Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Città del Vaticano

  • #PRETIPEDOFILI, Caro Bergoglio, sulla pedofilia proprio non ci siamo

    #PRETIPEDOFILI, Caro Bergoglio, sulla pedofilia proprio non ci siamo

    Ludovica Eugenio – Caro papa Francesco, siamo molto toccati, come tutti nel mondo, dal tuo approccio pastorale e umano e dall’attenzione nei confronti di coloro che stanno ai margini della società, ma sul tema degli abusi non ci siamo proprio. Questo il succo di una lunga lettera aperta al papa che lo staff del settimanale cattolico statunitense National Catholic Reporter] ha pubblicato a mo’ di editoriale il 6 marzo. Di fronte alle altissime aspettative che il papa ha suscitato nel suo primo anno di pontificato, «per un senso di urgenza estrema» occorre sollevare, afferma il settimanale, la questione degli abusi sessuali.

    Verità nascoste Nell’intervista a Ferruccio De Bortoli, pubblicata sulCorriere della Sera il 5 marzo scorso, il papa afferma che gli abusi sessuali lasciano «ferite profondissime» e che «le statistiche sul fenomeno della violenza sui bambini sono impressionanti, ma mostrano anche con chiarezza che la grande maggioranza degli abusi avviene in ambiente familiare e di vicinato». «La Chiesa cattolica – è ancora papa Francesco a parlare – è forse l’unica istituzione pubblica ad essersi mossa con trasparenza e responsabilità. Nessun altro ha fatto di più. Eppure la Chiesa è la sola ad essere attaccata».
    «Queste affermazioni – sostiene il settimanale americano, che ha cominciato a parlare di abusi dal 1985 – contengono una certa verità, ma nascondono anche verità più difficili». L’altra faccia della medaglia è che «nessun’altra istituzione sulla Terra ha avuto i mezzi o la volontà di nascondere questi crimini tanto a lungo. La realtà è che, mentre i casi di abusi su minori sono orrendi, lo scandalo più ampio e più persistente consiste nel numero di vescovi e cardinali che hanno nascosto questo peccato, hanno pagato alle vittime somme enormi di denaro perché tacessero e hanno rifiutato di riferire persino ai loro colleghi vescovi e preti i problemi potenziali derivanti dal trasferimento dei preti problematici». Insomma, se la Chiesa ha messo in atto misure che, sì, probabilmente funzioneranno per prevenire abusi nel futuro, «per decenni le gerarchie della Chiesa hanno negato l’esistenza del problema, hanno mentito sul numero delle persone coinvolte e hanno lottato, a un costo elevatissimo, perché non emergessero le dimensioni del problema». E nessuno di costoro sta pagando. Se oggi la Chiesa sta facendo di più di qualsiasi altra istituzione per proteggere i bambini, scrive l’National Catholic Reporter, «è solo grazie all’enorme pressione pubblica esercitata dalle vittime e da altri nella Chiesa che chiedono verità».

    Le oscure “periferie” della Chiesa In questo senso, le persone che stanno ai margini di cui parla il papa sono proprio le vittime degli abusi, persone ferite profondamente nella loro vita e dalla Chiesa, la comunità che avrebbe dovuto offrire loro il massimo bene spirituale. E allora, «di tutte le periferie del mondo che hanno bisogno di attenzione, nessuno ha più bisogno della sua attenzione più urgentemente di coloro le cui vite sono state sconvolte da preti pedofili», scrive la direzione del National Catholic Reporter. Alla luce di questo, «papa Francesco, la esortiamo a incontrare le vittime degli abusi», il prossimo Giovedì Santo, con una celebrazione di riconciliazione dedicata alle vittime degli abusi sessuali perpetrati da membri del clero: «Ascolti le loro storie. Lavi i loro piedi».

