Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Abruzzo – Molise

  • DON DUILIO E LA VIOLENZA SESSUALE: INTERNET SI SPACCA, UN EVENTO IN SUA DIFESA

    DON DUILIO E LA VIOLENZA SESSUALE: INTERNET SI SPACCA, UN EVENTO IN SUA DIFESA

    TRASACCO – Parte dalla rete sociale di Facebook la difesa di don Duilio Testa, il sacerdote di 80 anni che ha patteggiato un anno e 40 giorni di reclusione dopo un’accusa per violenza sessuale su due donne immigrate.

    Una sostenitrice del prete, infatti, ha creato un “evento pubblico” per chiamare a raccolta tutti quelli che non credono alla sua colpevolezza. “Difendiamo Don Duilio dalle infamanti accuse ke gli sono state rivolte”, attacca la creatrice Sabrina.

    Non si tratta di una “pagina fan” a iscrizione volontaria, come quelle dedicate nel social network alla Juventus o agli U2 e così via, ma di un evento (fittizio in questo caso) che va da ieri, 9 novembre, fino al 30, evento a cui la promotrice ha invitato a partecipare i suoi amici virtuali, schierandosi in difesa di don Duilio.

    Di 662 inviti inviati, in 70 parteciperanno, e si possono identificare con quelli che si schierano dalla parte del sacerdote. Sono 33 invece quelli che hanno rifiutato di partecipare, probabilmente perché credono alla colpevolezza del parroco; infine, 11 gli incerti, e ben 548 persone devono ancora rispondere all’appello. Comunque anche qualsiasi altro iscritto a Facebook non invitato può decidere in qualsiasi momento da che parte stare.

    “Se ho meno della metà di un granello di fede – dice Alessandro, un altro sostenitore – lo devo a Lui, a Don Duilio. Trent’anni d’Africa, tra la desolazione e il nulla, a predicare Dio, a convertire gente, stregoni, rischiando quotidianamente la vita per quel Dio che sventoliamo con false moralità e perbenismo, a raccogliere il dolore degli ammalati all’ospedale, a portare la comunione dentro le case, a celebrare la messa dentro le case! Unico!”.

    Il caso, insomma, continua a dividere nettamente la popolazione del centro marsicano, e ora anche il popolo di Internet.

  • Violenza sessuale: abusò di 2 ragazze, prete patteggia

    Violenza sessuale: abusò di 2 ragazze, prete patteggia

    Don Duilio Testa è un prete molto noto nella Marsica. 80 anni, originario di Castellafiume, ha patteggiato un anno e 40 giorni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di due ragazze.

    La decisione del Giudice del Tribunale di Avezzano, formalizzata nei giorni scorsi, è stata confermata ieri, seppur con disagio, da fonti vicine alla Curia Diocesana dei Marsi. Il sacerdote da quanto si è saputo sarebbe stato immediatamente sospeso dalle sue funzioni.

    Don Duilio è conosciuto soprattutto a Trasacco dove fu trasferito nel 2004 dall’allora vescovo Lucio Renna, da Castellafiume, per sostituire padre Emilio, l’unico frate francescano rimasto nella Chiesa della Madonna del Perpetuo soccorso, al centro di una violenta protesta dei fedeli che occuparono il luogo sacro per diversi mesi contro il trasferimento dello stesso frate.

    Secondo l’accusa Testa avrebbe costretto due giovani ragazze del posto a subire le sue avances nella canonica della Chiesa.

    Le indagini, che si sono protratte per diversi mesi, hanno permesso di accertare, anche con registrazioni, l’effettiva veridicità delle accuse.

    A seguito dell’avvio del procedimento, il sacerdote, assistito dal suo avvocato di fiducia, ha optato per il patteggiamento. Due anni fa il sacerdote arrivò sulle pagine di cronaca nazionale anche per la sua decisione di celebrare messa in una sala giochi e cercare così di rompere l’apatia degli adolescenti che disertano la chiesa. Don Duilio ha trascorso anche 33 anni nell’Alto Congo come missionario.

