Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Abruzzo – Molise

  • Perquisita l’abitazione del prete indagato

    Perquisita l’abitazione del prete indagato

    Accuse di un testimone sui riti officiati: sequestrati documenti e computer Il religioso senza più incarichi pastorali. Il vescovo: «Verità e carità ci guidino»

    LANCIANO. È stata perquisita l’abitazione di don Andrè Facchini, 38 anni, ex parroco della chiesa di Sant’Agostino, sotto inchiesta per presunta violenza sessuale su un parrocchiano di 27 anni. Il sostituto procuratore Rosaria Vecchi, titolare dell’indagine, ha disposto la perquisizione nella casa dove il prete è ospite di amici.

    La sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri in procura, ha sequestrato documenti e un computer, alla ricerca di elementi e indizi relativi al secondo filone di indagine che vede al centro don Andrè Facchini. Riguarda le accuse mosse da un ex componente della Legio Sacrorum Cordium, la congregazione istituita in città dallo stesso sacerdote, nel corso di un’intervista rilasciata alla tv internet Abruzzolive. Nel video, acquisito dalla procura e quindi oscurato, il testimone, con il capo coperto da un foulard e la voce contraffatta, raccontava degli strani riti officiati contro il demonio, di apparizioni, penitenze e punizioni corporali, avvenute anche su minorenni, che sarebbero stati addirittura frustrati sulla schiena nuda con il rosario.

    Chi voleva tirarsi fuori dalla congregazione, proseguiva il testimone nell’intervista, veniva sottoposto a persecuzione psicologica, tanto che più di una persona plagiata avrebbe ricorso a cure psichiatriche e psicofarmaci. Accuse gravissime se fossero confermate.

    La Curia segue con apprensione la vicenda da quando è iniziata, un anno fa, con il pestaggio del sacerdote di origini brasiliane e la denuncia per violenza sessuale da parte di un giovane. Il ragazzo avrebbe prima subito le attenzioni morbose di don Andrè e poi vessazioni e persecuzioni una volta che si era allontanato dalla cerchia del parroco.

    Dopo l’aggressione, il prelato era stato allontanato dalla stessa Curia per un anno. Dopo gli ultimi sviluppi don Andrè, che al suo ritorno in città faceva da assistente al cappellano dell’ospedale, non ricopre più alcun incarico pastorale. In questi giorni è tornato in Brasile. «Verità e carità devono guidarci», ribadisce l’arcivescovo Emidio Cipollone, «il video sequestrato conferma cose che si dicevano, e lo fa tramite la voce di un testimone. Ci si interroga su tutto questo, ma siamo in attesa di quello che farà la magistratura».

    Stefania Sorge

    15 dicembre 2012

  • Ragazzi frustati con un crocifisso nella setta religiosa del parroco accusato di violenza sessuale

    Ragazzi frustati con un crocifisso nella setta religiosa del parroco accusato di violenza sessuale

    mercoledì 05 dicembre 2012, 16:53

    Frustate con il rosario sulla schiena nuda di minorenni, penitenze durissime, punizioni corporali e presunte apparizioni.

    Sarebbe successo a Lanciano nel corso degli incontri della Legio Sacrorum Cordium, l’associazione religiosa fondata in citta’ da don Andrea Facchini, ex parroco della chiesa di sant’Agostino, attualmente indagato per violenza sessuale dalla Procura di Lanciano.

    I particolari di quello che succedeva durante gli incontri della Legio presieduti da don Andrea li racconta un ex membro della Legio Sacrorum Cordium di Lanciano in un’intervista rilasciata alla web tv Abruzzolive.

    L’uomo nel video, acquisito dalla Procura di Lanciano, appare oscurato e con la voce camuffata.

    “Durante le preghiere cadeva in estasi, diceva di aver avuto messaggi dalla Madonna e di parlare con gli angeli, chiamandoli per nome – spiega il testimone nell’intervista – chi usciva dalla Legio veniva sottoposto a una persecuzione psicologica”.

    Le penitenze venivano effettuate il sabato sera intorno alla mezzanotte e avrebbero riguardato secondo il testimone anche minorenni.

    “Le frustate a schiena nuda con il rosario riguardavano anche minorenni, e’ grave che sia accaduta una cosa del genere”, aggiunge il testimone che dice di aver voluto denunciare questi fatti per “tutti coloro che sono stati plagiati e per quelle persone che sono dovute ricorrere alle cure di psichiatri e che tuttora assumono psicofarmaci”.

    La Procura di Lanciano, che indaga il sacerdote per una presunta violenza sessuale ai danni di un giovane che frequentava l’associazione, ha acquisito il video questa mattina poco dopo la pubblicazione online. L’inchiesta e’ condotta dal pm Rosaria Vecchi.

    http://www.abruzzo24ore.tv/news/Ragazzi-frustati-con-un-crocifisso-nella-setta-religiosa-del-parroco-accusato-di-violenza-sessuale/105735.htm

  • ABRUZZO. Violenza sessuale su minore: frate già condannato arrestato a L’Aquila Avrebbe abusato del figlio di amici

    ABRUZZO. Violenza sessuale su minore: frate già condannato arrestato a L’Aquila Avrebbe abusato del figlio di amici

    La struttura religiosa non l’ha potuto proteggere tuttavia da un nuovo arresto che è piombato addosso al frate ieri, quando la squadra mobile de L’Aquila ha bussato per notificare un ordine di arresto all’uomo di cui la questura non rende note le generalità.