    Un film già visto Analoghe riflessioni, con un tono molto duro, quelle del canonista statunitense p. Tom Doyle – difensore delle vittime della violanza sessuale e co-autore del primo rapporto sugli abusi nel 1986 – ospitate sullo stesso Ncr il 6 marzo scorso: papa Francesco ha stupito e incoraggiato, ma riguardo alle sfide più gravi e ai problemi più profondi della Chiesa, «non ha fatto quasi nulla». I suoi commenti nell’intervista del Corriere della Sera evidenziano «che sta usando lo stesso copione stanco e irrilevante che i vescovi hanno consumato negli ultimi anni». Lo scandalo degli abusi, scrive Doyle, è di una tale gravità che fa impallidire tutti gli altri, compresi quelli, pure sensazionali, legati alla finanza e al riciclaggio di denaro: questi sono poca cosa di fronte «alla menzogna, alla manipolazione e alla risposta senza pietà alle vittime che hanno contraddistinto la questione degli abusi fin da quando è diventata di pubblico dominio». Adesso, dall’elezione di Francesco «un anno è passato e i suoi passi sono stati minimi»: ha reso l’abuso sessuale un crimine nello Stato del Vaticano, «un passo così insignificante da renderlo quasi comico». Non ha fatto dichiarazioni solenni o informali sul tema e ha fatto ben poco contro i vescovi che hanno coperto i loro preti: se ha laicizzato il vescovo ausiliare mons. Gabino Miranda di Ayacucho, Perù, accusato di pedofilia, «che ne è dei vescovi che hanno continuato a proteggere i colpevoli e a punire vittime innocenti incoraggiando tattiche brutali nei tribunali?», si chiede p. Doyle.

    Solo fiumi di parole? Certo, c’è il recente annuncio della prossima creazione di una commissione di esperti sugli abusi, «ma finora non è stato fatto nulla»: «Il papa non ha bisogno di un’altra commissione e di più esperti che elaborino ancora più rapporti con espressioni di condanna ancora più forti. Commissioni del genere affronterebbero lo scandalo degli abusi nella prospettiva delle esigenze della Chiesa istituzionale, con lo scopo primario del recupero della sua credibilità»: «Finora è stato sempre così, e continuare a farlo in questo modo è una regressione». Ciò di cui c’è autentica necessità è invece la cura pastorale, il benessere spirituale delle vittime e, alla luce di questo, «l’unica categoria di risposta accettabile è l’azione. Basta coi segreti. Basta con le negazioni. Basta con gli autoelogi e soprattutto con la tolleranza di vescovi che hanno speso milioni di dollari e di euro donati per tutelarsi a spese delle vittime». E riprendendo la frase dell’intervista in cui il papa attribuisce alla Chiesa trasparenza e responsabilità, afferma che si tratta di un copione «che andava abbandonato anni fa»: «Purtroppo, Santo Padre, la Chiesa cattolica non si è mossa con trasparenza e responsabilità, ha fatto esattamente il contrario». E anche il «coraggio» dimostrato da papa Benedetto XVI nell’affrontare la questione, non è altro che un insieme di «misure burocratiche, ma nessuna azione decisiva è stata intrapresa per dare speranza alle vittime».

    Contro l’Onu solo arroganza L’ultimo capitolo della riflessione di Doyle riguarda la denuncia da parte delle Nazioni Unite sulla colpevolezza del Vaticano nello scandalo. «Il Vaticano ha reagito con la sua solita arroganza ottusa, accusando il comitato dell’Onu di non capire come funziona la Chiesa e di interferire con sacre questioni dottrinali. Il punto è, invece, che il comitato aveva proprio capito come funziona il sistema vaticano». A far parte della commissione vaticana neocostituita, perciò, dovrebbero essere proprio le vittime e le conclusioni del rapporto del comitato Onu dovrebbe esserne l’oggetto; «non vescovi e cardinali che sono stati parte del problema e che non possono essere parte della soluzione». In conclusione, in questa fase, la cosa migliore che la gerarchia istituzionale può fare è seguire un sempre valido consiglio tattico militare: «O fai da guida, o segui, o ti togli di mezzo».