    09/11/2010 9.35

  • AVEZZANO: PRETE PATTEGGIA VIOLENZA SESSUALE A STRANIERA

    AVEZZANO: PRETE PATTEGGIA VIOLENZA SESSUALE A STRANIERA

    AVEZZANO – Sacerdote sospeso dalla Diocesi di Avezzano (L’Aquila) dopo aver patteggiato un anno e 40 giorni di reclusione per violenza sessuale.

    Si tratta di don Duilio Testa, 80 anni, originario di San Vincenzo Valle Roveto (L’Aquila) e parroco nella basilica dei Santi Cesidio e Rufino a Trasacco (L’Aquila).

    Secondo l’accusa, il prete, arrivato nel Comune del Fucino da diversi anni dopo un lungo periodo di attività missionaria in Africa, avrebbe costretto una giovane straniera a subire “particolari” attenzioni.

    I fatti oggetto dell’accusa sarebbero avvenuti nella canonica della chiesa di Trasacco e tra le prove che avrebbero incastrato il parroco ci sarebbero delle registrazioni.

    Il sacerdote marsicano è stato immediatamente sospeso dal suo incarico su disposizione della diocesi di Avezzano. L’anziano sacerdote è stato per 33 anni nell’Alto Congo come missionario dove si occupava di ben 298 villaggi.

    Don Duilio era già finito nel ciclone mediatico quando nel 2004 arrivò a Trasacco. In quegli anni ci fu l’allontanamento da parte dell’allora vescovo Lucio Renna dell’unico frate rimasto a custodia della Chiesa di Maria Santissima del perpetuo soccorso, padre Emidio.

    A don Duilio, allora parroco di Castellafiume, toccò trasferirsi in un paese mobilitato da mesi con una chiesa presidiata da forze di polizia e sorvegliata dai fedeli che non volevano rinunciare ai frati.

    Alla fine, però, l’anziano prete riuscì a farsi ben volere e fu accettato dalla popolazione.

  • Pedofilia: a Teramo prete condannato a due anni di carcere

    Pedofilia: a Teramo prete condannato a due anni di carcere

    Un prete indiano, arrestato nel dicembre scorso a Teramo per «attenzioni particolari» nei confronti di una bambina di 10 anni, ha patteggiato oggi una condanna a due anni di reclusione, davanti al Gip Marina Tommolini; il pm aveva chiesto la condanna a cinque anni.

    Il prete, che operava da alcuni mesi in una parrocchia del teramano, fu arrestato il 13 aprile scorso, al suo rientro dall’India dove si era recato per un breve periodo per assistere la madre malata. Alle indagini, avviate dopo la denuncia dei genitori della bambina, partecipò attivamente anche la Curia teramana. Il sacerdote è stato condannato anche al risarcimento del dannoalla parte offesa e al ricovero in una comunità protetta per sacerdoti, indicata dal Vaticano.

    Il fatto avvenne il 19 dicembre scorso nell’abitazione della bambina alla presenza della sorellina più piccola. Fu proprio la reazione di quest’ultima a insospettire i genitori che poi parlarono anche con la figlia più grande. In seguito la bimba fu ascoltata dal magistrato con la collaborazione di uno psicologo. Il prete era stato sospeso dalla curia teramana dopo che il suo superiore religioso era venuto a conoscenza dell’inchiesta e aveva denunciato la cosa al vescovo di Teramo. Il parroco non sapeva che nei suoi confronti era stato emesso un’ordinanza di custodia cautelare ed era tornato in Italia per rispondere a una precedente convocazione degli investigatori.

    http://www.giornalettismo.com/archives/72669/pedofilia-teramo-prete-condannato/

  • Don David ammette, la procura di Teramo lo rinvia a giudizio

    Don David ammette, la procura di Teramo lo rinvia a giudizio

    Dopo la conclusione delle indagini la Procura di Teramo ha chiesto il rinvio a giudizio del prete indiano, David T., accusato di molestie sessuali nei confronti di una bambina di dieci anni.