    L’ordinanza di arresto (domiciliari) è stata eseguita dagli agenti coordinati dal capo della Mobile, Maurilio Grasso, mentre le indagini sono state svolte dal pm D’Alessandro della procura di Marsala e controfirmate dal gip Parrinello. Il reato da cui il religioso dovrà difendersi è violenza sessuale aggravata in danno di minore all’epoca dei fatti 12enne.

    Le indagini sono state eseguite dalla Mobile di Trapani e sono iniziate da una segnalazione pervenuta al “Telefono azzurro”. La segnalazione è stata riscontrata dagli investigatori che hanno scoperto che all’epoca dei fatti l’uomo era un amico di famiglia del minore e durante le normali frequentazioni avrebbe approfittato di quest’ultimo nei momenti in cui rimaneva da solo.

    L’uomo era già stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano per gli stessi reati (violenza sessuale nei confronti di minori). Solo dopo questa condanna l’uomo aveva deciso di prendere i voti e trasferirsi in Abruzzo dove è stato accolto in un convento di cui non si specifica l’ubicazione. ieri mattina però è stato rintracciato dagli investigatori che lo hanno tratto in arresto potendo rimanere recluso nello stesso convento.

  • Sacerdote di Lanciano indagato per violenza sessuale su un ragazzo

    Sacerdote di Lanciano indagato per violenza sessuale su un ragazzo

    Un sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è indagato dalla Procura per violenza sessuale ai danni di un giovane. Circa un anno fa subì un pestaggio davanti all’abitazione del suo accusatore
    di Redazione – 8 novembre 2012

    Un sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è indagato dalla Procura del capoluogo frentano per violenza sessuale nei confronti di un giovane di 27 anni.

    Un episodio che, stando a quanto si apprende, sarebbe avvenuto nel corso di un viaggio alle Isole Canarie giustificato come pellegrinaggio.

    Il prete, 36enne, era stato allontanato dalla Curia arcivescovile quando, nell’ottobre 2011, subì un pestaggio davanti all’abitazione del suo accusatore, un frequentatore della sua parrocchia, la cui famiglia ha poi sporto denuncia. Nell’aggressione il prete riportò la frattura di un braccio e della mandibola.

    Sulle indagini a Lanciano c’è il massimo riserbo da parte della Procura e del pm titolare, Rosaria Vecchi.

    Ne frattempo l’ex parroco è tornato in città: dal primo novembre è assistente del cappellano dell’ospedale “Renzetti” e canonico della Cattedrale. L’arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, commenta così il fatto all’Agi: “Sono alla ricerca della verità nella carità, come diceva San Paolo. In uno stato di diritto fino a prova contraria si è innocenti, aspettiamo tenendo gli occhi aperti e mettendoci a totale disposizione della magistratura”.

    http://www.chietitoday.it/cronaca/sacerdote-lanciano-indagato-violenza-sessuale.html

    Lanciano, sacerdote indagato per violenza sessuale su un giovane
    Giovedì, 8 novembre 2012 – 13:49:00

    La Procura di Lanciano ha aperto un’indagine su un sacerdote, fino a qualche tempo fa in servizio presso una chiesa cittadina, accusato di aver abusato di un giovane che frequentava la parrocchia. Il reato ipotizzato è violenza sessuale e, secondo gli inquirenti, il ragazzo sarebbe stato molestato e importunato dal parroco. A sporgere denuncia è stata la famiglia del giovane.

    A fare imboccare il filone delle molestie fu un’aggressione subita dal parroco circa un anno fa. Alcune persone lo malmenarono brutalmente, costringendolo a ricorrere alle cure dell’ospedale per fratture alla mandibola e ad un braccio e tumefazioni al volto.

    Il fatto risale a una notte di ottobre del 2011, quando il prete si trovava, inspiegabilmente, all’esterno di un’abitazione nella contrada di Villa Andreoli. Era quella dove abitava il 27enne frequentatore della parrocchia, il quale all’inizio sarebbe rimasto conquistato dalla forte personalità del prete.

    Ci sarebbero stati anche dei viaggi, in gruppo o da soli, in Grecia, alle isole Canarie e in Brasile, giustificati ufficialmente come pellegrinaggi, ma quando le attenzioni si erano rilevate di tutt’altra natura il giovane, all’epoca fidanzato, si era allontanato dalla parrocchia e in particolare dalla congregazione Legio sacrorum cordium, devota al culto dei tre sacri cuori di Giuseppe, Maria e Gesù, di cui il prete faceva parte. Nel tentativo di far riavvicinare il giovane alla chiesa, il sacerdote lo avrebbe vessato e importunato, almeno fino all’aggressione dell’ottobre 2011, quando venne malmenato fuori dalla casa del giovane.

    Le indagini sulla “strana” aggressione – all’epoca si ipotizzò anche che fosse stato vittima di un gruppo di tossicodipendenti – sono andate avanti e hanno riguardato anche i tabulati telefonici. Il materiale è al vaglio della Procura, che mantiene il più stretto riserbo sulla delicata vicenda. In attesa degli sviluppi dell’inchiesta è anche la Chiesa frentana.

    Dopo l’episodio dell’aggressione, la Curia arcivescovile ha allontanato dalla città il sacerdote, il quale è stato prima ospitato in una comunità religiosa e successivamente è tornato nel suo Paese d’origine. Da circa un mese l’ex parroco ha fatto ritorno a Lanciano. L’orientamento generale della Curia è quello di stare vicino a un “figlio che vive un momento di confusione”, ma sempre in attesa di quelle che saranno le decisioni della magistratura.