    Ludovica Eugenio, Adista

  • Papa al clero di Roma: colpito dalle accuse contro un gruppo di voi. Chiedo scusa

    Papa al clero di Roma: colpito dalle accuse contro un gruppo di voi. Chiedo scusa

    Città del Vaticano – (Adnkronos) – Papa Bergoglio si riferisce a un caso di alcuni mesi fa, quando un sacerdote, poi arrestato per calunnia, accusò un gruppo di preti romani per un preteso giro di prostituzione minorile.

    Città del Vaticano, 6 mar. (Adnkronos) – Papa Francesco assicura la sua vicinanza al gruppo di sacerdoti romani, investito dall’accusa di prostituzione minorile. “Sono stato molto colpito e ho condiviso il dolore per le accuse fatte contro un gruppo di voi – sottolinea il Papa all’inizio dell’incontro con il clero di Roma nell’Aula Paolo VI in Vaticano – Ho visto il dolore di queste ferite ingiuste: una pazzia. Voglio dire pubblicamente che io sono vicino al presbiterio”. Le frasi di Jorge Mario Bergoglio si riferiscono a un caso sollevato alcuni mesi fa, quando un sacerdote, poi arrestato per calunnia, accusò un gruppo di preti romani per un preteso giro di prostituzione minorile.

    “Voglio chiedere scusa a voi, non tanto come vostro vescovo ma come Papa, perché uno degli accusatori è del servizio diplomatico”. Una vicenda, assicura Francesco, che “non è stata dimenticata. Si studia il problema perché questa persona sia allontanata. Si sta cercando la via, è un atto grave di ingiustizia, vi chiedo scusa per questo”.

    Sempre rivolto al clero romano, il Papa ha ricordato che “il prete è chiamato ad avere un cuore che si commuove: i preti asettici, ‘da laboratorio’, non aiutano la Chiesa”.

  • Pedofilia, gli occhi del Papa sulla Diocesi di Savona

    Pedofilia, gli occhi del Papa sulla Diocesi di Savona

    Savona – Il “dossier pedofilia” della diocesi di Savona arriva nelle mani di Papa Francesco. A consegnarlo direttamente al pontefice, un medico della cittadina ligure, Luisa Bonello, ex ministro dell’Eucarestia e catechista, strettamente legata agli ambienti cattolici, che di recente ha assunto una posizione critica verso la chiesa, delusa dalla mancata assunzione di responsabilità e di concreti provvedimenti da parte della Curia savonese nei confronti dei preti pedofili. La Bonello ha portato i casi savonesi a Roma, sulla scrivania di Papa Francesco. Che, sul tema, è stato molto chiaro invitando alla massima trasparenzatutti i vescovi italiani. Quella trasparenza che è mancata a Savona, come emerso dagli stessi documenti che la magistratura savonese fece acquisire, perquisendo la cassaforte della diocesi, e sequestrando i carteggi dei vescovi con Joseph Ratzinger, contenenti precise indicazioni che invitavano a occultare le responsabilità dei sacerdoti che avevano compiuto abusi sui minori nel savonese.

    Vicende gravi, oggi a disposizione nei dettagli del Vaticano. «Di recente sono stata tre giorni a Roma, in Vaticano, nella residenza di Santa Marta, dove risiede il Papa – racconta la dottoressa savonese. – Stufa di vedere la mia diocesi tradita dai suoi stessi ministri, ho chiesto un incontro per riferire e testimoniare sulla delicata vicenda». Tre giornate intense nel corso delle quali la Bonello ha incontrato un alto prelato e ha avuto occasione di parlare con il Pontefice diverse volte. «Durante il viaggio – dice – ho consegnato il dossier che ho messo insieme in questi anni relativo alla vicenda savonese. Sentenze della magistratura, lettere, testimonianze scritte da cui si evince con chiarezza l’omertà dei vari vescovi che si sono succeduti nella diocesi».