    Un fatto accaduto durante la festività di Natale del 2009 che aveva portato all’arresto del prete pedofilo a metà aprile. Un’indagine condotta dai carabinieri di Teramo con il supporto della Curia teramana che, una volta avvertita di quanto era successo, attraverso il vescovo e il suo vicario ha fatto in modo che la giustizia facesse il suo corso. Il prete, un indiano studente a Roma e «in prestito» alla parrocchia di Magnanella, piccola frazione alle porte di Teramo, era stato arrestato di ritorno da un viaggio in patria, dove era andato a trovare la madre malata. Il prete, difeso dall’avvocato Gianni Gebbia, si trova ora agli arresti domiciliari in un convento di Giulianova, sulla costa teramana, lontano dalle voci della gente, solo a riflettere su quanto ha fatto.

    Subito dopo l’arresto aveva ammesso le sue colpe, aveva chiesto perdono. Un episodio che aveva fatto clamore nei giorni immediatamente successivi all’arresto proprio perché entrato nel vortice delle tante notizie di preti pedofili, ma che si era distinto dagli altri casi proprio per il comportamento della curia. Il vescovo, monsignor Michele Seccia, aveva di fatto anticipato le indicazioni di Papa Benedetto XVI, scegliendo da subito di essere accanto agli investigatori, per cercare di dare concretezza e verità a quanto accaduto. Un episodio che, per quanto doloroso, non doveva coinvolgere nessuno se non il diretto responsabile. Il prete indiano accusato di abusi sessuali sulla bambina avrebbe mostrato il suo pentimento, anche se questo non servirà sui banchi della giustizia terrena.

    L’avvocato difensore potrebbe scegliere di chiedere il rito abbreviato ed arrivare a uno sconto di pena. Nel corso delle indagini era stata anche ascoltata la bambina vittima della violenza. Aveva raccontato alla consulente della Procura, la psicologa di Pescara, Angelozzi, quello che era accaduto quando don David era andato a casa sua, per la benedizione natalizia. Un pomeriggio in cui era sola in casa. Ma nel paese il prete non faceva paura, non poteva far paura. La bimba ha raccontato tutto ai genitori, poco ore dopo il fatto, del regalo, un pupazzo di Babbo Natale che le aveva portato in dono. Mentre il prete la avvicina a sé, nell’altra stanza c’era la sorellina più piccola, di soli sei anni che dormiva. È stata svegliata dagli urli della maggiore, quando il prete le aveva preso la mano e l’aveva poggiata sui suoi genitali.

    Dopo l’urlo era riuscita a fuggire in un’altra stanza e il prete aveva capito che sarebbe stato meglio andare via. La famiglia è molto religiosa e si dimostra subito fiduciosa sia nei carabinieri che nella gerarchia ecclesiastica. Le successive indagini sono state però rallentate dal viaggio in India che don David aveva fatto. Il timore che non tornasse più in Italia. Ma proprio l’impegno della curia ha evitato ciò. La procura aveva emesso un decreto di latitanza, nel frattempo uno scambio di mail con il vicario diocesano, don Davide Pagnotella, che lo aveva raccolto in Italia e ha accompagnato in procura dove gli era stata notificata la misura cautelare. Un episodio che in parte è già stato dimenticato, che vive ancora nella piccola frazione, che adesso ha la chiesa quasi sempre chiusa. Si riapre solo la domenica quando don Tommaso arriva per celebrare la messa. Poche persone, molte anziane. La famiglia della bambina ha avuto contatti con il vescovo, molto riservati. Non è trapelato nulla ma a tutti, in queste ultime settimane ha interessato soprattutto il recupero psicologico della bambina e una nuova tranquillità all’interno della comunità parrocchiale. Adesso si rimane in attesa del processo per chiudere una brutta storia. Per sempre.