    Don Andrea e’ rientrato in diocesi dopo un periodo di ritiro di un anno – spiega l’arcivescovo Cipollone – dal primo novembre e’ assistente del cappellano dell’ospedale di Lanciano, don Mario, e canonico della Cattedrale di Lanciano”. Il parroco è stato lontano da Lanciano per un anno, prima in Umbria e poi in Brasile, suo paese d’origine, subito dopo il pestaggio. A don Andrea è stato chiesto, inoltre, di non essere più assistente spirituale dell’associazione Legio Sacrorum Cordium, i cui incontri si tenevano nella chiesa di Sant’Agostino dove il sacerdote è stato parroco fino all’ottobre dello scorso anno. Intanto, da qualche mese ormai, la chiesa di cui era guida il sacerdote indagato non fa più parrocchia a sé, ma è stata accorpata alla cattedrale della Madonna del Ponte.

    L’INCHIESTA
    Violenza sessuale, sacerdote di Lanciano indagato dalla procura
    L’Arcivescovo si dice tranquillo e «prudenzialmente» ha già affidato nuovi incarichi al prete

    LANCIANO. Avrebbe violentato un giovane di 27 anni durante un viaggio a Tenerife. Sarebbe anche poi stato malmenato brutalmente riportando gravi lesioni. Al centro dello scandalo un prete brasiliano di Lanciano.

    Il sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è oggi indagato dalla Procura di Lanciano per violenza sessuale ai danni di un giovane del luogo. Si tratta di don Andrea Leite Siqueira Facchini, 36 anni brasiliano, secondo quanto è trapelato avrebbe importunato un 27enne che frequentava la parrocchia di Sant’Agostino e l’associazione spirituale Legio Sacrorum Cordium (devota ai tre sacri cuori di Maria, Giuseppe e Gesu’ ndc) di cui don Andrea era rispettivamente parroco e assistente spirituale.
    La violenza sessuale sarebbe avvenuta nel corso di un viaggio a Tenerife (Isole Canarie) che il giovane avrebbe offerto al sacerdote.
    Massimo riserbo da parte della Procura di Lanciano e dal pm titolare dell’indagine, Rosaria Vecchi. Il sacerdote di origini brasiliane e’ stato parroco di Sant’Agostino, dove si tenevano gli incontri della Legio Sacrorum Cordium, fino a ottobre dell’anno scorso. Attualmente il sacerdote e’ canonico della Cattedrale di Lanciano e assistente del cappellano dell’ospedale Renzetti di Lanciano, dopo essere stato in ritiro lontano dalla diocesi per circa un anno in seguito al pestaggio che subi’ in una notte di ottobre 2011 nell’abitazione del giovane che avrebbe molestato e importunato. In quel pestaggio, don Andrea riporto’ la frattura di un braccio e della mandibola.
    All’agenzia Agi, l’arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, è chiaro: «sono alla ricerca della verita’ nella carita’, come diceva San Paolo. In uno stato di diritto fino a prova contraria si e’ innocenti, aspettiamo tenendo gli occhi aperti e mettendoci a totale disposizione della magistratura».
    «Don Andrea e’ rientrato in diocesi dopo un periodo di ritiro di un anno – spiega l’arcivescovo Cipollone – dal primo novembre e’ assistente del cappellano dell’ospedale di Lanciano, don Mario, e canonico della Cattedrale di Lanciano. «Prudenzialmente» don Andrea e’ stato lontano da Lanciano per un anno, prima in Umbria e poi nel suo paese in Brasile, dopo il pestaggio che subi’ in una notte di ottobre dello scorso anno proprio davanti l’abitazione del giovane che lo avrebbe denunciato per violenza sessuale. Sempre «prudenzialmente», a don Andrea e’ stato chiesto di non essere piu’ assistente spirituale dell’associazione Legio Sacrorum Cordium, i cui incontri si tenevano nella chiesa di Sant’Agostino dove il sacerdote e’ stato parroco fino all’ottobre dello scorso anno.

    Lanciano, abusi sessuali su un giovane indagine sul prete picchiato
    Il vescovo: «Decideremo alla fine dell’inchiesta». Una storia ancora tutta da chiarire
    LANCIANO – «C’è tutta la mia disponibilità affinchè si faccia massima chiarezza e si giunga ad accertare la piena verità dei fatti. Sono a disposizione della magistratura perché la verità, nella carità, come dice San Paolo,prevalga nei confronti di ogni protagonista della vicenda. Per il momento il sacerdote resta al suo posto, aspettiamo l’esito dell’inchiesta e poi valuteremo i provvedimenti da adottare».
    Commenta così, con la massima serenità, l’Arcivescovo di Lanciano-Ortona Emidio Cipollone la notizia diffusa in tutta la città di un’indagine penale che coinvolge don Andrea Facchini, prete accusato di un presunto abuso sessuale nei confronti di un parrocchiano.

    Il sacerdote, 38 anni, di origine brasiliana, è stato tirato in ballo da un giovane di 27 anni, un fedele che frequentava la sua chiesa, il quale ha sporto denuncia raccontando che in diverse occasioni il parroco lo avrebbe sessualmente importunato. Atteggiamenti lascivi avvenuti anche durante un paio di vacanze al sole, in rinomate località all’estero, fatte sia in gruppo che da soli.

    La presunta vittima, che si è detta molto turbata per l’accaduto (tra l’altro, il ragazzo è fidanzato), riferirebbe anche di essere stato soggiogato dalla forte personalità del parroco, all’epoca dei fatti in servizio ministeriale in una chiesa di uno dei quattro quartieri storici di Lanciano.

