere i primi dispacci sull’arresto di don Mustazza, la notizia si e’ subito diffusa a Valderice creando sconcerto fra i parrocchiani, pronti a ricordare le buone abitudini del monsignore che da 35 anni vive nella canonica con la sorella Maria conducendo una vita discreta e irreprensibile, scandita da preghiere e opere di bene, sempre al servizio dei diseredati.

    Ogni mattina il Rosario, le Confessioni, la Messa. Quindi in sacrestia ad ascoltare le litanie degli sventurati, a dare una parola di speranza all’esercito dei questuanti. Un maledetto equivoco, giurano i fedeli ignorando, forse, il blitz dei carabinieri che hanno sequestrato materiale definito “interessante” in un paio dei 15 ruderi acquistati qualche tempo fa dal parrocco nella borgata di San Francesco. La svolta sarebbe arrivata all’inizio di aprile quando una sedicenne ha denunciato la madre per sfruttamento della prostituzione. A poco a poco, il giro delle testimonianze si e’ allargato, sono state sentite altre ragazze finche’ qualcuna non ha fatto il nome del monsignore. “State attenti a buttare fango sulle persone, sono tutte calunnie – grida Pietro Minaudo, uno dei piu’ strenui difensori di padre Mustazza -: e’ un angelo, gli affiderei anche mia figlia.

    Ma lui e’ troppo buono e forse per questo oggi si trova nei guai”. Spiega Minaudo, imprenditore: “Questo e’ un porto di mare, qui vengono spesso prostitute, donne bisognose d’aiuto che sono separate o hanno il marito in carcere. Qualche settimana fa s’e’ rifiutato di dare denaro a una ragazza e lei ha giurato di fargliela pagare”. Ma dal fronte investigativo non trapelano incertezze. Piuttosto, dicono i carabinieri, ci sono riscontri e testimonianze precise, alludendo forse ad alcune foto compromettenti, una delle quali ritrarrebbe il sacerdote con la mano tesa verso una ragazza seminuda. “E’ falso anche questo”, sbottano i parrocchiani in difesa del prete e spiattellando la loro verita’: “Sono venute in parrocchia due ragazze, a un certo punto una ha tirato dalla borsetta la macchina fotografica e mentre l’altra si spogliava ha fatto il clic. Era una trappola, ma don Angelo non c’e’ caduto”. —————————————————————– MONSIGNOR MAGGIOLINI “Piu’ attenzione quando si ammette al sacerdozio” MILANO – Che fra 64 mila tra preti e religiosi ci siano due o tre casi di deviazioni non deve stupire, ma non per questo giustificare quanto accaduto. “Ma in fase di ammissione al sacerdozio meglio un prete in meno in diocesi che un cuore sospeso”. A pronunciare il monito, commentando i fatti di Sicilia, e’ monsignor Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, che pur premettendo di parlare con “ritrosia” dell’argomento chiede anche una riflessione a Chiesa e societa’ laica. “Aspettiamo comunque a giudicare sin che non c’e’ condanna”, commenta sul caso. Poi la prima riflessione: “Ci sono 37 mila preti e 27 mila religiosi, non stupiamoci di tre casi, comunque gravi, ma non generalizziamo”. “Teniamo quindi conto – continua il prelato – che probabilmente si sono allentate le remore, le regole di prudenza che venivano insegnate ai maestri dello spirito, come quelle di non toccare mai i bambini”. E qui monsignor Maggiolini arriva a quello che lui definisce il quarto punto: “E’ vero che c’e’ crisi di vocazione ma non bisogna prendere chiunque per paura che la diocesi resti senza preti. Se ci si accorge di una tendenza e’ giusto allontanare senza remore”. La societa’ entra in gioco alla fine: “Chiederei che la macchina culturale, le agenzie del consenso non si stupiscano per questi episodi perche’ non puo’ non accadere quando si continua a mettere, vedi per esempio i film, la sessualita’ ovunque, come fosse un bicchier d’acqua. E le remore cadono anche la’ dove non dovrebbero cadere. Dunque la societa’ laica stia attenta e renda conto di queste scelte”. —————————————————————– I PRECEDENTI * SEMPRE IN SICILIA Sabato scorso, a Mascalucia, in provincia di Catania, scattano le manette per l’arciprete della parrocchia don Pasqualino Di Stefano, 62 anni: tra le accuse, abusi sessuali e usura * IN PUGLIA Tre settimane prima aveva celebrato i funerali di Nadia Roccia, la ragazza uccisa dalle sue due migliori amiche. Ma il 2 aprile, per don Giorgio Mazzoccato, 61 anni, sacerdote del piccolo Comune di Castelluccio dei Sauri, e’ arrivato l’ordine di arresto per violenza sessuale su dei bambini di Arpinova, dove don Giorgio era stato parroco sino al ’96 * NELLA BASSA MODENESE Nella bassa modenese un sacerdote, don G., venne bersagliato, nel settembre scorso da accuse e sospetti che lo collegavanao a un giro di pedofili. Il prete si difese pubblicamente durante l’omelia nella sua chiesa. * A MASSA Prima una serie di “voci”, poi l’allontanamento dalla parrocchia e infine gli arresti domiciliari e nell’agosto ’97 don Roberto Marianelli, 47 anni, viene confinato in canonica. Contro di lui l’accusa di atti di libidine su alcuni bambini della parrocchia di Capanne, del comune di Montignoso.