  • Prete violenta una bambina, il Gip lo manda in monastero di clausura

    Prete violenta una bambina, il Gip lo manda in monastero di clausura

    TERAMO – Ha violentato una bambina di 10. E’ la barbaria commessa da un prete indiano di 40 anni, arrestato due giorni fa. Il GIP, Guendalina Buccella lo ha rimesso in libertà.

    La richiesta era stata avanzata dal legale del sacerdote, l’avvocato Gianni Gebbia, dopo essersi confrontato con lo stesso giudice.

    Nel corso dell’interrogatorio il sacerdote, che ieri aveva ricevuto la visita del vescovo di Teramo, monsignor Michele Seccia, aveva ammesso l’unico episodio di molestia contestato, pentendosi dell’accaduto.

    Lo stato di collaborazione dell’indiano ha indotto il pubblico ministero Bruno Auriemma a concedere parere positivo e il gip a concedere il beneficio degli arresti domiciliari.

    Il prelato è stato scarcerato e trasferito in un convento di clausura.
    15/04/10 19:07
    Elisabetta Froncillo

  • Il prete pedofilo confessa Il suo gesto era premeditato

    Il prete pedofilo confessa Il suo gesto era premeditato

    Il religioso si era presentato a casa della bimba con un regalo Le urla della sua vittima lo hanno spaventato e costretto alla fuga

    TERAMO Ha ammesso le sue colpe. Ha chiesto perdono. Poi ha detto di non ricordare i dettagli. Di non comprendere bene la lingua.

    Il prete indiano accusato di abusi sessuali su una bambina di nove anni, ai magistrati si è mostrato affranto. Quasi sconvolto di quanto accaduto. Il gip Marina Tommolini ha confermato la custodia cautelare per David T., il sacerdote accusato di abusi sessuali su una bambina di nove anni. Le accuse del pm Bruno Auriemma sono state quindi confermate. Il prete pedofilo resta nel carcere di Teramo. Un interrogatorio difficoltoso, si è resa necessaria la presenza di un interprete.

    Il religioso ha ammesso di essersi fatto toccare dalla bambina, ma ha messo a verbale: «Mi sono subito ritratto». Poi vuoti di memoria. I non ricordo, però, non hanno reso grave la posizione del religioso. Il suo gesto, infatti, è stato premeditato come dimostra il racconto della vittima. La bambina, residente nella piccola frazione di Magnanella, ha parlato con la consulente della Procura, la psicologa di Pescara, Angelozzi, riferendo con precisione quanto accaduto quella mattina.

    Ed è proprio il suo racconto che inchioda David T., e non rende credibile la sua versione del raptus improvviso. La bimba ha raccontato tutto ai genitori, poco ore dopo il fatto, avvenuto tra Natale e Capodanno dello scorso anno. Il sacerdote si presentò a casa della bambina con un pupazzo di Babbo Natale. Le aveva portato un dono. In casa non c’erano i genitori e la bambina non lo voleva fare entrare, ma il sacerdote è riuscito a convincerla. In casa c’era solo la sorellina più piccola, sei anni, che era nella sua stanzetta. L’orco si è subito mostrato per quello che era. Ha preso la manina della piccola e l’ha poggiata sui suoi genitali.

    La bambina, che ha descritto il gesto nei dettagli, ha urlato ed è fuggita in un’altra stanza. L’orco con la tonaca è andato in bagno dove «è rimasto alcuni minuti» racconta la bambina. L’urlo ha svegliato la sorellina che ricorda solo questo particolare. Il prete lascia la casa e la bambina, appena rientrano, racconterà tutto ai genitori. Senza indugi questi si recano dai carabinieri e quindi dal vicario diocesano del vescovo, don Davide Pagnotella, superiore gerarchico del prete indiano.