    Sugli episodi contestati sta cercando di fare piena luce il sostituto procuratore Rosaria Vecchi, che ha disposto anche l’acquisizione dei tabulati telefonici relativi alle utenze dei due protagonisti di questo caso giudiziario. La stessa procura sta in ogni modo verificando se i fatti denunciati dal giovane corrispondano appieno ai termini descritti nella querela: una cosa è l’abuso sessuale, un’altra è la molestia verbale, anche se prolungata nel tempo.
    In passato don Andrea si trovò protagonista di un’altra particolare vicenda. La notte tra il 27 e 28 ottobre 2011 rimase vittima di una brutale aggressione, avvenuta per opera di più persone, subìta nei pressi dell’abitazione del giovane denunciante, nella periferia di Lanciano. A trovarlo ferito al volto e in tutto il corpo furono i carabinieri.

    A seguito del brutale episodio la Curia frentana dispose l’allontanamento del parroco, il quale per un periodo di tempo soggiornò in un monastero; quindi tornò a Lanciano con incarico presso un’altra chiesa.
    In due anni di attività pastorale il vescovo Cipollone ha marcato in modo evidente una fitta rotazione di parroci tra le varie parrocchie della Diocesi, sia per rinnovare e rinvigorire l’aspetto spirituale dei fedeli sia per evitare anche quelli che definisce «attaccamenti terreni». Del resto questa estate un altro giovane prete è stato costretto a lasciare la sua parrocchia per il sospetto di una relazione con una donna sposata, troppo invadente.
    Giovedì 08 Novembre 2012 – 15:18

  • Il prete indagato per violenza sessuale.

    Il prete indagato per violenza sessuale.

    Succede nella diocesi di Lanciano

    Un sacerdote della diocesi Lanciano-Ortona è indagato dalla Procura di Lanciano per violenza sessuale ai danni di un giovane maggiorenne del luogo.

    ABRUZZOLIVETV – La notizia dell’indagine a carico del prete, anticipata ieri dalla web tv AbruzzoliveTv, e’ confermata negli ambienti ecclesiastici frentani. Il sacerdote, don Andrea Leite Siqueira Facchini, 36 anni brasiliano, avrebbe importunato un 27enne che frequentava la parrocchia di Sant’Agostino e l’associazione spirituale Legio Sacrorum Cordium (devota ai tre sacri cuori di Maria, Giuseppe e Gesu’ ndc) di cui don Andrea era rispettivamente parroco e assistente spirituale. La violenza sessuale, stando a quanto si apprende, sarebbe avvenuta nel corso di un viaggio a Tenerife (Isole Canarie) che il giovane avrebbe offerto al sacerdote.

    MASSIMO RISERBO – Massimo riserbo da parte della Procura di Lanciano e dal pm titolare dell’indagine, Rosaria Vecchi. Il sacerdote di origini brasiliane e’ stato parroco di Sant’Agostino, dove si tenevano gli incontri della Legio Sacrorum Cordium, fino a ottobre dell’anno scorso.

    IL CANONICO DELLA CATTEDRALE – Attualmente il sacerdote e’ canonico della Cattedrale di Lanciano e assistente del cappellano dell’ospedale Renzetti di Lanciano, dopo essere stato in ritiro lontano dalla diocesi per circa un anno in seguito al pestaggio che subi’ in una notte di ottobre 2011 nell’abitazione del giovane che avrebbe molestato e importunato. In quel pestaggio, don Andrea riporto’ la frattura di un braccio e della mandibola.(AGI)

    http://www.giornalettismo.com/archives/589465/il-prete-indagato-per-violenza-sessuale/

  • Violenza sessuale: indagato un ex parroco del centro storico

    Violenza sessuale: indagato un ex parroco del centro storico

    Il sacerdote avrebbe molestato un 27enne

    Pubblicato il 07/11/2012, 21:07

    La Procura di Lanciano ha aperto un’inchiesta sull’ex parroco di una chiesa del centro storico della città. E l’ipotesi di reato è gravissima: violenza sessuale nei confronti di un 27enne che frequentava la parrocchia e che sarebbe stato oggetto di attenzioni particolari da parte del religioso. Le indagini della magistratura erano partite lo scorso anno, quando il prete rimase vittima di un’aggressione nei pressi di un’abitazione di Villa Andreoli. In un primo momento si pensò a un gruppo di tossicodipendenti, ma pian piano emerse un altro scenario: in quella casa, infatti, viveva il giovane, che aveva lasciato la stessa congregazione religiosa di cui faceva parte anche il parroco e che lui stava cercando di convincere a tornare con insistenza. Il 27enne, che all’epoca era anche fidanzato, raccontò di essere rimasto all’inizio fortemente colpito dalla personalità del sacerdote, e di averlo anche seguito in pellegrinaggi in Grecia, in Brasile e alle Canarie. Poi, però, resosi conto di quegli strani atteggiamenti, si era allontanato dalla chiesa, scatenando una vera e propria persecuzione da parte del prete per convincerlo a ripensarci.

  • Esclusivo – Dalle apparizioni celestiali alle isole Canarie: prete di Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane

    Esclusivo – Dalle apparizioni celestiali alle isole Canarie: prete di Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane

     

    Esclusivo – Dalle apparizioni celestiali alle isole Canarie: prete di Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane

    Dalle apparizioni della Madonna alle isole Canarie: don Andrea Facchini, sacerdote che opera a Lanciano sott’inchiesta per violenza sessuale nei confronti di un giovane. Indaga la Procura di Lanciano. Di Serena Giannico. 07 nov. 12

    http://www.abruzzolive.tv/Esclusivo_-_Dalle_apparizioni_celestiali_alle_isole_Canarie:_prete_di_Lanciano_sott_inchiesta_per_violenza_sessuale_nei_confronti_di_un_giovane-_-_s_6626.html