    Le accuse della Bonello sono estremamente gravi nei confronti di tutta la curia ma, soprattutto, nei confronti dell’attuale vescovo Vittorio Lupi. «Tutto è cominciato per caso, quando due miei pazienti si sono aperti con me e mi hanno rivelato di essere stati abusati da sacerdoti della nostra diocesi – racconta. – Ho cercato di approfondire le vicende e, purtroppo, si è aperta anche per me una pagina estremamente dolorosa della storia della nostra chiesa. Ingenuamente, ho riferito a monsignor Lupi tutto quello che sapevo, certa che sarebbe intervenuto immediatamente. Nulla. Lui si informava, mi interrogava ripetutamente e insistentemente cercando di capire che cosa sapevo e che cosa riferivano le vittime. Alla lunga sono giunta a una conclusione dolorosa: il mio vescovo sapeva tutto e mi stava usando. Voleva sapere sino a che punto io e i laici potevamo conoscere le vicende che, peraltro, lui stesso conosceva già benissimo». Secondo la Bonello l’atteggiamento del vescovo nei suoi confronti cambia proprio quando, da fedelissima della curia savonese, si trasforma in una “pentita” affamata di verità. «Ero Ministro dell’Eucarestia e somministravo la Comunione ai malati – dice la Bonello – e mi è stato revocato il mandato. Mi è stato anche impedito di frequentare il mio padre spirituale, Don Nino Majo, che è venuto involontariamente a contatto con le vicende della pedofilia essendo figura guida di don Nello Giraudo, condannato per pedofilia nel 2012, e di don Pietro Pinetto, i cui casi sono risultati reali ma prescritti. Che non sia questo il motivo per cui sono stata allontanata dal sacerdote: per il rischio, cioè, che venissi a conoscenza di altre, gravi, realtà che si sono verificate nella nostra diocesi?». Durissima la reazione di monsignor Lupi. «Non intendo commentare le falsità riferite da una donna che agisce per vendetta – le parole del vescovo. – Una persona vendicativa che, per via della revoca del Ministero eucaristico, ha tirato fuori delle menzogne contro la nostra Chiesa».

    http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2014/02/08/AQ5oIijB-pedofilia_diocesi_savona.shtml

  • Pedofilia, il Vaticano replica all’Onu: “Accuse ideologiche, siamo sorpresi”

    Pedofilia, il Vaticano replica all’Onu: “Accuse ideologiche, siamo sorpresi”

    Pubblichiamo questo articolo perche è corretto dare voce anche al Vaticano. Sottolineiamo questo in quanto le dichiarazioni della Santa Sede a nostro avviso sono ipocrite.

    La commissione ONU ha posto una serie di domande al Vaticano e ha chiesto una serie di documenti, che però non sono stati forniti. Al tempo stesso, fino ad oggi la Santa Sede ha sempre rifiutato il dialogo con vittime ed associazioni omettendo anche qualunque tipo di supporto alle vittime, ha anzi continuato a demonizzarle e screditarle, aumentando così la loro agonia.

    Al momento il Vaticano non è ne affidabile, ne credibile cioè non è in grado di fornire nessuna procedura che garantisca la tutela dei minori affidati al clero. La documentazione che emerge fino ad oggi prova che il Vaticano, al di la delle dichiarazioni ha continuato sistematicamente a insabbiare crimini, proteggere i criminali pedofili e tutelare l’immagine della chiesa. Per questo motivo, più che legittimo l’ONU è arrivato a ragionevoli conclusioni.

    La risposta di monsignor Silvano Tomasi, ambasciatore vaticano, al rapporto delle Nazioni Unite sulle presunte coperture dei preti pedofili da parte della Santa Sede.