    Mignosi Enzo

    Pagina 17
    (29 aprile 1998) – Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/29/Violentava_minorenni_parroco_cella_co_0_9804291522.shtml

  • Mazzoccato Giorgio, ex parrocco di Castelluccio dei Sauri (FG)

    Mazzoccato Giorgio, ex parrocco di Castelluccio dei Sauri (FG)

    Mazzoccato Giorgio, ex parrocco di Castelluccio dei Sauri (FG)

    Condannato a 6 anni e mezzo per molestie sessuali nei confronti di alcuni ragazzini che all’epoca dei fatti avevano dai 7 ai 12 anni.

    Condanna scontata in un convento

    http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html http://qn.quotidiano.net/2000/01/10/pages/artI440725.html http://archiviostorico.corriere.it/1998/se…092911861.shtml http://archiviostorico.corriere.it/1998/ap…804052294.shtml http://archiviostorico.corriere.it/1998/ap…804033376.shtml

  • Bruno Tancredi

    Bruno Tancredi

    Tancredi Bruno, da Teramo, frazionje Ponticelli, condannato a 6 anni, poi ridotti a 4 con patteggiamento, per abusi su ragazzini dai 14 ai 16 anni

    http://www.leftlab.net/index.php?option=com_content&task=view&id=59&Itemid=78 http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html http://zombi.indivia.net/bologna/index.php?id=104 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…174parroco.html

  • Molestie in confessionale prete arretato

    Molestie in confessionale prete arretato

    Castelluccio dei Sauri Foggia Giorgio Mazzoccato

  • Molestie in confessionale, prete arrestato

    Molestie in confessionale, prete arrestato

    A tre settimane dal misterioso omicidio di Nadia Roccia il centro di Castelluccio dei Sauri (Foggia) torna sotto i riflettori Molestie in confessionale, prete arrestato “Abusava dei bimbi”: accusa choc al parroco nel paese della studentessa uccisa dalle amiche Il sacerdote ha 61 anni Gli abusi sessuali tra ’89 e ’96 ad Arpi Nova DAL NOSTRO INVIATO CASTELLUCCIO DEI SAURI (Foggia) – Ha detto “facciamo in fretta che ho da celebrare messa”, quando ha visto la funzionaria e l’ispettrice di polizia davanti alla sua casa che si affaccia su un piccolo orto dove ci sono papere e galline e qualche pianta di basilico.

    Ha pensato che volessero fargli ancora domande su Nadia e sulle due amiche che l’hanno uccisa, e gli garbava poco che si ripresentassero da lui, che di questa storia ha sempre voluto parlare poco, non ha concesso nemmeno un’omelia davanti alla bara, al funerale.