    La famiglia è molto religiosa e si dimostra subito fiduciosa sia nei carabinieri che nella gerarchia ecclesiastica. Il prete viene convocato e subito ammette. «Mi pento di quello che ho fatto». La diocesi lo sospende immediatamente dal ministero e il prete indiano, viceparroco ad interim della piccola frazione di Teramo, torna a Roma, al convitto internazionale di San Tommaso nel rione Monti. Vi resterà poco tempo. Nel frattempo, causa la grave malattia della mamma in India, padre David T. lascia l’Italia.

    Non sarà una fuga, ma la procura preferisce emettere un decreto di latitanza. L’altro ieri il prete tornato dall’India è stato convocato dalla Diocesi di Teramo e il vicario, don Davide Pagnotella, lo ha accompagnato in procura dove gli stato notificata la misura cautelare. Affranto, quasi pentito ha ammesso davanti al sostituto Auriemma l’episodio. Poi però si è chiuso. Confuso ha detto di non capire la lingua, di non ricordare con certezza cosa aveva fatto. Le stesse cose che ha ripetuto poi nell’interrogatorio di garanzia avvenuto, ieri davanti al gip. L’orco con la tonaca aveva scelto bene la sua vittima. La bambina infatti frequentava la chiesetta della frazione ed era assidua nella lettura dei testi durante la messa. Il piccolo borgo è abbastanza isolato e soprattutto di giorno gli adulti sono pressoché assenti perché si recano al lavoro lontano.

    Il prete venuto dall’India appartiene alla diocesi di Roma, è residente presso il convitto internazionale al Rione Monti e prestato alla diocesi di Teramo-Atri per supplire alla carenza di sacerdoti. Padre David svolgeva infatti il ruolo di parroco ad interim della frazione teramana. Un ministero sacerdotale che svolgeva nei fine settimana e nelle feste comandate. Così ha conosciuto la bambina. Ha acquistato il pupazzo e con questo «cavallo di Troia» ha cercato di approfittare della sua innocenza. Il prete si è fatto toccare. Davanti ai suoi superiori ha ammesso quella che ha chiamato «debolezza», «raptus». I genitori della bambina non hanno avuto dubbi e lo hanno denunciato: prima ai carabinieri e poi al vescovo. Fiduciosi sia nella giustiza degli uomini sia in quella della Chiesa. Il prete orco è in cella, sospeso dalle sue funzioni sacerdotali.

    dagli inviati TERAMO Poche case arroccate sui contrafforti dei Monti della Laga.
    Periferia lontana di Teramo.

    Un grappolo di abitazioni con giardino, i fiori. Silenziose. Su un piccolo sperone di roccia, la chiesa della frazione di Magnanella. Chiusa, apre solo la domenica e per le feste più importanti. Un sacerdote arriva da Teramo, ora c’è don Arturo, un anziano prete che a fatica conquista questo quasi eremo per celebrare messa. Di padre David quasi nessuno parla. «Ah sì, quel prete straniero…- quasi improvvisa una signora intenta a raccogliere il bucato incuriosita dalla presenza di estranei – Sono mesi che non si vede». Del resto il paese si anima solo a sera e la domenica. I cani passeggiano tranquilli per le strade deserte: talmente sicuri da sdraiarsi al centro della carreggiata, impigriti dalla solitudine. Su qualche cancello l’immagine della Madonna. Un camioncino che vende pesce rompe il silenzio con il suo altoparlante, ma nessuno raccoglie il suo appello. La piccola frazione sembra aver cancellato dalla memoria quanto è accaduto. Una società unita e religiosa che ha subito protetto i propri bambini. Diversa l’atmosfera in città, dove gli strilli delle locandine dei giornali fanno bella mostra lungo le strade principali. «Francamente si resta sempre senza parole dinanzi a queste vicende, ma penso che dovremo abituarci perché non sono le prime e non saranno le ultime – racconta Andrea Rossi mentre percorre corso Corso San Giorgio, la via principale della città – c’è bisogno di maggiori controlli e, qualora si ravvisano comportamenti sbagliati, devono essere puniti con fermezza».