    A proposito delle dure accuse al Vaticano sulla questione degli abusi su minori commessi da esponenti del clero, lanciate nelle osservazioni conclusive del Comitato Onu per i diritti del fanciullo, mons. Silvano Tomasi dice alla Radio Vaticana che “bisognerà aspettare, leggere attentamente e analizzare in dettaglio quanto scrivono i membri di questa Commissione”, ma “la prima reazione è di sorpresa, perché l’aspetto negativo del documento che hanno prodotto è che sembra quasi che fosse già stato preparato prima dell’incontro del Comitato con la delegazione della Santa Sede, che ha dato in dettaglio risposte precise su vari punti, che non sono state poi riportate in questo documento conclusivo o almeno non sembrano essere state prese in seria considerazione”. Di fatto, secondo l’osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, “il documento sembra quasi non essere aggiornato, tenendo conto di quello che in questi ultimi anni è stato fatto a livello di Santa Sede, con le misure prese direttamente dall’autorità dello Stato della Città del Vaticano e poi nei vari Paesi dalle singole Conferenze episcopali”. Quindi, “manca la prospettiva corretta e aggiornata che ha visto in realtà una serie di cambiamenti per la protezione dei bambini che mi pare difficile di trovare, allo stesso livello di impegno, in altre istituzioni o addirittura in altri Stati”. Per quanto riguarda poi la raccomandazione fatta alla Santa Sede di cambiare la sua posizione sulla questione dell’aborto, mons. Tomasi sottolinea che “questo Comitato non ha fatto un buon servizio alle Nazioni Unite, cercando di introdurre e richiedere alla Santa Sede di cambiare il suo insegnamento non negoziabile!”. “Probabilmente delle Organizzazioni non governative – che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni – hanno certamente avuto le loro osservazioni da presentare e in qualche modo hanno rafforzato una linea ideologica”, conclude l’osservatore permanente della Santa Sede.

    http://www.unionesarda.it/articolo/notizie_mondo/2014/02/05/pedofilia_il_vaticano_replica_all_onu_accuse_ideologiche_siamo_sorpresi-3-353050.html

  • Pedofilia, padre Lombardi: «L’Onu ha snaturato la Santa Sede»

    Pedofilia, padre Lombardi: «L’Onu ha snaturato la Santa Sede»

    Dura risposta del Vaticano al rapporto con le accuse di abusi sui minori: «Siamo stupefatti».

    Per quanto padre Lombardi tenti di ribadire che non esista nessun attrito tra l’Organizzazione delle Nazioni Unite e la Santa Sede, il rapporto dell’Onu sulla pedofilia in Vaticano rischia di aver incrinato seriamente le relazioni con il ‘palazzo di vetro’.

    IL RAPPORTO HA LIMITI GRAVI. «Non è il caso di parlare di scontro fra l’Onu e il Vaticano», ha dichiarato il portavoce padre Lombardi, ricordando che le Nazioni Unite «sono una realtà molto importante per l’umanità di oggi».
    Ma la Santa Sede non ci sta e il rapporto sui preti pedofili presenta, secondo il gesuita, «limiti gravi».
    «In particolare», ha spiegato, «sembra grave la non comprensione della natura specifica della Santa Sede».
    Un fatto, ha aggiunto, su cui «si ha diritto di stupirsi».

    DATO ASCOLTO A ONG OPPOSTE ALLA CHIESA. Le Nazioni Unite avrebbero quindi trasceso i loro compiti, prestando ascolto eccessivo alle organizzazioni non governative non cattoliche: «Il modo di presentare le obiezioni e l’insistenza su diversi casi particolari sembrano insinuare che si sia data molta maggiore attenzione a Ong ben note, pregiudizialmente contrarie alla chiesa cattolica e alla Santa Sede, che non alle posizioni del Vaticano stesso», ha ribattuto Lombardi.

    INTERFERENZA DELL’ONU. Non solo: per il portavoce del papa, le osservazioni del Comitato Onu sull’infanzia «interferiscono nelle posizioni dottrinali e morali della chiesa cattolica».

    http://www.lettera43.it/cronaca/pedofilia-padre-lombardi-l-onu-ha-snaturato-la-santa-sede_43675121792.htm

  • E’ ufficiale lo dice l’ONU. Il Vaticano ha permesso e coperto gli abusi su minori.

    E’ ufficiale lo dice l’ONU. Il Vaticano ha permesso e coperto gli abusi su minori.

    Pedofilia, commssione Onu contro il Vaticano

    CITTA’ DEL VATICANO – Pesante atto d’accusa della commissione Onu per i diritti umani nei confronti del Vaticano a proposito dei preti pedofili. In un durissimo rapporto, l’organismo delle Nazioni Unite denuncia le politiche della Santa Sede che hanno permesso a religiosi di abusare sessualmente di decine di migliaia di bambini e ragazzi. E chiede l’apertura degli archivi sui responsabili di quegli atti e sugli uomini di chiesa che hanno coperto i loro crimini.