    Davano fastidio quelle due poliziotte a don Giorgio Mazzoccato, parroco di Castelluccio dei Sauri, parroco con lunghi capelli grigi che gli scendono sulle spalle e l’anello al mignolo e un fisico giovanile. Pero’ quelle non erano li’ per chiedergli la cortesia di sforzarsi a ricordare qualche particolare che potesse servire alle indagini. Non erano li’ per chiedergli nessuna cortesia, ma per arrestarlo. E non c’entra niente la storia di Nadia Roccia e delle sue assassine Annamaria Botticelli e Mariena Sica. E’ un’altra inchiesta: violenza sessuale su bambini. E di questo e’ accusato il parroco: di aver abusato di una decina di ragazzini che andavano da lui in chiesa, che si inginocchiavano nel confessionale o lo seguivano in sagrestia, o magari andavano entusiasti alle gite che il prete organizzava spesso, come pure le partite di pallone. Dicono che don Giorgio non abbia perso la calma quando gli hanno fatto vedere l’ordinanza di custodia firmata dal gip Antonio Diella. Ha pensato alle papere, si e’ premurato di avvertire i vicini che bisognava dare il mangime alle bestiole, quindi si e’ lasciato accompagnare in questura da dove poi lo hanno portato in carcere. Probabilmente avra’ usato parole di difesa, ma questo lo sa solo la polizia. L’unica cosa che il questore Sergio Visone ha subito tenuto a far sapere, e’ che tra l’arresto del parroco e la storia che ha reso tragicamente famoso Castelluccio dei Sauri, non c’e’ nulla in comune. E in effetti le cose di cui e’ accusato don Giorgio Mazzoccato non sono nemmeno accadute qui, ma ad Arpinova, una borgata che pure sta a due passi da Foggia, dove lui e’ stato parroco fino al ’96. Nelle carte dell’inchiesta ci sono episodi che arrivano fino a quell’anno, ma dal 1989. Gli inquirenti pugliesi hanno cominciato ad indagare quando da una Procura della Lombardia, dove e’ in corso una piu’ ampia indagine su violenze ai danni di minorenni, e’ stato inviato un fascicolo dedicato al sacerdote. Il suo nome era venuto fuori li’. La polizia ha lavorato senza partire da una denuncia, ma poi di ragazzini che hanno riferito dei loro rapporti con don Giorgio ne sono venuti fuori dieci, e la testimonianza di ognuno sarebbe andata ad incastrarsi perfettamente con quelle degli altri, fino a mettere insieme un quadro di accuse che gli investigatori definiscono molto solido. Il prete avrebbe approfittato spesso dei bambini che frequentavano la parrocchia di Arpinova. In confessionale li avrebbe spinti a parlare di masturbazione o comunque di sesso, e poi ne avrebbe abusato: in sagrestia, nella sua casa, una volta anche senza uscire dal confessionale. Che sia vero o no, lo si vedra’ piu’ avanti. Sicuramente don Giorgio Mazzoccato era uno che faceva abbastanza perche’ la sua parrocchia non fosse meta soltanto delle vecchie bigotte del paese. E’ sempre stato un tipo vivace, e questo sembrava fosse un merito, aperto nei modi e nelle abitudini (finche’ non gliel’hanno rubata andava in giro con una potente moto) sin da quando insegnava religione in una scuola media di Foggia. Lui, nato 61 anni fa in provincia di Treviso, viveva da queste parti da oltre vent’anni, e sedici li ha trascorsi ad Arpinova. Poi il trasferimento a Castelluccio e negli ultimi tempi un brusco mutamento di carattere, coinciso con la grande attenzione di stampa e tv sul paese dove lui viveva. Ma forse il cattivo umore denunciato dai modi spicci e l’aria burbera con cui mandava a quel paese i giornalisti non nasceva dalla tragedia di Nadia, ma da preoccupazioni sue. —————————————————————– PARLA MONSIGNOR CASALE Il vescovo: abbiamo fiducia nella magistratura FOGGIA – “E’ un avvenimento doloroso che turba la nostra comunita’ cristiana, ma siamo sempre fiduciosi nell’operato della magistratura”. Cosi’ l’arcivescovo di Foggia e Bovino, monsignor Giuseppe Casale, commenta l’arresto per violenza sessuale del parroco di Castelluccio dei Sauri, cittadina del Foggiano. Il telefono dell’arcidiocesi squilla per tutta la mattinata: c’e’ chi vuole esprimere al vescovo il proprio rammarico per l’arresto del sacerdote, chi gli dice di avere coraggio e spera che tutto si risolva al piu’ presto perche’ l’intera vicenda ha dell’incredibile. Molte telefonate vengono “dirottate” al segretario del prelato che minuziosamente annota tutti i messaggi. Monsignor Casale, la comunita’ foggiana e’ di nuovo scossa da un terribile fatto di cronaca dopo l’omicidio di Nadia Roccia. “Voglio subito precisare, come hanno gia’ dichiarato