    Riti contro il demonio e l’infatuazione per un giovane: don Andrea Facchini, parroco di Sant’Agostino a Lanciano, potrebbe essere trasferito per disposizione della Curia. E sulla sua aggressione indagini dei carabinieri. Servizio di Serena Giannico. 14 nov. ’11

    http://www.abruzzolive.tv/servizio-_-_s_5398.html

    l parroco picchiato celebra la messa

    Don André ieri tra i fedeli, nessun accenno all’aggressione

    LANCIANO. È tornato a celebrare messa don André Facchini, parroco di Sant’Agostino, che nei giorni scorsi ha subito una violenta aggressione nella canonica della chiesa da una o più persone. Il volto provato, un braccio vistosamente fasciato da un’ingessatura, don André, che tutti conoscono in parrocchia come don Andrea, è tornato tra i suoi fedeli in occasione della messa dedicata a Tutti i Santi. Puntuale alle 10,30, con la chiesa non troppo gremita, il sacerdote è apparso abbastanza sereno e ha affrontato il sermone e le letture come se nulla lo turbasse. Eppure, appena la settima prima, il sacerdote non aveva potuto celebrare la messa perchè ancora scosso dall’aggressione subita nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. Sotto i paramenti sacri era evidente una fasciatura al braccio sinistro che tuttavia non gli ha impedito di dire messa e distribuire le ostie. Nessun accenno al brutto episodio appena trascorso nemmeno durante l’omelia. Don André ha letto il Vangelo del giorno, le beatitudini, e nella sua omelia ha fatto riferimento al giorno di Tutti i Santi. «Siamo tutti santi del 2000», si è rivolto ai fedeli con l’impercettibile accento brasiliano, «siamo santi se viviamo nell’amore, non solo se amiamo e adoriamo Cristo. È l’amore che ci deve guidare». Don André, 37 anni, ordinato sacerdote nel 2002, nei giorni scorsi era stato vittima di un’aggressione sulla quale stanno indagando i carabinieri a seguito della presentazione di una denuncia. Il parroco è stato malmenato a calci e pugni, forse con una mazza, riportando danni alla mandibola, volto tumefatto e fratture ad un braccio. Secondo alcune indiscrezioni l’aggressione sarebbe stata mirata. Molto probabilmente qualcuno non ha gradito l’intromissione del parroco in delicate questioni personali, legate a problemi familiari o alla dipendenza da droga o alcol. Il quartiere di Lancianovecchia, seppure scosso dall’accaduto, in passato non ha mai avuto problemi di ordine pubblico o così gravi da giustificare aggressioni del genere. (d.d.l.)

    02 novembre 2011

    Parroco aggredito brutalmente
    Don André Facchini preso a pugni da sconosciuti
    Nella foto Don Andrè Facchini
    Don André Facchini, 37 anni, originario del Brasile, parroco di Sant’Agostino, è stato vittima di aggressione nella sera tra giovedì e venerdì scorsi, nella canonica della parrocchia, da una o più persone al momento ignote, che lo hanno colpito con pugni e forse anche una mazza. Il religioso, che era solito rimanere fino a tardi in parrocchia anche con i giovani, è stato aggredito e malmenato. Dopo l’aggressione il sacerdote si è recato al pronto soccorso di Lanciano con il volto tumefatto e danni alla mandibola. Fortunatamente per lui nessun ricovero, ma da allora non si è fatto più vivo in parrocchia e domenica non ha neanche celebrato messa. Sul fatto il più stretto riserbo da parte della Curia arcivescovile, che non rilascia alcuna dichiarazione, sicuramente per tutela del povero parroco, ancora traumatizzato dal grave evento. Anche per la Chiesa frentana si tratta di un fatto di estrema delicatezza, da trattare con il più assoluto riserbo. Nel quartiere, il borgo storico di Lancianovecchia, non si parla d’altro e costituisce mistero chi abbia aggredito il prete e per quale motivo. L’ipotesi più probabile è che il sacerdote sia stato vittima di un gruppo di tossicodipendenti e si parla anche del rapporto di amicizia con un giovane con problemi di dipendenza da alcol o droga, che partecipava agli incontri organizzati dal parroco il sabato pomeriggio. Il ragazzo si sarebbe allontanato, per motivi personali, dalla parrocchia e a quel punto il rapporto si sarebbe incrinato e sarebbero iniziati i litigi e le incomprensioni con il sacerdote, desideroso di offrirgli ancora un aiuto. Si mormora anche di una famiglia della comunità, bisognosa, che non avrebbe gradito certe intromissioni del parroco. Certamente don Andrè è un personaggio particolare, non è un sacerdote comune e non piace a molti perché irruento, burbero, ma soprattutto dedito alle pratiche di esorcismo e anti usura. In questi giorni il parroco vive rinchiuso in casa e non risponde al telefono. Solo pochi contatti, in attesa di ritornare lentamente alle proprie attività quotidiane e alla normalità.

    http://www.lancianonews.net/notizie/territorio/494/parroco-aggredito-brutalmente

  • Molestie sessuali a bimba, prete arrestato

    Molestie sessuali a bimba, prete arrestato

    TERAMO. Le indagini sono scattate a novembre, prima che a livello nazionale scoppiasse lo scandalo dei preti pedofili. Allora in procura è arrivata la denuncia di due genitori che accusavano un prete di aver molestato la loro figlia di 10 anni. Ieri, dopo un’inchiesta lampo e un provvedimento di sospensione già adottato dalle autorità ecclesiastiche, un sacerdote indiano di 40 anni appena rientrato in Italia è finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale.