    La commissione critica il Vaticano anche per le sue posizioni sull’omosessualità, la contraccezione e l’aborto.

    http://www.repubblica.it/esteri/2014/02/05/news/pedofilia_onu_vaticano-77747762/

  • Preti pedofili, Santa Sede sotto accusa.

    Preti pedofili, Santa Sede sotto accusa.

    Preti pedofili, Santa Sede sotto accusa.

    Le scelte del Vaticano hanno permesso abusi sessuali su decine di migliaia di bambini, violando la convenzione per i diritti dei minori.
    Lo ha detto l’Onu in un rapporto in cui sottolinea le responsabilità della Chiesa nello scandalo dei preti pedofili (leggi il pdf).
    Il pesante atto d’accusa è arrivato dalla commissione delle Nazioni Unite per i diritti dei minori, che ha denunciato le politiche della Santa Sede che hanno permesso a religiosi di abusare sessualmente di decine di migliaia di bambini e ragazzi. Nel mirino sono finite anche le posizioni del Vaticano su omosessualità e aborto.
    La Santa Sede ha replicato vedendo in alcune di queste critiche un «tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa».
    «RIMUOVERE I RESPONSABILI». L’organismo dell’Onu ha chiesto «l’immediata rimozione» dei responsabili di abusi sui minori, che dovrebbero essere «consegnati» alle autorità civili, oltre all’apertura degli archivi sui pedofili e sugli uomini di Chiesa che hanno coperto i loro crimini.
    «LA CHIESA NON HA RICONOSCIUTO I CRIMINI». Il Comitato si è detto «seriamente preoccupato» dal fatto che la Santa Sede «non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi e non abbia adottato le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sessuali su minori e per proteggere i bambini».
    POLITICHE E PRATICHE SOTTO ACCUSA. Inoltre il Vaticano «ha adottato politiche e pratiche» che hanno portato alla prosecuzione di abusi e all’impunità degli autori.
    Le osservazioni finali sono state stilate in seguito all’esame del rapporto della Santa Sede dello scorso gennaio sul rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo.
    SANTA SEDE: «LINEA IDEOLOGICA». La replica del Vaticano è stata piccata. «L’aspetto negativo del documento che l’Onu ha prodotto è che sembra quasi che fosse già stato preparato prima dell’incontro del Comitato con la delegazione della Santa Sede», ha detto monsignor Tomasi, osservatore vaticano all’Onu di Ginevra, che ha parlato di «linea ideologica».
    Successivamente il segretario di Stato Pietro Parolin ha fatto sapere che «la Santa Sede si riserva di rispondere dopo aver preso conoscenza e aver approfondito i rilievi fatti» dal rapporto.

    La S.Sede rimuova “immediatamente” dal loro incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, o che ne è sospettato, perché finora ha “adottato politiche e pratiche” che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all’impunità degli autori. Lo si legge nel rapporto del Comitato Onu sui diritti dei bambini. Le denunce di abuso sessuale giunte in Vaticano dal 2000 al 2011 e, in particolre, i casi di pedofilia

    «Codice del silenzio per coprire i crimini»