gli investigatori, che i due episodi non sono affatto collegati”. Si’, ma il provvedimento restrittivo notificato al parroco ha sconvolto tutta Castelluccio. “Siamo tutti profondamente addolorati. Speriamo di conoscere presto la verita”. Che ricordo ha di don Giorgio Mazzoccato? “E’ un sacerdote che ha sempre svolto il suo ministero con zelo e carita’, in modo che definirei ineccepibile”. Pare che il parroco sia coinvolto in un’inchiesta su un ampio giro di pedofili partita dalla Lombardia. “Io e la mia comunita’ restiamo in attesa fiduciosa che la magistratura si pronunci sulla base di una serena e oggettiva valutazione delle prove”. Intanto un suo pastore e’ in carcere con l’accusa di avere abusato sessualmente di una decina di ragazzi nemmeno quattordicenni. “Preghero’ per il nostro fratello don Giorgio; che il Signore gli dia la forza di superare questo momento difficile”. —————————————————————– UN NUOVO INCUBO TRA GLI ABITANTI “Preferiamo non crederci. La casa di don Giorgio era un viavai di bambini” CASTELLUCCIO DEI SAURI (Foggia) – Porte che si chiudono alla vista delle telecamere, gente che si allontana e rifiuta di rilasciare commenti sull’arresto per violenza sessuale di don Giorgio Mazzoccato. E’ un paese silenzioso, Castelluccio dei Sauri, centro agricolo del subappennino dauno con 1.800 abitanti che vivono in un fazzoletto di terra a trenta chilometri da Foggia. Una cittadina che da tre settimane e’ sotto i riflettori dopo l’omicidio di Nadia Roccia, la 19enne assassinata dalle sue due amiche. Per le strade c’e’ chi si dice stufo della presenza dei giornalisti e delle telecamere, tornate ad assediare il paese, abituato al lavoro nei campi e alla tranquillita’. La chiesa di San Salvatore, parrocchia di don Giorgio, ieri e’ rimasta chiusa. Quando all’ora di pranzo i telegiornali hanno diffuso la notizia dell’arresto del parroco, in pochi ci hanno creduto. Soltanto ieri sera la gente ha cominciato a commentare. “E’ l’unico parroco che in tanti anni ci ha insegnato che cosa significa la carita’, ci ha aiutato a sfamare gli albanesi e le famiglie bisognose”, dice Gerarda Ciotti, la proprietaria del ristorante “Al vecchio casale”. “Preferiamo non crederci – aggiunge – anche perche’ la mia bambina di 8 anni proprio mercoledi’ e’ stata al catechismo dal parroco per la prima comunione. Ma la mia bimba non mi ha mai parlato di queste molestie: gliel’ho domandato piu’ volte e mi ha risposto sempre di no”. A poca distanza, un’altra donna, che non vuole dire il nome, socchiude l’uscio di casa e dice che “il parroco era burbero ma buono, predicava bene, forse era il migliore che Castelluccio abbia mai avuto negli ultimi tempi. Mia figlia di 11 anni mi ha detto di non aver mai avuto nessun problema con lu
    i”. La donna ricorda che la casa di Mazzoccato era un viavai di bambini della parrocchia che andavano li’ a giocare perche’ c’erano flipper e biliardini. Quando il tempo era bello, sacerdote e bambini andavano in campagna, per il ritiro spirituale. Un’abitudine che il parroco aveva anche ad Arpinova, dove sarebbero avvenute le violenze sessuali. Altin, ragazzo di 19 anni, da 3 anni vive con don Giorgio, al quale e’ stato affidato. “E’ l’uomo piu’ generoso che conosco. Non l’ho mai visto avvicinarsi in modo strano ai bambini”, dice il giovane, capelli gelatinati, lunghi e neri. Ai giornalisti urla con tutto il fiato che ha nei polmoni: “Voi siete venuti qui solo per fare del male. Castelluccio dei Sauri, fino a qualche tempo fa, era un posto tranquillo. Ora la gente e’ sconvolta. L’arresto di don Giorgio proprio non ci voleva”. L’ennesimo fatto di cronaca nera ha gettato nel panico i cittadini di Castelluccio, ancora increduli di vivere nel giro di tre settimane una “disgrazia” dopo l’altra. Era il 14 marzo quando, in un garage poco distante dalla abitazione del sacerdote, fu uccisa Nadia Roccia, strangolata con una sciarpa dalle sue due amiche, Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica. Le due ragazze, rinchiuse nel carcere di Foggia, hanno confessato il delitto. Il movente? I ricorrenti sogni di Anna Maria. Secondo la loro versione, sarebbe stato il padre di Maria Filomena, morto quando la ragazza era ancora in fasce, ad apparire di notte ad Anna Maria per ordinare l’omicidio programmato con freddezza un anno prima. Ma gli inquirenti non credono al sogno, battono la pista di un viaggio in America, annullato a causa di Nadia, o di un’amicizia morbosa tra le tre ragazze.