    Per lui il sostituto procuratore Bruno Auriemma, titolare del caso, ha chiesto un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip. Ma il sacerdote nelle settimane scorse non era in Italia e l’ordinanza si è trasformata in un decreto di latitanza. Qualche giorno fa il sacerdote è rientrato, molto probabilmente convinto di dover nominare solo un avvocato. Ma ieri mattina in procura il religioso prima è stato interrogato dai carabinieri (c’erano il colonnello Antonio Salemme, comandante provinciale, e il capitano Americo Di Pirro, comandante della compagnia di Teramo) e successivamente, alla presenza del suo avvocato, ha reso deposizioni spontanee al pm Auriemma facendo delle ammissioni. Intorno alle 14 è entrato nel carcere di Castrogno con l’accusa di violenza sessuale. Entro i prossimi cinque giorni l’interrogatorio di garanzia davanti al gip.

    LA DENUNCIA. Il caso approda sul tavolo del magistrato nel mese di novembre, quando i genitori di una bambina di 10 anni si rivolgono ai carabinieri per denunciare un prete che avrebbe mol
    estato la loro figlia più piccola.

    Il religioso, D.T., un indiano di 40 anni, (non pubblichiamo il nome per tutelare la minore coinvolta) in quel periodo è stato aggregato per qualche mese nella parrocchia di una frazione del capoluogo. Nel piccolo centro il sacerdote conquista subito la fiducia dei parrocchiani. Così tanto che comincia a frequentare le loro abitazioni. Diventa uno di casa. A tal punto, racconteranno i genitori della piccola ai carabinieri, da entrare nel loro appartamento anche quando la piccola è sola. E proprio in uno di questi momenti che il prete avvicina la bambina, sola in casa, e si denuda per farsi toccare. La bambina scappa e racconta tutto ai genitori. Parte la denuncia, non solo ai carabinieri ma anche alla Curia. Le autorità ecclesiastiche, in via cautelare, sospendono il religioso, mentre scatta l’inchiesta della procura.

    LE INDAGINI. E’ un’indagine complessa e delicata quella che il pm Auriemma porta avanti affidandosi anche ad una psicologa per sentire il racconto della piccola e acquisire nuovi elementi. Un’indagine in cui c’è la collaborazione dell’autorità ecclesiastica.

    Auriemma ascolta i genitori della piccola, ricostruisce i movimenti del sacerdote, acquisisce testimonianze su testimonianze. Dalle indagini fatte sembra che si tratti di un episodio isolato e che non ci siano stati altri casi. Il pm mette insieme un voluminoso rapporto con cui chiede un’ordinanza di custodia che il gip concede. Ma quando l’ordinanza arriva il sacerdote non è più in Italia. Dopo la sospensione da parte delle autorità ecclesiastiche, è tornato in India dai familiari. Sa di essere indagato, sa che i genitori della piccola lo hanno denunciato, ma sicuramente non sa dell’ordinanza di custodia cautelare.

    L’ARRESTO. Qualche giorno fa il religioso rientra in Italia, precisamente a Roma dove è ospite di un centro religioso. Saputo dal suo rientro in Italia, i carabinieri gli notificano un invito a presentarsi per nominare un avvocato.
    Il prete non sa che nei suoi confronti c’è un’ ordinanza di custodia cautelare. In procura viene interrogato dai carabinieri e successivamente rende disposizione spontanee al pm a cui fa parziali ammissioni. Anche se dice di avere ricordi vaghi di quello che è successo. Poco dopo le 14 varca la soglia del carcere di Castrogno. Entro cinque giorni il sacerdote dovrà comparire davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.
    25 aprile 2012

  • Teramo, violenza sessuale su una ragazzina: 10 anni al predicatore degli Zaccardiani

    Teramo, violenza sessuale su una ragazzina: 10 anni al predicatore degli Zaccardiani

    PESCARA – Dieci anni di reclusione per due anni di violenze sessuali (tra il ’98 ed il 2000) su una ragazzina, all’inizio non ancora quattordicenne: è la condanna inflitta dal Tribunale di Teramo ad un uomo, Eliseo Capriotti, 54 anni, all’epoca dei fatti predicatore della comunità teramana dei Zaccardiani. Il pubblico ministero aveva chiesto 8 anni.

    I fatti avvennero all’interno della comunità – secondo l’accusa una setta con regole rigidissime – a cui il padre della ragazzina, seguace egli stesso, la affidava spesso, forte anche del legame di amicizia che aveva con la famiglia dell’imputato. Tra le aggravanti contestate a Capriotti, infatti, anche quella di avere approfittato dell’ospitalità.

    Il processo è scaturito dalla querela, nel 2008, della vittima degli abusi. Oggi ha 27 anni, è sposata e madre e solo nel tempo, come ha detto anche nel processo, ha acquisito consapevolezza di quanto le fosse successo da ragazzina decidendo di denunciare l’uomo.

    Determinante per la condanna, oltre alle testimonianze, anche dei famigliari della ragazza, all’epoca ignari di tutto, è stata la registrazione audio di un incontro tra vittima e carnefice, poco tempo prima del processo.

    Il tribunale ha stabilito anche un risarcimento del danno quantificato in 300 mila euro. Una decisione che sarà immediatamente esecutiva a condanna definitiva.

    14 aprile 2011 | 13:27

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…ardiani-822379/


    Crimini e violenze tra gli zaccadiani: www.zaccardi.altervista.org/

    Il predicatore pentecostale ‘zaccardiano’ Eliseo Capriotti è stato condannato a dieci anni per violenza sessuale su minorenne

    TERAMO. Dieci anni per aver abusato più volte di una giovane adepta, all’epoca dei fatti appena 13enne: è una condanna che va al di là della pena richiesta dal pm quella che il tribunale di Teramo questa mattina ha inflitto ad Eliseo Capriotti, 54enne teramano predicatore di una comunità evangelica.