    L’organismo Onu garante dei diritti dei minori ha ricordato in particolare lo scandalo irlandese delle ‘case Magdalene’, istituti gestiti da suore in cui le ragazze facevano le lavandaie, in condizioni di semi-schiavitù.
    Nel rapporto si ricorda che i responsabili degli abusi sono stati spostati di parrocchia in parrocchia «in un tentativo di coprire questi crimini», difficilmente riferibili alle autorità giudiziarie nei Paesi in cui sono stati commessi «a causa di un codice del silenzio imposto su tutti i membri del clero sotto la pena della scomunica».
    «QUANTI SONO I FIGLI DEI PRETI?». Il Comitato dell’Onu ha esortato la Santa Sede a «valutare il numero di bambini nati da preti cattolici, scoprire chi sono e prendere tutte le misure necessarie per garantire i diritti di questi bambini a conoscere e ad essere curati dai loro padri», ponendo fine alla pratica degli «accordi di riservatezza» nell’ambito dei piani di sostegno finanziario per le madri.
    «DEPENALIZZARE L’OMOSESSUALITÀ». Al Vaticano è stato chiesto poi di «condannare tutte le forme di molestia, discriminazione o violenza contro bambini sulla base del loro orientamento sessuale o quello dei loro genitori e di sostenere gli sforzi a livello internazionale per la depenalizzazione dell’omosessualità».
    CRITICHE SULL’ABORTO. Infine l’Onu ha invitato la Chiesa a «rivedere la propria posizione sull’aborto» quando è a rischio la vita e la salute delle donne incinte e a «identificare circostanze in cui l’accesso ai servizi di aborto possa essere ammesso» modificando il canone 1398 in materia. Il Comitato ha citato con «profonda preoccupazione» le sanzioni decise dalla Chiesa nel 2009 in Brasile contro una madre e un medico che praticò l’aborto per salvare la vita a una bimba di nove anni, rimasta incinta dopo essere stata violentata dal patrigno.

    http://www.lettera43.it/cronaca/l-onu-vaticano-responsabile-degli-abusi-sessuali-sui-bambini_43675121598.htm

  • Vaticano all’ Onu: saremo esempio contro la Pedofilia

    Vaticano all’ Onu: saremo esempio contro la Pedofilia

    A Ginevra si è parlato dell’applicazione della Convenzione per i diritti del fanciullo (Convention on the Rights of the Child, Crc). Nel Rapporto della Santa Sede il nunzio Tomasi ribadisce l’impegno della Chiesa per contrastare il crimine degli abusi.

    Oggi a Ginevra la sede delle Nazioni Unite è stata teatro di una discussione sull’applicazione della Convenzione sui diritti del fanciullo.

    In particolare sono stati esaminati i rapporti sull’applicazione in alcuni stati della convenzione. Il rapporto della Santa Sede è stato presentato da monsignor Silvano Maria Tomasi, Nunzio Apostolico della Santa Sede alle Nazioni Unite a Ginevra. Tomasi ha ribadito a chiare lettere l’impegno della Chiesa per affrontare il crimine degli abusi, sia a livello centrale che a livello periferico, nelle singole realtà a cominciare dalle strutture educative. È stato ripercorso l’impegno degli ultimi papi per contrastare la pedofilia, da Giovanni Paolo II, da BenedettoXVI e da papa Francesco.

    Il rappresentante vaticano ha poi ricordato che a dicembre scorso Papa Francesco ha deciso di istituire una commissione “ad hoc” per la prevenzione della pedofilia del clero. Tomasi ha pure fatto un implicito riferimento al caso di un diplomatico vaticano “cittadino dello Stato della Città del Vaticano,  messo sotto indagine per presunti crimini sessuali compiuti contro bambini al di fuori del territorio dello Stato della Città del Vaticano”. Riferimento al caso dell’ex nunzio apostolico nella Repubblica domenicana, il polacco Jozef Wesolowski, indagato nel paese latino-americano e in Polonia, dimesso da rappresentante vaticano il 21 agosto e richiamato da allora da Roma.

    Interpellato sul nodo della non-estradizione dagli esperti dell’Onu, Tomasi ha peraltro ribadito che, in forza delle nuove norme approvate da Papa Francesco, Wesolowski verrà processato in Vaticano (e non dunque estradato) in quanto diplomatico della Santa Sede. L’ex nunzio sarà processato, non solo, canonicamente, dalla congregazione per la Dottrina della fede, ma anche, penalmente, dal tribunale vaticano. L’indagine, ha detto Tomasi, è in corso e il presule polacco sarà giudicato con “la severità che merita”.

    http://www.gdp.ch/notizie/esteri/vaticano-allonu-saremo-esempio-contro-la-pedofilia-id8631.html

  • Preti pedofili: Vaticano davanti all’ Onu per abusi sui minori

    Preti pedofili: Vaticano davanti all’ Onu per abusi sui minori

     (AGI) – Ginevra, 16 gen. –
    Per la prima volta il Vaticano dovra’ dare spiegazioni dinanzi all’Onu per gli abusi sessuali compiuti da alcuni preti sui minori.