    Bufi Fulvio, Buonavoglia Roberto

    Pagina 13
    (3 aprile 1998) – Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/03/Molestie_confessionale_prete_arrestato_co_0_9804033376.shtml

  • Busto Arsizio. Morto don Uberto Cozzi, prete pedofilo svizzero nascosto in Italia, Reo confesso di abusi su 11 ragazzi. Ex parroco di Castione e Lumino, diocesi di Lugano

    Busto Arsizio. Morto don Uberto Cozzi, prete pedofilo svizzero nascosto in Italia, Reo confesso di abusi su 11 ragazzi. Ex parroco di Castione e Lumino, diocesi di Lugano

    IV – EX PARROCO A PROCESSO SENZA IL PUBBLICO

    Don Umberto Cozzi, ex parroco di Lumino e Castione (Canton Ticino – CH), comparirà di fronte alla Corte delle assisi criminali di Bellinzona per rispondere di numerosi reati a carattere sessuale.

    Le ipotesi di reati sono i seguenti: atti sessuali con fanciulli, ripetuti atti sessuali con persone dipendenti…

    Don Umberto Cozzi è stato arrestato il 20 agosto dell’anno scorso. Non ancora quarantenne ed originario di Induno Olona, ha iniziato l’attività di parroco a Morbio Superiore, dopo essersi laureato in Teologia all’università di Friburgo. E’ stato pure assistente al Collegio Pio XII di Breganzona e segretario della Commissione per le vocazioni della Diocesi. (fonte: Corriere del Ticino 14.03.1998)

    www.ilpaese.ch/archivio2.asp?titolo…articoloid=1017

    Preti e pedofilia: cosa c’entra il celibato?