    La pubblica accusa (pm Laura Colica) di anni ne aveva chiesti otto. I giudici del collegio (presidente Giovanni Spinosa, a latere Angela Di Girolamo e Ileana Ramundo) lo hanno condannato anche al risarcimento di 300mila euro alla parte civile. La sentenza di primo grado molto probabilmente verrà impugnata in appello dai difensori dell’uomo.

    I FATTI. I fatti, secondo l’accusa, si sarebbero verificati proprio nella sede teramana del gruppo religioso, una palazzina di via Pigliacelli, tra il 1998 e il 2002. La vittima li ha raccontati personalmente davanti al collegio in una drammatica udienza di qualche mese fa.

    La donna ha raccontato di quando, 12enne e appena guarita da un tumore, venne mandata dai genitori dai confratelli teramani. Qui più volte avrebbe subito le attenzioni particolari di Eliseo Capriotti, che un paio di volte avrebbe tentato di violentarla senza riuscirvi masturbandosi ripetutamente davanti a lei e spesso svegliandola di notte. L’accusato, secondo la vittima, l’avrebbe costretta al silenzio minacciandola in vari modi (prima «Se racconti qualcosa a qualcuno ti ammazzo», poi «Io sono un predicatore, se mi denunci non ti crede nessuno. Ti cacciamo dalla comunità e ti separiamo dalla tua famiglia»). La tensione nella ragazza era salita al punto da procurarle un’emiparesi e un ricovero in neurologia.

    Poi, la svolta. La giovane riesce ad allontanarsi dalla comunità teramana, riprende gli studi in Puglia e nel 2003 sposa un confratello pugliese. Quando diventa madre, decide («perché anche mio figlio dovrà crescere nella comunità») di denunciare l’uomo che le ha fatto tutto quel male. Ne parla ai familiari, li convince ad aiutarla.

    LA REGISTRAZIONE. Contatta Capriotti con una scusa, lo vede con un registratore acceso addosso e gli fa ammettere le violenze avvenute anni prima. «Prega per me, ho sbagliato», le avrebbe detto l’uomo in quel colloquio. Una registrazione diventata uno dei capisaldi dell’accusa, ieri mattina in aula è stato ascoltato il perito fonico Piero Benedetti. Nel corso delle numerose udienze sono emerse tesi opposte da parte dei vari testimoni. Quelli dell’accusa hanno rievocato episodi della cui gravità all’epoca non si rendevano conto e che hanno compreso solo quando la ragazza ha deciso di raccontare le violenze che avrebbe subìto. Quelli della difesa hanno evidenziato il rapporto di affetto quasi paterno che Capriotti avrebbe avuto con la giovane e sottolineato di non essersi mai accorti che qualcosa non andava. Capriotti non si è presentato davanti ai giudici. Sono state acquisite le dichiarazioni rese al pm.

    di Diana Pompetti

    http://nicolaiannazzo.wordpress.com/2011/0…e-su-minorenne/

    Violenza sessuale sull’adepta
    Dieci anni al pastore evangelico

    Dovrà scontare dieci anni di carcere Eliseo Capriotti, 54 anni di Teramo, predicatore di una comunità evangelica. Per il giudice ha abusato di una fedele che all’epoca dei fatti era minorenne

    di Diana Pompetti TERAMO. Dieci anni per aver abusato più volte di una giovane adepta, all’epoca dei fatti appena 13enne: è una condanna che va al di là della pena richiesta dal pm quella che il tribunale di Teramo questa mattina ha inflitto ad Eliseo Capriotti, 54enne teramano predicatore di una comunità evangelica. La pubblica accusa (pm Laura Colica) di anni ne aveva chiesti otto. I giudici del collegio (presidente Giovanni Spinosa, a latere Angela Di Girolamo e Ileana Ramundo) lo hanno condannato anche al risarcimento di 300mila euro alla parte civile. La sentenza di primo grado molto probabilmente verrà impugnata in appello dai difensori dell’uomo.

    I fatti, secondo l’accusa, si sarebbero verificati proprio nella sede teramana del gruppo religioso, una palazzina di via Pigliacelli, tra il 1998 e il 2001. La vittima li ha raccontati personalmente davanti al collegio in una drammatica udienza. La donna ha raccontato di quando, 13enne e appena guarita da un tumore, venne mandata dai genitori dai confratelli teramani. Qui più volte avrebbe subito le attenzioni particolari di Capriotti, che un paio di volte avrebbe tentato di violentarla senza riuscirvi masturbandosi ripetutamente davanti a lei e spesso svegliandola di notte. L’accusato, secondo la vittima, l’avrebbe costretta al silenzio minacciandola in vari modi (prima «Se racconti qualcosa a qualcuno ti ammazzo», poi «Io sono un predicatore, se mi denunci non ti crede nessuno. Ti cacciamo dalla comunità e ti separiamo dalla tua famiglia»).

    Pastore evangelico: il pm chiede 8 anni

    Slitta il verdetto per l’uomo accusato di aver abusato di un’adepta minorenne

    Giovanni Spinosa presidente del tribunale di Teramo
    Sullo stesso tema

    Violentata dal pastore evangelico

    TERAMO. Per la pubblica accusa è colpevole di aver abusato più volte di un’adepta, all’epoca dei fatti minorenne, e per questo va condannato ad otto anni. E’ la richiesta del pm Laura Colica per Eliseo Capriotti, il predicatore di una comunità evangelica di Teramo. Per la sentenza bisognerà attendere il 13 aprile, data in cui i giudici del collegio (presidente Giovanni Spinosa, a latere Angela Di Girolamo e Ileana Ramundo) si riuniranno in camera di consiglio.