    In molti ieri in città hanno apprezzato l’impegno della diocesi e del vescovo in particolare a voler collaborare, per evitare che l’episodio potesse ripetersi. «L’obiettivo che i cattolici devono perseguire anche in gravi casi come questi – racconta Massimo – è quello di non scindere Cristo dalla chiesa. In molti, dopo notizie come queste, viene spontaneo condannare la chiesa in toto, dicendo che una cosa è Cristo un’altra i preti. Ma non è così. Lo ha detto anche il Papa che è nella comunione della Chiesa che incontriamo la persona di Gesù Cristo. La colpa di uno non può diventare colpa di tutti, anche se la tentazione è quella di staccare Cristo dalla Chiesa perché troppo piena di sporcizia per poterlo portare. La tentazione protestante sempre è in agguato». Nella piazza principale di Teramo l’arresto del prete è argomento di tutti, molti guardano con curiosità le telecamere catapultate in città dai grandi network che riprendono la Cattedrale, il palazzo vescovile. I capannelli di pensionati che cercano qualche sprazzo di tiepido sole hanno un solo argomento.

    Ma sono i giovani quelli che cercano di dare risposte che scindono l’errore di un prete dalle accuse massificate. «Hanno fatto bene a fermarlo e, se verranno confermate le accuse, dovrà pagare – dice con convinzione Carla Oronzii – sono cose gravissime, ancora di più se fatte da un prete, ritengo sia giustissimo che la chiesa collabori nel fermare certi soggetti». E c’è chi addirittura ha affrontato l’argomento con i propri figli. «Ormai sui media non si parla d’altro, c’è tanta preoccupazione e si stenta a capire – ha sottolineato Cinzia Morrone – portavo mia figlia a scuola e, come tutte le mattine, si giocava. Abbiamo iniziato con delle associazioni di parole e, una volta detto prete, lei mi ha subito risposto pedofilo. Sono rimasta basita da questa associazione di idee, ma lei con il candore tipico dei bambini mi ha risposto che quella parola l’aveva ascoltata in televisione, parola che forse nemmeno comprendeva bene». Reazioni e sensazioni che comunque plaudono all’atteggiamento voluto dalla Curia in questi mesi, dalla denuncia all’ingresso del prete indiano nel carcere teramano di Castrogno. F.Cap. Mau.Pic.

    14/04/2010

    Il vescovo di Teramo, monsignor Michele Seccia: fiducia nei magistrati
    La Diocesi lo ha sospeso subito e consegnato alla giustizia
    dall’inviato TERAMO «Vivo questi momenti con grande sofferenza.