    Sondaggio de La Regione su Internet: preti e pedofilia. La rinuncia al celibato potrebbe in parte evitare simili reati? Ma questa è una domanda assurda. Chi l’ha pensata? Le risposte, 73% sì – 27% no, mostrano chiaramente una sola cosa. Che c’è una gran confusione. Il celibe non è sposato, lo dice la parola stessa. Ma il pedofilo, prete o non prete, non cerca moglie o sesso con persona adulta consapevole e consenziente, ma cerca sesso con un bambino. E non tiriamo in ballo i tempi antichi quando la pedofilia era considerata socialmente normale e accettata, e non tiriamo in ballo nemmeno le Lolite o i Loliti. I pedofili sono tutti dei malati? Non credo a questo tipo di malattia. Sono dei poveri inconsapevoli? Non credo nemmeno a questo.

    1997/1998 don Umberto Cozzi, classe 1960, parroco di Castione e Lumino, reo confesso, abusi sessuali su 11 ragazzi.

    Eva Mathiasch
    edizione del 04.06.2004

    www.tio.ch/News/465733/Rapporto-Rya…i-minori/Blog/3

    12.06.2009 – 07:11
    brunogiordano

    Premesso che nel “Santo” blog – le virgolette stanno ad intendere che di santo non c’è proprio nulla, soltanto tanta e variegata umanità – di questa notizia se n’è già discusso, mi ha sorpreso sentire da te che Don Umberto Cozzi – i pedofili hanno un nome – è in circolazione e per giugnta con dei ragazzini.
    Mi sorgono spontanee alcune domande:
    – è libero ed esercita ancora come prete?
    – qui in Ticino? (solitamente li spostano per permettere a loro di “operare” indisturbati altrove)
    – visto che sei un giornalista, come mai i tuoi colleghi sembrano essere piuttosto inclini a passare in silenzio i fatti riguardanti la pedofilia o gli incesti (fanno inchieste su ogni porcheria, ma mai su questi fenomeni)?

    12.06.2009 – 07:52
    bike

    Sarà venuto a Lumino per vedere la tappa del giro della Svizzera ?
    Tu che sei del mestiere, perchè non riproponi i tuoi dubbi e le domande poste da brunogiordano al signor PierGiacomo Grampa, sedicente vescovo del Ticino (all’occasione fa anche il politico, ovviamente di sinistra).

    www.informazioneonline.it/LAY009/L0…rg=1001&id=4102

    Busto Arsizio
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    LUTTO ALLA “PROVVIDENZA”
    Si è spento don Umberto Cozzi
    BUSTO ARSIZIO – Un grave lutto, nella tarda mattinata di venerdì 13 gennaio, ha colpito l’Istituto “La Provvidenza” Onlus di Busto Arsizio: il Cappellano, don Umberto Cozzi, da qualche giorno ricoverato in Ospedale in gravi condizioni, è deceduto.

    51 anni, aveva compiuto gli studi di teologia e poi ordinato Sacerdote nella Diocesi Svizzera del Canton Ticino, era a Busto Arsizio per l’assistenza spirituale degli ospiti dell’Istituto “La Provvidenza” dall’agosto del 2005.
    Le sue già precarie condizioni di salute lo avevano allora costretto a malincuore a lasciare le parrocchie nella sua Diocesi di provenienza e a dedicarsi ad un’attività pastorale meno frenetica che gli permettesse di far fronte ai periodici controlli sanitari.

    In questi anni di permanenza in Istituto ha avuto modo di farsi apprezzare per la sua cultura teologica che profondeva nelle sue preziose omelie, per l’accuratezza delle celebrazioni liturgiche e per l’attenzione che riservava quotidianamente agli ospiti cercando di essere loro vicino sia da un punto di vista umano che sacramentale.

    L’Istituto piange la sua improvvisa scomparsa: gli ospiti, il personale, i volontari, i numerosi fedeli, anche esterni, frequentatori delle sue celebrazioni, non avranno più il conforto della sua parola, la testimonianza della sua carità e della sua incrollabile fede, nonostante la grande sofferenza in cui si è consumata la sua breve esistenza.

    pubblicato il: 13/01/2012