    Ieri pomeriggio parte civile, pm e difesa si sono dati battaglia in arringhe e requisitorie andate avanti per più di cinque ore. Il pubblico ministero ha ripercorso tutta la vicenda, rimarcando con forza le accuse contro l’uomo. L’avvocato di parte civile Ernesto Bucci ha chiesto anche l’invio degli atti al pm per falsa testimonianza a carico di alcuni esponenti della comunità che hanno testimoniato nel corso delle varie udienze. Gli avvocati Fabrizio Acronzio e Gennaro Lettieri, difensori dell’uomo, hanno ribadito la totale estraneità del loro assistito ai fatti.

    I FATTI. I fatti, secondo l’accusa, si sarebbero verificati proprio nella sede teramana del gruppo religioso, una palazzina di via Pigliacelli, tra il 1998 e il 2002. La vittima li raccontati personalmente davanti al collegio in una drammatica udienza di qualche mese fa. La donna ha raccontato di quando, 12enne e appena guarita da un tumore, venne mandata dai genitori dai confratelli teramani. Qui più volte avrebbe subito le attenzioni particolari di Eliseo Capriotti, che un paio di volte avrebbe tentato di violentarla senza riuscirvi masturbandosi ripetutamente davanti a lei e spesso svegliandola di notte. L’accusato, secondo la vittima, l’avrebbe costretta al silenzio minacciandola in vari modi (prima «Se racconti qualcosa a qualcuno ti ammazzo», poi «Io sono un predicatore, se mi denunci non ti crede nessuno. Ti cacciamo dalla comunità e ti separiamo dalla tua famiglia»). La tensione nella ragazza era salita al punto da procurarle un’emiparesi e un ricovero in neurologia.

    Poi, la svolta. La giovane riesce ad allontanarsi dalla comunità teramana, riprende gli studi in Puglia e nel 2003 sposa un confratello pugliese. Quando diventa madre, decide («perché anche mio figlio dovrà crescere nella comunità») di denunciare l’uomo che le ha fatto tutto quel male. Ne parla ai familiari, li convince ad aiutarla.

    LA REGISTRAZIONE. Contatta Capriotti con una scusa, lo vede con un registratore acceso addosso e gli fa ammettere le violenze avvenute anni prima. «Prega per me, ho sbagliato», le avrebbe detto l’uomo in quel colloquio. Una registrazione diventata uno dei capisaldi dell’accusa ieri mattina in aula è stato ascoltato il perito fonico Piero Benedetti. Nel corso delle numerose udienze sono emerse tesi opposte da parte dei vari testimoni. Quelli dell’accusa hanno rievocato episodi della cui gravità all’epoca non si rendevano conto e che hanno compreso solo quando la ragazza ha deciso di raccontare le violenze che avrebbe subìto. Quelli della difesa hanno evidenziato il rapporto di affetto quasi paterno che Capriotti avrebbe avuto con la giovane e sottolineato di non essersi mai accorti che qualcosa non andava. Capriotti non si è presentato davanti ai giudici. Sono state acquisite le dichiarazioni rese al pm.

    1 aprile 2011

    Tutta la setta dei Santissimi sotto scacco
    L’intera setta degli zaccardiani (o “santissimi”) di Teramo si sente sotto scacco a causa del processo per violenza sessuale che vede imputato uno dei suoi predicatori di riferimento, il 50enne Eliseo Capriotti. “Vogliono distruggerci”, sussurrano preoccupati fuori dall’aula ogni volta che il giudice Spinosa interrompe il dibattimento per ritirarsi in camera di consiglio. dai banchi mormorano mentre i familiari della presunta vittima rilasciano le loro dichiarazioni di fronte al giudice. Fanno fronte comune davanti alla ragazzina di 13 anni, oggi cresciuta, sposata e madre di due figli, che con la sua denuncia nei confronti di uno dei loro massimi rappresentanti, ha violato la regole. Rompendo il beato isolamento della comunità protestante pentecostale di Teramo. Un tempo riferimento in Italia e oggi abbandonata dalla maggior parte delle altre comunità proprio per questo processo. Ieri pomeriggio di fronte al collegio del Tribunale di Teramo, presieduto dal giudice Giovanni Spinosa e composto dai giudici Ileana Ramundo ed Angela Di Girolamo, sono andate a confronto le versioni tra accusa, parte offesa e difesa. Leggi l’articolo completo sull’edizione de La Città oggi in edicola.

     

  • Avezzano, in corteo per don Duilio, condannato per molestie

    Avezzano, in corteo per don Duilio, condannato per molestie

    di Luca Sabatini – AVEZZANO. Più di cento fedeli in difesa di don Duilio Testa, l’ex sacerdote di Trasacco che ha patteggiato un anno e 40 giorni di reclusione per molestie sessuali su due giovani extracomunitarie.

    Questa mattina in piazza Risorgimento i sostenitori del parroco originario della Valle Roveto si sono incontrati per manifestare la propria solidarietà, arrivando davanti la sede della diocesi dei Marsi. I fedeli hanno avuto anche la possibilità di un breve colloquio con il vescovo.

    «Sappiate che voglio bene a don Duilio» ha detto monsignor Pietro

    Santoro, vescovo della diocesi dei Marsi. I fedeli, arrivati da Trasacco, Civitella Roveto, Morino, Civita d’Antino e Luco, hanno sfilato in corteo per le strade del centro di Avezzano con striscioni e cartelli.