    Nel silenzio». Il vescovo della diocesi di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia mostra tutto il disagio suo e della diocesi per la vicenda del sacerdote arrestato con l’accusa di pedofilia. Come a voler esorcizzare il male, ieri il vescovo e i sacerdoti della sua diocesi erano in ritiro spirituale in quel di Giulianova. «Fin dall’inizio, con molta discrezione, ma allo stesso tempo con determinazione, abbiamo collaborato con la magistratura. Abbiamo piena fiducia nei giudici e vogliamo che l’inchiesta faccia il suo corso». La Diocesi ha collaborato con le indagini? «Abbiamo agito immediatamente appena i genitori della bambina hanno denunciato il fatto. È stato sentito l’interessato e il vicario diocesano, Davide Pagnottella, ha sentito anche la famiglia. Da quel momento, con molta discrezione per rispetto della vittima, ci siamo messi a disposizione dell’autorità giudiziaria». Il sacerdote «infedele» però aveva lasciato Teramo e l’Italia? «Mentre l’inchiesta giudiziaria faceva il suo corso, la Diocesi ha immediatamente sospeso dal ministero il sacerdote e rimandato a Roma. Dopo è partito per l’India per assistere la madre malata. Al suo ritorno è stato il mio vicario ad accompagnarlo in Procura a Teramo per facilitare l’azione giudiziaria». La Chiesa quindi non ha cercato di nascondere il fatto? «Tutt’altro. La sospensione dall’esercizio ministeriale come previsto dal Codice canonico è stata presa appena il vescovo è venuto a conoscenza del fatto. Ovvero a fine dicembre 2009. Una misura precauzionale. Nel momento in cui sarà emessa una sentenza, saranno presi altri procedimenti. La giustizia civile farà il suo corso, quella canonica è già intervenuta. Ho piena fiducia nel corso della giustizia. Dobbiamo però salvaguardare la dignità della vittima e del colpevole per fare verità». In qualche modo l’atteggiamento della Diocesi di Teramo ha anticipato le linee guide del Vaticano in materia di abusi. Denuncia alla magistratura e sospensione dei preti coinvolti… «Abbiamo semplicemente agito seguendo il senso di responsabilità, di giustizia e di verità». Monsignore ha incontrato i genitori della bambina? «Non ancora. Con loro ha parlato il mio ausiliario. Ho preferito rinviare l’incontro finché la magistratura non avesse accertato tutti i fatti. Non volevo che la mia richiesta fosse interpretata come un modo per mettere a tacere tutto. Non è questa la nostra intenzione. Del resto abbiamo dimostrato di non voler nascondere nulla mettendoci a disposizione dei magistrati». La Chiesa propugna il perdono. Come si fa a perdonare chi ha compiuto atti così efferati? «Il perdono è un percorso. Una scelta consapevole. C’è chi arriva, chi non arriva. Come si fa a perdonare? Questo entra nelle ottiche dell’impossibilità. Ma ci viene incontro Gesù: “Perdona loro che non sanno quello che fanno”. Con questo non voglio sminuire questo o altri che hanno commesso simili abusi. Bisogna comunque cercare di capire cosa deforma la mente». Come affronterà questa vicenda con i suoi fedeli? «C’è tanto clamore da tempo su questa problematica. Ne ho parlato nell’omelia della messa crismale del giovedì santo. Ho detto che non esiste solo questo problema. Esso è grave. Abbiamo responsabilità e ce ne facciamo carico. Lo condanniamo. Provo enorme sofferenza e umiliazione per questo episodio avvenuto nella nostra Diocesi. Ma la Chiesa è altro. È Cristo e la sua Passione». Mau.Pic.

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    14/04/2010

  • Pedofilia/ Vescovo Teramo: Piena fiducia in toghe, prete sospeso

    Pedofilia/ Vescovo Teramo: Piena fiducia in toghe, prete sospeso

    Mons. Seccia: Viva partecipazione a disagio e dolore famiglia
    Roma, 13 apr. (Apcom) – Il vescovo della diocesi di Teramo-Atri, mons.

    Michele Seccia, in riferimento alla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il sacerdote arrestato con l’accusa di pedofilia, A. D., comunica di aver provveduto immediatamente alla sua “sospensione dall’esercizio ministeriale” (Canone 1395) non appena è venuto a conoscenza del fatto (fine Dicembre 2009).

    Nello stesso tempo, precisa una nota, la Curia vescovile si è messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per facilitare le indagini sul caso. La Curia Vescovile precisa che il sacerdote ha prestato servizio in diocesi a seguito di una convenzione tra la diocesi di origine e questa teramana.

    Fa presente, inoltre, che il suo ritorno temporaneo nel paese di origine (India), avvenuto agli inizi del corrente anno, è stato originato da esigenze di ordine famigliare (grave forma leucemica della madre). Il Vescovo, nel confermare la collaborazione con l’autorità giudiziaria, esprime il proprio “sgomento” per la triste vicenda, la piena fiducia nel corso della giustizia e, nello stesso tempo, manifesta sentimenti di viva partecipazione al disagio e dolore della famiglia.

    http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=909956

  • Pedofilia, arrestato prete missionario a Teramo

    Pedofilia, arrestato prete missionario a Teramo

    TERAMO – Un missionario indiano è stato arrestato per pedofilia. Lo scandalo dei “preti-pedofili”, che ultimamente sta investendo la Chiesa nel mondo, ha toccato anche Teramo. Un sacerdote di 39 anni, lunedì sera è finito in manette per presunti abusi su una bambina di 10 anni.