    Una delegazione del Vaticano e’ attesa oggi dinanzi agli esperti del Comitato della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia, a Ginevra, che valutera’ la risposta data dalla Chiesa agli abusi sessuali compiuti da alcuni preti nel corso degli anni.

    Si tratta della prima volta che la Santa Sede viene interrogata da un organismo internazionale per aver coperto per anni lo scandalo. Sono state alcune organizzazioni e vittime statunitensi, europee e messicane a far arrivare il dossier sul tavolo del comitato. Il comitato, del quale fa parte anche l’italiana Maria Rita Parsi e che ha sede a Ginevra, si ispira alla Convenzione sui diritti dell’Infanzia, firmata da 193 Stati, tra i quali anche la Santa Sede: una convenzione che chiede ai firmatari di prendere le misure necessarie per proteggere i bambini dai pericoli e porre il loro benessere in cima a tutto.

    Il Vaticano ha ratificato la Convenzione nel 1990. Accusato per anni di aver coperto lo scandalo, il Vaticano nel 2011, scosso dall’entita’ del fenomeno, ha ordinato a tutti i vescovi di denunciare alla giustizia ordinaria del proprio Paese i membri del clero accusati di pedofilia e papa Benedetto XVI prima e poi papa Francesco hanno promesso una nuova linea.
    Il Comitato non ha poteri giuridici per punire i colpevoli e imporre riforme, ma una sanzione sarebbe un brutto colpo per la Chiesa che sta cercando di darsi una nuova immagine. (AGI) .

    http://www.agi.it/cronaca/notizie/201401160839-cro-rt10026-preti_pedofili_vaticano_davanti_all_onu_per_abusi_sui_minori

  • Sesso orale con bambini: Il Vaticano concede “l’immunità diplomatica Vaticana”. Qualcuno aveva dubbi?

    Sesso orale con bambini: Il Vaticano concede “l’immunità diplomatica Vaticana”. Qualcuno aveva dubbi?

     Cari amici,

    l’uomo che vedete in foto si chiama Józef Wesolowski, ed é un importante Arcivescovo di origine Polacca.

    Voi vi starete chiedendo: e quindi?

    Beh, e quindi nelle ultime ore, le autorità Polacche hanno rilasciato un mandato di cattura internazionale nei confronti dell’Arcivescovo, Józef Wesolowski, per aver costretto alcuni giovani domenicani, ad avere rapporti di sesso orale con lui.

    Ma il Vaticano ha risposto picche: “il nostro confratello Wesolowski, gode di immunità diplomatica e, in ogni caso, la Santa Sede non autorizza l’estradizione dei suoi cittadini.“

    Insomma senza usare mezzi termini… il Vaticano protegge e nasconde l’ennesimo Prete-Pedofilo.

    Vedete, amici, come scritto più volte trovo indecente ed inammissibile il comportamento del Vaticano… che puntualmente protegge questi Pedo-Criminali.

    Le violenze sui bambini, sono un crimine contro l’umanità TUTTA… chi le compie andrebbe rinchiuso a vita, chi vede e chi sa, ma non denuncia, ne diventa complice a tutti gli effetti.

    Il Vaticano, una volta coperto questo Pedo-Criminale si limiterà a spostarlo in una località lontana da quella dove aveva commesso gli abusi… Anche questa mancanza è stata una costante che, fino ad oggi, ha permesso la reiterazione dei reati!!!!

    Il Pedo-Criminale in queste condizioni continuerà indisturbato a commettere abusi, protetto dall’immunità diplomatica Vaticana che non ha alcun obbligo di denuncia.

    Nella grande maggioranza dei casi, per non dire la totalità, il Pedo-Criminale verrà spostato di parrocchia in parrocchia, dove nessuno lo conosce…

    Ed ecco qui la giostra della pedofilia!!!

    Andrea Mavilla

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