    Le molestie, secondo una prima ricostruzione, si sarebbero verificate nel periodo di Natale, nella frazione Magnanella, dove il prete era vice parroco fino a pochi mesi fa, prima di essere trasferito a Roma. Alle indagini ha collaborato la Curia di Teramo, dopo che a denunciare la violenza erano stati gli stessi genitori della bambina ai quali la figlia aveva raccontato tutto.

    L’orribile episodio si sarebbe verificato nell’abitazione della piccola. L’arresto è stato seguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria dopo l’ordine del Gip. Il missionario proprio oggi era tornato dall’India dove si era recato per visitare la madre malata.

    Intanto dal Vaticano arriva un vademecum, pubblicato sul sito web della Santa Sede, su come comportarsi nei casi di abusi: “Si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità”.

    Pedofilia, arrestato prete missionario a Teramo
    Lunedì 12 Aprile 2010 20:30

    Teramo. Missionario indiano arrestato per pedofilia. La bufera sui cosiddetti preti-pedofili, che in questi giorni tiene banco a livello mondiale, si abbatte anche su Teramo. Un prete indiano di 39anni, che fino a qualche mese fa è stato vice-parroco nelle frazione di Magnanella di Teramo, questa sera è finito in manette per una presunta storia di molestie e violenze sessuali ai danni di una bimba di 10 anni.

    La vicenda, secondo una prima ricostruzione, si sarebbe verificata nel periodo natalizio, nella frazione Magnanella, dove il prete di 39 anni avrebbe molestato una ragazzina di 10 anni. L’episodio si sarebbe verificato nell’abitazione della piccola. A denunciarlo sono stati i genitori della bambina, che si sarebbero accorti degli strani comportamenti della figlia, che poi avrebbe avuto il coraggio di condifarsi. Il protagonista delle attenzioni sessuali, già nei mesi scorsi, era stato allontanato dalla curia dalla parrocchia di San Michele Arcangelo (a testimonianza della collaborazione data dalla curia agli inquirenti), e trasferito in un convitto a Roma. Questa sera il missionario, però, è stato arrestato su disposizione del Gip del tribunale di Teramo. Ogg il religiosoi era tornato dall’India dove si era recato per visitare la madre malata. Il sacerdote, pur dipendendo dal vescovo di Teramo per l’attività parrocchiale, fa capo al superiore del suo ordine religioso. L’arresto è stato seguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria presso la Procura che da alcuni mesi indagava dopo la denuncia dei genitori della piccola.

    http://www.cityrumors.it/2010041214958/ter…o-a-teramo.html

  • Pedofilia, arrestato sacerdote nel Teramano

    Pedofilia, arrestato sacerdote nel Teramano

    In carcere un prete quarantenne di origini indiane per presunti abusi sessuali su una bambina di 10 anni. Il fatto sarebbe avvenuto a Natale a casa della vittima

    Ancora scandali a sfondo pedofilo nell’ambito della Chiesa. In carcere stavolta finisce un prete quarantenne di origini indiane. L’accusa è di presunti abusi sessuali su una bambina di 10 anni.

    Il fatto sarebbe avvenuto durante il Natale scorso a casa della vittima, nel Teramano. La Curia di Teramo sta collaborando alle indagini.

    L’episodio è stato denunciato dagli stessi genitori della bambina, i quali hanno raccolto una confidenza della figlia. Fonti di stampa riferiscono che dalle indagini dei carabinieri sarebbero emersi elementi tali da indurre la Procura della Repubblica a chiedere l’arresto che è stato ordinato dal Gip.
    12-04-2010